giovedì, settembre 24, 2009

Importare la democrazia

Non riesco a capacitarmi del fatto che si tolleri con tanta leggerezza il proliferare di giornali nuovi, vedi quello di Marco Travaglio, l’uomo più viscido della sinistra disfattista e sempre alla ricerca di nuovi modi per indebolire il premier, vista la continua ascesa dello stesso nel consenso degli italiani. Possibile che l’avvocato Ghedini non riesca a trovare un reato plausibile per la chiusura di queste «vipere» che strisciano con il continuo intento di mordere il premier e causarne la morte politica? Un giornale che palesemente offende e denigra il capo del governo va subito chiuso. Lasciamo poi le critiche a chi è nato per criticare tutti gli avversari politici. Una volta creato l’esempio gli altri giornali di sinistra si guarderanno dal continuare ad offendere il premier e la sua coalizione. Possibile che non si riesca a trovare una norma che preveda l’attentato morale al capo del governo? Io credo che l’unica soluzione a questo continuo stillicidio di calunnie sia quello di rispondere con i sistemi usati (che io non approvo) da Putin nei confronti della Georgia, e della Cina nei confronti dei monaci tibetani: «La forza». Dopo una serie di bastonate inflitte a Franceschini, D’Alema, Travaglio, Santoro e Maurizio Mannoni, si vedrebbero subito i risultati, si vedrebbe il ritorno del rispetto nei confronti di Berlusconi.


lettera pubblicata da Il Giornale del 15/09/2009

martedì, settembre 22, 2009

Alborosie vs. Babylonian Maffia Maccaroni

Italiani all’estero: Alberto D’Ascola, in arte Stena. Un tempo cantante dei Reggae National Tickets, si è trasferito in Giamaica nel 2001 per approfondire la cultura reggae e rastafarian. Ha cambiato nome in Alborosie ed è diventato una star, produttore e musicista apprezzatissimo. Ma non ha dimenticato le sue origini e il suo Presidente del Consiglio. Al quale, in occasione dell’uscita del suo primo album lo scorso giugno, ha dedicato Mr. President. Una canzone di insulti e contumelie, però in puro anglo-jamaican patois. Adoro l’Italia che sa odiare anche alla distanza


domenica, settembre 20, 2009

Ma dottoressa Shiva, l'autopista sarà fighissima

Queste cose dovrebbe postarle Cragno, ma potrebbe metterci sei mesi quindi faccio io, direttamente dalla newsletter di Libera:

A milano ieri mentre aspettavo di fare il dj mi arriva da modena una telefonata esaltante: stanno fischiando e urlando buffone a Mario Lugli ex assessore della giunta dello sgombero perché sta difendendo il progetto autodromo.
Subito mi viene in mente lo striscione che con palloncini pieni di elio abbiamo innalzato fino alle finestre del consiglio comunale il 24 gennaio 2005 il giorno della prima approvazione dell'autodromo.
Sopra lo striscione avevamo scritto: la gente è con noi.
Ieri a modena era il primo giorno del Festival della Filosofia 2009 ed in piazza grande si teneva l'intervento di Vandana Shiva, al termine una ragazza gli ha chiesto se riteneva giusto che un anno fa fosse stato sgomberato uno spazio sociale per realizzare un autodromo. Vandana ha risposto che se questo era vero era molto stupido, pensare nel 2008 ancora ad investire sull'automobile era stupido.
A quel punto Mario Lugli che era al tavolo a fianco di Vandana ha preso la parola per difendere quello sgombero e quel progetto che come assessore aveva votato e condiviso.
Nemmeno il tempo di articolare che la piazza è esplosa in urla di buffone e fischi tanto che lo sgomberatore ha preferito rimettersi zitto.
Ho cercato subito qualcuno/a di Libera per farmi raccontare meglio l'episodio ma ho scoperto che nessuno/a di noi era stato in piazza e quindi?
Quindi era chiaro, tutto spontaneo, la gente si è ribellata all'arroganza dei politici locali senza nessun sobillatore.
Un tempo Pighi sindaco rieletto (per il rotto della cuffia) disse in merito al presidio del 2005: vidi lo striscione “La gente è con noi” mi affacciai alla finestra ed erano solo una quarantina.
Poco tempo fa Pighi ha parlato della scelta dell'autodromo come una scelta impopolare iniziando ad ammettere che forse non eravamo soli a scontrarci contro il suo dannato progetto.
Ieri la piazza glielo ha gridato.
Oggi solo la Gazzetta di Modena riporta l'episodio, peccato era una bella occasione per fare una seria riflessione su di una "Comunità Sgomberata".
Di questo però i capi di Modena preferiscono non se ne parli.
La gente è con noi.
Colby


Faccio un appello: qualcuno possiede una registrazione dell'intervento in cui Lugli cerca di difendere un'autopista davanti a Vandana Shiva e dietro a un pubblico di filosofi? Perché secondo me in quel momento deve avere assunto almeno per un istante una dimensione eroica. Dopo una performance così puoi anche andare a parlare di salcicce alla Mecca.

Ah, sì, ci vorrebbe anche una seria riflessione sulla coerenza di una classe dirigente locale che chiama Vandana Shiva in città ogni estate, e nei restanti nove mesi gioca a fare le autopiste. Magari un'altra volta, oppure Cragno.

Era un presagio dolce e lusinghiero

Uno dei motivi per cui amo la Leggenda del Piave è questa fenomenale sequenza di Don Camillo e l'Onorevole Peppone.

Dove tutto è straordinariamente più complesso di quanto non appaia a prima vista. Non solo la pellicola rende molto più poetici e umani i bozzetti propagandistici di Guareschi (questo a ben vedere accade in tutti i film di Cervi e Fernandel, coproduzioni italo-francesi), ma carica le azioni e le reazioni dei due protagonisti all'inverosimile.

In superficie abbiamo un semplice episodio di guerriglia elettorale: Peppone attacca un discorso pacifista, Don Camillo compie un puro atto di disturbo un po' situazionista (mette su il Piave), Peppone perde il filo.
In controluce c'è una riflessione sulla retorica, che ha un senso storico ben preciso: Peppone e Camillo sono nati e cresciuti nell'ombra della propaganda patriottica e fascista. Poi hanno preso strade diverse, ma le canzoni studiate nella scuola elementare gentiliana sono rimaste lì: gracchiano in loop nel giradischi della coscienza. Basta rimettere su la base, e Peppone pacifista risponde a uno stimolo pavloviano: si trasforma in suo padre, lo sentiamo distintamente dire “noi, ragazzi del '99”.

