mercoledì, agosto 02, 2006

Souvenir de Barcelona/1 – Los reyes de la pistola obrera

Los reyes de la pistola obrera Da sinistra: Francisco Ascaso, Buenaventura Durruti, Juan Garcia Oliver

“Nuestro grupo anarquista se formó el año 1923 en circunstancias muy aciagas para nuestro movimiento, muy tristes para toda la clase trabajadora. Dueños casi de la ciudad eran las bandas de pistoleros del Sindicato Libre que patrocinaba la Patronal*. Las hordas policíacas coadyuvaban a la obra de destrucción de nuestras organizaciones y de nuestros hombres. Había caído el coloso del anarcosindicalismo: Salvador Seguí. Habían caído viejos militantes, primeros hombres de nuestro movimiento tan espléndido de hoy. Cuando comprendimos nosotros que probablemente pudiera llegar el momento de que fuésemos absolutamente vencidos, nos unimos en aquel momento lo que no tengo vergüenza en decir, lo que tengo orgullo en confesar: ¡los reyes de la pistola obrera de Barcelona! Pero hicimos una selección: los mejores terroristas de la clase trabajadora, los que mejor podían devolver golpe por golpe. Nos unimos y formamos un grupo, anarquista, un grupo de acción, para luchar contra los pistoleros, contra la Patronal y contra el gobierno. Conseguimos nuestro objetivo, les vencimos.”

Juan García Oliver

discorso per il 1° anniversario della morte di Buenaventura Durruti, Barcellona, 1937

* Patronal: Federació Patronal de Catalunya

“Il nostro gruppo anarchico si formò nel 1923 in circostanze molto infauste per il nostro movimento, molto tristi per tutta la classe lavoratrice. Padrone quasi della città erano le bande di pistoleri del Sindicato Libre patrocinato dalla Patronal. Le orde poliziesche coadiuvavano l’opera di distruzione delle nostre organizzazioni e dei nostri uomini. Era caduto il colosso dell’anarcosindacalismo: Salvador Seguí. Erano caduti vecchi militanti, uomini di primaria importanza del nostro movimento oggi così splendido. Quando comprendemmo che probabilmente sarebbe potuto arrivare il momento in cui fossimo totalmente vinti, unimmo in quel momento quello che non ho vergogna di dire, quello che ho orgoglio di confessare: i re della pistola operaia di Barcellona! Però facemmo una selezione: i migliori terroristi della classe lavoratrice, quelli che meglio potevano restituire colpo su colpo. Noi unimmo e formammo un gruppo, anarchico, un gruppo di azione, per lottare contro i pistoleri, contro la Patronal e contro il governo. Conseguimmo il nostro obiettivo, li vincemmo.”

scrivere post da mezzi ubriachi

Scrivere post da mezzi ubriachi è coooooosì 2002, ma questa sera sei saltato fuori anche tu, Leonardo, e ho avuto voglia di dirti che qui si era pensato a te, e non certo per il tuo Marinetti o perché giocavi a soccer negli States, ma perché si parlava col tono di chi avrebbe potuto dirti ti voglio bene, oppure che era stata una fortuna, tra i grandi del Novecento, oltre a Jonathan Sisco, conoscere di persona anche te.
Io e la mia ex fidanzata abitiamo ancora assieme. Abbiamo già preso altre case tutti e due, ma questa sera eravamo ancora qui e abbiamo cenato in balcone e chiacchierando e bevendo è saltato fuori il tuo post di ieri in cui parlavi della lingua inglese, si rideva parecchio pensando alla piccola New York intravista anni fa, alla smisurata Australia, a ragazzi di Londra conosciuti a un matrimonio la settimana scorsa, al fatto che in ogni caso a Bologna scambiano ancora il mio accento per modenese, e poi io ho detto una cosa tipo che tu sei il santo protettore di noi provinciali, e mi riferivo esattamente a qualcosa come la dignità, niente di crepuscolare per una volta, perdio, e così è saltata fuori addirittura quella volta che tirasti in ballo Flaubert dopo aver letto La Fata, roba che si poteva perdonare solo in quegli anni. Santo cielo, ne sono passati undici.
E sai cosa? Sono ancora lì, sono ancora le cassette. Per esempio, prima, mentre cenavamo e finivamo il vino, io stavo pensando a come era riuscita bene la sequenza di cd che ascoltavamo, tra le cose migliori di quest'anno: Jag vet hur man väntar dei Vapnet, Demon degli Envelopes, Three's Co dei Tyde, Citrus degli Asobi Seksu, Let's Get Out Of This Country dei Camera Obscura... Non credo fosse solo merito di quei dischi se le parole erano fluite così bene. Né si trattava solo del vino, del fresco del balcone, della leggerezza dell'ultima settimana di lavoro prima delle ferie. Eravamo noi, lì, e c'eri anche tu. Questo luglio è proprio volato.

sabato, luglio 29, 2006

"il preoccupante binomio cocaina in cambio di sesso con minorenni"

In effetti e' preoccupante.
(Tra parentesi, nel pezzo si legge "Le indagini per chiarire tutti gli aspetti della vicenda sono ancora in corso"; pero' intanto si da' nome, cognome, indirizzo del bar, nome del bar, specialita' al bancone).

giovedì, luglio 27, 2006

and who will have won

Scusate, è tutto tragico, ma non vi fa venire voglia di ghiaccioli alla cola? di correre giù in cortile a sbucciarvi le ginocchia col pallone?
Siamo nel 1982! Campioni del mondo! E tra un po' sbarchiamo anche in Libano.
Fatevi un favore, rimettete su questa canzone.

She dreams of nineteen sixty-nine
- Before the soldiers came
The life was cheap on bread and wine
(And sharing meant no shame)
She is awakened by the screams
Of rockets flying from nearby
And scared she clings onto her dreams
To beat the fear that she might die

And who will have won
When the soldiers have gone
From the lebanon
The lebanon

Before he leaves the camp he stops
He scans the world outside
And where there used to be some shops
Is where the snipers sometimes hide
He left his home the week before
He thought hed be like the police
But now he finds he is at war
Werent we supposed to keep the peace

And who will have won
When the soldiers have gone
From the lebanon
The lebanon
The lebanon
From the lebanon

I must be dreaming
It cant be true
I must be dreaming
It cant be true

And who will have won
When the soldiers have gone?
From the lebanon
The lebanon
The lebanon
From the lebanon

martedì, luglio 25, 2006

Neoconfascisti


Beninteso: lo scandalo non è che un giornalista che si chiama Christian Rocca giustifichi il rapimento e la tortura di un cittadino, purchè condotti dagli apparati dello Stato. Lo scandalo non è che lo stesso giornalista, sulle colonne dello stesso giornale, cerchi poi di vendersi come paladino del garantismo. Ognuno ha diritto alla sua dose di mitomania, ci mancherebbe.
Lo scandalo è il silenzio del resto della stampa. Ma se su un quotidiano nazionale comparissero articoli pro-mafia sarebbe lo stesso ? Perchè si tollera il fascismo di Rocca e soci senza chiamarlo col proprio nome ?

E-pistolario

carissimi tutti e due,

noto con dispiacere che il solipsismo ipertestuale ha ormai creato degli stati di alterazione della coscienza: non solo Leo non ha una posizione sull'Afghanistan e cita Colui (il Kurt) per la cui citazione rischiai le dita qualche mese orsono manco avessi offeso il Corano (dura quando non sai che scrivere, eh?). Non solo Cragno si riduce ad accampare scuse ego-solidali del tipo "c'ho la spesa a progetto, il gatto da mettere frigo ed il lavoro da pagare a rate". Non solo nessuno spende una parola sul fatto che ormai Di Pietro e' l'ultimo baluardo tra lo schifo (indulgiamo sui reati fiscali ed economici) e l'aberrazione (abbiamo carceri sovraffollate per via di assurde leggi repressive edella mancanza di strutture... e come rimedio scarceriamo la gente con l'indulto)...

... ma pure il Blog Morto ci deve capitare, con tanto di ramanzina oltreoceanica per farlo rivivere a palate... beh, se e' questo il problema, affidiamolo alla Badante dei Blog (o qui... e pensa alla faccia del Griso linkato da Piste). Tanto per rimanere autoreferenziali, ma almeno al passato remoto.

sabato, luglio 22, 2006

Dj Canotta, ci manchi

Caro Leo,
effettivamente il grave nocumento arrecatomi dalle più perfide invenzioni umane tipo il lavoro, il denaro, la polvere che si deposita su mobili e pavimenti, i piatti non autopulenti, sta ponendo grave pregiudizio alla mia attività di scrittore. Vieppiù, le opposte fissazioni di alcuni politicanti, industrialotti e commercianti locali nel voler costruire un autodromo alla periferia della città e la mia nel volerglielo impedire, mi distraggono ulteriormente dai miei doveri di blogger. Come se ciò non bastasse ogni tanto dovrei pure andare a figa.

Tuttavia, considerati anche i tuoi risultati a riguardo, riconosco che forse dovrei passare più tempo davanti alla tastiera. La settimana prossima me ne vado a Barcellona ma in agosto godrò di ben 15 gg. di ferie e prometto di prendere la questione Formiggini come compito per le vacanze (ma perché poi fissarsi con Wikipedia quando già c’è Google ?)
Stasera intanto saremo tutti alle Braglie per l’annuale raduno e tra una salsiccia e un pogo ti penseremo con nostalgia.

il mistero dell'israelita volante

Caro Cragno,
constato, con un misto di compiacimento e inquietudine, che tu non scrivi più una beata fava.
Conoscendoti come persona dai mille impegni e impieghi del tempo, posso capire che aggiornare un blog a costo zero cali in fondo alla lista delle tue numerose priorità. E tuttavia.
Ho scoperto una cosa che credo gridi vendetta al cospetto di Dio.
(Tanto più che il Dio in questione dovrebbe essere quello che risponde al nome non pronunciabile di JHV, notoriamente permaloso e collerico).
Io potrei metterci una pezza - tanto, faccio solo 8 ore di ricerca al giorno.
Ma se invece ci pensassi tu?

mercoledì, luglio 19, 2006

esposta a una fonte di calore, l'acqua sembra aumentare di temperatura

La mia ricerca qui riguarda uno scrittore che in ospedale, durante la Grande Guerra, prendeva appunti maialissimi. Voglio determinare se ha cominciato prima o dopo che una scheggia gli finisse dell'inguine.

