Dovendo comprare il nuovo libro di Leonardo ho pensato di iniziare a risparmiare.
Ma dove risparmiare … dove ? dove…mumble mumble … mumble…
Ecco, trovato! Sulla telefonia mobile. Con tutte le offerte che ci sono…
Allora: si dà il caso che io abbia Vodafone come gestore mobile, tariffa Autoricarica chiama super
Cioè spendo 19 centesimi al minuto con chiunque e se in un mese raggiungo i 20 euro di consumo mi viene accreditato un bonus (massimo uno) di 20 euro, da consumarsi entro 1 mese dal ricevimento. Quindi se fate i conticini scoprite che nella migliore delle ipotesi spendo effettivamente 9,5 centesimi al minuto (in realtà di più perché la tariffazione è a scatti e c'è anche lo scatto alla risposta). Ma questo si verificherebbe solo se io consumassi esattamente 20 euro di telefonate nel mese solare. Altrimenti, se consumo meno non mi danno nulla (e quindi la tariffa reale è il doppio: 19 cent/min), se consumo di più, il di più lo pago 19 cent/min e quindi la tariffa reale è una media ponderata dei minuti pagati 9,5 cent e di quelli pagati 19. Il tutto senza considerare i costi di ricarica.
Ma adesso ci sono Aldo, Giovanni eccetera, no ? E c’è la mitica MNP, la Mobile Number Portability, che ti consente di passare ad un altro gestore conservando il tuo numero.
Aldo, Giovanni eccetera ti consentono di avere una tariffa molto più conveniente: 10 centesimi al minuto con chiunque e 10 centesimi gli Sms. Stesso scatto alla risposta, stessa tariffazione a scatti ogni 30 secondi.
Ma il bello è che se passi a Wind entro il 12 novembre per un anno ti raddoppiano le ricariche fino a un massimo di 50 euro al mese. Quindi, nella migliore delle ipotesi ti quasi dimezzano ulteriormente la tariffa: quasi 5 centesimi al minuto . Perché dico quasi ? Bè, perché te la raddoppiano al netto dei costi di ricarica, ma non voglio appesantire ulteriormente eppoi nessuno è perfetto.
Quindi passo. Passo a Wind.
Vado dal rivenditore
“Vorrei passare a Wind”
“Certo: mi serve un documento, il codice fiscale e 10 euro”
“Ma non era gratis ?
No, quello è se passa a Vodafone”
“Ah, sì ?” – siccome non sono sicuro, lì per lì non insisto
Uscito dal rivenditore, telefono al call center di Wind:
“Ma non è gratis passare a Wind ?”
“No. Se lo fa tramite rivenditore sono 10 euro”
“Ah, sì ?”
Oggi mi telefona una signorina da Roma
“Signor Cragno, buongiorno ♥♥.
Noi di Vodafone abbiamo ricevuto la sua richiesta di cambiare gestore: siccome lei è nostro cliente da tanto tempo (ma se ho già fatto 3 portabilità…- nda), volevamo sapere il motivo di questa decisione”
“Le tariffe migliori dell’altro gestore”
“Ah, ma se è solo per questo io sono in grado di offrirle la nostra speciale Tariffa Platinum: solo 6 centesimi al minuto verso tutti per 1 anno, tariffati sugli effettivi secondi di conversazione. E le lascio il bonus dell’autoricarica se raggiunge i 20 euro. E poi le aggiungo la promozione Bonus 80 che consente di effettuare traffico voce gratuito verso tutti i numeri Vodafone e di rete fissa fino ad un tetto massimo di 80 euro mensili per sei mesi. Naturalmente da subito. Ah, vedo inoltre che lei riceve molte chiamate: le do anche la ricarica Eurobonus quando la chiamano (1 euro ogni 30 min di chiamate ricevute – nda). Che fa, accetta ?”
“Ma come faccio ? Ho già detto a Wind che ..”
“Ah, ma non c’è problema. Basta che invii un sms a questo numero xxxx scrivendo: “revoco MNP”. Naturalmente l’sms è a carico nostro, le accredito subito 50 centesimi.
(E un p. no ?)
Nessuna di queste tariffe o promozioni è attivabile da tutti i clienti: sono riservate a chi intende andarsene. Dietro mia richiesta mi è stata inviata una mail da Vodafone che conferma il tutto.
Si chiama libero mercato ? Ai posteri
Se per caso avete la mia stessa tariffa siete avvisati
mercoledì, novembre 08, 2006
martedì, ottobre 31, 2006
iniziate a risparmiare i soldini
Tra un po' è Natale, non sapete più cosa regalare agli amici, ci vorrebbe qualcosa di intelligente ma allo stesso tempo poco impegnativo, ma allo stesso tempo un po' politicamente schierato, ma allo stesso tempo anche pagarlo poco...
venerdì, ottobre 27, 2006
Calando spinaci ...
La puntata dei Simpson di oggi in realtà aveva come oggetto il fenomeno della somministrazione di psicofarmaci agli infanti (nato negli Usa ma, pare, in via d'espansione): alla fine però si lasciava intendere che in realtà Braccio di Ferro è un tossico. La cosa mi ha colpito, non ci avevo mai pensato. Mi chiedo cosa si potrebbe dire di Asterix.
giovedì, ottobre 26, 2006
sincera preoccupazione per l'isola dei famosi
Siccome in casa porto i pantaloni, ma non il telecomando, il mercoledì si guarda la sbobba dei famosi che tanto piace agli intellettuali. Considerazioni originali non ne ho, ma vorrei lanciare un grido d'allarme - che poco a ha che fare con il degradamento culturale, ecc., ecc.. (In ogni caso qui - via Webgol - trovate riassunte tutte le posizioni possibili) No. Io ho veramente paura che qualcuno si faccia del male. Mi sembra che in quella trasmissione non ci sia più nessuno adulto e responsabile.
Uno dei problemi della tv italiana è che tendiamo a dare troppa importanza al conduttore. Veramente troppa importanza. Se azzecca una trasmissione, diventa un Papa. Ma un Papa sul serio: non solo si prende i meriti di tutta la produzione, ma gli vengono improvvisamente conferiti dei poteri ultraterreni. Quello che lega resterà legato, e quel che scioglie, resterà sciolto. Questa inopinata pontificazione, unita a ritmi di lavoro stressanti e a uno stile di vita da superstar, distrugerebbe la psiche di chiunque. Non dico niente di nuovo: gli uomini si montano la testa, le donne tutto il resto.
Se capita poi - e spesso capita - che il Dio di turno se ne vada alla concorrenza, puntualmente ci si accorge che il programma funziona anche senza ldi lui. Non sempre. Ma assai spesso. Altrove sorgerebbe spontanea la domanda: ma non è che li sopravvalutiamo un po', questi conduttori? Non è che li strapaghiamo? Non è che rischiamo di bruciarceli?
Sullo strapotere di Simona Ventura blog più autorevoli di me hanno già detto molto, aggiungendo anche dettagli sulla sua progressiva dissociazione dalla realtà. Sarebbe un problema esclusivamenbte suo - non fosse che questa dissociata ha davvero un grande potere. Non tanto sulla coscienza dei telespettatori italiani (quella l'abbiamo data per persa, ormai), ma sulla vita dei sedicenti famosi.
Per fare una trasmissione del genere ci vorrebbe una gran solidità psicologica. D'altro canto, la gente vuole vedere i famosi dar di matto, e quindi un po' di border line ci vogliono. A questo punto è fondamentale la figura dello psicologo - non sto parlando di Meluzzi, ché secondo me non gli dà retta nemmeno il suo cane, ormai - ma di una o più persone davvero competenti, in grado di dire: sì, questa persona può andare all'Isola (oppure); no, questo è troppo border per andare. E' una mia sensazione o questo psicologo quest'anno non ha lavorato molto bene? O magari è del tutto scomparso, assorbito dalla voluttà di Ventura di elargire quarti d'ora di popolarità a chiunque, a prescindere dalla sanità mentale?
C'è poi un problema fisico. Delle due l'una: o l'Isola è una bufala, dove si fa la fame per finta; oppure le privazioni sono vere: ma in questo caso Leone di Lernia sta davvero rischiando molto. Ha settant'anni, fa la fame, ci sono quaranta gradi e l'umidità al 90%, ecc. ecc. Ci sono settantenni in Italia che crepano per meno; e lui è già stato male. Evidentemente lo staff medico ha dato l'ok. Speriamo soltanto che lo staff medico abbia ancora una competenza che lo staff psicologico ha perso da un pezzo. In altre parole: speriamo che abbiano dato l'ok perché ci credono davvero, e non perché la Ventura ha disperatamente bisogno di Leone perché ha finito i rimpiazzi.
In altre parole: speriamo che ci sia ancora qualcuno sano di mente in cabina di comando. Vale per l'Isola ma anche per la Penisola, che vanno a rotoli per motivi molto simili:
Fase 1) Un personaggio diventa importante e famoso per motivi non sempre nobili e limpidi.
Fase 2) In mancanza di meglio, questo personaggio diventa un punto di riferimento: gli viene conferito un potere immenso, assai eccedente le sue reali capacità.
Fase 3) Il personaggio fa quel che può, quindi sbrocca. Nessuno ha più la possibilità o il coraggio per farglielo capire.
Uno dei problemi della tv italiana è che tendiamo a dare troppa importanza al conduttore. Veramente troppa importanza. Se azzecca una trasmissione, diventa un Papa. Ma un Papa sul serio: non solo si prende i meriti di tutta la produzione, ma gli vengono improvvisamente conferiti dei poteri ultraterreni. Quello che lega resterà legato, e quel che scioglie, resterà sciolto. Questa inopinata pontificazione, unita a ritmi di lavoro stressanti e a uno stile di vita da superstar, distrugerebbe la psiche di chiunque. Non dico niente di nuovo: gli uomini si montano la testa, le donne tutto il resto.
Se capita poi - e spesso capita - che il Dio di turno se ne vada alla concorrenza, puntualmente ci si accorge che il programma funziona anche senza ldi lui. Non sempre. Ma assai spesso. Altrove sorgerebbe spontanea la domanda: ma non è che li sopravvalutiamo un po', questi conduttori? Non è che li strapaghiamo? Non è che rischiamo di bruciarceli?
Sullo strapotere di Simona Ventura blog più autorevoli di me hanno già detto molto, aggiungendo anche dettagli sulla sua progressiva dissociazione dalla realtà. Sarebbe un problema esclusivamenbte suo - non fosse che questa dissociata ha davvero un grande potere. Non tanto sulla coscienza dei telespettatori italiani (quella l'abbiamo data per persa, ormai), ma sulla vita dei sedicenti famosi.
Per fare una trasmissione del genere ci vorrebbe una gran solidità psicologica. D'altro canto, la gente vuole vedere i famosi dar di matto, e quindi un po' di border line ci vogliono. A questo punto è fondamentale la figura dello psicologo - non sto parlando di Meluzzi, ché secondo me non gli dà retta nemmeno il suo cane, ormai - ma di una o più persone davvero competenti, in grado di dire: sì, questa persona può andare all'Isola (oppure); no, questo è troppo border per andare. E' una mia sensazione o questo psicologo quest'anno non ha lavorato molto bene? O magari è del tutto scomparso, assorbito dalla voluttà di Ventura di elargire quarti d'ora di popolarità a chiunque, a prescindere dalla sanità mentale?
C'è poi un problema fisico. Delle due l'una: o l'Isola è una bufala, dove si fa la fame per finta; oppure le privazioni sono vere: ma in questo caso Leone di Lernia sta davvero rischiando molto. Ha settant'anni, fa la fame, ci sono quaranta gradi e l'umidità al 90%, ecc. ecc. Ci sono settantenni in Italia che crepano per meno; e lui è già stato male. Evidentemente lo staff medico ha dato l'ok. Speriamo soltanto che lo staff medico abbia ancora una competenza che lo staff psicologico ha perso da un pezzo. In altre parole: speriamo che abbiano dato l'ok perché ci credono davvero, e non perché la Ventura ha disperatamente bisogno di Leone perché ha finito i rimpiazzi.
In altre parole: speriamo che ci sia ancora qualcuno sano di mente in cabina di comando. Vale per l'Isola ma anche per la Penisola, che vanno a rotoli per motivi molto simili:
Fase 1) Un personaggio diventa importante e famoso per motivi non sempre nobili e limpidi.
Fase 2) In mancanza di meglio, questo personaggio diventa un punto di riferimento: gli viene conferito un potere immenso, assai eccedente le sue reali capacità.
Fase 3) Il personaggio fa quel che può, quindi sbrocca. Nessuno ha più la possibilità o il coraggio per farglielo capire.
...e pulci siano
Gli occidentali sono sempre meno e Camillo, giustamente, si lamenta.
Il punto è che i nuovi americani sono sempre più asiatici e sudamericani, e sempre meno europei. Non sarebbe un problema se l’Europa fosse consapevole del proprio declino e del processo di colonizzazione che sta subendo a casa propria. I trecento milioni (e 48.000) americani sono pochi, ma gli europei sono ancora di meno.Gli europei, veramente, sono 460 milioni (dati Eurostat). Parlo dell'Europa a 25: tra un po' entreranno anche Romania e Bulgaria (altri 30 milioni). Poi - volendo - ci sarebbe la Turchia (70 milioni).
mercoledì, ottobre 25, 2006
sia messo agli atti
Visto che a rileggere lo storico par d'essere soltanto dei biechi brontoloni, vorrei fosse messo agli atti che oggi era una splendida giornata: i colori dell'autunno e il sole.
Ma tutto il mese è stato fantastico. Si potesse stabilizzare il global warming su questi valori, io firmerei.
Ma tutto il mese è stato fantastico. Si potesse stabilizzare il global warming su questi valori, io firmerei.
martedì, ottobre 24, 2006
Israele ha usato armi al fosforo in Libano
L'ammissione di Yaakov Edri - che non è un'ammissione da poco - ieri mi pare fosse soltanto sull'Unità (e da PeaceReporter, vabbè).
Qui si potrebbero aprire infiniti discorsi: "non è un'arma vietata dalle convenzioni" (quali convenzioni? Israele non le firma). "Ma le usa soltanto per illuminare" (Edri però non lo ha detto), ecc. ecc. Io, se non vi spiace, resto fermo a quanto ha dichiarato un portavoce del governo israeliano: in Libano sono state impiegate armi al fosforo.
Qui si potrebbero aprire infiniti discorsi: "non è un'arma vietata dalle convenzioni" (quali convenzioni? Israele non le firma). "Ma le usa soltanto per illuminare" (Edri però non lo ha detto), ecc. ecc. Io, se non vi spiace, resto fermo a quanto ha dichiarato un portavoce del governo israeliano: in Libano sono state impiegate armi al fosforo.
lunedì, ottobre 23, 2006
non era bufalino, ma sbarbaro
Al motto che campeggia sulla facciata: NON SCHOLAE SED VITAE: "Si scrive così, ma si legge: NON DISCENTI SED DOCENTI."
Laurea è dispensa da imparare: il pezzo di carta su cui ci si siede per difendere l'alfine acquisito diritto all'ignoranza.
Ministro della Pubblica Istruzione: mi scalzerei il posto col primo provvedimento: abolirei le scuole. L'istruzione tornerebbe ad essere quello che è: il privilegio di chi la merita. Il quale non avrà bisogno di insegnanti: imparerà da sé - che è il solo modo di imparare.
Poco male tanti analfabeti se gli altri sapessero leggere.
Prova a chiedere a chi parla della nascita gli elementi della sua lingua; al corridore come si va in bicicletta... Insegnare si può solo quello che non si sa.
Camillo Sbarbaro, Fuochi Fatui (1949-45)
Laurea è dispensa da imparare: il pezzo di carta su cui ci si siede per difendere l'alfine acquisito diritto all'ignoranza.
Ministro della Pubblica Istruzione: mi scalzerei il posto col primo provvedimento: abolirei le scuole. L'istruzione tornerebbe ad essere quello che è: il privilegio di chi la merita. Il quale non avrà bisogno di insegnanti: imparerà da sé - che è il solo modo di imparare.
Poco male tanti analfabeti se gli altri sapessero leggere.
Prova a chiedere a chi parla della nascita gli elementi della sua lingua; al corridore come si va in bicicletta... Insegnare si può solo quello che non si sa.
Camillo Sbarbaro, Fuochi Fatui (1949-45)
domenica, ottobre 22, 2006
Meccanici popolari vs. teorici della cospirazione/3
Ecco la terza puntata dell'inchiesta della rivista americana Popular Mechanics a proposito delle teorie cospirative sull'11 settembre
Le altre puntate : 1 - 2
Ricordiamo che si tratta di un'esclusiva di Piste per i suoi lettori. Solito disclaimer su errori ed omissioni che potete segnalare nei commenti
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Seismic Spikes
Asserzione: I sismografi del Lamont-Doherty Earth Observatory di Palisades, 21 miglia a nord del WTC hanno registrato gli eventi dell’11 settembre. “Le scosse più forti sono state tutte registrate all’inizio del crollo, ben prima che i rottami dell’aereo colpissero il suolo” riporta il sito web WhatReallyHappened.com.
