lunedì, ottobre 01, 2007

abietto, anzi abbietto, anzi, abbbbb

Se c'è una cosa che mi fa incazzare, tra le altre, è l'ipercorrettismo. La lingua italiana è funestata da una mandria di finti grammatici che vedono errori dove non ci sono, e fanno perdere il gusto alla gente normale. Non mettere il gerundio dopo il punto e la virgola dopo la e, questo tipo di cose. Mi fa incazzare. Per me l'essere abietto è quello che arriva su Wikipedia e scrive questo tipo di cose:

sotto la voce "andare a dama", trovo scritto obbiettivo, con due b. Inviterei chi di più pratico a correggere l'errore ortografico, elidendo quindi una delle due b. Questo errore, purtroppo, si sta diffondendo eccessivamente, sia per ignoranza, sia per leggerezza o sia per distrazione. Ringrazio comunque chi sia in grado, di modificare la voce, correggendo l'errore.
Ignoranza? Leggerezza? Distrazione? Ma hai mai controllato su un un dizionario? Si può scrivere sia con due b che con una b, e non cambia niente. L'italiano, a conoscerlo, sarebbe una lingua abbastanza accomodante: vuoi usare due B? Accomodati, in effetti è più comodo da pronunciare (o pronunziare). Vuoi usare una B sola? Beh, etimologicamente e più corretto. Ma non montare in cattedra, porca paletta! Sprecare energie per queste scemenze? Basterebbero le virgole che usi a far capire che l'italiano che ti ha inculcato la signora Rottenmeier alle elementari ti sta stretto, ti castra, ti fa soffrire. E rilassati un po'. Finché conterai le B al prossimo, non scriverai mai una sola frase bella da leggere, ti rendi conto?

too global

MODENA, DAL CONSIGLIO CONDANNA UNANIME AL REGIME BIRMANO

Non c'è solo l'antipolitica, c'è anche l'overpolitica

i blog a qualcosa servono

Ci ho messo un bel po', ma ho trovato un altro che ha voglia di menare Infascelli. La cosa mi seduce e spaventa a un tempo.

domenica, settembre 30, 2007

idioland

Caro imprenditore veneto, che vai in tv e ti lamenti perché paghi troppe tasse e fuori è pieno di delinquenti, e niente polizia, e in tutta la provincia di Treviso ci sono solo due volanti.

Caro imprenditore che si è fatto da solo, che non sei andato troppo a scuola perché eri troppo occupato a farti da solo, che tanto il tuo mestiere lo sapevi e il resto del mondo si sarebbe adeguato.

Caro te che quasi piangi, quando spieghi che ti han derubato il cantiere sei volte, sei volte! Tanto che stai pensando addirittura di pagare un vigilante, caro imprenditore, sai una cosa?

Sei un mona.

La crisi italiana ha tante ragioni, tra cui questa, di cui nessuno parla mai: che la classe imprenditoriale è composta in buona parte d'imbecilli. Ti devono derubare sei volte prima che ti venga in mente di pagare un custode? Te li meriti, i ladri. Son meglio organizzati di te. Probabilmente hanno fatto studi migliori. Tu sei lì che chiagni-e-fotti, ti rendi conto? Nel momento della verità, reagisci come un terrone. Ma credevi davvero che l'ignoranza ti avrebbe sbarcato a gratis nel terzo millennio? Il miracolo del 1960-1980, per cui qualsiasi mona con un po' di voglia di lavorare era in grado di farsi un'impresa e una villetta, è finito.

Manda, manda pure a Roma e a Bruxelles tutti i mona che vuoi, a ingozzarsi alla buvette e cianciare di rivolte fiscali. Quelli sì che son voti e soldi bene spesi. Intanto il mondo gira: ed è un mondo pieno di gente che lavora più di te e meglio di te.
Sei talmente mona, che se ti dicono di non gicoare più al superenalotto, lo farai. Bravo. E' giusto che le vincite vadano tutte ai terroni. Tu sei veramente troppo mona.

mercoledì, settembre 26, 2007

la pubblicità è importante

Nessuno lo mette in dubbio.
Però certe volte è davvero inutile e importuna. Cliccare sui disordini in Birmania e trovarsi bloccati su un completo di Gucci non ha molto senso.

martedì, settembre 25, 2007

Far male ad Alex (se lo merita)

Per ora la visione in tv di Arancia Meccanica non sta destando in me pensieri ultraviolenti. Non quanto la prefazione di Infascelli, perlomeno.

Invece la visione di Infascelli (non i suoi film, proprio la sua faccia) mi suscita nausea, vomito, esterofilia, e anche una vaga voglia di menarlo, che devo ancora ben razionalizzare. Sarò un rosicone? Se la piantasse lui, di rosicare la lingua italiana mentre parla?

c'è anche un coniglio che muore perché è obeso

Se la vita vi sembra avara di belle sorprese, potete sempre consolarvi andando a vedere La ragazza del lago, che è un bel film con Toni Servillo.

In questo film (WARNING SPOILER!!!) un minorato mentale, che vive da solo con un padre paralitico in provincia di Udine, trova in riva al lago una ragazza annegata con un tumore al cervello. La ragazza era la baby sitter di un bambino con disturbi comportamentali gravi. Per fortuna c'è un commissario con una dermatite atipica che indaga. Che altro c'è? Ah, giusto: sua moglie soffre di una forma grave di Alzheimer.

Insomma, tutta la sfiga che uno grande schermo può mostrarti in un'ora e mezza, tranne forse la lebbra e l'epilessia - ma probabilmente nel director's cut vedremo che il fidanzato di lei ha una crisi e gli cascano le dita per terra. Anche così comunque è un buon film. Ti mette di buonumore.

sabato, settembre 22, 2007

Lorenzetto il magnifico

Confesso che è stata una rivelazione leggere l’articolo col quale Panorama presenta il libro del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, Falce e Carrello (Marsilio editore). Perché, prima ancora della sostanza (che merita di essere trattata in separata sede), a colpire è la forma. Tutto merito dell’autore, Stefano Lorenzetto, pluripremiata firma dell’italico giornalismo. Finora mi era sempre sfuggito il suo valore, mea culpa, ma da questo momento non più

Qui di seguito alcuni passaggi, per chi non ha la fortuna di possedere la versione integrale, nei quali il soggetto è sempre lui: Bernardo Caprotti (i titoli sono miei)

Un uomo da prendere in parola
Pranzammo insieme alla mensa aziendale di Limito (Milano), dove ogni giorno Caprotti prende un vassoio e si mette in fila con operai, autisti, impiegati e dirigenti. Jamon iberico (“Pata negra, senta che prosciutto”), pizza margherita, pennette al pomodoro e basilico, “niente di diverso da quello che mangiano i nostri clienti, qui fuori abbiamo la più grande cucina del continente, 28 mila metri quadrati”. Disse proprio del continente, non d’Europa. Magari in Inghilterra ce n’è una più grande, chissà.

Un romanziere prestato al capitale
Non credevo ai miei occhi: con prosa nervosa, in bilico fra Ottocento e Duemila, i verbi coniugati alla maniera di Ippolito Nievo e Carlo Emilio Gadda (“ebbimo”, “fecimo”, “diedimo”) e lo slang di chi ha imparato il mestiere tra Texas, Maine e Massachussetts, si dipanava un j’accuse implacabile (…)

Me la cavo con le lingue (ma mai quanto Lorenzetto con quella felpata)
Proveniva da un droghiere che mi parlava della synopsis come una tecnica irrinunciabile per un saggio del genere, “se vogliamo che anche il tassista lo capisca, non si può presentare questa roba come fosse Guerra e Pace, che ho letto solo due volte, purtroppo non in russo, perché il russo non lo so”: da un monsieur con i suoi ottant’anni di francese, settanta d’inglese, otto di latino e cinque di greco, abituato a gustarsi il Machbeth, Mark Twin, P.G. Wodehouse, Molière, Stendhal, Maupassant, nelle lingue originali.

Dio che bambina fortunata
E’ uscito ma non doveva neppure uscire Falce e carrello. Il proprietario dell’Esselunga ci ha lavorato esattamente un anno. Il tempo che la nipote Sofia spegnesse a Londra, lo scorso 13 giugno, la sua prima candelina della torta, con una cara amica dei genitori, Madonna, che le cantava Happy birthday tenendo per mano i propri figli.

Come fu che salvai un best seller
Gli ho risposto: “un libro quando è scritto, è scritto. Non può in alcun modo essere ricacciato dentro l’anima, né rinchiuso in un cassetto. Va lasciato libero di andare. Sta commettendo uno degli errori più grandi che un uomo della sua età possa fare: abbandonare il campo. Non è da lei”. Non l’ha abbandonato.

martedì, settembre 18, 2007

l'impero ombelicale

Invece io al Festival ho visto l'ultimo filosofico film di David Lynch, INLAND EMPIRE, scritto tutto in maiuscolo perché i cinefili in fin dei conti hanno la stessa sensibilità dei ragazzini che scrivono i nomi dei gruppi sullo zainetto, mi piace MARYLIN MANSON e ho visto pure INLAND EMPIRE, e tu non ne saresti capace, tiè. Perché ci vuole resistenza.

Penso che quando sei adolescente, e non sai ancora distinguere le cose belle dalle puttanate, spesso l'unica opzione a tua disposizione è la resistenza. Quindi MARYLIN MANSON è meglio dei Beatles, perché per ascoltarlo ci vuole più resistenza, e di conseguenza INLAND EMPIRE è uno dei capolavori della cinematografia mondiale, perché durante la tre ore di proiezione tutti se ne vanno via e alla fine resto sono io, che sono tostissimo.

Penso che molti cinefili, perlomeno quelli cresciuti nelle notti di Raitre, alla fine hanno questa sindrome qui, che potrei chiamare Adolescenza, che un tempo ho avuto anch'io e che forse mi piacerebbe avere ancora.
(Incidentalmente penso che Ghezzi è al suo posto da millanta anni, ha più ore di trasmissione alle spalle di Pippo Baudo, ha meno capelli di Baudo e sprigiona meno energia vitale).

Poi vorrei chiedere a questi cinefili, che immagino tutti estasiati di fronte a tre ore di brutto materiale onirico in digitale, vorrei chiedergli perché solo Lynch ha il diritto di beffarsi dello spettatore con rozze provocazioni. Perché lui sì e Lars Von Trier no. Oppure perché Lynch sì e gli ultimi Greenaway no. La risposta probabilmente c'è, ma contiene sintagmi astratti ed equazioni di quarto grado, per cui faccio finta di non averla sentita e dico la mia: perché le uniche provocazioni che vi piacciono sono quelle che salvano il vostro status di spettatori adolescenti.

