mercoledì, maggio 16, 2007

Tana libera tutti

Se Calabresi era un fedele servitore dello Stato e Sofri e' un intellettuale vittima degli eventi... potremmo dire che Calabresi l'ha ammazzato Pinelli. Tutti contenti?

Quasi quasi chiedo scusa a Camarca

Un paio di giorni fa ho letto sul Carlino un articolo di Luigi Bacialli, a proposito del corteo delle prostitute a Padova, talmente idiota ma talmente idiota che Camarca non gli porta neanche l'acqua. Sia detto per dovere di cronaca e di imparzialità.

domenica, maggio 13, 2007

La famiglia è un problema ma mai quanto la democrazia

Ci sono pochi concetti che fanno schifo come quello di famiglia. Poi magari uno nel concreto ha del culo e non si trova neanche male, anche perché di solito gli manca la controprova. Ma l’evocare la puzza della propria tana e il legame di sangue come baluardo ed estremo rifugio del sé nei confronti del resto del mondo è qualcosa di abbastanza orripilante.

Ciò detto, il dibattito al quale ci tocca assistere in Italia è invece ridicolo nella forma e assolutamente ozioso nella sostanza: se la Chiesa stia o non stia ingerendo indebitamente quando dice come devono comportarsi i politici cattolici.

Quando è evidente che il problema non è il papa conservatore (che può dire quello che vuole), né i vescovi conservatori (idem) e neppure i politici baciapile (che possono baciare e votare quello che vogliono). Il problema è ben più generale e si chiama democrazia. Questa forma di democrazia che permette, a qualsiasi latitudine del mondo, a qualsiasi minoranza che sia un po’ corposa di schiacciare tutti gli altri imponendogli le proprie regole. Quand’è che qualcuno lo dice ai giornali ?

giovedì, maggio 10, 2007

In difesa del puttaniere

Ci volevano le scemenze di un tal Claudio Camarca, scrittore, regista e ospite l’altro giorno a Omnibus per farmi tornare a parlare di prostitute.


Eh sì che in questi mesi la loro fregnaccia sul tema l’hanno detta un po’tutti: da Filippo Facci ad Amato, passando per Christian Rocca (Veltroni che chiama il suo progetto di riduzione del danno Roxanne, invece dovrebbe chiamarlo Police, sai le risate) e qualche altra decina di giornalisti da tg e da rotocalco serale. Ma io no, io zitto. Che le prostitute ormai fanno parte del mio passato. E poi se devi replicare a ogni pirlata che senti dire da un giornalista o da un ministro stai fresco. Ma quando un simile livello di scemenza arriva ai registi, forse abbiamo passato il segno.

Dunque, questo tizio prima ne esce con la leggenda metropolitana dei cinesi che non muoiono. Così, senza vergogna. Come un Paragone qualsiasi (intervista a Radio 24, settimana scorsa). E Piroso, il conduttore ? Cosa replica il buon Piroso ? S’indigna ? S’impegna ? No, getta la spugna senza gran dignità. Ma come ? In tv nel 2007 è ancora ammesso propalare impunemente questa stronzata sui cinesi che non se ne muoiono mai? E nessuno che ti quereli ? Neanche un sotto-vice-ambasciatore pechinese coglione di seconda classe ?

Poi la seconda perla. Si parla dell’omicidio di Roma, quello dell’ombrello. E’ stata una prostituta. E, andando a memoria, credo sia il primo caso in cui una prostituta fa del male a qualcuno che non sia il suo protettore o un cliente violento. Bene: il nostro genio della macchina da presa dichiara: “credo che i responsabili di quell’omicidio siano i clienti. Bisognerebbe punire i clienti”

Va bè, c’è il gusto del sensazionalismo. Siamo in tv e bisogna spararle grosse. Però ci sono anche dei limiti di decenza.

E’ quel tipo di posizione che non vede nelle puttane persone di carne e d’ossa ma figure mitiche. Che sconfinano nella mistica delle sante peccatrici. Dunque si toglie loro anche il libero arbitrio di poter compiere il male. O magari semplicemente di essere psichicamente instabili per i fatti propri. Ce n’è una (dico una!) all’interno della categoria che è anche un’assassina ? No: è colpa dei clienti! Che notoriamente sono dei maiali.

Questa storia che bisogna punire i clienti, seguire il modello svedese periodicamente risalta fuori. Di solito la dice il ministro Amato. Ma agli ex bambini prodigio si perdona tutto (a proposito: ma non doveva finire la sua carriera politica dopo l’ultimo incarico a Presidente del Consiglio? Ma possibile che nessuno gli ricordi mai quella solenne promessa fatta davanti al parlamento ?).

Ma torniamo a noi, dicevamo: la Maddalena, lo sappiamo, è solo un povero Cristo. Ma il viscido cliente disposto a scucire la grana in cambio di un po’ di piacere effimero, quello è un porco. E oltre a pagare deve pagarla. Deve pagarla perché è complice della schiavitù delle ragazze, giacchè se non ci fosse domanda non ci sarebbe neppure l’offerta. Facile, no ? Lo dice la Chiesa e lo dice il ministro. Lo dice la Svezia. Lo dicono le decine di ordinanze dei sindaci che vietano transiti, fermate e intralci al traffico in determinate vie a determinate ore.

D’altronde il proibizionismo sul piacere individuale è qualcosa che storicamente ha sempre funzionato così bene che viene da chiedersi come mai non ci abbiamo pensato prima.
I grandi successi mietuti con la politica repressiva sugli stupefacenti sono di enorme conforto, dunque andiamo avanti per quella strada.

Benissimo. Però è anche tempo che Amato, la Chiesa, Camarca e tutti quelli che inveiscono contro i clienti prendano atto del fatto che nessuno in Italia ha mai “salvato” tante prostitute quante i clienti. Nessun prete. Nessun servizio sociale laico e comunale come il mio. La quantità di ragazze che esce dalla strada grazie a un cliente innamorato che: le sposa/ denuncia gli sfruttatori/ospita la ragazza è enorme. E senza dubbio è la più grande risorsa di cui disponiamo. Poi c’è l’altra categoria di cliente. Quello violento/rapinatore/stupratore/assassino ecc. Vediamo un po’: secondo voi cercare di spingere il cliente nella clandestinità quale delle due tipologie favorirà ?

A Modena come al solito siamo più avanti. In una indagine terminata lo scorso anno sono stati arrestati e poi condannati per sfruttamento della prostituzione, con tanto di nome e foto pubblicati sui quotidiani locali, tre pappagiro. Ora: la figura del pappagiro, da non confondersi col pappone, può in effetti apparire ad un primo esame abbastanza squallida: si tratta di solito di persone attempate, quando non di autentici vecchietti, che in cambio di qualche favore sessuale e/o di qualche spicciolo fanno da tassisti alle ragazze. Solo che, come mi ha spiegato una volta una ex prostituta, il pappagiro è spesso l’unica persona di fiducia per la ragazza. Quando vuoi tenerti un po’ di soldi da parte, magari per inviarli a casa senza che passino per la Madame, li affidi a lui. Lo mandi a fare il bonifico alla Western Union perché tu non ci puoi andare. Poi lui ti porta la ricevuta e tu ti fai dare una palpatina. “Meno male che ho incontrato lui” mi diceva.

Certo, in un mondo ideale non avremmo bisogno di loro. E neanche delle prostitute: tromberemmo tutti come ricci, vivremmo amori eterni e appaganti e la ricchezza sarebbe equamente distribuita tra tutti gli abitanti del pianeta. In questo, tocca arrangiarsi.

mercoledì, maggio 09, 2007

Non ho mai invidiato così tanto i politici cattolici

Loro che possono essere scomunicati

adesso spogliati (ma non illuderti)

Insomma la trasmissione tv più estrema dell'anno è una roba che faceva già Umberto Smaila su Italia 7 quando andavo a scuola.
Però oggi lo fanno con l'ironia, certo.
E con parecchi chili in più, anche quelli tutti ironici suppongo.

Mah. Ho scritto un pezzo su un programma che non ho visto, il cui contenuto è: Mah. Ne approfitto per fare un coming out: anche quando andavo a scuola, io, Colpo Grosso non lo guardavo mica.
Giuro. Gli spogliarelli non mi hanno mai preso, m'innervosiscono.
Piuttosto tiravo un po' più tardi, su canali che tiravano fuori fondi di magazzino interessantissimi e a volta anche un po' lubrici (per esempio ho ancora un ricordo vivido di questo).
O al limite c'era Ghezzi. Ma asincrono com'era, m'innervosiva più degli spogliarelli.

Adesso a quelle ore è tutto uno spalancare cosce su richiesta telefonica, roba che secondo me è in grado di fiaccare persino la potente libido dei ragazzini d'oggi. Sul serio, quelle tipe lì son peggio del bromuro. Questa almeno è la mia percezione.
Oppure sono in andropausa, a volte ci vado.

E magari passo per pignolo io

Oggi il Presidente della Repubblica, nientemeno, ha chiesto che "la pena detentiva sia riservata a chi commette crimini che destano maggior allarme".
E tra tutti gli stronzi che parlano a sproposito di relativismo etico scommetto che nessuno avrà niente da obiettare.

martedì, maggio 08, 2007

la sarkosi

Dottore, insomma, mi sento un po' di sarkosi, è grave?
Premetto che sono di sinistra. Leggo due quotidiani al giorno e guardo Matrix, insomma, ho tempo da sbatter via. Sono un borghese neanche tanto piccolo in una città che, dottore mio, è sempre più carica di straccioni, lo ha notato?
Ho fatto anche politica, ero in lista con Veltroni. Ho amato intensamente i negretti, gli albanesi, i cinesi, rumeni, chiunque venisse a darsi da fare in questa città immortale. Pensavo che lasciare gli zingari nel centro storico di Roma fosse la scelta giusta. Cioè, io m'immaginavo già mio figlio architetto sposarsi con una laureanda di scienze della comunicazione di origini tzigane, e magari nozze stile Bregovic. Anzi avevo già fantasticato di chiamarlo, Bregovic. Mi ero informato sui prezzi, non è neanche tanto caro.