Un redattore di Prisonplanet.com, sito web legato al talk show radiofonico di Alex Jones, dichiara che i picchi sismici (grafico 1)sono “l’inconfutabile prova che potenti esplosioni hanno buttato giù le torri. Il sito web dice che le sue scoperte sono confermate da due sismologi dell’osservatorio, Won-Young Kim and Arthur Lerner-Lam. Ciascun “picco acuto di breve durata”, dice Prisonplanet.com, è compatibile con una “implosione tipo demolizione controllata”
Realtà: “Non c’è base scentifica per la conclusione che furono esplosioni controllate a buttare giù le torri” dice Lerner-Lam a PM. “Quella rappresentazione del nostro lavoro è assolutamente scorretta e fuori contesto”
Il rapporto di Lamont-Doherty include vari grafici che mostrano i rilevamenti sismici prodotti dagli aerei nello schiantarsi contro le due torri così come il crollo successivo di entrambi gli edifici. WhatReallyHappened.com ha scelto di mostrare solo un grafico (grafico 1), che presenta i rilevamenti in un arco di tempo di 30 minuti, con relativi problermi di scala.
Su quel grafico, gli 8 e 10 secondi dei crolli appaiono ingannevolemente come due picchi improvvisi. Il grafico del Lamont-Doherty dove gli stessi dati sono presentati in una scala di 40 secondi (grafico 2)
dà un’immagine più dettagliata: le onde sismiche – blu per la torre sud, rosse per la torre nord – partono piccole e crescono mano a mano che gli edifici rovinano al suolo. Traduzione: niente bombe.
WTC 7 Collapse
Asserzione: Sette ore dopo la caduta delle due torri, la torre 7 del WTC (WTC 7) è crollata. Secondo 911review.org: “Il video mostra chiaramente che non si è trattato di un crollo conseguente a fuoco, ma anche qui di una demolizione controllata, tra gli investigatori su Internet c’è accordo su questo.”
Realtà: Molti teorici della cospirazione indicano il rapporto preliminare della FEMA che dice che i danni alla WTC 7 furono relativamente modesti prima del suo crollo. Col beneficio di più tempo e maggiori risorse, i ricercatori del NIST adesso sostengono l’ipotesi di lavoro che la WTC 7 fosse stata di gran lunga più danneggiata dai rottami cadenti di quanto avesse indicato il rapporto FEMA. “La cosa più importante che abbiamo trovato è stato che c’erano, in effetti, danni fisici sul lato sud della torre 7.” dice Sunder del NIST a PM. “ Su circa un terzo della facciata, verso il centro e verso il fondo – approssimativamente 10 piani – circa il 25 per cento della profondità dell’edificio era stata scavata. Il NIST ha anche scoperto danni, prima non documentati, ai piani alti della torre 7 e all’angolo sud-ovest.
Gli investigatori del NIST ritengono che una combinazione di fuoco intenso e pesanti danni alle strutture abbiano concorso al crollo, anche se per assegnare l’esatta ripartizione dei contributi sono necessarie ulteriori ricerche. Le analisi del NIST suggeriscono che la caduta del WTC 7 sia stato un esempio di “crollo progressivo”, un processo in cui la caduta di parti di una struttura crea squilibri che alla fine fanno sì che crolli l’intero edificio. I video della caduta della torre 7 mostrano incrinature o “incurvature” sulla facciata dell’edificio appena prima che i due attici spariscano dentro la struttura , uno dopo l’altro. L’intero edificio cadde su se stesso. Fu un crollo diagonale, con il cedevole lato orientale che tirò giù quello occidentale.
Secondo il NIST ci fu una causa primaria per il crollo: le colonne vicine alle incrinature stavano portando un carico eccezionalmente elevato. “Quello che le nostre analisi preliminari hanno mostrato è che tirando via anche solo una colonna su uno dei piani bassi” – dice Sunder – “si può causare un’evoluzione di crollo di tipo verticale, dunque l’intera zona dell’edificio viene giù”
Altri due fattori che possono aver contribuito sono tuttora oggetto di indagine: innanzitutto le capriate del quinto e settimo piano erano progettate per trasferire i cariche da un insieme di colonne ad un altro. Con le colonne della facciata sud apparentemente danneggiate, sarebbe stato comunicato un elevato stress da carico alle colonne dell’altra facciata portandole in questo modo oltre la loro capacità di carico e tenuta. Secondariamente c’è la questione dell’incendio al quinto piano, durato oltre sette ore. “Non c’erano pompieri alla torre 7” dice Sunder. Gli investigatori sono convinti che il fuoco sia stato alimentato da serbatoi di gasolio, carburante che molti affittuari impiegavano per far funzionare i generatori d’emergenza. La maggior parte dei serbatoi presenti nell’edificio erano abbastanza piccoli ma un generatore al quinto piano era collegato a un grosso serbatoio interrato attraverso una linea pressurizzata. Dice Sunder: “La nostra attuale ipotesi di lavoro è che la linea pressurizzata abbia fornito alimentazione [al fuoco] per un lungo tempo.”
WTC 7 avrebbe forse potuto resistere ai danni fisici che ricevette o al fuoco che bruciò per ore, ma I due fattori combinati – abbinati all’inusuale costruzione dell’edificio – sono stati sufficienti a innescare la reazione a catena del crollo.
(continua)
Le altre puntate : 1 - 2
Ricordiamo che si tratta di un'esclusiva di Piste per i suoi lettori. Solito disclaimer su errori ed omissioni che potete segnalare nei commenti
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Seismic Spikes
Asserzione: I sismografi del Lamont-Doherty Earth Observatory di Palisades, 21 miglia a nord del WTC hanno registrato gli eventi dell’11 settembre. “Le scosse più forti sono state tutte registrate all’inizio del crollo, ben prima che i rottami dell’aereo colpissero il suolo” riporta il sito web WhatReallyHappened.com.
Un redattore di Prisonplanet.com, sito web legato al talk show radiofonico di Alex Jones, dichiara che i picchi sismici (grafico 1)sono “l’inconfutabile prova che potenti esplosioni hanno buttato giù le torri. Il sito web dice che le sue scoperte sono confermate da due sismologi dell’osservatorio, Won-Young Kim and Arthur Lerner-Lam. Ciascun “picco acuto di breve durata”, dice Prisonplanet.com, è compatibile con una “implosione tipo demolizione controllata”
Realtà: “Non c’è base scentifica per la conclusione che furono esplosioni controllate a buttare giù le torri” dice Lerner-Lam a PM. “Quella rappresentazione del nostro lavoro è assolutamente scorretta e fuori contesto”
Il rapporto di Lamont-Doherty include vari grafici che mostrano i rilevamenti sismici prodotti dagli aerei nello schiantarsi contro le due torri così come il crollo successivo di entrambi gli edifici. WhatReallyHappened.com ha scelto di mostrare solo un grafico (grafico 1), che presenta i rilevamenti in un arco di tempo di 30 minuti, con relativi problermi di scala.
Su quel grafico, gli 8 e 10 secondi dei crolli appaiono ingannevolemente come due picchi improvvisi. Il grafico del Lamont-Doherty dove gli stessi dati sono presentati in una scala di 40 secondi (grafico 2)
dà un’immagine più dettagliata: le onde sismiche – blu per la torre sud, rosse per la torre nord – partono piccole e crescono mano a mano che gli edifici rovinano al suolo. Traduzione: niente bombe.
WTC 7 Collapse
Asserzione: Sette ore dopo la caduta delle due torri, la torre 7 del WTC (WTC 7) è crollata. Secondo 911review.org: “Il video mostra chiaramente che non si è trattato di un crollo conseguente a fuoco, ma anche qui di una demolizione controllata, tra gli investigatori su Internet c’è accordo su questo.”
Realtà: Molti teorici della cospirazione indicano il rapporto preliminare della FEMA che dice che i danni alla WTC 7 furono relativamente modesti prima del suo crollo. Col beneficio di più tempo e maggiori risorse, i ricercatori del NIST adesso sostengono l’ipotesi di lavoro che la WTC 7 fosse stata di gran lunga più danneggiata dai rottami cadenti di quanto avesse indicato il rapporto FEMA. “La cosa più importante che abbiamo trovato è stato che c’erano, in effetti, danni fisici sul lato sud della torre 7.” dice Sunder del NIST a PM. “ Su circa un terzo della facciata, verso il centro e verso il fondo – approssimativamente 10 piani – circa il 25 per cento della profondità dell’edificio era stata scavata. Il NIST ha anche scoperto danni, prima non documentati, ai piani alti della torre 7 e all’angolo sud-ovest.
Gli investigatori del NIST ritengono che una combinazione di fuoco intenso e pesanti danni alle strutture abbiano concorso al crollo, anche se per assegnare l’esatta ripartizione dei contributi sono necessarie ulteriori ricerche. Le analisi del NIST suggeriscono che la caduta del WTC 7 sia stato un esempio di “crollo progressivo”, un processo in cui la caduta di parti di una struttura crea squilibri che alla fine fanno sì che crolli l’intero edificio. I video della caduta della torre 7 mostrano incrinature o “incurvature” sulla facciata dell’edificio appena prima che i due attici spariscano dentro la struttura , uno dopo l’altro. L’intero edificio cadde su se stesso. Fu un crollo diagonale, con il cedevole lato orientale che tirò giù quello occidentale.
Secondo il NIST ci fu una causa primaria per il crollo: le colonne vicine alle incrinature stavano portando un carico eccezionalmente elevato. “Quello che le nostre analisi preliminari hanno mostrato è che tirando via anche solo una colonna su uno dei piani bassi” – dice Sunder – “si può causare un’evoluzione di crollo di tipo verticale, dunque l’intera zona dell’edificio viene giù”
Altri due fattori che possono aver contribuito sono tuttora oggetto di indagine: innanzitutto le capriate del quinto e settimo piano erano progettate per trasferire i cariche da un insieme di colonne ad un altro. Con le colonne della facciata sud apparentemente danneggiate, sarebbe stato comunicato un elevato stress da carico alle colonne dell’altra facciata portandole in questo modo oltre la loro capacità di carico e tenuta. Secondariamente c’è la questione dell’incendio al quinto piano, durato oltre sette ore. “Non c’erano pompieri alla torre 7” dice Sunder. Gli investigatori sono convinti che il fuoco sia stato alimentato da serbatoi di gasolio, carburante che molti affittuari impiegavano per far funzionare i generatori d’emergenza. La maggior parte dei serbatoi presenti nell’edificio erano abbastanza piccoli ma un generatore al quinto piano era collegato a un grosso serbatoio interrato attraverso una linea pressurizzata. Dice Sunder: “La nostra attuale ipotesi di lavoro è che la linea pressurizzata abbia fornito alimentazione [al fuoco] per un lungo tempo.”
WTC 7 avrebbe forse potuto resistere ai danni fisici che ricevette o al fuoco che bruciò per ore, ma I due fattori combinati – abbinati all’inusuale costruzione dell’edificio – sono stati sufficienti a innescare la reazione a catena del crollo.
(continua)
sabato, ottobre 21, 2006
il migliore statista del secolo, finché tace (2)
(Via Attentialcane)
Quattro aprile 2006:
Venti ottobre 2006:
Quattro aprile 2006:
E mentre Floris dava la parola a un’analista della notissima agenzia di rating Fitch, che esprimeva dubbi sulla tenuta dei conti italiani, Fini è esploso: «Ma che dice questo da Londra? È un’agenzia che conosce solo Floris, anzi: è l'agenzia di rating privilegiata da Rai3. Io non ho capito nulla - ha proseguito il leader di An - perché Floris non ha chiamato l’agenzia più famosa? Lei crede di essere furbo».
Venti ottobre 2006:
Il presidente di An respinge le accuse del governo che imputa ai predecessori il cattivo andamento dell'economia italiana e il peggioramento del rating comunicato ieri da Fitch e Standard & Poor: "Non mi convince il tentativo di
Prodi di dire che questi giudizi vengono per colpa dell'eredità del governo di centrodestra: la verità è che noi facemmo riforme strutturali mentre questa finanziaria non ha questo profilo", ha detto Fini.
Ad un ascoltatore che gli ha ricordato come in passato lo stesso Fini abbia messo in dubbio la credibilità di Fitch, il leader di An ha risposto: "Ciò vuol dire che gli italiani non dimenticano tanto facilmente. Per fortuna, e lo dico per me, non solo Fitch ma anche Standard&Poor dice la stessa cosa".
...e Giulietta è una zoccola, ricordiamo
Siccome il politically correct è morto è sepolto, vorrei razzisticamente ribadire che essere fischiati a Verona (per qualsiasi motivo) è stato, è e sarà sempre per me un titolo di merito.
giovedì, ottobre 19, 2006
e porco qui e porco là
Con tutta la buona volontà del mondo, non ce la farete.
Potete provare con la libertà d'espressione garantita dalla Costituzione. O scomodare il tabù sul volto di Maometto. Sfanculare il Moige. Tirar fuori l'archetipo della blasfemia toscanaccia. Ci proverete e proverete e proverete, ma su Ceccarini che bestemmia all'isola dei famosi non riuscirete a trovare niente di originale.
Perché non c'è niente. Di niente. La solita storia, il solito toscano, la solita provocazione, la solita punizione. E allora perché, mi chiedo io.
Non c'è niente di cui parlare? Le tasse. Fino a ieri sembravano così importanti, 'ste tasse. Forse cade il governo. Roma ha una metro che fa schifo (però ha un bel cinema). C'è un italiano sequestrato in Afganistan. Ehi, abbiamo anche un contingente in Libano. Un seggio all'ONU. Kim Jong Il. Il riscaldamento globale. Il buco dell'ozono. Qualunque cosa - sarà più originale. Una volta i blog volevano essere originali.
E poi avete paura che vi chiudano per legge. Vi chiuderete da soli, tra un po', per noia. Siete i primi ad annoiarvi. Adesso ho una tv a infiniti canali che mi ripete all'infinito le stesse cazzate di tg2 costume e società. Grazie tante. Siete più omologati di chi vi omologa, porci voi.
Potete provare con la libertà d'espressione garantita dalla Costituzione. O scomodare il tabù sul volto di Maometto. Sfanculare il Moige. Tirar fuori l'archetipo della blasfemia toscanaccia. Ci proverete e proverete e proverete, ma su Ceccarini che bestemmia all'isola dei famosi non riuscirete a trovare niente di originale.
Perché non c'è niente. Di niente. La solita storia, il solito toscano, la solita provocazione, la solita punizione. E allora perché, mi chiedo io.
Non c'è niente di cui parlare? Le tasse. Fino a ieri sembravano così importanti, 'ste tasse. Forse cade il governo. Roma ha una metro che fa schifo (però ha un bel cinema). C'è un italiano sequestrato in Afganistan. Ehi, abbiamo anche un contingente in Libano. Un seggio all'ONU. Kim Jong Il. Il riscaldamento globale. Il buco dell'ozono. Qualunque cosa - sarà più originale. Una volta i blog volevano essere originali.
E poi avete paura che vi chiudano per legge. Vi chiuderete da soli, tra un po', per noia. Siete i primi ad annoiarvi. Adesso ho una tv a infiniti canali che mi ripete all'infinito le stesse cazzate di tg2 costume e società. Grazie tante. Siete più omologati di chi vi omologa, porci voi.
martedì, ottobre 17, 2006
noi siamo gli autarchici
Madrid, Londra, Roma. Ma qui chi ha bisogno del terrorismo islamico? Ci facciamo già abbastanza paura da soli.
innocents abroad (succede solo a NY)
Per la serie "non c'è nulla di più provinciale di un provinciale a Manhattan":
Aspetta aspetta. Guarda su internet. Bologna, Cinema Lumière, lunedì 15 dicembre 1997, ore 17.45... sì, ma vuoi mettere? Tu che sei giornalista - classe media - ti compri il DVD coi contenuti speciali. Succede solo a NY. Da noi, cosa vuoi mai, ci facciamo prestare la videocassetta che Veltroni allegava all'Unità.
E' morto Gillo Pontecorvo, ho visto il suo capolavoro soltanto due anni fa. Al cinema. Ovviamente a New York. In Italia è impossibile che accada una cosa del genere.E beh, si capisce, impossibile. A me era pur parso d'averlo visto - ma no, impossibile, lo fanno solo a New York.
Aspetta aspetta. Guarda su internet. Bologna, Cinema Lumière, lunedì 15 dicembre 1997, ore 17.45... sì, ma vuoi mettere? Tu che sei giornalista - classe media - ti compri il DVD coi contenuti speciali. Succede solo a NY. Da noi, cosa vuoi mai, ci facciamo prestare la videocassetta che Veltroni allegava all'Unità.
lunedì, ottobre 16, 2006
a voi le cose si son dette
In "N", di Berlusconi c'è veramente poco, poco, praticamente niente. Trenta secondi in cui Auteil s'incipria, capirai. Con tutto il relativismo culturale possibile, da una parte c'è Beethoven, dall'altra Mariano Apicella.
Però quando un film è grazioso, riesce a suggerire anche cose che probabilmente vanno al di là delle proprie ambizioni. Per esempio, nello scrittoio dei due fratelli io ci vedo tratteggiata una certa storia della letteratura italiana del secondo Novecento (nientemeno): dai diari e manifesti romantici, ai romanzoni memoriali e di genere. Pensateci. Forse è solo un pallino mio.