Esatto, caro contribuente: tu mi stai finanziando una ricerca del genere. Non di molto, oh. Però me la stai finanziando. La lotta al cancro, all'Alzheimer, e la mia ricerchina. In certi giorni penso che noi umanisti dovrebbero eliminarci tutti, perché anche quando siamo bravi e onesti (non che io lo sia) comunque non salveremo mai vite con le nostre ricerche.

Poi mi consolo nel solito modo, e cioè: c'è di peggio. Gli psicologi, per esempio

martedì, luglio 18, 2006

- miss U


1936-2006

c'e' merda e merda

Quella araba, evidentemente, fa una puzza diversa. Insostenibile.

(See the irony is that what they need to do is get Syria to get Hezbollah to stop doing this shit and it's over).

lunedì, luglio 17, 2006

piste

(Ingannare il tempo in Biblioteca mentre attendo che gli schiavi mi portino i manoscritti rari).

- E' uscito un libro di Wile (guest star Valerio Evangelisti).

- Non so se ho capito bene, ma qui Luca Sofri propone, in caso di attentati di mafia, di bombardare Palermo. Che e' un'opzione come un'altra, per carita'. Update: in effetti avevo capito male, si riferiva all'Afganistan e non al Libano.

- Ebi e la cantante Syria (che lo linca) sarebbero la stessa persona (e io non ci avevo mai fatto caso).

- Vittorio Zambardino riduce in piccoli pezzettini la facolta' di Scienze del Cazzincomune. Ernesto Assante cerca di rimetterli insieme, ma secondo me non ce la fa, sono troppo piccoli (via Deeario).

martedì, luglio 11, 2006

the scarecrow

The black and green scarecrow - as everyone knows
stood with a bird on his hat
and swore everywhere
he didn't care

he stood in a field
where barley grows

His head did no thinking,
his arms didn't move
(except when the wind
cut-a-pup and mice ran around on the ground)

he stood in a field
where barley grows

The black and green scarecrow
was sadder than me:
but now he's resigned to his fate
'cause life's not unkind,
he doesn't mind.

He stood in a field,
where barley grows

(violini)

martedì, luglio 04, 2006

Leonardo va in America

Mentre in Italia il piu' Comunista dei Comunisti fa il difensore della "nobilta'" implorando il mese corto per i poveri parlamentari stressati ed i tassisti, che insieme ai giornalisti costituiscono la piu' ottusa corporazione italica, diventano Rivoluzionari manco fossimo nel Chiapas delle auto pubbliche... Leonardo va in America e, magari, pure mentendo sul suo credo politico. Il mondo va a ritroso, ma Leo ci vola sopra. Buon pro gli faccia, un peccato solo, che si sia perso "Cicciu Fruschedda". Sara' per la prossima.

lunedì, luglio 03, 2006

E' luglio da tre giorni e tu non sei con me

Pare che il mitico leonardo si trovi già negli Usa. Dove precisamente ? A fare cosa ? Per quanto tempo ? Quale funzionario sta rischiando il posto per aver autorizzato il suo ingresso ? Il mistero è fitto
(si poteva anche salutare cmq)

Lo chiamavano lo stantuffo di Allah

Nel frattempo il Mullah Omar vinceva clamorosamente il Gp di Medina davanti a Valentino Rossi

mercoledì, giugno 28, 2006

finalmente qualcuno mi apprezza per le mie vere qualità

Ultime frontiere dello spam:
Carissimo amico,

Ti piacerebbe fare un provino per un film hard ?

Io sono [Nome e cognome di una spammer italiana] e sono l'incaricata per conto della casa di produzione LuxFilm s.r.l di roma per fare la selezione di nuovi volti per il nostro parco attori.

Cerchiamo ragazzi disinibiti che siamo maschi e siano disposti ad incontrare bellissime ragazze con le quali giocare davanti alla telecamere sperando di trovare nuovi divi del mondo hard.

Se sei interessato a questa stupenda opportunità collegati al nostro sito e iscriviti alle selezioni.

Riceverai una mail di conferma con l'appuntamento il luogo e la data.

Ricordati che dovrai incontrare Kimberly Jackson la splendita attrice hard, con la quale fare sesso davanti alle telecamere, le pellicole non saranno rese pubbliche e prima di effettuare il porvino, in forma del tutto gratuita, sigleremo un accordo di riservatezza che tutela la privacy.

Che aspetti il mondo dell'hard aspetta di vedere la tua performance.

Iscviti adesso

martedì, giugno 27, 2006

Piccoli equivoci e sguardi benigni

Policlinico di M., qualche mese fa.
“Ti ricordi di me ? E’ passato troppo tempo eh?”
Faccio uno sforzo di memoria ma proprio non mi viene
vede la mia espressione completamente vuota e allora mi aiuta
“Sala Rum” (la sala R.u.m. era una biblioteca universitaria nda)
“Ah, già scusa. Mi sembravi un profilo noto, ma si parla di troppi anni fa ormai…”
“Eh già, bei tempi….”
“Già…”
….
“Siamo tutti qui per gli stessi motivi più o meno”
Non mi vuole mettere in imbarazzo.
Lui era in fila con la sua ragazza o moglie o che so io all’ambulatorio cura dell’infertilità. Io invece ero in fila all’ambulatorio accanto: I.V.G., acronimo anestetizzante di interruzione volontaria della gravidanza. Dove si fa l’accettazione per gli aborti insomma.
Apprezzo molto la sua delicatezza ma a mia volta, per ragioni analoghe, non posso dirgli che così non è.
“Mmh-mmh” annuisco lievemente
Io in realtà sono lì per lavoro. Il mio secondo cocoPro. Quello di accompagnatore per i servizi sociali del comune. E quella ragazzina che mi sta accanto, con gli occhioni neri e tutto e il sorriso così teneramente ingenuo non è - ahimè - la mia ultima fiamma. E' una lavoratrice del sesso, una sex worker come si dice adesso che tutte le notti porta i suoi 20anni in una zona industriale alla periferia della città.
Joy, chiamiamola così.
Qualche settimana fa le si è rotto un profilattico e lo sguardo benigno del Creatore ha deciso di posarsi sul suo utero. Forse poteva anche evitare. Magari poteva fermarsi al viso, agli occhioni neri neri e quant’altro, ma tant’è. Quando ha scoperto di essere rimasta incinta Joy ha preso il Cytotec, un farmaco contro l’ulcera che , assunto in ampio sovradosaggio, viene usato per abortire. Tra le sue connazionali è tipico. Però non è contato. Forse non ne ha preso abbastanza; o forse è semplicemente la fisiologia umana a non essere una scienza esatta. E così quando ha rifatto il test era ancora incinta.
Quando me l’ha detto le ho consigliato di non farlo più
“Puoi avere un emorragia seria, è molto rischioso. E poi l'utero va raschiato ugualmente, dovresti venire in ospedale lo stesso. Dammi retta: niente Cytotec, vieni in ospedale da subito. E' gratis, è sicuro, è legale”
Uno spot praticamente. Magari con qualcun'altra non sarebbe contato niente, ma Joy è una tra le più diligenti delle mie ragazze.
“Anche se non hai il permesso di soggiorno. Serve solo un passaporto. Ti accompagno io.”
Un passaporto di solito è l’ostacolo più difficile. Le nigeriane spesso non ce l’ hanno.
Ma non Joy. Qualche tempo fa sembrava si dovesse sposare con un artigiano ultra 60enne della provincia
(“Quello era mio nonno. Mio padre ha gli stessi anni di suo figlio” - ride), poi non se n’è fatto più nulla, però in previsione del matrimonio si era dovuta procurare una carta consolare che adesso torna buona come documento.

Hai paura ?
Un poco sì
Ma dai, le altre ragazze che ho accompagnato mi hanno detto che non hanno sentito niente
Ma mi fanno punciura ?
Sìssì tranquilla. Però non ti addormentano. Resti sveglia ma non senti niente. Joy è al suo terzo aborto. Gli altri 2 li ha fatti in Nigeria

Entriamo in ambulatorio e lo sguardo benigno della dottoressa si posa solo su Joy.
“ Quanti aborti ha già avuto ?

Due. A mio paese

“Guardi che lei ha vent'anni e se continua così mette a rischio la sua salute sa ? Tutti questi aborti non le fanno mica bene sa? Vada in consultorio dopo l'intervento di stamattina e si faccia dare qualcosa per non rimanere più incinta
Dunque..lavora lei… ?”
...
“E' disoccupata ?”
“Sì, è disoccupata”

Poi entriamo nella camera di degenza. E qui lo sguardo benigno delle altre accompagnatrici, tutte donne, si posa su di me. Ecco finalmente un fidanzato che si prende le sue responsabilità. Magari un po' imprevidente ma finalmente un uomo.
Stiracchio un sorriso di saluto.
“Bè, adesso ti metti a letto e aspetti il tuo turno. Ci vediamo nel primo pomeriggio quando ti dimettono eh Joy. ciao eh”
E quando esco secondo me se lo stanno chiedendo. Ma perché nemmeno un bacio?

Verso le 14 ritorno
Allora hai sentito male ?
Sì. E sorride
Ehm...Bè, sempre meglio del Cytotec no ?
E sorride
Il medico lo che consegna la lettera di dimissione lo aspettiamo in corridoio tra sguardi benigni un po’ interrogativi (Dio che carini, lui bianco lei nera.. ma perché niente bacio ?)
Io leggo Repubblica, lei Il Venerdì

Tra un mese vieni in ufficio che andiamo al consultorio per il controllo. Se nel frattempo ti dovesse ricapitare vieni qui, al pronto soccorso, raccontagli quello che è successo e dì che vuoi la pillola del giorno dopo. (Con la speranza che il ginecologo di turno la prescriva)
Grasie. E mi sorride benigna

venerdì, giugno 23, 2006

gli idealisti succhiano

...Prendi il mio odio per gli idealisti ad esempio. E’ da quando avevo 13 mesi, forse qualcuno in meno, che li odio. E li odio perché ho sempre trovato che nessuno spara cazzate su cazzate come un “idealista” con in più sempre quel sottotesto borioso “Occhio che ti sto dando una lezione su come dovrebbero andare le cose ragazzino”.

