Parrebbe una piccola cosa, e infatti lo è.
Oggi Christian Rocca si indigna sulla vicenda di Federico Aldrovandi, un giovane ferrarese morto in circostanze ancora poco chiare dopo essere stato fermato dalla polizia.
Giornalismo di impegno civile dopo la vergogna su Guantanamo, no ? Encomiabile, no ?
Solo che Rocca fa le cose a suo modo, con la superficialità che gli compete. E scrive:
Com'è possibile che questa storia non sia in prima pagina su tutti i giornali
Liberazione lo ha fatto. Ma davvero sono più importanti gli gne-gne di Gad ("mi dispiace ma non ci credo deve essere stato un fotoreporter") Lerner su Mimun di un ragazzo che entra vivo in una caserma e ne esce morto, morto in questo modo?
Peccato solo che Federico Aldrovandi, la notte in cui morì, non sia mai entrato in una caserma. Né da vivo nè da morto. Come è arcinoto a chiunque abbia seguito anche solo un minimo, anche solo di striscio, la vicenda, Federico è stato fermato, ammanettato ed è morto su una strada, nei pressi dell’ippodromo di Ferrara.
E’ una sbavatura, un dettaglio. Ma è quel genere di dettagli che si tirano dietro il mondo: Christian Rocca non sa nulla, ma proprio nulla, del caso Aldrovandi (cosa che di per se non è certo una colpa) eppure decide ugualmente di scriverne (cosa che è una colpa grave, se fai il giornalista di mestiere infinitamente di più).
Qui non ci sono detenuti senza accusa né processo come a Guantanamo (una vicenda non semplicissima, in punta di diritto, secondo Rocca), qui c’è una vicenda, questa sì, estremamente delicata. Ci sono perizie e contro-perizie che non concordano sulle cause della morte. C’è una ricostruzione dei fatti, allo stato, ancora difficoltosa. Ci sono polemiche sulla modalità delle indagini. C’è un clima di tensione che si taglia col coltello. Eppure Rocca ci si butta come un elefante in cristalleria. Lui linca la prima pagina di Liberazione (probabilmente il peggior giornale tra quelli che hanno seguito la vicenda, ma questo è un altro dicorso) con la foto – molto forte, è vero - del ragazzo. E urla la sua indignazione formato grassetto. Ma dietro non c’è niente, proprio niente. Proprio Rocca.
mercoledì, febbraio 22, 2006
martedì, febbraio 21, 2006
Storici Satanici/1
E' possibile che punire il sonno della ragione con l'uso della prigione generi mostri più brutti ancora. L'antinazismo fascista, tipo.
lunedì, febbraio 20, 2006
Il paradosso al potere
Tu fai una dichiarazione
Io ti dico no. Questa dichiarazione che hai fatto è violenta. Dunque tu sei un violento. Quindi non sei d'accordo con me. Anzi: sono io che non sono d'accordo con te. Perchè io sono un nonviolento. E quindi mi rifiuto categoricamente di candidarmi ad amministrare assieme a te l'organismo che gestisce il monopolio della violenza.
Io mi candido. Tu resti fuori.
Io ti dico no. Questa dichiarazione che hai fatto è violenta. Dunque tu sei un violento. Quindi non sei d'accordo con me. Anzi: sono io che non sono d'accordo con te. Perchè io sono un nonviolento. E quindi mi rifiuto categoricamente di candidarmi ad amministrare assieme a te l'organismo che gestisce il monopolio della violenza.
Io mi candido. Tu resti fuori.
sabato, febbraio 18, 2006
Neoromantici del catastrofismo snob
Un tempo avevano l'eskimo, la vera tolfa e si lasciavano ammaliare da Lenin, Mao e Che Guevara... a chi gli ribatteva che, forse, dico forse, non era proprio tutt'oro quel che luccicava di grigio cemento bolscevico urlavano "Borghese!".
Eran giovani e forti, erano comunisti. E non avevano capito granche', sopratutto visto che di borghesi ce n'erano troppo pochi e loro dovevano esercitarsi picchiando i poliziotti ed i carabinieri, che borghesi non erano.
Poi vennero "quelli che Muccino" e la loro avversione per la vita in scatola, il cane Max, il tappeto falsorientale, i viaggi Valtur... etc, etc, etc. A chi gli faceva notare che non erano proprio degli aborigeni australoidi nemmeno loro urlavano: "Trentenne!".
Eran giovani e forti, erano idealisti di ritorno. E molti di loro sbavavano per una sedia al Ministero. Per fortuna non picchiarono quasi nessuno perche' il calo delle nascite aveva reso i trentenni una generazione striminzita.
Poi vennero i "catastrofisti di grido" con le loro profezie sulla fine del mondo: una volta per colpa dell'effetto serra, poi per via dell'inquinamento, della guerra nucleare, dell'ebola e chi piu' ne ha piu' ne metta. A chi non li capiva gridavano: "Egoista figlio di pa'"
Si unirono ai nogglobbal e l'ultima volta che sono stati avvistati mangiavano un panino al formaggio sulla Routa Nueve facendo l'autostop: "ci sono un sacco di ghiacciai in Patagonia, almeno salviamo quelli". La volta prima un supposto figlio-di-pa' che faceva l'impiegato al Lingotto li aveva rastrellati con una mano pesante come quella di un fabbro.
Oggi eccoti i "crossculturalisti", gli equilibristi che, in bilico sul baratro del fanatismo antioccidentale, arringano all'occidente ottuso, stupido, ignorante e corrotto. A chi gli fa notare che il capo della comunita' mussulmana russa ha incitato i suoi 14 milioni di fedeli a picchiare gli eventuali partecipanti al Gay Pride urlano: "Razzista ignorante!".
Ignorante e' chi ignora. Deficente e' chi manca di qualcosa. Io ignoro i motivi per cui qualcuno voglia picchiare o uccidere un gay (sia esso cattolico, musulmano o comunista come Castro), a qualcun altro manca il senso della realta'.
Eran giovani e forti, erano comunisti. E non avevano capito granche', sopratutto visto che di borghesi ce n'erano troppo pochi e loro dovevano esercitarsi picchiando i poliziotti ed i carabinieri, che borghesi non erano.
Poi vennero "quelli che Muccino" e la loro avversione per la vita in scatola, il cane Max, il tappeto falsorientale, i viaggi Valtur... etc, etc, etc. A chi gli faceva notare che non erano proprio degli aborigeni australoidi nemmeno loro urlavano: "Trentenne!".
Eran giovani e forti, erano idealisti di ritorno. E molti di loro sbavavano per una sedia al Ministero. Per fortuna non picchiarono quasi nessuno perche' il calo delle nascite aveva reso i trentenni una generazione striminzita.
Poi vennero i "catastrofisti di grido" con le loro profezie sulla fine del mondo: una volta per colpa dell'effetto serra, poi per via dell'inquinamento, della guerra nucleare, dell'ebola e chi piu' ne ha piu' ne metta. A chi non li capiva gridavano: "Egoista figlio di pa'"
Si unirono ai nogglobbal e l'ultima volta che sono stati avvistati mangiavano un panino al formaggio sulla Routa Nueve facendo l'autostop: "ci sono un sacco di ghiacciai in Patagonia, almeno salviamo quelli". La volta prima un supposto figlio-di-pa' che faceva l'impiegato al Lingotto li aveva rastrellati con una mano pesante come quella di un fabbro.
Oggi eccoti i "crossculturalisti", gli equilibristi che, in bilico sul baratro del fanatismo antioccidentale, arringano all'occidente ottuso, stupido, ignorante e corrotto. A chi gli fa notare che il capo della comunita' mussulmana russa ha incitato i suoi 14 milioni di fedeli a picchiare gli eventuali partecipanti al Gay Pride urlano: "Razzista ignorante!".
Ignorante e' chi ignora. Deficente e' chi manca di qualcosa. Io ignoro i motivi per cui qualcuno voglia picchiare o uccidere un gay (sia esso cattolico, musulmano o comunista come Castro), a qualcun altro manca il senso della realta'.
venerdì, febbraio 17, 2006
Christian Rocca ha la faccia come il culo
Lui continua a dire che Guantanamo si bè però insomma, io continuo a dire cosa penso di lui (e di quelli come lui)
giovedì, febbraio 16, 2006
ma il sondaggio farlocco, per favore, no
Se ne usciremo vivi, dagli anni Zerozero, spero che uscendo ritroveremo una verità che abbiamo lasciato all'ingresso, vale a dire: i sondaggi non sono notizie. Al massimo sono presunzioni di notizie. Preparazioni a una notizia. In mancanza di meglio li possiamo anche considerare notizie: ma non lo sono.
"E i sondaggi falsi? Sono notizie o no?"
Qui vale una delle leggi fondamentali del giornalismo, vedi cane-morde-uomo. E cioè: se una persona importante racconta bugie, fa notizia: ma se quella persona è Silvio B. non fa più notizia da un pezzo. Provasse a mordere un cane, allora sì.
Il fatto è che non viviamo in un regime di "mancanza di meglio". Ne abbiamo, di cose di cui parlare. Dugento pagine di programma, tanto per gradire. O anche solo dieci punti. E invece ci buttiamo a litigare su sondaggi falsi o presunti. E' la solita vecchia strategia del polverone, e ci caschiamo sempre. Poi ci diranno che la siamo meritata.
"E i sondaggi falsi? Sono notizie o no?"
Qui vale una delle leggi fondamentali del giornalismo, vedi cane-morde-uomo. E cioè: se una persona importante racconta bugie, fa notizia: ma se quella persona è Silvio B. non fa più notizia da un pezzo. Provasse a mordere un cane, allora sì.
Il fatto è che non viviamo in un regime di "mancanza di meglio". Ne abbiamo, di cose di cui parlare. Dugento pagine di programma, tanto per gradire. O anche solo dieci punti. E invece ci buttiamo a litigare su sondaggi falsi o presunti. E' la solita vecchia strategia del polverone, e ci caschiamo sempre. Poi ci diranno che la siamo meritata.
martedì, febbraio 14, 2006
come un fastidioso scricchiolio
"Il grafico sul rendimento dei bond europei qua sotto (parte di uno studio dell'OCSE) evidenzia una cosa su tutte: che gli investimenti pubblici dei paesi della UE non valgono una sega
Questo può voler dire che peggio di così non può andare (non è infatti previsto il rendimento sotto lo zero, o meglio in questo caso è prevista la guerra civile). Dirò di più: il grafico dell'area Euro è identico a quello dei Bond argentini prima che in massa la gente andasse a chiedere almeno quei pochi soldi rimasti; col risultato che tutti ricorderete".
Ma questa cosa risulta solo a lui?
Questo può voler dire che peggio di così non può andare (non è infatti previsto il rendimento sotto lo zero, o meglio in questo caso è prevista la guerra civile). Dirò di più: il grafico dell'area Euro è identico a quello dei Bond argentini prima che in massa la gente andasse a chiedere almeno quei pochi soldi rimasti; col risultato che tutti ricorderete".
Ma questa cosa risulta solo a lui?
lunedì, febbraio 13, 2006
nogglobbalismo del Terzo millennio Terzomondista
sottotitolo: "ma quanto siamo alternativi?"
Riassunto delle puntate precedenti:
c'e' uno (uno) che disegna Maometto con la bomba in testa e ci sono altri (pochi, pochissimi) che incendiano ambasciate e minacciano di morte a casaccio per causa di quell'uno. Taluni potrebbero anche sprofondare nel terrore... ma, per fortuna, dico io, arrivano loro: i prodi paladini del "nogglobbalismo del Terzo millennio Terzomondista". Piu' che una filosofia, una fede! Martiri dello sfascismo, sacerdoti del sapere iniziatico, rivoluzionari del cavillo, si ergono, in modo davvero chic, a difesa di quei pochi (pochissimi) ed al massacro indiscriminato di tutti l'altri per via di quell'uno. I pochi (pochissimi) reagiscono in virtu' dell'affronto subito (dicono) che come ogni affronto, si lava nel sangue? (suggeriamo). Mah no (insistono), che dite, siam contro la violenza... eh si', diciamo noi, ma quelli, i pochi (pochissimi), menano. Magari soffrono, si sbattono, vengono umiliati, ma menano. Siete come Calderoli (qualunquizzano)... ma va' (ribattiamo)... lo vedi? (chiosano) Se non siete come i Calderoli siete come tutti gli altri... gli Illuministi... e allora che si fottano, vecchi Illuministi decrepiti... che ne sanno loro della fame?
Nuovo episodio:
Non hai mai vissuto almeno cinque anni in un paese islamico? E allora che ti parli? Se non sai, taci. Solo vivendo con loro e ragionando come loro capirai perche' alcuni di loro (pochi, pochissimi) incendiano le ambasciate. Gli altri? Quelli che non incendiano? Quelli che non credono che il fanatismo religioso sia congruente col Corano? Quelli che ricordano che Maometto era assai tollerante (assai)? Beh... che vuoi, si' ci sono pure loro... ma, insomma, mica fa notizia parlare di loro, difendere loro... vuoi mettere? Siamo o non siamo eroi? Viva il Che! Ohibo', non ci farete morire all'ombra di una bisunta bustina di patatine, o di una bibita gassata o, peggi'emmai (neologismo), di un'automobile inquinante. Noi si va al fronte, la' dove infuria la battaglia di lettere infilate a caso una dietro l'altra. Una ad esempio? C R O S S C U L T U R A L C O M M U N I C A T I O N.
Riflessione: non conosco bene l'Islam... pero' gli italiani li conosco bene. E gli snob pure. Parliamo di quelli. Un tempo la chiamavano esterofilia, e compravano Bergkamp. Ora fa chic l'Islam-fanatico-filia. E vabbe'.
Il presente e' scritto di getto come sfogo contro il sovrabbondare di prediche... prediche e prediche. Se non c'e' il papa ci sono i nogglobbal, se non ci sono loro, c'e' Bin, senno' c'e' George o Silvio, senno' i Terzomondisti... e io mi sono rotto dei moralismi, anche di quelli para-illuminati da nogglobbal del terzo millennio. E terzomondisti. Snob.