La piazza è lì sotto, pronta a scappellarsi e ad applaudire qualsiasi cosa: la piazza non si è nemmeno accorta che Peppone, come gli antichi sofisti, ha cominciato a lodare la pace e ha terminato con una chiamata alle armi. La piazza non ha nemmeno ricordi, reagisce alla marcetta del Piave come a uno stimolo subliminale. Ma quel che più mi diverte è che, se guardate bene, Camillo risponde allo stesso istinto: si lascia commuovere dalla solita sequela di citazioni, i sacri confini, l'anima oltre l'ostacolo, il Monte Grappa il Carso il Piave! e quando Peppone lo chiama si mette all'attenti e dice: Presente! Di fronte ai ricordi della passata grandezza non c'è situazionismo ironico che regga: Camillo diventa vittima del suo stesso inganno, come il professore dell'Onda. E la lezione in effetti è la stessa: il fascismo è annidato in ciascuno di noi, nel sindaco comunista come nel prete, e per attivarlo è sufficiente un nonnulla. Una marcetta un po' marziale, qualche nostalgia per i discorsi dei vecchi maestri, il fascismo puoi fartelo in casa: ricetta semplice e genuina.

giovedì, settembre 17, 2009

La pace non trovò né oppressi né stranieri

Ieri guardavo l'Eredità. Esatto, sì, l'eredità. Coming out: la ghigliottina è il mio giuoco preferito, anche se Amadeus era più bravo di Conti, ma questo è irrilevante.

Orbene, ieri sera a un certo punto c'è una domanda sulla Leggenda del Piave (uno dei grandi rivali storici dell'Inno di Mameli, strano che nessuno la proponga più, ha un testo che spacca). La prima strofa parla di un 24 maggio: di che 24 maggio si tratta? Quattro risposte, due palesemente sbagliate (anni Quaranta) e due probabili: 1915 e 1918.

La tipa non sa nemmeno di che fiume si tratti, e perché: ci pensa un po' e poi sceglie 1918. A Conti sta bene, la tipa passa il turno.

Hiro Proshu


mercoledì, settembre 16, 2009

Un gelato al gusto alpinista

...anche se non è detto che il cagnolino debba aver seguito necessariamente la pista degli alpinisti per spingersi più su, ma forse gli è bastato qualche cioccolatino e qualche pezzo di formaggio per lasciare agli uomini la soddisfazione di spingersi più in su, fino alla vetta dove, tra l'altro, di cioccolato non ce n'è proprio per nessuno.

Pezzi di formaggio e cioccolatini, come no.

Mi sembra abbastanza ovvio, ancorché giornalisticamente scorretto, che questo simpatico cane campi rosicchiando cadaveri di alpinisti. Il cibo più facile da trovare dai 6000 in su, altro che cioccolatini.

Essere avanti ma neanche troppo

www.sokkomb.com
(libertè egalitè faidatè)

lunedì, settembre 07, 2009

Senerase Fratello lo dici a tua sorella

A me Colliandro sta simpatico, come prodotto: spero che lo esportino, nella sua volontaria buffoneria vale centinaia di Montalbano Sòno, eccetera. Detto questo.

Detto questo, la prestazione di Francesco Già DeeJay come Maniaco Omicida, nella puntata che sta andando in onda in questo momento (con il Covo come sfondo "discoteca da cubiste"), è qualcosa che resterà negli annali della trashietà senza remissioni.

Beato il Paese che non ha bisogno di censure

Videocracy a Modena non lo proiettano, almeno questa settimana. A Reggio, in compenso, il Rosebud domenica era tutto esaurito un quarto d'ora prima.
Un cinema tutto esaurito, ci pensate? E già che ci state pensando: se la Rai si fosse presa il trailer, se l'avesse piazzato durante Appuntamento al Cinema, tutto questo sarebbe successo?

lunedì, agosto 31, 2009

Ancora sui fusti in PVC. Lettera aperta al presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena

Gentile presidente,
internet crea situazioni curiose: nei giorni scorsi, cercando tutt'altro, ho casualmente scoperto che per trasportare l’aceto balsamico si utilizzano a volte barili in PVC. Lì per lì ho trovato la cosa un po’ disdicevole e l’ho segnalata su questo piccolo blog. Immediatamente lei mi ha risposto per rassicurarmi e ha scritto che “La idonea plastica alimentare consente un trasporto sicuro, igienico e pratico, senza impartire al prodotto alcun sapore estraneo.” Ecco su questo negli ultimi giorni mi sono, nel mio piccolo, moderatamente documentato. E qualche dubbio mi è sorto. Vediamo se riesco a farlo sorgere anche lei.

Innanzitutto lei parla di plastica, io di PVC. Perché i bidoni del video sono appunto di PVC.

Il PVC o polivinilcloruro deve la sua versatilità applicativa alla possibilità di essere miscelato anche in proporzioni elevate a prodotti plastificanti, che lo rendono flessibile e modellabile o a composti inorganici. Tra questi plastificanti ce ne può essere uno che si chiama bisfenolo A (BPA)

“Il Bisfenolo A è stato dimostrato che è in grado attraversare il rivestimento in plastica di prodotti alimentari in scatola e, in misura minore, da quelli in policarbonato, specialmente quelli lavati con detergenti acidi e quelli usati per contenere sostanze acide o liquidi ad alta temperatura. Un recente studio di Health Canada ha rilevato che nella maggior parte delle bevande analcoliche confezionate in contenitori di plastica i livelli di Bisfenolo A, se pur molto bassi, erano comunque rivelabili.”

Per quanto gli effetti dell’esposizione umana a questo bisfenolo A siano ancora oggetto di dibattito scientifico, diciamo che è comunque acclarato che non si tratta proprio di un elisir di lunga vita.

E le ultime ricerche sono sempre meno confortanti sull’esposizione, anche a dosi basse, a questa sostanza. Tanto che, è notizia del giugno scorso, la Food and Drug Administration, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, sta facendo un pensierino sulla reale sicurezza dei limiti fin qui considerati sicuri.

Gentile presidente, lei si occupa di un prodotto di eccellenza che costa da alcune decine a centinaia di euro al litro. Certo, quando è venduto nel PVC è proprio perché deve costare meno. Per il catering, le industrie alimentari ecc. Ma mi dia retta: non state a speculare sui centesimi di euro. Non vi conviene. Non fate in modo che l’aceto balsamico venga associato al bisfenolo A. Mettete al bando i contenitori in PVC. Ne trarranno giovamento i consumatori, l’ambiente e anche il Consorzio.