In realtà non volevo parlare di questo, ma segnalare dei pezzi più o meno miei che girano questa settimana.
Qui c'è roba mia rimixata da Maramao su Vita.
E poi i due pezzi su Grazia: Il tunnel dell'amore e Non crederai veramente al Paraguay.

giovedì, giugno 22, 2006

Cosa provo e perchè

Certo tutti noi cambiamo, cresciamo, mutiamo in continuazione: comportamenti, idee, lavoro, luoghi, colleghi, amici, fidanzate/i. Ma ci sono cose che ci portiamo dietro dalla culla alla tomba.

Prendi il mio odio per i realisti ad esempio. E’ da quando avevo 13 anni, forse qualcuno in meno, che li odio. E li odio perché ho sempre trovato che nessuno spara cazzate su cazzate come un “realista” con in più sempre quel sottotesto borioso “Occhio che ti sto dando una lezione su come si sta al mondo ragazzino”. Ecco io ricordo che a 13 anni, forse qualcosa in meno, odiavo Mario Cervi che nella sua rubrica su Gente, settimanale allora sempre presente nei cessi di casa mia, ci spiegava quanto era dolorosamente impossibile eliminare l’apartheid dal Sudafrica.

Secondo voi io adesso quando leggo Rocca che ci spiega quanto è dolorosamente impossibile eliminare Guantanamo dalla faccia della terra cosa provo ?

mercoledì, giugno 21, 2006

La prossima volta il moto perpetuo eh ?

Figurati se uno ha tempo di mettersi a discutere con Rocca di calcio o, peggio - molto - peggio, di illeciti sportivi. Per quello che mi importa poi. Però la pervicacia che esibisce in questo periodo nel volerci dimostrare che la Juve non è mai stata favorita dagli arbitri ricorda quando ci assicurava l'esistenza delle armi di distruzione di massa di Saddam (leggere il suo commento per ridere, please)

lunedì, giugno 19, 2006

non mi viene in mente niente

Io naturalmente sono per il NO, ma non riesco a trovare niente di originale e intelligente e divertente da scrivere per il Referendum.

Niente insomma che valga la pena di un post.

Sono consapevole che ci giochiamo il banco, ma non mi viene la battuta adatta.

Mi sento, si parva licet, come Karl Kraus, che per anni sfogò la sua caustica stronzaggine su oggetti tutto sommato secondari, e poi all'avvento di Hitler scrisse: "Il nazismo non mi fa venire in mente nulla". Mi pare che abbia scritto così, almeno.

Ho sempre creduto che il senso di questo scrivere era il tenersi allenati, adesso si gioca la finale e sono spompo. Mister, mi tenga in panchina.

E a proposito, io ritengo indegno sporcare questa cruciale settimana con considerazioni calcistiche che francamente di fronte alla Costituzione chissenefrega, ma quando Lippi ha fatto la seconda sostituzione io me lo sentivo che qualcuno stava per infortunarsi, perché questa è la dura legge del calcio, e la conosco persino io, ma Lippi no, perché?

lunedì, giugno 12, 2006

mercoledì, giugno 07, 2006

Il vero Ariete sei tu che lo diserti

(breve post di consigli non richiesti)
Caro militare italiano,
arruolandoti nell'esercito hai fatto una cazzata immensa.
Non da ultimo perchè hai delegato la tua sicurezza personale ad una struttura burocratica sulla quale non hai alcuna possibilità di intervento. Il mio amico leonardo, che è buono, ora sta implorando al posto tuo che ti forniscano un mezzo più sicuro per il tuo lavoro. Tu non fidarti di lui. Non credergli. Nel senso che se anche ti daranno un mezzo migliore questa volta, e non è affatto detto che lo faranno, domani ci sarà quacos'altro: l'uranio impoverito, giubbotti antiproietile scaduti (come a un mio amico poliziotto) o chessoio. Funziona così in tutti gli eserciti, quello Usa per primo. Tu puoi fare molto di meglio: ritirarti individualmente, andartene altrove, trovare qualcosa di decente da fare della tua vita. Questo se ti sta a cuore la tua incolumità. Altrimenti pazienza. Mal che vada un bel funerale di Stato non te lo toglie nessuno.

lunedì, giugno 05, 2006

Ennò Santità, allora non mi diverto più

Il Papa: 'Chiesa non è contro il sesso'

è tutta una congiura per farmi sentire normale

Uno dei miei deliri paranoici, sin dall'infanzia nel coro parrocchiale, era: "e se sono stonato come una campana e nessuno me lo dice per pietà?"

Menomale che l'università di Newcastle ha messo on line questo test (via Psicocafé).

Ho fatto 29/30: buono, direi. Ora rimane da risolvere il problema daltonismo (noto sfumature che gli altri non vedono e viceversa) e le papille gustative interrotte.

domenica, giugno 04, 2006

parassiti di tutto il mondo

Una delle grandi domande della vita è: quanto costa una marchetta su un tg nazionale? Non voglio né posso credere che le facciano gratis.
In ogni caso ieri sul tg2 reclamizzavano il libro di uno tizio che parla dei grandi errori degli storici, e uno di questi errori è: gli storici dicevano che Marx s'intendeva di operai, ma si sbagliavano.
Infatti, ha spiegato il tizio, in realtà viveva alle spalle di Engels, che gli dava i soldi. Un parassita. Scoop!

Pensa quando il medesimo tizio scoprirà che nel bel mezzo della carestia sovietica, Lenin pasteggiava a salmone e caviale.

giovedì, giugno 01, 2006

L'invidia del pane


Idea per il week end della Fallaci: ma perché non viene alle Cucine del Popolo di Massenzatico (Re) ? E’ pieno di anarchici, sicuramente sale anche qualcuno da Carrara. Bombe caloriche garantite. Poi alla fine si può sfogare coi canti sociali: sicuramente risuonerà l’immortale stornello “Vorrei che l’Vaticano andesse in fiamme” seguito da quell’altro che comincia con “E quando moio io non voglio preti”. Ma se qualche autore contemporaneo avesse composto un pezzo contro imam o rabbini sicuramente nessuno si tirerà indietro.
Per un modenese è difficile da ammettere, ma ci sono cose che si possono fare solo a Reggio Emilia. Questa iniziativa ad esempio, che mette insieme Arci, Anpi, rifondaroli, verdi e anarchici della FAI. Ma qui è roba da prima Internazionale del magna magna. Ma dove la trovate una cosa così nel resto d’Italia ?

martedì, maggio 30, 2006

Amici miei atto IV

Dall' intervista di Oriana Fallaci al New Yorker:
<< She spoke of a new mosque and Islamic center planned for Colle di Val d’Elsa, near Siena. She vowed that it would not remain standing. “If I’m alive, I will go to my friends in Carrara—you know, where there is the marble. They are all anarchists. With them, I take the explosives. I make you juuump in the air. I blow it up! With the anarchists of Carrara. I do not want to see this mosque—it’s very near my house in Tuscany. I do not want to see a twenty-four-metre minaret in the landscape of Giotto. When I cannot even wear a cross or carry a Bible in their country! So I BLOW IT UP! ” >>

(quelli della FAI di Carrara io qualche volta li ho visti: posso garantire che sarebbe molto più temibile la supercazzola del Mascetti)

venerdì, maggio 19, 2006

Aids e prostituzione: una piccola proposta per il nuovo governo

Votata la fiducia dal parlamento, il nuovo governo è definitivamente in carica. Io ovviamente sono un tizio qualsiasi che non ha alcun titolo per essere ascoltato da nessun governo passato, presente o futuro; tuttavia ci provo lo stesso ad avanzare una piccola proposta. Hai visto mai che qualcuno ti prenda in considerazione.

E’ un governo che ha già detto di voler cambiare la legge sull’immigrazione e io gli porto la mia cosina.
Si tratta di una proposta semplice, banale, limitata (se non fosse tale non avrebbe senso rivolgerla a un governo). Non una rivoluzione ma un piccolo tassello per migliorare un po’ la qualità della vita di tutti. Una proposta pragmatica. Talmente pragmatica che può accontentare laici e cattolici, destra e sinistra. Almeno credo.
Orbene: all’interno della legge che regola la presenza dei cittadini immigrati in Italia (il D.lgs 268 /98 come modificato dalla legge 189/2002, la cosiddetta Bossi-Fini), all’articolo 18 si prevede l’attivazione di un percorso di protezione sociale quando “ (…) siano accertate situazioni di violenza o di grave sfruttamento nei confronti di uno straniero ed emergano concreti pericoli per la sua incolumita', per effetto dei tentativi di sottrarsi ai condizionamenti di un'associazione dedita ad uno dei predetti delitti (...)”
Si tratta di un provvedimento legislativo nato e rivolto soprattutto alle prostitute che abbiano intenzione di cambiare mestiere e siano disposte denunciare i propri sfruttatori.
Dopo otto anni di applicazione del provvedimento, attualmente le cifre dicono che ci sono circa 6.500 ex prostitute in protezione sociale.
La protezione sociale consiste di solito nell’inserimento del soggetto in una struttura protetta unitamente al rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di giustizia convertibile, se il percorso si conclude positivamente, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro uguale a quello degli immigrati regolari.

Io lavoro (anche) per i servizi sociali del mio comune, seguo un progetto sanitario rivolto alla prostituzione di strada. Si distribuiscono profilattici e informazioni sanitarie, si fanno accompagnamenti alle strutture sanitarie pubbliche, tipo i consultori, quando una ragazza lo richiede. Ce ne sono vari di progetti analoghi in giro per la penisola. Gestiti da ong convenzionate o direttamente dai comuni, come nel mio caso.
La ragione per la quale questi progetti di “riduzione del danno” vengono finanziati è la lotta contro le malattie sessualmente trasmissibili e la tutela della salute pubblica.
Com’è noto le prostitute, per la quantità di rapporti sono potenzialmente i nodi principali del contagio (i cosiddetti hub, nel modello matematico che simula la diffusione di un virus) . Dico potenzialmente perché pare che in realtà le prostitute sieropositive siano una minoranza e che siano tra le categorie che maggiormente si proteggono.
Per quello che è la mia esperienza diretta, ritirando i referti delle analisi del sangue di svariate decine di loro, posso confermare questo dato.
Tuttavia, sia pure in piccola minoranza, ci sono sulla strada prostitute sieropositive.