By the way... pretendo quanto meno di essere difeso contro ogni attacco come e piu' di quelli che bruciano ambasciate: andate a studiarvi il mio retroterra culturale e le mie difficolta' sociali.
Riassunto delle puntate precedenti:
c'e' uno (uno) che disegna Maometto con la bomba in testa e ci sono altri (pochi, pochissimi) che incendiano ambasciate e minacciano di morte a casaccio per causa di quell'uno. Taluni potrebbero anche sprofondare nel terrore... ma, per fortuna, dico io, arrivano loro: i prodi paladini del "nogglobbalismo del Terzo millennio Terzomondista". Piu' che una filosofia, una fede! Martiri dello sfascismo, sacerdoti del sapere iniziatico, rivoluzionari del cavillo, si ergono, in modo davvero chic, a difesa di quei pochi (pochissimi) ed al massacro indiscriminato di tutti l'altri per via di quell'uno. I pochi (pochissimi) reagiscono in virtu' dell'affronto subito (dicono) che come ogni affronto, si lava nel sangue? (suggeriamo). Mah no (insistono), che dite, siam contro la violenza... eh si', diciamo noi, ma quelli, i pochi (pochissimi), menano. Magari soffrono, si sbattono, vengono umiliati, ma menano. Siete come Calderoli (qualunquizzano)... ma va' (ribattiamo)... lo vedi? (chiosano) Se non siete come i Calderoli siete come tutti gli altri... gli Illuministi... e allora che si fottano, vecchi Illuministi decrepiti... che ne sanno loro della fame?
Nuovo episodio:
Non hai mai vissuto almeno cinque anni in un paese islamico? E allora che ti parli? Se non sai, taci. Solo vivendo con loro e ragionando come loro capirai perche' alcuni di loro (pochi, pochissimi) incendiano le ambasciate. Gli altri? Quelli che non incendiano? Quelli che non credono che il fanatismo religioso sia congruente col Corano? Quelli che ricordano che Maometto era assai tollerante (assai)? Beh... che vuoi, si' ci sono pure loro... ma, insomma, mica fa notizia parlare di loro, difendere loro... vuoi mettere? Siamo o non siamo eroi? Viva il Che! Ohibo', non ci farete morire all'ombra di una bisunta bustina di patatine, o di una bibita gassata o, peggi'emmai (neologismo), di un'automobile inquinante. Noi si va al fronte, la' dove infuria la battaglia di lettere infilate a caso una dietro l'altra. Una ad esempio? C R O S S C U L T U R A L C O M M U N I C A T I O N.
Riflessione: non conosco bene l'Islam... pero' gli italiani li conosco bene. E gli snob pure. Parliamo di quelli. Un tempo la chiamavano esterofilia, e compravano Bergkamp. Ora fa chic l'Islam-fanatico-filia. E vabbe'.
Il presente e' scritto di getto come sfogo contro il sovrabbondare di prediche... prediche e prediche. Se non c'e' il papa ci sono i nogglobbal, se non ci sono loro, c'e' Bin, senno' c'e' George o Silvio, senno' i Terzomondisti... e io mi sono rotto dei moralismi, anche di quelli para-illuminati da nogglobbal del terzo millennio. E terzomondisti. Snob.
By the way... pretendo quanto meno di essere difeso contro ogni attacco come e piu' di quelli che bruciano ambasciate: andate a studiarvi il mio retroterra culturale e le mie difficolta' sociali.
buoni auspici
"Caro Lunardi, se avessi detto alle popolazioni locali: mettetevi il cuore in pace l'opera si farà, saremmo ancora al punto di partenza"
Pier Luigi Bersani parlando della differenza tra il modo di operare del centrosinistra (Firenze-Bologna) rispetto al centrodestra (Torino-Lione)sull'alta velocità, qualche decina di giorni fa
"L'opera si farà e basta"
Romano Prodi parlando della Torino-Lione, oggi
(astieniti dal seggio, lotta nel sociale)
Pier Luigi Bersani parlando della differenza tra il modo di operare del centrosinistra (Firenze-Bologna) rispetto al centrodestra (Torino-Lione)sull'alta velocità, qualche decina di giorni fa
"L'opera si farà e basta"
Romano Prodi parlando della Torino-Lione, oggi
(astieniti dal seggio, lotta nel sociale)
C'è solo Lia
Quello che io ho visto, abbiate pazienza, è una parte del mondo che teorizza e spiega la sua irrefrenabile e sorprendente urgenza di precipitarsi a disegnare Maometto ricorrendo all'armamentario di un movimento culturale e filosofico che risale a tre secoli fa, riciclato e stiracchiato allo scopo di spiegare ad altri che loro sono arretrati.
Tutti illuministi, tutti piombati nel 2000 direttamente dal '700.
La sinistra europea che, per dialogare col resto del mondo, mostra la propria modernità rispolverando i precetti del dispotismo illuminato.
Certo che ne abbiamo fatta, di strada.
Questa alzata di scudi, ne sono certa, non è da figli di Voltaire.
E' da figli della Valtur, più che altro.
E' il prodotto diretto della pretesa di andare ovunque, parlare con chiunque, credere di conoscere tutto senza mai spostarsi dal proprio villaggio, sempre uguale, da Agadir a Ko Samui. Con gli stessi abiti. Con lo stesso cibo. Mantenendo intatte le stesse certezze.
Ma vi pare che funzioni?
Tutti illuministi, tutti piombati nel 2000 direttamente dal '700.
La sinistra europea che, per dialogare col resto del mondo, mostra la propria modernità rispolverando i precetti del dispotismo illuminato.
Certo che ne abbiamo fatta, di strada.
Questa alzata di scudi, ne sono certa, non è da figli di Voltaire.
E' da figli della Valtur, più che altro.
E' il prodotto diretto della pretesa di andare ovunque, parlare con chiunque, credere di conoscere tutto senza mai spostarsi dal proprio villaggio, sempre uguale, da Agadir a Ko Samui. Con gli stessi abiti. Con lo stesso cibo. Mantenendo intatte le stesse certezze.
Ma vi pare che funzioni?
l'oppio è la religione dei popoli
(Da anni volevo usare un titolo così).
"E se gli scontri nelle periferie francesi fossero legate alla penuria di cannabis? Quando Bruxelles ha chiesto a Marocco di diminuire la produzione di hascisc - tra l'85 e il 90% della resina di cannabis confiscata in Europa viene dal Paese nordafricano - non ha tenuto conto del ruolo della droga nella pace sociale. Senza rimettere in discussione le ragioni profonde degli scontri scoppiati in autunno (come la disoccupazione, che riguarda quasi il 40% dei giovani), il mensile [francese] Technickart sostiene che la penuria di hascisc potrebbe aver contribuito a far salire la tensione fra i giovani. Innanzitutto a causa del nervosismo dei fumatori in astinenza o sotto l'effetto di droghe più pesanti.
"Il popolo ha sempre usato la cannabis per resistere alle situazioni difficili, perché è un po' come la foglia di coca, che permette di camminare per ore senza sentire la fatica", spiega un sociologo [chi?]. La seconda causa è la diminuzione del trafficio di stupefacenti. Un anonimo poliziotto spiega: "Con la cannabis i giovani si concentrano su un piccolo traffico, che non disturba molto. Se lo sopprimi, si dedicano ad azioni molto più violente, come le rapine".
(Internazionale, 10/2/06, pag. 74).
"E se gli scontri nelle periferie francesi fossero legate alla penuria di cannabis? Quando Bruxelles ha chiesto a Marocco di diminuire la produzione di hascisc - tra l'85 e il 90% della resina di cannabis confiscata in Europa viene dal Paese nordafricano - non ha tenuto conto del ruolo della droga nella pace sociale. Senza rimettere in discussione le ragioni profonde degli scontri scoppiati in autunno (come la disoccupazione, che riguarda quasi il 40% dei giovani), il mensile [francese] Technickart sostiene che la penuria di hascisc potrebbe aver contribuito a far salire la tensione fra i giovani. Innanzitutto a causa del nervosismo dei fumatori in astinenza o sotto l'effetto di droghe più pesanti.
"Il popolo ha sempre usato la cannabis per resistere alle situazioni difficili, perché è un po' come la foglia di coca, che permette di camminare per ore senza sentire la fatica", spiega un sociologo [chi?]. La seconda causa è la diminuzione del trafficio di stupefacenti. Un anonimo poliziotto spiega: "Con la cannabis i giovani si concentrano su un piccolo traffico, che non disturba molto. Se lo sopprimi, si dedicano ad azioni molto più violente, come le rapine".
(Internazionale, 10/2/06, pag. 74).
sabato, febbraio 11, 2006
Si continua a dimagrire
Ci sono volte che ti senti pesante, uno che scrive solo cose pesanti, seriose, pallose, sempre a menarla con l’etica, la morale e la mia è più morale della tua e no sei tu che sei un bamboccione viziato e così via. E ti dici ma io non sono così, io non sono questo, cioè almeno non sempre. E vorresti essere leggero come certi blog che ti piacciono tanto o come Andrea Marcenaro che l’altro giorno ti ha fatto tanto ridere con le mutande danesi.
Poi leggi che esce il rapporto di Amnesty International su Guantanamo (riassunto in italiano su Repubblica) e di nuovo pensieri foschi.
E il tempo che passa invano. E la più grande democrazia che sprofonda nella barbarie. E tutti quanti che si abituano e manco strillano più. (strillano per le vignette)
E poi quel quesito minore, epperò sottilmente inquietante, che ti balza per la testa.
Ma anche sessant’anni fa era possibile difendere i campi di concentramento e scrivere su Vanity Fair ?
Poi leggi che esce il rapporto di Amnesty International su Guantanamo (riassunto in italiano su Repubblica) e di nuovo pensieri foschi.
E il tempo che passa invano. E la più grande democrazia che sprofonda nella barbarie. E tutti quanti che si abituano e manco strillano più. (strillano per le vignette)
E poi quel quesito minore, epperò sottilmente inquietante, che ti balza per la testa.
Ma anche sessant’anni fa era possibile difendere i campi di concentramento e scrivere su Vanity Fair ?
il sovrastrutturismo va in citta'
Una qualunque Domenica, un punto qualunque della penisola: sassaiola contro un pulman di tifosi avversari, botte da orbi ad una famigliola che entrava allo stadio, accoltellamenti a soggetto.
Da Domenica sera a Mercoledi' sera: reprimenda senza soluzione di continuita' da ogniddove. Che siano stati provocati o meno con saluti fascisti e comunisti o financo tirando in ballo la mamma e la nonna, non c'e' giustificazione che tenga per i tifosi teppisti: alla gogna... bestie, incivili, assassini, delinquenti (e mughinate a piacere)!
Giovedi': lungo, cavernoso e profondo post di Leo con annessa analisi psicosociopatologica del perche' e percome i teppisti suddetti non hanno completamente torto, che', anzi, e' forse piu' colpa nostra che loro.
... Oh, Leo, non mi deludere... mica me li snobberai solo perche' questi adorano Eupalla invece che una divinita' qualunque!! Voglio una bella sovrastruttura... direi un due piani. Con mansarda, grazie.
(oh, si fa per scherzare. pero' se mi censuri vado da Martelli con Cragno)
Da Domenica sera a Mercoledi' sera: reprimenda senza soluzione di continuita' da ogniddove. Che siano stati provocati o meno con saluti fascisti e comunisti o financo tirando in ballo la mamma e la nonna, non c'e' giustificazione che tenga per i tifosi teppisti: alla gogna... bestie, incivili, assassini, delinquenti (e mughinate a piacere)!
Giovedi': lungo, cavernoso e profondo post di Leo con annessa analisi psicosociopatologica del perche' e percome i teppisti suddetti non hanno completamente torto, che', anzi, e' forse piu' colpa nostra che loro.
... Oh, Leo, non mi deludere... mica me li snobberai solo perche' questi adorano Eupalla invece che una divinita' qualunque!! Voglio una bella sovrastruttura... direi un due piani. Con mansarda, grazie.
(oh, si fa per scherzare. pero' se mi censuri vado da Martelli con Cragno)
venerdì, febbraio 10, 2006
"dialogare, dialogare, dialogare"
Ma anche Ferrara, come si fa a prenderlo sul serio?
E' un po' come la Fallaci. All'apparenza, ti stanno chiamando alle armi. C'è da difendere l'occidente! Nella pratica, sono fortunati se riescono a spostare il sedere dei loro lettori di qualche centimetro.
Vai sul Foglio, è tutto un fuoco e fiamme. "Morire per un branco di cretini, questo è troppo". Massì! Lotta dura! Ma cosa dobbiamo fare, in concreto?
Salta fuori che si tratta di comprare biscottini danesi. Ma va. E tu saresti lo strenuo difensore dei valori occidentali. I biscottini. Il lego. Ma darsi un contegno?
La cosa fantastica è che dopo tanto fuoco e tante fiamme va in tv, riceve Berlusconi, e gli chiede (cito a memoria): 'non trova che dopo gli attentati in Turchia Ratzinger avrebbe dovuto dire qualcosa di più netto, come giù le mani dai cristiani'? Straordinario, no? Con una mossa sola riesce a tirare sia la giacchetta al Capo che l'ermellino al Pontefice.
Solo che non attacca, come al solito. Il Capo lo smolla all'istante. In queste cose, dice, bisogna "dialogare, dialogare, dialogare". Avete letto bene. E io l'ho scritto bene. Lo ha detto Berlusconi a Ferrara ieri, 9 febbraio 2006. Con l'Islam bisogna "dialogare, dialogare, dialogare"
Che poi lo so anch'io, è un gioco delle parti. Uno mostra i muscoli e fa tintinnar le sciabole, e l'altro si atteggia a papà rassicurante. E forse Berlusconi ce la fa ancora, a sembrare un papà rassicurante. Ma Ferrara, che sciabole vuoi che tintinni, che muscoli vuoi che mostri. I biscottini. Il lego. Salviamo l'occidente. Mi sa che alla prima risata ci sommergono.
