mercoledì, luglio 04, 2007

è arrivato il carrozzone

Non mi ricordo di aver mai scritto, nemmeno qui, che John Galliano è il male. Però lo è, indubitabilmente. Ma in un certo senso è un male educativo.
Finché chez Dior ci lavorava una persona di gusto si poteva ancora immaginare che il carrozzone avesse un senso. Oggi direi che è chiaro a tutti il problema: la cliente media dell'Alta Moda Internazionale ha lo stesso immaginario di una lettrice delle fiabe di Andersen di sette anni. Che al confronto i blockbuster in costume hollywoodiani sono capolavori di autoironia. Sul serio. In che senso le baracconate di Galliano hanno più stile delle scenografie dei Pirati nei Caraibi? Scommetto che persino le cuciture le fanno meglio in California (tanto alla fine le fanno gli italiani).

La civiltà umana morirà, anche per via di una classe dirigente in fase di regressione senile-infantile; tra qualche millennio atterreranno i venusiani, grandi appassionati di decadenze, e per farsi un quadro della nostra sistemeranno tanti manichini in un corridoio, con le creazioni della maison Dior. E ci sarà un venusiano più noioso degli altri, con una bacchetta in mano, a spiegare: "Ecco, questo è il punto in cui hanno definitivamente perso il senso estetico. Ferré se n'è andato ed è subentrato John G.".

lunedì, luglio 02, 2007

lo spirito del giuoco

Potrei ricevere minacce più o meno legali per quel che scrivo, e tuttavia mi sembra evidente che il fantino dell'Oca avesse ricevuto una buona offerta dal Nibbio.
Il suo cavallo schizzava, ma lui era perplesso. Ogni tanto si voltava a guardare il Nibbio che incalzava. Sul rettilineo il rallentamento era percepibile da casa.
E insomma alla penultima curva si è fatto quasi riacciuffare, e da quel momento ha cominciato pure lui a nerbare il cavallo, o perlomeno andava su e giù col frustino; ma che il cavallo sentisse le nerbate, ci ho i miei dubbi.

Il cavallo aveva semplicemente deciso che il palio lo vinceva lui, perché i cavalli son bestie così, rompono i coglioni pel puro gusto di farlo. E il fotofinish, ribaldo, gli ha dato ragione. I cristiani frattanto s'accapigliavano, come se il Palio dovesse finire in tiro alla fune.

Ti viene da pensare che non c'è più religione, peggio, non c'è più lo spirito del giuoco. Da bambino c'era il campionato, il Giro, la Coppa del Mondo, il Palio di Siena. Chi giocava meglio vinceva, gli altri pazienza. Oggi il campionato si vince per decreto legge, la Coppa del Mondo per una testata, il Giro per un'endovena, e non siamo in grado di assegnare decentemente neanche uno straccio di Palio. L'epoca classica finì così: un imperatore si ruppe i coglioni e chiuse i giuochi di Olimpia. Basta. Che non si diverte più nessuno, fate solo casino.

Un pensiero al fantino che ha vinto per sbaglio, chissà che bella serata laggiù.

E dov'è la novità ?

Manganelli alla polizia.

domenica, luglio 01, 2007

Dal Vangelo di oggi

Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
Luca 9, 51-62

venerdì, giugno 29, 2007

Della sconvolgente attualità di De Gregori

E un uomo con il cappello

che ti accompagna alla fermata,
e tu che prendi la sua mano

e pensi adesso sì che sono innamorata.
E non importa niente se capisci che non era vero,
c'è sempre tempo per un'altra mano

e per un sogno ancora intero.

(Stella Stellina, 197?)

giovedì, giugno 28, 2007

Della sconvolgente attualità di Fortebraccio

Tutto in una giornata, ieri. A Downing Street la porta viene aperta dall'interno. Poi non si vede nessuno. Al Lingotto di Torino si attende il discorso del futuro leader del Partito Democratico. Il palco rimane vuoto. Erano Tony Blair che usciva di scena e Walter Veltroni che ci entrava.

venerdì, giugno 22, 2007

Sono uno scrittore

Sul blog scrivo poco d'accordo, ma non è che non faccio un cazzo. Mentre Leonardo si dà alla politica, io mi dedico all'arte


Modena, li 21/06/2007


Alla
Provincia di Modena
Ufficio VIA
v.le J. Barozzi, 340
Modena




Oggetto: Osservazioni riguardo la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa alla realizzazione del Centro guida sicura di Marzaglia

Io sottoscritto xxxxxxxx xxxxxxx, nato a Modena il 5/5/1972 e ivi residente, in nome e per conto del “Coordinamento cittadino contro l’autodromo di Marzaglia” avente sede in Modena, via Pomposiana 271, sono a presentare ai sensi dell’art. 15 comma 1 della L.R. 9/1999 e ss.mm., le seguenti osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale presentato dal proponente del progetto “Centro guida sicura” di Marzaglia nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale

1. INCOMPATIBILITA’ DEL PROGETTO CON IL PIANO STRUTTURALE COMUNALE (PSC) DEL COMUNE DI MODENA


Premesso che:
1. La zona oggetto del progetto in questione, definita all’area 03 - parte A - della tavola n° 1740 della normativa coordinata delle zone elementari del Piano Regolatore Generale del Comune di Modena, è classificata nel PSC come zona FF3 “per attrezzature connesse
all’ambito fluviale”

2. Il Piano Strutturale Comunale, all’art. 8.5 - Perimetri FF3 per attrezzature connesse agli ambiti fluviali dispone che “Le aree comprese in tali perimetri sono destinate allo sviluppo di attrezzature e servizi per attività del tempo libero connesse agli ambiti fluviali, con particolare riferimento a sport acquatici, golf, equitazione ed in genere agli sport che comportano elevato impegno di superficie, nonché ad attrezzature per il ristoro.”

3. Dichiara il proponente (pag.14 della Relazione Generale del SIA) che la prima e largamente principale funzione del Centro Guida Sicura “dal punto di vista del numero di utilizzi e della frequenza, è quella di utilizzo del circuito insieme alle altre quattro piste nell’insegnamento della guida”.

4. Dichiara altresì il proponente (pag.13 della Relazione Generale del SIA) che si tratta di una scuola guida specializzata in cui “il centro mette a servizio di diverse categorie di utenti, in primo luogo quelle più sensibili al problema della sicurezza stradale come autisti di professione, giovani neopatentati e forze dell’ordine, le più moderne tecniche di insegnamento capaci di istruire gli allievi nella gestione delle situazioni critiche e nell’utilizzo corretto dei nuovi sistemi elettronici di cui molte autovetture sono ormai dotate”.

SI OSSERVA CHE

il Centro Guida Sicura non rientra nelle attività comprese all’art. 8.5 del PSC, non potendo l’attività di scuola guida, che il proponente dichiara essere preminente, costituire in alcun modo “attività del tempo libero connessa all’ambito fluviale”.
In particolare:
• non è connessa all’ambito fluviale per evidenti motivi
• non costituisce attività del tempo libero in quanto diretta in primo luogo alle categorie degli autisti di professione, dei giovani neopatentati e delle forze dell’ordine.
• non costituisce sport


2. VIOLAZIONE DELLA ZONA DI PROTEZIONE ALLARGATA (PA2) PREVISTA DAL PSC A TUTELA DEL CAMPO ACQUIFERO DI MARZAGLIA

Premesso che:

1. Il fabbricato principale del progetto (la cosiddetta “stecca”)è parzialmente edificato all’interno dell’area di protezione allargata (PA2) prevista dal PSC a tutela del pozzo acquifero C4 (37), la qual cosa è evidenziata sia all’interno della Relazione Generale del proponente che, graficamente, nella Tavola Grafica n.29 – MITIGAZIONI, presentata dal proponente in allegato al SIA.

2. In tale area, essendo classificato il campo acquifero di Marzaglia come “vulnerabile”, il PSC (artt. 7.3 e 7.4) vieta l’insediamento di:
– fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di una attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni destinati a medie e grandi strutture di vendita;
– fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di una attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicale trasformazione e destinati ad altre attività;
– nuovi alberghi ed esercizi pubblici

3. L’art. 7.4 comma 2 del PSC recita: “Su acquiferi vulnerabili sono ammessi il solo ampliamento e adeguamento di edifici esistenti e delle loro pertinenze (…)”

4. Secondo le Tabelle riassuntive delle superfici utili degli edifici (pag. 117 e ss. della Relazione Generale del SIA), la superficie complessiva di albergo, ristorante, bar e aree di vendita propriamente dette contenute all’interno del fabbricato principale di cui sopra assomma a 9.656,22 mq su 15.053,21 mq di superficie utile totale, rappresentandone cioè il 64,15% nonché il 61,73% dell’intera superficie progettuale edificata. La superficie complessiva delle sole strutture commerciali di vendita propriamente dette (4.234,17 mq), rappresenta il 28,13% di tutta la superficie utile dell’edificio principale.

SI OSSERVA CHE

l’edificazione come da progetto del fabbricato principale del Centro Guida Sicura è vietata dal PSC, ricadendo esso nelle casistiche delle interdizioni di cui agli artt. 7.3 e 7.4 sopra citati.

Considera a riguardo il proponente che il pozzo a tutela del quale è stata prevista l’area di rispetto allargato PA2 “non è ancora concessionato né attivo, in quanto previsto come pozzo di riserva, e di conseguenza nessun rispetto ne deriva fino alla data della sua entrata in esercizio, per la quale non possono essere fatte previsioni” (pag. 51 della Relazione Generale del SIA), ma tale osservazione è da respingere in toto perché quando il pozzo entrerà in esercizio non sarà certo possibile rimuovere l’edificio o parte di esso dall’area di protezione.