Greenaway nelle Valigie di Tulse Luper fa vedere le prove di casting. Fa vedere la stessa scena con tre ciak diversi. Questo irrita il cinefilo medio, perché gli suggerisce che il cinema sia una finzione, un lavoro, persino un lavoro noioso certe volte. Comunque un'attività che si può anche pervertire, che si può sposare allegramente ad altre arti visive o no. Il cinefilo trova tutto questo poco filmico.

Von Trier si disfa della scenografia. Arriva al punto di lasciare un robot dietro la macchina da presa (che magari ha una presa più salda della sua). E poi ci tiene tanto al Messaggio. Vuole sempre usare il cinema per dire delle cose che stanno fuori dal cinema. Il cinefilo medio, fuori dal cinema ha paura.

Lynch ormai se ne fotte di tutto quanto. Ha delle storie, gira delle scene, poi si dimentica dove voleva andare a parare, oppure il finanziatore si stanca, oppure telefonano da Venezia che vogliono dargli un premio alla carriera e se non ha per caso un film pronto per l'occasione, anche tre ore di immagini montate alla cazzo vanno bene. E c'è sempre un cinefilo pronto a gridare al capolavoro, alla summa. Ma la summa de che?
Vogliamo essere un po' cinici sul materiale onirico? Trattasi perlappunto di materiale di scarto. Se qualcuno volesse trasferirli in un film, otterrebbe un film incoerente e assai noioso. Come volevasi dimostrare, toh.

Poi, siccome si tratta di adolescenti che invece hanno pagato (e quindi devono crederci), c'è sempre la possibilità di scrivere tesi di laurea sulle interpretazioni delle porte e degli scalini, dei faccioni che colano come maschere su una lampadina, delle teste di coniglio e di quant'altro. Ma non serve a niente. Lynch sembra veramente contare su quello spettatore puberale che va a vedere Donnie Darko senza capirci un cazzo, e poi cerca sui siti internet la Teoria dei Viaggi del Tempo. Ma se si tratta di mitologie, preferisco quelle di Tolkien che almeno stanno scritte nero su bianco. Le trovo più serie delle vostre derive interpretative.

Anche perché Tolkien si può condividere con milioni di persone nel mondo, mentre Lynch ha solo dei sogni privati da ricostruire. Però la sua fiducia nel mezzo cinematografico è davvero commovente. Questo piace al cinefilo: i giochini di Lynch mettono tutto in discussione, tranne il mezzo, tranne il cinema. Il cinema come passione, il cinema come sogno, il cinema come state zitti e bevetevi tutto quello che ho da dire, plebaglia. Greenaway o Von Trier strizzano l'occhio allo spettatore, vogliono farlo crescere: Lynch invece vuole solo fargli strabuzzare gli occhi. E' disonesto come qualsiasi regista di teatro off, che sa che lo spettatore in una sala vuota si terrorizza con niente. Basta una scala, una porta, un urlo, un coniglio, un cacciavite. E allora vai di porte, vai di cacciaviti. In tre ore Lynch vuole solo dirci che noi siamo in Suo Potere. Questa è la sua idea di cinema. Al cinefilo sta bene. Deve solo rilassarsi, ostentare Resistenza, e rassegnarsi a introiettare il materiale onirico di scarto del Grande Maestro.

Alla fine si è con Lynch o contro Lynch, secondo il dilemma dettato dal Divino Marzullo: la vita è un sogno (un film), o i sogni (i film) aiutano a vivere meglio? I cinefili hanno scelto la prima. Invece quelli tipo me, che al cinema ci vanno in cerca di qualche idea per vivere meglio una volta fuori, da film del genere non ci cavano fuori un bel niente. C'è una donna in pericolo? Che si fotta. Un fantasma vuole entrare? Cazzi suoi, tanto nella mia vita i fantasmi non esistono. C'è molto più succo in una puntata dei Simpson. Anche in quella che fanno al cinema adesso.

Di buono c'è che l'ho visto gratis. Massimo rispetto ai poveracci che hanno speso sette euro in quel modo.
Inland Empire Aggregator (C'è da sbellicarsi).

sabato, settembre 15, 2007

Incipit memorabili/2

Signor ministro adesso mi ascolti e non mi stia lì in cagnesco
Lettera di Alberto Manzi, maestro elementare, ad Aristide Gunnella, ministro della Pubblica Istruzione

Il Festival della filosofia dedica una bella mostra al conduttore di "Non è mai troppo tardi", maestro di scuola, pedagogo appassionato e inventore di Orzowei.
Si trova a Carpi e Leonardo,inspiegabilmente, non ne ha ancora parlato.

lunedì, settembre 10, 2007

Dall’Arabia con amore


C’è molta attesa per il nuovo episodio della saga di Al Qaeda che uscirà martedì 11 in mondovisione. Da quello che si è visto finora nel trailer, però, il nuovo Bin Laden non convince: è diventato un fighetto che si tinge la barba e parla di tutto, come un politicante qualsiasi. Mi sembra un po’ come quando Sean Connery lasciò il posto di 007 a George Lazenby e fu un flop. Qui si rischia altrettanto.
(persino Christian Rocca ha qualche dubbio)

sabato, settembre 08, 2007

Qui Modena - siamo pronti a tutto

Oggi è la festa della Protezione Civile. Tende da campo e ambulanze in ogni piazza. Forse si aspetta un terremoto durante le esequie, l'ultimo do di petto del Maestro dall'aldilà. Mah

venerdì, settembre 07, 2007

Coccodrilli/2 - Sbatti il refuso in prima pagina

Coccodrilli/1 - Ciao Giorgio


Parlar male dei morti a cadavere ancora caldo è ovviamente un dovere, specialmente se si tratta di un tuo concittadino. Almeno per cercare di narcanizzare l’overdose di ipocrite melensaggini che ci tocca e ci toccherà sorbire ancora per qualche giorno. E poi, nel caso di Pavarotti, per punirlo di quel giorno all’anno in cui ci rendeva infrequentabile il parco Novi Sad (che a dispetto del nome è in realtà un parcheggio), solitamente tranquillo luogo di spaccio e malaffare, portandoci la Carlucci assieme a Dolce, Bono, Gabbana & friends.

Sul leggendario cattivo gusto che lo portava a duettare con Zucchero o Jovanotti o a tingersi le sopracciglia di nero corvino c’è poco da aggiungere. Degli sprechi e delle miserie del dietro le quinte dell’iniziativa “benefica” riferirei solo cose apprese per interposta persona, quindi no grazie.

Quello che forse invece non tutti sanno è che il nostro è stato anche il dimenticato protagonista del musical/ film commedia Yes, Giorgio (1982, regia di Franklin J. Schaffner) nel quale interpreta la parte del tenore italiano Giorgio Fini, cantante con la fobia del Metropolitan e che, pur sposato, si innamora della dottoressa che ha in cura la sua preziosa ugola.
Battuta cult: quando lei si stupisce di tutti i privilegi e gli onori di cui gode come cantante lirico la sua risposta è: “Lei è forse comunista ?”. Essendo girato in inglese, in italiano Pavarotti è doppiato. Provate a dire da chi ? Da Ferruccio Amendola, quindi parla come Stallone, Al Pacino e De Niro. Devo aggiungere altro per convincervi a vederlo ?

lunedì, settembre 03, 2007

La sinistra in mezzo alla strada

Mi chiedo, mi capita di chiedermi, di tanto in tanto, il perché un adulto assolutamente ordinario come me, uno che lavora e paga l’affitto, tranquillo e integrato nel sistema e quant’altro, debba continuare a farsi passare per un estremista - pur senza naturalmente essersi mai sentito tale. E una delle spiegazioni più convincenti che so darmi è: però guarda quegli altri. Quelli tra i normali che sono apparentemente più vicini a te. Ascolta le loro posizioni e dimmi se possono stare in piedi.

Qualche tempo fa scrissi un post su quelle che mi parevano le contraddizioni più evidenti della sinistra radicale riguardo al tema dei Cpt. Invocai allora il maestro Miyagi, quello di Karate Kid. Quello di “se stai di qua dalla strada va bene, se stai di là dalla strada va bene ma se stai in mezzo ti schiacciano” perchè secondo me esprimeva bene un concetto che questi qua non riescono ad assimilare.

Ora: il lavoro della sinistra è di essere critica col mondo, quello della sinistra radicale di esserlo molto. Ma poi, sentendosi in dovere di governare questo mondo, ha un disperato bisogno di trovare una sintesi di posizioni coi moderati che hanno i voti.

Il risultato è che dopo aver detto peste e corna di tutto l’esistente, la sx radical crede di poter recuperare la pragmaticità necessaria ad esercitare il governo dell'esistente gettando sul tavolo un tanto di fantasia spicciola. E’ convinta che le sue proposte “pragmatiche” possano salvare capra e cavoli spostandosi un po' più vicino al centro, cioè alla realtà.

Quello di cui non si rende drammaticamente conto è che cercare la sintesi di posizioni non sintetizzabili, invece di spostarti al centro, ti sposta semplicemente in mezzo alla strada. Nel caso che tiene banco in questi giorni, quello dei lavavetri, in senso letterale.

L’altro giorno mi è toccato sentire per radio un’intervista al capogruppo dei comunisti italiani alla Camera, Pino Sgobio, che nell’ambito della generale levata di scudi di fronte alle ordinanze fiorentine invocava l’albo dei lavavetri. L’albo dei lavavetri !!?

Cioè: non un lavoro decente, legale, salubre per tutti. Non la libertà per chiunque di potersi stabilire e vivere legalmente in qualsiasi luogo, tanto è assurda e vergognosa l’idea che questo possa esserti impedito con la forza. No. Queste sono le idee dei massimalisti.

L’albo dei lavavetri sarebbe, secondo questa sinistra, la sintesi che tutela ragionevolmente i più deboli senza per questo dover fare la rivoluzione. Che è pur sempre una gran fatica.

Quello che se ne ricava, al di là della totale inapplicabilità della cosa, della poca serietà di chi la propone, autocondannandosi peraltro ad un eterno ruolo di subalternità, è che per la sinistra radicale contemporanea tutelare i deboli significa mandarli (anzi: lasciarli, dato che è capace solo di proposte conservatrici) agli incroci a respirare merda e ad essere pericolosi per se e per gli altri. Un tempo questo si chiamava pietismo ed era considerato l’espressione della cattiva coscienza dei cattolici e della destra. Adesso è la proposta più avanzata di chi vuole guidare l’assalto al cielo.
Ma per piacere. Molto più autorevole l’opinione della Cupola.

martedì, agosto 28, 2007

Da vedere, se vi capita/2


Le boiate che ci siamo dovuti sorbire in questi anni e che continuiamo a doverci sorbire non possono farci dimenticare che lo scontro di civiltà non solo esiste, ma è assolutamente necessario. A ricordarcelo c'è (anche) questo film, che con la leggerezza che hanno tutte le cose veramente serie tipo la quotidianità ci arruola tra i partigiani di un epocale confronto culturale. Loro pasaran, e meno male, ma vinceremo noi.
Il film è una produzione indipendente autodistribuita. E' uscito a maggio ma è ancora in giro. Sul sito si possono consultare le tappe del tour.

martedì, agosto 21, 2007

scoop! intraviste 2 ombre in un parcheggio di Duisburg!