E' un po' come la Fallaci. All'apparenza, ti stanno chiamando alle armi. C'è da difendere l'occidente! Nella pratica, sono fortunati se riescono a spostare il sedere dei loro lettori di qualche centimetro.
Vai sul Foglio, è tutto un fuoco e fiamme. "Morire per un branco di cretini, questo è troppo". Massì! Lotta dura! Ma cosa dobbiamo fare, in concreto?
Salta fuori che si tratta di comprare biscottini danesi. Ma va. E tu saresti lo strenuo difensore dei valori occidentali. I biscottini. Il lego. Ma darsi un contegno?
La cosa fantastica è che dopo tanto fuoco e tante fiamme va in tv, riceve Berlusconi, e gli chiede (cito a memoria): 'non trova che dopo gli attentati in Turchia Ratzinger avrebbe dovuto dire qualcosa di più netto, come giù le mani dai cristiani'? Straordinario, no? Con una mossa sola riesce a tirare sia la giacchetta al Capo che l'ermellino al Pontefice.
Solo che non attacca, come al solito. Il Capo lo smolla all'istante. In queste cose, dice, bisogna "dialogare, dialogare, dialogare". Avete letto bene. E io l'ho scritto bene. Lo ha detto Berlusconi a Ferrara ieri, 9 febbraio 2006. Con l'Islam bisogna "dialogare, dialogare, dialogare"
Che poi lo so anch'io, è un gioco delle parti. Uno mostra i muscoli e fa tintinnar le sciabole, e l'altro si atteggia a papà rassicurante. E forse Berlusconi ce la fa ancora, a sembrare un papà rassicurante. Ma Ferrara, che sciabole vuoi che tintinni, che muscoli vuoi che mostri. I biscottini. Il lego. Salviamo l'occidente. Mi sa che alla prima risata ci sommergono.
giovedì, febbraio 09, 2006
Come iniziò la Terza Guerra Mondiale
...poi, un giorno, all’onu, silvio berlusconi si è alzato in piedi e ha raccontato quella della pompinara islamica...
mercoledì, febbraio 08, 2006
Film satanici/1 - Omar Mukhtar il Leone del Deserto

In tempi di vignette proibite è simpatico ricordare che c’è un film del 1979 con Anthony Quinn, Oliver Reed, Gastone Moschin e persino Raf Vallone, che voi non potete vedere. Perché siete italiani.
Non sono gli integralisti islamici a proibirvelo, è il vostro ministero dei Beni Culturali.
Non si vede la faccia del profeta Maometto, ma i campi di concentramento nostrani in Libia (immagini originali). Brutalità italiana contro tolleranza araba.
Forse è l’unico esempio di film censurato in Italia da oltre 25 anni per ragioni politiche anziché religiose. Ovviamente lo fanno per il vostro bene: se lo vedete diventate terroristi
martedì, febbraio 07, 2006
mia improvvisa curiosità per la vecchietta sempre incazzata
Ma insomma, la Fallaci, cosa propone?
Non è una domanda retorica, io proprio non lo so. Dopo la Rabbia e l'orgoglio non ne ho più letto niente. Cioè, qualche schizzo di bile ogni tanto sul Corriere, ma nulla di sistematico.
Tra le varie cose messe in cantiere in 2025 che non ho avuto il tempo e la forza di realizzare, c'era una setta che aveva come testo sacro il suo cofanetto. Mica male come idea, ma avrei dovuto comprare il cofanetto, mi sforava il budget (ho scorso solo Apocalisse in libreria perché volevo sapere come rileggesse il testo di San Giovanni. Non lo rilegge. Gli frega solo il titolo).
Mi annoia come scrive. Tutta quella foga in ogni singola frase. Dovrebbe sembrare rabbia, ma io non mi arrabbio così. Nessuno che conosco si arrabbia così. La rabbia è tutto un alto-e-basso, lei invece è molto monotona, alla fine sembra una posa. Ma queste sono valutazione sul suo stile. Invece ora mi stavo chiedendo: che cosa ha da proporre? Contro l'islamofascismo, naturalmente. Contro l'Eurabia. A parte l'etichette, ha anche delle strategie da suggerire?
Che io sappia, non era molto entusiasta sulla guerra in Iraq. Ma potrei sbagliarmi. Non so cosa ne pensi della Bossi-Fini, per esempio. Le frontiere le vuole semichiuse o semiaperte, o spangate? Qualcuno che passa di qui lo sa? Detesto non conoscere le cose che mi stanno antipatiche.
Perché la mia perplessità è questa: io sarò troppo politicorrect, a cercare di capire sempre gli islamici, e a proporre il dialogo, l'etica del rispetto, queste scemenze da boy scout, ecc.; ma voi? A parte berciare di Eurabia e islamofascismo, cosa proponete? Vi basta Bush o volete qualcosa di più? O reclamate semplicemente il diritto di berciare di Eurabia e islamofascismo nei secoli dei secoli? Sono curioso. Come le scimmie, mie parenti.
Non è una domanda retorica, io proprio non lo so. Dopo la Rabbia e l'orgoglio non ne ho più letto niente. Cioè, qualche schizzo di bile ogni tanto sul Corriere, ma nulla di sistematico.
Tra le varie cose messe in cantiere in 2025 che non ho avuto il tempo e la forza di realizzare, c'era una setta che aveva come testo sacro il suo cofanetto. Mica male come idea, ma avrei dovuto comprare il cofanetto, mi sforava il budget (ho scorso solo Apocalisse in libreria perché volevo sapere come rileggesse il testo di San Giovanni. Non lo rilegge. Gli frega solo il titolo).
Mi annoia come scrive. Tutta quella foga in ogni singola frase. Dovrebbe sembrare rabbia, ma io non mi arrabbio così. Nessuno che conosco si arrabbia così. La rabbia è tutto un alto-e-basso, lei invece è molto monotona, alla fine sembra una posa. Ma queste sono valutazione sul suo stile. Invece ora mi stavo chiedendo: che cosa ha da proporre? Contro l'islamofascismo, naturalmente. Contro l'Eurabia. A parte l'etichette, ha anche delle strategie da suggerire?
Che io sappia, non era molto entusiasta sulla guerra in Iraq. Ma potrei sbagliarmi. Non so cosa ne pensi della Bossi-Fini, per esempio. Le frontiere le vuole semichiuse o semiaperte, o spangate? Qualcuno che passa di qui lo sa? Detesto non conoscere le cose che mi stanno antipatiche.
Perché la mia perplessità è questa: io sarò troppo politicorrect, a cercare di capire sempre gli islamici, e a proporre il dialogo, l'etica del rispetto, queste scemenze da boy scout, ecc.; ma voi? A parte berciare di Eurabia e islamofascismo, cosa proponete? Vi basta Bush o volete qualcosa di più? O reclamate semplicemente il diritto di berciare di Eurabia e islamofascismo nei secoli dei secoli? Sono curioso. Come le scimmie, mie parenti.
Martiri della cacca/1 - Jakov Džugashvili
"Soltanto nel 1980 abbiamo potuto sapere dal Sunday Times come morì il figlio di Stalin, Jakov. Catturato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, fu internato in un campo di progionia insieme a un gruppo di ufficiali inglesi. Avevano in comune le latrine. Il figlio di Stalin le lasciava sempre sporche. Agli inglesi non piaceva vedere le loro latrine sporche di merda, anche se si trattava della merda del figlio dell'uomo più potente della terra. Glielo rimproverarono. Lui si offese. Glielo rimproverarono di nuovo più volte e lo obbligarono a pulirle. Lui si arrabbiò, iniziò una lite, venne alle mani. Alla fine chiese di essere ascoltato dal comandante del campo. Voleva che fosse lui a fare da arbitro. Ma l'arrogante tedesco si rifiutò di parlare di merda. Il figlio di Stalin non potè sopportare l'umiliazione. Urlando al cielo terribili ingiurie russe, si lanciò contro il filo spinato percorso dalla corrente elettrica che cingeva il campo di prigionia. Vi cadde sopra. Il suo corpo, che non avrebbe mai più sporcato le latrine degli inglesi vi rimase appeso.
(...)
Il figlio di Stalin ha dato la sua vita per della merda. Ma morire per della merda non vuol dire morire senza un senso. I tedeschi che sacrificarono la loro vita per estendere più a oriente i territori del Reich, i russi che morirono perchè la potenza del loro paese arrivasse più a occidente, loro sì che morirono per qualcosa di stupido e la loro morte è priva di senso e di validità generale. La morte del figlio di Stalin invece fu, nella generale stupidità della guerra, la sola morte metafisica."
Milan Kundera. L'insostenibile leggerezza dell'essere
(...)
Il figlio di Stalin ha dato la sua vita per della merda. Ma morire per della merda non vuol dire morire senza un senso. I tedeschi che sacrificarono la loro vita per estendere più a oriente i territori del Reich, i russi che morirono perchè la potenza del loro paese arrivasse più a occidente, loro sì che morirono per qualcosa di stupido e la loro morte è priva di senso e di validità generale. La morte del figlio di Stalin invece fu, nella generale stupidità della guerra, la sola morte metafisica."
Milan Kundera. L'insostenibile leggerezza dell'essere
"volavano sassi e provocazioni, ma nessuno s'è neppure voltato"
(Premessa: sì, lo so, gli integralisti sono brutti e cattivi, ammazzano i preti, bruciano le ambasciate, ci odiano; lo so e me ne preoccupo. Ma mi preoccupo anche dell'immaturità della mia generazione).
Com'erano saggi, i nostri vecchi, me ne rendo conto solo adesso. Primo, non rispondere alle provocazioni.
Quanta forza c'era, in una frase così. E quanta sicurezza. Non speranza: sicurezza di vincere, alla fine. Non subito e non facilmente. Ma vincere, senz'altro.
Come siamo stupidi noialtri, che non facciamo altro che correre dietro alle provocazioni, e rinfacciarci le provocazioni, e reagire male alla provocazione, ma guarda che era solo una provocazione, e adesso non sai stare a una provocazione. E intanto gli standard si abbassano. Finché uno comincia con cacca e piscia, qualcuno altro propone la medaglia d'oro a un tale, ed è tutto un gran mischione di medaglie d'oro e scoregge, e sarebbe la grande guerra delle idee. E' solo la dimostrazione che non ne abbiamo, di idee. Ci teniamo le nostre provocazioni.
Prendi il Cragno, per esempio. Gli ho messo il post in bozza, e gli ho chiesto di cambiare il titolo. Ma lui no, costava meno fatica atteggiarsi a eroe censurato. Ma censura de che. Ma non ti vergogni? Ma c'è gente nel mondo, nel nostro piccolo mondo, che di censura soffre davvero! Magari su questo stesso server californiano, accanto ai kilobytes di questa pagina, ci sono quelli di un cinese che fa finta di parlare di sudoku mentre organizza uno sciopero illegale. Ma noi siamo nel libero Occidente, noi dobbiamo fare un monumento al Cragno, il martire della cacca. A questo siamo.
Dietro a tutto questo c'è una gran disperazione. Il fatto è che noi non l'abbiamo, un progetto per il futuro dell'Islam. Non ce l'abbiamo. Bush ce l'ha. Bin Laden ce l'ha. Noialtri no. Ci infastidisce soltanto, l'Islam. Non è tanto il divario economico. Non è la morsa del petrolio. Tutto questo possiamo mandarlo giù, ma questa idea che c'è un profeta che non si può mostrare in una vignetta, ah no, questo è inammissibile. Ma perché non la smettono di essere tutti islamici e non si danno anche loro ai reality o ai telefilm americani?
L'idea che se c'è qualcuno, nel mio stesso mondo (che per una serie di problemi storici, economici, politici, religiosi) non gode delle mie sacrosante libertà d'espressione, il problema non è la differenza tra me e lui, macché: il problema è lui. Deve farsi furbo. E io ho diritto di prenderlo in giro. Ho diritto di provocarlo. Perché sono libero, cazzo. Merda. Cacca. Piscia. Me la sono conquistata col sangue, la mia libertà. Ho fatto dannare tutte le tate all'asilo, le maestre alle elementari, le prof alle medie, e al liceo un anno mi hanno dato 7 in condotta. E ora sono libero come l'aria. Libertà, libertà, libertà, libertà obbligatoria.
Com'erano saggi, i nostri vecchi, me ne rendo conto solo adesso. Primo, non rispondere alle provocazioni.
Quanta forza c'era, in una frase così. E quanta sicurezza. Non speranza: sicurezza di vincere, alla fine. Non subito e non facilmente. Ma vincere, senz'altro.
Come siamo stupidi noialtri, che non facciamo altro che correre dietro alle provocazioni, e rinfacciarci le provocazioni, e reagire male alla provocazione, ma guarda che era solo una provocazione, e adesso non sai stare a una provocazione. E intanto gli standard si abbassano. Finché uno comincia con cacca e piscia, qualcuno altro propone la medaglia d'oro a un tale, ed è tutto un gran mischione di medaglie d'oro e scoregge, e sarebbe la grande guerra delle idee. E' solo la dimostrazione che non ne abbiamo, di idee. Ci teniamo le nostre provocazioni.
Prendi il Cragno, per esempio. Gli ho messo il post in bozza, e gli ho chiesto di cambiare il titolo. Ma lui no, costava meno fatica atteggiarsi a eroe censurato. Ma censura de che. Ma non ti vergogni? Ma c'è gente nel mondo, nel nostro piccolo mondo, che di censura soffre davvero! Magari su questo stesso server californiano, accanto ai kilobytes di questa pagina, ci sono quelli di un cinese che fa finta di parlare di sudoku mentre organizza uno sciopero illegale. Ma noi siamo nel libero Occidente, noi dobbiamo fare un monumento al Cragno, il martire della cacca. A questo siamo.