E poi c'è questa cosa curiosa e abbastanza illogica: improvvisamente, senza preavviso alcuno, Monica Bellucci ha imparato a recitare. E adesso chi la ferma?
Però quando un film è grazioso, riesce a suggerire anche cose che probabilmente vanno al di là delle proprie ambizioni. Per esempio, nello scrittoio dei due fratelli io ci vedo tratteggiata una certa storia della letteratura italiana del secondo Novecento (nientemeno): dai diari e manifesti romantici, ai romanzoni memoriali e di genere. Pensateci. Forse è solo un pallino mio.
E poi c'è questa cosa curiosa e abbastanza illogica: improvvisamente, senza preavviso alcuno, Monica Bellucci ha imparato a recitare. E adesso chi la ferma?
uno non può esimersi dal pensare
Quando avevamo un Papa veramente ganzo, questi non aveva bisogno di andarsi a cercare le pallottole in Turchia.
(In bocca al lupo e complimenti, comunq).
(In bocca al lupo e complimenti, comunq).
eddai firma
Rocca, pur condividendolo, non firma un appello dei Riformatori Liberali perchè c'è scritto "noi di centrodestra" mentre lui è di sinistra.
A nome di tutta la redazione di piste promettiamo che se anche dovesse cambiare idea e firmare, noi non cambieremmo comunque la nostra opinione su di lui. (questa la mia)
A nome di tutta la redazione di piste promettiamo che se anche dovesse cambiare idea e firmare, noi non cambieremmo comunque la nostra opinione su di lui. (questa la mia)
giovedì, ottobre 12, 2006
il gentiluomo si scusa, prima
"Non mi dica, mi scusi, sciocchezze".
(Alemanno a Rula Jebreal, Anno Zero, 5 minuti fa. Che ha perso l'occasione per rispondere: se ne vada, mi scusi, a fanculo)
(Alemanno a Rula Jebreal, Anno Zero, 5 minuti fa. Che ha perso l'occasione per rispondere: se ne vada, mi scusi, a fanculo)
il blog con le grupies
Adesso, seriamente.
Tenetevi le statistiche e il ranking, e il file excel coi blog più influenti e tutto il resto. Volete sapere cos'è un blog di successo?
Un blog di successo è quello con il box commenti infestato da non-ancora-ventenni che implorano il gestore di manifestarsi in carne ed ossa a questa o a quella manifestazione musicale. Insomma, che io sappia, un blog di successo è solo polaroid.
Il resto sono chiacchiere che gugòl e youtube spazzeranno via. Al piano terra di casa mia c'è una bottega che non vende più niente, ci vanno solo i vecchi a prendere il fresco. E' chiara la metafa?
Tenetevi le statistiche e il ranking, e il file excel coi blog più influenti e tutto il resto. Volete sapere cos'è un blog di successo?
Un blog di successo è quello con il box commenti infestato da non-ancora-ventenni che implorano il gestore di manifestarsi in carne ed ossa a questa o a quella manifestazione musicale. Insomma, che io sappia, un blog di successo è solo polaroid.
Il resto sono chiacchiere che gugòl e youtube spazzeranno via. Al piano terra di casa mia c'è una bottega che non vende più niente, ci vanno solo i vecchi a prendere il fresco. E' chiara la metafa?
mercoledì, ottobre 11, 2006
capisci che c'è crisi quando
Eliminare i pidocchi non è mai stato così facile(Spot su italia1, dieci minuti fa)
martedì, ottobre 10, 2006
Meccanici popolari vs. teorici della cospirazione/2
Prosegue lentamente la traduzione dell'inchiesta di Popular Mechanics che si propone di sfatare i miti attorno all'11 settembre
La prima parte la trovate qui
Vale il solito disclaimer su errori ed omissioni
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IL WORLD TRADE CENTER
Il crollo di entrambe le torri del Worl Trade Center e della più piccola WTC 7 qualche ora dopo ha inizialmente sorpreso persino qualche esperto. Ma successivi studi hanno mostrato che l’integrità strutturale del WTC è stata distrutta dall’intenso fuoco sviluppatosi nonché dai pesanti danni inflittile dagli aerei. Questa spiegazione non ha persuaso i teorici della cospirazione i quali sostengono che che tutti e tre gli edifici erano stati minati alla base e rasi al suolo con demolizioni controllate.
Widespread Damage
Asserzione: Il primo degli aerei dirottati si è schiantato tra il 94mo e il 98mo piano della torre nord del WTC, il secondo tra il 78mo e l’84mo della torre sud. L’impatto e l’incendio che ne seguirono bloccarono gli ascensori in entrambi gli edifici. Inoltre gli ingressi di entrambi gli edifici erano visibilmente danneggiati già prima del crollo. “NON C’E’ RAGIONE per la quale l’impatto di un jet causi un danno così esteso 80 piani sotto” dichiara un post sul sito web del San Diego Independent Media Center (http://sandiego.indymedia.org) . “E’ ovvio ed irrefutabile che anche altri esplosivi siano stati fatti detonare ai piani bassi della torre uno, nello stesso momento in cui l’aereo gli si schiantava contro.”
Realtà: dopo un rapporto preliminare della Federal Emergency Management Agency (FEMA) risalente a maggio 2002, è uscito un successivo e più completo studio proveniente dal National Institute of Standards and Technology (NIST), branca del Ministero del Commercio USA, nella primavera 2005. Il NIST ha condiviso le sue prime scoperte con PM e ha messo i suoi ricercatori di punta a disosizione del nostro team di reporter.
L’investigazione del NIST ha rivelato che i rottami dell’aereo hanno squarciato i condotti di servizio nel cuore della torre nord creando un corridoio per il carburante e il materiale infiammato. “E’ molto difficile documentare dov’è finito il carburante” dice Forman Williams, consulente del NIST ed esperto di combustione – “ma se è atomizzato e combustibile e trova una fonte di innesco, esplode”
Il combustibile in fiamme, scendendo attraverso i condotti degli ascensori li avrebbe mandati in panne e creato notevoli danni agli ingressi. La prima persona del NIST che abbiamo sentito testimonia che “alcuni ascensori si schiantarono giusto al suolo”. Secondo James Quintiere, professore di ingegneria all’universita del Maryland e consulente del NIST, “Le porte degli ascensori, già rotte, si aprirono sul pavimento dell’ingresso: ne fuoriuscirono le fiamme e ci furono i morti”. Un’osservazione simile fu fatta nel documentario francese “9/11” di Jules e Gedeon Naudet. Quando Jules Naudet si è trovato nell’ingresso della torre nord, pochi minuti dopo il primo schianto, vide delle persone in fiamme, una scena che trovò troppo raccapricciante per filmarla.
"Melted" Steel
Asserzione: “Abbiamo mentito” annuncia il sito web AttackOnAmerica.net. “La prima bugia è stata quella secondo la quale il carico di carburante degli aerei fu la causa del cedimento della struttura delle torri. Nessun fuoco prodotto da kerosene può bruciare ad una temperatura così alta da fondere l’acciaio.” Il post è intitolato “Dimostrazione della demolizione controllata del World Trade Center”
Realtà: il carburante dei jet brucia tra gli 800° e i 1500° F (gradi Fahrenheit), non sufficienti a sciogliere l’acciaio (2750°F). In ogni caso gli esperti concordano sul fatto che per provocare il crollo delle torri non ci fu bisogno di fusione della struttura d’acciaio, fu sufficiente la perdita di alcune delle caratteristiche di resistenza del metallo – cosa questa che richiede minor esposizione al calore. “Non ho mai visto acciaio fuso in un edificio andato in fiamme”, dice un ex capo dei Vigili del Fuoco di New York attualmente in pensione, Vincent Dunn, autore di The Collapse Of Burning Buildings: A Guide To Fireground Safety, “Ma ho visto molto acciaio contorto, deformato, incurvato e afflosciato. Quello che succede è che l’acciaio tenta di espandersi alle estremità, ma quando non riesce più a farlo si affloscia, cede, e il calcestruzzo che gli sta attorno si spacca.”
“L’acciaio perde il 50% della sua resistenza a 1100°F” rimarca l’ingegner Farid Alfawak-hiri dell’American Institute of Steel Construction “E a 1800° F si trova probabilmente a meno del 10% delle caratteristiche originarie”
Il NIST ritiene anche che una grande quantità delle sostanze isolanti che erano state spruzzate sulle strutture metalliche degli edifici al momento della costruzione fu espulsa, almeno dai fasci d’acciaio che si trovarono sul percorso degli aerei, lasciando il metallo più vulnerabile al calore.
“Ma il carburante degli aerei non era l’unica cosa che bruciava” nota Forman Williams, professore di ingeneria alla University of California di San Diego, uno dei sette ingegneri delle strutture ed esperti di incendi consultati da PM. Ci dice anche che se il carburante fu uno dei catalizzatori degli incendi al WTC, l’inferno che ne risultò fu intensificato dalla combustione del materiale contenuto negli edifici, che includeva tappeti, tende, mobili e carta. Il NIST scrive nella sua relazione che il fuoco toccò i 1832°F
“Il carburante degli aerei fu la causa dell’innesco” dice Williams a PM. “Bruciò per circa 10 minuti, dopodichè le torri stavano ancora in piedi. Fu il resto del materiale bruciato successivamente ad essere reponsabile della trasmissione del calore che alla fine le buttò giù.”
Puffs Of Dust
Asserzione: Durante il crollo di entrambe le torri sono chiaramente visibili nuvole di polvere e detriti espulsi dai lati dell’edificio. Un’inserzione pubblicitaria del libro Painful Questions: An Analysis Of The September 11th Attack sul New York Times fa questa dichiarazione: le nuvolette di calcestruzzo sparato fuori dagli edifici non sono possibili in un semplice crollo. Si sviluppano in seguito a esplosioni” Numerosi teorici della cospirazione citano Van Romero, un esperto di esplosivi e vice presidente del New Mexico Institute of Mining and Technology, una cui dichiarazione a proposito dell’ 11 settembre venne riportata dall’ Albuquerque Journal: “C’erano congegni esplosivi negli edifici, furono quelli a causarne il crollo” – l’articolo continua “Romero dice che il crollo delle strutture assomiglia a quelli delle esplosioni controllate utilizzate per demolire i vecchi edifici”
Realtà: Una volta che ciascuna torre ha cominciato a crollare, il peso di tutti i piani sopra la zona collassata frana con forza polverizzatrice sull’ultimo piano intatto. Non essendo in grado di assorbire questa enorme quantità di energia, quel piano crolla a sua volta trasmettendo tutte le forze al piano sottostante, permettendo in questo modo il progresso del crollo lungo tutto l’edificio in una reazione a catena. Gli ingegneri chiamano questo processo "pancaking” e non richiede esplosioni per cominciare secondo David Biggs, ingegnere strutturale alla Ryan-Biggs Associates, membro della American Society of Civil Engineers (ASCE) che lavorò sul rapporto della FEMA.
Come tutti gli edifici contenenti uffici, le torri del WTC ospitavano un enorme volume di aria. Quando crollarono un piano sopra l’altro secondo il modello "pancaking," tutta quest’aria insieme al calcestruzzo e altri rottami polverizzati dalla forza del crollo fu espulsa con enorme energia. “Quando hai una parte significativa di un piano che crolla, questa sparerà aria e polvere di cemento fuori dalla finestra” dichiara a PM il capo degli investigatori del NIST, Shyam Sunder - “Queste nuvolette di polvere possono creare l’impressione di una demolizione controllata” aggiunge “ma è il piano che collassa secondo il modello pancaking che porta a questa sensazione”
All’esperto di demolizioni Romero dispiace che i suoi commenti sull’Albuquerque Journal siano diventati mangime per teorici della cospirazione. “Sono stato frainteso dicendo che pensavo che fossero gli esplosivi ad aver tirato giù gli edifici” dice a PM – “io ho solo detto che questo era quello che sembrava”
Romero, che concorda con le conclusioni scientifiche secondo le quali fu il fuoco ad innescare i crolli, chiede una rettifica da parte del Journal. E’ stata pubblicata il 22 settembre 2001, “Mi sono sentito come se la mia reputazione scientifica fosse in discussione.” Ma Emperors-clothes.com ci ha visto dietro qualcos’altro: “il principale finanziatore dell’istituto di ricerca di Romero è il Pentagono. Direttamente o indirettamente sono state fatte pressioni per forzare Romero a ritrattare le sue dichiarazioni originali.” Risponde Romero: “I teorici della cospirazione se ne vengono fuori dicendo che il governo mi controlla. Questa è la cosa più lontana dalla realtà- E’ stato un albatross attorno al mio collo per tre anni” (un albatross attorno al collo è un’espressione dall’ origine poetica ma equivale più o meno all’emiliano “un cane attaccato ai maroni” – ndT)
(continua)
La prima parte la trovate qui
Vale il solito disclaimer su errori ed omissioni
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IL WORLD TRADE CENTER
Il crollo di entrambe le torri del Worl Trade Center e della più piccola WTC 7 qualche ora dopo ha inizialmente sorpreso persino qualche esperto. Ma successivi studi hanno mostrato che l’integrità strutturale del WTC è stata distrutta dall’intenso fuoco sviluppatosi nonché dai pesanti danni inflittile dagli aerei. Questa spiegazione non ha persuaso i teorici della cospirazione i quali sostengono che che tutti e tre gli edifici erano stati minati alla base e rasi al suolo con demolizioni controllate.
Widespread Damage
Asserzione: Il primo degli aerei dirottati si è schiantato tra il 94mo e il 98mo piano della torre nord del WTC, il secondo tra il 78mo e l’84mo della torre sud. L’impatto e l’incendio che ne seguirono bloccarono gli ascensori in entrambi gli edifici. Inoltre gli ingressi di entrambi gli edifici erano visibilmente danneggiati già prima del crollo. “NON C’E’ RAGIONE per la quale l’impatto di un jet causi un danno così esteso 80 piani sotto” dichiara un post sul sito web del San Diego Independent Media Center (http://sandiego.indymedia.org) . “E’ ovvio ed irrefutabile che anche altri esplosivi siano stati fatti detonare ai piani bassi della torre uno, nello stesso momento in cui l’aereo gli si schiantava contro.”
Realtà: dopo un rapporto preliminare della Federal Emergency Management Agency (FEMA) risalente a maggio 2002, è uscito un successivo e più completo studio proveniente dal National Institute of Standards and Technology (NIST), branca del Ministero del Commercio USA, nella primavera 2005. Il NIST ha condiviso le sue prime scoperte con PM e ha messo i suoi ricercatori di punta a disosizione del nostro team di reporter.
L’investigazione del NIST ha rivelato che i rottami dell’aereo hanno squarciato i condotti di servizio nel cuore della torre nord creando un corridoio per il carburante e il materiale infiammato. “E’ molto difficile documentare dov’è finito il carburante” dice Forman Williams, consulente del NIST ed esperto di combustione – “ma se è atomizzato e combustibile e trova una fonte di innesco, esplode”
Il combustibile in fiamme, scendendo attraverso i condotti degli ascensori li avrebbe mandati in panne e creato notevoli danni agli ingressi. La prima persona del NIST che abbiamo sentito testimonia che “alcuni ascensori si schiantarono giusto al suolo”. Secondo James Quintiere, professore di ingegneria all’universita del Maryland e consulente del NIST, “Le porte degli ascensori, già rotte, si aprirono sul pavimento dell’ingresso: ne fuoriuscirono le fiamme e ci furono i morti”. Un’osservazione simile fu fatta nel documentario francese “9/11” di Jules e Gedeon Naudet. Quando Jules Naudet si è trovato nell’ingresso della torre nord, pochi minuti dopo il primo schianto, vide delle persone in fiamme, una scena che trovò troppo raccapricciante per filmarla.
"Melted" Steel
Asserzione: “Abbiamo mentito” annuncia il sito web AttackOnAmerica.net. “La prima bugia è stata quella secondo la quale il carico di carburante degli aerei fu la causa del cedimento della struttura delle torri. Nessun fuoco prodotto da kerosene può bruciare ad una temperatura così alta da fondere l’acciaio.” Il post è intitolato “Dimostrazione della demolizione controllata del World Trade Center”
Realtà: il carburante dei jet brucia tra gli 800° e i 1500° F (gradi Fahrenheit), non sufficienti a sciogliere l’acciaio (2750°F). In ogni caso gli esperti concordano sul fatto che per provocare il crollo delle torri non ci fu bisogno di fusione della struttura d’acciaio, fu sufficiente la perdita di alcune delle caratteristiche di resistenza del metallo – cosa questa che richiede minor esposizione al calore. “Non ho mai visto acciaio fuso in un edificio andato in fiamme”, dice un ex capo dei Vigili del Fuoco di New York attualmente in pensione, Vincent Dunn, autore di The Collapse Of Burning Buildings: A Guide To Fireground Safety, “Ma ho visto molto acciaio contorto, deformato, incurvato e afflosciato. Quello che succede è che l’acciaio tenta di espandersi alle estremità, ma quando non riesce più a farlo si affloscia, cede, e il calcestruzzo che gli sta attorno si spacca.”