Al tg hanno detto che è 'ancora presto per stabilire l'utilità di queste immagini per gli inquirenti'.
Secondo me non è così presto, secondo me è ora, e se volete ve lo dico io: l'utilità di queste immagini si aggira intorno al 2 di coppe, scala Piacentine.

lunedì, agosto 20, 2007

ogni fine agosto da 20 anni, la medesima domanda:

Ma al Meeting si ciula?

Voi cosa ne dite? Se qualcuno c'è stato, ha delle testimonianze, anche anonime? Devo portarmi questo enigma nella tomba?

venerdì, agosto 17, 2007

Da vedere, se vi capita

E' un documentario che si intitola El telon de azucar, la cortina di zucchero, che tra l'altro è un titolo molto bello.
Dopo averlo visto sono stato ancora più contento di aver scritto quello che ho scritto su Cuba. Perchè è tutto confermato da questa gente che ci è nata e cresciuta. Con l'aggiunta però di una prospettiva storica che al mio racconto ovviamente mancava.



Ci sono le testimonianze di ragazzi che sono stati bambini nella Cuba negli anni 80 e parlano delle enormi differenze tra l'isola di oggi e quella di allora. Con la nostalgia dell'infanzia e tutto quanto ma anche con i cambiamenti oggettivi - in peggio - che sono avvenuti. Si tratta di gente che per un certo periodo ci ha creduto: la documentarista, per dire, è figlia di un esule cileno scappato a Cuba dopo il golpe del 73. Oggi si guarda intorno e vede solo le macerie di quell'esperienza insieme a una diaspora nella quale si sono sdrucite le biografie degli amici di gioventù.

martedì, agosto 14, 2007

Affinità differenze tra la compagna Maria Antonietta e noi

Questa notizia apparsa su Repubblica (versione cartacea) di oggi secondo la quale la prima risorsa del pianeta ad esaurirsi non sarà il petrolio o il rame o chessò ma bensì lo champagne è sublime. Quando finirà anche l'acqua nessuno potrà dire "bevano champagne".
Ma a pensarci bene non poteva andare diversamente: un miliardo di miliardi di zecche nuovi ricchi si sta affacciando alla civiltà dell'ingozzo forzato e, pur non distinguendo un vino bianco da un aceto Ponti, deve darci dentro a più non posso. Con le Ferrari (e anche con il Ferrari) sta accadendo lo stesso mi pare.
Leo: tu che sei in zona, nel tornare quaggiù compra almeno una cassa di Moet et Chandon. E' un investimento. Pensa al futuro.

venerdì, luglio 27, 2007

Eutanasio, micino vanesio

Ehi, stamattina su Repubblica c'è un filmato sul Gatto della Morte! Il Gatto della Morte! Su Repubblica! Sì, lo so, mi rendo conto che nel mondo ci sono i guerriglieri tailandesi e la crisi del Darfour, ma porcaputta, come faccio a non condividere con voi il Gatto della Morte!

Vive in un ospizio, ogni tanto si stende su un letto, e chi ci dorme muore! Si chiama Oscar, proprio come il Telegatto, e di cognome Eutanasia! Tra quindici anni si scoprirà che era portatore sano di una qualche forma di lectospirosi, ma nel frattempo quanto coraggio ci vuole per pubblicare la storia del Gatto della Morte! E poi dicono che noi italiani siamo superstiziosi. Siamo invece laici e moderni.
Figurati se qualcuno stasera andrà a letto pensieroso perché gli è capitato stamattina di fissare gli occhi in quelli del Gatto della Morte! Non succederà, perché siamo moderni! Auguro sogni d'oro stanotte a tutti i lettori! Il Gatto della Morte! Brrr, eheheh.

giovedì, luglio 26, 2007

ekranoplan

Cliccate qui solo se avete una lunga serata estiva senza niente di buono in tv - e siete maschi.
(No, niente tette. Idrovolanti, architettura sovietica, complottismi, il thread del secolo).

ma vaffancondominio

Come qualcuno di voi avrà intuito, nella coda di commenti al post di lunedì è in corso un esorcismo. Ne sconsiglio la lettura ai più sensibili, e anche ai meno. Potreste imparare che sono una giovane promessa della letteratura che nasconde i cadaveri sotto il tappeto, ecc. ecc.. Non credete a niente. Il tizio è posseduto.

L'unica cosa che vorrei salvare delle tortuose ripicche del Griso, è questa: a quanto pare, per la nostra Vedetta dell'antisemitismo di sinistra, la Striscia di Gaza può essere paragonata a una vagina, ma non a un appartamento. Paragonarla a un appartamento è bieca propaganda antisemita (di sinistra). Invece paragonarla a una vagina è ok, è occuparsene in modo "efficace" e "veritiero". Aggettivi suoi.

Tutto questo ha pochissima importanza, e svanirà al primo temporale di agosto. Però a settembre non venite a raccontarmi quant'è simpatico e ironico il Griso. Simpatico, ironico. Quello sta male e basta, e farlo entrare qui gli ha solo fatto peggio.

mercoledì, luglio 25, 2007

toasted faces for breakfast

In questi duri giorni di lavoro usurante mi sveglio con Omnibus, che è un talk su la7 dove vanno i politici e i giornalisti che si svegliano presto.

Negli ultimi giorni ho notato che gli ordinari schieramenti Destra vs Sinistra si stanno un po' scompagnando. L'impressione generale è che il grosso dello scontro ora sia Pallidi vs Abbronzati. I primi sono molto insoddisfatti di come vanno le cose, qualsiasi cosa. I secondi tendono a dire scemenze storiche, senza dubbio ispirate dal Demonio Meridiano.

Per esempio ieri mattina Carlo Panella, bronzeo nel suo completo bianco (lino?), innervosito di un paragone tra terrorismo cristiano e islamico, ha affermato perentoriamente che in Irlanda non c'è mai stato, mai stato, terrorismo religioso. Mai, capito? Ci voleva una bella faccia tosta, e lui effettivamente ce l'aveva.

Ma il massimo lo avevano dato il mattino prima Della Vedova (radical-forzista, abbronzato) e Rizzo (comunista, pallido). Il primo se ne esce con un "I lavori... che voi chiamate precari".
"Perché, tu come li chiami?"
"Mah, io credo che dovremmo trovare un'altra denominazione, non so... lavori a tempo".

Lavori a tempo. Perché gli altri lavoreranno a cottimo, chissà. Dopo un po' prende la parola Rizzo, incazzato duro con Prodi, figurarsi con Dalla Vedova. Quest'ultimo comincia a interromperlo con le frecciatine di routine, e lui sbotta: "Stai zitto, hai capito? Signorino abbronzato!"

Non è stata la classica rissa tv. Semplicemente la temperatura in studio è calata di venti gradi improvvisamente, potevi vedere il fiato della conduttrice che cercava di superare l'attimo di silenzio. Rizzo che s'incazza è un certo spettacolo. Secondo me Della Vedova tiene ancora la cacarella, cento ore dopo.

sabato, luglio 21, 2007

scaletta

Ingresso: Ti ringrazio mio Signore
Salmo: Su ali d'Aquila
Alleluja: Passeranno i cieli
Offertorio: Symbolum '77 (AKA Tu sei la mia vita / altro io non ho)
Comunione: La preghera di Gesù è la nostra (AKA Dove 2 o 3 sono riuniti nel mio nome).
Finale: Musica di festa

Devo suonare al matrimonio, oggi. Sono un po' emozionato, è da cinque anni che non provo.

venerdì, luglio 20, 2007

pazza idea, di fare il Piddi con lei

Su la7 adesso c'è Rosy Bindi, che dice cose di sinistra. Perlomeno più di sinistra di Veltroni. Si sgancia da Rutelli (che ormai ha il carisma politico di un appestato), insiste sulle pari opportunità, ricorda che la sinistra radicale non è soltanto un serbatoio di voti, ma una base rilevante del futuro pd, eccetera. Io quasi quasi, dico quasi quasi, mah.

E' sempre strano accorgersi che crescere consiste nel trasformarsi nei propri genitori.

giovedì, luglio 19, 2007

burning Gianni Togni (e Pippo Collini)

Tornando da Bologna, mi ritrovo in un ingorgo a quattro corsie sull'A1, e Isoradio trasmette Gianni Togni. Mentre fuori il catrame si squaglia cotto dal piombo delle marmitte, e non c'è modo di sapere se ci sono 40 km di fila o 4, Togni si domanda come stare fuori dal tempo mentre fuori è mattina presto, ni ni ni ni ni ni ni. Ni ni? Ma come fai a cantare ni ni? Posso capire du du du e la la la, ma ni ni ni ni?

Io odio Gianni Togni, odio Umberto Tozzi Renato Zero Sandro Giacobbe i Cugini di Campagna e tutti i cantanti maschi italiani dei tardi Settanta, salvo qualche cantautore che ascolto comunque con moderazione. Non credo all'esistenza attuale di una o più persone in grado di ascoltarli volentieri; considero tragico il fatto che questa una o più zombies siano stati assunti come dj di Isoradio.

Non solo, ma il fatto che io abbia mosso i primi passi su un pavimento nello stesso periodo in cui queste canzoni andavan forte sulle frequenze AM mi rende particolarmente vulnerabile ad esse - come con Superman la kryptonite - ora per alcuni mesi nessuno riuscirà a levarmi dalla testa Semplice di Gianni Togni. Che per inciso è identica - l'ho scoperto mentre andavo ai 2 all'ora sull'A1 - a Follow you follow me dei Genesis.

E qui improvvisamente tutti i pezzi sono andati a posto. Il mistero di una band progressive inglese che fa successo in Italia prima che in patria. L'amore dichiarato per la Premiata Forneria Marconi. Quella volta che sentii una voce nasale alla radio e mi dissi: Dunque questo è Phil Collins che canta Tarzan in italiano? E invece era Eros Ramazzotti. La storia assurda per cui A groovy kind of love, pur essendo la cover di un pezzo anni '60 sarebbe anche un plagio di Ivan Graziani. E via e via, fino alla surrealtà di un pensionato calvo che cantando riempie Circo Massimo, manco fosse Venditti.

Tutto si spiega, se si svela l'arcano: Phil Collins è italiano. Sarà di Vetulonia o di Frascati, si chiamerà Pippo Collini, avrà suonato la batteria in qualche disco di Riccardo Fogli. E' vero che canta in inglese, ma solo per darsi un tono. Dietro il guscio progressive c'è quel tipo di melodia cantabile ma un po' pesante, che sa di sugo alla melanzana.