Dietro a tutto questo c'è una gran disperazione. Il fatto è che noi non l'abbiamo, un progetto per il futuro dell'Islam. Non ce l'abbiamo. Bush ce l'ha. Bin Laden ce l'ha. Noialtri no. Ci infastidisce soltanto, l'Islam. Non è tanto il divario economico. Non è la morsa del petrolio. Tutto questo possiamo mandarlo giù, ma questa idea che c'è un profeta che non si può mostrare in una vignetta, ah no, questo è inammissibile. Ma perché non la smettono di essere tutti islamici e non si danno anche loro ai reality o ai telefilm americani?
L'idea che se c'è qualcuno, nel mio stesso mondo (che per una serie di problemi storici, economici, politici, religiosi) non gode delle mie sacrosante libertà d'espressione, il problema non è la differenza tra me e lui, macché: il problema è lui. Deve farsi furbo. E io ho diritto di prenderlo in giro. Ho diritto di provocarlo. Perché sono libero, cazzo. Merda. Cacca. Piscia. Me la sono conquistata col sangue, la mia libertà. Ho fatto dannare tutte le tate all'asilo, le maestre alle elementari, le prof alle medie, e al liceo un anno mi hanno dato 7 in condotta. E ora sono libero come l'aria. Libertà, libertà, libertà, libertà obbligatoria.
lunedì, febbraio 06, 2006
Cragno, il malato infantile dell'anarchismo
Il Cragno - un bamboccione viziato che crede che la sua piccola libertà personale di dire cacca e piscia valga quanto il rispetto per le convinzioni religiose di un miliardo di persone - ha scritto un post con un titolo scemo. Non scandaloso, eh? Soltanto scemo.
Scemo quanto? Mah, da sanzione pecuniaria (se al nome del profeta ci sostituiva Gesù - ma non è la stessa cosa, vero?)
Siccome su questo blog io sono Signore e Padrone, l'ho fatto fuori.
Se vuole, può postarlo con un titolo diverso.
Le sue divagazioni su "non devono venirmi in casa a dirmi cosa devo fare" potrebbe anche postarle su un forum della Padania, perché più o meno il livello è quello lì: che poi continui a credersi anarchico, fa un po' parte della società dello spettacolo: cacca piscia e anarchia.
Cragno, è troppo tardi per queste stronzate: ti sono già arrivati, in casa. Oppure, se preferisci, siamo noi a casa loro. Nel mondo globalizzato un'immagine in Danimarca può offendere un beduino dell'Oman (non so se ci sono beduini in Oman). Inoltre, nel mondo globalizzato, il nostro benessere è fondato sul loro sottosviluppo. Non puoi veramente credere che dire Cacca al Profeta sia propedeutico alla futura sovversione anarchica medioorientale. Per ora la situazione mi pare l'opposta: abbiamo il nostro salottino democratico, dove ci piace giocare alla libertà e alla giustizia; e ci piace anche molto far notare quanto siamo liberi noi e quanto siano cattivi loro. E più faranno la faccia truce, più noi alzeremo i muretti al nostro salottino.
Purtroppo non andrà così: i muretti non funzionano. Fattene una ragione, e smettila con le parolacce. Non sei libero 100%. Non lo sei mai stato.
Cose più serie qui.
Scemo quanto? Mah, da sanzione pecuniaria (se al nome del profeta ci sostituiva Gesù - ma non è la stessa cosa, vero?)
Siccome su questo blog io sono Signore e Padrone, l'ho fatto fuori.
Se vuole, può postarlo con un titolo diverso.
Le sue divagazioni su "non devono venirmi in casa a dirmi cosa devo fare" potrebbe anche postarle su un forum della Padania, perché più o meno il livello è quello lì: che poi continui a credersi anarchico, fa un po' parte della società dello spettacolo: cacca piscia e anarchia.
Cragno, è troppo tardi per queste stronzate: ti sono già arrivati, in casa. Oppure, se preferisci, siamo noi a casa loro. Nel mondo globalizzato un'immagine in Danimarca può offendere un beduino dell'Oman (non so se ci sono beduini in Oman). Inoltre, nel mondo globalizzato, il nostro benessere è fondato sul loro sottosviluppo. Non puoi veramente credere che dire Cacca al Profeta sia propedeutico alla futura sovversione anarchica medioorientale. Per ora la situazione mi pare l'opposta: abbiamo il nostro salottino democratico, dove ci piace giocare alla libertà e alla giustizia; e ci piace anche molto far notare quanto siamo liberi noi e quanto siano cattivi loro. E più faranno la faccia truce, più noi alzeremo i muretti al nostro salottino.
Purtroppo non andrà così: i muretti non funzionano. Fattene una ragione, e smettila con le parolacce. Non sei libero 100%. Non lo sei mai stato.
Cose più serie qui.
sabato, febbraio 04, 2006
Voltaire, le vignette e il maestro Miyagi

“Odio le tue idee eccetera eccetera” – Voltaire
“ Se stai di qua dalla strada, va bene. Se stai di là dalla strada, va bene. Ma se stai in mezzo alla strada, ti schiacciano” - Il maestro Miyagi, Karate Kid
Va da sé che se difendo la libertà di espressione, le espressioni che difendo sono proprio quelle che più mi stanno sui coglioni.
Altrimenti, anziché una scelta etica, compio al massimo una scelta tautologica.
Ma è sulle motivazioni che vorrei soffermarmi. Difendo le espressioni che più mi stanno sui coglioni non perché sono masochista. Non perché sono buono. Ma proprio perché sono più cattivo e voglio fare male al mio nemico.
Per distruggere le idee che mi stanno sui coglioni è assolutamente necessario che chi le ha le possa esibire. Poichè le mie sono migliori (chiaro, se no non sarebbero le mie) sono convinto di poter neutralizzare quelle che odio all’interno del dibattito sociale.
Faccio un esempio: il manifesto qui sopra (tratto da Maxwell), io lo trovo un vergognoso incitamento all’odio religioso e, perché no, razziale. Ma non ne chiederei mai la messa al bando né tantomeno la persecuzione di ideatori e committenti.
Un manifesto come questo qui sopra incita alla guerra civile, eppure la guerra civile in Italia non scoppia. Continuerà a non scoppiare fino a quando gli anticorpi sociali a questo tipo di messaggio saranno più forti del messaggio stesso. Ma se per caso, in un certo momento storico, il messaggio dovesse prevalere, allora non ci sarà messa al bando del manifesto o sanzione contro gli autori che potrà tenere.
Puro succo volterriano.
Naturalmente c’è un alternativa a questa scelta (se no che scelta sarebbe?), cioè adottare l’etica opposta: siccome le mie idee sono migliori (chiaro, se no non sarebbero le mie) posso conquistare il potere e imporle a tutti con la forza. La solita Storia.
Poche cose trovo così vomitevoli come gli striscioni di certe tifoserie ma non saranno certo le cariche dei celerini a tutelarmi.
Nel senso che: o gli insulti, il razzismo ecc, sono una bravata da stadio, e allora (come è probabile che in effetti sia) è solo un giochino a “guardate quanto siamo brutti e cattivi” che rientra nel campo della sociologia. Oppure dietro c’è un progetto politico che si cerca di veicolare nella società . E allora o io mi difendo nella società o non c’è celerino che tenga.
Pochi scritti mi danno la nausea come quelli della Fallaci. Ma l’idea di processare la Fallaci per il contenuto dei suoi libri è ancora molto peggio del contenuto stesso.
Sono 4 anni che insisto sul fatto che la democrazia imposta con la forza sia una colossale baggianata.
Non vedo perché non dovrebbe esserlo l’imposizione della tolleranza per decreto (ci prova in Italia la legge Mancino contro l’incitamento all’odio razziale, recentemente emendata)
Emblematica è la figura del ministro Pisanu, che ci vuole tutelare tanto dai razzisti da stadio, sequestrando loro gli striscioni con le cariche dei celerini, quanto dai vignettisti blasfemi, magari multandoli o sequestrando i giornali che li pubblicano. Ma il ministro Pisanu e il suo ministero sono anche quelli a cui deleghiamo una parte della nostra libertà ogni volta che invochiamo un intervento repressivo per risolvere un problema. Discorso che ci porterebbe lontano.
Torniamo quindi a bomba: sappiamo tutti che la religione è la cosa su cui è più difficile scherzare, anche in Europa. La censura cinematografica italiana, ad esempio, che un tempo si sfogava sulle pruderie oggi è esclusivamente religiosa. Tutti i sequestri di film degli ultimi anni sono per presunto vilipendio della religione. Ultimo caso quello di Totò che visse due volte. E questo conferisce più valore e significato alla questione in esame. Non è solo con gli altrui santi che è necessario scherzare, ma anche con i nostri. Ovvio, con la differenza che a Ciprì e Maresco hanno sequestrano il film, Rushdie l’hanno condannano a morte.
E siamo giunti alle vignette sataniche. Se a livello di valore artistico il paragone è quantomai oltraggioso per Rushdie, in effetti la disputa ideologica è quella.
Lo riconoscono tutti, sono discutibili. Mediocri secondo alcuni, pessime per altri. Personalmente trovo che quella con Maometto col turbante bomba può essere anche razzista, come dice leo qui sotto.
Ma l’idea che non debba essere consentito pubblicarle perché certe libertà valgono per noi e non per i musulmani è o non è razzista ?
E’ o non è un cedimento all’etica di tipo b, quella di chi vorrebbe imporre con la forza la propria visione del mondo ?
Io sono per l’etica di tipo a, quindi nel mio blog le vignette le pubblico.
E qui entra in gioco il maestro Miyagi.
Perchè essere per la libertà d’espressione di tutti va bene. Essere contro la libertà d’espressione, ovvero per l’imposizione forzosa della propria visione del mondo va bene.
Ma voler garantire la libertà ai vignettisti danesi e imporre la democrazia cittadini iracheni vuol dire che sei un Ralph Macchio senza il proprio istruttore. Oppure che a Voltaire preferisci quei pensatori italiani che si rifanno a quell’altro pensatore francese.
(ultim’ora: arriva anche il Vaticano. Ma allora ho proprio ragione)
venerdì, febbraio 03, 2006
moriamo per delle idee, va be', ma di morte lenta
1. Se per una caricatura qualcuno ti minaccia di piazzare una bomba in redazione (come credo sia successo in Danimarca), è chiaro che hai tutta la nostra solidarietà.
2. Ma se qualcuno propone un boicottaggio economico, c'è poco da fare: in Danimarca è lecito pubblicare caricature di profeti religiosi, e in tutto il mondo è lecito boicottare chi le fa. La democrazia consiste, tra le altre cose, in libertà di espressione e libertà di consumo. Tu sei libero di disegnare il fondatore della religione di un miliardo di persone come il perfido Califfo dei fumetti, e io sono libero di non mangiare più biscotti danesi.
3. Si parla di reciprocità tra religioni: se c'è una Moschea a Roma ci dev'essere anche una Chiesa alla Mecca. Va bene; però non sempre questo discorso fila.
In questo caso piazzare una caricatura di Gesù di fianco a quella di Maometto non ci aiuta a capire il problema: ai musulmani è fatto divieto di ritrarre i profeti (sia Maometto che, credo, Gesù); ai cattolici no, anzi, c'è il culto dei Santi che per i musulmani (e per i protestanti) è un puro sussulto pagano.
Se facciamo caricature di Maometto (e abbiamo il diritto di farle) dobbiamo almeno renderci conto che infrangiamo un tabù pesante dell'Islam. Non è come raccontare una bazelletta su Gesù e gli apostoli. In questo caso non c'è reciprocità, perché i cattolici non hanno lo stesso tabù.
Per restituirci una vaga idea di reciprocità, non ci resta che andare a cercare altri tabù cattolici. Per esempio, la transustazione. Ecco: immaginatevi uno sketch televisivo dove si scherza sull'ostia e il vin santo. Vi è mai capitato di vederne in tv, pubblica o privata? A me no. Credo che il CEI protesterebbe immediatamente. Ma una vasta gamma di italiani, dal semplice laico al mangiapreti, sarebbro sinceramente deliziati.
Ora però pensate allo stesso sketch realizzato da un canale satellitare arabo. Con un attore arabo che fa il prete e scaracchia l'ostia. Credo (siamo sempre nel novero delle ipotesi, perché per ora non risulta che gli arabi scherzino sui tabù cattolici), credo che non solo il CEI e il Vaticano protesterebbero violentemente, ma che anche la Farnesina ci metterebbe voce: e in generale in Italia i laici deliziati sarebbero molti meno. Perché un conto è prendersi in giro da soli; un conto è quando lo fanno gli altri. Questo, giusto per la questione della reciprocità.
4. E poi cerchiamo di non fare i furbetti, perché questa cosa della reciprocità è un boomerang... A un certo punto Ferrara, ieri sera, in uno di quei sussulti di teoconismo becero che gli vengono (sempre più spesso) ha chiesto all'esperto d'Islam se è vero che il Corano proibisca il riso. Pare di no, che non è vero.
La regola di San Benedetto, invece, lo proibisce.
5. Ma il razzismo esiste. E' un parametro oggettivo, che si può misurare. Piccolo esperimento: immaginiamo per un attimo che quel barbaccione minaccioso non sia una caricatura di Maometto, ma di Giuda Maccabeo (le due donne in burqa sono un anacronismo in entrambi i casi). Quanti secondi ci mettiamo a definire quella vignetta antisemita? E' quello che è. Una vignetta antisemita. Moriamo per delle idee, va be', ma non per il diritto danese ed europeo a pubblicare una vignetta antisemita.
6. Che torme di giovani arabi in Palestina e nel Maghreb pensino di difendere la loro identità boicottando la Danimarca e la Norvegia per una vignetta antisemita, è triste. Ma è triste anche vedere rispettabili signori di mezza età andar di edicola in edicola per cercare il numero dell'Opinione con le vignette antisemite, con l'aria di chi sta combattendo un eroica battaglia per la libertà occidentale d'espressione. Come se tutte queste provocazioni provocassero veramente qualcosa di buono.