3. IMPATTO SU SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC) E ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE (ZPS)
Premesso che:
1. Sono presenti, a poca distanza dalla zona del progetto, due Siti di Importanza Comunitaria (SIC), previsti dalla direttiva europea 92/43/CEE “Habitat” recepita con D.P.R. 357/1997 e ss.mm., denominati Colombarone (IT4040012 SIC) e Casse di espansione del Secchia (IT4030011 SIC), quest’ultimo classificato anche come Zona di Protezione Speciale (ZPS) della rete comunitaria “Natura 2000” e
identificato dal codice IT4030011 ZPS.

2. Il SIC Colombarone si trova ad una distanza minima in linea d’aria di circa 2,4 Km dall’area del progetto “Centro guida sicura” mentre l’area SIC e ZPS Casse di espansione del Secchia si trova ad una distanza minima in linea d’aria di circa 1,8 Km.

3. Il fiume Secchia è altresì individuato come “corridoio ecologico principale” nella mappa delle Reti Ecologiche censite sul territorio provinciale dalla Provincia di Modena nel corso del progetto Life Econet e pubblicate sulla “Agenda Strategica per lo sviluppo della Rete ecologica nella pianura modenese”. Nella medesima mappa la via Pomposiana, nel tratto in cui costituisce il confine dell’area del Centro Guida Sicura, è classificata come “Fascia di rispetto periurbana” e “Direzione di collegamento per il completamento della rete”.

SI OSSERVA CHE

Il progetto in questione impatta sicuramente, almeno con le emissioni acustiche, i due SIC e la ZPS in questione. In aggiunta all’impatto diretto sui due siti vi è infatti da considerare l’impatto indiretto e ancora più significativo sul corridoio ecologico principale tra i medesimi, ovvero il fiume Secchia, che si trova a una distanza di circa 1,4 Km dall’area e l’impatto sul corridoio ecologico secondario costituito da via Pomposiana, che si trova ad una distanza di 0,0 Km dall’area.

Stante dunque la certezza di impatto significativo, diretto e indiretto, sui SIC menzionati, si riscontra tra i documenti presentati dal proponente l’assoluta mancanza della “Relazione di incidenza”, obbligatoria in base agli artt. 5 e 6 del D.P.R. 357/1997 e ss.mm. a prescindere dalla localizzazione del piano/progetto all’interno o all’esterno del sito stesso (si può vedere in proposito, ad esempio, la Guida all´interpretazione dell´articolo 6 della direttiva «Habitat» 92/43/CEE edita dalla Commissione Europea) e preliminare alla Valutazione di Incidenza spettante al soggetto competente all’approvazione del progetto, secondo quanto previsto dall’art. 6 della L.R. 7/2004.



4. NECESSITA’ DI OSSERVAZIONI IN LOCO AL FINE DI VALUTARE L’IMPATTO DEL PROGETTO SULL’AVIFAUNA
Premesso che:
1. Secondo lo studio “Censimento faunistico in zona Marzaglia” eseguito dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e depositato presso il Comune di Modena settore Ambiente, già allegato dallo scrivente in occasione dello Screening al progetto, avente per specifico oggetto di osservazione il bosco di pino strobo, risulta l’avvistamento e la probabile nidificazione, tra le altre, della
specie Averla Cenerina Lanius Minor.

2. Che tale specie è presente nell’allegato I e ss.mm. della Direttiva 79/409/CEE, la cosiddetta “Direttiva Uccelli” tra quelle di prioritaria tutela, nonché nella Lista Rossa italiana specie vulnerabili (Frugis e Schenk 1981, Gustin e Petretti 1997) e nella Lista Rossa Emilia Romagna specie minacciate di estinzione (Gustin et al.,1997)

3. Che lo stesso studio della LIPU peraltro, risalente al 1998, appare datato rispetto alle modificazioni che possono essere intercorse nella zona nel corso degli ultimi anni anche in seguito all’avvio del progetto bosco-fattoria della Coop Rinatura.

SI OSSERVA CHE

E’ necessario, preliminarmente a qualsiasi valutazione di incidenza del progetto, aggiornare il quadro conoscitivo delle specie faunistiche presenti nell’area con osservazioni dirette, da condursi in loco, a carico del proponente, per un tempo congruo ad una corretta valutazione scientifica dello stato di fatto.



5. ANALISI GEOTECNICA – CARATTERIZZAZIONE DEI TERRENI DI FONDAZIONE (ALLEGATO 1)

SI OSSERVA CHE

- Pag. 13 – Definizione della sismicità di riferimento: viene presa in considerazione la classificazione sismica definita dall’OPCM n. 3274/2003, dove il territorio comunale di Modena è classificato in zona sismica 3; a questa si associa un’accelerazione orizzontale massima convenzionale, di un eventuale sisma, pari ad a=0,15g. Nel testo viene anche indicato che nel recente OPCM n. 3519/2006 è ridefinita l’accelerazione sismica della zona, elevata ad un valore di a=0,25g, sensibilmente più severo e cautelativo. I calcoli successivi (pagg. 19, 23), per la determinazione dell’accelerazione effettiva sul lotto, vengono però effettuati utilizzando il valore a=0,15g. Premettendo che tale scelta risulta del tutto legittima dal punto di vista tecnico e normativo, in attesa di recepimento da parte della regione, si ritiene però necessario utilizzare il valore a=0,25g, in modo da determinare valori maggiormente prudenti, ed una classificazione del lotto più severa, tenendo conto anche della complessità degli interventi previsti. Si propone pertanto di rivedere i calcoli effettuati in questa parte.

- Pag. 21 – Amplificazione sismica – Considerazioni generali: in relazione viene detto che la misura dell’impedenza sismica dei terreni in oggetto non è attuabile per le dimensioni dell’area. Si osserva però che l’area non risulta così grande da non permettere un’adeguata misura puntuale di tale parametro, peraltro facilmente ottenibile in quanto funzione della velocità delle onde di taglio (vs) e del peso di volume del materiale. Viene anche sottolineato, il relazione, che non viene effettuata una micorzonazione sismica reale sul lotto in oggetto, in quanto modelli matematici (Shake, Flush e Quad4) risultano di difficile applicabilità richiedendo un input accurato dei dati (caratteristiche geotecniche del terreno, moto sismico di riferimento), e ritenendo infine di applicare un metodo speditivo (Medvedev). A fronte di tale situazione e della complessità del progetto, si ritiene invece che sia necessaria l’elaborazione di una microzonazione sismica derivante da dati misurati sul lotto, e non basata su metodi empirici semplificati. Si propone pertanto lo stralcio di questa parte, e la sostituzione con una relazione maggiormente approfondita e con l’applicazione di modelli matematici accurati.

- Pag. 24 – Liquefazione: non ci trova d’accordo l’affermazione per la quale non esiste rischio da liquefazione in quanto non sono presenti orizzonti sabbiosi saturi. Infatti le stratigrafie dei sondaggi eseguiti sull’area mettono in evidenza la presenza di numerosi livelli, compresi nei primi 15 m, caratterizzati da sedimenti sabbiosi, sabbioso-limosi o limo-sabbiosi, potenzialmente liquefacibili. Il fatto che attualmente tali orizzonti non siano saturi non esclude che essi possano divenire sede di acquiferi freatici duraturi o di acquiferi sospesi, in occasione di importanti eventi meteorici. Si ritiene pertanto che, per garantire la massima sicurezza del manufatto anche in termini di rischio di liquefazione, sia necessario eseguire una specifica verifica nelle condizione maggiormente cautelative, vale a dire considerando saturi i livelli sabbiosi rilevati nel corso dei sondaggi.

- Pag. 25 – Indagini geognostiche: come noto, un’adeguata caratterizzazione dei terreni di fondazione necessita di parametri geotecnici misurati direttamente, o attraverso specifiche prove in situ o con indagini di laboratorio. Per terreni del tipo in oggetto risultano molto utili prove in foro SPT, in special modo sugli orizzonti ghiaiosi, i quali non sono interessati, se non marginalmente, dalle indagini penetrometriche. A questo tipo di prove si associano spesso prelievi di campioni indisturbati significativi, da conferire presso laboratorio geotecnico, per la determinazione dei parametri geotecnici indispensabili per la verifica del terreno di fondazione. Nel corso del sondaggio effettuato nell’ottobre del 2006, così come negli altri sondaggi effettati sul lotto precedentemente, non sono state effettuate prove SPT e non si sono prelevati campioni indisturbati; i parametri geotecnici sono pertanto desunti dalle sole indagini penetrometriche, le quali non possono fornire dati sugli orizzonti ghiaiosi. Si osserva pertanto che per un’adeguata caratterizzazione geotecnica del lotto è opportuno eseguire almeno n. 2 ulteriori sondaggi a carotaggio continuo, da spingersi sino ad una profondità di almeno –30.0 m, con l’esecuzione ogni 2,0 m di profondità di prove SPT (con punta aperta nei terreni fini e punta chiusa nelle ghiaie), ed il prelievo, ove possibile, di campioni indisturbati sui quali effettuare successivamente indagini geognostiche in laboratorio. I sondaggi, il prelievo dei campioni e le prove geotecniche devono essere eseguite conformemente alle norme AGI. Alla luce degli ulteriori parametri geotecnici misurati, occorrerà poi provvedere alla revisione dei calcoli relativi alla capacità portante del terreno.