Noi facciamo finta di non saperlo, ci raccontiamo palle sul grande artista internazionale, bla bla, ma sotto sotto lo abbiamo capito: Pippo è un paisà. E ce canta 'a canzone duce duce propio cumme piace a noi! E ce piace assai! And that's all.

mercoledì, luglio 18, 2007

burning Babylogna

Io in effetti mi sto nascondendo dall'Università.
Ma devo dire che è molto facile - mai che l'Università mi venisse a cercare. Anche solo una telefonata. Ci scusi, ha un libro in prestito da millanta giorni, ce lo riporta? Eh? Sì, scusate, arrivo.
No. Nulla. Sono così indaffarati, così pieni di cose da fare, laggiù.
Io però lunedì trovo coraggio e vado a Bologna. Al mattino no, c'ho il dentista. Vado al pomeriggio. Quaranta gradi all'ombra, ogni tanto si alza un vento che sembra un colpo di phon.

Via Zamboni è simile a Veltroni, nel senso che ad entrambi frega nulla di assomigliare alla peggio caricatura che se ne fa. Cioè, mi avessi un po' stupito, Via Zamboni. Macché. In tre minuti di percorrenza mi imbatto in una famiglia di pancabbestia coi cani e in un coro di Dottore del buco del cul, con tanto di corona di alloro e gavettoni a base di vino bianco, che coi 40° evapora subito e lascia un tanfo, un tanfo, un tanfo che hai presente via Zamboni? Ecco.

Al dipartimento non c'è nessuno. La Biblioteca al pomeriggio è chiusa. Ah sì? E da quando? Da lunedì, esattamente. C'è scritto sulla bacheca. E accento c'è una fotocopia del fondo di Citati: Raddoppiare gli stipendi ai professori. Eh, beh, certo.

Se avessi avuto una penna in quel momento, cosa avrei scritto?
E se avessi avuto un accendino, che avrei fatto?
Ma non fumo.
Vado in feltrinelli, magari c'è uno sconto sulle guide turistiche.

martedì, luglio 17, 2007

il quarto uomo

Voi finora ne conoscete tre: Walter Veltroni, Furio Colombo, Rosy Bindi. Sono i candidati alla guida del Pd.
Io ne ho trovato un quarto: Jacopo Gavazzoli Schettini.

Da sei anni si occupa di Responsabilità Sociale d’Impresa, Sviluppo Sostenibile e Finanza etica per l’Agenzia Europea di Investimenti (una struttura privata attiva nella finanza etica ed anche nella emissione di rating ad aziende e nazioni sulla loro responsabilità sociale così come indicata da ONU, OCSE e Unione Europea). E’ autore di numerose pubblicazioni sull’argomento e frequenta la Scuola di Dottorato di Ricerca in Finanza dell’Università di Trieste.

La sua formazione familiare, di studio, e lavorativa lo ha portato ad abbracciare i valori di una sinistra europea e liberale. Una visione della società moderna ed aperta, ancorata non solo ai valori di equità e giustizia, ma anche di efficienza dei servizi dello stato e sviluppo economico.

Jacopo ha avuto una precedente e formativa esperienza politica dal 1984 all’1988 (durante il periodo universitario) nella Federazione Giovanile Repubblicana legata al Partito Repubblicano di Giovanni Spadolini.

Ha verso il Regno Unito un debito di gratitudine per avergli offerto il primo lavoro (da emigrato) e per avergli mostrato come può funzionare una democrazia moderna.
Gioca a tennis. Ama sciare ed andare in barca a vela.
La sua automobile è una familiare del 1999. Gira perlopiù in bicicletta, con i pattini in linea (se la superficie lo consente) e con i mezzi pubblici.
Conosce l’inglese.

Nella fotografia usata per l’apertura della sua campagna, Jacopo porta ancora sul naso i segni di una caduta con i pattini mentre giocava con il figlio. Dice che è stato quel colpo alla testa a fargli venire in mente di candidarsi.


Beh, in bocca al lupo - anche perché finire un dottorato mentre si guida il Pd non sarà una cosa semplice.
Dici: ma dove l'hai trovato, questo qui? Cliccando su Google Ads.

martedì, luglio 10, 2007

duce! nudo! tette! figa!

Lo so che scrivo troppo e non cose memorabili, ma sulla 7 in questo momento c'è un documentario spassosissimo che cerca di mettere insieme due argomenti che tirano da sempre: i filmati di repertorio di Mussolini e le donne nude.

La scusa è quella di raccontare la vita privata del duce; qua e là ci sono storici che dicono anche cose giuste, ma è tutto mixato con pornografia di repertorio in bianco e nero, senza stare tanto a guardare se è roba Belle Epoque o anni Quaranta. Ogni volta che parlano di un'avventura di Benito parte la donna nuda, come se fosse una diapositiva dell'amorazzo di Benito. Addirittura ogni tanto si prova la dissolvenza incrociata, che è una cosa che ho visto fare solo nei documentari americani di serie Z sugli angeli e le case infestate: in pratica la donna nuda risulta proiettata sul faccione del duce che ammicca.

La cosa più esilarante è l'intervista montata a due storici o antropologi del fascismo e della sessualità, che si mettono a infierire sui gusti del dittatore: gli andavano bene tutte, alte nane bionde more calve, bastava che respirassero, era uno da tariffa economica al bordello (tariffa economica = cinque minuti). Il tutto frammisto a considerazioni serie, ineccepibili, sulla politica del corpo nel fascismo.

A me vien da pensare che siano i geni. Io stesso, con questo pezzo, probabilmente scalerò le classifiche italiane dei blog, perché sto parlando di duce e di tette. Il duce con le tette. Se resuciti il duce e trovi un modo di montargli un par di tette, puoi governare gli italiani per secoli e secoli (ma che ci fai, con gli italiani, nei secoli dei secoli?)

evvai, che tra un po' è San Bartolomeo! Fiesta!

Semper quomodo novi me superiorem incolae lutheranae prospicientis esse. In primis, quod linguam latinam cognosco; in secundis, quod amoenas ecclesias plenas inclitarum madonnarum teneo; in tertis, quia nominor Leo. Hoc scio. Ok. Sed nunc peto mihimet (et Pontifici Maximo, naturaliter): quando num meam incolam lutheranam necare et suam pulchram matronam violare, ad maiorem gloriam Dei potuero? Sancti Bartholomei nox decetne? Traditiones semper curavi, meas radices cognosco.

(In fondo mi sono sempre considerato superiore al mio vicino protestante. Per prima cosa, conosco il latino; secondo, ho un sacco di belle chiese piene di madonne; terzo, mi chiamo Leo. Lo so. Ok. Adesso però mi chiedo, e chiedo anche al Sommo Pontefice: quand'è che posso andare a far la pelle al mio vicino e trombarmi la moglie, a maggior gloria di Dio? La notte del 23 agosto, San Bartolomeo, andrebbe bene? Io ho molto rispetto per le tradizioni, conosco le mie radici).

(Prima che cominciate a fare i furbi: non ho nemmeno IL dizionario in casa).

estinguetevi, stolti

Non che ne abbia avuto molto in cambio, ma io sono un convinto sostenitore della razza umana. Di solito. Cinquanta settimane all'anno.
Questa settimana invece tifo per loro. Forza tori!

sabato, luglio 07, 2007

iu dontno hu ai em!

Forse l'avrete già sentita, però mi ha fatto ridere (amaro). Per la serie "International Shit Pictures", da un New York Post della scorsa settimana:

Il guru della moda Roberto Cavalli non sarà l’unico eurogagà a non poter sfoggiare un Iphone su un ponte del suo Yacht quest’estate. Gli aspiranti acquirenti di un Iphone che ingrossavano la fila davanti all’Apple Store sulla Quinta Strada venerdì notte ci sono rimasti di sasso vedendo Cavalli sfrecciare di fianco a loro per presentarsi davanti agli addetti all’ingresso, dicendo: Ai em ièr for mai Aifòn. (Sono qui per il mio IPhone, ndl). Come riporta un testimone oculare, “Quello continuava a dire col suo forte accento italiano: Ai em Roberto Cavalli. Ai em femous italian disainer!” (Io sono Roberto Cavalli. Io sono famoso designer italiano). Dopo una mezz’ora di insistenze, un impiegato Apple appassionato di moda lo ha finalmente riconosciuto e lo ha fatto entrare dal retro.

giovedì, luglio 05, 2007

Coi tuoi problemi di avviamento

C'è da dire che Galliano ha fatto scuola. Qualsiasi baraccone è elegante in sé, in quanto baraccone.

Cosa importa se la violinista stecca, basta abbia tette. Se gli acrobati casacano nel fiume, qualcuno saprà apprezzare l'autoironia. Se ogni tanto arrivano surfisti a casaccio, sarà senza dubbio una strizzata d'occhio al hip hop, o alla pop art, a qualunque cosa, del resto vi paghiamo la retta a Scienze delle Comunicazione affinché sappiate cogliere i riferimenti: e allora coglieteli, no?
Cosa importa se Torino è piena di acrobati cocoprò (figli di cassitegrati cronici?) che per campare son disposti ad appendersi a un traliccio e restar lì, senza far nulla, esibire la propria impotenza, l'essere parte di un meccanismo che non serve neanche a niente, è solo un giocattolino cromato per le figlie di buona famiglia.

Cosa importa se la storia d'Italia e del mondo è solo un susseguirsi di luoghi comuni rimasticati. La Ekberg fa il bagno, Marylin canta happy birthday, ci sono i Beatles, poi per trent'anni nulla e infine gli Underworld, la musica dei giovani d'oggi evidentemente.

Ma sul serio c'è da vantarsi di essere la generazione che ha fatto sesso in quel trabiccolo? I miei genitori a momenti si vergognavano di averne guidata una. Forse c'era poesia nella miseria, ma c'era anche la miseria. La miseria, capite? No, non capite. E' tutto un balocco, per voialtri. Vi ci gingillate un po', in attesta che la Citroen faccia uscire la Nuova Due Cavalli. Io me ne sto in disparte e canto

Come faranno
4 elefanti a stare in una Cinquecento?
Due davanti e due di dietro.
Come farò ooo
a far l'amore in Cinquecento
con te davanti e il cambio dietro
turbati da un presentimento
di Cinquecento casse integrazioni,
Cinquecento bei milioni,
Cinquecento voti alle elezioni?