7. La libertà è qualcosa che si costruisce giorno per giorno. E giorno per giorno, con gli islamici, ci dobbiamo convivere. Ora, onestamente: una vignetta più o meno antisemita che infrange un tabù della religione islamica apre forse qualche spiraglio di libertà nei paesi arabi e musulmani? No. Serve solo a ribadire quanto siamo liberi noi e quanto siano minacciosi loro.
8. E comunque l'unica un po' divertente era questa:

Banalissima, ma funziona.
2. Ma se qualcuno propone un boicottaggio economico, c'è poco da fare: in Danimarca è lecito pubblicare caricature di profeti religiosi, e in tutto il mondo è lecito boicottare chi le fa. La democrazia consiste, tra le altre cose, in libertà di espressione e libertà di consumo. Tu sei libero di disegnare il fondatore della religione di un miliardo di persone come il perfido Califfo dei fumetti, e io sono libero di non mangiare più biscotti danesi.
3. Si parla di reciprocità tra religioni: se c'è una Moschea a Roma ci dev'essere anche una Chiesa alla Mecca. Va bene; però non sempre questo discorso fila.
In questo caso piazzare una caricatura di Gesù di fianco a quella di Maometto non ci aiuta a capire il problema: ai musulmani è fatto divieto di ritrarre i profeti (sia Maometto che, credo, Gesù); ai cattolici no, anzi, c'è il culto dei Santi che per i musulmani (e per i protestanti) è un puro sussulto pagano.
Se facciamo caricature di Maometto (e abbiamo il diritto di farle) dobbiamo almeno renderci conto che infrangiamo un tabù pesante dell'Islam. Non è come raccontare una bazelletta su Gesù e gli apostoli. In questo caso non c'è reciprocità, perché i cattolici non hanno lo stesso tabù.
Per restituirci una vaga idea di reciprocità, non ci resta che andare a cercare altri tabù cattolici. Per esempio, la transustazione. Ecco: immaginatevi uno sketch televisivo dove si scherza sull'ostia e il vin santo. Vi è mai capitato di vederne in tv, pubblica o privata? A me no. Credo che il CEI protesterebbe immediatamente. Ma una vasta gamma di italiani, dal semplice laico al mangiapreti, sarebbro sinceramente deliziati.
Ora però pensate allo stesso sketch realizzato da un canale satellitare arabo. Con un attore arabo che fa il prete e scaracchia l'ostia. Credo (siamo sempre nel novero delle ipotesi, perché per ora non risulta che gli arabi scherzino sui tabù cattolici), credo che non solo il CEI e il Vaticano protesterebbero violentemente, ma che anche la Farnesina ci metterebbe voce: e in generale in Italia i laici deliziati sarebbero molti meno. Perché un conto è prendersi in giro da soli; un conto è quando lo fanno gli altri. Questo, giusto per la questione della reciprocità.
4. E poi cerchiamo di non fare i furbetti, perché questa cosa della reciprocità è un boomerang... A un certo punto Ferrara, ieri sera, in uno di quei sussulti di teoconismo becero che gli vengono (sempre più spesso) ha chiesto all'esperto d'Islam se è vero che il Corano proibisca il riso. Pare di no, che non è vero.
La regola di San Benedetto, invece, lo proibisce.
5. Ma il razzismo esiste. E' un parametro oggettivo, che si può misurare. Piccolo esperimento: immaginiamo per un attimo che quel barbaccione minaccioso non sia una caricatura di Maometto, ma di Giuda Maccabeo (le due donne in burqa sono un anacronismo in entrambi i casi). Quanti secondi ci mettiamo a definire quella vignetta antisemita? E' quello che è. Una vignetta antisemita. Moriamo per delle idee, va be', ma non per il diritto danese ed europeo a pubblicare una vignetta antisemita.
6. Che torme di giovani arabi in Palestina e nel Maghreb pensino di difendere la loro identità boicottando la Danimarca e la Norvegia per una vignetta antisemita, è triste. Ma è triste anche vedere rispettabili signori di mezza età andar di edicola in edicola per cercare il numero dell'Opinione con le vignette antisemite, con l'aria di chi sta combattendo un eroica battaglia per la libertà occidentale d'espressione. Come se tutte queste provocazioni provocassero veramente qualcosa di buono.
7. La libertà è qualcosa che si costruisce giorno per giorno. E giorno per giorno, con gli islamici, ci dobbiamo convivere. Ora, onestamente: una vignetta più o meno antisemita che infrange un tabù della religione islamica apre forse qualche spiraglio di libertà nei paesi arabi e musulmani? No. Serve solo a ribadire quanto siamo liberi noi e quanto siano minacciosi loro.
8. E comunque l'unica un po' divertente era questa:

Banalissima, ma funziona.
giovedì, febbraio 02, 2006
Piacere, sono l'albanese che ti aprirà la testa
Perchè il fatto è semplice: la nuova legge parte dalla presunzione che tu, un culograsso, sia più abile, più svelto, più furbo, più deciso, più allenato di me. E che di fronte alla tua minaccia io mi impaurisca. Appena ho smesso di ridere riprendo il discorso.
mercoledì, febbraio 01, 2006
la guerra di al Fatah e quella di Hamas (e quel poco che ne so io)
Insomma, io sto cercando di spiegare che Hamas non è uguale ad Al Fatah; che Al Fatah era un'organizzazione molto corrotta, ma laica; mentre Hamas è dura e pura, ma integralista.
Cerco di spiegare che è vero, fino al '93 Al Fatah e l'OLP non riconobbero Israele (e viceversa), ma questo non significa che Arafat & co. volessero ricondurre gli israeliani al bagnasciuga. Il programma di Al Fatah prevedeva la creazione di uno stato interetnico e multireligioso, dove arabi ed ebrei avrebbero vissuto con pari diritti (ma sul passaporto non ci sarebbe stato probabilmente il nome "Israele", e nessun simbolo religioso o etnico); una beata utopia in cui oggi non crederebbe più nessuno.
Che poi nel mezzo della lotta armata i fedayn urlassero: "amici ebrei venite con noi nel nostro futuro Stato multietnico", non credo proprio: probabilmente urlavano orribile porcate, e non credo che gli israeliani fossero da meno. Ecco, giusto per evitare ricostruzioni troppo politicorrect.
Io cerco di spiegare tutto questo, perché secondo me è importante: e invece salta fuori che grazie a me a sinistra continua ad albergare l'utopia di Al Fatah. E insomma no, Enzo, no: stavo spiegando la posizione di Al Fatah prima del '93, non la mia. Io non sono di Al Fatah, io sono occidentale, ecchecavolo; ho il lusso di poter avere posizioni più pacate, realistiche, oggettive. E comunque preferivo Al Fatah a Hamas, perché preferisco una guerra di liberazione a una guerra religiosa (preferirei la pace a entrambe, veram). Semplificando al massimo: Al Fatah combatterebbe gli israeliani in quanto occupanti; Hamas in quanto ebrei.
Ma nel frattempo Lia pubblica un'intervista lunghissima a un esponente di Hamas che per prima cosa mi sbugiarda: anche quella di Hamas è essenzialmente una guerra contro l'occupazione.
E poi descrive l'occupazione con una metafora che mi suona sinistramente familiare:
(Io mantengo la mia diffidenza nei confronti di Hamas. Ma l'intervista è da leggere).
Cerco di spiegare che è vero, fino al '93 Al Fatah e l'OLP non riconobbero Israele (e viceversa), ma questo non significa che Arafat & co. volessero ricondurre gli israeliani al bagnasciuga. Il programma di Al Fatah prevedeva la creazione di uno stato interetnico e multireligioso, dove arabi ed ebrei avrebbero vissuto con pari diritti (ma sul passaporto non ci sarebbe stato probabilmente il nome "Israele", e nessun simbolo religioso o etnico); una beata utopia in cui oggi non crederebbe più nessuno.
Che poi nel mezzo della lotta armata i fedayn urlassero: "amici ebrei venite con noi nel nostro futuro Stato multietnico", non credo proprio: probabilmente urlavano orribile porcate, e non credo che gli israeliani fossero da meno. Ecco, giusto per evitare ricostruzioni troppo politicorrect.
Io cerco di spiegare tutto questo, perché secondo me è importante: e invece salta fuori che grazie a me a sinistra continua ad albergare l'utopia di Al Fatah. E insomma no, Enzo, no: stavo spiegando la posizione di Al Fatah prima del '93, non la mia. Io non sono di Al Fatah, io sono occidentale, ecchecavolo; ho il lusso di poter avere posizioni più pacate, realistiche, oggettive. E comunque preferivo Al Fatah a Hamas, perché preferisco una guerra di liberazione a una guerra religiosa (preferirei la pace a entrambe, veram). Semplificando al massimo: Al Fatah combatterebbe gli israeliani in quanto occupanti; Hamas in quanto ebrei.
Ma nel frattempo Lia pubblica un'intervista lunghissima a un esponente di Hamas che per prima cosa mi sbugiarda: anche quella di Hamas è essenzialmente una guerra contro l'occupazione.
Per quanto riguarda il rifiuto dell'esistenza d'Israele e il rifiuto della permanenza degli ebrei in Palestina, permetteteci di distinguere tra gli ebrei in quanto tali, cioè in quanto seguaci di una religione, che noi rispettiamo e con cui abbiamo condiviso una storia onorevole attraverso la storia islamica, e l'attuale occupazione sul nostro territorio. Il problema infatti non è un problema con gli ebrei. Noi porgiamo il benvenuto agli ebrei che vogliono vivere con noi; questo è un atteggiamento permanente che constatiamo lungo tutta la storia dell'Islam, già compresa l'epoca del nostro Profeta, Muhammad. No, il problema è che c'è un'occupazione che grava sul nostro territorio.
E poi descrive l'occupazione con una metafora che mi suona sinistramente familiare:
Permettetemi di darvene un esempio: se un uomo possiede una casa e qualcuno viene a occupare quella casa, e se poi il ladro accetta di al massimo di concedere una piccola parte di quella casa al suo legittimo proprietario, nel corso di quelli che lui stesso chiama " negoziati ", dicendogli : " tutto il resto mi appartiene ", qualcuno potrebbe accettare una simile situazione ? E' accettabile essere cacciati dalla propria casa e poi riconoscere che la casa appartiene a colui che gliel'ha rubata ? E poi andare sul mercato e negoziare con il ladro per tentare di recuperare una piccola stanza e sopportare i suoi tentennamenti ? E quanto più, se il ladro uccide i vostri figli, spezza le vostre culture e distrugge le basi stesse con cui ti guadagni da vivere ?
No. Nessuna religione accetta questo. Nessuna persona dotata di ragione.
(Io mantengo la mia diffidenza nei confronti di Hamas. Ma l'intervista è da leggere).
martedì, gennaio 31, 2006
lunedì, gennaio 30, 2006
domenica, gennaio 29, 2006
A man without a country
"L'ironia e' una risposta quasi fisiologica alla paura" secondo Vonnegut che preannuncia, al contempo, di voler far causa ai produttori delle Pall Mall, perche' le fuma da una vita e nonostante cio' e' sopravvissuto fino ai suoi attuali 80 e passa... costretto a soffrire l'ascesa di George Bush e compagnia. Mi domando se sia per questo che il nuovo commercial di Casini mi provoca un tumulto di battute.
venerdì, gennaio 27, 2006
Quella volta che rubai la fiaccola olimpica
Potranno raccontarlo ai nipoti.
Il più audace colpo dai tempi della coppa Rimet è curioso come il destino degli anarcoinsurrezionalisti: se non si sa chi è stato sono stati loro, ma se si decidono a commettere un reato alla luce del sole si dà la colpa ad altri. (così anche Sole 24ore e Tg5. Corretti Corriere e Tg1)
epilogo
Il più audace colpo dai tempi della coppa Rimet è curioso come il destino degli anarcoinsurrezionalisti: se non si sa chi è stato sono stati loro, ma se si decidono a commettere un reato alla luce del sole si dà la colpa ad altri. (così anche Sole 24ore e Tg5. Corretti Corriere e Tg1)
epilogo
le 48 ore che sconvolsero il mondo (il mio e il suo, perlomeno)
Pssst, Pier.
Lo so che ci sei.
Credo che dovresti leggere qui:
Non riesce a dormire e continua a suonare dolcemente la sua chitarra in bermuda nel silenzio e nel freddo della notte…
Lo so che ci sei.
Credo che dovresti leggere qui:
Non riesce a dormire e continua a suonare dolcemente la sua chitarra in bermuda nel silenzio e nel freddo della notte…
mercoledì, gennaio 25, 2006
Forse non tutti sanno che... (Jean Michel Basquiat)

Nel 1981 un semi-sconosciuto graffitaro americano soggiornò brevemente a Modena. Risale al maggio di quell'anno la sua prima personale assoluta, presso la galleria Mazzoli.
Durante il soggiorno modenese espresse il desiderio di pittare i palazzi che vedete qui sopra, che si trovano in via Galilei alla periferia della città. Il comune gli negò il permesso. *
Nel 1982 conobbe Andy Warhol e diventò Basquiat
* notizia riferitami da una persona che lo conobbe a Mo ma preferisce non essere citata
15/04/2014: questo articolo di Converso ricostruisce minuziosamente la storia della presenza di Basquiat a Modena e ne emerge che le torri fotografate qui sopra non sono quelle giuste. Lascio tuttavia immutato il post perché è giusto così
lunedì, gennaio 23, 2006
domenica, gennaio 22, 2006
il volto senza candidato

Quando in Padania vivevano ancora gli Artigiani, e io li frequentavo, ricordo che la parola "Tremonti" era per loro una specie di intercalare augurante; come gli islamici dicono Insciallah, gli Artigiani salmodiavano "Tremonti-Bis, Tremonti-Bis". In seguito sono scomparsi. Estinti, dicono. Come quella tigre preistorica che aveva messo su zanne eccessive e morì di fame, gli Artigiani misero su un capannone di troppo, e un mutuo agevolato se li mangiò.
Tremonti, invece, resiste. L'ho visto giusto adesso da Fazio. Ha descritto il WTO come l'"ultima follia dell'Occidente". Ha spiegato che dobbiamo difendere i prodotti locali, spegnere la tv e andare in osteria. In pratica, José Bové reloaded. Io, se fossi in Casarini, comincerei a preoccuparmi. Senza se e senza ma.