Per loro l’unica possibilità di uscirne, attualmente, è fare la famosa denuncia alla questura.
Ma denunciare non è così semplice. Oltre alla paura delle conseguenze su parenti e familiari c’è spesso un debito di riconoscenza nei confronti di quelli che noi chiamiamo sfruttatori ma che per loro sono spesso dei salvatori che le hanno sottratte ad un destino peggiore. Questo è vero particolarmente per le nigeriane.
“Quando sono venuta in Italia sapevo già di essere malata e sapevo che l’unica possibilità di vita era quella di andare in un paese europeo dove ci si può curare gratis. Ho dovuto pregare per trovare qualcuno che mi portasse in Italia e cosa avrei dovuto fare dopo ? Denunciare chi mi aveva salvato la vita ?” Così mi ha detto una ex prostituta nigeriana.

Quindi ecco la proposta: perché non dare facoltà alle prostitute sieropositive di essere inserite nei programmi di protezione sociale anche senza la necessità di una denuncia ?
Se non lo vogliamo fare per loro, facciamolo per noi. Per la tutela della salute pubblica.
E’ pragmatico ed è etico. E’ laico ed è cristiano. Più di così cosa deve proporre uno per compiacervi a voi, o ineffabili maggioranze?

lunedì, maggio 15, 2006

Continua ad essere altrove

Non sorprende che il concetto di lavoro nell’antichità avesse assunto il significato collaterale di sofferenza e infelicità (come in latino). La sofferenza della persona attiva in senso negativo è “vacillare sotto un carico gravoso” (laborare)
(…)
Nei poemi omerici l’eroe Ulisse è orgoglioso di aver intagliato da solo il letto nunziale. Non l’attività in quanto tale era disonorevole, e neppure il lavoro manuale, ma la sottomissione dell’uomo ad altri uomini o a una “professione”
(…)
Fu il cristianesimo a ridefinire per la prima volta in senso positivo il significato negativo dell’astrazione “lavoro”, e in modo del tutto paradossale, cioè come sofferenza e infelicità! Ovvero: se la sofferenza del Cristo sulla croce ha redento l’umanità dai suoi peccati terreni allora la fede esige “l’imitazione di Cristo”. Questo significa farsi carico gioisamente e spontaneamente della sofferenza. Con questo genere di fede masochista nella sofferenza positiva, il cristianesimo nobilitava anche il lavoro come obiettivo desiderabile, nello stesso senso in cui occasionalmente ci si flagellava in estasi ascetica.
(…)
Fu solo il protestantesimo, particolaremente nella sua forma calvinista che, a partire dal XVI secolo, rese il masochismo cristiano della sofferenza del lavoro un elemento di questo mondo; il credente non doveva più (meno che mai per guadagnare soldi) assumere su di sé le sofferenze del lavoro come “servo di Dio” nella solitudine del chiostro, ma lo doveva fare per ottenere successo nella società terrena e proprio in questo modo dimostrare di essere “eletto” da Dio! Ma naturalmente egli non poteva assolutamente godere dei frutti del successo per non perdere la grazia divina dell’imitazione di Cristo.
(…)
In questa singolare combinazione tra un mesto scopo ultraterreno con un altrettanto mesto scopo di questo mondo sorgeva l’ancor più mesta mentalità moderna del lavoro- il lavoro come una specie di disturbo comportamentale.
Robert Kurz – La dittatura del tempo astratto

mercoledì, maggio 10, 2006

il nostro agente in Egitto

Linco poco e sempre gli stessi, e si sa.

In questi giorni ero distratto, ma mi preme segnalare che - vi ricordate che hanno messo delle bombe in una località turistica egiziana quindici giorni fa, una vita? Beh, era una delle spiagge preferite di Lia.

La quale Lia, dopo le lamentazioni del caso, ha anche scritto un pezzo che magari è un po' dietrologo ma secondo me è magistrale, per come riesce a spiegare Dahab e a contestare la versione ufficiale dei fatti (in breve: secondo Lia la matrice terrorista e beduina è fumo negli occhi: dietro ci sarebbero interessi turistici e, in un certo senso, governativi).

In seguito c'è stato ancora spazio per una polemica e per un'invettiva: quest'ultima vale la pena citarla con calma un altro giorno. Insomma, leggete sempre Lia, perlomeno scorretela. E' molto più interessante di quello che succede qui.

lunedì, maggio 08, 2006

come muore un carpigiano

Sappiamo che è stato attaccato da un animale della savana, infatti è morto per le ferite riportate. Forse era sceso dalla jeep, raccontava sempre "quando cammini nel bush, di colpo ti puoi trovare davanti un elefante".

Invece era un rinoceronte.

mercoledì, maggio 03, 2006

clandestino

Non dovrei fare quello che sto facendo qui.
Vi scrivo da una monodisciplinare - non ho fatto niente di male per essere qui, a parte una laurea, un'abilitazione, ecc.
La monodisciplinare è una riunione di professori come me.
In questa sala ci sono trenta profesori come me, nessuno ha il sesso che ho io, una manciata è sotto i 45 anni, il resto sopra.
Discutono di portfolio, non sono in grado non dico di mettersi d'accordo, ma nemmeno di parlare una per volta. Ho assistito a forum globali meglio organizzati.
Io in novembre ero il pivellino gentile, adesso è maggio e volto le spalle. Nessuno riesce a capire cosa sto facendo - a un certo punto ero tentato di scaricare roba da Ipod.
Sono tutte molto incazzate per via di un verbale di marzo che non si trova. C'è una che prova a cercarlo in presidenza. Arriva con un dischetto, dice che non riesce ad aprirlo. Ci provo io. Scopro che c'è un folle in libertà che invece di salvare i documenti sui dischetti, ci salva i collegamenti, avete presente, i file .ink. Questa persona non è in sala, è in giro nel mondo a far danni. Io non ci posso fare nulla e neanche voglio.
Ogni tanto interrompo il vocio con starnuti fragorosi, perché oggi è il Graminacea-Day e l'antistaminico non m'è ancora entrato in circolo. Ho tutto il palato che mi prude, mi ci vorrebbe del colluttorio. Mi ci vorrebbe del whisky. Naturalmente l'alcool e l'antistamina mi farebbero fuori in tre minuti, il che gioverebbe anche al mal di denti e una lieve dissenteria. Per il resto sto bene.

Sono qui soltanto perché prima o poi, nell'OdG, si dovrebbe parlare dei temi d'esame, perché sono preoccupato. I miei ragazzi sono molto sensibili alle tracce dei temi, se non ne trovano una che gli ispira si bloccano, proprio come gli scrittori, restano tre ore cocciuti col foglio bianco davanti, io li soffocherei con le bozze della brutta copia, ma c'è una normativa comunitaria che me lo impedisce.

(Queste tra un po' si menano. Oppure entra Maria de Filippi col microfono. Le do' cinquanta/cinquanta).

Ho cambiato idea, oggi, sul ricambio generazionale. Deve esserci adesso, subito, questa stanza deve riempirsi all'istante di una trentina di 25enni neolaureate. La mia vita professionale svolterebbe.

lunedì, maggio 01, 2006

La vita è altrove


Un cadavere domina la società: il cadavere del lavoro. Tutte le potenze del pianeta si sono allineate per difendere questo dominio: il Papa e la Banca Mondiale, Tony Blair e Jorg Haider, D'Alema e Berlusconi, sindacati e imprenditori, ecologisti tedeschi e socialisti francesi. Tutti costoro conoscono soltanto una parola d'ordine: lavoro!lavoro!lavoro!
...

E' assurdo: mai la società era stata una società del lavoro come in quest'epoca in cui il lavoro è stato reso superfluo. Proprio nel momento della sua morte il lavoro getta la maschera e si rivela come potenza totalitaria, che non tollera nessun altro dio all'infuori di sé
...
Che le potenze del mondo ci dichiarino pure pazzi perchè vogliamo provare a rompere con il loro irrazionale sistema coercitivo. Noi non abbiamo niente da perdere se non la prospettiva della catastrofe verso la quale ci stanno guidando. Abbiamo invece da guadagnare un mondo al di là del lavoro.
Proletari di tutto il mondo, dite basta!
Gruppo Krisis - Manifesto contro il lavoro, 1999
"Perciò l'operaio solo fuori dal lavoro si sente presso di sé; e nel lavoro si sente fuori di sé. E' a casa propria se non lavora, e se lavora non è a casa propria. Il suo lavoro quindi non è volontario, ma costretto, è un lavoro forzato. Non è quindi il soddisfacimento di un bisogno, ma è soltanto un mezzo per soddisfare bisogni estranei. La sua estraneità si rivela chiaramente nel fatto che non appena viene a mancare la coazione fisica o qualsiasi altra coazione, il lavoro viene fuggito come la peste."
Karl Marx - Manoscritti economico-filosofici, 1844

e buon 1° maggio a tutti

lunedì, aprile 24, 2006

s'io fossi titolista

...l'avrei tradotto uomini e tope.

(Invece di "Me la dai la mail": gli ultimi paninari si annidano nell'editoria, è così?)

venerdì, aprile 21, 2006

gli scrittori sono già fuori alle diciotto

Era da migliaia di anni che non si presentava un libro di carta con qualcosa di me dentro.
Eccolo qui (scopiazzo da Polaroid):
Domani a Modena, a partire dalle 18, allo Juta Caffè (Via Del Taglio 91, accanto alla Piazzetta della Pomposa) si presenta Lo scrittore uscì alle ventunoetrenta, antologia di narratori e di occasioni, più che di semplici racconti, che vede coinvolto anche questo piccolo blog.
Parteciperanno fra gli altri Jonathan Sisco, Leonardo Tondelli, Paolo Teobaldi, Gianluca Morozzi, Gianfranco Mammi, Daniele Bondi, Massimo Bernardi e Davide Bregola.
Speriamo che ci siano più avventori che scrittori. Coordina Rossella Bonfatti.
Enzo mettera dischi tra una lettura e l'altra, e poi tra un aperitivo e l'altro. Chi può, siaci.

giovedì, aprile 20, 2006

Antipapa-boy

Martin Lutero, dicono, il 31 ottobre 1517 affisse sulla porta della chiesa di Wittenberg 95 tesi riguardanti il valore e l'efficacia delle indulgenze, che avrebbero fatto molto rumore. Embè?