Cinquecento, coi tuoi problemi di avviamento,
quell'avventura del momento
in camporella Cinquecento, e il posteggio è facilitato

(Elio e le Storie Tese dedicano questa bellissima canzone alla Fiat 500, e sono 50.000 di bocca e 100.000 scopare).

mercoledì, luglio 04, 2007

i-dee per il Partito Democratico

Siccome senza Storace AN sta sicuramente a sinistra della Margherita, si potrebbe ottenere il PD dalla fusione AN-DS e mandare i DL a unirsi con FI. Così le primarie se le giocano Fini, Veltroni e Scalfarotto.

è arrivato il carrozzone

Non mi ricordo di aver mai scritto, nemmeno qui, che John Galliano è il male. Però lo è, indubitabilmente. Ma in un certo senso è un male educativo.
Finché chez Dior ci lavorava una persona di gusto si poteva ancora immaginare che il carrozzone avesse un senso. Oggi direi che è chiaro a tutti il problema: la cliente media dell'Alta Moda Internazionale ha lo stesso immaginario di una lettrice delle fiabe di Andersen di sette anni. Che al confronto i blockbuster in costume hollywoodiani sono capolavori di autoironia. Sul serio. In che senso le baracconate di Galliano hanno più stile delle scenografie dei Pirati nei Caraibi? Scommetto che persino le cuciture le fanno meglio in California (tanto alla fine le fanno gli italiani).

La civiltà umana morirà, anche per via di una classe dirigente in fase di regressione senile-infantile; tra qualche millennio atterreranno i venusiani, grandi appassionati di decadenze, e per farsi un quadro della nostra sistemeranno tanti manichini in un corridoio, con le creazioni della maison Dior. E ci sarà un venusiano più noioso degli altri, con una bacchetta in mano, a spiegare: "Ecco, questo è il punto in cui hanno definitivamente perso il senso estetico. Ferré se n'è andato ed è subentrato John G.".

lunedì, luglio 02, 2007

lo spirito del giuoco

Potrei ricevere minacce più o meno legali per quel che scrivo, e tuttavia mi sembra evidente che il fantino dell'Oca avesse ricevuto una buona offerta dal Nibbio.
Il suo cavallo schizzava, ma lui era perplesso. Ogni tanto si voltava a guardare il Nibbio che incalzava. Sul rettilineo il rallentamento era percepibile da casa.
E insomma alla penultima curva si è fatto quasi riacciuffare, e da quel momento ha cominciato pure lui a nerbare il cavallo, o perlomeno andava su e giù col frustino; ma che il cavallo sentisse le nerbate, ci ho i miei dubbi.

Il cavallo aveva semplicemente deciso che il palio lo vinceva lui, perché i cavalli son bestie così, rompono i coglioni pel puro gusto di farlo. E il fotofinish, ribaldo, gli ha dato ragione. I cristiani frattanto s'accapigliavano, come se il Palio dovesse finire in tiro alla fune.

Ti viene da pensare che non c'è più religione, peggio, non c'è più lo spirito del giuoco. Da bambino c'era il campionato, il Giro, la Coppa del Mondo, il Palio di Siena. Chi giocava meglio vinceva, gli altri pazienza. Oggi il campionato si vince per decreto legge, la Coppa del Mondo per una testata, il Giro per un'endovena, e non siamo in grado di assegnare decentemente neanche uno straccio di Palio. L'epoca classica finì così: un imperatore si ruppe i coglioni e chiuse i giuochi di Olimpia. Basta. Che non si diverte più nessuno, fate solo casino.

Un pensiero al fantino che ha vinto per sbaglio, chissà che bella serata laggiù.

E dov'è la novità ?

Manganelli alla polizia.

domenica, luglio 01, 2007

Dal Vangelo di oggi

Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
Luca 9, 51-62

venerdì, giugno 29, 2007

Della sconvolgente attualità di De Gregori

E un uomo con il cappello

che ti accompagna alla fermata,
e tu che prendi la sua mano

e pensi adesso sì che sono innamorata.
E non importa niente se capisci che non era vero,
c'è sempre tempo per un'altra mano

e per un sogno ancora intero.

(Stella Stellina, 197?)

giovedì, giugno 28, 2007

Della sconvolgente attualità di Fortebraccio

Tutto in una giornata, ieri. A Downing Street la porta viene aperta dall'interno. Poi non si vede nessuno. Al Lingotto di Torino si attende il discorso del futuro leader del Partito Democratico. Il palco rimane vuoto. Erano Tony Blair che usciva di scena e Walter Veltroni che ci entrava.

venerdì, giugno 22, 2007

Sono uno scrittore

Sul blog scrivo poco d'accordo, ma non è che non faccio un cazzo. Mentre Leonardo si dà alla politica, io mi dedico all'arte


Modena, li 21/06/2007


Alla
Provincia di Modena
Ufficio VIA
v.le J. Barozzi, 340
Modena




Oggetto: Osservazioni riguardo la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa alla realizzazione del Centro guida sicura di Marzaglia

Io sottoscritto xxxxxxxx xxxxxxx, nato a Modena il 5/5/1972 e ivi residente, in nome e per conto del “Coordinamento cittadino contro l’autodromo di Marzaglia” avente sede in Modena, via Pomposiana 271, sono a presentare ai sensi dell’art. 15 comma 1 della L.R. 9/1999 e ss.mm., le seguenti osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale presentato dal proponente del progetto “Centro guida sicura” di Marzaglia nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale

1. INCOMPATIBILITA’ DEL PROGETTO CON IL PIANO STRUTTURALE COMUNALE (PSC) DEL COMUNE DI MODENA


Premesso che:
1. La zona oggetto del progetto in questione, definita all’area 03 - parte A - della tavola n° 1740 della normativa coordinata delle zone elementari del Piano Regolatore Generale del Comune di Modena, è classificata nel PSC come zona FF3 “per attrezzature connesse
all’ambito fluviale”

2. Il Piano Strutturale Comunale, all’art. 8.5 - Perimetri FF3 per attrezzature connesse agli ambiti fluviali dispone che “Le aree comprese in tali perimetri sono destinate allo sviluppo di attrezzature e servizi per attività del tempo libero connesse agli ambiti fluviali, con particolare riferimento a sport acquatici, golf, equitazione ed in genere agli sport che comportano elevato impegno di superficie, nonché ad attrezzature per il ristoro.”

3. Dichiara il proponente (pag.14 della Relazione Generale del SIA) che la prima e largamente principale funzione del Centro Guida Sicura “dal punto di vista del numero di utilizzi e della frequenza, è quella di utilizzo del circuito insieme alle altre quattro piste nell’insegnamento della guida”.

4. Dichiara altresì il proponente (pag.13 della Relazione Generale del SIA) che si tratta di una scuola guida specializzata in cui “il centro mette a servizio di diverse categorie di utenti, in primo luogo quelle più sensibili al problema della sicurezza stradale come autisti di professione, giovani neopatentati e forze dell’ordine, le più moderne tecniche di insegnamento capaci di istruire gli allievi nella gestione delle situazioni critiche e nell’utilizzo corretto dei nuovi sistemi elettronici di cui molte autovetture sono ormai dotate”.

SI OSSERVA CHE

il Centro Guida Sicura non rientra nelle attività comprese all’art. 8.5 del PSC, non potendo l’attività di scuola guida, che il proponente dichiara essere preminente, costituire in alcun modo “attività del tempo libero connessa all’ambito fluviale”.
In particolare:
• non è connessa all’ambito fluviale per evidenti motivi
• non costituisce attività del tempo libero in quanto diretta in primo luogo alle categorie degli autisti di professione, dei giovani neopatentati e delle forze dell’ordine.
• non costituisce sport


2. VIOLAZIONE DELLA ZONA DI PROTEZIONE ALLARGATA (PA2) PREVISTA DAL PSC A TUTELA DEL CAMPO ACQUIFERO DI MARZAGLIA

Premesso che:

1. Il fabbricato principale del progetto (la cosiddetta “stecca”)è parzialmente edificato all’interno dell’area di protezione allargata (PA2) prevista dal PSC a tutela del pozzo acquifero C4 (37), la qual cosa è evidenziata sia all’interno della Relazione Generale del proponente che, graficamente, nella Tavola Grafica n.29 – MITIGAZIONI, presentata dal proponente in allegato al SIA.

2. In tale area, essendo classificato il campo acquifero di Marzaglia come “vulnerabile”, il PSC (artt. 7.3 e 7.4) vieta l’insediamento di:
– fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di una attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni destinati a medie e grandi strutture di vendita;
– fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di una attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicale trasformazione e destinati ad altre attività;
– nuovi alberghi ed esercizi pubblici

3. L’art. 7.4 comma 2 del PSC recita: “Su acquiferi vulnerabili sono ammessi il solo ampliamento e adeguamento di edifici esistenti e delle loro pertinenze (…)”

4. Secondo le Tabelle riassuntive delle superfici utili degli edifici (pag. 117 e ss. della Relazione Generale del SIA), la superficie complessiva di albergo, ristorante, bar e aree di vendita propriamente dette contenute all’interno del fabbricato principale di cui sopra assomma a 9.656,22 mq su 15.053,21 mq di superficie utile totale, rappresentandone cioè il 64,15% nonché il 61,73% dell’intera superficie progettuale edificata. La superficie complessiva delle sole strutture commerciali di vendita propriamente dette (4.234,17 mq), rappresenta il 28,13% di tutta la superficie utile dell’edificio principale.

SI OSSERVA CHE

l’edificazione come da progetto del fabbricato principale del Centro Guida Sicura è vietata dal PSC, ricadendo esso nelle casistiche delle interdizioni di cui agli artt. 7.3 e 7.4 sopra citati.

Considera a riguardo il proponente che il pozzo a tutela del quale è stata prevista l’area di rispetto allargato PA2 “non è ancora concessionato né attivo, in quanto previsto come pozzo di riserva, e di conseguenza nessun rispetto ne deriva fino alla data della sua entrata in esercizio, per la quale non possono essere fatte previsioni” (pag. 51 della Relazione Generale del SIA), ma tale osservazione è da respingere in toto perché quando il pozzo entrerà in esercizio non sarà certo possibile rimuovere l’edificio o parte di esso dall’area di protezione.



3. IMPATTO SU SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC) E ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE (ZPS)
Premesso che:
1. Sono presenti, a poca distanza dalla zona del progetto, due Siti di Importanza Comunitaria (SIC), previsti dalla direttiva europea 92/43/CEE “Habitat” recepita con D.P.R. 357/1997 e ss.mm., denominati Colombarone (IT4040012 SIC) e Casse di espansione del Secchia (IT4030011 SIC), quest’ultimo classificato anche come Zona di Protezione Speciale (ZPS) della rete comunitaria “Natura 2000” e
identificato dal codice IT4030011 ZPS.

2. Il SIC Colombarone si trova ad una distanza minima in linea d’aria di circa 2,4 Km dall’area del progetto “Centro guida sicura” mentre l’area SIC e ZPS Casse di espansione del Secchia si trova ad una distanza minima in linea d’aria di circa 1,8 Km.