Poco prima Blob aveva mostrato quando ad Alice pestarono il Candidato Senza Volto. Io mi sono sempre chiesto perché dovesse essere per forza Senza Volto. E poi mi è venuto in mente che... ma certo! La profezia si sta avverando!
sabato, gennaio 21, 2006
Il solito libro che parla di noi
ragaaazzi, ragaaazzi
Noi italiani siamo strani. Nel sesto secolo siamo stati invasi dai Longobardi, che abolirono la legge del taglione (quando Calderoli parla di castrazione, fa riferimento a un sostrato legislativo ostrogoto) e facevano le Diete. Cos'erano? Probabilmente delle riunioni in cui il re cercava di dire la sua in mezzo a grandi schiamazzi. In seguito siamo diventati una repubblica con i dibattiti tv.
Nei dibattiti tv i candidati si danno sulla voce in mezzo a una canaglia plaudente, che è il trait d'union tra il sesto secolo e il ventunesimo. Ma io non mi ero messo a scrivere per questo motivo.
No, è che ieri sera Berlusconi continuava a interrompere la clacque rutelliana dicendo "Ragazzi, ragaaaazzi" con fare a metà tra l'imbarazzato e l'imbarazzante (non credo ci fossero ventenni in sala, manco a pagarli). A voi, che siete ggiovani, avrà fatto pensare a Barbara D'Urso.
A me no. Stamattina mi son svegliato, mi sono introdotto nel mio luogo di lavoro, e per quattro ore non ho fatto che ripetere "ragazzi, ragaaazzi" in mezzo a una vociante canea. Di tredicenni, ci tengo a dire.
Nei dibattiti tv i candidati si danno sulla voce in mezzo a una canaglia plaudente, che è il trait d'union tra il sesto secolo e il ventunesimo. Ma io non mi ero messo a scrivere per questo motivo.
No, è che ieri sera Berlusconi continuava a interrompere la clacque rutelliana dicendo "Ragazzi, ragaaaazzi" con fare a metà tra l'imbarazzato e l'imbarazzante (non credo ci fossero ventenni in sala, manco a pagarli). A voi, che siete ggiovani, avrà fatto pensare a Barbara D'Urso.
A me no. Stamattina mi son svegliato, mi sono introdotto nel mio luogo di lavoro, e per quattro ore non ho fatto che ripetere "ragazzi, ragaaazzi" in mezzo a una vociante canea. Di tredicenni, ci tengo a dire.
Al capro, al capro
Se in seguito la pandemia aviaria si diffonderà in Italia, causando panico, morte e distruzione (Tod und Verzweiflung, Tod und Verzweiflung), io saprò a chi dare la colpa.
venerdì, gennaio 20, 2006
ogni giorno imparo una cosa nuova
L'Italia è l'unico Paese europeo (mondiale?) in cui non si è ancora imposta una standardizzazione dei criteri editoriali e ortodattilografici. Neanche in ambito scientifico.
Ognuno fa quel c-che gli pare. L'einaudi ha gli accenti sulle i e le u speculari a quelli di tutte le altre case editrici. Ma il massimo sono i dialoghi. Chi mette i doppi apici ("), chi le sergentine (<<), ma vanno moltissimo le lineette, perché spesso copiamo di pacca l'ortodattilografia inglese, senza nemmeno capirla (però al primo che si lascia sfuggire un anglismo logico, tipo 'scannerizzare', giù randellate).
Uno si sforza di imparare le (ipotetiche) regole italiane, del tipo: "in un dialogo il punto fermo va fuori dalle virgolette, così". Poi il suo scartafaccio arriva in una redazione dove pagano un ragazzino per rimettere il punto fermo dentro le virgolette ("così."), perché l'editore fa un po' quel c-che gli pare.
Sto scrivendo una tesi, devo fare una citazione, come faccio? Scrivo in caratteri più piccoli? In corsivo? Metto un rientro? O metto tutto tra virgolette? E quali? Negli altri paesi civili c'è una regola uguale per tutte le tesi e per tutti gli editori. Da noi no. Brigitte Bardot, Bardot.
Io mi chiedo a cosa ci serve pagare la Crusca. Cioè, la paghiamo? Forse dovremmo cominciare a finanziarli seriamente (con l'8 per mille anche, perché no), ma a pretendere anche che si diano da fare. Manica di fannulli.
Il prossimo che critica Wikipedia perché "chi controlla i contenuti?", lo metto in graticola. Wikipedia è l'unico posto dove c'è uno straccio di controllo di contenuti quotidiano. E soprattutto, c'è una sana tendenza alla standardizzazione.
Ognuno fa quel c-che gli pare. L'einaudi ha gli accenti sulle i e le u speculari a quelli di tutte le altre case editrici. Ma il massimo sono i dialoghi. Chi mette i doppi apici ("), chi le sergentine (<<), ma vanno moltissimo le lineette, perché spesso copiamo di pacca l'ortodattilografia inglese, senza nemmeno capirla (però al primo che si lascia sfuggire un anglismo logico, tipo 'scannerizzare', giù randellate).
Uno si sforza di imparare le (ipotetiche) regole italiane, del tipo: "in un dialogo il punto fermo va fuori dalle virgolette, così". Poi il suo scartafaccio arriva in una redazione dove pagano un ragazzino per rimettere il punto fermo dentro le virgolette ("così."), perché l'editore fa un po' quel c-che gli pare.
Sto scrivendo una tesi, devo fare una citazione, come faccio? Scrivo in caratteri più piccoli? In corsivo? Metto un rientro? O metto tutto tra virgolette? E quali? Negli altri paesi civili c'è una regola uguale per tutte le tesi e per tutti gli editori. Da noi no. Brigitte Bardot, Bardot.
Io mi chiedo a cosa ci serve pagare la Crusca. Cioè, la paghiamo? Forse dovremmo cominciare a finanziarli seriamente (con l'8 per mille anche, perché no), ma a pretendere anche che si diano da fare. Manica di fannulli.
Il prossimo che critica Wikipedia perché "chi controlla i contenuti?", lo metto in graticola. Wikipedia è l'unico posto dove c'è uno straccio di controllo di contenuti quotidiano. E soprattutto, c'è una sana tendenza alla standardizzazione.
qualunque cosa voglia dire, non mi eccita (spam)
Non ogni cutie è abbastanza sinful swallow il vostro carico voluminoso alla conclusione di un più fuckfest sporco, in modo da quando ottenete una stretta di una, godete OGNI CARICO CHE SALTATE! Come questa bellezza swalloing dello sperma qui, guardi il suo slurp su questo carico ed ottenga pronto per più...
Sto invecchiando.
Sto invecchiando.
giovedì, gennaio 19, 2006
Alle armi, siam Diesse
Proprio quando avevo promesso che per un po' smettevo di sparlare di loro - che non ha senso, con tutto il Berlusconi che c'è in giro in questi giorni - mi arriva Ric con questo. Ma porcaput
mercoledì, gennaio 18, 2006
e i sanculotti? perché nessuno tira mai fuori i sanculotti?
Giuliano Ferrara è un giornalista e conduttore tv di cui forse ho già parlato altrove.
Non mi sta tantissimo simpatico.
Ieri sera, ricevendo Totò "Vasa-Vasa" Cuffaro(*), ha spiegato più o meno che "tutti i giovani giornalisti che vogliono farsi una fama di giacobini si gettano su di lui".
Pensavo fosse un riferimento a Nerazzini e Bianchi, che hanno fatto La mafia è bianca... ma poi lui ha parlato di un "video di Santoro", per cui probabilmente è convinto che il film l'abbia girato il celebre ex parlamentare.
(*) Il soprannome "Vasa-vasa" significa, se non lo sapete, "Bacia-bacia", ed è dovuto all'abitudine del burroso Totò a baciare tutti, come Asia Argento in quel film che, ci tengo a dire, non ho visto.
Non mi sta tantissimo simpatico.
Ieri sera, ricevendo Totò "Vasa-Vasa" Cuffaro(*), ha spiegato più o meno che "tutti i giovani giornalisti che vogliono farsi una fama di giacobini si gettano su di lui".
Pensavo fosse un riferimento a Nerazzini e Bianchi, che hanno fatto La mafia è bianca... ma poi lui ha parlato di un "video di Santoro", per cui probabilmente è convinto che il film l'abbia girato il celebre ex parlamentare.
(*) Il soprannome "Vasa-vasa" significa, se non lo sapete, "Bacia-bacia", ed è dovuto all'abitudine del burroso Totò a baciare tutti, come Asia Argento in quel film che, ci tengo a dire, non ho visto.
martedì, gennaio 17, 2006
lunedì, gennaio 16, 2006
Tutti dovremmo passarci il sale più spesso
(E' da un mese che ho in mente questo pezzo, si vede che mi è piaciuto)
"Un tempo c’era il minimalismo, inquadratura di due a tavola: “Mi passi il sale?”. Stop. Poi fu superato e si è arrivati a questo: inquadratura di due a tavola, “Mi passi il sale?”. Intervento della voice over intradiegetica (ossia personaggio principale che si sente parlare, di solito emanazione dell’Autore) che fa: “passarsi il sale è un po’ come fare sesso, entrare in comunione per dare più sapore alla vita. Tutti dovremmo passarci il sale più spesso” – con possibile “Mia madre salava poco la minestra” e flashback di protagonista piccino che viene richiamato a casa mentre sta giocando con le bolle di sapone per mangiare una minestra sciapa...
...In più, un film nella provincia profonda con tanti personaggi teneri e stralunati, ciascuno con la sua piccola idiosincrasia personale, con un autore/regista protagonista che spinge sull’identificazione si è fatto in Italia e si chiama Il ciclone di Leonardo Pieraccioni. Magari è indie anche lui e non lo sa".
"Un tempo c’era il minimalismo, inquadratura di due a tavola: “Mi passi il sale?”. Stop. Poi fu superato e si è arrivati a questo: inquadratura di due a tavola, “Mi passi il sale?”. Intervento della voice over intradiegetica (ossia personaggio principale che si sente parlare, di solito emanazione dell’Autore) che fa: “passarsi il sale è un po’ come fare sesso, entrare in comunione per dare più sapore alla vita. Tutti dovremmo passarci il sale più spesso” – con possibile “Mia madre salava poco la minestra” e flashback di protagonista piccino che viene richiamato a casa mentre sta giocando con le bolle di sapone per mangiare una minestra sciapa...
...In più, un film nella provincia profonda con tanti personaggi teneri e stralunati, ciascuno con la sua piccola idiosincrasia personale, con un autore/regista protagonista che spinge sull’identificazione si è fatto in Italia e si chiama Il ciclone di Leonardo Pieraccioni. Magari è indie anche lui e non lo sa".
Crash, contatto fisico
O, ma quant'è piccola Los Angeles?
Si conoscono tutti.
(E com'è che invece a MO ci s'incidenta sempre con degli sconosciuti).
Si conoscono tutti.
(E com'è che invece a MO ci s'incidenta sempre con degli sconosciuti).
fuori-dalla-grazia-di-Nostro-Signore-Iddio
Quanta Italia c'è in quella morte da italiano? Poca, osserva Toni Capuozzo. Ed ha ragione, maledettamente ragione. Tante Simone, troppe Giuliane, un solo Fabrizio. Lui forse credeva davvero in un'Italia che non c'è. Un paese che dei suoi uomini migliori, in fondo, sa solo vergognarsi.
sabato, gennaio 14, 2006
La sinistra e il maestro Miyagi
“ se stai di qua dalla strada, va bene. Se stai di là dalla strada, va bene. Ma se stai in mezzo alla strada, ti schiacciano.”
Il maestro Miyagi – Karate Kid
Come direbbe leonardo, la sinistra perde anche per questo motivo. E’ poco seria.
E’ politicamente poco seria. E non sto parlando della sinistra cosiddetta riformista. No no. Sto proprio parlando della sinistra cosiddetta radicale. Quella con la quale mi trovo spesso gomito a gomito in manifestazioni e birrerie.
Faccio un esempio vicino a noi, uno dei più clamorosi: la questione dei centri di permanenza temporanea.
La sinistra radicale ne vorrebbe la chiusura. Ma al contempo si guarda bene dallo schierarsi per l’apertura incondizionata delle frontiere e la libera circolazione degli individui senza limitazioni di sorta. A quest’ ultima soluzione sono favorevoli solo pochi pazzoidi dell’ala più radicale dei radicali, quella che io chiamo la sinistra della sinistra (che è cosa diversa dall’estrema sinistra): gli anarchici e i libertari.
Al di là del merito della questione, quello che importa è mostrare la poca serietà di chi vuole conciliare una posizione di frontiere chiuse ma impunità garantita
Delle due l’una: o sono le frontiere, le polizie ecc. che ci salvano dall’invasione dell’orda dei miserabili e allora è utile difenderle, oppure no. E allora sono inutili.
Se si vogliono difendere le frontiere, non c’è dubbio, occorre avere la possibilità di rimpatriare chi si è introdotto clandestinamente. E per farlo c’è bisogno dei cpt. Il sistema in vigore prima era ridicolo e dava la possibilità a chiunque di sottrarsi al rimpatrio.
Poi c’è la posizione di Rifondazione e dintorni, i quali argomentano che i cpt sono da chiudere perché:
1. sono dei lager
2. attuano una forma di detenzione amministrativa, che rende più insicuri tutti i cittadini
3. in realtà i numeri dei rimpatri dimostrano l’assoluta inefficacia di questo strumento
Vediamo l’assurdità di queste tre motivazioni:
1r. se i cpt sono dei lager, intesi come luoghi di detenzione molto degradati (e degradanti) non si vede perché li si debba chiudere. E’ sufficiente battersi perché diventino luoghi di detenzione decenti. Una tipica battaglia riformista. E infatti Fassino e Giovanardi sottoscrivono
2r. se attuano una forma di detenzione amministrativa, più o meno idem come sopra. Basta cambiare la legge, in parte è stato già fatto.