Ancora molto cordialmente,
Davide Pocobene

sabato, agosto 29, 2009

Volevamo braccia sono arrivati aborti

D. Gli immigrati servono?
«A molti servono. Da quando c’è la legge
194 sono stati fatti 5 milioni di aborti.
Esattamente lamanod’opera che ci servirebbe.
Siamo una società così funzionale
che non facciamo i figli, ma compriamo
direttamente dall’estero giovanotti in età
da lavoro. Io questo discorso lo faccio da
tempo, ma gli ecclesiastici, non mi aiutano
molto».

Giuseppe Leoni - senatore Lega Nord e presidente dei Cattolici padani (?)
intervista pubblicata su Il Giornale di ieri

mercoledì, agosto 26, 2009

Prima ci condisci le pietanze poi ci costruisci una turbina eolica



Quelli che vedete sopra sono fusti di aceto balsamico in pvc, tagliati e riassemblati.
Naturalmente la notizia non è tanto la turbina quanto l'esistenza di fusti per aceto balsamico in pvc.

Qui e qui il corso di autocostruzione

sabato, agosto 22, 2009

Insomma, adesso basta

Sono tornato, il frigo era vuoto, sono andato alla coop e c'era la piadina di Hello Kitty.

sabato, agosto 08, 2009

Marzaglia, 8 agosto 2008
























Le foto sono parte della mostra "Libera, cronaca di uno sgombero annunciato" e sono di Davide Mantovani, Davide Piferi De Simoni e Manuele Mariani - info@image-in.it

giovedì, agosto 06, 2009

Dalla montagna a youtube



Ai tempi eroici passai settimane per caricare tutte le canzoni della Paolino Paperino Band su un server (mangiabudino), con una connessione 56k. Adesso i miei gruppi locali preferiti li hanno messi sul tubo, il più grande contenitore contemporaneo di musica. E manco ci avevo pensato, io.

lunedì, agosto 03, 2009

Contro il metodo Al Capone

Mi gira in testa da anni, mi ci incazzo da quando ero ragazzino, adesso ho il pretesto per scriverci sopra questa cosina.

Allora, la mia tesi è la seguente: il modo nel quale è stato fatto fuori Al Capone ha prodotto danni incalcolabili. Nel paese di Machiavelli probabilmente ancora più che altrove. Di solito la storiella ti viene raccontata fin da quando sei bambino come un colpo di genio : Al Capone era un gangster, ordinava omicidi, rapine, estorsioni ma non si riusciva a incastrarlo. Alla fine a qualcuno venne un’idea: accusarlo di un reato collaterale. Solo così riuscì a metterlo in galera, condannandolo per evasione fiscale.

Il caso Al Capone ha introdotto nell’immaginario collettivo la convinzione che i problemi non si risolvano frontalmente ma di sguincio. Non parlando con voce di verità, ribadita pervicacemente fino alla sua affermazione ma con il cosiddetto pragmatismo e la cosiddetta strategia, in una parola: con la furbizia. Tutti aspiranti Eliot Ness, neanche un pirla che si ostini a dire semplicemente quello che pensa.

E’ quel genere di strategia, tanto per capirci, che ha indotto le menti più brillanti del Pds-Ds-Pd a non voler risolvere il conflitto d’interessi perché tanto “Berlusconi si riteneva fosse ormai sul viale del tramonto”. E ho tanto la sensazione che sia il medesimo genere di strategia che adesso fa dire a qualcuno che Berlusconi dovrebbe dimettersi, non tanto perché va a troie, che suonerebbe moralistico, ma perché durante le feste potrebbe aver firmato documenti riservati mettendo in pericolo la sicurezza nazionale. O perché non fa perquisire le prostitute che frequenta. Col retropensiero che tenere il caso in prima pagina sia comunque un modo di danneggiarlo presso certo elettorato cattolico. Ma fatemi il piacere.

Berlusconi in questo paese non dovrebbe essere neppure candidabile per un seggio da parlamentare, per il semplice motivo che controlla metà delle reti televisive nazionali. Anzi: in un paese decente a nessuno dovrebbe essere consentito di controllare metà dell’audience televisiva, a prescindere da qualsiasi candidatura. Questa è la nuda e semplice verità. Se gli italiani non la capiscono il problema non è più nemmeno Berlusconi ma il sistema democratico. Non lo si risolverà col metodo Al Capone. Il declino di Cosa Nostra americana è avvenuto quando i boss sono stati condannati per i reati effettivamente commessi mentre la condanna ad Al Capone per evasione fiscale è stata una vergogna del sistema giudiziario, non un suo punto di forza.


(Attenzione: questo pezzo fa riferimento a notizie vecchie di almeno 7 giorni. Astenersi blogger tremendamente trendy e up to date)

domenica, agosto 02, 2009

Chissà che bel sito Croazia.cr

Il disastro del Passante di Mestre scatena alcune considerazioni.

- Ma Dio Buono e misericordioso, ci avete messo millanta anni e vi siete scordati le piazzole?
- C'è stato l'effetto bypass e l'effetto imbuto:
-- L'effetto bypass è che se hai molto traffico su una strada a tre corsie (tangenziale di Mestre) e apri un percorso alternativo a tre corsie (passante), la fila che prima stava sulla prima strada finisce tutta sulla nuova. La tangenziale di Mestre pare fosse vuota.
-- L'effetto imbuto è che tutte e sei le corsie andavano a finire, pochi km più tardi, sull'a4 Venezia-Trieste che ha due corsie.
- Severgninizzando, oserei dire che noi italiani abbiamo questo problema: dove ci sono già le vie, le moltiplichiamo senza criterio (e senza piazzole), e dove non ci sono, continuiamo a non farle. Così la gente arriva più presto a intoppare gli imbuti. In effetti l'effetto passante sull'esodo estivo è quello di ottenere con maggiore rapidità ed efficienza una coda mostruosa, che prima si sarebbe formata più lentamente e con lungaggini indegne di un'anarchia postmoderna.