3. Il fiume Secchia è altresì individuato come “corridoio ecologico principale” nella mappa delle Reti Ecologiche censite sul territorio provinciale dalla Provincia di Modena nel corso del progetto Life Econet e pubblicate sulla “Agenda Strategica per lo sviluppo della Rete ecologica nella pianura modenese”. Nella medesima mappa la via Pomposiana, nel tratto in cui costituisce il confine dell’area del Centro Guida Sicura, è classificata come “Fascia di rispetto periurbana” e “Direzione di collegamento per il completamento della rete”.

SI OSSERVA CHE

Il progetto in questione impatta sicuramente, almeno con le emissioni acustiche, i due SIC e la ZPS in questione. In aggiunta all’impatto diretto sui due siti vi è infatti da considerare l’impatto indiretto e ancora più significativo sul corridoio ecologico principale tra i medesimi, ovvero il fiume Secchia, che si trova a una distanza di circa 1,4 Km dall’area e l’impatto sul corridoio ecologico secondario costituito da via Pomposiana, che si trova ad una distanza di 0,0 Km dall’area.

Stante dunque la certezza di impatto significativo, diretto e indiretto, sui SIC menzionati, si riscontra tra i documenti presentati dal proponente l’assoluta mancanza della “Relazione di incidenza”, obbligatoria in base agli artt. 5 e 6 del D.P.R. 357/1997 e ss.mm. a prescindere dalla localizzazione del piano/progetto all’interno o all’esterno del sito stesso (si può vedere in proposito, ad esempio, la Guida all´interpretazione dell´articolo 6 della direttiva «Habitat» 92/43/CEE edita dalla Commissione Europea) e preliminare alla Valutazione di Incidenza spettante al soggetto competente all’approvazione del progetto, secondo quanto previsto dall’art. 6 della L.R. 7/2004.



4. NECESSITA’ DI OSSERVAZIONI IN LOCO AL FINE DI VALUTARE L’IMPATTO DEL PROGETTO SULL’AVIFAUNA
Premesso che:
1. Secondo lo studio “Censimento faunistico in zona Marzaglia” eseguito dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e depositato presso il Comune di Modena settore Ambiente, già allegato dallo scrivente in occasione dello Screening al progetto, avente per specifico oggetto di osservazione il bosco di pino strobo, risulta l’avvistamento e la probabile nidificazione, tra le altre, della
specie Averla Cenerina Lanius Minor.

2. Che tale specie è presente nell’allegato I e ss.mm. della Direttiva 79/409/CEE, la cosiddetta “Direttiva Uccelli” tra quelle di prioritaria tutela, nonché nella Lista Rossa italiana specie vulnerabili (Frugis e Schenk 1981, Gustin e Petretti 1997) e nella Lista Rossa Emilia Romagna specie minacciate di estinzione (Gustin et al.,1997)

3. Che lo stesso studio della LIPU peraltro, risalente al 1998, appare datato rispetto alle modificazioni che possono essere intercorse nella zona nel corso degli ultimi anni anche in seguito all’avvio del progetto bosco-fattoria della Coop Rinatura.

SI OSSERVA CHE

E’ necessario, preliminarmente a qualsiasi valutazione di incidenza del progetto, aggiornare il quadro conoscitivo delle specie faunistiche presenti nell’area con osservazioni dirette, da condursi in loco, a carico del proponente, per un tempo congruo ad una corretta valutazione scientifica dello stato di fatto.



5. ANALISI GEOTECNICA – CARATTERIZZAZIONE DEI TERRENI DI FONDAZIONE (ALLEGATO 1)

SI OSSERVA CHE

- Pag. 13 – Definizione della sismicità di riferimento: viene presa in considerazione la classificazione sismica definita dall’OPCM n. 3274/2003, dove il territorio comunale di Modena è classificato in zona sismica 3; a questa si associa un’accelerazione orizzontale massima convenzionale, di un eventuale sisma, pari ad a=0,15g. Nel testo viene anche indicato che nel recente OPCM n. 3519/2006 è ridefinita l’accelerazione sismica della zona, elevata ad un valore di a=0,25g, sensibilmente più severo e cautelativo. I calcoli successivi (pagg. 19, 23), per la determinazione dell’accelerazione effettiva sul lotto, vengono però effettuati utilizzando il valore a=0,15g. Premettendo che tale scelta risulta del tutto legittima dal punto di vista tecnico e normativo, in attesa di recepimento da parte della regione, si ritiene però necessario utilizzare il valore a=0,25g, in modo da determinare valori maggiormente prudenti, ed una classificazione del lotto più severa, tenendo conto anche della complessità degli interventi previsti. Si propone pertanto di rivedere i calcoli effettuati in questa parte.

- Pag. 21 – Amplificazione sismica – Considerazioni generali: in relazione viene detto che la misura dell’impedenza sismica dei terreni in oggetto non è attuabile per le dimensioni dell’area. Si osserva però che l’area non risulta così grande da non permettere un’adeguata misura puntuale di tale parametro, peraltro facilmente ottenibile in quanto funzione della velocità delle onde di taglio (vs) e del peso di volume del materiale. Viene anche sottolineato, il relazione, che non viene effettuata una micorzonazione sismica reale sul lotto in oggetto, in quanto modelli matematici (Shake, Flush e Quad4) risultano di difficile applicabilità richiedendo un input accurato dei dati (caratteristiche geotecniche del terreno, moto sismico di riferimento), e ritenendo infine di applicare un metodo speditivo (Medvedev). A fronte di tale situazione e della complessità del progetto, si ritiene invece che sia necessaria l’elaborazione di una microzonazione sismica derivante da dati misurati sul lotto, e non basata su metodi empirici semplificati. Si propone pertanto lo stralcio di questa parte, e la sostituzione con una relazione maggiormente approfondita e con l’applicazione di modelli matematici accurati.

- Pag. 24 – Liquefazione: non ci trova d’accordo l’affermazione per la quale non esiste rischio da liquefazione in quanto non sono presenti orizzonti sabbiosi saturi. Infatti le stratigrafie dei sondaggi eseguiti sull’area mettono in evidenza la presenza di numerosi livelli, compresi nei primi 15 m, caratterizzati da sedimenti sabbiosi, sabbioso-limosi o limo-sabbiosi, potenzialmente liquefacibili. Il fatto che attualmente tali orizzonti non siano saturi non esclude che essi possano divenire sede di acquiferi freatici duraturi o di acquiferi sospesi, in occasione di importanti eventi meteorici. Si ritiene pertanto che, per garantire la massima sicurezza del manufatto anche in termini di rischio di liquefazione, sia necessario eseguire una specifica verifica nelle condizione maggiormente cautelative, vale a dire considerando saturi i livelli sabbiosi rilevati nel corso dei sondaggi.

- Pag. 25 – Indagini geognostiche: come noto, un’adeguata caratterizzazione dei terreni di fondazione necessita di parametri geotecnici misurati direttamente, o attraverso specifiche prove in situ o con indagini di laboratorio. Per terreni del tipo in oggetto risultano molto utili prove in foro SPT, in special modo sugli orizzonti ghiaiosi, i quali non sono interessati, se non marginalmente, dalle indagini penetrometriche. A questo tipo di prove si associano spesso prelievi di campioni indisturbati significativi, da conferire presso laboratorio geotecnico, per la determinazione dei parametri geotecnici indispensabili per la verifica del terreno di fondazione. Nel corso del sondaggio effettuato nell’ottobre del 2006, così come negli altri sondaggi effettati sul lotto precedentemente, non sono state effettuate prove SPT e non si sono prelevati campioni indisturbati; i parametri geotecnici sono pertanto desunti dalle sole indagini penetrometriche, le quali non possono fornire dati sugli orizzonti ghiaiosi. Si osserva pertanto che per un’adeguata caratterizzazione geotecnica del lotto è opportuno eseguire almeno n. 2 ulteriori sondaggi a carotaggio continuo, da spingersi sino ad una profondità di almeno –30.0 m, con l’esecuzione ogni 2,0 m di profondità di prove SPT (con punta aperta nei terreni fini e punta chiusa nelle ghiaie), ed il prelievo, ove possibile, di campioni indisturbati sui quali effettuare successivamente indagini geognostiche in laboratorio. I sondaggi, il prelievo dei campioni e le prove geotecniche devono essere eseguite conformemente alle norme AGI. Alla luce degli ulteriori parametri geotecnici misurati, occorrerà poi provvedere alla revisione dei calcoli relativi alla capacità portante del terreno.



6. RELAZIONE DI IMPATTO ACUSTICO – (ALLEGATO 2)

SI OSSERVA CHE

1. Il valore differenziale di immissione non può essere verificato attraverso le mappe acustiche poiché rappresentano il livello diurno (Lepeq, d), mentre il valore differenziale innanzitutto va verificato all’interno delle abitazioni a finestre aperte ed inoltre deve essere riferito al tempo di misura non si deve operare alcuna “diluizione” dei livelli sonori. Inoltre il livello differenziale deve essere valutato considerando i complessivi valori di immissione sia del rumore residuo che del rumore prodotto da tutte le attività collegate al nuovo centro di guida sicura. Tale valutazione potrebbe essere quindi eseguita solo adottando e specificando le necessarie ipotesi (attenuazione tipica delle finestre aperte, ecc...). Soprattutto è necessario approfondire il rispetto del valore differenziale presso edifici critici come il
n.50, 51 e 52.

2. Le due tabelle, riportate in Allegato 2.5, contengono i risultati delle simulazioni puntuali eseguite in corrispondenza dei ricettori individuati che corrispondono agli edifici residenziali presenti nella zona; il calcolo è stato eseguito all’altezza di 1,5 m dal piano campagna, incrementando poi l’altezza di 3 m per ogni piano successivo al primo. Si presume quindi che dove ci sia scritto 1° Piano si intenda piano di campagna (altezza di 1,5m) e 2° piano si intenda primo piano (altezza 4,5m) Presso gli edifici 51,52 il valore ottenuto dal modello è riferito quindi alle due altezze citate, sarebbe interessante verificare il livello di rumore all’altezza di 7,5 metri (denominato 3° Piano) in quanto l’altezza di 4,5 metri è praticamente uguale a quella della barriera acustica (alta 4 metri) che protegge sensibilmente il ricettore. Se attualmente l’edificio 51 e/o 52 non hanno luoghi adibiti all’utilizzo delle persone con altezza superiore ai 4,5 metri verificare che gli strumenti urbanistici del comune di Modena non permettano di innalzare un nuovo piano. Come si può osservare dai dati della tabella 1, per esempio nel punto 52 lato nord (dove il livello differenziale è molto vicino al limite imposto dalla zonizzazione acustica), la differenza di rumore tra il 1° piano e 2° piano post operam è pari a 1,8 dBA mentre ante operam è pari a 0,8 dBA. Sorgenti vicine causano incrementi maggiori di rumorosità al variare dell’altezza del ricettore sensibile.