6. RELAZIONE DI IMPATTO ACUSTICO – (ALLEGATO 2)

SI OSSERVA CHE

1. Il valore differenziale di immissione non può essere verificato attraverso le mappe acustiche poiché rappresentano il livello diurno (Lepeq, d), mentre il valore differenziale innanzitutto va verificato all’interno delle abitazioni a finestre aperte ed inoltre deve essere riferito al tempo di misura non si deve operare alcuna “diluizione” dei livelli sonori. Inoltre il livello differenziale deve essere valutato considerando i complessivi valori di immissione sia del rumore residuo che del rumore prodotto da tutte le attività collegate al nuovo centro di guida sicura. Tale valutazione potrebbe essere quindi eseguita solo adottando e specificando le necessarie ipotesi (attenuazione tipica delle finestre aperte, ecc...). Soprattutto è necessario approfondire il rispetto del valore differenziale presso edifici critici come il
n.50, 51 e 52.

2. Le due tabelle, riportate in Allegato 2.5, contengono i risultati delle simulazioni puntuali eseguite in corrispondenza dei ricettori individuati che corrispondono agli edifici residenziali presenti nella zona; il calcolo è stato eseguito all’altezza di 1,5 m dal piano campagna, incrementando poi l’altezza di 3 m per ogni piano successivo al primo. Si presume quindi che dove ci sia scritto 1° Piano si intenda piano di campagna (altezza di 1,5m) e 2° piano si intenda primo piano (altezza 4,5m) Presso gli edifici 51,52 il valore ottenuto dal modello è riferito quindi alle due altezze citate, sarebbe interessante verificare il livello di rumore all’altezza di 7,5 metri (denominato 3° Piano) in quanto l’altezza di 4,5 metri è praticamente uguale a quella della barriera acustica (alta 4 metri) che protegge sensibilmente il ricettore. Se attualmente l’edificio 51 e/o 52 non hanno luoghi adibiti all’utilizzo delle persone con altezza superiore ai 4,5 metri verificare che gli strumenti urbanistici del comune di Modena non permettano di innalzare un nuovo piano. Come si può osservare dai dati della tabella 1, per esempio nel punto 52 lato nord (dove il livello differenziale è molto vicino al limite imposto dalla zonizzazione acustica), la differenza di rumore tra il 1° piano e 2° piano post operam è pari a 1,8 dBA mentre ante operam è pari a 0,8 dBA. Sorgenti vicine causano incrementi maggiori di rumorosità al variare dell’altezza del ricettore sensibile.

3. Indicare la presenza di ulteriori aree edificabili previste dagli strumenti urbanistici comunali, prossime al nuovo centro ed eventualmente esprimere un giudizio in merito al rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente per queste aree, soprattutto rispetto alle altezze che tali edifici possono raggiungere.



7. RELAZIONE SULLE EMISSIONI IN ATMOSFERA – (ALLEGATO 3)

SI OSSERVA CHE

Nella fase di cantiere si dichiara che gli effetti provocati sulla qualità dell’aria (in particolare sulle concentrazioni delle polveri) dall’attività di carico e scarico del materiale, dalle attività di escavazione e dall’erosione eolica di terreno nudo sono trascurabili in quanto si tratta di terreno umido. Al contrario nella pagina seguente (pag 36/39) si dichiara che l’umidità delle piste potrebbe essere pari al 4% nella situazione peggiorativa, umidità piuttosto bassa. Oltre a ciò nell’analisi meteo si parla di un 20% di giorni piovosi. Sembrerebbe che l’umidità dell’area sia molto bassa. E’ necessario chiarire queste affermazioni contrastanti. Sia nel caso della conferma di terreno secco o umido sarebbe gradita la presentazione di una nuova simulazione, in particolare:
1) se terreno secco simulazione con contributo dell’erosione eolica e dell’attività di escavazione;
2) se terreno umido simulazione modificando l’umidità delle piste.



8. IL SISTEMA IDRICO SOTTERRANEO – (ALLEGATO 5)

SI OSSERVA CHE

- Pag. 5-6 – 2.4 PSC: Si veda osservazione n.2

- Pag. 33 – 4.2.1 – Vulnerabilità degli acquiferi – Settore occidentale – ex cava Polo 5.2: nella reazione viene sostenuta la tesi per la quale nell’area ex cava del polo 5.2 si è passati da un grado di vulnerabilità alto ad un grado di vulnerabilità media, per effetto dell’asportazione della ghiaia superficiale e del successivo parziale tombamento della cava con materiali fini. E’ però possibile osservare che il tombamento della cava con materiali fini non rappresenta di per sé un incremento della protezione degli acquiferi. Innanzi tutto non è chiaro con che materiali è stato effettuata tale operazione, che spessori sono stati messi in posa, le modalità di costipamento del materiale; mancano peraltro analisi specifiche su quel materiale, quali prove di permeabilità in situ, granulometrie; in sintesi non vi è un riscontro certificabile su queste asserzioni. Si ritiene pertanto che debbano essere eseguite specifiche indagini sull’area tombata, allo scopo di determinare l’effettiva efficacia di tale impermeabilizzazione, attraverso determinazione del il tipo di materiale utilizzato, gli spessori e la permeabilità superficiale. Alla luce dei dati così ottenuti occorrerà poi ridefinire la vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento e pertanto provvedere ad integrare la valutazione
degli impatti sull’elemento idrogeologico.

- Pag. 41 – 5 – Analisi del rischio di inquinamento delle acque sotterranee: viene sottolineato che l’attività prevista rappresenta un pericolo modesto di inquinamento delle falde. Tale affermazione non appare condivisibile in quanto il progetto prevede la realizzazione di un albergo, museo, sala conferenze e di un’ampia zona commerciale. A questo si aggiungono le quattro piste previste e soprattutto l’anello esterno, il quale, seppur saltuariamente, può essere utilizzato per lo svolgimento di gare sportive. All’anello esterno sono connessi box, assimilabili ad auto-officine. Uno scenario di questo tipo permette di ritenere almeno medio, se non alto, il grado di vulnerabilità territoriale soggiacente sull’area in esame una volta a regime l’attività prevista. A tal proposito occorre rivedere la valutazione effettuata e i successivi conseguenti capitoli.

- Pag. 52 – 6. Mitigazione degli impatti negativi: vengono qui proposti tre interventi di tutela e mitigazione degli impatti su tre differenti aree: n. 2 bacini di laminazione e l’area ribassata. Non sono illustrate invece le opere di mitigazione che possono interessare le restanti zone dell’area in oggetto, da integrarsi con le modalità di smaltimento delle acque superficiali, nell’ipotesi di sorgenti di inquinanti, in un’ottica di ulteriore auspicabile cautela nei confronti soprattutto del vicino campo pozzi di Marzaglia.



9. ASSENZA DI UN BILANCIO IDRICO

Premesso che:

Scrive il proponente (pag. 125 della Relazione Generale del SIA):
L’elevato utilizzo di acqua per il funzionamento di queste attrezzature prevede un recupero e riciclo dell’acqua (eccetto quella persa per evaporazione o trasporto fuori dalle aree di recupero) grazie all’utilizzo di un invaso di laminazione che filtra le acque dalle piste e le convoglia verso la rete principale delle acque bianche lungo la strada Pomposiana.( vedi Allegato n°4 e 5).
SI OSSERVA CHE
Manca assolutamente, nella relazione generale come negli allegati, un bilancio idrico che quantifichi almeno:
 Perdita di ricarica per le falde acquifere dovuta all’impermeabilizzazione dell’area a causa dell’intervento

 Quantità di acqua persa per evaporazione o trasporto fuori dalle aree di recupero e conseguente aggravio sul bilancio idrico globale dell’operazione



10. ERRORI DI COMPRENSIONE DEL PROPONENTE CIRCA IL CONTENUTO DELLE DIRETTIVE EUROPEE CITATE NEL SIA

In diversi punti della Relazione Generale del SIA il proponente insiste sul fatto che il Centro Guida Sicura sia una moderna necessità di ogni città che si rispetti al fine di adempiere agli obblighi imposti dalle nuove normative europee in materia di sicurezza stradale.
Andiamo a vedere cosa ci sia di vero in tutto questo.

Scrive a riguardo a pag.15 della Relazione Generale il proponente:
Per quanto riguarda le previsioni relative alla tipologia della domanda di intervento e alla copertura garantita dal progetto elenchiamo brevemente l’analisi relativa all’utenza prevista, anche in
relazione alla probabile (se non certa) ridefinizione delle Direttive Europee in materia di Sicurezza Stradale, di patenti ed esami.

A quali Direttive Europee di probabile (se non certa) ridefinizione starà mai facendo riferimento? La curiosità ci rode.

Prosegue il proponente:
Tutti questi neo-patentati, seguendo le Direttive Europee, dovranno svolgere, in prospettiva, un certo numero di ore di training su pista speciale (per le categorie maggiori almeno 8, se vogliono conseguire la cosiddetta "patente professionale").

E poi ancora (pag. 16):
Riteniamo prudente ipotizzare una domanda crescente almeno per 10 - 15 anni, in funzione anche della tempistica prevista per l'entrata in vigore delle Direttive Europee in materia di patenti e di esami.