- Ma soprattutto: dove va tutta quella gente? Per quale motivo l'unico grande ingorgo del primo sabato d'agosto era in direzione nordest? O hanno tutti voglia di farsi un weekend a Trieste, oppure la Croazia sta diventando per gli italiani quello che la Romagna era per i tedeschi. E questo aprirebbe milioni di altre severgniniane considerazioni: se invece di discutere sul lettering del sito italia.it cominciassimo a ragionare sul fatto che il turismo italiano ha prezzi assurdi, non è più competitivo neanche con la Costa Azzurra, figuriamoci coi Balcani che sono a portata di mano?

Mazziati, sgomberati e denunciati

Ad un anno dall'assurdo sgombero dello spazio sociale LIBERA, avvenuto forzatamente e violentemente l'8 agosto 2008, arrivano pure le denunce per resistenza.
4 compagne e compagni sono stati denunciati per aver difeso un luogo di libertà contro uno sgombero voluto dal Comune di Modena per fare un regalo agli speculatori di turno.


(Cragno, facci sapere quanto sei nei guai).

giovedì, luglio 30, 2009

Letizia chi?


Alla Coop la Moratti gli fa 'na sega: è dal 1° gennaio 2009 che non vendono alcolici ai minori di 18 anni. O almeno così dichiarano.
Ma perchè con le polemiche furenti di questi giorni nessuno li ha interpellati? Dire che i cartelli sono ancora fuori, giuro. Ma soprattutto: come fa coop a rifiutarsi di vendere alcolici ai minori di 18 anni se la legge dice 16? Ma sono l'unico a domandarselo?

mercoledì, luglio 29, 2009

Oltre l'orizzonte della cazzata

Io non ho molto tempo per seguire l'inchiesta del Foglio su Ignazio Marino, ma volevo appuntarmi questa frase di Ferrara che segna secondo me il point of no return della cazzata; la cazzata dopo la quale egli non potrà mai più dire qualcosa di anche minimamente intelligente o dotato di senso. Neanche una cosa del tipo: "Toh, piove": no, secondo me ogni volta che Ferrara dirà piove, da qui in poi, ci sarà un sole che spacca le pietre:
I medici che fanno politica... (blablablà per dieci righe) meritano... (blablablà) che si racconti la loro parabola (blablablà) facendo essi parte di un sistema, la sanità, che andrebbe annoverato tra i sistemi criminali da smantellare al pari della mafia, della camorra e della ndrangheta.
Un sistema, capite, la sanità, criminale: al pari della mafia, della camorra e giustamente, perché tante volte ci si dimentica la cenerentola del narcotraffico, la nostra amica ndrangheta. Ma volete mettere queste criminalità con la terribile Sanità, che ogni anno produce fantastiliardi di morti? Mica solo gli aborti, eh, vogliamo parlare di quelli che entrano per curarsi un banalissimo tumore e non ne escono vivi, vergogna? Che uno dice ma cosa ti avrà fatto la Sanità, Giuliano Ferrara? Quali terribili dolori ti avrà inflitto? Ti ha curato il diabete? L'ipertensione? Eh beh, tremendo, mi rendo conto, normale che uno poi passi una vita intera a superare lo choc.

Ma perché non ci scrive un libro. Contro La Sanità, questo sistema criminale che pretende di curarci i dolori mediante la bieca somministrazione di farmaci. Ivan Illich, spostati, schiacciati al muro, qui arriva Giuliano Ferrara.

lunedì, luglio 27, 2009

Infinite Jest

La puntata di Blob andata in onda sabato scorso mi sembra definitiva. Nel senso che, per quel che mi riguarda, non ha senso fare altre puntate di Blob. Ma più in generale, può darsi che non valga la pena fare televisione, il piccolo schermo avendo ormai realizzato quello per cui era stato inventato, la quarta parete ormai esplosa sotto il carico di quello che in questo video emerge prepotende (scusate, è difficile scrivere sul blog mentre continuo a guardare la puntata di Blob andata in onda sabato scorso).
Le si vedono i brufoli persino ma è proprio questo il punto, la fine del patinato, l'inizio dell'ultracorporeo, da qui in poi solo il 3d potrà darci qualcosa in più ma ci conviene davvero, ha senso volere più chiappa di quella che ti ha dato Blob sabato scorso e adesso c'è persino sul sito (datemi solo un momento che devo ri-spingere play, è frustrante dover spingere play ogni 5 minuti e 32 sec) l'intrattenimento definitivo.
Ora io il link non so se darvelo. Non vorrei avervi sulla coscienza ma d'altronde se non sarò io arriverà qualcun altro, allora fatemi almeno fare il cavaliere dell'apocalisse, oppure no, ma quando vi arriverà una mail
Un tuo amico ti segnala:
Sabato 25 Luglio - Blob
su Rai.tv

Sappiate che siete a un passo dall'armagheddon, o dal paradiso terrestre, le due cose insieme, e cliccate o non cliccate di conseguenza.
A 4:54 trascina un'orca gonfiabile, cos'avrà voluto dir

venerdì, luglio 24, 2009

A Luca, che mi ha dato dello scemo

Non penso di essere scemo, però a volte mi piace fare il cretino, non dico di no. E' una cosa che sui blog a volte si fa.

Secondo me io ho capito benissimo quello che intendevi in questo pezzo. Non c'è un fraintendimento. Non c'è nemmeno un desiderio di fare una "demagogica pagliacciata", su Piste poi. C'era semplicemente la voglia di prenderti un po' per il culo per una cosa che hai scritto, che ho capito direi benissimo, ma non condivido. Per motivi che non ho perso tempo a spiegare perché mi sembrano chiari, e secondo me li immagini anche tu.

Rientra nel genere "presa per il culo" anche la necessità di estremizzare il tuo ragionamento, anche se a te non piace che si faccia: oltre a essere un'esigenza della parodia, è anche un esercizio intellettuale: andare a vedere dove tirano i fili dei ragionamenti che facciamo, per scoprire che a volte s'ingarbugliano intorno a problemi molto più vasti. Il buon senso, per esempio. A chi non piace mostrarne un po'. Ma il buon senso è un principio fondamentalmente reazionario. Ci aiuta a preservarci, e in generale a preservare la nicchia in cui ci ritroviamo. Chiunque non si ritrovi bene nella nicchia, gladiatori incazzati, vecchiette stanche, studenti incoscienti, giornalisti che si ostinano a documentare la sessualità anomala del premier, troveranno sempre qualcuno che li accusa di andare contro il buon senso dei tempi. Quel qualcuno non vorrei essere io e non vorrei nemmeno che fossi tu, perché ci meritiamo di meglio.