“L’acciaio perde il 50% della sua resistenza a 1100°F” rimarca l’ingegner Farid Alfawak-hiri dell’American Institute of Steel Construction “E a 1800° F si trova probabilmente a meno del 10% delle caratteristiche originarie”
Il NIST ritiene anche che una grande quantità delle sostanze isolanti che erano state spruzzate sulle strutture metalliche degli edifici al momento della costruzione fu espulsa, almeno dai fasci d’acciaio che si trovarono sul percorso degli aerei, lasciando il metallo più vulnerabile al calore.
“Ma il carburante degli aerei non era l’unica cosa che bruciava” nota Forman Williams, professore di ingeneria alla University of California di San Diego, uno dei sette ingegneri delle strutture ed esperti di incendi consultati da PM. Ci dice anche che se il carburante fu uno dei catalizzatori degli incendi al WTC, l’inferno che ne risultò fu intensificato dalla combustione del materiale contenuto negli edifici, che includeva tappeti, tende, mobili e carta. Il NIST scrive nella sua relazione che il fuoco toccò i 1832°F
“Il carburante degli aerei fu la causa dell’innesco” dice Williams a PM. “Bruciò per circa 10 minuti, dopodichè le torri stavano ancora in piedi. Fu il resto del materiale bruciato successivamente ad essere reponsabile della trasmissione del calore che alla fine le buttò giù.”
Puffs Of Dust
Asserzione: Durante il crollo di entrambe le torri sono chiaramente visibili nuvole di polvere e detriti espulsi dai lati dell’edificio. Un’inserzione pubblicitaria del libro Painful Questions: An Analysis Of The September 11th Attack sul New York Times fa questa dichiarazione: le nuvolette di calcestruzzo sparato fuori dagli edifici non sono possibili in un semplice crollo. Si sviluppano in seguito a esplosioni” Numerosi teorici della cospirazione citano Van Romero, un esperto di esplosivi e vice presidente del New Mexico Institute of Mining and Technology, una cui dichiarazione a proposito dell’ 11 settembre venne riportata dall’ Albuquerque Journal: “C’erano congegni esplosivi negli edifici, furono quelli a causarne il crollo” – l’articolo continua “Romero dice che il crollo delle strutture assomiglia a quelli delle esplosioni controllate utilizzate per demolire i vecchi edifici”
Realtà: Una volta che ciascuna torre ha cominciato a crollare, il peso di tutti i piani sopra la zona collassata frana con forza polverizzatrice sull’ultimo piano intatto. Non essendo in grado di assorbire questa enorme quantità di energia, quel piano crolla a sua volta trasmettendo tutte le forze al piano sottostante, permettendo in questo modo il progresso del crollo lungo tutto l’edificio in una reazione a catena. Gli ingegneri chiamano questo processo "pancaking” e non richiede esplosioni per cominciare secondo David Biggs, ingegnere strutturale alla Ryan-Biggs Associates, membro della American Society of Civil Engineers (ASCE) che lavorò sul rapporto della FEMA.
Come tutti gli edifici contenenti uffici, le torri del WTC ospitavano un enorme volume di aria. Quando crollarono un piano sopra l’altro secondo il modello "pancaking," tutta quest’aria insieme al calcestruzzo e altri rottami polverizzati dalla forza del crollo fu espulsa con enorme energia. “Quando hai una parte significativa di un piano che crolla, questa sparerà aria e polvere di cemento fuori dalla finestra” dichiara a PM il capo degli investigatori del NIST, Shyam Sunder - “Queste nuvolette di polvere possono creare l’impressione di una demolizione controllata” aggiunge “ma è il piano che collassa secondo il modello pancaking che porta a questa sensazione”
All’esperto di demolizioni Romero dispiace che i suoi commenti sull’Albuquerque Journal siano diventati mangime per teorici della cospirazione. “Sono stato frainteso dicendo che pensavo che fossero gli esplosivi ad aver tirato giù gli edifici” dice a PM – “io ho solo detto che questo era quello che sembrava”
Romero, che concorda con le conclusioni scientifiche secondo le quali fu il fuoco ad innescare i crolli, chiede una rettifica da parte del Journal. E’ stata pubblicata il 22 settembre 2001, “Mi sono sentito come se la mia reputazione scientifica fosse in discussione.” Ma Emperors-clothes.com ci ha visto dietro qualcos’altro: “il principale finanziatore dell’istituto di ricerca di Romero è il Pentagono. Direttamente o indirettamente sono state fatte pressioni per forzare Romero a ritrattare le sue dichiarazioni originali.” Risponde Romero: “I teorici della cospirazione se ne vengono fuori dicendo che il governo mi controlla. Questa è la cosa più lontana dalla realtà- E’ stato un albatross attorno al mio collo per tre anni” (un albatross attorno al collo è un’espressione dall’ origine poetica ma equivale più o meno all’emiliano “un cane attaccato ai maroni” – ndT)
(continua)
lunedì, ottobre 09, 2006
Politkovskaja
Mentre qui da noi mi pare prevalga la tesi della "martire per la libertà d'opinione", che si batteva per denunciare i crimini russi in Cecenia, stamattina la rassegna stampa internazionale di Radio3 segnalava questo articolo tratto da Kavkazcenter, "Chechen independent international Islamic Internet news agency", secondo cui la giornalista Anna Politkovskaja, sarebbe stata in realtà un agente dell'FSB, eliminiata dai suoi stessi colleghi.
sabato, ottobre 07, 2006
No more limbo boy and girl
per la serie: se favole le racconto io il finale lo cambio quando mi pare.
(o stanno cominciando a dare ordini anche ai superiori ?)
(o stanno cominciando a dare ordini anche ai superiori ?)
mercoledì, ottobre 04, 2006
Film satanici/2 - Rambo III
martedì, ottobre 03, 2006
mi sanguina il cuore per... lui
Ragazzi, questa è pesa. Dico, millecinquecento all'anno.
Si fa una colletta?
Si fa una colletta?
lunedì, ottobre 02, 2006
mi sanguina il cuore per... Marco Taradash e il suo gippone
Oggi mi sento partecipe al dolore di Marco Taradash, che non trova una sola ragione al mondo per pagare una tassa sul suo SUV. Ma infatti:
Si deve fare un po' i cazzi suoi, questo Stato. Come ai bei tempi del Decreto Tremonti: sei un padroncino? Bravo padroncino. Comprati un regalino e chiamalo "investimento produttivo", e io Stato te lo finanzio. Non voglio sapere cos'è. Magari ha quattro ruote, magari ne ha anche una grossa di scorta dietro. Magari ti serve per portare tuo figlio a casa da scuola, o a tua moglie per sistemare i sacchi della spesa. Non spetta a me sindacare. E va bene.
Ma se a un privato, come me, resta un dubbio? Voglio dire, com'è che è tutto pieno di gipponi, qua fuori, e siamo al centro della valpadana e l'ultima palude è stata bonificata 600 anni fa? Non spetta allo Stato sindacare, ma io sono libero di pensare che qualcuno ha fatto degli investimenti produttivi veramente del cazzo? C'entrerà qualcosa col fatto che da noi la piccola impresa tutto sommato sta andando male? perché non è riuscita a re-inventarsi, ma solo riuscita a procurarsi un gippone da guidare sull'asfalto per ragioni che non spetta allo Stato sindacare?
Però, per carità, i Suv consumano come tutti gli altri veicoli - a parità di cilindrata. Qualunque cosa questo voglia dire, glielo spiegate a Wikipedia? Perché io avevo capito tutt'un'altra cosa.
Se sentite delle pernacchiette, è solo un problema al motorino di accensione.
I Suv sono veicoli a quattro ruote come gli altri, che a parità di cilindrata inquinano come gli altri poiché sono obbligati a rispettare le stesse regole, che vanno a benzina a Diesel o a Gpl o metano come gli altri, che costano come gli altri. E consumano quanto o meno delle normali auto di lusso. Sono usati nell’Italia rurale o montana per ragioni pratiche, in quella urbana per ragioni che non spetta allo Stato sindacare.Notate quella sfumatura di riformismo liberale: "non spetta allo Stato sindacare".
Si deve fare un po' i cazzi suoi, questo Stato. Come ai bei tempi del Decreto Tremonti: sei un padroncino? Bravo padroncino. Comprati un regalino e chiamalo "investimento produttivo", e io Stato te lo finanzio. Non voglio sapere cos'è. Magari ha quattro ruote, magari ne ha anche una grossa di scorta dietro. Magari ti serve per portare tuo figlio a casa da scuola, o a tua moglie per sistemare i sacchi della spesa. Non spetta a me sindacare. E va bene.
Ma se a un privato, come me, resta un dubbio? Voglio dire, com'è che è tutto pieno di gipponi, qua fuori, e siamo al centro della valpadana e l'ultima palude è stata bonificata 600 anni fa? Non spetta allo Stato sindacare, ma io sono libero di pensare che qualcuno ha fatto degli investimenti produttivi veramente del cazzo? C'entrerà qualcosa col fatto che da noi la piccola impresa tutto sommato sta andando male? perché non è riuscita a re-inventarsi, ma solo riuscita a procurarsi un gippone da guidare sull'asfalto per ragioni che non spetta allo Stato sindacare?
Però, per carità, i Suv consumano come tutti gli altri veicoli - a parità di cilindrata. Qualunque cosa questo voglia dire, glielo spiegate a Wikipedia? Perché io avevo capito tutt'un'altra cosa.
noi Riformatori Liberali ci costituiamo da oggi in Suviet (SUV Incazzati E Terribili). Chiamiamo perciò all’appello contro la tassazione di “classe” tutti i Suvieti d’Italia per manifestazioni popolari e un po’ burine a difesa della libertà, del mercato, e perfino della Nazione (visto che soltanto da pochi mesi l’industria automobilistica italiana ha messo in commercio, con colpevole ritardo, i suoi primi modellli di Suv).Ci mancherebbe anche che credessimo che scherzate. Capiamo benissimo il vostro dolore, e vi siamo vicini.
Non crediate che scherziamo.
Se sentite delle pernacchiette, è solo un problema al motorino di accensione.
Meccanici popolari vs. teorici della cospirazione/1
Qui sotto trovate la traduzione della prima parte del reportage, risalente a marzo 2005, con cui la rivista americana Popular Mechanics si propone di sfatare i miti nati attorno all'11 settembre.
Questa settimana Diario gli dedica la copertina.
Qui trovate un'introduzione di Enrico Deaglio.
Qui invece il video "Confronting the evidence", recentemente trasmesso dal programma Rai Report.
Qui la versione italiana del sito capofila dei teorici della cospirazione Reopen911.com
Disclaimer: questo è il frettoloso lavoro di un dilettante, non di un traduttore. Ogni errore ed omissione potete segnalarli nei commenti.
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Dal momento in cui il primo aeroplano si è schiantato sul World Trade Center, la mattina dell’ 11 settembre 2001, il mondo ha posto una semplice ed esigente domanda: come è potuto accadere ?
Tre anni e mezzo dopo, non tutti sono convinti che conosciamo la verità- Andate su Google.com, digitate “World Trade Center conspiracy” e riceverete link a circa 628.000 siti web. Più di 3.000 libri sull’ 11 settembre sono stati pubblicati; molti di questi rifiutano la versione ufficiale che i dirottatori in combutta con Bin Laden e Al Qaeda hanno guidato aerei civili dirigendoli contro i simboli degli Stati Uniti.
Il sano scetticismo,almeno così pare, è cagliato in paranoia. Leggende cospiratorie allo stato brado sono diffuse tutti i giorni su internet, radio e negli altri media. Foto sfocate riportate fuori contesto e resoconti abbozzati di testimoni oculari hanno ispirato una ridda di elaborate teorie: il Pentagono è stato colpito da un missile; il World Trade Center è stato raso al suolo da ordigni per demolizioni controllate; il volo 93 è stato abbattuto da un misterioso jet bianco. Per quanto bizzarre suonino, queste versioni sono sempre più accettate all’estero e tra gli estremisti qui negli Stati Uniti
Per investigare 16 tra le più comuni asserzioni fatte dai teorici della cospirazione, POPULAR MECHANICS ha messo insieme un team di nove ricercatori e reporter che, insieme con i redattori di PM, hanno consultato più di 70 professionisti nei campi che interessano i contenuti di questa rivista, inclusa aviazione, ingegneria e difesa.
Alla fine siamo stati capaci di smontare ciascuna di queste asserzioni con l’evidenza delle prove e una sana dose di buon senso. Abbiamo scoperto che alcune di queste teorie sono basate su qualcosa di così innocente come un errore di trascrizione in quel caotico giorno che fu l’11 settembre. Altre sono prodotti di ciniche immaginazioni che si prefiggono di ingenerare sospetti e animosità nel pubblico dibattito. Solo confrontando queste velenose asserzioni con i fatti irrefutabili possiamo veramente capire cosa realmente accadde in un giorno che è fissato per sempre nella Storia. – La Redazione
GLI AEREI
La versione ufficiale secondo la quale i dirottatori hanno diretto e fatto schiantare quattro aeroplani è supportata da risme di prove, dalle registrazioni nelle cabine di pilotaggio ai risultati forensi al fatto che gli equipaggi e i passeggeri non sono mai tornati a casa. Nonostante ciò, le teorie cospiratorie si impossessano di una manciata di “fatti” per sostenere uno scenario molto diverso: i jet che hanno colpito New York e Washington D.C, non erano aerei civili, loro dicono, ma qualcos’altro, forse aerei cisterna o missili guidati. E la mancanza di intervento militare ? Secondo i teorici della cospirazione prova che il governo degli Stati Uniti ha provocato o permesso gli attacchi per promuovere interessi petroliferi o un’agenda di guerra.
Where's The Pod?
Asserzione: appena prima che il volo 175 della United Airlines colpisse la torre sud del World Trade Center, le inquadratuire di fotografi e operatori video mostrano un oggetto sotto la fusoliera, alla base dell’ala destra. Il film "911 In Plane Site" e il sito web LetsRoll911.org dicono che nessun oggetto di questo tipo si trova in un Boeing 767 e ipotizzano che questo “Pod” militare (un Pod è un container aerodinamico che viene montato sotto gli aeroplani e che può contenere, per esempio, equipaggiamento elettronico - ndT)sia un missile, una bomba o un pezzo dell’equipaggiamento di un aereo cisterna da rifornimento. LetsRoll911.org punta su questo come prova del fatto che gli attacchi sono un “lavoro interno” autorizzato dal “Presidente George Bush che ha pianificato e progettato l’11 settembre”.
Realtà: Una delle più chiare, più viste immagini del carrello del disgraziato jet è stata presa dal fotografo Rob Howard e pubblicata sul New York magazine e altrove. PM ha inviato un’immagine digitale scannerizzata della foto originale a Ronald Greeley, direttore dello Space Photography Laboratory presso l’università statale dell’Arizona. Greeley è un esperto nel determinare forma e caratteristiche delle formazioni geologiche analizzando immagini basate su effetti di luci ed ombre. Dopo aver studiato l’immagine ad alta risoluzione e averla comparata alle foto del carrello di un Boeing 767-200ER, Greeley ha escluso l’idea che la foto di Howard riveli un Pod. In effetti la foto rivela solo la normale carenatura del Boeing, una pronunciata protuberanza contenente l’attrezzatura per l’atterraggio. La sua conclusione è stata che la luce solare, scintillando, ha esagerato l’aspetto della carenatura. “Come una scintilla causa una fioritura (ingrandimento) sulla pellicola” - ha scitto in una mail a PM - “ che tende ad essere amplificato nelle versioni digitali dell’immagine. I pixels sono saturati e tendono a ‘riversarsi’ su quelli adiacenti”. Quando gli è stato chiesto dei Pod attaccati agli aerei civili, Fred E. Culick, professore di aeronautica presso il California Institute of Technology, ci ha dato una categorica risposta: “E’ una stronzata. Stanno veramente esagerando”.
No Stand-Down Order
Asserzione: Nessun jet militare è stato fatto decollare da nessuna dell 28 basi dell’Air Force che si trovano nel raggio dei quattro aeroplani dirottati. “L’11 settembre Andrews aveva due squadre di aerei militari col compito di proteggere i cieli sopra Washington D.C.,” dice il sito web emperors-clothes.com. “Hanno fallito nel compiere il loro lavoro.” “C’è solo una spiegazione per questo, “ scrive Mark R. Elsis di StandDown.net.” “All’Air Force fu ordinato di stare a terra l’11/9”
Realtà: L’ 11/9 c’erano solo 14 jet militari in stato di allerta nei 48 stati contigui. Nessuna rete di computer o allarme automatico hanno allertato il North American Air Defense Command (NORAD) di aeroplani dispersi. “Loro [il “civilian Air Traffic Control” o ATC] hanno dovuto letteralmente prendere in mano il telefono e fare il numero” dice il maggiore Douglas Martin dell’ufficio relazioni esterne del NORAD. Il centro di Boston, una delle 22 strutture ATC dell’Aviazione Civile americana ha chiamato il NORAD Northeast Air Defense Sector (NEADS) tre volte: alle 8.37, per informare il NEADS che il volo 11 era stato dirottato; alle 9.21 per informare l’agenzia, erroneamente, che il volo 11 era stato diretto su Washington (l’aereo aveva colpito la torre nord 35 minuti prima); alle 9.41 per identificare (erroneamente) il volo 1989 della Delta Air Lines da Boston come un possibile dirottamento. L’ATC di New York ha chiamato il NEADS alle 9.03 per riferire che il volo 175 della United era stato dirottato – nello stesso momento l'aereo si schiantava contro la torre sud. Pochi minuti dopo la prima chiamata dall’ATC di Boston, il NEADS faceva decollare due F-15 dalla base Otis dell’Air Force di Falmouth, nel Massachusetts e tre F-16 da Langley, la base della Guardia Nazionale presso Hampton, in Virginia. Nessuno dei caccia è arrivato nei pressi degli aerei dirottati.