E poi dottore, che m'è successo. Da quando ho il C1 dal carrozzaio, ho cominciato a prendere i mezzi, e ho avuto una rivelazione, un'epifania, insomma, questi stranieri non sono mica tanto gentili con noi romani! Ci dicono le parolacce! Sputano e puzzano! Alla fontana di Trevi ci sono gli ambulanti! Si rende conto? Gli ambulanti! Alla fontana di Trevi!

Certe volte mi metto a picchiarli, a cacciarli a pedate dall'autobus tra gli applausi... ma di solito mantengo il mio senso critico, dottore, e mi chiedo: dov'era la politica, in questi anni? Perché non si è preoccupata dei problemi? E la società civile dov'era? E il ceto medio riflessivo, perché non rifletteva? Eh? Eh? Perché ha permesso tutto questo permissivismo? Non è una vergogna? Lei che dice, dottore?

(Vedi anche Brodo sul veltronismo).

lunedì, aprile 30, 2007

non vedo, non sento, ma insegno

Gli insegnanti che tagliano le lingue.
I pornoinsegnanti su youtube.
Gli insegnanti satanici che organizzano orge nell'orario di lavoro.
Ma ci sono anche gli insegnanti che nel tempo libero fanno i detective, al cinema o in tv, e anche loro m'inquietano un po'. Poi lo sapete anche voi che m'inquieto con nulla.

Però. 'Sti qua son sempre in giro a ficcare il naso al di fuori delle loro competenze. C'è il caramba, c'è il pulotto, c'è già abbastanza casino. Eh no! Arriva la prof che non si fa i cazzi suoi! Ma dove lo trova il tempo? Quasi sempre sono insegnanti di liceo: ci avranno il libro con tutte le versioni di latino risolte, e al pomeriggio si annoiano. Io ho roba da correggere fino a metà giugno: se sento che sgozzano il vicino, mi tappo in casa.

Inoltre. Se c'è un mestiere poco adatto per un prof, mi pare, è la detection. I detective sono curiosi e analitici, per definizione. Al contrario gli insegnanti si selezionano per la gran quantità di cose che riescono a non vedere in orario di lavoro. Meno uno vede, meno uno sa, meglio lavora.

Traffici di merendine nell'intervallo. Urla dalle toilettes. Tiri incrociati di bigliettini umettati con lo sputo per ragioni non sempre aerodinamiche, e la vostra prof dov'è. Non c'è. Ma era qui un attimo fa. Come scompaiono i prof, nessuno.

Io, insomma, se lavorassi nel deprimente mondo della fiction, guarderei ad altre professioni. Le portinaie, ad esempio: hanno molto, ma molto tempo libero, e sono di un'impiccioneria proverbiale. Mi immagino già "Sulle orme dell'assassino", con la Pivetti che guarda sottecchi mentre armeggia col mocio vileda. Non ha importanza quale Pivetti, diciamo la più professionale delle due. Non dico che me lo guarderei, ma eviterei di tirare pezzi di cancelleria sul videoschermo, come stavo per fare ieri sera.

domenica, aprile 29, 2007

A volte ritorno

Caro Leo,

è che ci sarebbero talmente tante cose da dire che o le dici tutte o resti nel chiuso del tuo pervicace autismo. Solo ieri, per dire, tutti i principali quotidiani dedicavano il titolo d’apertura alla condanna della Franzoni. Cioè a una vicenda privata. Siamo tornati a Dreyfus. Allo smemorato di Collegno. E’ anche questo un segno dei tempi. L’unica vera corrente trionfante della politica mondiale, il regressismo, ha ingranato la quarta anche qui da noi. Lo si vede nel suo opposto: prendi ad esempio un termine feticcio come “socialismo”, per due secoli quasi sinonimo di “progressismo”. Era geniale. Talmente vago che ci potevano dormire sopra quasi tutti. Niente. Evaporato in pochi giorni nel nome delle nozze Dc-Pci. Si resta basiti. Anche quelli come me a cui in realtà la parola ha sempre evocato un retropensiero tipo: rottura di palle: vicinanze indesiderate, eccessive e moleste. E’ il cilicio il futuro che ci aspetta.
Nel frattempo i passeri se ne stanno andando nel silenzio generale. Le api, pure.

venerdì, aprile 27, 2007

Middle Class Kid

La colonna sonora della Rivoluzione vi sarà gentilmente offerta da polaroid blog.

(ovvero: nel magico mondo dei referrer scoprirete i vostri capi di imputazione)

a questo punto s'impone una domanda

Cragno, dovecazzo sei? T'è successo qualcosa?
Qui mi si stanno esaurendo le puttanate.

(Se vi manca quel tanto di modenesità, consolatevi con Parco Amendola).

mercoledì, aprile 25, 2007

my super sweet martyr

Io non è che voglia fare l'originale a tutti i costi. Fino a ieri (ora di pranzo) per me Cho Seung-Hui era un pazzo assassino in uno Stato in cui un pazzo assassino può facilmente procurarsi delle armi. E basta.
Ma ieri, sparecchiando, ho urtato il telecomando e su MTV c'era My Super Sweet 16.
E' difficile descriverlo, beh... guardatelo. Lo fanno contemporaneamente a DragonBall, che in confronto è un inno alla pace e alla serenità non competitiva.

Il senso è mostrare ragazzine sedicenni ricchissime che dilapidano le fortune dei genitori per affittare discoteche, stilare una lista di In e di Out e tenere fuori tutti gli amici non abbastanza brillanti. Il meccanismo è abbastanza chiaro, ed è tipico di ogni reality: le galline sono talmente vuote e sceme che qualsiasi spettatore davanti a loro non può non sentirsi migliore. Ma è tutto talmente smaccato, talmente violento ed esibito, che viene realmente voglia di dirottare il jet privato che mammà ha prenotato per andare a fare shopping a Las Vegas e schiantarlo contro qualche secondary school.

E allora: è un bel rischio avere pazzi per le strade e fucili in tutti gli spacci. Ma se tieni i pazzi per le strade, i fucili alla cassa e My Super Sweet 16 in televisione, tu Seung-Hui un po' te lo meriti.

lunedì, aprile 23, 2007

ti scrive i testi Flavia Vento o viceversa?

"...E' come scalare una scala. È meglio salirla che scalarla, perché scalarla si bruciano le tappe"

Lapo Elkann descrive il suo modello di business a una tale di Canale5, ieri sera.

venerdì, aprile 20, 2007

alibi

Certo che io, se fossi il capo della Mafia, sarei una persona astuta e intelligente, anche di più di quanto già sono. E che grande capo della Mafia, sarei.

Che voglio dire: già uno della mia intelligenza sta in un bilocale, e figurati se fossi il capo della Mafia. Una masseria nel centro del nulla? Maddai. Lì ci manderei i galoppini, i quaqquaraquà che si credono domineddio perché alle elementari hanno imparato a scrivere i pizzini. Io nell’ombra starei. Finanzierei. Solleciterei. Tutto per interposta persona. Nessuno saprebbe chi sono. E quindi chi sarei?

Senz’altro sarei ricco. Agli altri l’onere di contare i miliardi e far la vita da poveracci. Ricco ma senza ostentazione, perché nessuno ha da sospettarmi. E dunque: come faccio a essere ricco in Sicilia senza che nessuno si chieda il perché? Nobile? Ma è una cosa che non s’inventa, e poi i borbonici e compagnia è tutta gente con le pezze al culo e di dubbia moralità.

Sarei industriale. L’unico industriale pulito di tutta la regione o quasi. Che se ci rifletti bene, chi si può permettere di avere un’industria pulita in Sicilia? Solo il capo dei capi della Mafia. Appunto.

Sarei ricco, ma discreto, elegante, affabile. Produrrei una cosa modernissima e innovativissima. Tutti verrebbero a chiedermi come si fa a produrre cose modernissime e innovatissime nel mezzo del medioevo mafioso, e io sotto i baffi ghignerei: Una fatica, si fa. Ma bisogna resistere, resistere, resistere.

E insomma, se non s’è capito: io se fossi il Capo della Mafia sarei Pistorio. Ma non lo sono. Quindi ho un alibi.

martedì, aprile 17, 2007

sparare è troppo facile

Perché gli americani hanno la fissa delle armi da fuoco? Oppure: perché non hanno, come noi, la fissa delle armi da taglio? Da noi i massacri non si fanno anche perché col coltello è oggettivamente dura.

Stasera i due bellocci di Lost erano prigionieri in una trappola - un retino sospeso in aria. La prima cosa che gli viene in mente è prendere la pistola e... sparare alla corda, come Clint Eastwood. Un chirurgo e un'abile fuggitiva, oscillanti a mezz'aria. Ma siete deficienti? A parte l'impossibilità fisica di centrare una corda sparando da un pendolo, figurati se cadendo non vi spezzate tre costole e non vi parte un altro colpo in canna.

E soprattutto: ve ne andate in mezzo ai boschi senza un coltello? Stupidi uomini bianchi.