Poi sì, non tutti i commenti erano all'altezza del post, e il post stesso era semplicemente una presa per il culo. Demagogica? Beh, in effetti il tiro a Luca è uno sport molto popolare in questi tempi. Ma credo sia l'altra faccia della medaglia di stare ai primi posti di una classifica.

mercoledì, luglio 22, 2009

La Storia del mondo, se avessero dato retta più spesso a Luca Sofri

E mi sono detto, non è che questa escalation ha a che fare anche con la battaglia di informazione su Villa Certosa, le escort, eccetera? Non è che i giornali di opposizione stanno alzando il livello dello scontro, e la maggioranza risponde dichiarando lo stato di guerra, e ci andiamo di mezzo tutti?

73 avanti Cristo, Roma:
SPARTACVS: Compagni gladiatori, ma insomma, che vita facciamo? Sgozzarci per il divertimento degli invasori? Ma ribelliamoci, piuttosto. Non abbiamo da perdere che le nostre catene. Io poi ho una certa esperienza militare, e secondo me se ci organizziamo un po' un paio di legioni le facciamo fuori, puntiamo verso la Gallia e poi...
LUCA SOFRI: Sì, però in questo modo, secondo me, tu autorizzi i Romani a darci la caccia come schiavi ribelli.
SPARTACVS: Beh, in effetti sì.
LUCA SOFRI: E se poi il Senato vota leggi più restrittive in materia di schiavi evasi, sarà anche un po' colpa tua che hai alzato il livello dello scontro, no?
SPARTACVS: Non ci avevo pensato. Ok, compagni, non se ne fa niente. Continuiamo a scannarci tra noi per un pezzo di pane.

1 dicembre 1955, su un autobus in Alabama:
CONDUCENTE: Insomma, vecchia negra, ti vuoi alzare? Quello è un posto riservato ai bianchi.
ROSA PARKS: Preferirei di no, sono un po' stanca.
CONDUCENTE (rivolto a Luca Sofri): Vede come fa? Questa negra mi fa impazzire.
LUCA SOFRI: Signora, senta, io capisco la stanchezza e la frustrazione e la necessità di una legislazione federale in materia di diritti civili, e tuttavia...
ROSA PARKS: Eh?
LUCA SOFRI: La invito a ragionare sul fatto che se lei insiste nella sua stanchezza probabilmente chiameranno i poliziotti, e poi ci saranno risse, il livello dello scontro si alzerà, e non è escluso che il Governatore dello Stato vari leggi segregazioniste ancora più restrittive. Non ci aveva pensato?
ROSA PARKS: In effetti no. Va bene, adesso mi alzo.

1 giugno 1989, Piazza Tienammen:
CONDUCENTE DEL CARRO ARMATO: Levati di mezzo, coglione! Stai alzando il livello dello scontro, non hai sentito Luca Sofri?

(Potrebbe andare avanti, ma anche no)

martedì, luglio 21, 2009

Pietà (Defarge)

Questa mattina sul sito di Repubblica è possibile scaricare le registrazioni di alcuni incontri tra Berlusoni e una prostituta. Lei si chiama Patrizia D'Addario e sta conducendo in porto una difficile operazione immobiliare.

I due trascorrono la notte delle elezioni americane insieme, nel "lettone di Putin", la donna ha molto caldo e fa un numero spropositato di docce. La mattina dopo, quando si salutano, lei è scontenta, lo racconta telefonicamente al maneggione che ha organizzato la cosa.

Lui le ha regalato una oggetto a forma di tartaruga e si è impegnato a mandare qualcuno a risolverle i problemi del cantiere. Le ha detto anche che la prossima volta farà venire un'amica per leccarla. Il suo, nell'universo della merce, è un immaginario dozzinale e onnipotente, ma si era parlato di una busta con 5000 euro, dice lei, che nessuno ha visto.

Quando più tardi la chiama per sentire se va tutto bene, riferendole del discorso che ha appena tenuto per l'inaugurazione di una mostra, Berlusconi la saluta dicendo "ciao tesoro" e la D'Addario risponde "ciao, un bacio". Le intercettazioni scaricabili dal sito di Repubblica si interrompono qui, con la risposta della prostituta, una risposta caratterizzata da un difetto di reciprocità.

L'intimità proposta dal Primo Ministro, che l'ha appena chiamata "tesoro", si schianta sul saluto anafettivo della donna, che lo liquida con un bacio. Agli atti della circolazione di calore manca qualcosa, qualcosa che è sfuggito al controllo dell'umanità incarnata e redenta da questi brutti anni di "Drive In".

Non so bene cosa sia, la chiamerei una sfumatura o una risonanza, una rifrazione di realtà che questa gente non ha potuto trasfigurare. Alla fine, ho avuto la sensazione che mi toccherà pure difenderlo dal mondo che ha fatto a sua immagine e somigliaza.

La percezione del Brutto

Cos'è il Brutto, esattamente. Ecco.



Luoghi comuni (design macchinoni modelle) + patriottismo vacuo + troppi porno consumati nell'età evolutiva + forrestgumpismo + sbattici una sedia d'acciaio che agli architetti piace = ladies and gentlemen, il nuovo spot Nastro Azzurro. C'è più gusto a essere italiani.
Io poi all'estero questa famosa Nastro Azzurro non l'ho mai vista, ma l'ho cercata anche poco. In effetti uno dei motivi per andare all'estero è mettere centinaia di chilometri tra me e i locali dove servono la Nastro Azzurro. Secondo me negli Usa non si può nemmeno mettere nello scaffale delle birre: forse tra le beer flavoured mineral water, qualcosa così.
Messaggio allo studente di scienze della comunicazione che tra dieci mesi verrà qui a dirmi che non ha capito niente questo spot è geniale ci ha anche fatto una tesina sopra. Ti stanno fregando. Ribellati, schiavo. C'è più gusto ad essere intelligenti.

venerdì, luglio 17, 2009

una ne pensa, 100 ne fa



Non cambi mai. In bocca al lupo.

Il polso della situazione

"Uno quasi morì dopo essersi buscato i proiettili di un attentatore turco metà pazzo e metà furbissimo il cui braccio forse fu armato dal KGB, l'altro si è rotto il polso sciabattando in casa con le pantofole rosse. Forse è inciampato nelle pattine. Il destino si intuisce dalle piccole cose". (Paferrobyday)

giovedì, luglio 16, 2009

Questo non è un lampadario

Beh, in realtà sì, lo è. L'ho anche visto in uno show room.