Di nuovo si citano non meglio precisate Direttive Europee.
Ma qui il riferimento alle 8 ore almeno delle categorie maggiori, quello alla materia patenti ed esami ed al conseguimento dell’abilitazione professionale, ci fa venire il dubbio che la direttiva cui si fa riferimento sia la 2003/59/CE “Sulla qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o passeggeri”. Che all’ALLEGATO I - REQUISITI MINIMI DELLA QUALIFICAZIONE E DELLA FORMAZIONE, Sezione 2, punto 2.1 recita: “(…) Ogni conducente può effettuare al massimo 8 ore delle 20 ore di guida individuale su un terreno speciale oppure in un simulatore di alta qualità, per valutare il perfezionamento a una guida razionale improntata alle norme di sicurezza e, in particolare, per valutare il controllo del veicolo in rapporto alle diverse condizioni del fondo stradale e al loro variare in funzione delle condizioni atmosferiche e dell'ora del giorno o della notte (…)”

Dunque è il senso globale della Direttiva che appare stravolto: laddove il legislatore si preoccupa di fissare un limite massimo alle ore, solo eventualmente peraltro, trascorse dall’allievo su un terreno speciale, il proponente interpreta questo come l’obbligo per ogni allievo di passare almeno 8 ore in pista.
Inoltre dimentica di dirci che il legislatore ammette il “simulatore di alta qualità” come alternativa alle prove su percorso speciale: hai visto mai che forse non sono le Direttive Europee ad imporci di cementificare la campagna modenese ?

Ma andiamo avanti. Scrive il proponente (pag. 94 della Relazione Generale) che “la Direttiva Europea 2006/126/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio in particolare prevede entro cinque anni dall’approvazione la modifica di una serie di paragrafi alle normative dei singoli stati concernenti alla Patente di guida ed in un paragrafo specifico chiede che le prove di valutazione riservata alle manovre venga effettuata possibilmente su di un apposito percorso di prova. Ciò permetterà al progetto di presentarsi come uno dei primi tracciati in grado di rispondere alle esigenze manifestate dalla Comunità europea, oltre a significare che l’impegno per una nuova politica relativa alla sicurezza sulla strada passa, a giudizio dei maggiori legislatori, attraverso le piste di Guida Sicura (…)”

E chi siamo noi per sottrarci al giudizio dei maggiori legislatori?
Vediamolo questo giudizio: la Direttiva citata, all’ ALLEGATO II - I. REQUISITI MINIMI PER L'ESAME DI IDONEITÀ ALLA GUIDA, punto 10, recita: La parte di prova di valutazione riservata alle manovre particolari può essere effettuata su di un apposito percorso di prova. La parte di prova volta ad esaminare il comportamento nel traffico va condotta, se possibile, su strade al di fuori del centro abitato, su superstrade ed autostrade (o simili), nonché sui diversi tipi di strada urbana (zone residenziali, zone con limiti di velocità fissati a 30 e 50 km/h, strade urbane a grande scorrimento), rappresentativi delle diverse difficoltà che i futuri conducenti dovranno affrontare. La prova deve auspicabilmente essere effettuata in diverse condizioni di traffico. Tutto il periodo di prova deve essere impiegato al meglio per valutare le capacità del candidato nei diversi tipi di traffico e di strade incontrati, che dovranno essere quanto più vari possibile.

Dove ha trovato il proponente quel “possibilmente” ? Dispone di una versione della normativa non ancora distribuita ai cittadini ?
Anche qui il senso complessivo che se ne desume è esattamente l’opposto di quanto vorrebbe dimostrare il proponente: il legislatore intende dare facoltà agli esaminandi, eventualmente, di effettuare parte dell’esame su un percorso speciale. Ma è ben evidente che non c’è alcuna direzione o trend legislativo a riguardo, come vorrebbe far credere il proponente. Il legislatore anzi pone l’attenzione e si preoccupa di dettagliare gli obblighi riguardo la parte di prova che si svolge sul traffico. Forse perché la considera più efficace ? Chissà.

Prosegue ulteriormente il proponente:
“(…) nella stessa direzione infatti va la Legge 286/2005 dedicata alla professionalità dei conducenti, che prevede una formazione obbligatoria di 280 ore con esami (…)”

Il Decreto Legislativo 286/2005 altro non è che l’atto di recepimento, da parte italiana, della già menzionata Direttiva 2003/59/CE. E si limita dunque a fissare il medesimo massimo, sempre eventuale, di 8 delle 20 ore di guida individuale che un allievo può trascorrere su terreno speciale. Le 280 ore di cui parla il proponente sono semplicemente la durata totale, comprensiva di teoria e pratica, del corso obbligatorio per conseguire la “qualificazione iniziale”. Di queste 280 ore almeno 20 devono essere di guida individuale, di cui massimo 8, eventuali, su percorso speciale.
Ci troviamo dunque di fronte ad una tale serie di errori di comprensione e interpretazione di leggi e direttive che, proprio perché compiuti senz’altro in buona fede, ci fanno dubitare della capacità del proponente di condurre una Scuola Guida. Luogo nel quale la normativa, quella da cui dipende la sicurezza di tutti peraltro, occorre non solo conoscerla ma addirittura insegnarla.


11. MODIFICHE IN CORSO AGLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

Premesso che:

1. In data 23/4/07 la Consulta Ambiente del Comune di Modena, organismo che raggruppa tutte le principali associazioni ambientaliste locali, ha presentato alla Provincia di Modena e alla Regione Emilia Romagna proposta di istituzione di nuova area protetta che comprenda tutta la zona nella quale si vuole costruire l'autodromo di Marzaglia
2. La proposta è attualmente in fase di valutazione, essendo stata elaborata in ottemperanza alla Legge Regionale 6/2005 che prevede che le associazioni ambientaliste maggiormente rappresentative, in fase di elaborazione da parte della Regione del Programma Triennale Regionale per le Aree Protette – fase nella quale ci troviamo tuttora - possano presentare richiesta di modifica dei confini o istituzione ex novo di dette aree.

3. Che il Consiglio Provinciale ha deciso, con delibera n.160 del 13 luglio 2005, di dare vita ad un processo di aggiornamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.), il principale strumento di pianificazione che definisce l’assetto del territorio, è sede di raccordo e verifica delle politiche settoriali e strumento di indirizzo e coordinamento per la pianificazione urbanistica comunale.

4. Che tale fase di aggiornamento è tuttora in corso

5. Che il nuovo PTCP dovrà recepire, per esempio ma non esclusivamente, il Piano Regionale di Tutela delle Acque, che interessa direttamente il progetto

SI OSSERVA CHE


Sarebbe opportuno sospendere la Valutazione di Impatto Ambientale in corso fino all’approvazione degli strumenti di pianificazione citati. Qualora ciò non fosse tecnicamente possibile, sarebbe opportuno optare per l’alternativa zero e poi riesaminare il progetto dopo l’aggiornamento con le modifiche che saranno imposte dai suddetti strumenti.



12. VANTAGGI DELL’ALTERNATIVA ZERO

Esaminando l’alternativa zero il proponente elenca una serie di svantaggi che, a suo dire, patirebbe la città dalla scelta di non realizzare l’opera in questione. Naturalmente ciò è perfettamente comprensibile e lungi da noi sindacare le legittime aspettative e priorità che ciascuno vede nell’uso del territorio. E anche, perché no, i propri legittimi interessi personali e aspettative di guadagno economico. Ma ci si lasci altrettanto osservare come l’alternativa zero sia l’unica opzione che avrebbe un bilancio ambientale in positivo, liberando l’area per un successivo ampliamento del bosco di pino strobo o del progetto bosco-fattoria e soprattutto restituendole la naturale destinazione a polmone verde della città, che già era stata individuata dalla Provincia di Modena e dai comuni di Campogalliano, Rubiera e Modena nel lontano 1984, con lo “Studio di fattibilità ai fini della realizzazione e della programmazione tecnico finanziaria del recupero e valorizzazione dell’area della cassa di espansione del fiume Secchia”. Lo alleghiamo alle presenti osservazioni perché possa costituire, per chi è chiamato a tutelare primariamente gli interessi della collettività tutta, fonte di ispirazione per le decisioni dell’oggi.








ALLEGATO AL PRESENTE DOCUMENTO : CD ROM contenente “Studio di fattibilità ai fini della realizzazione e della programmazione tecnico finanziaria del recupero e valorizzazione dell’area della cassa di espansione del fiume Secchia” in formato pdf

giovedì, giugno 21, 2007

cose sulla mia ragazza


Questo lo avete visto tutti: è il logo di A-Style, quel poco che in duemila anni Limidi di Soliera ha offerto al Mondo.
Stasera ho spiegato alla mia ragazza cosa rappresenta. C'è rimasta male.

giovedì, giugno 14, 2007

an-da-te-a-la-vo-ra-re


Io vorrei che di questi pirla si parlasse, nei prossimi giorni, almeno la metà di quanto si è parlato dei gelati di Buttiglione: e che le loro dimissioni fossero ventilate con più brio di quelle di Selva.

Io vorrei, populisticamente vorrei, che questi pirla che io pago, con le tasse mie mie che non evado mai, io vorrei che di questi pirla che ingrassano col lavoro mio, fosse reso noto: 1. Cognome e nome; 2. Collegio elettorale; 3. Situazione professionale prima di vincere la lotteria, pardon, le elezioni, a nome di quel glorioso partito che fa le sagre della polenta con il leun-bastona-i-terun.

Io vorrei, razzisticamente vorrei, che i loro elettori dimostrassero al mondo di non essere subumani chiedendo nelle piazze pubbliche scuse per avere eletto questi signori che definire teste di cazzo è un'offesa al mio cazzo e al vostro. Un po' di cenere sul capo sarebbe opportuno, magari anche il saio o il cilicio o il cappio al collo, del resto queste cose lorsignori padani le conoscono bene, essendo usciti dal medioevo dopodomani.

Ma anche meno. Io vorrei che questi signori d'oltrepò che da vent'anni si baloccano col voto di protesta, semplicemente ammettessero che non hanno capito niente, ma niente di niente, e che hanno mandato a Roma la classe dirigente più cialtrona e succiacapre che esista: gente rapace quanto i mafiosi, senza avere della mafia la professionalità e lo charme.

mercoledì, giugno 13, 2007

Ninja Hood

Igor Vaclavic passava le nottate vestito come un vecchio guerriero giapponese, con tanto di coltelli, arco e frecce. Si aggirava nell'ombra, furtivo, scivolando via come nella Foresta dei Pugnali volanti. Colpiva le sue vittime con la grazia di un antico giustiziere, rapinandole come un esotico robin hood.