Detto questo

Io sono per le seconde possibilità. Fosse stato per me, anche a Satana avrei dato una seconda possibilità.
Detto questo, vaffanculo.

revisionismi

Chissà quante volte mi è capitato di dire "guardate che Dresda è stata anche peggio di Hiroshima". Beh, salta fuori che forse non è vero. E la colpa sarebbe in parte di Vonnegut, che si sarebbe basato su un dato gonfiato dal famigerato Irving.

Qui invece c'è un ritaglio di Tuttolibri dove Giorgio Bocca dà del Pansa a Beppe Fenoglio. "...della Resistenza non ha capito nulla... La sua Resistenza è falsa, un teatro di assassini, di cialtroni, di poveracci". Bella la tua, vien da dirgli.

domenica, aprile 15, 2007

stella rossa su Milano

In via Paolo Sarpi a Milano i bottegai cinesi hanno organizzato una sommossa contro i vigili urbani. Hanno le loro ragioni, hanno i loro torti, ma il punto è che per farli valere hanno chiamato il Console.

Questa è secondo me la cosa più inquietante. Non hanno meccanismi di rappresentanza, i cinesi di via Sarpi? Si devono far rappresentare da un signore nominato da Pechino?

E insomma, dietro a tutto questo c'è la Domanda: siete in Italia o no? Ci siete per turismo o per contribuire al Prodotto Lordo? Non vi chiediamo neanche di imparare tutti l'italiano subito, è una lingua difficile. Ma lo troncate almeno il cordone ombelicale con quella Repubblica Popolare nel cui grembo non dovevate stare molto comodi? Il Console di Pechino deve venire a rimproverare l'autorità italiana per come ha gestito la faccenda; con che faccia?

La domanda va naturalmente girata anche a milanesi e italiani: vogliamo trattare i cinesi che lavorano in Italia come italiani o ci sta bene smollare i nostri quartieri a un altro Stato sovrano?

giovedì, aprile 12, 2007

So it goes

Se quello che ha imparato Billy Pilgrim sul pianeta Tralfamadore è vero – se cioè vivremo tutti in eterno, non importa quanto morti a volta possiamo sembrare – la cosa non è che mi sopraffaccia dalla gioia. Pure, se proprio devo passare l’eternità a visitare questo o quel momento, sono grato del fatto di averne trascorsi molti in allegria.
Uno dei più allegri degli ultimi tempi l’ho avuto nel mio viaggio di ritorno a Dresda col mio vecchio commilitone, O’Hara.
Eravamo su un aereo della compagnia di bandiera ungherese; il pilota aveva un paio di baffoni a manubrio, somigliava ad Adolphe Menjou. Fumava un sigaro cubano mentre l’aereo faceva rifornimento. Quando partimmo, nessuno ci propose di allacciare le cinture.
Una volta decollati, un giovane steward ci servì pane di segale, salame, con burro e formaggio e vino bianco. Il tavolino davanti a me non voleva aprirsi; lo steward andò in cabina e tornò con un cavatappi, che usò per fare scattare il tavolino.
A parte noi c’erano soltanto sei passeggeri. Parlavano molte lingue, e anche loro erano molto allegri. Sotto di noi, la Germania Est era illuminata: immaginai di bombardare quelle luci, quei villaggi, quelle città.

O’Hara e io non avevamo mai immaginato di fare molti soldi nella vita: e invece eccoci qua, ricchi e ben pasciuti.
“Se ti capita di passare per Cody, nello Stato del Wyoming, chiedi in giro di Wild Bob”.

O’Hara aveva un quadernetto con sé: stampate sul retro si trovavano tariffe postali, distanze aeree, altitudini delle più famose montagne, e altri dati indispensabili sul mondo. O’Hara stava cercando il dato della popolazione di Dresda, che nel quadernetto non c’era, quando si imbatté in questo passaggio che mi fece leggere:

In media 324.000 bambini vengono al mondo ogni giorno. Nello stesso giorno, 10.000 persone in media moriranno di denutrizione. Così è la vita. Inoltre, 123.000 persone moriranno per altri motivi. Così è la vita. Questo comporta un guadagno netto di circa 191.000 persone al giorno nel mondo. L’Istituto Demografico di Washington prevede che la popolazione mondiale raddoppierà, superando i 7 miliardi, prima dell’anno 2000.

“Immagino che vorranno tutti dignità”, dissi.
“Immagino di sì”, rispose O’Hara.
Kurt Vonnegut (11/11/1922-11/4/2007), Mattatoio 5. Traduzione (brutta) mia.

eddai vergognati, che ti costa

Massì, d'accordo, le scritte sono cose brutte, ragazzi mi raccomando non scrivete brutte scritte sui muri.

Detto questo, se Bagnasco (e Ruini prima di lui) volessero anche pubblicamente vergognarsi un po', non ci sarebbe nulla di male. Così poi passiamo ad altro.

mercoledì, aprile 11, 2007

il diaframma umano

La Vita degli Altri è un bel film, costruita su una premessa da piccola borghesia Ottocento (laggiù si dice Biedermeider): se apprezzi un bel brano di musica sei Buono, ed essendo Buono non commetterai Cattiverie. Ho detto appunto Ottocento, perché nel Novecento i tedeschi musicofili ci hanno trascinato in due guerre mondiali, sterminando diversi popoli senza perdere un notevole gusto musicale: al punto che per molto tempo gli artisti hanno evitato di imbastire i film su premesse del genere. Già, ma se per questo avevano anche smesso di tifare Sparta. Più che superarlo, il Novecento, lo abbiamo proprio azzerato.

Fatta questa premessa, ci sono tre motivi per cui un lettore di questo smandrappato sito dovrebbe godersi la visione della Vita degli Altri.

1) Il primo riguarda un tema che sta molto a cuore a noi Autori, in particolare a me e al pigrissimo Cragno. Il Cragno c’ha la fissa col Grande Fratello, non il programma tv ma la società del controllo in cui le telecamere ti spiano dappertutto. Io non condivido questa sua preoccupazione, per via di quello che chiamo il Diaframma Umano.

Il Diaframma Umano è il seguente: la tecnologia ti può sì mettere in condizione di ficcare telecamere invisibili in ogni dove, ma per ogni telecamera ci dev’essere poi qualche umano che la controlla, e dio sa che noioso mestiere è controllare i circuiti chiusi. Insomma, le telecamere vanno bene per le cose automatiche, come gli autovelox, ma appena le infrazioni sono un po’ più complesse bisogna mettere un Uomo dall’altra parte del terminale, e bisogna assicurarsi l’efficienza e la fedeltà di quest’uomo, e questa efficienza e questa fedeltà hanno costi altissimi. La Vita degli Altri parla proprio di questo problema: la Germania Est non poteva funzionare, perché i suoi uomini migliori invece di progettare Trabant a 4 tempi erano impiegati a spiarsi a vicenda, e a furia di spiarsi diventavano sentimentali e magari tradivano il regime comunque.

2) Il secondo motivo è quel certo-non-so-che che ci lega a quelle piccole nazioni oltrecortina, con tutta quella austerità berlingueriana, quella tristezza composta e dignitosa, che ti obbliga ad avere stile perché non puoi permetterti le cose pacchiane (siamo a metà degli anni 80 e alle feste invece di Madonna si balla il jazz). È quel sentimento che ha tenuto in cartellone per due mesi Goodbye Lenin, e, incredibilmente, funziona anche qui. Non dico che ti viene simpatia per la StaSi, attenzione: dico che complottare contro la StaSi negli anni ’80 a Pankow era più dignitoso e drammatico che votare DP in Italia, e dammi torto.

3) Il terzo motivo è che Sebastian Koch, nel ruolo del drammaturgo spiato dal regime, è il sosia belloccio del Cragno.

sabato, aprile 07, 2007

l'anno prossimo ci svelerà il Conto

Cosa sia la Teologia non l'ho mai capito (forse una branca di Scienze della Comunicazione dove non si fa sesso); ma qualsiasi disciplina scientifica che ti permette di desumere il menu dell'Ultima Cena è una figata.

Buona Pasqua.

venerdì, aprile 06, 2007

L'ultimo cocktail sulla terra

Stavo scrivendo un pezzullo sul mio beverone primaverile preferito, una specie di schianta-casalinghe (martini+pompelmo), quando mi sono ricordato che il blog sui cocktail era polaroid.

Allora l'ho messo lì.

Anche perché qui, diciamolo, c'è un certo riverbero.

mercoledì, aprile 04, 2007

"e qui si avverte l'influenza di Fontana"

Un po' come certe ricette in cui puoi tranquillamente occultare tutti i fondi di frigo in via di decomposizione, il bello dell'arte piuttosto contemporanea è che anche se ti cade uno Schifano per terra e si fa un buco, puoi esporlo ugualmente e molti non ci faranno nemmeno caso (per dire, con Raffaello non si può fare).

Non importa quel che dicono

...Kate Moss rimane stabilmente al numero uno nella classifica delle grucce appendiabiti più sexy del mondo.

martedì, aprile 03, 2007

cose dell'altra italia

Adesso lo so che non mi crederete mai, ma l'altro giorno in un autogrill tra Roma e Chiusi Chianciano ho visto che vendono ancora il Riformista! O, ma te lo ricordi il Riformista? Proprio quello lì.

Adesso che ci penso forse erano ristampe, come dylandog. Non ho controllato.