Perché l’ATC non poteva trovare gli aerei dirottati ? Quando i dirottatori hanno spento i transponder degli aerei, gli apparecchi che trasmettono i segnali di identificazione, l’ATC ha dovuto cercare tra 4.500 identici segnali radar che si intersecano sui corridoi di volo più trafficati degli Usa. E il sofisticato radar del NORAD ? Cinge il continente ma guarda verso le minacce proveniente dall’esterno, non dall’interno. “Era come una ciambella” dice Martins. “Non c’era copertura nel mezzo”. Prima dell’11 settembre, i voli originati negli Stati Uniti non erano visti come minacce e il NORAD non era preparato a tracciarli.
Flight 175's Windows
Asserzione: L’11 settembre il telegiornale della FOX trasmette un’intervista telefonica con Marc Birnbach, operatore dell’emittente. Secondo 911inplanesite.com "Bernback" nel corso della diretta disse che l’aereo “ schiantato contro la torre sud non aveva l’aspetto di un aereo civile”. “Non vidi alcun finestrino sui lati”
Abbinate a fotografie e video del volo 175 cui manca la risoluzione per mostrare i finestrini, le dichiarazioni di Birnbach hanno corroborato una delle teorie cospirative più largamente citate, quella che la torre sud fu colpita da un aereo cargo militare o un’aerocisterna da rifornimento.
Realtà: Birnbach, che all’epoca era un operatore video freelance, dice a PM che si trovava più di 2 miglia a sud est del WTC, a Brooklin, quando vide brevemente un aeroplano volargli sopra. Dice che, in effetti, non vide l’aereo colpire la torre sud, ma sentì solo l’esplosione.
Mentre guidava un’investigazione della Federal Emergency Management Agency (FEMA) sul crollo delle torri, W. Gene Corley studiò i rottami dell’aeroplano. Un ingegnere delle strutture, insieme al Construction Technology Laboratories, una società di consulenza con sede a Skokie, Illinois. Corley e il suo gruppo fotografarono resti dell’aereo sul tetto del WTC 5, incluso un pezzo della fusoliera che chiaramente aveva finestrini passeggeri. “E’…dell’aeroplano della United Airlines che colpì la torre 2” dichiara piattamente Corley. Rivedendo un filmato dello schianto preso da un servizio di ABC news, Corley è stato in grado di tracciare la traiettoria dei frammenti che aveva studiato, inclusa una sezione del carrello di atterraggio e una parte di un motore - come si dilaniarono attraverso la torre sud, uscirono dal lato nord dell’edificio e caddero dal cielo.
Intercepts Not Routine
Asserzione: “E’ stata procedura operativa standard per decenni quella intercettare immediatamente aeroplani fuori rotta che non rispondono alle comunicazioni dei controllori di volo” dice il sito web oilempire.us “Quando l’Air Force fa decollare dei caccia intercettori, questi normalmente raggiungono l’aeroplano in questione nel giro di minuti.
Realtà: Nel decennio precedente l’11/9, il NORAD intercettò solo un aereo civile sul nord America: il jet del golfista Payne Stewart, nell’ottobre del 1999. Con passeggeri ed equipaggio privi di conoscenza causa la decompressione della cabina, l’aereo perse i contatti radio ma conservò quelli tramite transponder fino al momento in cui si schiantò al suolo. Nonostante questo, ci volle 1 ora e 22 minuti perché un F-16 riuscisse a raggiungerlo. Prima dell’11 settembre, tutte le altre intercettazioni del NORAD erano limitate alle Air Defense Identification Zones (ADIZ) sul mare. “Fino all’11 settembre non c’erano ADIZ dentro ai confini USA” dice a PM il portavoce dell’aviazione civile americana (FAA) Bill Schumann. Dopo l’11 settembre NORAD e aviazione civile hanno accresciuto il loro livello di cooperazione, mettendo a punto linee dirette tra ATC e centri di comando NORAD. Il NORAD ha anche accresciuto la copertura aerea dei caccia e ha installato radar per monitorare lo spazio aereo del continente.
Questa settimana Diario gli dedica la copertina.
Qui trovate un'introduzione di Enrico Deaglio.
Qui invece il video "Confronting the evidence", recentemente trasmesso dal programma Rai Report.
Qui la versione italiana del sito capofila dei teorici della cospirazione Reopen911.com
Disclaimer: questo è il frettoloso lavoro di un dilettante, non di un traduttore. Ogni errore ed omissione potete segnalarli nei commenti.
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Dal momento in cui il primo aeroplano si è schiantato sul World Trade Center, la mattina dell’ 11 settembre 2001, il mondo ha posto una semplice ed esigente domanda: come è potuto accadere ?
Tre anni e mezzo dopo, non tutti sono convinti che conosciamo la verità- Andate su Google.com, digitate “World Trade Center conspiracy” e riceverete link a circa 628.000 siti web. Più di 3.000 libri sull’ 11 settembre sono stati pubblicati; molti di questi rifiutano la versione ufficiale che i dirottatori in combutta con Bin Laden e Al Qaeda hanno guidato aerei civili dirigendoli contro i simboli degli Stati Uniti.
Il sano scetticismo,almeno così pare, è cagliato in paranoia. Leggende cospiratorie allo stato brado sono diffuse tutti i giorni su internet, radio e negli altri media. Foto sfocate riportate fuori contesto e resoconti abbozzati di testimoni oculari hanno ispirato una ridda di elaborate teorie: il Pentagono è stato colpito da un missile; il World Trade Center è stato raso al suolo da ordigni per demolizioni controllate; il volo 93 è stato abbattuto da un misterioso jet bianco. Per quanto bizzarre suonino, queste versioni sono sempre più accettate all’estero e tra gli estremisti qui negli Stati Uniti
Per investigare 16 tra le più comuni asserzioni fatte dai teorici della cospirazione, POPULAR MECHANICS ha messo insieme un team di nove ricercatori e reporter che, insieme con i redattori di PM, hanno consultato più di 70 professionisti nei campi che interessano i contenuti di questa rivista, inclusa aviazione, ingegneria e difesa.
Alla fine siamo stati capaci di smontare ciascuna di queste asserzioni con l’evidenza delle prove e una sana dose di buon senso. Abbiamo scoperto che alcune di queste teorie sono basate su qualcosa di così innocente come un errore di trascrizione in quel caotico giorno che fu l’11 settembre. Altre sono prodotti di ciniche immaginazioni che si prefiggono di ingenerare sospetti e animosità nel pubblico dibattito. Solo confrontando queste velenose asserzioni con i fatti irrefutabili possiamo veramente capire cosa realmente accadde in un giorno che è fissato per sempre nella Storia. – La Redazione
GLI AEREI
La versione ufficiale secondo la quale i dirottatori hanno diretto e fatto schiantare quattro aeroplani è supportata da risme di prove, dalle registrazioni nelle cabine di pilotaggio ai risultati forensi al fatto che gli equipaggi e i passeggeri non sono mai tornati a casa. Nonostante ciò, le teorie cospiratorie si impossessano di una manciata di “fatti” per sostenere uno scenario molto diverso: i jet che hanno colpito New York e Washington D.C, non erano aerei civili, loro dicono, ma qualcos’altro, forse aerei cisterna o missili guidati. E la mancanza di intervento militare ? Secondo i teorici della cospirazione prova che il governo degli Stati Uniti ha provocato o permesso gli attacchi per promuovere interessi petroliferi o un’agenda di guerra.
Where's The Pod?
Asserzione: appena prima che il volo 175 della United Airlines colpisse la torre sud del World Trade Center, le inquadratuire di fotografi e operatori video mostrano un oggetto sotto la fusoliera, alla base dell’ala destra. Il film "911 In Plane Site" e il sito web LetsRoll911.org dicono che nessun oggetto di questo tipo si trova in un Boeing 767 e ipotizzano che questo “Pod” militare (un Pod è un container aerodinamico che viene montato sotto gli aeroplani e che può contenere, per esempio, equipaggiamento elettronico - ndT)sia un missile, una bomba o un pezzo dell’equipaggiamento di un aereo cisterna da rifornimento. LetsRoll911.org punta su questo come prova del fatto che gli attacchi sono un “lavoro interno” autorizzato dal “Presidente George Bush che ha pianificato e progettato l’11 settembre”.
Realtà: Una delle più chiare, più viste immagini del carrello del disgraziato jet è stata presa dal fotografo Rob Howard e pubblicata sul New York magazine e altrove. PM ha inviato un’immagine digitale scannerizzata della foto originale a Ronald Greeley, direttore dello Space Photography Laboratory presso l’università statale dell’Arizona. Greeley è un esperto nel determinare forma e caratteristiche delle formazioni geologiche analizzando immagini basate su effetti di luci ed ombre. Dopo aver studiato l’immagine ad alta risoluzione e averla comparata alle foto del carrello di un Boeing 767-200ER, Greeley ha escluso l’idea che la foto di Howard riveli un Pod. In effetti la foto rivela solo la normale carenatura del Boeing, una pronunciata protuberanza contenente l’attrezzatura per l’atterraggio. La sua conclusione è stata che la luce solare, scintillando, ha esagerato l’aspetto della carenatura. “Come una scintilla causa una fioritura (ingrandimento) sulla pellicola” - ha scitto in una mail a PM - “ che tende ad essere amplificato nelle versioni digitali dell’immagine. I pixels sono saturati e tendono a ‘riversarsi’ su quelli adiacenti”. Quando gli è stato chiesto dei Pod attaccati agli aerei civili, Fred E. Culick, professore di aeronautica presso il California Institute of Technology, ci ha dato una categorica risposta: “E’ una stronzata. Stanno veramente esagerando”.
No Stand-Down Order
Asserzione: Nessun jet militare è stato fatto decollare da nessuna dell 28 basi dell’Air Force che si trovano nel raggio dei quattro aeroplani dirottati. “L’11 settembre Andrews aveva due squadre di aerei militari col compito di proteggere i cieli sopra Washington D.C.,” dice il sito web emperors-clothes.com. “Hanno fallito nel compiere il loro lavoro.” “C’è solo una spiegazione per questo, “ scrive Mark R. Elsis di StandDown.net.” “All’Air Force fu ordinato di stare a terra l’11/9”
Realtà: L’ 11/9 c’erano solo 14 jet militari in stato di allerta nei 48 stati contigui. Nessuna rete di computer o allarme automatico hanno allertato il North American Air Defense Command (NORAD) di aeroplani dispersi. “Loro [il “civilian Air Traffic Control” o ATC] hanno dovuto letteralmente prendere in mano il telefono e fare il numero” dice il maggiore Douglas Martin dell’ufficio relazioni esterne del NORAD. Il centro di Boston, una delle 22 strutture ATC dell’Aviazione Civile americana ha chiamato il NORAD Northeast Air Defense Sector (NEADS) tre volte: alle 8.37, per informare il NEADS che il volo 11 era stato dirottato; alle 9.21 per informare l’agenzia, erroneamente, che il volo 11 era stato diretto su Washington (l’aereo aveva colpito la torre nord 35 minuti prima); alle 9.41 per identificare (erroneamente) il volo 1989 della Delta Air Lines da Boston come un possibile dirottamento. L’ATC di New York ha chiamato il NEADS alle 9.03 per riferire che il volo 175 della United era stato dirottato – nello stesso momento l'aereo si schiantava contro la torre sud. Pochi minuti dopo la prima chiamata dall’ATC di Boston, il NEADS faceva decollare due F-15 dalla base Otis dell’Air Force di Falmouth, nel Massachusetts e tre F-16 da Langley, la base della Guardia Nazionale presso Hampton, in Virginia. Nessuno dei caccia è arrivato nei pressi degli aerei dirottati.
Perché l’ATC non poteva trovare gli aerei dirottati ? Quando i dirottatori hanno spento i transponder degli aerei, gli apparecchi che trasmettono i segnali di identificazione, l’ATC ha dovuto cercare tra 4.500 identici segnali radar che si intersecano sui corridoi di volo più trafficati degli Usa. E il sofisticato radar del NORAD ? Cinge il continente ma guarda verso le minacce proveniente dall’esterno, non dall’interno. “Era come una ciambella” dice Martins. “Non c’era copertura nel mezzo”. Prima dell’11 settembre, i voli originati negli Stati Uniti non erano visti come minacce e il NORAD non era preparato a tracciarli.
Flight 175's Windows
Asserzione: L’11 settembre il telegiornale della FOX trasmette un’intervista telefonica con Marc Birnbach, operatore dell’emittente. Secondo 911inplanesite.com "Bernback" nel corso della diretta disse che l’aereo “ schiantato contro la torre sud non aveva l’aspetto di un aereo civile”. “Non vidi alcun finestrino sui lati”
Abbinate a fotografie e video del volo 175 cui manca la risoluzione per mostrare i finestrini, le dichiarazioni di Birnbach hanno corroborato una delle teorie cospirative più largamente citate, quella che la torre sud fu colpita da un aereo cargo militare o un’aerocisterna da rifornimento.
Realtà: Birnbach, che all’epoca era un operatore video freelance, dice a PM che si trovava più di 2 miglia a sud est del WTC, a Brooklin, quando vide brevemente un aeroplano volargli sopra. Dice che, in effetti, non vide l’aereo colpire la torre sud, ma sentì solo l’esplosione.
Mentre guidava un’investigazione della Federal Emergency Management Agency (FEMA) sul crollo delle torri, W. Gene Corley studiò i rottami dell’aeroplano. Un ingegnere delle strutture, insieme al Construction Technology Laboratories, una società di consulenza con sede a Skokie, Illinois. Corley e il suo gruppo fotografarono resti dell’aereo sul tetto del WTC 5, incluso un pezzo della fusoliera che chiaramente aveva finestrini passeggeri. “E’…dell’aeroplano della United Airlines che colpì la torre 2” dichiara piattamente Corley. Rivedendo un filmato dello schianto preso da un servizio di ABC news, Corley è stato in grado di tracciare la traiettoria dei frammenti che aveva studiato, inclusa una sezione del carrello di atterraggio e una parte di un motore - come si dilaniarono attraverso la torre sud, uscirono dal lato nord dell’edificio e caddero dal cielo.
Intercepts Not Routine
Asserzione: “E’ stata procedura operativa standard per decenni quella intercettare immediatamente aeroplani fuori rotta che non rispondono alle comunicazioni dei controllori di volo” dice il sito web oilempire.us “Quando l’Air Force fa decollare dei caccia intercettori, questi normalmente raggiungono l’aeroplano in questione nel giro di minuti.
Realtà: Nel decennio precedente l’11/9, il NORAD intercettò solo un aereo civile sul nord America: il jet del golfista Payne Stewart, nell’ottobre del 1999. Con passeggeri ed equipaggio privi di conoscenza causa la decompressione della cabina, l’aereo perse i contatti radio ma conservò quelli tramite transponder fino al momento in cui si schiantò al suolo. Nonostante questo, ci volle 1 ora e 22 minuti perché un F-16 riuscisse a raggiungerlo. Prima dell’11 settembre, tutte le altre intercettazioni del NORAD erano limitate alle Air Defense Identification Zones (ADIZ) sul mare. “Fino all’11 settembre non c’erano ADIZ dentro ai confini USA” dice a PM il portavoce dell’aviazione civile americana (FAA) Bill Schumann. Dopo l’11 settembre NORAD e aviazione civile hanno accresciuto il loro livello di cooperazione, mettendo a punto linee dirette tra ATC e centri di comando NORAD. Il NORAD ha anche accresciuto la copertura aerea dei caccia e ha installato radar per monitorare lo spazio aereo del continente.
domenica, ottobre 01, 2006
mi sanguina il cuore per... Vittorio Zambardino
In questi giorni di finanziaria, in Rete, i professionisti si scoprono in lutto. Devono pagare più tasse, è inaudito! Sentiamoci partecipi al loro dolore, aiutiamoli ad attraversare questa valle di lacrime, anche con qualche accorgimento pratico. Cominciamo con Vittorio Zambardino, giornalista tecnologico:
I ristoranti si possono sostituire con le pizzerie. E ci sono posti che con 3,5 euro di aperitivo ti permettono di strafogarti d'ogni ben di Dio, basta imparare a sforchettare i maccheroni in piedi con nonchalance.
I libri si possono prenotare nelle biblioteche, che però non funzionano in ogni città.
I dvd, avevo sentito parlare di gente che compra i dvd, ma io personalmente non li ho mai visti e non ci credo. I dvd stanno nei videonoleggi e si prendono in casa con tre euro massimo.
L'iPod dell'anno scorso, ti do una bella notizia, funzionerà ancora per un anno. Forse.