3r. Se i numeri dei rimpatri dimostrano l’inefficacia dello strumento, di nuovo delle due l’una: o lo strumento è inefficace perché la legge è farraginosa (e allora è sufficiente modificarla) oppure è inefficace strutturalmente. Perché è l’idea stessa di fermare, o anche solo tamponare significativamente, l’orda dei migranti coi rimpatri ad essere ridicola. Ma allora hanno ragione i pazzoidi: non sono le frontiere che ci tutelano.
Solo che la sinistra cosiddetta radicale non vuole cambiare la legge (sennò che radicali sarebbero ?). Vuole chiudere i cpt e basta. E ne ha fatto punto d’onore. O per meglio dire, vista l’inconsistenza argomentativa, un capriccio.
Dietro questa posizione c’è una presunta astuzia. Attaccare il principio è perdente (s)ragionano i rifondaroli e dintorni. Occorre essere pragmatici.
Quindi, all’italiana, fanno i furbi. Fanno l’occhiolino ai poveracci: teniamo le frontiere formalmente chiuse ma rendiamo possibile la loro violazione.
Solo che i poveracci, come tutti gli altri del resto, non hanno bisogno di occhiolini. Hanno bisogno di gente che dica quello che pensa e che pensi quello che dice.
Questo giocare al ribasso, questo insistente fissare il dito anziché la luna è caratteristico di una sinistra che in tutto il mondo riesce sempre a deludere tutto il deludibile. A perdere tutto il perdibile
La sinistra parli di libertà e non di cpt.
E’ l'affermazione della sacrosanta libertà di ognuno a vivere dove meglio crede, perché unico è il pianeta e unica la specie biologica a cui apparteniamo, lo strumento per affogare queste assurde galere.
E’ la denuncia di un proibizionismo migratorio che, esattamente come quello sugli stupefacenti, è completamente inefficace negli obiettivi che si propone ma al contempo eccellente nel peggiorare inutilmente la vita di tutti. Migranti e indigeni.
Questo. Non il ragionare su cosa si può estorcere agli alleati di improbabile coalizione.
Sarebbe ora che i furbetti del clandestino capissero che non aiutano la causa. La affossano.
E che i ragionamenti, o si portano fino in fondo oppure è meglio non iniziarli nemmeno.
Il maestro Miyagi – Karate Kid
Come direbbe leonardo, la sinistra perde anche per questo motivo. E’ poco seria.
E’ politicamente poco seria. E non sto parlando della sinistra cosiddetta riformista. No no. Sto proprio parlando della sinistra cosiddetta radicale. Quella con la quale mi trovo spesso gomito a gomito in manifestazioni e birrerie.
Faccio un esempio vicino a noi, uno dei più clamorosi: la questione dei centri di permanenza temporanea.
La sinistra radicale ne vorrebbe la chiusura. Ma al contempo si guarda bene dallo schierarsi per l’apertura incondizionata delle frontiere e la libera circolazione degli individui senza limitazioni di sorta. A quest’ ultima soluzione sono favorevoli solo pochi pazzoidi dell’ala più radicale dei radicali, quella che io chiamo la sinistra della sinistra (che è cosa diversa dall’estrema sinistra): gli anarchici e i libertari.
Al di là del merito della questione, quello che importa è mostrare la poca serietà di chi vuole conciliare una posizione di frontiere chiuse ma impunità garantita
Delle due l’una: o sono le frontiere, le polizie ecc. che ci salvano dall’invasione dell’orda dei miserabili e allora è utile difenderle, oppure no. E allora sono inutili.
Se si vogliono difendere le frontiere, non c’è dubbio, occorre avere la possibilità di rimpatriare chi si è introdotto clandestinamente. E per farlo c’è bisogno dei cpt. Il sistema in vigore prima era ridicolo e dava la possibilità a chiunque di sottrarsi al rimpatrio.
Poi c’è la posizione di Rifondazione e dintorni, i quali argomentano che i cpt sono da chiudere perché:
1. sono dei lager
2. attuano una forma di detenzione amministrativa, che rende più insicuri tutti i cittadini
3. in realtà i numeri dei rimpatri dimostrano l’assoluta inefficacia di questo strumento
Vediamo l’assurdità di queste tre motivazioni:
1r. se i cpt sono dei lager, intesi come luoghi di detenzione molto degradati (e degradanti) non si vede perché li si debba chiudere. E’ sufficiente battersi perché diventino luoghi di detenzione decenti. Una tipica battaglia riformista. E infatti Fassino e Giovanardi sottoscrivono
2r. se attuano una forma di detenzione amministrativa, più o meno idem come sopra. Basta cambiare la legge, in parte è stato già fatto.
3r. Se i numeri dei rimpatri dimostrano l’inefficacia dello strumento, di nuovo delle due l’una: o lo strumento è inefficace perché la legge è farraginosa (e allora è sufficiente modificarla) oppure è inefficace strutturalmente. Perché è l’idea stessa di fermare, o anche solo tamponare significativamente, l’orda dei migranti coi rimpatri ad essere ridicola. Ma allora hanno ragione i pazzoidi: non sono le frontiere che ci tutelano.
Solo che la sinistra cosiddetta radicale non vuole cambiare la legge (sennò che radicali sarebbero ?). Vuole chiudere i cpt e basta. E ne ha fatto punto d’onore. O per meglio dire, vista l’inconsistenza argomentativa, un capriccio.
Dietro questa posizione c’è una presunta astuzia. Attaccare il principio è perdente (s)ragionano i rifondaroli e dintorni. Occorre essere pragmatici.
Quindi, all’italiana, fanno i furbi. Fanno l’occhiolino ai poveracci: teniamo le frontiere formalmente chiuse ma rendiamo possibile la loro violazione.
Solo che i poveracci, come tutti gli altri del resto, non hanno bisogno di occhiolini. Hanno bisogno di gente che dica quello che pensa e che pensi quello che dice.
Questo giocare al ribasso, questo insistente fissare il dito anziché la luna è caratteristico di una sinistra che in tutto il mondo riesce sempre a deludere tutto il deludibile. A perdere tutto il perdibile
La sinistra parli di libertà e non di cpt.
E’ l'affermazione della sacrosanta libertà di ognuno a vivere dove meglio crede, perché unico è il pianeta e unica la specie biologica a cui apparteniamo, lo strumento per affogare queste assurde galere.
E’ la denuncia di un proibizionismo migratorio che, esattamente come quello sugli stupefacenti, è completamente inefficace negli obiettivi che si propone ma al contempo eccellente nel peggiorare inutilmente la vita di tutti. Migranti e indigeni.
Questo. Non il ragionare su cosa si può estorcere agli alleati di improbabile coalizione.
Sarebbe ora che i furbetti del clandestino capissero che non aiutano la causa. La affossano.
E che i ragionamenti, o si portano fino in fondo oppure è meglio non iniziarli nemmeno.
giovedì, gennaio 12, 2006
probabilmente ha ragione (come sempre)
Ho notato che un blog tende ad assecondare le derive populistiche ( di chiunque ).
[...]
Io torno a studiare. Appuntamento qui fra dieci anni.
[...]
Io torno a studiare. Appuntamento qui fra dieci anni.
martedì, gennaio 10, 2006
La cosa giusta
I dilemmi morali mi hanno sempre appassionato. Sapete quelli del tipo sei operai stanno lavorando su un binario ferroviario mentre sopraggiunge un treno e loro non possono accorgersene ma tu sì e puoi deviare il treno su un altro binario uccidendone uno solo dimmi cosa fai ?
Bene. Provo a porne un altro. Tu sei una ragazza che ha un padre mascalzone. Quando eri piccola abusava di te. Ora però sei cresciuta e hai trovato il coraggio di denunciarlo. Lo porti in tribunale ma nel frattempo un uomo molto potente, per salvare sé stesso, fa approvare una legge che lascerà impunito anche tuo padre. Dimmi cosa fai e a chi.
Bene. Provo a porne un altro. Tu sei una ragazza che ha un padre mascalzone. Quando eri piccola abusava di te. Ora però sei cresciuta e hai trovato il coraggio di denunciarlo. Lo porti in tribunale ma nel frattempo un uomo molto potente, per salvare sé stesso, fa approvare una legge che lascerà impunito anche tuo padre. Dimmi cosa fai e a chi.
lunedì, gennaio 09, 2006
ci ricorderemo della campagna d'Iraq
perche ci diede la prova definitiva che gli snuff esistono (e ormai vanno in prima serata).
domenica, gennaio 08, 2006
sono matto io, o è il mondo.
Come si spiega altrimenti che io, che sono filopalestinese, quindi antisionista, quindi (secondo alcuni) nazista antisemita; come si spiega che io, quando morì Arafat, mi sentivo sollevato, e adesso sono in pena per quel criminale lì?
venerdì, gennaio 06, 2006
Sposetti, il tesoriere da 830 miliardi di lire
Ricopio qui, perché non vedo altrove (magari non ho cercato abbastanza) ampi stralci di un fondo di Gad Lerner su Ugo Sposetti, tesoriere DS, amico personale di Giovanni Consorte.
Mi chiedo, seriamente, perché roba del genere mi tocchi leggerla di nascosto sul Vanity Fair (n. 1, 2006, pag. 4) della mia ragazza.
Mi chiedo, seriamente, perché roba del genere mi tocchi leggerla di nascosto sul Vanity Fair (n. 1, 2006, pag. 4) della mia ragazza.
A me cittadino sostenitore dell'Ulivo interessa soprattutto chiarirmi le idee sulla figura di un comprimario: il tesoriere del partito della Quercia, Ugo Sposetti. Amico talmente intimo di Consorte da raccomandargli al telefono di mantenersi evasivo col segretario quando gli fosse toccato di informarlo sulle modalità dell'Opa Unipol su BNL. […]
Era il novembre scorso. Santagata e Rovati [membri dello staff prodiano, amici di Lerner] lamentavano che, nonostante le belle intenzioni esibite sulla lista dell'Ulivo e sul futuro partito democratico, Ds e Margherita restavano avari di quattrini e anzi tenevano per la collottola il loro candidato premier. Restai colpito dalla risposta di Sposetti: "Forse sarebbe meglio se Prodi mettesse il guinzaglio ai suoi cani e non li facesse più abbaiare". Ohibò. […]
[Prodi] invece di trattarlo come meritava, gli porse cristianamente l'altra guancia, recapitando alla sede Ds due cuccioli di cioccolata che l'arrogante Sposetti ora esibisce compiaciuto sulla sua scrivania.
È da allora che il personaggio mi incuriosisce. Leggo che fra i dirigenti della Quercia si impone con una frase lapidaria. "In tre anni ho cancellato debiti per 830 miliardi di lire. Quindi si fa come dico io".
[In un'intervista a Repubblica, il 20/11/05, dichiarava:] non siamo diversi, siamo come gli altri. Dobbiamo rispettare le leggi, punto. È già tutto scritto all'articolo 54 della Costituzione".
E bravo Sposetti, ma le leggi si possono anche approvare in quattro e quattr'otto, mettendosi d'accordo per convenienza con tutte le altre forze politiche senza passare dall'aula di Montecitorio, come avvenuto nell'estate del 2002 per moltiplicare i rimborsi elettorali. Diciamo così che la bravura di Sposetti ha avuto un aiutino dal pubblico contribuente. Poi certamente sono seguiti accordi per cedere quote del febito diessino, dal banchiere Geronzi alla famiglia Angelucci (gli editori di Libero). Bravo.
Oggi però dal tesoriere Sposetti io resto in attesa di un chiarimento.
Davvero un uomo di mondo come lui era così fesso da ignorare le fantasmagoriche plusvalenze extrastipendio dell'intimo amico Consorte? Decine di milioni di euro… tutti solo per arricchirsi alle spalle delle cooperative? O qualche briciola sarà servita pure a finanziare la pletora di fondazioni e correnti che inflaziona la politica italiana?
martedì, gennaio 03, 2006
Le cose che so da lui
A Guantamo i detenuti ingrassano
L’effetto serra e Kyoto con gli uragani non c’entrano nulla neanche di striscio
C’è un unico professore del Mit che sostiene il contrario ma la sua teoria non è provata, anzi è provato che contiene un errore
Sofri è innocente perché in un paese normale e civile quel processo non sarebbe stato in piedi. Chi non lo vede è un secondino illiberale
Sacco e Vanzetti sono colpevoli perché sta scritto sul Los Angeles Times
Io continuo a segnarmele, mi capiterà bene di incontrarlo un giorno o l’altro
L’effetto serra e Kyoto con gli uragani non c’entrano nulla neanche di striscio
C’è un unico professore del Mit che sostiene il contrario ma la sua teoria non è provata, anzi è provato che contiene un errore
Sofri è innocente perché in un paese normale e civile quel processo non sarebbe stato in piedi. Chi non lo vede è un secondino illiberale
Sacco e Vanzetti sono colpevoli perché sta scritto sul Los Angeles Times
Io continuo a segnarmele, mi capiterà bene di incontrarlo un giorno o l’altro
il lapsus del mese
"E allora, siamo padroni di una banca?"
"È chiusa, sì, è fatta".
[esitazione] "Siete voi i padroni della banca, io non c’entro niente".
"È chiusa, sì, è fatta".
[esitazione] "Siete voi i padroni della banca, io non c’entro niente".
martedì, dicembre 27, 2005
la foto dell'anno
sabato, dicembre 17, 2005
Tifando contro George
Ci sono notizie che vanno sempre in prima pagina e nei titoli di apertura dei tg perchè interessano tutti, il prezzo della benzina ad esempio. Altre invece che fregano niente o quasi alle maggioranze ma possono colpire molto alcune nicchie di pubblico.
Per quelli della mia nicchia, gli ex-15enni-che-spedivano-letterine-a-re-ministri-e-generali per conto di Amnesty International, ad esempio, la notizia della bocciatura del rinnovo del Patriot Act è di quelle capaci di renderti un po' più lieve la giornata che stai vivendo.