No, ma secondo voi quanto costa?

mercoledì, luglio 15, 2009

Non sia scampo all'odiato borghese

(Giusto per tenere un po' di compagnia agli operai del turno di giorno che all'una staccano e vanno subito a connettersi a Piste:)

lunedì, luglio 13, 2009

Poco ragionata (un’estemporanea risposta a Defarge)

Siccome defarge continua a non mettermi nella sua mailing list tocca rispondergli sul web. Velocemente, che è notte fonda.
Come ha già osservato livefast nei commenti, la tesi di Defarge è molto discutibile. La crisi, almeno per il momento, non basta a dimostrare che i “noglobal” avessero ragione e il sistema finanziario capitalista torto. L’opinione prevalente è che alla fin fine questa sia una crisi “qualitativamente” simile a tante altre, particolarmente a quella del 29, e che dunque sia più significativa solo per meri aspetti “quantitativi”. Tradotto in parole povere: passata la festa gabbato lu santo. Appena la bufera cesserà tutto tornerà come ai tempi belli (o brutti a seconda)

Continua poi Defarge con alcuni passaggi che evidenziano i limiti delle rivendicazioni etiche noglobal:
“(…) è necessario che qualche domanda i movimenti se la pongano. Il difetto principale dell'azione che hanno condotto negli ultimi dieci anni, forse, consiste nel ricorso sistematico alle semplificazioni dell'etica.”

“La contestazione della Banca Mondiale, del WTO, del G8 o del Fondo Monetario Internazionale si sarebbe dovuta esprimere nell'individuazione dei vari livelli decisionali sui quali avrebbero potuto agire le scelte dei singoli con il voto e le campagne di pressione. I noglobal, forse, si sono tenuti alla larga da questo lavoro di precisazione perché li avrebbe obbligati a compromettere le proprie istanze, inducendoli al passaggio dalla reazione etica all'azione politica”

“Ma a questo punto, allora, si tratta di ammettere che la sfera in cui queste cose cambiano è necessariamente la politica e che continuare a dissociarsene invocando più giustizia e moralità, quindi, è un atto di profonda ipocrisia.”
Mi ricorda abbastanza da vicino la tesi di Slavoj Zizek (Il superego di sinistra, Internazionale n.723 del 14/12/2007), che denuncia la politica di resistenza dei vari movimenti noglobal consistente nel bombardare lo stato con rivendicazioni impossibili fondate sulla dimensione etica di una “rivendicazione infinita” di giustizia. Lo stato liberaldemocratico di oggi e il sogno di una politica anarchica (Zizek usa questo termine in senso molto lato) “infinitamente rivendicativa” – sostiene il filosofo sloveno – si trovano in una relazione di reciproco parassitismo: gli anarchici si dedicano al pensiero etico e lo stato fa il lavoro di gestire e regolare la società. Nel criticare le tesi di un altro filosofo, Simon Critchley, secondo il quale la resistenza politica dell’anarchia non dovrebbe cercare di imitare e rispecchiare la violenta sovranità della ‘archia’ a cui si oppone, Zizek ci indica il suo modello: Chavez. Che invece di resistere al potere dello stato se ne è impossessato. E sai che novità (aggiungo io, non Zizek)

Defarge non giunge a conclusioni così chiare e nette ma parla di voto e campagne di pressione. Ora: cosa vuol dire il voto? Se vuol dire creare il partitino noglobal penso che la stessa Defarge possa immaginare gli esisti dell’operazione, che peraltro qualcuno ha tentato di fare. Se significa convincere tutti a votare, anche quelli che non votano, idem come sopra (a parte la difficoltà della cosa non sposterebbe quasi nulla in termini quantitativi). Passando poi alla pressione, qui cara Defarge lei sfonda porte aperte ma il problema è proprio sul come farla questa pressione.

No cari Defarge e Zizek, la lotta fatta con rivendicazioni etiche è proprio la novità principale che i movimenti “noglobal” hanno portato sulla scena. Combattere solo con queste può essere scomodo, lungo e difficile ma le scorciatoie che ci indicate voi ci portano più indietro – e molto - del punto di partenza.

mercoledì, luglio 08, 2009

Ragionata (Defarge)

Ricevo e volentieri pubblico

La crisi si vede a occhio nudo, senza bisogno di lenti speciali o di esperti. E' licenziamenti, riduzione della settimana di lavoro, cassintegrazione, chiusura delle fabbriche. Ha cause strutturali e morali - è stato detto - dipende dal funzionamento dei mercati e dal comportamento degli uomini. Degli uomini impiegati nei centri di comando, soprattutto, che dal 2001 sapevano tutto e non dicevano niente, badando solo ad arricchirsi. Solo che il difetto morale, al di là delle variabili psicologiche, era già inscritto nel dna della dottrina, in base alla quale sarebbero stati i mercati - e non gli uomini - a farsi la propria legge.

Ci fu un momento, in seguito alla caduta del muro di Berlino, in cui questo principio divenne universale. Anche i partiti di sinistra, per dire, si affrettarono a mercificare tutto: luce, acqua, gas, poste, trasporti pubblici. Lo fecero indirettamente, ma mercificarono pure la scuola (dirottando i finanziamenti sugli istituti privati), l'esercito (con il fenomeno dei mercenari) e la sanità (con l'affermazione del terzo settore, i tagli al sistema nazionale e la conseguente trasfusione dei pazienti, quando se lo fossero potuti permettere, nelle cliniche private). A tutto questo, ai prodotti della dottrina che ha cominciato a collassare con la crisi dei mutui subprime, negli Stati Uniti, l'opinione pubblica ha garantito un appoggio incondizionato. Ci fu un momento in cui tutti si misero a dire che il privato era meglio del pubblico e fu esattamente quello, nei pranzi di famiglia o al bar, il momento in cui ognuno si assunse le proprie responsabilità. Si enfatizzò il ruolo della società civile, senza rendersi conto che in assenza di comportamenti virtuosi, le società sono più incivili degli stati.

A opporsi furono davvero in pochi. Qualche partito comunista, che però non seppe emanciparsi dal proprio ruolo residuale, oppose alla nuova tendenza ideologica le parole di Marx, di Trotzkij o del subcomandante Marcos. Il movimento di Seattle e di Genova tentò di raccogliere l'eredità del movimento operaio e di fonderla con le nuove istanze della disobbedienza, del civismo e della teologia della liberazione.