I figli e la casa sono roba da ricchi, ti confermo.
Le pensioni... mi dispiace, non posso aiutarti, non conosco questa parola.
Ho fatto un po' di conti: si tratterà di tagliare quei due ristoranti al mese fatti per piacere e non per obbligo di lavoro, quei tre o quattro week end fuori l'anno (Così imparano a far le mostre d'arte a giro per l'Italia e non tutte qui vicino a casa mia), qualche libro in meno, qualche dvd non ne parliamo proprio, e l'eventuale gadget (l'anno scorso l'iPod), visto che poi il grosso se ne va per mantenere i figli e pagare casa, che sono attività riservate a noi ricchi. Essenzialmente.Vediamo, allora.(A parte poi arriverà il battutone delle pensioni: più tardi, più piccola.)
I ristoranti si possono sostituire con le pizzerie. E ci sono posti che con 3,5 euro di aperitivo ti permettono di strafogarti d'ogni ben di Dio, basta imparare a sforchettare i maccheroni in piedi con nonchalance.
I libri si possono prenotare nelle biblioteche, che però non funzionano in ogni città.
I dvd, avevo sentito parlare di gente che compra i dvd, ma io personalmente non li ho mai visti e non ci credo. I dvd stanno nei videonoleggi e si prendono in casa con tre euro massimo.
L'iPod dell'anno scorso, ti do una bella notizia, funzionerà ancora per un anno. Forse.
I figli e la casa sono roba da ricchi, ti confermo.
Le pensioni... mi dispiace, non posso aiutarti, non conosco questa parola.
sabato, settembre 30, 2006
venerdì, settembre 29, 2006
farsi una cultura settoriale
Martedì prossimo in tv fanno questo, e io mi sa che lo guardo.
Cioè, tipo, mi tocca.
Cioè, tipo, mi tocca.
mercoledì, settembre 27, 2006
Il Grande Fratello secondo me
Nel lontano 2004 Daniele Barbieri, un giornalista di Carta, tenne una conferenza intitolata “La fantascienza dei sovversivi, i sovversivi nella fantascienza” presso la biblioteca libertaria Unidea.
Siccome il tema mi intrigava gli risposi con un articoletto che venne pubblicato sul giornalino del centro sociale in cui analizzavo quelle che secondo me erano le ragioni profonde dell’esistenza del Grande Fratello contemporaneo e i suoi probabili futuri sviluppi.
Poiché trovo che Leonardo, nonostante sia il genio che tutti conosciamo fin dal rinascimento quando sfiora questi temi dica cose molto bislacche o superficiali , peraltro subito smentite dai fatti, lo ripubblico tal quale, persino datato ma non ha importanza, su questo blog.
(disclaimer: post lungo anche se il lay out di piste mal si presta. ma la colpa è sempre di leo)
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Nei Promessi Sposi Renzo Tramaglino si trova ad un certo punto a dover scappare oltre confine, nel bergamasco, sotto falsa identità. Preoccupato di essere scoperto e arrestato, si scopre a pensare che in fondo il nome vero non ce l'ha mica scritto in fronte.
Cose da epoca pre-moderna.
La modernità, tra le altre cose, inventa i documenti di identità rendendo così le cose molto più difficili ai fuggitivi. Se ne accorge già Pirandello nel Fu Mattia Pascal.
Poi la tendenza prosegue, accelera: la capacità di raccogliere e archiviare informazioni sugli individui da parte dell’autorità costituita si accresce esponenzialmente.
Il George Orwell di 1984, percorrendo sino in fondo con la fantasia questa secolare tendenza, arriva ad immaginare lo stato totalitario perfetto. Quello nel quale il controllo da parte di un potere onnipresente e monolitico è totale. E impossibile è qualsiasi ribellione, ancorché individuale. Se quella di Orwell sia stata buona o cattiva fantascienza si discute ancora: sicuramente è l’invenzione di una fantascienza senza sovversivi. O meglio, il romanzo dell’ultimo sovversivo rimasto sulla terra.
In Minority Report, Philip K. Dick va ulteriormente oltre e ci racconta di un futuro nel quale la polizia può arrestare i criminali prima che commettano i crimini che saranno loro imputati, grazie ad un sistema di creature capaci di vedere il futuro. Non solo i sovversivi ma anche i semplici trasgressori non hanno speranze. Sono stati cancellati.
Fin qui la fantascienza.
La realtà ci racconta invece che nel 2004 in Italia si cominceranno probabilmente a distribuire le nuove carte d'identità elettroniche con la possibilità di includervi dati biometrici di ogni cittadino.
Secondo l’organizzazione Statewatch (www.statewatch.org) , che monitorizza lo stato delle libertà civili nell’Unione Europea, il futuro prossimo che ci aspetta in conseguenza di decisioni già prese dalla Commissione Europea è questo:
• Visti e permessi di soggiorno biometrici per le persone del terzo mondo entro il 2005
• A seguire passaporti e carte d'identità biometriche per i cittadini europei
• Impronte digitali e immagine facciale obbligatorie
• Informazioni personali e dati da tenersi su database nazionali ed europei
• Riconoscimento che i poteri delle autorità di data protection non ce la fanno a reggere
• Nessuna garanzia che questi dati non siano a disposizione degli stati non europei (es: USA)
(http://www.statewatch.org/news/2003/sep/19eubiometric.htm)
Sempre legati alla stretta attualità sono l’installazione di migliaia di telecamere che sorvegliano luoghi pubblici, negozi e uffici di ogni città e l’introduzione di strumenti elettronici che misurano la velocità dei nostri veicoli, vigilano sull’ingresso ai centri storici, sul rispetto del semaforo e delle norme di sorpasso. Notoriamente elevatissima è diventata la tracciabilità di ogni nostra azione quotidiana: effettuare pagamenti, movimentare denaro, richiedere servizi o semplicemente spostarsi sul territorio, se lo si fa in compagnia di un telefono cellulare.
Il vero grande fratello dei giorni nostri non ha il volto dispotico di quello orwelliano, bensì quello buono della tutela dei nostri portafogli e delle nostre borsette. Della nostra possibilità di girare liberamente anche di notte per i centri storici, di preservarci dagli incidenti garantendo il rispetto delle norme del codice della strada. Per tacere degli obiettivi maggiori: tutelarci dal terrorismo e dall’invasione di masse proletarie che minacciano i nostri livelli di sicurezza e benessere.
Se il lavoro dello scrittore di fantascienza è sempre stato quello di prendere tendenze in atto, possibilmente in fase embrionale, e svilupparle sino a immaginare uno scenario nel quale esse siano espanse al limite estremo, basta correre con fantasia poco più in là dell’oggi per vedere il materializzarsi davanti a noi di un occhio elettronico di stato – il Droide di Sorveglianza Personale (DSP) - che ci svolazzerà sopra 24/24h.
Non ci sono ragioni valide per opporsi: esattamente come la coscrizione obbligatoria nell’esercito è figlia dell’idea di governo del popolo secondo la formula “lo stato è di tutti, tutti devono contribuire a difenderlo”, così il fatto che le leggi vengano emanate in nome del popolo, porta con sè la conseguenza che debbano essere rispettate sempre e da chiunque, e presuppone che non ci siano limiti teorici alla funzione di controllo.
Non solo lo stato ha il diritto di controllare istante per istante che le leggi vengano rispettate da tutti, ma anche il dovere. Giacché altrimenti si introduce un elemento aleatorio nel principio di eguaglianza dei cittadini. Il cittadino che trasgredisce la norma senza essere punito a causa di un mancato controllo è privilegiato su quello che invece incappa nel controllo.
Quindi il controllo 24/24h su ogni cittadino è una ragione di “equità”.
Ma c’è qualcosa di più: non è forse il concetto stesso di legge, con la sua formulazione scritta ad averci inevitabilmente condotto qui?
Noi violiamo la legge facendoci forti dell'impunità garantitaci dall'assenza del controllo,
mentre i codici recitano: "chiunque faccia/non faccia la determinata cosa viene punito con ecc ecc". E la parola chiunque ha un duplice significato: vuol dire che la legge riguarda tutti senza distinzioni, ma vuol dire anche che nessuno deve restare impunito se fa quella determinata cosa.
Non è forse la formulazione scritta delle norme del codice ad avere gettato il seme del controllo onnipresente sulle nostre vite? Non è forse il mondo odierno l’unico dei mondi possibili ai quali si poteva approdare partendo da queste premesse?
Il fattore limitante della funzione di controllo è sempre stato il costo dell'apparato. Es: gli occhi di un vigile al semaforo devono essere pagati lautamente e lavorano solo x ore al giorno.
Ma oggi le cose sono cambiate: la tecnologia, automatizzando la funzione di controllo, rende possibile la sorveglianza palmo a palmo del territorio e degli individui a prezzi stracciati. Tutto il giorno, tutta la notte.
C'è poi un altro aspetto: lo stato di diritto è tenuto a garantire l'inviolabilità del tuo domicilio, della tua corrispondenza ecc.
Questo significa, in buona sostanza, che tu non puoi certamente violare la legge, neppure in casa tua, ma se non ci sono elementi seri per pensare che tu l'abbia fatto, nessun carabiniere può entrare a verificare. Nel momento in cui però ci metteranno sulla testa il nostro Droide di Sorveglianza Personale - che ci osserverà 24 ore al giorno, non avremo buone argomentazioni per opporci. L'occhio elettronico è meglio del carabiniere, al quale potremmo sempre opporre il fatto che viola la nostra privacy. L'occhio elettronico può discretamente osservarci anche mentre facciamo l'amore o mentre stiamo sulla tazza del cesso senza scomporsi. E inviarci la denuncia direttamente a casa, se dopo l'amplesso vede che ci facciamo una canna (de gustibus..)
L’ipotesi verso la quale siamo condotti è quella di uno stato che, grazie alle tecnologie odierne, sia in grado di punire il 100% delle violazioni della legge.
Proviamo ad esaminare alcune obiezioni a questo scenario:
La prima è che tutto ciò è impossibile perché causerebbe una rivolta dei cittadini che non sopporterebbero di avere gli occhi dello stato addosso 24/24 h
Si potrebbe controribattere che questo processo sarà sicuramente graduale. E si sa che l’essere umano piano piano – ma neanche tanto - si abitua a tutto.
D’altronde è un processo in corso da secoli, se si accetta la mia chiave di lettura iniziale. Al massimo si può parlare di momenti storici di accelerazione. Credo che quello che stiamo vivendo sia uno dei più forti.
Qualcuno mi ha detto che la quantità di violazioni potrebbe essere tale da paralizzare qualsiasi tribunale e quindi mettere in crisi il sistema.
E’ una buona osservazione. Ma potrebbe essere vero anche il contrario: la paura di incorrere in una sanzione certa potrebbe far diminuire enormemente le violazioni riportando il sistema a livelli fisiologici di funzionalità. In fin dei conti col photored (lo strumento che fotografa i passaggi col rosso ai semafori, installato a Modena - nda) pare stia avvenendo proprio questo.
Poi si osserva che valutare se un comportamento costituisca o no una violazione di legge ed eventualmente quale sia la sanzione da applicare è lavoro altamente discrezionale - e quindi tipicamente umano – che comporta altresì un forte esercizio di potere. Non è pensabile che gli uomini lo deleghino ad una macchina. L’obiezione ci sta tutta. Infatti non è in discussione l’esistenza del giudice umano che comminerà condanne e assoluzioni. Semplicemente questo giudice riceverà l’informativa sulle presunte violazioni direttamente dal Droide di Sorveglianza, anziché (o in aggiunta a quelle) dalla Polizia giudiziaria.
Mi si dice poi che il colpire tutte le violazioni di legge non farebbe gioco nemmeno al potere, che rischierebbe la rivolta senza averne nulla in cambio. In fondo chissenefrega di punire tutte le violazioni di legge. L’importante è punire quelle che creano allarme sociale o che sono comunque passibili di sovversione dell’ordine costituito. La funzione della legge è da sempre innanzitutto quella di costituire un deterrente – la paura della punizione – che impedisca la disgregazione della forma corrente di organizzazione dell’ apparato sociale.
Trovo che ci sia molto di vero in tutte queste argomentazioni. Anzi, si potrebbe dire anche di più: particolarmente nel nostro paese la classe dirigente politica ha spesso e volentieri strizzato l’occhio a talune tipologie di rei. Con condoni e depenalizzazioni ma anche - e molto di più - con la programmatica lentezza degli organismi giudiziari e persino con l’inadeguatezza e l’insufficienza, sempre programmatica, degli apparati di controllo e di repressione. Si può replicare a questa osservazione che anche con la punibilità del 100% delle violazioni è possibile per chi governa calibrare le sanzioni in modo tale da lasciare un grado di elasticità alla repressione di quei reati che non si vogliono stroncare definitivamente.
Quindi?
Quindi io credo che, nonostante tutto questo, ci sia una forza nella parola, particolarmente nella parola scritta, che sul lungo termine risulterà prevalente. E la parola scritta è il “chiunque” dei codici.
L’insieme delle persone che aspirano a comandare, a decidere sulle nostre vite, non è certo un blocco monolitico. Spezzoni consistenti e trasversali dell’establishment potranno opporsi alla tendenza del controllo totale e ritardarla, consapevoli dei problemi nei quali anche loro saranno coinvolti. Ma l’insieme delle persone che costituisce l’establishment è in realtà strumento anch’esso del potere astrattamente inteso.
E alla fine la lotta è la lotta di noi contro noi stessi. O meglio, di noi contro la macchina burocratico-statale da noi stessi costruita che tende per forza di cose ad autonomizzarsi. Esattamente nello stesso modo in cui l’economia, strumento inventato dall’uomo per soddisfare i propri bisogni, si è completamente autonomizzata da questi per diventare organismo a sè stante: il ben noto totem moderno al quale quotidianamente si immolano sacrifici umani.
Cosa prevarrà dunque? La bestia o San Giorgio? La forza della parola scritta sulla pagina ormai polverosa o un nuovo umanesimo che quella pagina dovrà riscrivere, partendo dal concetto di legge quale oggi lo conosciamo?
I sovversivi della fantascienza restano in sospeso.
Siccome il tema mi intrigava gli risposi con un articoletto che venne pubblicato sul giornalino del centro sociale in cui analizzavo quelle che secondo me erano le ragioni profonde dell’esistenza del Grande Fratello contemporaneo e i suoi probabili futuri sviluppi.
Poiché trovo che Leonardo, nonostante sia il genio che tutti conosciamo fin dal rinascimento quando sfiora questi temi dica cose molto bislacche o superficiali , peraltro subito smentite dai fatti, lo ripubblico tal quale, persino datato ma non ha importanza, su questo blog.
(disclaimer: post lungo anche se il lay out di piste mal si presta. ma la colpa è sempre di leo)
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Nei Promessi Sposi Renzo Tramaglino si trova ad un certo punto a dover scappare oltre confine, nel bergamasco, sotto falsa identità. Preoccupato di essere scoperto e arrestato, si scopre a pensare che in fondo il nome vero non ce l'ha mica scritto in fronte.
Cose da epoca pre-moderna.
La modernità, tra le altre cose, inventa i documenti di identità rendendo così le cose molto più difficili ai fuggitivi. Se ne accorge già Pirandello nel Fu Mattia Pascal.
Poi la tendenza prosegue, accelera: la capacità di raccogliere e archiviare informazioni sugli individui da parte dell’autorità costituita si accresce esponenzialmente.
Il George Orwell di 1984, percorrendo sino in fondo con la fantasia questa secolare tendenza, arriva ad immaginare lo stato totalitario perfetto. Quello nel quale il controllo da parte di un potere onnipresente e monolitico è totale. E impossibile è qualsiasi ribellione, ancorché individuale. Se quella di Orwell sia stata buona o cattiva fantascienza si discute ancora: sicuramente è l’invenzione di una fantascienza senza sovversivi. O meglio, il romanzo dell’ultimo sovversivo rimasto sulla terra.
In Minority Report, Philip K. Dick va ulteriormente oltre e ci racconta di un futuro nel quale la polizia può arrestare i criminali prima che commettano i crimini che saranno loro imputati, grazie ad un sistema di creature capaci di vedere il futuro. Non solo i sovversivi ma anche i semplici trasgressori non hanno speranze. Sono stati cancellati.
Fin qui la fantascienza.
La realtà ci racconta invece che nel 2004 in Italia si cominceranno probabilmente a distribuire le nuove carte d'identità elettroniche con la possibilità di includervi dati biometrici di ogni cittadino.
Secondo l’organizzazione Statewatch (www.statewatch.org) , che monitorizza lo stato delle libertà civili nell’Unione Europea, il futuro prossimo che ci aspetta in conseguenza di decisioni già prese dalla Commissione Europea è questo:
• Visti e permessi di soggiorno biometrici per le persone del terzo mondo entro il 2005
• A seguire passaporti e carte d'identità biometriche per i cittadini europei
• Impronte digitali e immagine facciale obbligatorie
• Informazioni personali e dati da tenersi su database nazionali ed europei
• Riconoscimento che i poteri delle autorità di data protection non ce la fanno a reggere
• Nessuna garanzia che questi dati non siano a disposizione degli stati non europei (es: USA)
(http://www.statewatch.org/news/2003/sep/19eubiometric.htm)
Sempre legati alla stretta attualità sono l’installazione di migliaia di telecamere che sorvegliano luoghi pubblici, negozi e uffici di ogni città e l’introduzione di strumenti elettronici che misurano la velocità dei nostri veicoli, vigilano sull’ingresso ai centri storici, sul rispetto del semaforo e delle norme di sorpasso. Notoriamente elevatissima è diventata la tracciabilità di ogni nostra azione quotidiana: effettuare pagamenti, movimentare denaro, richiedere servizi o semplicemente spostarsi sul territorio, se lo si fa in compagnia di un telefono cellulare.