S'e' imbattuto nella spingarda d'un ottantenne che, rotolando per le scale, ha sparato un colpo a vuoto e l'ha messo in fuga. Il carabiniere che lo arrestava di li' a poco pare abbia detto:
Ah Igor, facce Tarzan!
. La brutalita' delle forze dell'ordine. C'era un volta ninja russo a Rovigo. Poi dite che il riscaldamento globale non fa male.

le infinite vie del cuore

Io per lavorare uso dei raccoglitori che non so bene come si chiamano, consistono in una specie di valigetta che dentro si divide in tanti faldoni.
Devo menzionarli in una tesina ma non so come si chiamano, sicché mi metto a cercare su google. E trovo lei.


Sento già di volerle bene.

lunedì, giugno 11, 2007

una vaga sensazione di m

In tutta la mia ormai non più breve esperienza, non avevo mai segato un alunno.
Fatto.
Ieri stavo meglio.

venerdì, giugno 08, 2007

sabato, giugno 02, 2007

Nozze ai monsoni

A giudicare dal gossip, dalle parziali ammissioni strappate su Sviluppina, dalle credenze popolari e dalla pioggia che pesta ai miei abbaini, oggi potrebbe esserci una sposa molto, molto fortunata.

In seguito forse dovremo cominciare a correggere il concetto di "Estate" in "Stagione delle piogge", per via di un certo allargamento dei Tropici. C'entrerà l'uomo? O la merda delle vacche? Mah? Chissà? Mi piove in casa, dovrei chiamare il piombatore ma è tutto chiuso per la festa della Repubblica. Che quando serve, non c'è mai, 'sta Repubblica.

lunedì, maggio 28, 2007

domenica, maggio 27, 2007

ti dispiacerebbe toglierti quel dito da lì

Io credo che poche persone, in Italia, sappiano spiegarsi per iscritto con la semplicità e la chiarezza di Luca Sofri, abitualmente.
Proprio per questo, mi pare opportuno ricopiare quello che ha scritto nelle faq riguardo alla questione-Diaco.
Ma Diaco???
Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito. Se la presenza o meno di Diaco o di altri in fondo a una lista di nomi accessoria e assai subordinata a un discorso precedente assia più importante, è la prima cosa su cui riflettete prima di aderire o no, beh, non aderite. Che ci sia Diaco ha ottime ragioni, per alcuni. Per altri, chissenefrega se c'è Diaco. Poi ci sono quelli che non firmano per via di Diaco.
Non si capisce una beata fava.
C'è un modo di dire che gli viene sempre in mente, quando è in difficoltà: quando il dito indica la luna, eccetera. Seguono due frasi dalla sintassi involuta ("che ci sia Diaco ha ottime ragioni"?). Sembrano francamente scritte da uno che ha un dito di traverso, non dico dove e non so il perché. Ma secondo me è proprio il caso di indicarglielo: ehi, levati quel dito da lì, poi se insisti parliamo anche della questione generazionale.

sabato, maggio 26, 2007

mercoledì, maggio 23, 2007

Follini il lapidario

Il Partito Democratico e' una DC che guarda a sinistra


La lapide di Follini sul PD. Ora potete andare a casa. Tutti. Compresa la Binetti.

lunedì, maggio 21, 2007

Va tòr in cul demoni, alleluja

Ai tempi in cui gli scout della bassa esploravano le sperdute parrocchie dell'appennino, si favoleggiava di predicatori itineranti a cui il vin santo a digiuno dava alla testa, che nel mistero di certe chiesette prorompevano in omelie memorabili:

Perché la Màdona, la gh'à 'na forssa putàana, ch'la tos al demoni par la còda e al manda a torl'in dal...


("Giacché la Madonna, riveriti figliuoli, ha una forza prodigiosa che Le consente di afferrare il demonio per la coda e scagliarlo nell'Inferno")

Tutto questo e di più si può sperimentare giocando a Bible Fight, il videogioco che mette contro i più fighi personaggi della Bibbia, e pokemon e dragonball scompaiono al confronto. Come dice Dhinus, la mossa "di noè che chiama la carica di animali dell’arca vale da sola una partita".

mercoledì, maggio 16, 2007

Tana libera tutti

Se Calabresi era un fedele servitore dello Stato e Sofri e' un intellettuale vittima degli eventi... potremmo dire che Calabresi l'ha ammazzato Pinelli. Tutti contenti?

Quasi quasi chiedo scusa a Camarca

Un paio di giorni fa ho letto sul Carlino un articolo di Luigi Bacialli, a proposito del corteo delle prostitute a Padova, talmente idiota ma talmente idiota che Camarca non gli porta neanche l'acqua. Sia detto per dovere di cronaca e di imparzialità.

domenica, maggio 13, 2007

La famiglia è un problema ma mai quanto la democrazia

Ci sono pochi concetti che fanno schifo come quello di famiglia. Poi magari uno nel concreto ha del culo e non si trova neanche male, anche perché di solito gli manca la controprova. Ma l’evocare la puzza della propria tana e il legame di sangue come baluardo ed estremo rifugio del sé nei confronti del resto del mondo è qualcosa di abbastanza orripilante.

Ciò detto, il dibattito al quale ci tocca assistere in Italia è invece ridicolo nella forma e assolutamente ozioso nella sostanza: se la Chiesa stia o non stia ingerendo indebitamente quando dice come devono comportarsi i politici cattolici.

Quando è evidente che il problema non è il papa conservatore (che può dire quello che vuole), né i vescovi conservatori (idem) e neppure i politici baciapile (che possono baciare e votare quello che vogliono). Il problema è ben più generale e si chiama democrazia. Questa forma di democrazia che permette, a qualsiasi latitudine del mondo, a qualsiasi minoranza che sia un po’ corposa di schiacciare tutti gli altri imponendogli le proprie regole. Quand’è che qualcuno lo dice ai giornali ?

giovedì, maggio 10, 2007

In difesa del puttaniere

Ci volevano le scemenze di un tal Claudio Camarca, scrittore, regista e ospite l’altro giorno a Omnibus per farmi tornare a parlare di prostitute.


Eh sì che in questi mesi la loro fregnaccia sul tema l’hanno detta un po’tutti: da Filippo Facci ad Amato, passando per Christian Rocca (Veltroni che chiama il suo progetto di riduzione del danno Roxanne, invece dovrebbe chiamarlo Police, sai le risate) e qualche altra decina di giornalisti da tg e da rotocalco serale. Ma io no, io zitto. Che le prostitute ormai fanno parte del mio passato. E poi se devi replicare a ogni pirlata che senti dire da un giornalista o da un ministro stai fresco. Ma quando un simile livello di scemenza arriva ai registi, forse abbiamo passato il segno.

Dunque, questo tizio prima ne esce con la leggenda metropolitana dei cinesi che non muoiono. Così, senza vergogna. Come un Paragone qualsiasi (intervista a Radio 24, settimana scorsa). E Piroso, il conduttore ? Cosa replica il buon Piroso ? S’indigna ? S’impegna ? No, getta la spugna senza gran dignità. Ma come ? In tv nel 2007 è ancora ammesso propalare impunemente questa stronzata sui cinesi che non se ne muoiono mai? E nessuno che ti quereli ? Neanche un sotto-vice-ambasciatore pechinese coglione di seconda classe ?

Poi la seconda perla. Si parla dell’omicidio di Roma, quello dell’ombrello. E’ stata una prostituta. E, andando a memoria, credo sia il primo caso in cui una prostituta fa del male a qualcuno che non sia il suo protettore o un cliente violento. Bene: il nostro genio della macchina da presa dichiara: “credo che i responsabili di quell’omicidio siano i clienti. Bisognerebbe punire i clienti”

Va bè, c’è il gusto del sensazionalismo. Siamo in tv e bisogna spararle grosse. Però ci sono anche dei limiti di decenza.

E’ quel tipo di posizione che non vede nelle puttane persone di carne e d’ossa ma figure mitiche. Che sconfinano nella mistica delle sante peccatrici. Dunque si toglie loro anche il libero arbitrio di poter compiere il male. O magari semplicemente di essere psichicamente instabili per i fatti propri. Ce n’è una (dico una!) all’interno della categoria che è anche un’assassina ? No: è colpa dei clienti! Che notoriamente sono dei maiali.

Questa storia che bisogna punire i clienti, seguire il modello svedese periodicamente risalta fuori. Di solito la dice il ministro Amato. Ma agli ex bambini prodigio si perdona tutto (a proposito: ma non doveva finire la sua carriera politica dopo l’ultimo incarico a Presidente del Consiglio? Ma possibile che nessuno gli ricordi mai quella solenne promessa fatta davanti al parlamento ?).

Ma torniamo a noi, dicevamo: la Maddalena, lo sappiamo, è solo un povero Cristo. Ma il viscido cliente disposto a scucire la grana in cambio di un po’ di piacere effimero, quello è un porco. E oltre a pagare deve pagarla. Deve pagarla perché è complice della schiavitù delle ragazze, giacchè se non ci fosse domanda non ci sarebbe neppure l’offerta. Facile, no ? Lo dice la Chiesa e lo dice il ministro. Lo dice la Svezia. Lo dicono le decine di ordinanze dei sindaci che vietano transiti, fermate e intralci al traffico in determinate vie a determinate ore.