LancioStory e l'Eternauta invece non si trovano più. Ma cavoli, il Riformista. Chi l'avrebbe detto, eh.

lunedì, aprile 02, 2007

ripensandoci

...però vincere Sanremo con un inno al suicidio (peccato mortale, ricordiamo), senza che nessuno praticamente se ne accorga, è abbastanza indicativo di quanto possiamo dirci cattolici. Quel Bagnasco lì dovrebbe cominciare a provarsi un paio di pantaloni.

martedì, marzo 27, 2007

"e parlo molto male di prostitute e detenuti, da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti"

Dopo aver sentito tutto intero il paraculissimo pezzo di Cristicchi, mi sono chiesto se strappandogli il cuore e sacrificandolo agli dei Ctoni non sarebbe possibile risuscitare in cambio Gaber. Per inciso: i matti sono persone molto difficili, e quando s'innamorano danno anche più problemi.

Meriterebbe un capitolo a parte il discorso: "non so come finire l'intreccio di questa canzone, e quindi suicido il protagonista". In un colpo solo ti tira fuori la lacrimuccia e ti libera dal personaggio problematico. Biagio Antonacci queste bassezze non le ha mai raggiunte.

capisci che c'è crisi quando

"Svolta la serata con i Primi di Quattro Salti in Padella!"

lunedì, marzo 26, 2007

sono perduto

Adesso sul Due sta cominciando Voyager. Pare che abbiano trovato parentele tra diversi tipi di piramidi.

martedì, marzo 20, 2007

Alla mia età continuo a mancare di senso pratico

Poi uno fa la figura dell’indignato speciale. Quel noioso figuro che esce a dire qualcosa solo quando è schifato da questo o da quello. Lo so. Ma cosa volete che vi dica.

Questa cosa è mille volte più vergognosa del caso Sircana, del cilicio della Binetti e dell’assessore che dice fregnacce sui gay. Su questa cosa dovrebbe cadere il governo. Su questa cosa dovrebbero esserci rivolte nelle piazze. E invece niente. Perchè?

curiosità improvvisa

Improvvisamente stasera mi domando: ma quanto costerà un'inserzione occulta nel bel mezzo del tg1?
Nello specifico: il servizio-marchettone per H&M, con Madonna in posa, Madonna in sottofondo e un redazionale preso di pacca da una brochure pubblicitaria, quanti millanta euro mi porta alle casse del tg1?
E poi il tg1 che ci fa con quei soldi? Li investe in reportages di qualità? (Nel qual caso sarei quasi d'accordo). Ci fanno le feste aziendali? No, ma quasi quasi scrivo a Riotta.

lunedì, marzo 19, 2007

spalle rubate a

Ma cari giornalisti, io non ce l'ho con voi. E onestamente, a volte son curioso.
Mettiamo che vi arrivi uno stagista, per esempio. Non avendo di meglio, gli affibbiate un pezzo sull'internet, che fa sempre colore.

E lui che è giovane e intraprendente, in capo a qualche giorno vi porta un temino in bella prosa, dove brillano alcune perle:
Se voi cercate "rivoluzione" o "rossi poeta", Google non va a fare, per voi, una ricerca in Rete, va a consultare i suoi indici. Quindi voi sarete indirizzati non a quello che c’è realmente sulla Rete, ma solo a quello che "esiste" sugli indici di Google. Insomma, il paragone con gli indici dei libri proibiti della Chiesa è forse azzardato, ma non troppo. Alla fine, sempre di indici si tratta. E quelli di Google sono indici redatti dal "centro" e secondo i criteri scelti da Google.
Non solo. Si tratta anche di indici istituzionalmente artefatti (almeno per le cose commerciali). Se voi cercate "albergo ai caraibi" le prime risposte che Google vi manda sono quelle degli alberghi che hanno pagato di più a Google proprio per essere inseriti ai primi posti in quella lista, e così via.
Ora la domanda è: se uno stagista vi scrive una roba del genere, voi come reagite? Stracciate il pezzo e glielo fate mangiare? Lo pigliate a calci in culo dalla redazione al parcheggio? Lo appendete al pennone a mo' di esempio?

Oppure, semplicemente, gli spiegate che le ricerche vanno fatte seriamente, e lo invitate a riprovare con più impegno?

Si fa per dire, naturalmente. Nessuno stagista vi porterebbe un pezzo così. In effetti il pezzo è di Giuseppe Turani. Su Affari e Finanza di oggi (via Mante).

la vita coi suini

Avevo un'amica che lavorava nei suini. Viveva di fianco ai suini, lavorava coi suini dieci ore al giorno. Che sapesse un po' di ammoniaca, anche dopo infinite docce, era inevitabile. Ma non se ne accorgeva.

Il problema coi giornalisti d'oggi, in generale, è che ormai non si rendono nemmeno conto di quanto puzza la roba che rimestano. Tu provi a farglielo notare, ma sai com'è, la vita coi suini.

E non sto parlando di Sircana a trans. Faccio il primo esempio visto oggi: ho acceso la tv mentre la giornalista diceva: "al processo dei sequestratori di Tommaso, insultato l'imputato". E via, stacco al servizio sugli insulti all'imputato.

Allora, come posso dire, quando è merda è merda. Gli insulti a un imputato non sono una notizia. E' chiaro che abbiamo voglia di insultare il prossimo, è chiaro che ci servono i mostri apposta per insultarli; e che se non esistono, al limite ce ne inventiamo. Tutto questo è chiaro: ma non è giusto.

Dacci le notizie, non gli insulti. Gli assassini di bambini posso insultarli da solo, nel mio salotto, non ho bisogno di istruzioni o imbeccamenti.

domenica, marzo 18, 2007

deconstructing Vic

Tutti amano le serie, tutti parlano di serie, ma io negli ultimi anni ne avevo trovata una sola che mi piacesse veramente.

Era complessa (non come Lost: Lost non è veramente complessa, fa solo finta) recitata da Dio, violenta, pessimista, polifonica, problematica, e anche parecchio fascista in fondo, ma mi piaceva veramente. E l'altra sera me l'hanno fatta a pezzi.
Anatema.

(Via tvblog)

sabato, marzo 17, 2007

Un giornalista, un signore

Non ce l'abbiamo, ovvio, con Silvio Sircana vittima a sua volta, anzitutto di sé medesimo (è noto: la carne è debole, figuriamoci il pesce)

Vittorio Feltri - Libero di oggi

venerdì, marzo 16, 2007

scandali (anche dell'urbanistica)

Al termine di tutta la vicenda vallettopoli, una domanda s'impone al telespettatore:

Ma il tribunale di Potenza, quanto è brutto?

Uno non ci crede.

domenica, marzo 11, 2007

Addio al genio della Linea

E' trapassato l'artista dell'essenziale, l'estremista della sintesi. Cavandoli non era famoso quanto altri grandi disegnatori e fumettisti, ma i suoi cortometraggi (che piaccono anche a mia figlia, con moderazione) sono unici, inimitabili.

E' andato di la'. Spero che Qualcuno ne sapra' apprezzare l'ironia.

sabato, marzo 10, 2007

Alejandro Finisterre


Per quanto la routine, gli eventi, il lavoro, l'indolenza e tutto quello che vogliamo ci portino via dai nostri veri doveri, non era assolutamente possibile proprio non era possibile che questo piccolo blog si scordasse dell'inventore - uno tra i tanti almeno - del bigliardino. E poi anche del dirottamento aereo. E' vero che sono passati già 1 mese e 1 giorno dalla dipartita, ma più della sua morte ci interessa la sua vita.

venerdì, marzo 02, 2007

Venghino siori venghino


Come capita da un po' di anni a questa parte anche nel 2007 il vostro amato Cragno, nascondendosi dietro il fantasma di un'associazione che una volta fu tale, organizza per questo sabato e questa domenica una rassegna cinematografica con tutta la roba che diversamente non vedreste mai. E non è detto che sarebbe un male.

Questo è il posto, qui e qui il programma
Baci
c.

protesto! alcune delle mie migliori amiche erano calabresi

Da qualche parte in un ricco casale odoroso di zolfo, Oliviero Toscani ghigna e pensa alla prossima vittima cui suggere sangue.

giovedì, marzo 01, 2007

Il giro del mondo in 80 kilowatt

Marte ci fa 'na sega: qui c'è gente che sta organizzando il giro del mondo su aereo fotovoltaico entro il 2011.

(vi avevo mai segnalato Blogeko, uno dei più bei blog italiani in assoluto ? No ? Adesso l'ho fatto)

mercoledì, febbraio 28, 2007

Ma voi immaginatevi il dramma

di quei senatori alla loro prima legislatura che sono costretti a votare contro il governo ma in cuor loro devono sperare che ce la faccia altrimenti rischiano la pensione.

sabato, febbraio 24, 2007

La Tabella 3 esiste

Ci sono voluti un paio di mesi ma alla fine l'ho trovata. Dunque devo fare ammenda: non c'è questo buco nella finanziaria.
Il mio errore è stato fidarmi del sito web del governo, che ha clamorosamente dimenticato le Tabelle 1, 2 e 3 dalla relativa pagina Allegati e Tabelle. Per fortuna c'è il parlamento che invece ha webmaster più attenti (anche se più grezzi: scannerizzano fogli cartacei).
Perciò buone notizie per le vostre tasche: se volete rifarvi gli infissi e mettere i doppi vetri potete usufruire di grasse detrazioni Irpef, visto che nel frattempo, prima di cadere, il governo ha avuto il buon gusto di spiegarci come si fa.