Il vero grande fratello dei giorni nostri non ha il volto dispotico di quello orwelliano, bensì quello buono della tutela dei nostri portafogli e delle nostre borsette. Della nostra possibilità di girare liberamente anche di notte per i centri storici, di preservarci dagli incidenti garantendo il rispetto delle norme del codice della strada. Per tacere degli obiettivi maggiori: tutelarci dal terrorismo e dall’invasione di masse proletarie che minacciano i nostri livelli di sicurezza e benessere.
Se il lavoro dello scrittore di fantascienza è sempre stato quello di prendere tendenze in atto, possibilmente in fase embrionale, e svilupparle sino a immaginare uno scenario nel quale esse siano espanse al limite estremo, basta correre con fantasia poco più in là dell’oggi per vedere il materializzarsi davanti a noi di un occhio elettronico di stato – il Droide di Sorveglianza Personale (DSP) - che ci svolazzerà sopra 24/24h.
Non ci sono ragioni valide per opporsi: esattamente come la coscrizione obbligatoria nell’esercito è figlia dell’idea di governo del popolo secondo la formula “lo stato è di tutti, tutti devono contribuire a difenderlo”, così il fatto che le leggi vengano emanate in nome del popolo, porta con sè la conseguenza che debbano essere rispettate sempre e da chiunque, e presuppone che non ci siano limiti teorici alla funzione di controllo.
Non solo lo stato ha il diritto di controllare istante per istante che le leggi vengano rispettate da tutti, ma anche il dovere. Giacché altrimenti si introduce un elemento aleatorio nel principio di eguaglianza dei cittadini. Il cittadino che trasgredisce la norma senza essere punito a causa di un mancato controllo è privilegiato su quello che invece incappa nel controllo.
Quindi il controllo 24/24h su ogni cittadino è una ragione di “equità”.
Ma c’è qualcosa di più: non è forse il concetto stesso di legge, con la sua formulazione scritta ad averci inevitabilmente condotto qui?
Noi violiamo la legge facendoci forti dell'impunità garantitaci dall'assenza del controllo,
mentre i codici recitano: "chiunque faccia/non faccia la determinata cosa viene punito con ecc ecc". E la parola chiunque ha un duplice significato: vuol dire che la legge riguarda tutti senza distinzioni, ma vuol dire anche che nessuno deve restare impunito se fa quella determinata cosa.
Non è forse la formulazione scritta delle norme del codice ad avere gettato il seme del controllo onnipresente sulle nostre vite? Non è forse il mondo odierno l’unico dei mondi possibili ai quali si poteva approdare partendo da queste premesse?
Il fattore limitante della funzione di controllo è sempre stato il costo dell'apparato. Es: gli occhi di un vigile al semaforo devono essere pagati lautamente e lavorano solo x ore al giorno.
Ma oggi le cose sono cambiate: la tecnologia, automatizzando la funzione di controllo, rende possibile la sorveglianza palmo a palmo del territorio e degli individui a prezzi stracciati. Tutto il giorno, tutta la notte.
C'è poi un altro aspetto: lo stato di diritto è tenuto a garantire l'inviolabilità del tuo domicilio, della tua corrispondenza ecc.
Questo significa, in buona sostanza, che tu non puoi certamente violare la legge, neppure in casa tua, ma se non ci sono elementi seri per pensare che tu l'abbia fatto, nessun carabiniere può entrare a verificare. Nel momento in cui però ci metteranno sulla testa il nostro Droide di Sorveglianza Personale - che ci osserverà 24 ore al giorno, non avremo buone argomentazioni per opporci. L'occhio elettronico è meglio del carabiniere, al quale potremmo sempre opporre il fatto che viola la nostra privacy. L'occhio elettronico può discretamente osservarci anche mentre facciamo l'amore o mentre stiamo sulla tazza del cesso senza scomporsi. E inviarci la denuncia direttamente a casa, se dopo l'amplesso vede che ci facciamo una canna (de gustibus..)
L’ipotesi verso la quale siamo condotti è quella di uno stato che, grazie alle tecnologie odierne, sia in grado di punire il 100% delle violazioni della legge.
Proviamo ad esaminare alcune obiezioni a questo scenario:
La prima è che tutto ciò è impossibile perché causerebbe una rivolta dei cittadini che non sopporterebbero di avere gli occhi dello stato addosso 24/24 h
Si potrebbe controribattere che questo processo sarà sicuramente graduale. E si sa che l’essere umano piano piano – ma neanche tanto - si abitua a tutto.
D’altronde è un processo in corso da secoli, se si accetta la mia chiave di lettura iniziale. Al massimo si può parlare di momenti storici di accelerazione. Credo che quello che stiamo vivendo sia uno dei più forti.
Qualcuno mi ha detto che la quantità di violazioni potrebbe essere tale da paralizzare qualsiasi tribunale e quindi mettere in crisi il sistema.
E’ una buona osservazione. Ma potrebbe essere vero anche il contrario: la paura di incorrere in una sanzione certa potrebbe far diminuire enormemente le violazioni riportando il sistema a livelli fisiologici di funzionalità. In fin dei conti col photored (lo strumento che fotografa i passaggi col rosso ai semafori, installato a Modena - nda) pare stia avvenendo proprio questo.
Poi si osserva che valutare se un comportamento costituisca o no una violazione di legge ed eventualmente quale sia la sanzione da applicare è lavoro altamente discrezionale - e quindi tipicamente umano – che comporta altresì un forte esercizio di potere. Non è pensabile che gli uomini lo deleghino ad una macchina. L’obiezione ci sta tutta. Infatti non è in discussione l’esistenza del giudice umano che comminerà condanne e assoluzioni. Semplicemente questo giudice riceverà l’informativa sulle presunte violazioni direttamente dal Droide di Sorveglianza, anziché (o in aggiunta a quelle) dalla Polizia giudiziaria.
Mi si dice poi che il colpire tutte le violazioni di legge non farebbe gioco nemmeno al potere, che rischierebbe la rivolta senza averne nulla in cambio. In fondo chissenefrega di punire tutte le violazioni di legge. L’importante è punire quelle che creano allarme sociale o che sono comunque passibili di sovversione dell’ordine costituito. La funzione della legge è da sempre innanzitutto quella di costituire un deterrente – la paura della punizione – che impedisca la disgregazione della forma corrente di organizzazione dell’ apparato sociale.
Trovo che ci sia molto di vero in tutte queste argomentazioni. Anzi, si potrebbe dire anche di più: particolarmente nel nostro paese la classe dirigente politica ha spesso e volentieri strizzato l’occhio a talune tipologie di rei. Con condoni e depenalizzazioni ma anche - e molto di più - con la programmatica lentezza degli organismi giudiziari e persino con l’inadeguatezza e l’insufficienza, sempre programmatica, degli apparati di controllo e di repressione. Si può replicare a questa osservazione che anche con la punibilità del 100% delle violazioni è possibile per chi governa calibrare le sanzioni in modo tale da lasciare un grado di elasticità alla repressione di quei reati che non si vogliono stroncare definitivamente.
Quindi?
Quindi io credo che, nonostante tutto questo, ci sia una forza nella parola, particolarmente nella parola scritta, che sul lungo termine risulterà prevalente. E la parola scritta è il “chiunque” dei codici.
L’insieme delle persone che aspirano a comandare, a decidere sulle nostre vite, non è certo un blocco monolitico. Spezzoni consistenti e trasversali dell’establishment potranno opporsi alla tendenza del controllo totale e ritardarla, consapevoli dei problemi nei quali anche loro saranno coinvolti. Ma l’insieme delle persone che costituisce l’establishment è in realtà strumento anch’esso del potere astrattamente inteso.
E alla fine la lotta è la lotta di noi contro noi stessi. O meglio, di noi contro la macchina burocratico-statale da noi stessi costruita che tende per forza di cose ad autonomizzarsi. Esattamente nello stesso modo in cui l’economia, strumento inventato dall’uomo per soddisfare i propri bisogni, si è completamente autonomizzata da questi per diventare organismo a sè stante: il ben noto totem moderno al quale quotidianamente si immolano sacrifici umani.
Cosa prevarrà dunque? La bestia o San Giorgio? La forza della parola scritta sulla pagina ormai polverosa o un nuovo umanesimo che quella pagina dovrà riscrivere, partendo dal concetto di legge quale oggi lo conosciamo?
I sovversivi della fantascienza restano in sospeso.
non ho mai detto quello che mi avete sentito dire e che comunque confermo, anche se forse era meglio non dirlo, ma ormai
Fini è il miglior statista del secolo, finché tace.
Considerazione: ma chi gliele scrive? Ma come se le inventa? E perché? Deve fregare alla Mussolini i voti di tre reduci rincoglioniti che rimpiangono le faccette nere e l'odore dell'iprite di prima mattina? E tu sei il leader post-fascista? Ma leviamo il post e leviamo anche il fascista, che Mussolini a uno come te gli faceva sì e no scrivere i mortuari sul Popolo d'Italia.
Ma perché non taci, veramente, perché. Sei così bello finché taci. Prodi borbotta ed è costretto ad alzare le tasse, Berlusconi sragiona e ormai è fuori dai giochi, Casini s'impunta sull'eutanasia, perché? C'è un motivo al mondo per cui ti dovresti giocarti l'enorme credito che una parte del popolo italiano ti riserva ogni qualvolta te ne stai zitto e buono?
non tutte le pagine del colonialismo sono negative: se pensiamo a come sono ridotte oggi l’Etiopia, la Somalia e la Libia e a come stavano sotto l’Italia, credo che ci debba essere una rivalutazione del ruolo italiano in quei paesi.Passano alcuni minuti.
Non ho mai detto che le ex colonie italiane stavano meglio prima [....].bensì...
ho detto che non tutto ciò che va sotto il nome di colonialismo è stato negativo. Certamente ci sono state pagine che possono essere caratterizzate negativamente, ma è altrettanto vero che molte delle infrastrutture delle quali ancora oggi c’è traccia, in molti Paesi, sono retaggio della presenza dei Paesi europei, e questo vale certamente per l’ItaliaPrego notare il sillogismo: se A è vero per B, perché non potrebbe essere vero anche per C? Massì, dai, sarà vero anche per C! Io comunque non l'ho detto, ho solo detto che se A è vero per B, eccetera.
Considerazione: ma chi gliele scrive? Ma come se le inventa? E perché? Deve fregare alla Mussolini i voti di tre reduci rincoglioniti che rimpiangono le faccette nere e l'odore dell'iprite di prima mattina? E tu sei il leader post-fascista? Ma leviamo il post e leviamo anche il fascista, che Mussolini a uno come te gli faceva sì e no scrivere i mortuari sul Popolo d'Italia.
Ma perché non taci, veramente, perché. Sei così bello finché taci. Prodi borbotta ed è costretto ad alzare le tasse, Berlusconi sragiona e ormai è fuori dai giochi, Casini s'impunta sull'eutanasia, perché? C'è un motivo al mondo per cui ti dovresti giocarti l'enorme credito che una parte del popolo italiano ti riserva ogni qualvolta te ne stai zitto e buono?
mercoledì, settembre 20, 2006
gente che non ha un cazzo da fare
Non stupisce, anzi si conferma la tendenza dei [video]gamers a essere in una fascia culturale più alta rispetto alla media nazionale: sono forti lettori di quotidiani e in genere di letteratura, ascoltano spesso la radio mentre l'utilizzo della televisione è decisamente più basso, sono forti consumatori di musica.Il fatto che oltre ad avere tutto il tempo (che io non ho) per giocare, abbiano anche tutto il tempo (che io non ho) per leggere libri me li dovrebbe rendere più simpatici?
lunedì, settembre 18, 2006
sabato, settembre 16, 2006
Il prefabbricato delle libertà

Era già un po’di tempo che ero preoccupato per quella mezza sega di Bush. Tutto chiacchiere e distintivo. Un rivoluzionario in pensione, incapace di agire ormai da quel pezzo. E il popolo iraniano ? E quello siriano ? E quello nordcoreano ? Condannati a restare senza libertà e democrazia per colpa della mancanza di spina dorsale del leader del mondo civilizzato ? Poi oggi sono andato al festival della filosofia qui a Modena e mi hanno segnalato questo.
(Unico neo: le istruzioni per l’uso sono solo in tedesco. Però sono ben illustrate)
venerdì, settembre 15, 2006
mercoledì, settembre 13, 2006
meno scuole, più ceppi
1972su Natascha: Chiudete le scuole
Che per carità, è una considerazione che è venuta in mente anche a me: aboliamo le scuole e chiudiamo tutti i figli 8 anni nel garage.
Magari è una considerazione superficiale ma la prima cosa che ci è venuta in mente ascoltando l'intervista a Natascha Kampusch è l'inutilità - ai fini dell'apprendimento - del sistema scolastico come abitualmente concepito. Per tradurre: come è possibile che una ragazza rimasta otto anni in una grotta dimostri una capacità espressiva e di analisi dei fatti di gran lunga superiore a quella del novanta per cento dei suoi coetanei in ogni parte della società occidentale?
facile come fare tatà
Ma un manager, per realizzare miliardi di debiti in Italia con una rete di telefonia mobile, quanto deve essere scarso?
E adesso cosa gli daranno in mano? L'esclusiva dei termosifoni per la Groenlandia? Il monopolio dei ventilatori nel Sahel?
E adesso cosa gli daranno in mano? L'esclusiva dei termosifoni per la Groenlandia? Il monopolio dei ventilatori nel Sahel?
giovedì, settembre 07, 2006
mercoledì, settembre 06, 2006
Ok, ci provo anch'io coi paragoni storici
L'Iraq di oggi sembra la Washington D.C. del 2003: la situazione è grave ma non è seria.
lunedì, settembre 04, 2006
così muore un pirla uomo molto coraggioso
In tutto il mondo, nascosti nei loro cantucci, i fifoni sogghignano.
sabato, settembre 02, 2006
Italians do it better (noi al massimo spranghiamo i nigeriani)
Ora, leggetevi cosa dice questo pischello dell' Espresso, e ditemi se non vi viene voglia di andare a restituire il passaporto.
(ma i sindacati non si vergognano ? E Nichi Vendola ? e questo Paese ?)
(ma i sindacati non si vergognano ? E Nichi Vendola ? e questo Paese ?)
martedì, agosto 29, 2006
non siamo mica gli americani, che loro possono sparare agli indiani (vacca, gli indiani)
Siccome non è molto elegante passare in pochi mesi da noglobbal a tifoso delle Forze Armate Italiane portatrici di pace, ok non lo farò.
Peraltro, c’è poco da star tranquilli. La situazione è poco chiara e le regole d’ingaggio sempre ambigue. Il Libano è un pantano.
Però.
A certe provocazioni è oggettivamente difficile non reagire.
Ricordate qualche mese fa, quel giornalista dello Spiegel contro gli italiani mammoni e pastasciuttoni, che in pochi minuti mi riconciliò con la nostra gloriosa nazionale di calcio?
Ora, leggetevi cosa dice questo pischello del New Republic, e ditemi se non vi viene voglia di andare anche voi al molo a salutare la Garibaldi. Forza ragazzi! Fategliela vedere! Po, po po po po, po.
Peraltro, c’è poco da star tranquilli. La situazione è poco chiara e le regole d’ingaggio sempre ambigue. Il Libano è un pantano.
Però.
A certe provocazioni è oggettivamente difficile non reagire.
Ricordate qualche mese fa, quel giornalista dello Spiegel contro gli italiani mammoni e pastasciuttoni, che in pochi minuti mi riconciliò con la nostra gloriosa nazionale di calcio?
Ora, leggetevi cosa dice questo pischello del New Republic, e ditemi se non vi viene voglia di andare anche voi al molo a salutare la Garibaldi. Forza ragazzi! Fategliela vedere! Po, po po po po, po.
martedì, agosto 22, 2006
Te lo meriti po-po-po

Anche a me pareva disdicevole, poi mi è venuto in mente che ho impiegato decenni a sapere che il na..na-na-na-na di "Storia di un italiano" portava l'assurdo nome di "O rugido do leao"
lunedì, agosto 21, 2006
mercoledì, agosto 16, 2006
Souvenir de Barcelona/13 - Los Amigos de Oriana


Altro che Carrara, la Fallaci ha amici anarchici fino a Barcellona: la libreria della CNT dev’essere l’ultima del continente a tenere in vetrina questo suo vecchio libro.