Oggi è il 21 aprile del 2006 e sull'Espresso c'è un'intervista al Cardinal Martini che, secondo me, non passerà sotto silenzio. In soldoni: i preservativi servono a lottare contro l'AIDS, certe forme di eutanasia sono comprensibili, anche i single seri possono mettere su famiglia. C'è ancora una chiusura netta sulle staminali, ma anche Martin Lutero aveva le sue chiusure, tempo al tempo.

Ora, se c'è qualcuno disposto a saccheggiare conventi e scuole private e cliniche in nome dell'antipapa, io ci sto. Animo, riformisti, che qui si fa la Riforma con la R maiuscola.

Il problema fisico

Quello che la scena finale del Caimano lascia balenare, un Berlusconi tranquillamente capace di supportare una guerra civile italiana se giudicasse la cosa meritevole per i propri fini, corrisponde esattamente all'immagine che mezza Italia ha di lui.
Il mancato riconoscimento della vittoria elettorale prodiana ha sicuramente rafforzato questa convinzione.
Ma c'è un problema fisico ad impedirlo. I vecchi rimbambiti che costituiscono la solida base del suo elettorato riescono a malapena a trascinarsi fino al seggio per fare una croce. Prendere fucile e pitale e scappare in montagna no, non è possibile.
Escluse a priori le casalinghe di Voghera che "io di politica non mi interesso", rimarrebbero come unica risorsa realmente disponibile gli arzilli commercialisti della Brianza metaforica. I quali però avrebbero troppo sommerso da perdere in cambio di una misera Ici da guadagnare. Quindi ciccia.

domenica, aprile 16, 2006

E comunque

se mi chiedessero di indicare quale opera rappresenti meglio tutto il dolore del mondo non mi verrebbe in mente l’Urlo di Munch, mi verrebbe in mente Tre Madri di Fabrizio de André

sabato, aprile 15, 2006

La questione centrale

E tutti a parlare della “questione settentrionale”. Bene. Ci sarà pure questa questione settentrionale. Ma allora parliamo anche di quella speculare: la questione centrale.
C’è un’Italia - ed è grossa - che non ne vuole assolutamente sapere di essere governata da un monopolista delinquente che fa leggi a suo uso e consumo come in una repubblica delle banane. Che rimbambisce pensionati e casalinghe con una propaganda vergognosa. Che fa del disprezzo delle regole, della menzogna e dell’arroganza il proprio credo assoluto. Che ha governato oggettivamente da schifo per cinque anni. La cui politica interna consiste nel tagliare le tasse ai ricchi dicendo che così le cose funzionano meglio e la cui politica estera consiste nell’averci imbarcato in una guerra ignobile esponendo la popolazione al rischio di attentati.
C’è un Italia - ed è grossa - anyone but Berlusconi, come c’è un America anyone but Bush.
In entrambe la situazione politica si va sempre più polarizzando. Due americhe. Due italie.
Non si può governare contro il nord ? Non si può governare contro il centro-nord. E l’infame l’ha fatto per 5 anni. E adesso potrebbe pure tornare perché gli italiani sopra il Po e sotto il Tevere sono minchioni. Siamo la parte più bella e produttiva del paese: non ne possiamo più.
Secessione subito. Federalismo spinto adesso.
Questa è la questione centrale.

mercoledì, aprile 12, 2006

il taccerismo della volontà, il prodismo della ragione

Ognuno ha le sibille che si merita, io mi tengo stretto B. Georg. E lo scopiazzo senza scrupoli:

"...contesto però il dato tecnico: le riforme fatte sono state esageratamente scadenti. La riforma della scuola e dell’università fanno sinceramente pena, e lo dico non ideologicamente ma tecnicamente; la legge Biagi è monca e se ne accorgono ormai anche i liberal; sulle pensioni - la palla al piede del paese, che assorbe a tutt'oggi il 70% della spesa di welfare - è stato solo continuista col centrosinistra, perpetrandone gli errori, la riforma del sistema radiotelevisivo è la quintessenza dell’antiliberismo. E le riforme non fatte sono talmente tante che c’è da spaventarsi. Il risultato è quello che si vede: un taccerismo della volontà, teneramente trash e un poco straccione, fatto con materiali da rigattiere, che di fronte ai vago familismo dei democristiani (forti di un temibile 3%!) e a qualche ruspante socialfascista si scioglie sommessamente.

Probabilmente l'errore di Berlusconi - a parte non tagliare con più coraggio i ponti con la sua precedente carriera e interessi - è stato circondarsi di personale politico raffazzonato e scadente, yes man, professori di economia desiderosi di riscatto le cui precedenti sfortune accademiche forse avevano qualche ragione, sedicenti manager incapaci di gestire una merceria.
Col risultato che il partito liberale di massa oggi non ha un erede (l’uomo ha 70 anni…) non dico di alto, ma nemmeno di medio profilo, tranne… tranne un tizio lombardo che deve il suo potere a un movimento integralista comunitario cattolico e che il Berlusconi giustamente teme come la peste. E con la prospettiva che su quel 20% di voti tra qualche anno banchettino gli ex democristiani di varia risma.

[...]

- Prodi, se il governo va in porto, sarà in sella almeno due anni (la maggioranza risicata al Senato non è tecnicamente un problema insormontabile) durante i quali nessuno ha davvero l'interesse a farlo cascare: a sinistra saranno impegnati a fare a tappe forzate il Partito democratico e la Linke, altrimenti li appendono per i piedi, e chi minaccerà di sgarrare nelle votazioni in aula, lo accoltelleranno nei sottoscala; a destra sanno che non possono tornare alle elezioni così - riperderebbero - quindi saranno molto presi a fare il Partito popolare e a trovare un posto "di prestigio" a Berlusconi (bel problemino: dipendono totalmente da lui ma non possono più rimanerci attaccati se vogliono avere un futuro).
- Nel frattempo il governo farà alcune cose "di base" su cui troverà qualche voto anche a destra - nuova legge elettorale, alcune riforme economiche urgenti, interventi per la scuola - e alcune su cui non li troverà - antitrust nei media e conflitto di interessi, giustizia, precari - e qui dovrà provare a farcela da solo. Se ce la farà a quel punto, tra un paio d'anni, sarebbe saggio tornare concordemente alle urne a metà legislatura, e le coalizioni a quel punto sarebbero guidate dai segretari dei novelli partiti maggiori - al momento attuale direi Veltroni e Formigoni, ma la Sibilla qui farfugliava quindi posso sbagliarmi.

Angese

L'unico collaboratore del Resto del Carlino capace di dare un senso a quei 90 centesimi che tanti dalle mie parti spendono per acquistare l'orrida testata, ci ricorda che l'Italia non è spaccata in due

martedì, aprile 11, 2006

il voto agli italiani all'estero, comunque, è una vergogna

Questo è un pezzo di più di tre anni fa: 17/10/2002. Io da allora non ho cambiato idea.

"La verità è che tu ce l'hai con gli americani".
"Ma no, anzi".
"Con tutto quello che hanno fatto per te".
"Beh, in effetti…"
"Ingrato, ecco cosa sei".

Ma non è vero. Io ho un grande rispetto per la civiltà americana. Molto più di quanto ne possa avere, per esempio, Mirko Tremaglia.

Il Columbus Day anche quest’anno non ha tradito le aspettative. […] Lo testimoniano le tantissime bandiere tricolore che sventolavano sulla strada più famosa del mondo, che si è vestita di verde, bianco e rosso. Ma lo testimonia soprattutto la presenza dell’ospite d’onore di questa edizione del Columbus Day: il Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia che, in piedi su una macchina d’epoca e sventolando un Tricolore, ha aperto il corteo accompagnato dall’entusiasmo della gente che si avvicinava per stringergli la mano, per manifestare la propria gratitudine per la sua partecipazione all’evento e per le intense espressioni di solidarietà dell’Italia verso gli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre.

Con amici come Tremaglia, chi ha bisogno di nemici?

Ognuno ha le sue piccole curiosità: per esempio, io mi chiedo come ci sarà arrivato, il ministro Tremaglia, a New York. Con un volo di linea, probabilmente (business class). In questo caso, qualche inserviente del J.F.K. Airport, o del La Guardia, gli avrà messo in mano quel simpatico cartoncino che regala a tutti i turisti europei un attimo di buonumore.
È il famoso questionario per entrare su suolo americano: avete presente? Viene chiesto al viaggiatore, senza tanti preamboli, se collabora ho a collaborato con organizzazioni terroristiche; se ha mai spacciato o comprato stupefacenti; e altre amenità che non rammento. Bisogna barrare il "sì" o il "no" e consegnare.

Ovviamente, nessuno si aspetta che voi confessiate di aver fatto parte di un'organizzazione mafiosa o di avere cospirato contro gli USA: il questionario non va in mano alla CIA (io senza volere mi dimenticai di consegnarlo e nessuno mi fece niente). È soltanto un sistema, apparentemente ingenuo, ma in realtà semplice ed efficace, per spiegare ai viaggiatori di tutto il mondo che sono graditi, sì, ma ad alcune condizioni.
Il cartoncino, insomma, ha lo stesso significato che potrebbe avere un volantino "Vietato l'accesso a terroristi e spacciatori" appeso ai cancelli dell'aeroporto: ma è un po' più elegante. E mi chiedo se il Ministro Tremaglia ci abbia riflettuto su.

Sì, anche perché tra le domande del cartoncino, ve ne sono un paio molto esplicite, che dicono più o meno così: "Ha collaborato con l'esercito tedesco negli anni dal 1940 al 1945? Ha fatto parte del partito nazista o ha collaborato col partito nazista negli anni Quaranta?"
Il viaggiatore distratto sorride e barra il "no", ma il Ministro Tremaglia ha ben poco da ridere. Non ha mai fatto mistero di essersi arruolato, a 17 anni, nelle forze armate della Repubblica di Salò. E soprattutto (da quanto emerge dalle sue dichiarazioni), non sembra essersene ancora pentito.
Eppure non sono soltanto terroristi e spacciatori a non essere graditi, sul suolo americano. Anche nazisti e collaborazionisti sono personae non gratae. È scritto sul cartoncino. Il Ministro l'ha compilato?