3. Indicare la presenza di ulteriori aree edificabili previste dagli strumenti urbanistici comunali, prossime al nuovo centro ed eventualmente esprimere un giudizio in merito al rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente per queste aree, soprattutto rispetto alle altezze che tali edifici possono raggiungere.



7. RELAZIONE SULLE EMISSIONI IN ATMOSFERA – (ALLEGATO 3)

SI OSSERVA CHE

Nella fase di cantiere si dichiara che gli effetti provocati sulla qualità dell’aria (in particolare sulle concentrazioni delle polveri) dall’attività di carico e scarico del materiale, dalle attività di escavazione e dall’erosione eolica di terreno nudo sono trascurabili in quanto si tratta di terreno umido. Al contrario nella pagina seguente (pag 36/39) si dichiara che l’umidità delle piste potrebbe essere pari al 4% nella situazione peggiorativa, umidità piuttosto bassa. Oltre a ciò nell’analisi meteo si parla di un 20% di giorni piovosi. Sembrerebbe che l’umidità dell’area sia molto bassa. E’ necessario chiarire queste affermazioni contrastanti. Sia nel caso della conferma di terreno secco o umido sarebbe gradita la presentazione di una nuova simulazione, in particolare:
1) se terreno secco simulazione con contributo dell’erosione eolica e dell’attività di escavazione;
2) se terreno umido simulazione modificando l’umidità delle piste.



8. IL SISTEMA IDRICO SOTTERRANEO – (ALLEGATO 5)

SI OSSERVA CHE

- Pag. 5-6 – 2.4 PSC: Si veda osservazione n.2

- Pag. 33 – 4.2.1 – Vulnerabilità degli acquiferi – Settore occidentale – ex cava Polo 5.2: nella reazione viene sostenuta la tesi per la quale nell’area ex cava del polo 5.2 si è passati da un grado di vulnerabilità alto ad un grado di vulnerabilità media, per effetto dell’asportazione della ghiaia superficiale e del successivo parziale tombamento della cava con materiali fini. E’ però possibile osservare che il tombamento della cava con materiali fini non rappresenta di per sé un incremento della protezione degli acquiferi. Innanzi tutto non è chiaro con che materiali è stato effettuata tale operazione, che spessori sono stati messi in posa, le modalità di costipamento del materiale; mancano peraltro analisi specifiche su quel materiale, quali prove di permeabilità in situ, granulometrie; in sintesi non vi è un riscontro certificabile su queste asserzioni. Si ritiene pertanto che debbano essere eseguite specifiche indagini sull’area tombata, allo scopo di determinare l’effettiva efficacia di tale impermeabilizzazione, attraverso determinazione del il tipo di materiale utilizzato, gli spessori e la permeabilità superficiale. Alla luce dei dati così ottenuti occorrerà poi ridefinire la vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento e pertanto provvedere ad integrare la valutazione
degli impatti sull’elemento idrogeologico.

- Pag. 41 – 5 – Analisi del rischio di inquinamento delle acque sotterranee: viene sottolineato che l’attività prevista rappresenta un pericolo modesto di inquinamento delle falde. Tale affermazione non appare condivisibile in quanto il progetto prevede la realizzazione di un albergo, museo, sala conferenze e di un’ampia zona commerciale. A questo si aggiungono le quattro piste previste e soprattutto l’anello esterno, il quale, seppur saltuariamente, può essere utilizzato per lo svolgimento di gare sportive. All’anello esterno sono connessi box, assimilabili ad auto-officine. Uno scenario di questo tipo permette di ritenere almeno medio, se non alto, il grado di vulnerabilità territoriale soggiacente sull’area in esame una volta a regime l’attività prevista. A tal proposito occorre rivedere la valutazione effettuata e i successivi conseguenti capitoli.

- Pag. 52 – 6. Mitigazione degli impatti negativi: vengono qui proposti tre interventi di tutela e mitigazione degli impatti su tre differenti aree: n. 2 bacini di laminazione e l’area ribassata. Non sono illustrate invece le opere di mitigazione che possono interessare le restanti zone dell’area in oggetto, da integrarsi con le modalità di smaltimento delle acque superficiali, nell’ipotesi di sorgenti di inquinanti, in un’ottica di ulteriore auspicabile cautela nei confronti soprattutto del vicino campo pozzi di Marzaglia.



9. ASSENZA DI UN BILANCIO IDRICO

Premesso che:

Scrive il proponente (pag. 125 della Relazione Generale del SIA):
L’elevato utilizzo di acqua per il funzionamento di queste attrezzature prevede un recupero e riciclo dell’acqua (eccetto quella persa per evaporazione o trasporto fuori dalle aree di recupero) grazie all’utilizzo di un invaso di laminazione che filtra le acque dalle piste e le convoglia verso la rete principale delle acque bianche lungo la strada Pomposiana.( vedi Allegato n°4 e 5).
SI OSSERVA CHE
Manca assolutamente, nella relazione generale come negli allegati, un bilancio idrico che quantifichi almeno:
 Perdita di ricarica per le falde acquifere dovuta all’impermeabilizzazione dell’area a causa dell’intervento

 Quantità di acqua persa per evaporazione o trasporto fuori dalle aree di recupero e conseguente aggravio sul bilancio idrico globale dell’operazione



10. ERRORI DI COMPRENSIONE DEL PROPONENTE CIRCA IL CONTENUTO DELLE DIRETTIVE EUROPEE CITATE NEL SIA

In diversi punti della Relazione Generale del SIA il proponente insiste sul fatto che il Centro Guida Sicura sia una moderna necessità di ogni città che si rispetti al fine di adempiere agli obblighi imposti dalle nuove normative europee in materia di sicurezza stradale.
Andiamo a vedere cosa ci sia di vero in tutto questo.

Scrive a riguardo a pag.15 della Relazione Generale il proponente:
Per quanto riguarda le previsioni relative alla tipologia della domanda di intervento e alla copertura garantita dal progetto elenchiamo brevemente l’analisi relativa all’utenza prevista, anche in
relazione alla probabile (se non certa) ridefinizione delle Direttive Europee in materia di Sicurezza Stradale, di patenti ed esami.

A quali Direttive Europee di probabile (se non certa) ridefinizione starà mai facendo riferimento? La curiosità ci rode.

Prosegue il proponente:
Tutti questi neo-patentati, seguendo le Direttive Europee, dovranno svolgere, in prospettiva, un certo numero di ore di training su pista speciale (per le categorie maggiori almeno 8, se vogliono conseguire la cosiddetta "patente professionale").

E poi ancora (pag. 16):
Riteniamo prudente ipotizzare una domanda crescente almeno per 10 - 15 anni, in funzione anche della tempistica prevista per l'entrata in vigore delle Direttive Europee in materia di patenti e di esami.

Di nuovo si citano non meglio precisate Direttive Europee.
Ma qui il riferimento alle 8 ore almeno delle categorie maggiori, quello alla materia patenti ed esami ed al conseguimento dell’abilitazione professionale, ci fa venire il dubbio che la direttiva cui si fa riferimento sia la 2003/59/CE “Sulla qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o passeggeri”. Che all’ALLEGATO I - REQUISITI MINIMI DELLA QUALIFICAZIONE E DELLA FORMAZIONE, Sezione 2, punto 2.1 recita: “(…) Ogni conducente può effettuare al massimo 8 ore delle 20 ore di guida individuale su un terreno speciale oppure in un simulatore di alta qualità, per valutare il perfezionamento a una guida razionale improntata alle norme di sicurezza e, in particolare, per valutare il controllo del veicolo in rapporto alle diverse condizioni del fondo stradale e al loro variare in funzione delle condizioni atmosferiche e dell'ora del giorno o della notte (…)”

Dunque è il senso globale della Direttiva che appare stravolto: laddove il legislatore si preoccupa di fissare un limite massimo alle ore, solo eventualmente peraltro, trascorse dall’allievo su un terreno speciale, il proponente interpreta questo come l’obbligo per ogni allievo di passare almeno 8 ore in pista.
Inoltre dimentica di dirci che il legislatore ammette il “simulatore di alta qualità” come alternativa alle prove su percorso speciale: hai visto mai che forse non sono le Direttive Europee ad imporci di cementificare la campagna modenese ?

Ma andiamo avanti. Scrive il proponente (pag. 94 della Relazione Generale) che “la Direttiva Europea 2006/126/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio in particolare prevede entro cinque anni dall’approvazione la modifica di una serie di paragrafi alle normative dei singoli stati concernenti alla Patente di guida ed in un paragrafo specifico chiede che le prove di valutazione riservata alle manovre venga effettuata possibilmente su di un apposito percorso di prova. Ciò permetterà al progetto di presentarsi come uno dei primi tracciati in grado di rispondere alle esigenze manifestate dalla Comunità europea, oltre a significare che l’impegno per una nuova politica relativa alla sicurezza sulla strada passa, a giudizio dei maggiori legislatori, attraverso le piste di Guida Sicura (…)”

E chi siamo noi per sottrarci al giudizio dei maggiori legislatori?
Vediamolo questo giudizio: la Direttiva citata, all’ ALLEGATO II - I. REQUISITI MINIMI PER L'ESAME DI IDONEITÀ ALLA GUIDA, punto 10, recita: La parte di prova di valutazione riservata alle manovre particolari può essere effettuata su di un apposito percorso di prova. La parte di prova volta ad esaminare il comportamento nel traffico va condotta, se possibile, su strade al di fuori del centro abitato, su superstrade ed autostrade (o simili), nonché sui diversi tipi di strada urbana (zone residenziali, zone con limiti di velocità fissati a 30 e 50 km/h, strade urbane a grande scorrimento), rappresentativi delle diverse difficoltà che i futuri conducenti dovranno affrontare. La prova deve auspicabilmente essere effettuata in diverse condizioni di traffico. Tutto il periodo di prova deve essere impiegato al meglio per valutare le capacità del candidato nei diversi tipi di traffico e di strade incontrati, che dovranno essere quanto più vari possibile.

Dove ha trovato il proponente quel “possibilmente” ? Dispone di una versione della normativa non ancora distribuita ai cittadini ?
Anche qui il senso complessivo che se ne desume è esattamente l’opposto di quanto vorrebbe dimostrare il proponente: il legislatore intende dare facoltà agli esaminandi, eventualmente, di effettuare parte dell’esame su un percorso speciale. Ma è ben evidente che non c’è alcuna direzione o trend legislativo a riguardo, come vorrebbe far credere il proponente. Il legislatore anzi pone l’attenzione e si preoccupa di dettagliare gli obblighi riguardo la parte di prova che si svolge sul traffico. Forse perché la considera più efficace ? Chissà.