Quei partiti residuali, oggi, sono stati espulsi dalle camere di rappresentanza, mentre ai noglobal è toccata una sorte più controversa. Avevano previsto tutto: la guerra, l'erosione della democrazia, la crisi. Avevano previsto che i mercati non si sarebbero fatti nessuna legge diversa dal profitto, che la meritocrazia e l'efficienza non erano altro che retoriche vuote, che i capitali avrebbe continuato ad accentrarsi, che la povertà si sarebbe diffusa e che il sistema finanziario sarebbe scoppiato. Ci sono i documenti, ci sono le analisi di personaggi contigui al movimento come Jean-Paul Fitoussi, Joseph Stiglitz, Ignacio Ramonet, Susan George e tanti altri. Eppure, capita nella storia che chi aveva ragione ottenga meno credito e seguito di chi aveva torto ed è necessario che qualche domanda i movimenti se la pongano. Il difetto principale dell'azione che hanno condotto negli ultimi dieci anni, forse, consiste nel ricorso sistematico alle semplificazioni dell'etica.

Il luddismo degli sfasciatori di bancomat e, sul versante opposto, il terzomondismo della componente cattolica si sono arrestati al sabotaggio e alla denuncia. Furono in tanti a diventare noglobal sull'onda della spettacolarizzazione del conflitto o delle campagne di cancellazione del debito, ma i noglobal non seppero trasformare questa materia di dissenso in consapevolezza e azione. L'idea che fosse criminale continuare ad affamare gli africani per poi rinchiuderli nei centri di permanenza doveva rappresentare un punto di partenza, per esempio, non un approdo. La contestazione della Banca Mondiale, del WTO, del G8 o del Fondo Monetario Internazionale si sarebbe dovuta esprimere nell'individuazione dei vari livelli decisionali sui quali avrebbero potuto agire le scelte dei singoli con il voto e le campagne di pressione. I noglobal, forse, si sono tenuti alla larga da questo lavoro di precisazione perché li avrebbe obbligati a compromettere le proprie istanze, inducendoli al passaggio dalla reazione etica all'azione politica.

E' ingiusto che il 20 percento della popolazione mondiale gestisca l'80 percento delle ricchezze, come si diceva nel 2001, che i prestiti internazionali vincolino i debitori a svendere le proprie fonti energetiche e a comperare l'acqua dalle multinazionali, che otto delinquenti si ritroviano annualmente a scattare qualche fotografia mentre gestiscono gli affari propri e di qualche mandante. E' tutto molto ingiusto, non c'è dubbio, e la crisi economica non è altro che il riflesso locale di questa ingiustizia complessiva. Ma a questo punto, allora, si tratta di ammettere che la sfera in cui queste cose cambiano è necessariamente la politica e che continuare a dissociarsene invocando più giustizia e moralità, quindi, è un atto di profonda ipocrisia. Oggi che tra i paesi sottosviluppati ci siamo anche noi tutto questo mi sembra più urgente, possibile e chiaro.

mercoledì, luglio 01, 2009

Farsene una ragione

«Io francamente non so più che dire.
Sto cercando di godermela. Riciclo, mangio a chilometro zero, firmo petizioni, supporto associazioni. Lavoro, pago le tasse. Ogni tanto mi concedo il lusso di un viaggio durante il quale mi servo soltanto di agenzie locali indipendenti. Risparmio per essere autonoma il più possibile in caso di licenziamento, malattia o calamità naturale, perché lo so che non ci sarà da contare sullo Stato, purtroppo. Se poi crepo, crepo. Parecchia gente che stimavo è già crepata, peraltro. Tanto la qualità della vita sul pianeta si sta deteriorando irrimediabilmente e in poche decine di anni la Terra sarà un inferno.
Insomma, me ne sono fatta una ragione.
Ma che non esista una alternativa etica e civile in cabina elettorale mi disturba lo stesso, scusate».

[grazie Garnant]

La Serracchiani s'appanna? Ecco pronto un altro leader



Via Non ne so abbastanza, via Rectoscopy.

domenica, giugno 21, 2009

La linea di Libero m'ammoscia

Cerco di capire. Venerdì Feltri spiega al suo popolo che Berlusconi non può essere un maniaco sessuale perché è impotente.
Domenica il quotidiano di Vittorio Feltri spiega che bisogna votare Berlusconi perché i suoi costumi sessuali sono un po' i nostri, insomma, "siamo tutti Berlusconi".
Feltri, intendi che siamo tutti impotenti?
Ma parla per te, finocchio.

sabato, giugno 20, 2009

Il geopollo

Stasera ero stravolto e sono rimasto a casa a guardare Er. Dopo Er c'era il nuovo programma geopolitico di Buttafuoco.

Ora se voi vi aspettate che io mobiliti aggettivi o avverbi per dare un giudizio al nuovo programma geopolitico di Buttafuoco, ebbene, mi spiace. Torno da un viaggio nel nulla cosmico di un cervello dove si muovono pulviscoli di concetti con la lettera maiuscola ("Tradizione", "Identità", "Spiritualità") e devo ancora rielaborare. Per esempio, non ho capito la differenza tra identità tradizionalista e identità spiritualista, e ho come il sospetto che non ce la potrò mai fare, come i non eschimesi di fronte a due sfumature di bianco ghiaccio.

Le uniche cose che posso dire sono:
- Al tuo regista devono piacere le feluche, eh? Beh, i fetish non si discutono, ma cosa c'entra Napoleone con la conferenza di Shangai? Sul serio ti commuovi sulle sfilate militari di un vecchio film in costume? Ne hai mai parlato con un dottore? Ne hai mai parlato con un amico gay?
- Ma ti è mai successo di azzeccare la sintassi di una frase mentre parli? Senti, c'è un trucco, falle più brevi.
- Ho sentito bene che affideresti i tuoi figli all'educazione delle gang criminali della Transinistria, ma ai camorristi di Gomorra no perché non sono abbastanza tradizionalisti? Io quando sento cose del genere, spero sempre si tratti di droga. Perché se l'hai detta da sobrio, diomio, e hai dei figli, bisognerebbe parlarne coi servizi sociali.
- Ma sul serio tra qualche anno si potrà pagare da Pechino a Mosca "con la stessa carta di credito?" Cioè, nel senso che adesso non si può?
- Berlusconi fa veramente benissimo a snobbare i nuovi intellettuali di destra e mettere le veline ai ministeri. Più veline, meno neotromboni spiritual-tradizionalistico-transinistrico-identitari. Forza Mara.