Certo, a patto di non entrare troppo nel particolare. Di non indagare troppo sulle ragioni. Come sempre.
Per quelli della mia nicchia, gli ex-15enni-che-spedivano-letterine-a-re-ministri-e-generali per conto di Amnesty International, ad esempio, la notizia della bocciatura del rinnovo del Patriot Act è di quelle capaci di renderti un po' più lieve la giornata che stai vivendo.
Certo, a patto di non entrare troppo nel particolare. Di non indagare troppo sulle ragioni. Come sempre.
giovedì, dicembre 15, 2005
Quelli che la privacy
Non faccio più quell’altro lavoro. Adesso frequento centrali termiche. Qualche tempo fa ero in quella di un asilo
_“Prendo una foto dell’impianto”
_“Mah, non so se può. Bisogna chiedere alla direttrice. Sa, per la privacy …”
_“Non per volerla lisciare sa, ma lei è troppo avanti. Almeno un paio di generazioni. Per la privacy delle caldaie ci vogliono”
Mi fanno morire quelli della privacy
Ma perché un concetto così rispettabile si è tradotto nella legge più citata a sproposito della storia della repubblica ? Quella che nessuno conosce ma tutti sono pronti a ricordare agli altri.
Perchè è riuscita ad eccitare così morbosamente il torbido leguleio che alberga in ognuno di noi?
Riflettiamoci.
_“Prendo una foto dell’impianto”
_“Mah, non so se può. Bisogna chiedere alla direttrice. Sa, per la privacy …”
_“Non per volerla lisciare sa, ma lei è troppo avanti. Almeno un paio di generazioni. Per la privacy delle caldaie ci vogliono”
Mi fanno morire quelli della privacy
Ma perché un concetto così rispettabile si è tradotto nella legge più citata a sproposito della storia della repubblica ? Quella che nessuno conosce ma tutti sono pronti a ricordare agli altri.
Perchè è riuscita ad eccitare così morbosamente il torbido leguleio che alberga in ognuno di noi?
Riflettiamoci.
mercoledì, dicembre 14, 2005
Induttivi vs. Deduttivi
Fateci caso. Il dibattito sulla Val di Susa si svolge su due livelli completamente diversi: gli uni argomentano il no entrando nel dettaglio, gli altri difendono il sì a partire dai massimi sistemi. Ma la vera cosa divertente è che sono proprio i pre-galileiani a ritenersi più avanti.
lunedì, dicembre 12, 2005
Tifando George
Se dovessi dire come mi immaginavo la contestazione alla guerra in Iraq, ecco io me l’immaginavo come una Val di Susa di dimensioni continentali. Come una Venaus dall’Atlantico agli Urali. Qualcosa che avrebbe travolto e reso materialmente impossibile a qualsiasi governante, di qua e di là dall’oceano, proseguire per quella strada.
Andò invece molto diversamente. E l’Europa che non voleva la guerra si dimostrò impotente alla prova dei fatti.
Ecco perché oggi non capisco tutto questo entusiasmo per il presunto declino di Bush. Quando invece per riportare la partita in parità servirebbe semmai il terzo mandato.
Andò invece molto diversamente. E l’Europa che non voleva la guerra si dimostrò impotente alla prova dei fatti.
Ecco perché oggi non capisco tutto questo entusiasmo per il presunto declino di Bush. Quando invece per riportare la partita in parità servirebbe semmai il terzo mandato.
La ragione per cui mi pubblico da solo
è che nessuno mi paga, naturalmente.
Poi c'è un'altra ragione, un po' più nobile, e cioè: si fa prima. Se mi viene in mente una cosa la scrivo, la pubblico subito e stop. Quando mi rendo conto che è una cazzata è già troppo tardi. Meglio così.
Detto questo, informo che è uscito il nuovo Sacripante, con la mia lettera (l'ultima). Scritta un mese fa, adesso non ho neanche il coraggio di rileggerla.
Poi c'è un'altra ragione, un po' più nobile, e cioè: si fa prima. Se mi viene in mente una cosa la scrivo, la pubblico subito e stop. Quando mi rendo conto che è una cazzata è già troppo tardi. Meglio così.
Detto questo, informo che è uscito il nuovo Sacripante, con la mia lettera (l'ultima). Scritta un mese fa, adesso non ho neanche il coraggio di rileggerla.
giovedì, dicembre 08, 2005
giovedì, dicembre 01, 2005
"Una specie di gusto inerte dell'insulto, del linciaggio".
Se il caso Sofri ci ha insegnato qualcosa, è quanto sia inutile scriverne su un blog.
Anche su libri e quotidiani, se è per questo. Non è servito l’appello di intellettuali e artisti, non è servita una raccolta di firme, né un digiuno. Tutto questo è stato fatto, e Sofri è rimasto dentro. Otto anni – che sono tanti, se vi prendete solo un attimo per rifletterci.
Non solo tutta questa attenzione non ha aiutato un uomo a uscire di galera: ma c’è da riflettere se non sia stata dannosa; se non abbia semplicemente eccitato l’animo capriccioso dei suoi odierni carcerieri. Dovevamo dimenticarcene, di Sofri: e lui a quest’ora sarebbe libero. Forse. Di certo, oggi non è più libero di ieri grazie a noi.
Se il caso Sofri ci ha insegnato qualche altra cosa, è quanto sia pericoloso scrivere. Su un blog. O su una rivistina, come si faceva una volta. E forse è questo che rende i blog così sensibili al caso Sofri: perché in qualche modo gli parla di loro.
Fateci caso: tutto iniziò con un flame innescato da giovani articolisti di belle speranze, che se la prendevano con un commissario di Polizia. Toni accesi, accuse pesanti, ma d’altronde si sa, la gioventù. A quel tempo non c’erano i blog per rovesciarci le opinioni ancora giovani e calde: ma c’era Lotta Continua e lo dirigeva Adriano Sofri. Oggi farebbe la blogstar (i sintomi ci sono: grafomania, opinionismo selvaggio…)
Di quei vecchi post articoli, scritti e lasciati scrivere, il vecchio Sofri si è vergognato pubblicamente più volte – e ancora a qualcuno non basta. E dire che è solo carta (e non è la carta a uccidere gli uomini). Una sottile fibra di cellulosa che in pochi anni ingiallisce e si consuma – per dire, io quei famosi articoli di Lotta Continua non li ho mai letti. Eppure, per quanto sottili, quei fogli di carta hanno segnato almeno una vita.
Capita a tutti di pentirsi di qualche scritto giovanile – ma un tempo almeno la carta ingialliva. Oggi no. Oggi c’è la cache di Google, e se serve anche l’Internet Archive. Gli archeologi del domani sapranno distinguere un’annata dall’altra in base allo stile del template. Ma non c’è rischio che un post sbiadisca o scompaia. Rimane tutto, ragazzi. Ogni singola stronzata che scrivete. Per favore. Pensateci.
Prima di infamare una persona che non conoscete – così come Sofri al suo tempo non conosceva di persona il commissario Calabresi. Prima di giocare a fare i giudici, prima di sputare sentenze. D’accordo, siete giovani, forse vi sembra un gioco. Non è un gioco. La scrittura è un affare serio. Non vi aiuta, non vi salva, non cambia il mondo, ma in compenso vi può rovinare; può farvi vergognare per una vita intera di una scemenza scritta o lasciata scrivere con leggerezza a vent’anni. Se il caso Sofri ha qualcosa da insegnarvi, è appunto questo.
E voi non state imparando, sciocchi.
Anche su libri e quotidiani, se è per questo. Non è servito l’appello di intellettuali e artisti, non è servita una raccolta di firme, né un digiuno. Tutto questo è stato fatto, e Sofri è rimasto dentro. Otto anni – che sono tanti, se vi prendete solo un attimo per rifletterci.
Non solo tutta questa attenzione non ha aiutato un uomo a uscire di galera: ma c’è da riflettere se non sia stata dannosa; se non abbia semplicemente eccitato l’animo capriccioso dei suoi odierni carcerieri. Dovevamo dimenticarcene, di Sofri: e lui a quest’ora sarebbe libero. Forse. Di certo, oggi non è più libero di ieri grazie a noi.
Se il caso Sofri ci ha insegnato qualche altra cosa, è quanto sia pericoloso scrivere. Su un blog. O su una rivistina, come si faceva una volta. E forse è questo che rende i blog così sensibili al caso Sofri: perché in qualche modo gli parla di loro.
Fateci caso: tutto iniziò con un flame innescato da giovani articolisti di belle speranze, che se la prendevano con un commissario di Polizia. Toni accesi, accuse pesanti, ma d’altronde si sa, la gioventù. A quel tempo non c’erano i blog per rovesciarci le opinioni ancora giovani e calde: ma c’era Lotta Continua e lo dirigeva Adriano Sofri. Oggi farebbe la blogstar (i sintomi ci sono: grafomania, opinionismo selvaggio…)
Di quei vecchi post articoli, scritti e lasciati scrivere, il vecchio Sofri si è vergognato pubblicamente più volte – e ancora a qualcuno non basta. E dire che è solo carta (e non è la carta a uccidere gli uomini). Una sottile fibra di cellulosa che in pochi anni ingiallisce e si consuma – per dire, io quei famosi articoli di Lotta Continua non li ho mai letti. Eppure, per quanto sottili, quei fogli di carta hanno segnato almeno una vita.
Capita a tutti di pentirsi di qualche scritto giovanile – ma un tempo almeno la carta ingialliva. Oggi no. Oggi c’è la cache di Google, e se serve anche l’Internet Archive. Gli archeologi del domani sapranno distinguere un’annata dall’altra in base allo stile del template. Ma non c’è rischio che un post sbiadisca o scompaia. Rimane tutto, ragazzi. Ogni singola stronzata che scrivete. Per favore. Pensateci.
Prima di infamare una persona che non conoscete – così come Sofri al suo tempo non conosceva di persona il commissario Calabresi. Prima di giocare a fare i giudici, prima di sputare sentenze. D’accordo, siete giovani, forse vi sembra un gioco. Non è un gioco. La scrittura è un affare serio. Non vi aiuta, non vi salva, non cambia il mondo, ma in compenso vi può rovinare; può farvi vergognare per una vita intera di una scemenza scritta o lasciata scrivere con leggerezza a vent’anni. Se il caso Sofri ha qualcosa da insegnarvi, è appunto questo.
E voi non state imparando, sciocchi.
Nel corso di questa campagna, questa posizione diventò una posizione abitudinaria, compiaciuta. Una specie di gusto inerte, diciamo, dell’insulto, del linciaggio, della minaccia, si è impadronito di noi e non solo di noi. (Adriano Sofri, dal libro L’eskimo in redazione di Michele Brambilla, Bompiani, 1993)
martedì, novembre 22, 2005
cosa c'è poi di male nel picchiare vecchiette?

Cos'è Sketch-O-Graphy?...bella domanda...vedetela come volete...c'è chi prende prozac...chi picchia vecchiette...io disegno! eh si... è come una mia personale terapia.
mercoledì, novembre 16, 2005
"qualcuno gli dica bravi e gli dica grazie"
E no che la censura in tv non è sempre solo Biagi-Luttazzi-Guzzanti-Santoro, no (come se tutta la libertà d'informazione debba passare da lì).
Per esempio (il primo che mi viene in mente): c'è Alberto Nerazzini. E Stefano Maria Bianchi. Per un bel po' La mafia è bianca in tv non la vedrete. C'è Totò Cuffaro che incontra un mafioso (filmato dai carabinieri) e altre piacevolezze.
Cercate nelle edicole. Inutile che vi dica che è bello, sono di parte. Ma Furio Colombo ne parla mostruosamente bene sull'Unità.
Per esempio (il primo che mi viene in mente): c'è Alberto Nerazzini. E Stefano Maria Bianchi. Per un bel po' La mafia è bianca in tv non la vedrete. C'è Totò Cuffaro che incontra un mafioso (filmato dai carabinieri) e altre piacevolezze.
Cercate nelle edicole. Inutile che vi dica che è bello, sono di parte. Ma Furio Colombo ne parla mostruosamente bene sull'Unità.
domenica, novembre 13, 2005
le scemenze che scrive Ferrara al New York Sun gridano vendetta al cospetto d'Iddio!
Via Camillo (che ama, è noto, tirarsi enorme zappe sui piedi).
Intanto non era l'11 ottobre, come dice lui, ma il 10 o l'11 novembre (non che abbia importanza).
Inoltre, io c'ero.
Bandiere americane bruciate? Mai viste. Certo, magari non le ho viste perché era un corteo lunghissimo.
Quello in Piazza del Popolo, invece, era ridicolo. Feci un sopralluogo, me lo ricordo. Thousands of Old Glories? Sì, a tenerne una per mano (c'era chi lo faceva). Fu un bell'autogol. E adesso, dopo 4 anni, ci permettiamo già di riscrivere la Storia come ci pare. Fantastico.
On October 11, 2001, American flags burned in the streets of Rome out of hate, as they did in other European capitals. It was business as usual for the extreme left, after the short-lived rhetorical break in the days immediately following September 11. But on the same day, thousands of Old Glories, along with the Italian and Israeli flags, were instead flying proudly, this time out of love and solidarity, in the central, neo-classical Roman Piazza del Popolo. My daily newspaper, Il Foglio, had called for this show of support, and it was a rousing success with the full support of the Center-Right coalition that had just come to power.
Intanto non era l'11 ottobre, come dice lui, ma il 10 o l'11 novembre (non che abbia importanza).
Inoltre, io c'ero.
Bandiere americane bruciate? Mai viste. Certo, magari non le ho viste perché era un corteo lunghissimo.
Quello in Piazza del Popolo, invece, era ridicolo. Feci un sopralluogo, me lo ricordo. Thousands of Old Glories? Sì, a tenerne una per mano (c'era chi lo faceva). Fu un bell'autogol. E adesso, dopo 4 anni, ci permettiamo già di riscrivere la Storia come ci pare. Fantastico.
martedì, novembre 08, 2005
mercoledì, novembre 02, 2005
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