Prosegue ulteriormente il proponente:
“(…) nella stessa direzione infatti va la Legge 286/2005 dedicata alla professionalità dei conducenti, che prevede una formazione obbligatoria di 280 ore con esami (…)”

Il Decreto Legislativo 286/2005 altro non è che l’atto di recepimento, da parte italiana, della già menzionata Direttiva 2003/59/CE. E si limita dunque a fissare il medesimo massimo, sempre eventuale, di 8 delle 20 ore di guida individuale che un allievo può trascorrere su terreno speciale. Le 280 ore di cui parla il proponente sono semplicemente la durata totale, comprensiva di teoria e pratica, del corso obbligatorio per conseguire la “qualificazione iniziale”. Di queste 280 ore almeno 20 devono essere di guida individuale, di cui massimo 8, eventuali, su percorso speciale.
Ci troviamo dunque di fronte ad una tale serie di errori di comprensione e interpretazione di leggi e direttive che, proprio perché compiuti senz’altro in buona fede, ci fanno dubitare della capacità del proponente di condurre una Scuola Guida. Luogo nel quale la normativa, quella da cui dipende la sicurezza di tutti peraltro, occorre non solo conoscerla ma addirittura insegnarla.


11. MODIFICHE IN CORSO AGLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

Premesso che:

1. In data 23/4/07 la Consulta Ambiente del Comune di Modena, organismo che raggruppa tutte le principali associazioni ambientaliste locali, ha presentato alla Provincia di Modena e alla Regione Emilia Romagna proposta di istituzione di nuova area protetta che comprenda tutta la zona nella quale si vuole costruire l'autodromo di Marzaglia
2. La proposta è attualmente in fase di valutazione, essendo stata elaborata in ottemperanza alla Legge Regionale 6/2005 che prevede che le associazioni ambientaliste maggiormente rappresentative, in fase di elaborazione da parte della Regione del Programma Triennale Regionale per le Aree Protette – fase nella quale ci troviamo tuttora - possano presentare richiesta di modifica dei confini o istituzione ex novo di dette aree.

3. Che il Consiglio Provinciale ha deciso, con delibera n.160 del 13 luglio 2005, di dare vita ad un processo di aggiornamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.), il principale strumento di pianificazione che definisce l’assetto del territorio, è sede di raccordo e verifica delle politiche settoriali e strumento di indirizzo e coordinamento per la pianificazione urbanistica comunale.

4. Che tale fase di aggiornamento è tuttora in corso

5. Che il nuovo PTCP dovrà recepire, per esempio ma non esclusivamente, il Piano Regionale di Tutela delle Acque, che interessa direttamente il progetto

SI OSSERVA CHE


Sarebbe opportuno sospendere la Valutazione di Impatto Ambientale in corso fino all’approvazione degli strumenti di pianificazione citati. Qualora ciò non fosse tecnicamente possibile, sarebbe opportuno optare per l’alternativa zero e poi riesaminare il progetto dopo l’aggiornamento con le modifiche che saranno imposte dai suddetti strumenti.



12. VANTAGGI DELL’ALTERNATIVA ZERO

Esaminando l’alternativa zero il proponente elenca una serie di svantaggi che, a suo dire, patirebbe la città dalla scelta di non realizzare l’opera in questione. Naturalmente ciò è perfettamente comprensibile e lungi da noi sindacare le legittime aspettative e priorità che ciascuno vede nell’uso del territorio. E anche, perché no, i propri legittimi interessi personali e aspettative di guadagno economico. Ma ci si lasci altrettanto osservare come l’alternativa zero sia l’unica opzione che avrebbe un bilancio ambientale in positivo, liberando l’area per un successivo ampliamento del bosco di pino strobo o del progetto bosco-fattoria e soprattutto restituendole la naturale destinazione a polmone verde della città, che già era stata individuata dalla Provincia di Modena e dai comuni di Campogalliano, Rubiera e Modena nel lontano 1984, con lo “Studio di fattibilità ai fini della realizzazione e della programmazione tecnico finanziaria del recupero e valorizzazione dell’area della cassa di espansione del fiume Secchia”. Lo alleghiamo alle presenti osservazioni perché possa costituire, per chi è chiamato a tutelare primariamente gli interessi della collettività tutta, fonte di ispirazione per le decisioni dell’oggi.








ALLEGATO AL PRESENTE DOCUMENTO : CD ROM contenente “Studio di fattibilità ai fini della realizzazione e della programmazione tecnico finanziaria del recupero e valorizzazione dell’area della cassa di espansione del fiume Secchia” in formato pdf

giovedì, giugno 21, 2007

cose sulla mia ragazza


Questo lo avete visto tutti: è il logo di A-Style, quel poco che in duemila anni Limidi di Soliera ha offerto al Mondo.
Stasera ho spiegato alla mia ragazza cosa rappresenta. C'è rimasta male.

giovedì, giugno 14, 2007

an-da-te-a-la-vo-ra-re


Io vorrei che di questi pirla si parlasse, nei prossimi giorni, almeno la metà di quanto si è parlato dei gelati di Buttiglione: e che le loro dimissioni fossero ventilate con più brio di quelle di Selva.

Io vorrei, populisticamente vorrei, che questi pirla che io pago, con le tasse mie mie che non evado mai, io vorrei che di questi pirla che ingrassano col lavoro mio, fosse reso noto: 1. Cognome e nome; 2. Collegio elettorale; 3. Situazione professionale prima di vincere la lotteria, pardon, le elezioni, a nome di quel glorioso partito che fa le sagre della polenta con il leun-bastona-i-terun.

Io vorrei, razzisticamente vorrei, che i loro elettori dimostrassero al mondo di non essere subumani chiedendo nelle piazze pubbliche scuse per avere eletto questi signori che definire teste di cazzo è un'offesa al mio cazzo e al vostro. Un po' di cenere sul capo sarebbe opportuno, magari anche il saio o il cilicio o il cappio al collo, del resto queste cose lorsignori padani le conoscono bene, essendo usciti dal medioevo dopodomani.

Ma anche meno. Io vorrei che questi signori d'oltrepò che da vent'anni si baloccano col voto di protesta, semplicemente ammettessero che non hanno capito niente, ma niente di niente, e che hanno mandato a Roma la classe dirigente più cialtrona e succiacapre che esista: gente rapace quanto i mafiosi, senza avere della mafia la professionalità e lo charme.

mercoledì, giugno 13, 2007

Ninja Hood

Igor Vaclavic passava le nottate vestito come un vecchio guerriero giapponese, con tanto di coltelli, arco e frecce. Si aggirava nell'ombra, furtivo, scivolando via come nella Foresta dei Pugnali volanti. Colpiva le sue vittime con la grazia di un antico giustiziere, rapinandole come un esotico robin hood.

S'e' imbattuto nella spingarda d'un ottantenne che, rotolando per le scale, ha sparato un colpo a vuoto e l'ha messo in fuga. Il carabiniere che lo arrestava di li' a poco pare abbia detto:
Ah Igor, facce Tarzan!
. La brutalita' delle forze dell'ordine. C'era un volta ninja russo a Rovigo. Poi dite che il riscaldamento globale non fa male.

le infinite vie del cuore

Io per lavorare uso dei raccoglitori che non so bene come si chiamano, consistono in una specie di valigetta che dentro si divide in tanti faldoni.
Devo menzionarli in una tesina ma non so come si chiamano, sicché mi metto a cercare su google. E trovo lei.


Sento già di volerle bene.

lunedì, giugno 11, 2007

una vaga sensazione di m

In tutta la mia ormai non più breve esperienza, non avevo mai segato un alunno.
Fatto.
Ieri stavo meglio.

venerdì, giugno 08, 2007

sabato, giugno 02, 2007

Nozze ai monsoni

A giudicare dal gossip, dalle parziali ammissioni strappate su Sviluppina, dalle credenze popolari e dalla pioggia che pesta ai miei abbaini, oggi potrebbe esserci una sposa molto, molto fortunata.

In seguito forse dovremo cominciare a correggere il concetto di "Estate" in "Stagione delle piogge", per via di un certo allargamento dei Tropici. C'entrerà l'uomo? O la merda delle vacche? Mah? Chissà? Mi piove in casa, dovrei chiamare il piombatore ma è tutto chiuso per la festa della Repubblica. Che quando serve, non c'è mai, 'sta Repubblica.

lunedì, maggio 28, 2007

domenica, maggio 27, 2007

ti dispiacerebbe toglierti quel dito da lì

Io credo che poche persone, in Italia, sappiano spiegarsi per iscritto con la semplicità e la chiarezza di Luca Sofri, abitualmente.
Proprio per questo, mi pare opportuno ricopiare quello che ha scritto nelle faq riguardo alla questione-Diaco.
Ma Diaco???
Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito. Se la presenza o meno di Diaco o di altri in fondo a una lista di nomi accessoria e assai subordinata a un discorso precedente assia più importante, è la prima cosa su cui riflettete prima di aderire o no, beh, non aderite. Che ci sia Diaco ha ottime ragioni, per alcuni. Per altri, chissenefrega se c'è Diaco. Poi ci sono quelli che non firmano per via di Diaco.
Non si capisce una beata fava.
C'è un modo di dire che gli viene sempre in mente, quando è in difficoltà: quando il dito indica la luna, eccetera. Seguono due frasi dalla sintassi involuta ("che ci sia Diaco ha ottime ragioni"?). Sembrano francamente scritte da uno che ha un dito di traverso, non dico dove e non so il perché. Ma secondo me è proprio il caso di indicarglielo: ehi, levati quel dito da lì, poi se insisti parliamo anche della questione generazionale.

sabato, maggio 26, 2007

mercoledì, maggio 23, 2007

Follini il lapidario

Il Partito Democratico e' una DC che guarda a sinistra


La lapide di Follini sul PD. Ora potete andare a casa. Tutti. Compresa la Binetti.

lunedì, maggio 21, 2007

Va tòr in cul demoni, alleluja

Ai tempi in cui gli scout della bassa esploravano le sperdute parrocchie dell'appennino, si favoleggiava di predicatori itineranti a cui il vin santo a digiuno dava alla testa, che nel mistero di certe chiesette prorompevano in omelie memorabili:

Perché la Màdona, la gh'à 'na forssa putàana, ch'la tos al demoni par la còda e al manda a torl'in dal...


("Giacché la Madonna, riveriti figliuoli, ha una forza prodigiosa che Le consente di afferrare il demonio per la coda e scagliarlo nell'Inferno")

Tutto questo e di più si può sperimentare giocando a Bible Fight, il videogioco che mette contro i più fighi personaggi della Bibbia, e pokemon e dragonball scompaiono al confronto. Come dice Dhinus, la mossa "di noè che chiama la carica di animali dell’arca vale da sola una partita".