D’altronde il proibizionismo sul piacere individuale è qualcosa che storicamente ha sempre funzionato così bene che viene da chiedersi come mai non ci abbiamo pensato prima.
I grandi successi mietuti con la politica repressiva sugli stupefacenti sono di enorme conforto, dunque andiamo avanti per quella strada.

Benissimo. Però è anche tempo che Amato, la Chiesa, Camarca e tutti quelli che inveiscono contro i clienti prendano atto del fatto che nessuno in Italia ha mai “salvato” tante prostitute quante i clienti. Nessun prete. Nessun servizio sociale laico e comunale come il mio. La quantità di ragazze che esce dalla strada grazie a un cliente innamorato che: le sposa/ denuncia gli sfruttatori/ospita la ragazza è enorme. E senza dubbio è la più grande risorsa di cui disponiamo. Poi c’è l’altra categoria di cliente. Quello violento/rapinatore/stupratore/assassino ecc. Vediamo un po’: secondo voi cercare di spingere il cliente nella clandestinità quale delle due tipologie favorirà ?

A Modena come al solito siamo più avanti. In una indagine terminata lo scorso anno sono stati arrestati e poi condannati per sfruttamento della prostituzione, con tanto di nome e foto pubblicati sui quotidiani locali, tre pappagiro. Ora: la figura del pappagiro, da non confondersi col pappone, può in effetti apparire ad un primo esame abbastanza squallida: si tratta di solito di persone attempate, quando non di autentici vecchietti, che in cambio di qualche favore sessuale e/o di qualche spicciolo fanno da tassisti alle ragazze. Solo che, come mi ha spiegato una volta una ex prostituta, il pappagiro è spesso l’unica persona di fiducia per la ragazza. Quando vuoi tenerti un po’ di soldi da parte, magari per inviarli a casa senza che passino per la Madame, li affidi a lui. Lo mandi a fare il bonifico alla Western Union perché tu non ci puoi andare. Poi lui ti porta la ricevuta e tu ti fai dare una palpatina. “Meno male che ho incontrato lui” mi diceva.

Certo, in un mondo ideale non avremmo bisogno di loro. E neanche delle prostitute: tromberemmo tutti come ricci, vivremmo amori eterni e appaganti e la ricchezza sarebbe equamente distribuita tra tutti gli abitanti del pianeta. In questo, tocca arrangiarsi.

mercoledì, maggio 09, 2007

Non ho mai invidiato così tanto i politici cattolici

Loro che possono essere scomunicati

adesso spogliati (ma non illuderti)

Insomma la trasmissione tv più estrema dell'anno è una roba che faceva già Umberto Smaila su Italia 7 quando andavo a scuola.
Però oggi lo fanno con l'ironia, certo.
E con parecchi chili in più, anche quelli tutti ironici suppongo.

Mah. Ho scritto un pezzo su un programma che non ho visto, il cui contenuto è: Mah. Ne approfitto per fare un coming out: anche quando andavo a scuola, io, Colpo Grosso non lo guardavo mica.
Giuro. Gli spogliarelli non mi hanno mai preso, m'innervosiscono.
Piuttosto tiravo un po' più tardi, su canali che tiravano fuori fondi di magazzino interessantissimi e a volta anche un po' lubrici (per esempio ho ancora un ricordo vivido di questo).
O al limite c'era Ghezzi. Ma asincrono com'era, m'innervosiva più degli spogliarelli.

Adesso a quelle ore è tutto uno spalancare cosce su richiesta telefonica, roba che secondo me è in grado di fiaccare persino la potente libido dei ragazzini d'oggi. Sul serio, quelle tipe lì son peggio del bromuro. Questa almeno è la mia percezione.
Oppure sono in andropausa, a volte ci vado.

E magari passo per pignolo io

Oggi il Presidente della Repubblica, nientemeno, ha chiesto che "la pena detentiva sia riservata a chi commette crimini che destano maggior allarme".
E tra tutti gli stronzi che parlano a sproposito di relativismo etico scommetto che nessuno avrà niente da obiettare.

martedì, maggio 08, 2007

la sarkosi

Dottore, insomma, mi sento un po' di sarkosi, è grave?
Premetto che sono di sinistra. Leggo due quotidiani al giorno e guardo Matrix, insomma, ho tempo da sbatter via. Sono un borghese neanche tanto piccolo in una città che, dottore mio, è sempre più carica di straccioni, lo ha notato?
Ho fatto anche politica, ero in lista con Veltroni. Ho amato intensamente i negretti, gli albanesi, i cinesi, rumeni, chiunque venisse a darsi da fare in questa città immortale. Pensavo che lasciare gli zingari nel centro storico di Roma fosse la scelta giusta. Cioè, io m'immaginavo già mio figlio architetto sposarsi con una laureanda di scienze della comunicazione di origini tzigane, e magari nozze stile Bregovic. Anzi avevo già fantasticato di chiamarlo, Bregovic. Mi ero informato sui prezzi, non è neanche tanto caro.

E poi dottore, che m'è successo. Da quando ho il C1 dal carrozzaio, ho cominciato a prendere i mezzi, e ho avuto una rivelazione, un'epifania, insomma, questi stranieri non sono mica tanto gentili con noi romani! Ci dicono le parolacce! Sputano e puzzano! Alla fontana di Trevi ci sono gli ambulanti! Si rende conto? Gli ambulanti! Alla fontana di Trevi!

Certe volte mi metto a picchiarli, a cacciarli a pedate dall'autobus tra gli applausi... ma di solito mantengo il mio senso critico, dottore, e mi chiedo: dov'era la politica, in questi anni? Perché non si è preoccupata dei problemi? E la società civile dov'era? E il ceto medio riflessivo, perché non rifletteva? Eh? Eh? Perché ha permesso tutto questo permissivismo? Non è una vergogna? Lei che dice, dottore?

(Vedi anche Brodo sul veltronismo).

lunedì, aprile 30, 2007

non vedo, non sento, ma insegno

Gli insegnanti che tagliano le lingue.
I pornoinsegnanti su youtube.
Gli insegnanti satanici che organizzano orge nell'orario di lavoro.
Ma ci sono anche gli insegnanti che nel tempo libero fanno i detective, al cinema o in tv, e anche loro m'inquietano un po'. Poi lo sapete anche voi che m'inquieto con nulla.

Però. 'Sti qua son sempre in giro a ficcare il naso al di fuori delle loro competenze. C'è il caramba, c'è il pulotto, c'è già abbastanza casino. Eh no! Arriva la prof che non si fa i cazzi suoi! Ma dove lo trova il tempo? Quasi sempre sono insegnanti di liceo: ci avranno il libro con tutte le versioni di latino risolte, e al pomeriggio si annoiano. Io ho roba da correggere fino a metà giugno: se sento che sgozzano il vicino, mi tappo in casa.

Inoltre. Se c'è un mestiere poco adatto per un prof, mi pare, è la detection. I detective sono curiosi e analitici, per definizione. Al contrario gli insegnanti si selezionano per la gran quantità di cose che riescono a non vedere in orario di lavoro. Meno uno vede, meno uno sa, meglio lavora.

Traffici di merendine nell'intervallo. Urla dalle toilettes. Tiri incrociati di bigliettini umettati con lo sputo per ragioni non sempre aerodinamiche, e la vostra prof dov'è. Non c'è. Ma era qui un attimo fa. Come scompaiono i prof, nessuno.

Io, insomma, se lavorassi nel deprimente mondo della fiction, guarderei ad altre professioni. Le portinaie, ad esempio: hanno molto, ma molto tempo libero, e sono di un'impiccioneria proverbiale. Mi immagino già "Sulle orme dell'assassino", con la Pivetti che guarda sottecchi mentre armeggia col mocio vileda. Non ha importanza quale Pivetti, diciamo la più professionale delle due. Non dico che me lo guarderei, ma eviterei di tirare pezzi di cancelleria sul videoschermo, come stavo per fare ieri sera.

domenica, aprile 29, 2007

A volte ritorno

Caro Leo,

è che ci sarebbero talmente tante cose da dire che o le dici tutte o resti nel chiuso del tuo pervicace autismo. Solo ieri, per dire, tutti i principali quotidiani dedicavano il titolo d’apertura alla condanna della Franzoni. Cioè a una vicenda privata. Siamo tornati a Dreyfus. Allo smemorato di Collegno. E’ anche questo un segno dei tempi. L’unica vera corrente trionfante della politica mondiale, il regressismo, ha ingranato la quarta anche qui da noi. Lo si vede nel suo opposto: prendi ad esempio un termine feticcio come “socialismo”, per due secoli quasi sinonimo di “progressismo”. Era geniale. Talmente vago che ci potevano dormire sopra quasi tutti. Niente. Evaporato in pochi giorni nel nome delle nozze Dc-Pci. Si resta basiti. Anche quelli come me a cui in realtà la parola ha sempre evocato un retropensiero tipo: rottura di palle: vicinanze indesiderate, eccessive e moleste. E’ il cilicio il futuro che ci aspetta.
Nel frattempo i passeri se ne stanno andando nel silenzio generale. Le api, pure.

venerdì, aprile 27, 2007

Middle Class Kid

La colonna sonora della Rivoluzione vi sarà gentilmente offerta da polaroid blog.

(ovvero: nel magico mondo dei referrer scoprirete i vostri capi di imputazione)

a questo punto s'impone una domanda

Cragno, dovecazzo sei? T'è successo qualcosa?
Qui mi si stanno esaurendo le puttanate.