È doloroso sentirsi dare lezioni di americanismo da un repubblichino. Ma fosse solo questo. Il Ministro per gli Italiani nel Mondo è anche il promotore di una delle più assurde e nefaste modifiche alla Costituzione in Italia – un palese insulto all'americanissimo principio "No taxation without representation".
"No taxation without representation" significa, papale papale, che non può essere tassato chi non è rappresentato in parlamento. E viceversa: non può essere rappresentato in parlamento chi non paga le tasse.
Una banalità, direte voi, ma per gli americani è come dire "liberté, egalité, fraternité".

Al principio non c'erano che una dozzina di colonie britanniche che si facevano i fatti loro – poi la Madrepatria pretese che pagassero le tasse sul serio, e così nacquero gli Stati Uniti d'America. Perché non ci poteva essere "tassazione" senza "rappresentazione". E viceversa: chi non paga le tasse, non è rappresentato. Non vota e non può farsi eleggere.

Il principio vale ancora oggi – tanto che a Portorico, protettorato USA, ogni tanto si fa un referendum col seguente quesito: "vogliamo diventare il 51esimo Stato degli Stati Uniti d'America, sì o no"? Scegliendo Sì, i portoricani diventerebbero 'americani' come tutti gli altri, con i loro bravi seggi al Congresso e al Senato, e le loro cartoline elettorali per votare Bush e Gore. Ma hanno sempre votato no. Perché? Perché si sentono inferiori? No. Perché così pagano meno tasse.

Quello che mi piace degli USA è questo tipo di approccio ai problemi, semplice, pragmatico, che talvolta può sembrare un po' ingenuo e senz'altro certe volte è un po' drastico. Se sei nazista, fuori. Se non paghi le tasse, non puoi votare e non puoi farti eleggere. Punto.
Questo tipo di mentalità, in Italia, è sconosciuta. Prendete i dibattiti stile: "perdoniamo i ragazzi di Salò". Negli USA non avrebbero senso: cosa c'è da perdonare? Hanno fatto una cazzata, hanno perso una guerra, discorso chiuso. Prendete il caso dei Savoia: cosa pretendono ancora? Prendete il caso di Mirko Tremaglia, che tanto ha brigato, per legislature e legislature, finché non è riuscito a ottenere da una maggioranza bipartisan una cosa come il diritto di voto per gli italiani all'estero.

Ma chi sono questi italiani all'estero? Non si è mai capito bene. Quanti sono? Quasi quattro milioni.
Hanno i diritti civili nei Paesi di residenza? Di solito sì (negli USA senz'altro). Ma soprattutto: le pagano le tasse? Le nostre tasse? No, sembra di no. E allora perché dovrebbero votare per il nostro Parlamento? Mah. Così, per solidarietà. In ricordo dei bei tempi andati.

Onorevole Ministro, mi creda, io non trovo nulla di male nell'andare in giro in parata su una macchina d'epoca sventolando il tricolor. Il Verde, il Bianco, il Rosso, mi sembrano colori bellissimi, e le macchine d'epoca poi, le Alfa, le Bugatti, l'Isotta Fraschini, son ben cose che mi fanno sentir fiero, non so bene di cosa, ma fiero. Inoltre mangio molta pastasciutta e conosco il testo di due o tre canzoni napoletane ("Te'ssi fatta 'na veste scollata… 'Nu capiello coi nastri e coi rosa…").
Però sono convinto che essere italiano significhi un'altra cosa. Essere italiano, per me, significa partecipare al prodotto lordo nazionale, contribuire come posso alla Cosa Pubblica, e ricevere in cambio dei miei contributi alcuni servizi (sanità, igiene, istruzione, strade decenti, ecc.). In tutta franchezza, onorevole Ministro, il mio vicino di casa marocchino, che lavora in un cantiere, avrebbe più diritto lui di votare e di essere rappresentato che un italiano di Brooklyn che sfila al Columbus' day con la maschera di Pulcinella. E credo che Thomas Jefferson mi darebbe ragione. E credo che George Washington ci darebbe man forte. Non ci può essere Rappresentazione Senza Tassazione!

Onorevole Tremaglia, Lei è andato in parata a New York, e ha ribadito che gli americani sono nostri amici. In che senso nostri amici? Gli amici sono persone che rispettiamo e cerchiamo di comprendere.
Se Lei rispetta gli americani, cosa aspetta a chiedere scusa per averli combattuti mentre davano le loro vite per liberarci?
E come può comprendere gli americani chi si è creato un feudo elettorale extrastatale, una cosa mai vista al mondo, una circoscrizione di gente che ha il diritto di dire la sua sulla repubblica italiana senza pagare le tasse? Representation without Taxation? No, Onorevole ministro, mi creda, lei non ha capito nulla dell'America!
Per lei l'America è solo quel posto dove tutti sventolano i tricolori e suonano il mandolino per le strade, e poi si va a mangiare le trenette al pesto da Pino, all'incrocio con la Sesta Strada…

“E’ un altro trionfo di tricolori” ripeteva Tremaglia alle varie emittenti, anche americane, che approfittando delle varie soste, gli si avvicinavano, “ed io sono emozionantissimo nel vedere questo entusiasmo, questo amore per la Patria e per il Tricolore che proprio voi avete conservato con devozione. Sono istanti che porterò sempre nel cuore, perché questa è tutta la mia famiglia, tutta la mia vita”.

(Sarà. Io avevo pur letto da qualche parte che il ministro era sposato con Mrs. Italy…)

Dedicato a Massimo -- senza il quale questo post non avrebbe mai potuto... ecc.

sabato, aprile 08, 2006

I casalingui


Scommettiamo che Silvio perde ?/2

Ricevo e volentieri pubblico:
"Gli istituti di statistica danno per certa la vittoria dell'UNIONE rispetto alla casa delle libertà, sulla base del criterio certo che i COGLIONI sono sempre il doppio delle teste di cazzo."

giovedì, aprile 06, 2006

Un golpe all'Ici ed uno alla botte

Mettiamo che io governi un Paese, mettiamo, dove l'opposizione ed alcuni dei miei alleati di Governo spadroneggiano nelle amministrazioni locali. Mettiamo poi che costoro sovvenzionino le amministrazioni locali con tasse locali, fuori dalla mia portata. Mettiamo che io mi sia rotto di essere a capo del piu' consistente partito di questo paese e di dovermi sorbire alleati rompiballe ed opposizione piagnucolosa. Che faccio?

Elimino le entrate locali! Abolisco l'ICI.

Cioe': se domani mattina l'ICI non c'e' piu', ed io mi impegno a restituire quei soldi alle amministrazioni locali dal recupero del sommerso (cioe' dalla battaglia all'evasione), posto anche che funzioni, saro' IO a dare i soldi... e quindi, li daro' quando e come meglio credo. Esempio: sei un alleatucolo padano sfasciacavolo e refrattario alle mie leggine ad personam? Zacchete, niente recupero dell'evasione per un paio d'anni, delle belle lungaggini burocratiche o, che so io, qualche problemino dell'ultima ora... ma, sia chiaro, appena voti a favore, eccoti i soldi. Voi dell'opposizione, invece, che avete quella bella Capitale tutta per voi... ecco... voi, andate direttamente all'Inf...

Fantascienza eh, sia chiaro!

mercoledì, aprile 05, 2006

se proprio volete essere coglioni

Partendo dal presupposto - banale - che in questi giorni non si fa grande lotta per l'idee, ma più spicciola guerriglia sugli indecisi:

ebbene, un "coglione" in tv non sposterà nessun indeciso.
E' una parola forte, è sinonimo dell'imbarbarimento, certo, certo, però gli indecisi ieri magari stavano guardando Mammucari in tv. Se cambiando canale s'imbattono in un "coglione", non dovrebbero scuotersi più di tanto (specie se non è rivolto a loro).

L'Ici invece è l'Ici, non c'è niente da fare. L'Ici qualcosa lo sposta. Possiamo anche decidere che non ce ne frega niente, ma io, se posso dire la mia, calerei le braghe su tutta la linea. Aboliamo l'Ici anche noi (Bertinotti è d'accordo), e insisterei sul fatto che la copertura noi ce l'abbiamo, loro no. Il mio bluff è più fico del tuo. Precisamente.

Ma naturalmente io non me ne intendo per niente, giù in città c'è un sacco di comunicatori esperti che ha deciso che stamattina la prima pagina e i contenuti multimediali devono essere tutti sul "coglione", su questa cosa gravissima che Berlusconi ci ha fa dato dei coglioni.

L'ennesimo scioccherello tentativo di buttarla sull'identitario. "Sono Xxxxx e ne sono fiero", dove Xxxx può essere nero, comunista, gay, ebreo, e da ieri mattina anche coglione. Bravo, coglione. Scendi in piazza coi tuoi amici coglioni. Datevi pure del coglione a vicenda. Voti non ne spostate, ma senz'altro s'incontrano coglioni interessanti. Ci voleva proprio un Master in Comunicazione Politica.

Scommettiamo che Silvio perde ?

I Bookmakers londinesi lo danno 3/1 , Prodi sta 1/5.

lunedì, aprile 03, 2006

Comunisti su Marte/1



Dice qualcuno che un socialista sia un uomo coi piedi saldamente piantati per aria. Non è detto però che col culo non possa cercare un appoggio più solido

Dalai Lama ? No, grazie

Meglio i pompini

Ultime dall'Italia

Mi rivolgo a quell’ 1,17% di pubblico che ci legge dalla Germania e altrimenti non capisce.
Dunque, la nostra situazione è attualmente questa: oggi nell’unica intervista di tutta la campagna elettorale degna di questo nome, Prodi fa una figura di merda. Le reti Mediaset, sempre più caimanizzate man mano che il giorno delle elezioni si avvicina, la stanno replicando a oltranza. Su tutti gli altri canali c’è Wojtyla dall’oltretomba, assieme ai nazisti e a un tizio che uccide i bambini a badilate in faccia e stupra 16enni dopo aver legato i fidanzati perché possano assistere. Il Male è tra noi, cari tedeschi, ci affligge con una certezza di ferro. Un male metafisico, eccessivo, tra Ridolini e Arancia Meccanica. Voi non ridete. Ricordatevi di Shengen.

domenica, aprile 02, 2006

Se non mi sposi, almeno assumimi

"E' paradossale: dobbiamo sperare che la battaglia degli omosessuali per il riconoscimento delle coppie di fatto vada a buon fine perché, crediamo, a quel punto si dovranno riconoscere anche le coppie eterosessuali di fatto formate da italiani ed extracomunitari. Questo in una società fondata sulla famiglia".