(se non fosse che è superiore alle mie forze mi riprometterei un giorno di scrivere un post che illustri in modo leggero e divertente ai non addetti ai lavori il caos normativo che regna nel settore "risparmio energetico" ma purtroppo è superiore alle mie forze)

mercoledì, febbraio 21, 2007

Mangiagoverni

Il senatore Fernando Rossi, castigatore di Prodi, è il coordinatore nazionale di Officina Comunista. A Vicenza esponevano lo striscione che si può vedere qui sotto, terza foto.

lunedì, febbraio 12, 2007

cattiva stella


Se fossi sicuro di quel che segue, lo scriverei su un blog più serio di questo.
In ogni caso, tutti stiamo compiangendo Raciti, onesto servitore dello Stato vittima della neo-barbarie metropolitana, e nessuno si ricorda più che nell'autopsia si parlava di un livido a forma di stella.

Bene, qui c'è uno che mostra dei fumogeni in dotazione alla polizia, che hanno la punta a stella. Ma la foto ce l'ha solo lui, che io sappia, e non lo conosco; e per un limite mio pregiudiziale non riesco a fidarmi di uno che di nick fa "legionario".

lunedì, febbraio 05, 2007

Recensenti Leo (ansenti! anvedi! ancredi!)

Oltre a quelli gia' raccolti qui, eccone altri (OKKIO, QUESTO E' SPAM):

- Scrittomisto (Ottobre 2006): "100 pagine di feroce intelligenza";

- Pandemia (Novembre 2006): "lo ScrittoMisto piu' ghiotto dell'ultima mandata"

- Dimensioni Blog (Novembre 2006): "E' uno che starei ad ascoltare a lungo, anche se non ho voglia di conoscerlo personalmente. Sono anni che lo frequento, mi è famigliare e torno spesso a trovarlo, ma ho il timore che rovinerei qualcosa."

- Wile (Febbraio 2007): "e furono tutti Moggi e delusi".

venerdì, gennaio 26, 2007

domenica, gennaio 21, 2007

I grandi problemi riassunti in poche righe/1

La questione energetica
E' un po' di tempo che la approfondisco, vuoi per lavoro, vuoi per diletto. E la conclusione alla quale sono giunto è la seguente: il problema del pianeta non è che c'è poco petrolio. E' che c'è troppo carbone. Se le fonti rinnovabili non diventano in breve tempo più economiche di quest'ultimo finiremo per bruciarcelo tutto e morire di caldo.

giovedì, gennaio 18, 2007

Il paese più federalista del mondo

Caro ex astensionista di sinistra: lo vedi ? Questa volta hai votato e il paese è cambiato davvero e profondamente. E io l'ho imparato così, mentre ero via per lavoro.
Ma questa cosa per cui su una nuova base militare di un paese straniero decide il sindaco di Vicenza credo che non abbia eguali in nessuna parte del mondo. Questo si chiama federalismo. Altro che USA.

"tanto quei due li ammazzano"

La butto lì, ma ci devo lavorare. Uno degli aspetti positivi (o negativi?) della contemporanea società dell'avanspettacolo, è che non si tiene. Non riesce a conservare nessuna ipocrisia, nessun tabù.

L'esempio che ho in mente è l'esecuzione - che si dà per imminente - dei coniugi assassini brianzoli per mano di qualche galeotto. Mica voci da bar sport, eh? Se ne parla sui telegiornali nazionali, con tanto di interviste a gente che in galera c'è stata "e sa come vanno queste cose".

Ora, un codice non scritto della malavita ci sarà sempre stato: ferraginoso e malfunzionante come tutti i codici. Ma per secoli abbiamo finto che non esistesse. Nell'era del boom eravamo progressisti, ci vergognavamo di parlare di pena di morte, e ammettevamo l'esistenza di una galera solo a patto che educasse il cittadino disonesto. E se qualche assassino di bambini veniva trovato impiccato in cella, si parlava di suicidio e la cosa finiva lì. Eravamo ipocriti.

Adesso no, adesso siamo selvaggi e basta. E' un passo avanti, o indietro, non lo so, ma è un passo. A me, sapete, piace il movimento.

venerdì, gennaio 12, 2007

E con questa abbiamo definitivamente quadrato il cerchio

Il quotidiano cileno El Mercurio mette Christian Rocca in una ristrettissima selezione di giovani intellettuali, "Mentes que brillan en el mundo", perchè
Rocca critica a los progresistas que apoyan decenas de regímenes dictatoriales del planeta y que -asegura- se limitan a defender el statu quo y la estabilidad, en vez de sembrar la democracia, las libertades y los derechos en todo el mundo.


quando morì Pinochet invece "il primo quotidiano del Cile e una specie di Repubblica del Sud America" scrisse:
(...)
Proviamo comunque a immaginare quale sarà il giudizio dei posteri. Probabilmente riconosceranno che il suo intervento militare fu provocato dalla più grave crisi cilena del secolo scorso e che in quel momento fu espressione della volontà della maggioranza. Pinochet guidò un governo - autoritario per i suoi sostenitori, dittatoriale per i suoi detrattori - che ha lasciato in eredità al Cile un modello imprenditoriale basato sulla libertà individuale e sul diritto alla proprietà privata. Quei valori non erano garantiti nel 1973 perché lo stato di diritto si trovava in una situazione estremamente critica *


Strepitoso

*:da Internazionale

pietà

giovedì, gennaio 11, 2007

L'importanza per i registi del futuro di rileggersi periodicamente i vecchi blog del presente

"Eh, no: nel 2007 la coca cola si serviva con ghiaccio e limone"

anche i ricchi piangono

Da quando Jobs ha lanciato il nuovo giocattolino, tra i bamboccioni modaioli le élite tecnologiche di tutto il mondo è in corso una tempesta emozionale. Il tizio che mi fa più tenerezza l'ho trovato su wittgenstein
da ieri sera quando uso il mio nuovissimo Blackberry 8700 ho la stessa impressione che mi faceva usare uno schermo a fosfori verdi dopo aver visto i primi video a colori...


Poveretto, col suo nuovissimo blackberry già da rottamare. Apriamo una colletta?

sabato, gennaio 06, 2007

L'importanza di rivedere periodicamente i vecchi film

L'altra sera in tv c'era Gandhi che si incazzava perchè il governo sudafricano voleva prendere le impronte digitali agli immigrati ("come ai criminali!").

mercoledì, gennaio 03, 2007

Oggi ho trovato un errore nella finanziaria

Giusto così, per dire come si fanno le leggi in Italia: se scaricate la finanziaria e poi andate al comma 345 troverete scritto: "Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative ad interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo, a condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, della Tabella 3 allegata alla presente legge."

Peccato solo che la Tabella 3 non esiste

lunedì, gennaio 01, 2007

Io vo di la'

Dopo aver sofferto l'ennesimo travaso di bile, ho deciso: io mi sono rotto, cambio strada e vado di la'. La nuova pista e' assolutamente intollerante. La nuova pista parla un linguaggio basso e greve a sufficienza da essere capito anche da un cardinale o da un politico.

Tanto per cominciare: il riferimento "mezzo mezzo" del Signor Napolitano al signor Ratzinger, che dice e non dice, chiarisce che tipo di Presidente abbiamo: un vecchio signore ingessato giunto all'apice della carriera politica e contento cosi'. Anche lui non ha il coraggio che serve a questo Stato per riaffermare la differenza tra attenzione ai valori cattolici e sottomissione agli stessi.

sabato, dicembre 30, 2006

Capodanno col brindisi


Certo, per decenni ho sostenuto anch’io che “l’antiamericanismo non esiste” ma – ovvio - da qualche anno a questa parte tutto è cambiato. All’inizio, lo ammetto, ero tra quelli che pensavano che lo scontro di civiltà fosse una bufala buona per creare posti di lavoro nei settori della saggistica e della politologia. Tutta una serie di eventi accaduti dopo il fatidico 11/9 hanno però messo in crisi questa mia convinzione e dopo i risultati delle ultime presidenziali Usa mi sono dovuto definitivamente arrendere: lo scontro di civiltà c’è eccome. Dunque, come tutti, anch’io ho dovuto fare una scelta di campo: o con l’America o con l’Occidente. Va da sé che ho scelto l’occidente (sarà stato il prolungato invio di appelli di Amnesty International negli angoli più sperduti del pianeta o i film dei Monty Python, chissà). E di conseguenza sono finalmente diventato antiamericano. Certo, per cultura ho una certa diffidenza nei confronti delle generalizzazioni. Come si fa a definirsi antiamericani quando molti abitanti di quel paese stanno dalla nostra parte, cioè di noi filo-occidentali-e-quindi-anti-americani ? Ma siccome sono anni che tutti mi spiegano che sono le maggioranze a vincere e contare, ebbene chi sono io per rifiutare sempre ostinatamente questo principio così universalmente condiviso ? Lo accetto: sono antiamericano.

Tutta la manfrina per dire che per noi antiamericani questa decisione di inviare più soldati in Iraq merita integralmente lo spumante di capodanno. Erano mesi che speravo in una cosa del genere: in un colpo solo ci togliamo dai coglioni ancora più militari e ancora più jihadisti. Praticamente una delle maggiori operazioni darwiniane di miglioramento della specie delle ultime decadi.

Come scrive Christian Rocca citando un analista militare: 40 mila uomini in più potranno fare la differenza, ma soltanto se avranno una missione chiara, strumenti adeguati, un approccio di “tolleranza zero” e se i politici a Washington saranno in grado di sostenere queste dure operazioni militari senza esitazioni di fronte alle prevedibili critiche della stampa e al probabile aumento delle vittime.
Insomma: se non sei un civile iracheno la cosa rasenta la perfezione.