(Se vi manca quel tanto di modenesità, consolatevi con Parco Amendola).

mercoledì, aprile 25, 2007

my super sweet martyr

Io non è che voglia fare l'originale a tutti i costi. Fino a ieri (ora di pranzo) per me Cho Seung-Hui era un pazzo assassino in uno Stato in cui un pazzo assassino può facilmente procurarsi delle armi. E basta.
Ma ieri, sparecchiando, ho urtato il telecomando e su MTV c'era My Super Sweet 16.
E' difficile descriverlo, beh... guardatelo. Lo fanno contemporaneamente a DragonBall, che in confronto è un inno alla pace e alla serenità non competitiva.

Il senso è mostrare ragazzine sedicenni ricchissime che dilapidano le fortune dei genitori per affittare discoteche, stilare una lista di In e di Out e tenere fuori tutti gli amici non abbastanza brillanti. Il meccanismo è abbastanza chiaro, ed è tipico di ogni reality: le galline sono talmente vuote e sceme che qualsiasi spettatore davanti a loro non può non sentirsi migliore. Ma è tutto talmente smaccato, talmente violento ed esibito, che viene realmente voglia di dirottare il jet privato che mammà ha prenotato per andare a fare shopping a Las Vegas e schiantarlo contro qualche secondary school.

E allora: è un bel rischio avere pazzi per le strade e fucili in tutti gli spacci. Ma se tieni i pazzi per le strade, i fucili alla cassa e My Super Sweet 16 in televisione, tu Seung-Hui un po' te lo meriti.

lunedì, aprile 23, 2007

ti scrive i testi Flavia Vento o viceversa?

"...E' come scalare una scala. È meglio salirla che scalarla, perché scalarla si bruciano le tappe"

Lapo Elkann descrive il suo modello di business a una tale di Canale5, ieri sera.

venerdì, aprile 20, 2007

alibi

Certo che io, se fossi il capo della Mafia, sarei una persona astuta e intelligente, anche di più di quanto già sono. E che grande capo della Mafia, sarei.

Che voglio dire: già uno della mia intelligenza sta in un bilocale, e figurati se fossi il capo della Mafia. Una masseria nel centro del nulla? Maddai. Lì ci manderei i galoppini, i quaqquaraquà che si credono domineddio perché alle elementari hanno imparato a scrivere i pizzini. Io nell’ombra starei. Finanzierei. Solleciterei. Tutto per interposta persona. Nessuno saprebbe chi sono. E quindi chi sarei?

Senz’altro sarei ricco. Agli altri l’onere di contare i miliardi e far la vita da poveracci. Ricco ma senza ostentazione, perché nessuno ha da sospettarmi. E dunque: come faccio a essere ricco in Sicilia senza che nessuno si chieda il perché? Nobile? Ma è una cosa che non s’inventa, e poi i borbonici e compagnia è tutta gente con le pezze al culo e di dubbia moralità.

Sarei industriale. L’unico industriale pulito di tutta la regione o quasi. Che se ci rifletti bene, chi si può permettere di avere un’industria pulita in Sicilia? Solo il capo dei capi della Mafia. Appunto.

Sarei ricco, ma discreto, elegante, affabile. Produrrei una cosa modernissima e innovativissima. Tutti verrebbero a chiedermi come si fa a produrre cose modernissime e innovatissime nel mezzo del medioevo mafioso, e io sotto i baffi ghignerei: Una fatica, si fa. Ma bisogna resistere, resistere, resistere.

E insomma, se non s’è capito: io se fossi il Capo della Mafia sarei Pistorio. Ma non lo sono. Quindi ho un alibi.

martedì, aprile 17, 2007

sparare è troppo facile

Perché gli americani hanno la fissa delle armi da fuoco? Oppure: perché non hanno, come noi, la fissa delle armi da taglio? Da noi i massacri non si fanno anche perché col coltello è oggettivamente dura.

Stasera i due bellocci di Lost erano prigionieri in una trappola - un retino sospeso in aria. La prima cosa che gli viene in mente è prendere la pistola e... sparare alla corda, come Clint Eastwood. Un chirurgo e un'abile fuggitiva, oscillanti a mezz'aria. Ma siete deficienti? A parte l'impossibilità fisica di centrare una corda sparando da un pendolo, figurati se cadendo non vi spezzate tre costole e non vi parte un altro colpo in canna.

E soprattutto: ve ne andate in mezzo ai boschi senza un coltello? Stupidi uomini bianchi.

Detto questo

Io sono per le seconde possibilità. Fosse stato per me, anche a Satana avrei dato una seconda possibilità.
Detto questo, vaffanculo.

revisionismi

Chissà quante volte mi è capitato di dire "guardate che Dresda è stata anche peggio di Hiroshima". Beh, salta fuori che forse non è vero. E la colpa sarebbe in parte di Vonnegut, che si sarebbe basato su un dato gonfiato dal famigerato Irving.

Qui invece c'è un ritaglio di Tuttolibri dove Giorgio Bocca dà del Pansa a Beppe Fenoglio. "...della Resistenza non ha capito nulla... La sua Resistenza è falsa, un teatro di assassini, di cialtroni, di poveracci". Bella la tua, vien da dirgli.

domenica, aprile 15, 2007

stella rossa su Milano

In via Paolo Sarpi a Milano i bottegai cinesi hanno organizzato una sommossa contro i vigili urbani. Hanno le loro ragioni, hanno i loro torti, ma il punto è che per farli valere hanno chiamato il Console.

Questa è secondo me la cosa più inquietante. Non hanno meccanismi di rappresentanza, i cinesi di via Sarpi? Si devono far rappresentare da un signore nominato da Pechino?

E insomma, dietro a tutto questo c'è la Domanda: siete in Italia o no? Ci siete per turismo o per contribuire al Prodotto Lordo? Non vi chiediamo neanche di imparare tutti l'italiano subito, è una lingua difficile. Ma lo troncate almeno il cordone ombelicale con quella Repubblica Popolare nel cui grembo non dovevate stare molto comodi? Il Console di Pechino deve venire a rimproverare l'autorità italiana per come ha gestito la faccenda; con che faccia?

La domanda va naturalmente girata anche a milanesi e italiani: vogliamo trattare i cinesi che lavorano in Italia come italiani o ci sta bene smollare i nostri quartieri a un altro Stato sovrano?

giovedì, aprile 12, 2007

So it goes

Se quello che ha imparato Billy Pilgrim sul pianeta Tralfamadore è vero – se cioè vivremo tutti in eterno, non importa quanto morti a volta possiamo sembrare – la cosa non è che mi sopraffaccia dalla gioia. Pure, se proprio devo passare l’eternità a visitare questo o quel momento, sono grato del fatto di averne trascorsi molti in allegria.
Uno dei più allegri degli ultimi tempi l’ho avuto nel mio viaggio di ritorno a Dresda col mio vecchio commilitone, O’Hara.
Eravamo su un aereo della compagnia di bandiera ungherese; il pilota aveva un paio di baffoni a manubrio, somigliava ad Adolphe Menjou. Fumava un sigaro cubano mentre l’aereo faceva rifornimento. Quando partimmo, nessuno ci propose di allacciare le cinture.
Una volta decollati, un giovane steward ci servì pane di segale, salame, con burro e formaggio e vino bianco. Il tavolino davanti a me non voleva aprirsi; lo steward andò in cabina e tornò con un cavatappi, che usò per fare scattare il tavolino.
A parte noi c’erano soltanto sei passeggeri. Parlavano molte lingue, e anche loro erano molto allegri. Sotto di noi, la Germania Est era illuminata: immaginai di bombardare quelle luci, quei villaggi, quelle città.

O’Hara e io non avevamo mai immaginato di fare molti soldi nella vita: e invece eccoci qua, ricchi e ben pasciuti.
“Se ti capita di passare per Cody, nello Stato del Wyoming, chiedi in giro di Wild Bob”.

O’Hara aveva un quadernetto con sé: stampate sul retro si trovavano tariffe postali, distanze aeree, altitudini delle più famose montagne, e altri dati indispensabili sul mondo. O’Hara stava cercando il dato della popolazione di Dresda, che nel quadernetto non c’era, quando si imbatté in questo passaggio che mi fece leggere:

In media 324.000 bambini vengono al mondo ogni giorno. Nello stesso giorno, 10.000 persone in media moriranno di denutrizione. Così è la vita. Inoltre, 123.000 persone moriranno per altri motivi. Così è la vita. Questo comporta un guadagno netto di circa 191.000 persone al giorno nel mondo. L’Istituto Demografico di Washington prevede che la popolazione mondiale raddoppierà, superando i 7 miliardi, prima dell’anno 2000.

“Immagino che vorranno tutti dignità”, dissi.
“Immagino di sì”, rispose O’Hara.
Kurt Vonnegut (11/11/1922-11/4/2007), Mattatoio 5. Traduzione (brutta) mia.

eddai vergognati, che ti costa

Massì, d'accordo, le scritte sono cose brutte, ragazzi mi raccomando non scrivete brutte scritte sui muri.

Detto questo, se Bagnasco (e Ruini prima di lui) volessero anche pubblicamente vergognarsi un po', non ci sarebbe nulla di male. Così poi passiamo ad altro.

mercoledì, aprile 11, 2007

il diaframma umano

La Vita degli Altri è un bel film, costruita su una premessa da piccola borghesia Ottocento (laggiù si dice Biedermeider): se apprezzi un bel brano di musica sei Buono, ed essendo Buono non commetterai Cattiverie. Ho detto appunto Ottocento, perché nel Novecento i tedeschi musicofili ci hanno trascinato in due guerre mondiali, sterminando diversi popoli senza perdere un notevole gusto musicale: al punto che per molto tempo gli artisti hanno evitato di imbastire i film su premesse del genere. Già, ma se per questo avevano anche smesso di tifare Sparta. Più che superarlo, il Novecento, lo abbiamo proprio azzerato.