"Ho presentato la domanda per assumere Tamara come collaboratrice domestica. Un falso, ne sono perfettamente consapevole. Ma non ero il solo. Conosco un sacco di gente che ha assunto o sta tentando di assumere il proprio partner. E' difficile, io personalmente non ho grandi speranze".

martedì, marzo 28, 2006

Get down fratello, Alleluia


Correvano i primi anni 90, i centri sociali spuntavano come funghi, nascevano le Posse e impazzava l’hip-hop italiano. Anche i preti cantavano il rap per inseguire i ggiovani sul loro terreno.

Bitto e Fox, per l’occasione Speaker Jesus e Mc Abramo (Omelia Posse), davano il loro contributo al momento storico cantando Alleluia (musica di Termos, altro ex Paolino Paperino Band)
Cult da sempre ma c’è sempre qualcuno che non la conosce

Spk. Jesus, Mc Abramo – Alleluia - DOWNLOAD

sabato, marzo 25, 2006

è già Cult



8. Kefia (all'ombra del maiale) - DOWNLOAD

10. Amen - DOWNLOAD

(scaricabili per gentile concessione degli autori)


dalla prefazione a “Opera Omnia”
Sul finire del primo lustro del terzo millennio, in concomitanza con la dipartita del sommo Pontefice Giovanni Paolo II, in quel di Modena, 2 peccatori di fronte a un simile evento, che angosciava il mondo intero, riscoprivano la fede dando vita a 2 Stinchi di Santo. Di lì a pochi giorni costoro animati da furore mistico concepivano la loro prima opera intitolata “Cantando Portando La Croce” (…)

Contatti e Confessioni a:
bork71@virgilio.it

Hey teacher, leave us kids alone

Tra tutti i generi letterari, l’appello credo sia il più triste in assoluto. A qualcuno viene in mente qualcosa di peggio ?
Ma largamente sottovalutati credo siano anche i danni che può fare. Questo voler tirare per la giacchetta (o per la t-shirt o per il tailleur ) il prossimo, oltre che infastidente, potrebbe essere spesso controproducente. Qualcuno ha mai provato a testare seriamente i risultati di un appello ?
Il dubbio che ho sempre avuto è che chi fa appelli non li faccia in realtà per far vincere questa o quella causa ma per rimarcare agli altri la propria identità, per porsi come il centro di una questione, per un interesse meramente personale insomma. E se danneggia la causa pazienza.

venerdì, marzo 24, 2006

Caro elettore di sinistra ti scrivo

qualche anno di ritardo, qualche secolo d'anticipo

(...) Questa volta egli ci agita innanzi lo spettro della reazione. I clericali, i borbonici, i partigiani del colpo di Stato, egli dice, combattono le istituzioni parlamentari per ritornare all’assolutismo: dunque uniamoci per difendere quelle istituzioni che, per quanto cattive, valgon sempre meglio dei governi assoluti.
L’argomento non è nuovo. Per la paura di Crispi, Cavallotti ed i democratici della sua risma appoggiarono Di Rudini, e non è ben chiaro se non lo appoggiano ancora: per la paura dei clericali tanti “liberali” avevano difeso il Crispi... Ma giusto, perché non ci mettiamo a difendere la monarchia sabauda, che i preti vogliono abbattere o per lo meno scacciare da Roma? Della Monarchia, diremo parafrasando Merlino, si ha ragione di dire tutto il male possibile: ma questo è certo che essa val meglio del governo dei preti.
Con questa logica si può andare lontano; poiché non v’è istituzione reazionaria, nociva, assurda, che non trovi chi la combatte allo scopo di sostituirvene un’altra peggiore. Quindi bisognerebbe che non vi fossero né anarchici, né socialisti, né repubblicani (salvo nei paesi dove esiste la repubblica), e diventassimo tutti conservatori... per salvarci del pericolo di tornare indietro. Oppure, bisognerebbe che i repubblicani difendessero la monarchia costituzionale per tema di veder tornare l’Austria ed il Papa re; che i socialisti difendessero la borghesia per garantirsi contro un ritorno al medio evo; che gli anarchici facessero l’apologia del governo parlamentare per paura dell’assolutismo.

Francesco Saverio Merlino, Errico Malatesta – Anarchismo e Democrazia (1897)

Adozioni e distanza

Ma siamo sicuri che se io adottassi il voto di un immigrato, Salamelik approverebbe ? (e leonardo ?)(e io ?)

E’ di oggi la notizia che il marocchino che ha filmato il pestaggio di Sassuolo si è detto pentito di averlo fatto. E dispiaciuto per il trasferimento dei carabinieri. Il tutto alla presenza di un sottosegretario molto di destra.

mercoledì, marzo 22, 2006

"Viva Mangano"

Fa più male di mille treppiedi.

Berlusconi sceso dall'auto, si è avvicinato con foga al giovane, gli ha puntato l'indice contro e gli ha detto: "Tu non ti puoi permettere, tu sei un coglione!".

(Adesso vediamo chi arriva primo a spiegare che è tutta una strategia di comunicazione, messa a punto da uno staff di spindoctors, che avvicinarsi ai giovani col dito puntato è un modo di qualificarsi come autorevoli, sicuri di sé, ecc. ecc.).

Un blogghe de che?

Berlusconi certamente a quel punto aveva già iniziato da un bel po', e io ero lì come un deficiente.
Qualcuno fa finta di sentirsi male per impietosire i poliziotti, ma questi manco per l'anima. Ogni tanto qualche fotografo riesce a passare facendosi largo tra la folla esibendo ai poliziotti qualche grosso apparecchio fotografico, io tiro fuori il telefonino lo esibisco a mo' di macchina fotografica e cerco di accodarmi ai fotografi che riescono ad entrare, ma il telefonino è troppo piccolo, non fa scena, maledetti questi aggeggi così compatti e piccoli, a cosa servono se non ti fanno passare neanche ai posti di blocco?
Ogni tanto mi saluta qualcuno che conosco "Come va? Anche tu qui?", "Eh, ci sto provando, ma mi sa che non si riesca!", "io provo dall'altra parte", "Ok, ci vediamo", "domenica vieni anche tu a sentire Fini?", "c'è Fini?... Puo darsi...", "ok, ciao...", "ciao...".
A fianco a me c'è un tipo squinternato con i capelli lunghi e una barbetta che mi sembra di aver già visto da qualche parte, prova senza tanta convinzione a dire a un poliziotto che lui gestisce un blog... il poliziotto senza neppure guardarlo gli risponde "Un blogghe che?", mi viene in mente che l'ho visto sul web... "Come si chiama il tuo blog?", questo mi guarda e sorride sardonico e non mi risponde.
Penso: "Aoh, chi cazzo ti credi di essere, non sai che io sono l'Ineffabile WeBlog?", non insisto, poverino...
A un certo punto la polizia decisamente ci allontana.
Tento l'ultima carta disperata... mi avvicino a un poliziotto con la faccia da bravo padre di famiglia e esibendo il cellulare e il mio tesserino (quello che timbro quando entro ed esco dall'ufficio...) dico sottovoce: "... emh..emh.. sa... io sono un giornalista di un importante blog di Genova, devo entrare per fare la cronaca sul mio blog... lei capisce...", il suo sguardo si illumina, evvvaiii, forse ce l'ho fatta..., mi sorride, apre la bocca e... "Vada... Vada..." e mi spinge verso la piazza...
Neanche lui aveva capito con chi stava parlando...

martedì, marzo 21, 2006

diseducatività d'Andrea Pazienza

Ha ragione, costui.
Pazienza non ha mai disegnato i porno da stazione o è passato per altre forme di gavetta tipiche degli autori di fumetti. È spuntato fuori a 21 anni, perfetto e completo come un fungo che sbuca dalla sera alla mattina dopo la pioggia.[...]
È per questo, che Pazienza è diseducativo.
Perché il suo talento è enorme (e spesso gli consente di mettere il pilota automatico).
Perché fa sembrare il fumetto un’arte semplice da realizzare, frutto del bisogno quasi fisico di comunicare.
Perché è talmente bravo che ti fa dimenticare quanta ricerca, esercizio, fatica, ci sia dietro quel risultato così splendidamente spontaneo, così ordinato nella sua caoticità, come se non potesse che essere così, come se quel tratto fosse quello necessario e obbligato per quella cosa.


Come tutti i Grandi Classici, Pazienza sta tornando nelle edicole (via l'Espresso) Molto bene. Ora, da quel che leggo in giro (su Petunias, per esempio), ci troviamo in una situazione piuttosto curiosa: sospesi tra chi lo considera superiore (per invenzioni verbali) a Gadda, e chi i giornaletti ha smesso di leggerli perché è roba da bambini.

Voglio che sia messo agli atti che non è colpa dell'Accademia: Pazienza e Frigidaire stanno persino da molti anni in un volume della letteratura italiana Einaudi (non mi ricordo quale, io non mi tengo le enciclopedie in casa, io c'ho internet).

sabato, marzo 18, 2006

venerdì, marzo 17, 2006

Non piangere Argentina, stiamo arrivando

Questo sito dice che l'Italia oggi sembra l'Argentina il giorno prima che smettessero di funzionare i bancomat.
Ma forse si sbaglia. E' solo il Financial Times.