(Niente da dire, per carità: ma avranno letto i suoi articoli sul Corriere ? Qualcuno li avrà informati ? Quando sono passato io era chiuso)
lunedì, agosto 14, 2006
Souvenir de Barcelona/12 - Camillo Berneri sulla Rambla



Cos’è poi una rivoluzione se non una festa ? Una festa nel senso più pieno del termine, un periodo cioè di grossi rischi e grossa ebbrezza, nel quale l’una non può andare senza gli altri. Un periodo di festa perchè si contrappone - rubo una felice espressione di Milan Kundera - al giorno feriale dell'umiliazione. Ma una festa ovviamente non può durare più di tanto. Quando parli con chi ha partecipato a quegli eventi ti senti dire che considera rivoluzionario solo il periodo che va dal 19 luglio al 26 settembre 1936, giorno in cui il Comitato centrale delle milizie antifasciste, l’organismo rivoluzionario che aveva preso il controllo di Barcellona dopo l’insurrezione antifranchista, passò la palla al nuovo governo della Generalitat.
Per un attimo, il breve spazio di un estate, a qualcuno sembrò che il sogno faticosamente seminato lungo quattro generazioni di anarchici spagnoli fosse lì, a portata di mano. Che il nuovo umanesimo di una società senza gerarchie dove gli uomini si confrontassero, lavorassero, producessero e convivessero da pari a pari, senza mostri autoreferenziali chiamati economia, stato, burocrazia, forse addirittura senza carceri e senza denaro stesse andando a scuotere le fondamenta dell’organizzazione sociale umana. Ma forse si stavano spingendo troppo in là.
E' stato scritto: "Un giorno un popolo senza dio né padroni accese fuochi di gioia con i biglietti di banca."
Quello che seguì al 26 settembre fu ovviamente la normalizzazione.
Camillo Berneri nell’aprile del 37, circa una settimana prima di essere assassinato dagli stalinisti, guarda la Rambla e ce ne consegna questo ritrattino, qualcuno dice epitaffio:
Le edicole vendono i ritratti a smalto, con eclettismo mercantile e stile “unione sacra”, da Durruti a Lenin, da Caballero a Ascaso, da Bakunin a Companys (…) La Rambla si è convertita in questo modo in retroguardia da non far invidia ai commercianti di fiori né ai caffè stracolmi. (…) Gargantuesca, reclamistica e musicale la Rambla lo è solo a metà. Ibrida come una classe media, come una repubblica borghese, come una rivoluzione precocemente normalizzata. Adesso le Ramblas non ribollono né si agitano. E non sono nemmeno quel Pont D’Avignon (…) , si sono convertite in un “Boulevard” di Barcellona. Quanto tempo è passato dal luglio del ’36 ? Nel calendario del mio cuore, secoli. (…)
Nelle foto: La Rambla, estate 2006
sabato, agosto 12, 2006
Souvenir de Barcelona/11 Victor Serge al Café Español

Il 31 gennaio del 1917 Victor Kibaltchich “Il refrattario”, che ancora non usava lo pseudonimo di Victor Serge, uscì dal carcere di Melun in Francia dove aveva scontato una condanna di cinque anni per la faccenda della banda Bonnot. La notte del 13 febbraio prese il treno con direzione Barcellona. Aveva appena compiuto 26 anni e godeva di una certa fama come polemista di talento negli ambienti libertari.
In Europa infuriava la mattanza della prima guerra mondiale ma in Catalogna le fabbriche lavoravano a pieno ritmo, tanto per gli imperi centrali quanto per gli alleati. Barcellona era vestita a festa: le Ramblas illuminate, i caffè strapieni, le donne eleganti e piene d’allegria. Si trattava di apparenze; in realtà la monarchia di Alfonso XIII non godeva di buona salute: un regime politico antiquato, un grave problema agrario, una borghesia in ascesa ostile ai grandi possidenti terrieri e una classe operaia combattiva, la cui tradizione rivoluzionaria risaliva ai tempi di Bakunin, formavano una situazione sociale esplosiva. Victor non tardò a percepirla.
Riprese la sua professione di tipografo e si lasciò coinvolgere nelle lotte sociali che, settimana dopo settimana, andavano riscaldando l’atmosfera della città.
Fu a Barcellona, non in carcere, che davanti alla marea montante della rivoluzione sociale, si allontanò dall’individualismo e si avvicinò agli ambienti dell’anarcosindacalismo, collaborando coi periodici Solidaridad Obrera e Tierra y Libertad. Conserverà una marcata sensibilità libertaria anche nel suo successivo percorso verso il bolscevismo. In marzo pubblicò un articolo per difendere il marxista austriaco Friedrich Adler condannato a morte a Vienna per aver assassinato il conte Stürgkh, uno dei responsabili della guerra. In questa occasione utilizzò per la prima volta lo pseudonimo che lo renderà celebre. Il successivo articolo commentava la caduta dello zarismo in Russia, fatto straordinario che contribuì a radicalizzare la situazione a Barcellona.
Victor frequentava il Café Español, situato anch’esso in Avinguda del Parallel, luogo d’incontro di militanti, individualisti, disertori internazionalisti e irregolari d’ogni tipo, dove lo chiamavano “il russo”. Lì conobbe Salvador Seguì, il leggendario dirigente della CNT.
Seguì è magistralmente ritratto in Nascita della nostra forza, secondo romanzo del cosiddetto ciclo della rivoluzione, il cui protagonista principale è Nosotros, l’io collettivo che si lancia all’assalto di Barcellona: “compagni: è dire più che fratelli di sangue e di legge, fratelli di comunità di pensiero, di condizione, di lingua e di mutuo appoggio. Nessuna professione ci era estranea. Avevamo tutte le origini. Insieme conoscevamo quasi tutti i paesi del mondo, cominciando dalle città di miseria, cominciando dalle prigioni. Alcuni già non credevano in nulla più che sé stessi. Una fede ardente ci guidava quasi tutti. C’erano alcune canaglie, però sufficientemente intelligenti da non rompere in maniera troppo evidente la legge della solidarietà. Ci riconoscevamo per il modo di pronunciare alcune parole e di lanciare nella conversazione una moneta sonante di idee.”
In quella primavera del 1917 la rabbia si palpava. Sulle facce, nei gesti, nei passi. La domanda che girava nell’aria era: “prenderemo il potere sì o no ?” Seguì spiegava: “non siamo uomini di potere. Siamo libertari. Però accetteremo tutte le responsabilità dell’azione. Il Comitè Obrero sarà un organo rivoluzionario provvisorio che esprimerà la volontà della Confederazione, non quella di un governo”
Verso la metà di luglio operai armati pattugliavano la città e Victor Serge era tra loro.
Il 19 luglio si ruppe la fragile alleanza tra borghesia e proletariato che doveva sostenere la rivolta. All’ultimo momento i parlamentari catalani si tirarono indietro. Ci furono ugualmente alcune scaramucce ma alla fine il Comitè Obrero diede l’ordine della ritirata. Seguirono diversi arresti e Seguì entrò in clandestinità. Alla fine del mese Victor Serge partì per la Russia. Lo chiamava la rivoluzione vittoriosa nel paese dei suoi antenati. Arriverà a Pietrogrado dopo un anno e mezzo di peregrinazioni e un lungo soggiorno in un campo di concentramento francese.
Nel frattempo, il 10 agosto di quel 1917, la CNT chiamò allo sciopero generale tentando nuovamente la via dell’insurrezione. Pochi giorni dopo Serge ricevette un telegramma che diceva così: “La fiesta no resultò. Haremos otra. Los camaradas te mandan saludos” *
Questo post è liberamente tratto dall’articolo “Victor Serge en Barcelona” pubblicato su “La Barcelona rebelde – Guía de una ciudad silenciada, Octaedro Editorial"
* “La festa non è riuscita. Ne faremo un’altra. I compagni ti salutano”
Nelle foto: Victor Serge e il Café Español di Avinguda Parallel come si presenta oggi
venerdì, agosto 11, 2006
Souvenir de Barcelona/10 - Bersani City

Nel centro di Barcellona si può trovare di tutto sempre ? Quasi
Nel giro di 50 metri dal portone di casa trovo il negozio di alimentari, il bar, due forni, l’internet point, farmacia, merceria cinese. E mi pare che sia la norma. Negozi spesso aperti anche la domenica, anche alla sera, alcuni anche la notte. Dominano ovunque cinesi e pakistani. Questi ultimi fanno anche gli ambulanti “informali”: la notte girano con lo zaino in spalla e ti offrono lattine di birra ghiacciata.
Nella foto: negozio di parafulmini nel Raval
giovedì, agosto 10, 2006
mercoledì, agosto 09, 2006
Souvenir de Barcelona/7 - Il Club Esportiu Júpiter

Il Club Esportiu Júpiter era la squadra del Poble Nou, quartiere operaio e industriale. CNTista, repubblicano e catalanista. Prese il campo in carrer Lope de Vega nel 1921, costruendoci una tribuna di legno. Durante gli anni 20 godeva di una grande popolarità e un enorme quantità di pubblico durante le partite, con i militanti anarchici che approfittavano delle trasferte della squadra per trasportare pistole smontate dentro ai palloni. L’apice lo toccò nel campionato 1924 – 25, conquistando il titolo di campione di Spagna di seconda divisione.
Sotto la dittatura di Primo de Rivera la squadra aveva subito il divieto di esibire le quattro barre con sopra la stella a cinque punte che formavano il suo scudetto per le evidenti connotazioni indipendentiste e catalaniste. Sotto il franchismo le perderà di nuovo, assieme al nome e ai colori della maglia.
Nella foto: Il bar Jupiter fino a 52 anni fa sede della squadra. L’ex campo di calcio di carrer Lope de Vega, che si trova proprio di fronte, è oggi per metà parchetto urbano, dove i ragazzini giocano a basket e i pensionati riposano e per metà collegio pubblico, dove tutt’ora si gioca a calcio.
I bambini della scuola, sospettosi, mi chiedono perché sto facendo delle foto; io per un attimo vorrei rispondere “Come perché ? Perché è da qui che settant’anni fa si partì per cambiare il mondo, ragazzino” ma poi mi sento ridicolo e allora vagheggio di un evento storico accaduto in questo luogo.
martedì, agosto 08, 2006
Il signor Buenaventura

L’ 8 agosto di settanta anni fa arriva in Spagna Simone Weil; si aggrega alla colonna di Buenaventura Durruti che opera in Aragona. Annoterà le sue esperienze in un diario o le riporterà nelle lettere. In una di queste scrive: "Impossibile raccontarti la quantità di cose interessanti che ci sarebbero da raccontare. Vale veramente la pena poter vedere Durruti proclamare la messa in comune delle grandi proprietà in questi miseri villaggi aragonesi. Vecchi contadini piangono d'emozione...".
Comandante di una colonna senza comandanti e senza ufficiali che porta il suo nome, della quale è formalmente solo il delegato (delega revocabile dalla base in qualsiasi momento), Durruti ne rifiuta la militarizzazione “miliziani sì, soldati mai” e critica la deriva burocratica della CNT.
Rivoluzionario da giovanissima età, passato per innumerevoli carceri, espulso da otto paesi, tre volte condannato a morte: in Spagna, in Cile, in Argentina, morirà invece in circostanze mai del tutto chiarite sul fronte di Madrid
Ricardo Castro, un testimone oculare, lo ricorda così: "Era una cosa incredibile; non possedeva niente, assolutamente niente. Tutto ciò che aveva apparteneva a tutti. Quando morì, mi misi alla ricerca di qualche abito, col quale lo potessimo seppellire. Alla fine trovammo una vecchia giacca di cuoio, che era tutta consunta, un paio di calzoni color cachi e un paio di scarpe bucate. Insomma, era un uomo che dava via tutto; di suo non aveva neppure un bottone. Non aveva proprio niente".
lunedì, agosto 07, 2006
Dove l'ho già sentita questa ?
"La crisi morale e spirituale della società cubana è anche più grave della sua rovina materiale."
Carlos Franqui - su Repubblica di ieri
Carlos Franqui - su Repubblica di ieri
Souvenir de Barcelona/6 - A las barricadas

Il 18 luglio di settanta anni fa, nella calda mattinata radio Ceuta trasmette la frase in codice "Su tutta la Spagna il cielo è senza nubi": è il segnale dell'"Alzamiento", il colpo di stato franchista nelle guarnigioni della penisola. Il 95% degli ufficiali fa causa comune con i sediziosi trascinando con sé l'80% dei soldati. La Guardia Civil nella sua quasi totalità e il 50% delle "Guardias de Asalto" si uniscono ai rivoltosi. Nella proporzione dal 75 al 90% gli alti funzionari dei ministeri, delle amministrazioni locali, delle imprese industriali, fanno altrettanto.(1)
Ma il cielo senza nubi è pura apparenza, in realtà all’orizzonte “negras tormentas agitan los aires”.
Il 19 luglio a Barcellona le truppe ribelli uscite dalle caserme puntano verso Plaza de Cataluña ma sono bloccate dai lavoratori, in prevalenza anarchici, e dalla Guardia Civil, rimasta fedele al governo - caso quasi unico in Spagna - e devono ritirarsi. Viene catturato il generale Goded, capo dei rivoltosi, che è obbligato a leggere alla radio un appello in cui invita i suoi a deporre le armi.
André Malraux racconterà ne L'Espoir la dinamica dei combattimenti, in cui muore l'esponente anarchico Francisco Ascaso.(1)
Comincia così quella che dalla storiografia ufficiale è comunemente chiamata guerra civile spagnola ma che altri, quelli che pensano che non si lottasse solo contro il fascismo di Franco ma anche per cambiare la Spagna e il mondo, preferiscono chiamare rivoluzione sociale in Spagna
Ma da dove si comincia una rivoluzione ? Dove ci si dà appuntamento per fare la rivoluzione ?
La domenica precedente a quel sabato 19 luglio lo Jupiter, grande squadra di calcio di seconda categoria aveva vinto fuori casa con Higuera la real, la prossima partita fissata per domenica 20 luglio era a portata di mano, ma tutti sapevano che non si sarebbe mai giocata. Il campo dove giocava lo Jupiter si trovava in carrer Lope de Vega nel quartiere del Poble Nou. La mattina all’alba del sabato 19 luglio il campo sportivo fu il punto d’incontro per iniziare l’insurrezione armata contro l’alzamiento militare. Fu scelto come punto d’incontro il campo di calcio in quanto vicinissimo alle abitazioni della maggior parte dei facenti parte il gruppo Nosotros e dei militanti della CNT(*) presenti nel quartiere. Quando le sirene delle fabbriche del quartiere cominciarono a suonare, il segnale era dato: i camion con la bandiera rosso e nera ben in vista si misero in moto e si creò una sorta di corteo incitato dai balconi sotto i quali passava.(2)
(1): liberamente tratto dal sito web dell’Anpi
(2): liberamente tratto dal sito web libera-unidea.org
(*)CNT: Confederacion Nacional del Trabajo, sindacato anarchico
domenica, agosto 06, 2006
sabato, agosto 05, 2006
Souvenir de Barcelona/4 - Barcelona Neta al Kabul


Come levare barboni, punkabbestia e perdigiorno dalla pubbliche strade? Ovvio: lavandole continuamente. Barcelona Neta, la compagnia che gestisce la nettezza urbana, è incredibile: più onnipresente della Stasi nella ex Ddr, credo consumi in un giorno più acqua di quanta ne contenga il Mediterraneo e dia lavoro a più gente di quanta ne abiti in tutta la Catalogna. A qualsiasi ora del giorno e della notte è impossibile girare per il centro senza imbattersi nei suoi furgoni almeno una decina di volte.
Nelle foto: l’operatore, scortato dalla polizia, deterge i marciapiedi antistanti il celebre ostello della gioventù di Plaça Reial, detto el Kabul, a due passi dalla Rambla.
venerdì, agosto 04, 2006
Souvenir de Barcelona/3 - La Tranquilidad

Teoricamente "i migliori terroristi della classe lavoratrice" si formano qui, al numero 69 di Avinguda Parallel, che allora era la sede del bar La Tranquilidad, il 23 febbraio 1923. Semprechè la numerazione non sia nel frattempo cambiata, ovvio.
Il gruppo si chiama dapprima Los Solidarios e in seguito Nosotros. Assalteranno banche, compreranno, fabbricheranno e distribuiranno armi, assassineranno pistoleros dei Sindicatos Libres e allo stesso tempo fonderanno riviste, daranno soldi per sostenere scuole gratuite, appoggeranno i lavoratori in sciopero, aiuteranno a costituire la libreria internazionale di Parigi.
Quasi tutti moriranno o saranno condannati a lunghe pene detentive. Uno diventerà ministro della Giustizia. (Juan Garcia Oliver, col governo repubblicano di Largo Caballero)
giovedì, agosto 03, 2006
Souvenir de Barcelona/2 - Tomando cafè con hielo
non se ne puo' piu'
Vent'anni che straccia le palle con sta storia delle provocazioni. A me non m'ha provocato mai niente.
Ma proprio niente. L'unica donna al mondo, credo, che non c'e' mai riuscita, non lo so perche'. Ma neanche m'interessa. Crocifiggetela sul serio e non parliamone piu'.
Ma proprio niente. L'unica donna al mondo, credo, che non c'e' mai riuscita, non lo so perche'. Ma neanche m'interessa. Crocifiggetela sul serio e non parliamone piu'.
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