Allo stesso tempo muove una riflessione: tutte le volte che l’idiozia umana supera un certo livello la mano invisibile dell’istinto di autoconservazione della razza riequilibra un po’ le cose. Adesso però è tempo di mettere in campo anche la mano visibile del genere umano: col 2007 parta subito la campagna per un terzo mandato a George Dabliù

martedì, dicembre 26, 2006

due anni senza una bussola

Di pista in pista, questo blog va avanti da 2 anni. Auguri.
Ah, e (dimenticavo) Buone Feste.

Natale col botto

"E se Gesù non fosse nato? Non ci sarebbero - per esempio - né università, né ospedali. E nemmeno la musica." Antonio Socci - da Libero del 24/12/06

sabato, dicembre 23, 2006

Email al direttore Mazza (TG2)

"Sono disgustato ed offeso dalla mancanza di coraggio dimostrata dal conduttore di 10 Minuti nella puntata che vedeva coinvolta la signora Lucetta Scaraffia, la quale, senza nemmeno una puntualizzazione minima, ha dato del "nazista" a non so nemmeno quanti milioni di italiani, argomentando sul fatto che non la pensano come lei (l'equiparazione "vita degna di non essere vissuta" uguale a diritto individuale di scelta e' oscena).

La meraviglia non nasce dall'affermazione (c'e' liberta' di affermare cio' che si vuole) ma dal fatto che la violenza di un tale iperbole non ha trovato il conduttore nemmeno minimamemente pronto a prendere le distanze.

Sono profondamente offeso. Trovo che il nazismo sia ben altra cosa, ma forse la Scaraffia sa di cosa parla e 10 Minuti ha ben pensato di non perdere preziosi appoggi politici.

E lo chiamate servizio pubblico."

venerdì, dicembre 22, 2006

L'anima de li mortacci tua/2

Luca Volontè: "Alcuni regimi del XX secolo erano favorevoli all'eutanasia (...) allora perchè anzichè dolce morte non la chiamiamo dolce kaputt ?" * - dal Resto del Carlino di oggi

* citazione a memoria

martedì, dicembre 19, 2006

il mondo (gay) non si è fermato mai un momento (gay)

Adesso come adesso, sulla home di Repubblica Scuola & Giovani c'è un titolo che dice così:
Il mondo gay entra all'università
una tesi su omosessualità e web

Credo che non bisogna essere omofobi dichiarati per non provare un sottile brivido su per la schiena. Cioè, non so, rendetevi conto, il mondo gay entra all'università.

Vien da chiedersi dove stava prima, il mondo gay. Forse era andato giù un momento al bar. In ogni caso eccolo qui: l'accademia non sarà più la stessa.

A cliccarci sopra, si scopre che si tratta di una rivoluzionaria tesi, consegnata alla facoltà di Scienze delle Comunicazioni di Salerno. L'ha scritta un ventiquattrenne giornalista, consigliere nazionale di Arcigay, a cui vanno i miei migliori auguri. (Cioè. Rendetevi conto. Ha fatto entrare il mondo gay all'università).

Lavora anche a "Lucignolo", il che pensandoci significa che ha fatto entrare il mondo gay anche in tv, e che tv! Giornalismo d'assalto!
"Stavo girando un servizio per Lucignolo, il programma di Italia Uno, nella piazza di Battipaglia. L'obiettivo era quello di vedere le reazioni della gente a un atteggiamento manifestamente omosessuale. A telecamere nascoste, ci siamo presi per mano, con un amico: sono arrivati prima fischi e insulti, poi l'aggressione vera e propria. Grazie al filmato è stato possibile risalire agli autori, solo uno è stato processato, ma credo non abbia scontato alcunché".
Per Repubblica è "di fatto una rivoluzione nell'ambito accademico italiano". Posso ripetere? "Di fatto una rivoluzione nell'ambito accademico italiano". Sbaglierò senz'altro, ma mi sembra il primo caso di tesi di laurea oggetto di una marchetta giornalistica. E questo è un bel primato, mondo gay a parte.

(RISORSE PER LO STUDIO E LA RICERCA SULLA SOCIOLOGIA DELL'OMOSESSUALITA', dal sito dell'Università di Bologna).

ancora e sempre Ela Weber Nuda

Solo un pretesto per avvertire che questo umile blog, quatto quatto, con la scusa di denunciare lo scandalo inquietante dei blog finti, è diventato il terzo risultato mondiale su google per "Ela Weber Nuda". E non ci fermiamo senz'altro qui.

lunedì, dicembre 18, 2006

e poi non ne rimase nessuno

Magari lo sapete tutti ma avete deciso di non parlarne perché non è più trendy, non lo so; ma proprio nei giorni in cui Time ci ha eletto tutti quanti Uomini dell'anno (fico! Ma quant'era il premio?) Indymedia Italia ha chiuso.

O perlomeno, ha trasferito tutto su una di quelle perniciosissime mail list che nessuno sano di mente sottoscriverebbe (è questo il senso dell'operazione?) Salvo rinascere un giorno come "Indymedia 2.0"... ma io ultimamente quando sento "2.0", mi tocco un po'.

Secondo me qui potrebbe partire un dibattito che non finisce mai più, e invece credo che la morte del Newswire più famigerato d'Italia non farà notizia: sono tutti a leccare il culo a quei tronfiosissimi blogger, maledetti diari autoreferenziali.

domenica, dicembre 17, 2006

Sono stato un liberale, prima.

Sono stato liberale, liberalissimo. Oltranzista della liberta' quasi. La liberta' di tutti, di Bossi, della destra sociale, dei comunisti, di Diliberto (che qualche volta e' piu' di un comunista), di Mussi, di Scalfaro, di Salvi (e Marx solo sa quanta pazienza e amore per la liberta' mi ci voglia per ascoltare cosa ha da dire Salvi). Ho discusso con socialisti e cenato con vecchi democristiani. Ho diviso bottiglie d'acqua con cardinali e preso aperitivi con forzaitalioti. Ho litigato ferocemente con teocon di tutte le parti, li ho dileggiati e messi alla berlina. Ho offeso craxiani e dalemiani (soprattutto i dalemiani), ho avuto (ed ho) amici e nemici di ogni schieramento e, credo, ideologia.

Ho sempre sostenuto che, perfino nei confronti degli Ultrafascisti e delle teste rasate, le parole sono l'unica possibilita' di trovare una base comune, un senso, una logica di convivenza. Ho sempre pensato che se non si va a capire la radice di certi malesseri, le soluzioni non arriveranno mai.

Ma... ecco... perdonatemi. La Binetti e' troppo. Troppo. La Binetti e' oltre. Non difende un interesse privato o un bene pubblico, non lamenta una diminutio dei propri diritti o una lesione del proprio credo. Vuole semplicemente imporre la propria visione del mondo, religiosa peraltro (rispettabilissima sia chiaro) anche a chi non ha alcun motivo per condividerla (ed anche questo rispettabilissimo). E' come un vegetariano che si batte per vietare il commercio della carne. La signora Binetti , ed i suoi consorziati, spara degli iperboli insensati asserendo di "difendere la famiglia"... da che? Da chi? Chi ha mai messo in pericolo o leso la famiglia?

Inutile soffermarsi su sottigliezze quali il domandarsi sulla base di cosa la "famiglia" e' quella che nasce dal matrimonio: un padre ed i suoi figli non sono forse una famiglia? In cosa i Pacs la minaccerebbero? Vien da domandarsi se questi nuovi infervorati cattolefevriani non intendano per "famiglia" qualcosa di diverso... che so io, una loro "famiglia", un loro bacino di interessi, piu' o meno porporati. Ma son cattivi pensieri... son incubi di balene bianche sponsorizzate da croci dorate.

Rifuggendo da ogni dietrologia, devo rifugiarmi nell'unica realta' che m'appare palese: per essere sicuri che la signora Binetti possa dormire sogni tranquilli, noi siam tutti qui, fermi, ad aspettare, o, magari, come Welby, a soffrire, cosicche' il suo mondo del Mulino Bianco non si sporchi troppo. Non ce la faccio... con quelli come la signora Binetti non riesco a parlare. Con l'egoismo becero e bigotto di chi congiunge le mani invece che i neuroni non ce la faccio. Sarebbe piu' semplice fondare una religione alternativa che ammetta le coppie di fatto e tutto il resto... far loro concorrenza. Creare schiere di beoti alternativi disposte a contrastare le falangi cattofasciste cantando le lodi di un dio altr; pronte a liberarci, con Crociate fatte di convivenze e mancanza di battesimi, da questi Cattolici da fumetto, piu' ansiosi di baciar le sacre pile che di rispettare il dettato del Vangelo (tipo lascia a Cesare...).

Ma se c'e' un Dio (disse una volta qualcuno)...

martedì, dicembre 12, 2006

"ho fatto un sogno"

è ora di riconoscere che, dall'arrivo di Paolo Guzzanti, la blogopalla italiana non è più la stessa. E se vi è piaciuto il Faust, non vorrei mai che vi perdeste il suo doppio sogno con cui riscrive la storia d'Italia e di Prodi: 1 e 2.