(Via Progetto Mayhem, che ne traduce un pezzettino)

mercoledì, marzo 15, 2006

San Policarpo mi ha fatto la grazia

Multiculturalisti, tremate.
è uscito Sacripante n. 7, con la mia nuova antipoliticallycorrect rubrica sui Santi del mese.
Ahimè, sono già i Santi del mese scorso. Per il prossimo numero faccio aprile, magari?

ripensandoci, un lapsus fantastico

"Bertinotti è un uomo d'onore".

che noia che barba che barba che noia

è da venti ore che non fanno che dire che si sono annoiati taaaanto. E continuano.
Chissà se invece fosse stato eccitante.

martedì, marzo 14, 2006

Poi uno si chiede perchè non comprano il biglietto dell'autobus

ma alla civilissima gara di resistenza per extracomunitari denominata "decreto flussi" e attualmente in corso di svolgimento si potrebbe aggiungere qualcosa per spettacolarizzare maggiormente no ? che so, una camminata sui carboni ardenti obbligatoria, trenta frustate ..

lunedì, marzo 13, 2006

domenica, marzo 12, 2006

ieri molotov oggi champagne

Ovviamente a me che Caruso si candidi o no non me ne può fregar di meno.
Però giusto così, come nota a margine. Pare che gli incidenti di ieri siano stati causati essenzialmente da tre centri sociali: Orso, Transiti e Vittoria, legati tutti alla vecchia autonomia operaia. Quella che Casarini e soci spaccarono tra il 97 e il 98 con la cosiddetta Carta di Milano, documento che fece nascere le Tute Bianche e poi i Disobbedienti.
Naturale, viste le premesse, che i primi vedano i secondi come il fumo negli occhi. Immagino che oggi stiano stappando bottiglie non-molotov per il danno politico inferto all’avversario. Immagino

venerdì, marzo 10, 2006

Anch'io

Se io sono stato ucciso in Italia nel 2004, ho l’ 8,0% (*) di possibilità che l’autore fosse uno straniero e il 26,7% che fosse un familiare. E nessuno che invochi tolleranza zero contro la famiglia. Inaccettabile


(*) vittime italiana, autore straniero sul totale degli omicidi volontari di cui è noto l’autore.
fonte: Rapporto Eurispes 2005 - L’omicidio volontario in Italia

Dico la mia

Non è vero, è meglio frocio.

giovedì, marzo 09, 2006

Das Schwein ist krepiert

Lupo il berlinese ha visto il blockbuster turco che impazza in Germania, tanto che lo vogliono proibire (e Cragno non si è ancora visto picchettare l'ambasciata).

un altro che è partito

Secondo fonti di polizia, l'uomo avrebbe con sé un'arma, probabilmente una pistola. Si tratta di un docente precario di 33 anni, attualmente disoccupato, che aveva insegnato nella stessa scuola fino a due anni fa.

In Francia non so, ma in Italia la categoria degli insegnanti è una delle più esposte al rischio depressione.

martedì, marzo 07, 2006

italia-islam via pechino

Ma sono l'unico che quando sente dire che "la consulta islamica si è riunita sotto la presidenza del Ministro dell'Interno" ha un brividino che gli attraversa longitudinalmente la colonna vertebrale ?

sabato, marzo 04, 2006

Fallaci, Calderoli, Baricco, nogglobbal, Gheddafi...

...La gente deve pur parlare di qualcosa per tenere in esercizio le corde vocali, in modo da avere una bella voce nel caso gli capiti di avere qualcosa di veramente significativo da dire.

Kurt Vonnegut

mercoledì, marzo 01, 2006

Ah, e poi un consiglio

Se come me non siete raggiunti dall'ADSL e dovete usare la flat dial-up di Telecom (Teleconomy Internet) ricordatevi che da oggi cambia il numero (7020187187 anzichè 7010187178). Se non lo fate vi addebitano la tariffa a minuti.

Arrivederci amore ciao

Quando il partner comincia a canticchiarla, è tempo di inquietarsi.

martedì, febbraio 28, 2006

infatti, per esempio, io non dico più nulla

Più noioso di Xxxxxxx, ci siamo solo noialtri che ogni anno andiamo dicendo quando sia insignificante e anacronistico Xxxxxxx.

lunedì, febbraio 27, 2006

Ancora una volta, grazie Santità

L'amore di Dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre e il bambino o il giovane o l'uomo maturo o l'anziano". Benedetto XVI torna a parlare "della dignità della persona umana" che "ha le sue radici nell'intimo legame che la unisce al suo creatore". Un giudizio morale, questo, che vale "già agli inizi della vita di un embrione prima ancora che si sia impiantato nel seno materno"

Ai ricercatori e ai genetisti, poi, il Papa ha indicato una precisa "frontiera": "Al di là dei limiti del metodo sperimentale - ha detto - là dove non basta più o non è possibile la sola percezione sensoriale né la verifica scientifica, inizia l'avventura della trascendenza, l'impegno del 'procedere oltre'".

E a ogni dibattito che ciellini & friends "Eh ma tu non sai che il cuore si sviluppa dopo WEQFQ giorni" "Eh ma tu non sai che la scienza dice che il feto comincia a percepire il dolore dopo SLADKF giorni"

cazzate. la scienza non c'entra nulla con la vostra battaglia, c'entra la trascendenza.

Credo che questo sia veramente il migliore dei papi possibili. Senza ironia. Rompendo la tradizione ipocrita della chiesa, parlare ambiguo per dire tutto e il suo contrario, smussare gli angoli per non scontrarsi frontalmente col mondo, Benedetto XVI parla chiaro quant'altri mai. Lui è il nemico e noi siamo il suo. Punto

E tutto sulla base della più rispettabile delle motivazioni: partire da premesse opposte, trarne dunque opposte conclusioni.

domenica, febbraio 26, 2006

Politologo anch'io

L’altra sera ho voluto soddisfare nuovamente la mia morbosa curiosità nei confronti del Christian Rocca pensiero-e-azione e così mi sono guardato il bel documentario “Dalla parte degli angeli” su La7. Considerazione a posteriori: è vero che la sinistra non ha idee nuove, esemplare l’intervista a John Podesta, ma quelle della destra sono più vecchie ancora. Forse la destra ha un orizzonte più chiaro (“ma insomma voi cosa volete, tre pistre ciclabili in più ?”non era nel doc. ma l’ho letta da qualche parte) ma idee nuove neanche a parlarne. Anche qui emblematica l’intervista a Norman Podhoretz, politologo di destra, che esprime la stupefacente povertà intellettuale del senescente neoconservatorismo.
E quando sul mercato mancano le novità, qualsiasi commesso viaggiatore può confermarlo, si vede la forza della struttura commerciale di una ditta. Questo può far pensare che abbia ragione George Lakoff, questa settimana su internazionale, nello spiegare i successi repubblicani con le sue teorie sul framing linguistico applicato alle proposte politiche. Resta sospesa la questione dell’orizzonte, per la quale forse la destra ha un vantaggio oggettivo.

(so che presto mi vergognerò di aver scritto una cosa così, devo lasciarle a leo ste fregnacce)

venerdì, febbraio 24, 2006

Obiettivi e profondi, come un grandangolo

Un giorno, ma con calma, qualche illuminato sinistrorso, deluso dell'Occidente corrotto, mi spieghera' (sforzandosi perche' sono davvero tardo, si vede) perche' diamine io mi debba vergognare di Calderoli, mentre un qualunque cittadino siriano o libico non debba avere di che preoccuparsi di alcune decine di connazionali che bruciano ambasciate e minacciano di morte a destra ed a manca. Anzi... a volte ci pigliano pure!
E un altro pezzo di cuore a Groucho che è sempre più contento di andarsene dalla Siria, ma "non per paura dei musulmani, ma perché stanco di fare queste figure di merda".
No infatti... non glielo spieghiamo agli amici musulmani che si puo' anche protestare pacificamente, evitiamolo, per carita'... senno' che divertimento c'e'? Continuino cosi', lo rifacciano alla prima occasione; convinciamo pure quel 98% che non si e' mai sognato di sparare ad alcunche': che ci state a fare a casa, vigliacchi! V'hanno insultato il Profeta, che aspettate???!!

Anzi, torniamo dai Palestinesi e diciamoglielo: non avete capito niente. Aveva ragione Arafat, firma un trattato qui e lascia scoppiare un ordigno umano li', altro che trattative per avere uno stato Palestinese, tritolo ci vuole. Torniamo dagli Israeliani: aveva ragione Sharon, muri, muri e razzi agli elicotteri, meglio se su ci civili.

Aspetta un po'... ma non siete sempre quelli ferocemente incazzati contro gli States perche' fa uso della violenza in Iraq...? Porca miseria... allora proprio non capisco.


A proposito, in regime di onesta' intellettuale, un qualunque simpatico texano del profondo sud sarebbe autorizzato a farvi saltare gli alluci dei piedi a fucilate per la vignetta qui sotto (anche sul sito dell'Illuminata Lia). Ioa quel punto lo definirei un ottuso forsennato omicida... qualcun altro, forse, un uomo con tanti problemi alle spalle che nessuno stava a sentire... poverino.

Attenti agli alluci

giovedì, febbraio 23, 2006

il problema di noi occidentali è che non ci rispettano

Cioè, ma mi chiedo, cosa deve fare una povera signora? Cosa deve fare?
Ha scritto l'articolo, e loro niente. Il libro, e niente. Il secondo libro. Il cofanetto. Niente-niente-niente. Ma cos'è?
E' mancanza di rispetto, ecco cos'è.
E poi è razzismo. Un indiano, dico, un indiano, uno che suo nonno ancora s'inginocchiava davanti alle vacche, lui sì. Ma lei no. E poi non dite che c'è una guerra all'occidente. Ma se non è guerra all'occidente questo, cosa?

Vabbè la libertà d'espressione. Viva la libertà d'espressione.
Ma la libertà d'espressione senza nessuno che s'incazza e brucia le ambasciate per quel che dici o scrivi o disegni, è una fregatura. Ecco cos'è.
Dire che ci si contenterebbe di poco, qui.
Una fatwa. Un attentatino.
Un po' di pietà per un'anziana signora molto malata che vorrebbe andarsene col botto.
Ma niente, niente, niente di niente.

E insomma una signora cosa deve fare per farsi un po' notare?

La Fallaci ha spiegato di voler raffigurare Maometto "con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella col burqa. La matita, per ora, si è infranta sulla figura della cammella, ma il prossimo tentativo probabilmente andrà meglio".

Però è veloce a correggersi

Nel giro di qualche ora ha già cambiato le carte in tavola
(tutto il resto del discorso rimane valido)