giovedì, giugno 18, 2009

Io la butto lì

C'è Rupert Murdoch che sta sculacciando delle tipe fasciate in latex con un battipanni a forma di svastica, quando bussano alla porta.
"Chi interrompe i miei rari piaceri?"
"Eccellenza, Illustrissimo, Luce del Mondo..."
"Prega che sia qualcosa di davvero importante".
"Ripetitore Universale, Unica Fonte di Ogni Gioia..."
"E bla bla bla. Tutte queste smancerie non ti porteranno a niente. Spiega cos'è successo e fallo in fretta".
"Eterna Luce della Mente Immacolata, abbiamo scoperto che in Italia c'è un signore che parla molto male di Voi".
"In Italia?"
"Un pidocchio, un parassita, anzi peggio, un concorrente".
"Ho dei concorrenti?"
"Ahimè, Eccellenza, tecnicamente ancora sì. Nel mercato italiano, per esempio".
"E chi ha il fegato di concorrermi? Il Papa, magari?"
"Quasi, illustrissimo. Il Primo Ministro".
"Il Primo Ministro? Ha delle emittenze televisive?"
"In chiaro, sì".
"Bizzarro. Ne avrà un paio".
"Ne ha tre, più le tre dello Stato, più svariati quotidiani, cinema, libri, pubblicità..."
"E gliele lasciano tenere?"
"Eccellenza, è una storia lunga. Comunque il succo è che sta parlando molto male di Voi".
"E cosa dice?"
"Dice che state complottando contro di lui, per via di una storia di donnine".
"Si è fatto fotografare?"
"Maestà, sì".
"Sadomaso?"
"No, niente di fetish, però... potrebbero, dico potrebbero, esserci in ballo delle minorenni".
"Ah, quindi è fottuto. E dice che sono stato io?"
"In conferenza stampa. Sarebbe una specie di vendetta perché hanno aumentato una tassa sul decoder".
"Quegli stronzi. E... spiegami bene: sono davvero stato io?"
"Eccellenza, no".
"Potrebbe essere stato qualcuno dei distaccamenti europei, magari, di sua spontanea volontà, per farmi una sorpresa?"
"Onnipotente, tutti sanno che Voi non amate le sorprese".
"Insomma, questo tizio mi calunnia".
"E' un modo per spostare l'attenzione dal dibattito interno, che..."
"Bla bla bla, non m'interessa. Senti, facciamo così. Non mi va che la gente pensi che Rupert Murdoch fa le vendettine alla cazzo, mi capisci?"
"Eccellenza, sì".
"La calunnia è un venticello, ormai è partito. Smentire non servirebbe a nulla. Ci sarà sempre qualcuno che preferirà pensare che sono stato io. Allora facciamo così: vai in Italia e compra una ventina di signorine. Le voglio belle e... maggiorenni, per ora. Poi vedremo".
"Onnipotente, cosa vuole farci?"
"Niente di che. Devono andare sui quotidiani più prestigiosi e dire che hanno preso soldi per andare a letto col tizio. Ah, meglio ancora se la cosa è successa veramente. Secondo me non sarà difficile trovarne".
"Illustrissimo, lei è veramente la Falce Acuminata della Vendetta Implacabile".
"Bla bla bla, niente di personale. Ma se la gente pensa che Rupert Murdoch si vendica, voglio che almeno pensi che sa farlo sul serio".
"Mi prostro a cotanta..."
"Vatti a prostrare fuori dai coglioni, magari. E ricordati: venti ragazzine. Maggiorenni ma non troppo".
"Venti".
"In seguito mi riservo di ordinare qualche nano e... dei cammelli, sì. Ci sono cammelli in Italia?"
"Dromedari, forse".
"Naah, meglio il cammello. E' più morboso. E uno di quei serpenti costrictor in via d'estinzione".

giovedì, giugno 11, 2009

Il Leone liberato

Stasera va in onda su sky "il Leone del Deserto", una prima visione assoluta per la televisione italiana nonostante il film sia del 1979.
Questo blog ne parlò alcuni anni fa. Se qualcuno vuol sapere qualcosa di più sulle vicissitudini del film più censurato in Italia può provare qui (nei commenti, soprattutto)
Tra l'altro non sapevo che il regista fosse morto in un attentato nel 2005. (via wittgenstein)

lunedì, giugno 08, 2009

Carpi, che è un posto come tutti gli altri

A Carpi ha votato il 79,qualcosa degli aventi diritto. Se sapete di percentuali più alte in qualsiasi comune della Ue, per favore comunicatele. Non mi va di parlar bene dei miei concittadini.
Sul tabellone dei risultati definitivi, davanti al municipio, c'era il Pd a più quaranta, la lega a dieci (gran risultato), Pdl a ventidue. Rifondae sotto il quattro, mi sembra anche sotto il tre. Un centinaio di persone hanno votato Forza nuova (VECCHIA MERDA), una ventina SudTiroloVolksPartei. 
Ma il vero spettacolo era davanti al tabellone, sullo slargo di Corso Pio. Una folla di gente di mezza età in bicicletta. Tutti lì a guardare e a commentare i risultati, non so da quanto; ma dopo un'ora erano ancora lì. E probabilmente ci saranno anche domani, quando si saranno riempiti gli altri due tabelloni, compreso quello che interessa veramente (il terzo).
Cosa porti carpigiani, e in generale modenesi, e forse anche emiliani, a votare più degli altri francamente non so. La risposta più banale: il radicamento dei partiti nel territorio. Qui i DS non hanno del tutto smantellato la struttura, e nel frattempo sono arrivati i leghisti con la loro struttura. Ma è veramente l'analisi di un signore che si ferma dieci secondi a chiacchierare in bicicletta.

sabato, giugno 06, 2009

Pilota Party

Se passate da mo per il sabato sera, l'evento è indiscutibilmente questo. Qui sotto gli autori provano a spiegarlo con parole loro e che Dio ce la mandi


venerdì, giugno 05, 2009

Cosi' van tutte, Via. Di la'.

Sono dieci minuti che immagino di scrivere un falso epitaffio per la colecisti di Leonardo. Ma non riesco a farmi ridere. Ergo, niente elegia... d'altra parte, mi par di capire, la colecisti ha rifiutato di pronunciare le sue ultime parole. Credo sarebbero state "Papi e' cosi' saggio, cosi' intelligente, cosi' prodigo di consigli"... come nel peggiore dei Matrix, infine, il velo di Sais cade e la realta' si rivela.