“Siamo qui per proporti un patto”, esordì l’ambasciatore del Regno del Male e della Speranza “Un patto interamente a tuo vantaggio”.
- Di che genere?
- Noi da oggi ci prenderemo cura di te e della tua carriera, della tua fortuna e della tua felicità.
- Avrò cattedre ancora più prestigiose?
- Molto di più. Se seguirai le nostre istruzioni tu sarai nominato maestro dell’economia e dei tesori, capo delle compagnie pubbliche, ministro di governo…
- Io ministro?

sabato, dicembre 09, 2006

Forse perchè della fatal crema

Siccome oggi è il Luisona Day, contribuisco modestamente consigliando a tutti di scaricare (tasto destro del mouse, salva oggetto con nome) in alta definizione uno dei più bei low-budget-short-musical di tutti i tempi.
(chi ha una connessione lenta vada invece qui - Real Player requested)

mercoledì, dicembre 06, 2006

dagli abbastanza corda

Una vera tragedia non è una vera tragedia se intorno al cratere non c'è qualche creatura ridicola che continua a scodinzolare al nulla.
Dal Camillo di oggi:

"In Iraq non stiamo vincendo, titolano oggi i giornali di tutto il mondo riportando la frase di Bob Gates al Senato (in realtà era un yes, sir a una domanda del senatore Levin). Bene. Peccato si siano dimenticati di riportare anche il seguito del pensiero di Gates. Qui la trascrizione:
SEN. JAMES INHOFE (R-OK): You were asked the question, "Are we winning in Iraq?" General Pace was asked that question yesterday. He said, no, we’re not winning, but we’re not losing. Do you agree with General Pace?
MR. GATES: Yes, sir, at this point"

Insomma, è chiaro? non ha detto "non stiamo vincendo"; ha detto "non stiamo vincendo al momento". C'è una bella differenza, che i giornali di tutto il mondo stanno occultando colpevolmente, perché i giornali di tutto il mondo hanno questa fissa di vendere copie ai noglobal.
"Non stanno vincendo al momento", beh, ma è chiaro. Nessuno ha mai pensato di vincere la guerra in meno, di quattro, cinque, seicento anni. Bisogna avere pazienza.

E fare distinguo. Distinguo e pazienza. Pazienza e distinguo. Nei secoli dei secoli, amen.

martedì, dicembre 05, 2006

Bosanska Piramida!

Tutti gli uomini hanno un punto debole.
Io, per esempio, sono un animale relativamente razionale, non credo nell'oroscopo e ci tengo a mostrarmi scettico su qualsiasi cosa, ma non dovete parlarmi di piramidi. La mia kryptonite. Tenetemi fuori da qualunque discorso su Cheope o Micerino, perché sono in grado di assorbire (e riprodurre) qualsiasi scemenza.

Tutto questo per dire che ieri sera, distrattamente, il telecomando m'è scappato su Voyager: hanno scoperto quattro-cinque piramidi in Bosnia. Belle grosse, Cheope in confronto è la ruota di scorta. Naturalmente è possibile che siano solo colline: però hanno quell'aria piramidesca che incanta. Aiuto.

martedì, novembre 28, 2006

Il tenente Colombo è un altra cosa

Ho visto il film di Deaglio e posso dire che le cose inspiegabili sono almeno due: la prima è l’andamento delle elezioni politiche 2006, la seconda è il modo di Deaglio di condurre le inchieste. Dunque: come si dice in gergo Deaglio ha per le mani una cosa grossa. Certo l’idea di base non è sua: viene da un libercolo di autore anonimo, pubblicato a maggio sottoforma di romanzetto di fantapolitica, che svela un ipotetico retroscena delle elezioni di aprile. La forza di questa storia, quello che la rende diversa dalle tante storiellette complottistiche che girano nel nostro paese è che qui ci sono dei numeri. Dei numeri difficili da spiegare.

Immagino che i fatti, almeno sommariamente, ormai li conosciate tutti: alle ultime politiche si verifica un crollo delle schede bianche. Un crollo generalizzato a tutte, ma proprio tutte, le regioni italiane. Inoltre le schede bianche, a dispetto di tutte le tradizioni consolidate nel nostro paese, si spalmano in maniera quasi uniforme su tutto il territorio nazionale. Deaglio fa notare che gli exit poll hanno sbagliato clamorosamente due dati: il numero delle suddette schede bianche, sovrastimandolo rispetto ai risultati ufficiali e il dato di Forza Italia, sottostimandolo. Da cui, ipotizza il nostro, uno più uno fa due: molte schede bianche sono state attribuite a Forza Italia. Come questo sia stato possibile il film lo spiega, lasciando intendere di avere un suggeritore occulto, una Gola Profonda, tramite una manipolazione del cervellone informatico centrale del Ministero degli Interni.

A rafforzamento di questa tesi si aggiungono una serie di prove indiziarie: gli strani inconvenienti la notte dello spoglio, coi dati che affluiscono frammentariamente, bloccandosi per ore in alcune province, l'andamento stesso dello spoglio, che linearmente ad ogni rilevamento aumenta la percentuale della CdL a scapito dell'Ulivo, lo spostamento di alcuni prefetti a una settimana dal voto. Si aggiunge il fatto che di solito, circa due mesi dopo le elezioni, il suddetto Ministero dà alle stampe un volumone che racchiude tutti i dati statistici del voto appena svoltosi e che stavolta, a distanza di sette mesi, non è ancora uscito né si sa se mai uscirà. Perché, dice sempre Deaglio, i numeri sono impresentabili.

Ma di fronte a una vicenda come questa, fatta tutta di numeri, cosa fa Deaglio ? Interpella esperti del voto e insigni matematici facendo loro analizzare le serie storiche dei risultati per sapere se è mai successo che le schede bianche calassero in tutte le regioni italiane, che ci sia stato un calo così marcato nel giro di una legislatura, che si distribuissero in modo così uniforme? Chiede loro quale probabilità hanno tutti questi eventi di verificarsi contemporaneamente ? Va a intervistare i responsabili dell’Ufficio elettorale centrale degli Interni chiedendo le ragioni del ritardo nell’uscita dei dati statistici ?

Nulla di tutto questo: il direttore di Diario riesce invece a rifilarci venti minuti (a occhio e croce) di Gattopardo, Portella delle Ginestre e intervista a un tal Michael Stern, ex giornalista americano che ha conosciuto il bandito Salvatore Giuliano. E’ clamoroso. A meno che non ci siano dei messaggi in codice, dire che niente di tutto questo c’entra una mazza col tema è ancora parlare per eufemismi. Poi finisce buttandola nel generico complottismo all’italiana, collegando l’arresto di Provenzano alle elezioni, senza ovviamente chiarire a chi giovi questa cosa e perché (ma se Provenzano fosse stato arrestato qualche giorno prima delle elezioni cosa avrebbe detto Deaglio? E se fosse stato arrestato adesso ? Sarebbe riuscito a non collegarlo con la finanziaria ? E se non fosse proprio stato arrestato ? Non sarebbe forse per Deaglio “Il fantasma di Corleone” di cui lo Stato si serve ?)

Alla fine, come in tutti i gialli di maniera, l’assassino è il maggiordomo: con Pisanu, vecchia volpe, non si sa quanto coinvolto nel broglio, che assieme alla democrazia fa fuori pure Berlusconi.
Sarà anche, ma con un simile detective sulle sue tracce ha buone probabilità di farla franca.

lunedì, novembre 27, 2006

...e Lady Oscar ci ha strasfracellato i...

Violetta sparge il sale sulle rovine di Versailles.

dimostrabilmente?

I fumatori hanno di fatto, statisticamente, meno possibilità di ammalarsi di alzheimer?, Sì. Ma questo significa che i fumatori, di fatto, dimostrabilmente, abbiano meno probabilità di ammalarsi di alzheimer? No.
Questo, qualunque cosa significhi, è il parere di oggi di Facci. Che domani si fa operare alla mano. In bocca al lupo.

domenica, novembre 26, 2006

strani giorni

Ricapitolando:
Berlusconi sta male; comunque adesso ricontano i voti; e magari si scopre che è successo davvero un casino.
A questo punto qualcuno magari dice "torniamo a votare"; nel frattempo però Giorgio Panto è morto.
Insomma, cosa succede? E se poi scoppia la rivoluzione? E se la fa Paolo Guzzanti? Son preoccupato.

Sono sempre i migliori elicotteri che se ne vanno

Con Giorgio Panto, leader di Progetto Nordest, sparisce l'unico politico italiano ad aver teorizzato l'apartheid negli ospedali. Inutile dire che lascia un vuoto incolmabile nei nostri cuori.

"Leo, sei un piccolo truffatore ballista e recidivo"

Filippo Facci, ieri, 19:12 (ma a Milano non si prende più l'aperitivo?)
E mo' che si fa, lo querelo?
Naaa.

venerdì, novembre 24, 2006

no titolo

Forse l'avevate già sentita, ma è roba forte: dopo Anna Politkovskaya e Alexandr Litvinenko, la prossima vittima di Putin&co. potrebbe essere - uso il condizionale - Paolo Guzzanti. Sempre per via che la sua famosa Commissione Mitrovkhin arrivò a un pelo dal dimostrare che Romano Prodi era l'uomo del KGB a Roma.

Volevo velare il tutto di faziosa ironia, ma apprendo dai commenti che ha appena avuto un lutto. Niente.

mercoledì, novembre 22, 2006

oggi mi sento molto gender studies

In margine a questo pippone, una domanda che mi tormentava l'altra sera: ammesso che

a) i bambini intelligenti che da bambini giocavano col bambolotto di Spider Man, da grandi producano film ambiziosi e profondi come Spider Man 2,
b) le ragazze intelligenti che da bambine giocano con le Barbie, da grandi producano film ambiziosi e profondi come Marie Antoinette...

cosa sarà esattamente della generazione che è cresciuta con le Bratz? Che tipo di film profondi e intelligenti produrrà? Perché li produrrà, non v'è dubbio che li produrrà.

Se non li falcia prima qualche epidemia di anoressia o bulimia. Su Macchianera Dandyna punta il dito contro le scuole di danza.

Riguardo alle simpatiche bambole per zoccolette in erba, avevo sempre sentito dire che fossero state inventate da un creativo iraniano trapiantato negli USA (la prima si chiama Yasmine, come sua figlia). Stavo per scrivere una frecciatina sul complotto iraniano per distruggere la società americana dal suo interno (fanno più danni le Bratz o Ahmadinejad?, ecc.), quando ho controllato meglio. E' vero che Isaac Larian è nato in Iran. Ma da genitori ebrei. Quindi il complotto sarebbe di matrice, ehm, cambiamo argomento. Un post sull'imputtanimento dello Zecchino D'Oro.

lunedì, novembre 20, 2006

sotto la testa quadra c'è di più

Amanti delle relazioni interrazziali che non siete altro, avete mai considerato l'eventualità di provare attrazione per una creatura proveniente da Reggio nell'Emilia*? Ecco il calendario.

(*) Lindo Ferretti escluso, lui ama i cavalli (ma i cavalli, ecco, lo ricambiano?)

giovedì, novembre 16, 2006

elogio dell'esser deficienti

C'è questo spot folle, veramente folle, dell'Alfa Romeo, con un sacco di gente che fa pazzie assurde, e una voce off che spiega in tono compreso quant'è importante far cazzate nella vita (tra cui anche comprare un'alfa, ça va sans dire). Lo spot terminava con un bolide biscionato catturato proprio nel momento magico della frenata assassina, quando sai che andrai in testacoda e che non c'è niente al mondo che tu possa fare. E la voce: "Se gli umani si astenessero da ogni rapporto con la saggezza, la vecchiaia nemmeno esisterebbe".

E uno dice, ok, ho capito il messaggio: se tutti ci sforzassimo di perire in incidenti stradali, nessuno rischierebbe di invecchiare e far la fine di Lindo Ferretti. Roba da apologia di reato, ma si sa, i creativi. Però da qualche parte mi suonava un campanello.

E oggi finalmente ho controllato: il creativo in questione è Erasmo da Rotterdam, il testo dello spot è una citazione (edulcorata, credo) dell'Elogio della Follia. Una citazione che impazza in Rete, peraltro, dove tutti la prendono molto seriamente, come se Erasmo non volesse dirci l'esatto contrario... perché è ironico, Erasmo, vero?

Svelo un segreto: non ho mai riletto l'Elogio della Follia. Avrei dovuto farlo l'anno scorso, quando il blog era in pieno esperimento fiction, perché in teoria il 2025 era anche il mondo secondo Berlusconi, e l'Elogio della Follia è il libro preferito prefato da Berl. Il che significa che, al di là dei meriti erasmiani, dev'essere un libro davvero importante. In un certo senso ci viviamo dentro.

Ma non l'ho fatto. Si sa, mille impegni. Quando sarò vecchio. Io spero di invecchiare prima che muoio, io.

mercoledì, novembre 15, 2006

grazie del link, ela weber nuda

E poi vogliamo parlare della nuova generazione di blog finti che ti attaccano un link come un amo appeso a qualche pornosito? Eh? eh? vogliamo parlarne?
In effetti, no.

martedì, novembre 14, 2006

se anche tu brami tale rivoltante traguardo



Ho ritrovato, dopo tanti anni, un blog di Isabella Santacroce, e ora la mia vita penso che sarà in un qualche modo diversa.

e saliva, saliva, saliva

Ognuno ha la sua droga, da qualche parte. Bene, è molto complicato e forse imbarazzante, ma io credo di essere schiavo di questa.

domenica, novembre 12, 2006

Una proposta di riforma per la democrazia: abolire l’anonimità del voto

La cosa più sconfortante dopo i risultati delle elezioni americane sono gli editorialisti democratici di Repubblica.

Un titolo come “La forza della democrazia”, tirato fuori dal congelatore nel quale l’avevano dovuto richiudere due anni fa dopo i risultati delle presidenziali, non fa altro che riflettere l’imbelle inutilità di chi lo ha scritto. Ma quale forza della democrazia ? Se Bush fosse stato impiccato pubblicamente, ecco allora forse qualche motivo di speranza residua ci sarebbe.
Ma la lezione degli ultimi 10 anni di storia dell’occidente è proprio che la democrazia non ha nessuna forza. Che non c’è limite al peggio.
Quante sono le vittime civili in Iraq ? Dieci, cento, duecentomila ? E la loro consolazione dovrebbe essere che i Repubblicani hanno perso la camera e il senato ?

Dice: “eh ma tu sei anarchico, sei contro il voto”. Chi, io ? Contro il voto io ? Ma andiamo, nel 2006…
Non è che io sono contro il voto, è il voto a non essere una cosa seria.
E non sto parlando delle vecchie trite e ritrite argomentazioni (il voto come strumento che schiaccia le minoranze, dato non sulle singole questioni ma su un pacchetto preconfezionato sul quale tra l’altro il candidato può cambiare idea mentre io fino alla scadenza dopo non gli posso revocare il mandato e così via).
Noo, il principio che la maggioranza vince è comunemente accettato, potrò mica essere così fuori dalla realtà io.
Eppoi siamo tutti liberali no ? Chi più a sinistra chi più a destra, ma tutti liberali alla fin fine.
Vivo in questa società anch’io perdinci. Il principio che la maggioranza prevalga è accettato praticamente da tutti. Il fatto che si conferisca un mandato non revocabile prima di x anni a determinate persone pure. Come si farebbe a governare altrimenti ? Mica si può vivere avulsi completamente dalla realtà per bacco. Viviamo nell’unico dei mondi possibili, no ? E se non è il migliore pazienza.
Ma c’è lo stesso una cosa che non mi torna nel voto: l’anonimità.
Eh sì, perché qui siete voi cari democratici, cari realisti, che non vi prendete sul serio. Ma come. In una società liberale uno è responsabile individualmente delle proprie azioni, no ? Il voto invece, questo tabernacolo custode della democrazia di fronte al quale vi inchinate (ci inchiniamo), è la cosa più irresponsabile del mondo. Siamo a livello delle scritte sui muri dei cessi. “Faccio i pompini gratis, Franca 349xxxxxxx”.

Il che suona tanto più cacofonico se paragonato alle norme che regolano la nostra vita di tutti i giorni.
I commercianti sono responsabili di ciò che vendono, i produttori di ciò che producono, i cittadini di ciò che fanno.
Se io tiro uno schiaffo a qualcuno poi gli devo dare alcune migliaia di euro di risarcimento.
Se compro un aspirapolvere difettoso e questo mi fa un danno, l’azienda produttrice è tenuta a risarcirmi. Perché l’azienda è responsabile di quello che produce.
Se col mio voto produco un Presidente difettoso, ne dovrò rispondere a qualcuno cristosanto ?
Altrimenti poi voto Calderoli.
Tu voti Borghezio e l’UnioneEuropea ci caccia fuori ? Liberissimo, però mi paghi i danni.
Sulla scheda elettorale devono essere apposti codice fiscale e impronte digitali.

Prendi un caso come quello di Guantanamo ad esempio. Fino a qualche anno fa io avrei sostenuto che un presidente che istituiva un campo di concentramento al di fuori e contro ogni logica democratica di diritto andava processato. Ma oggi mi sembrerebbe assurdo. George W. Bush è stato legittimato dal voto popolare dopo aver già creato e gestito Guantanamo. Il che significa che gli elettori gli hanno dato mandato di andare avanti con la sua linea di condotta. Quindi sarebbe completamente privo di senso il processare George Bush. Sono i suoi elettori a dover essere processati. Non in sede penale. In sede civile. Tu mi hai mandato a Guantanamo ? Hai legittimato il presidente nella sue scelte votandolo ? Quindi se io sto a Guantanamo è anche colpa tua. E io ti querelo. Se la mia detenzione sarà riconosciuta illegittima voglio che mi ripaghi personalmente per ogni giorno di carcere ingiustamente patito. Perché tu ne sei responsabile, non lo stato. Io voglio venirti a trovare, parlare coi tuoi figli, spiegargli che il loro papà è quello che mi fa stare in carcere senza motivo.

L’esercito colpisce la mia casa per colpa di un radar difettoso ?
I miei eredi faranno causa alla ditta di radar. Ma se il radar era a posto, allora responsabile è l’esercito. E se l’esercito riesce a dimostrare che, pur con tutte le dovute precauzioni, l’incidente rientra nei rischi di una guerra, allora responsabile sarà il politico che quella guerra ha voluto. Ma se il politico già prima di essere eletto aveva manifestato chiaramente l’intenzione di portare avanti un’azione bellica, allora è l’elettore ad essere responsabile. E dunque sarà all’elettore che i miei eredi faranno causa.

Il comune di Taranto è recentemente fallito perché gli elettori per anni e anni hanno votato una banda di delinquenti. Tutti hanno sapevano che erano una banda di delinquenti. Su tutti i giornali stava scritto che Giancarlo Cito è sempre stato un delinquente. E allora la colpa di chi è ? Di Giancarlo Cito o di te che l’hai votato ? Paga. Io non ho nessuna intenzione di accollarmi i debiti lasciati dalla sua cricca. E gli elettori tarantini che non l’hanno votato perché devono subire disagi di cui non sono responsabili ? Siano risarciti dagli altri.

E così via

Dice: eh, ma il voto è segreto. Certo. Anche la corrispondenza e le telefonate lo sono. Però se c’è un giustificato motivo la magistratura può violare questo segreto. Lo stesso deve valere per il voto: se io faccio causa a una categoria di elettori, la magistratura consulterà gli elenchi riservati e invierà a ciascuno di loro la comunicazione giudiziaria.

Non vi pare una proposta ragionevole ?
Cercansi riformisti convinti che la portino avanti.