Fatta questa premessa, ci sono tre motivi per cui un lettore di questo smandrappato sito dovrebbe godersi la visione della Vita degli Altri.

1) Il primo riguarda un tema che sta molto a cuore a noi Autori, in particolare a me e al pigrissimo Cragno. Il Cragno c’ha la fissa col Grande Fratello, non il programma tv ma la società del controllo in cui le telecamere ti spiano dappertutto. Io non condivido questa sua preoccupazione, per via di quello che chiamo il Diaframma Umano.

Il Diaframma Umano è il seguente: la tecnologia ti può sì mettere in condizione di ficcare telecamere invisibili in ogni dove, ma per ogni telecamera ci dev’essere poi qualche umano che la controlla, e dio sa che noioso mestiere è controllare i circuiti chiusi. Insomma, le telecamere vanno bene per le cose automatiche, come gli autovelox, ma appena le infrazioni sono un po’ più complesse bisogna mettere un Uomo dall’altra parte del terminale, e bisogna assicurarsi l’efficienza e la fedeltà di quest’uomo, e questa efficienza e questa fedeltà hanno costi altissimi. La Vita degli Altri parla proprio di questo problema: la Germania Est non poteva funzionare, perché i suoi uomini migliori invece di progettare Trabant a 4 tempi erano impiegati a spiarsi a vicenda, e a furia di spiarsi diventavano sentimentali e magari tradivano il regime comunque.

2) Il secondo motivo è quel certo-non-so-che che ci lega a quelle piccole nazioni oltrecortina, con tutta quella austerità berlingueriana, quella tristezza composta e dignitosa, che ti obbliga ad avere stile perché non puoi permetterti le cose pacchiane (siamo a metà degli anni 80 e alle feste invece di Madonna si balla il jazz). È quel sentimento che ha tenuto in cartellone per due mesi Goodbye Lenin, e, incredibilmente, funziona anche qui. Non dico che ti viene simpatia per la StaSi, attenzione: dico che complottare contro la StaSi negli anni ’80 a Pankow era più dignitoso e drammatico che votare DP in Italia, e dammi torto.

3) Il terzo motivo è che Sebastian Koch, nel ruolo del drammaturgo spiato dal regime, è il sosia belloccio del Cragno.

sabato, aprile 07, 2007

l'anno prossimo ci svelerà il Conto

Cosa sia la Teologia non l'ho mai capito (forse una branca di Scienze della Comunicazione dove non si fa sesso); ma qualsiasi disciplina scientifica che ti permette di desumere il menu dell'Ultima Cena è una figata.

Buona Pasqua.

venerdì, aprile 06, 2007

L'ultimo cocktail sulla terra

Stavo scrivendo un pezzullo sul mio beverone primaverile preferito, una specie di schianta-casalinghe (martini+pompelmo), quando mi sono ricordato che il blog sui cocktail era polaroid.

Allora l'ho messo lì.

Anche perché qui, diciamolo, c'è un certo riverbero.

mercoledì, aprile 04, 2007

"e qui si avverte l'influenza di Fontana"

Un po' come certe ricette in cui puoi tranquillamente occultare tutti i fondi di frigo in via di decomposizione, il bello dell'arte piuttosto contemporanea è che anche se ti cade uno Schifano per terra e si fa un buco, puoi esporlo ugualmente e molti non ci faranno nemmeno caso (per dire, con Raffaello non si può fare).

Non importa quel che dicono

...Kate Moss rimane stabilmente al numero uno nella classifica delle grucce appendiabiti più sexy del mondo.

martedì, aprile 03, 2007

cose dell'altra italia

Adesso lo so che non mi crederete mai, ma l'altro giorno in un autogrill tra Roma e Chiusi Chianciano ho visto che vendono ancora il Riformista! O, ma te lo ricordi il Riformista? Proprio quello lì.

Adesso che ci penso forse erano ristampe, come dylandog. Non ho controllato.

LancioStory e l'Eternauta invece non si trovano più. Ma cavoli, il Riformista. Chi l'avrebbe detto, eh.

lunedì, aprile 02, 2007

ripensandoci

...però vincere Sanremo con un inno al suicidio (peccato mortale, ricordiamo), senza che nessuno praticamente se ne accorga, è abbastanza indicativo di quanto possiamo dirci cattolici. Quel Bagnasco lì dovrebbe cominciare a provarsi un paio di pantaloni.

martedì, marzo 27, 2007

"e parlo molto male di prostitute e detenuti, da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti"

Dopo aver sentito tutto intero il paraculissimo pezzo di Cristicchi, mi sono chiesto se strappandogli il cuore e sacrificandolo agli dei Ctoni non sarebbe possibile risuscitare in cambio Gaber. Per inciso: i matti sono persone molto difficili, e quando s'innamorano danno anche più problemi.

Meriterebbe un capitolo a parte il discorso: "non so come finire l'intreccio di questa canzone, e quindi suicido il protagonista". In un colpo solo ti tira fuori la lacrimuccia e ti libera dal personaggio problematico. Biagio Antonacci queste bassezze non le ha mai raggiunte.

capisci che c'è crisi quando

"Svolta la serata con i Primi di Quattro Salti in Padella!"

lunedì, marzo 26, 2007

sono perduto

Adesso sul Due sta cominciando Voyager. Pare che abbiano trovato parentele tra diversi tipi di piramidi.

martedì, marzo 20, 2007

Alla mia età continuo a mancare di senso pratico

Poi uno fa la figura dell’indignato speciale. Quel noioso figuro che esce a dire qualcosa solo quando è schifato da questo o da quello. Lo so. Ma cosa volete che vi dica.

Questa cosa è mille volte più vergognosa del caso Sircana, del cilicio della Binetti e dell’assessore che dice fregnacce sui gay. Su questa cosa dovrebbe cadere il governo. Su questa cosa dovrebbero esserci rivolte nelle piazze. E invece niente. Perchè?

curiosità improvvisa

Improvvisamente stasera mi domando: ma quanto costerà un'inserzione occulta nel bel mezzo del tg1?
Nello specifico: il servizio-marchettone per H&M, con Madonna in posa, Madonna in sottofondo e un redazionale preso di pacca da una brochure pubblicitaria, quanti millanta euro mi porta alle casse del tg1?
E poi il tg1 che ci fa con quei soldi? Li investe in reportages di qualità? (Nel qual caso sarei quasi d'accordo). Ci fanno le feste aziendali? No, ma quasi quasi scrivo a Riotta.

lunedì, marzo 19, 2007

spalle rubate a

Ma cari giornalisti, io non ce l'ho con voi. E onestamente, a volte son curioso.
Mettiamo che vi arrivi uno stagista, per esempio. Non avendo di meglio, gli affibbiate un pezzo sull'internet, che fa sempre colore.

E lui che è giovane e intraprendente, in capo a qualche giorno vi porta un temino in bella prosa, dove brillano alcune perle:
Se voi cercate "rivoluzione" o "rossi poeta", Google non va a fare, per voi, una ricerca in Rete, va a consultare i suoi indici. Quindi voi sarete indirizzati non a quello che c’è realmente sulla Rete, ma solo a quello che "esiste" sugli indici di Google. Insomma, il paragone con gli indici dei libri proibiti della Chiesa è forse azzardato, ma non troppo. Alla fine, sempre di indici si tratta. E quelli di Google sono indici redatti dal "centro" e secondo i criteri scelti da Google.
Non solo. Si tratta anche di indici istituzionalmente artefatti (almeno per le cose commerciali). Se voi cercate "albergo ai caraibi" le prime risposte che Google vi manda sono quelle degli alberghi che hanno pagato di più a Google proprio per essere inseriti ai primi posti in quella lista, e così via.
Ora la domanda è: se uno stagista vi scrive una roba del genere, voi come reagite? Stracciate il pezzo e glielo fate mangiare? Lo pigliate a calci in culo dalla redazione al parcheggio? Lo appendete al pennone a mo' di esempio?

Oppure, semplicemente, gli spiegate che le ricerche vanno fatte seriamente, e lo invitate a riprovare con più impegno?

Si fa per dire, naturalmente. Nessuno stagista vi porterebbe un pezzo così. In effetti il pezzo è di Giuseppe Turani. Su Affari e Finanza di oggi (via Mante).

la vita coi suini

Avevo un'amica che lavorava nei suini. Viveva di fianco ai suini, lavorava coi suini dieci ore al giorno. Che sapesse un po' di ammoniaca, anche dopo infinite docce, era inevitabile. Ma non se ne accorgeva.

Il problema coi giornalisti d'oggi, in generale, è che ormai non si rendono nemmeno conto di quanto puzza la roba che rimestano. Tu provi a farglielo notare, ma sai com'è, la vita coi suini.

E non sto parlando di Sircana a trans. Faccio il primo esempio visto oggi: ho acceso la tv mentre la giornalista diceva: "al processo dei sequestratori di Tommaso, insultato l'imputato". E via, stacco al servizio sugli insulti all'imputato.

Allora, come posso dire, quando è merda è merda. Gli insulti a un imputato non sono una notizia. E' chiaro che abbiamo voglia di insultare il prossimo, è chiaro che ci servono i mostri apposta per insultarli; e che se non esistono, al limite ce ne inventiamo. Tutto questo è chiaro: ma non è giusto.

Dacci le notizie, non gli insulti. Gli assassini di bambini posso insultarli da solo, nel mio salotto, non ho bisogno di istruzioni o imbeccamenti.

domenica, marzo 18, 2007

deconstructing Vic

Tutti amano le serie, tutti parlano di serie, ma io negli ultimi anni ne avevo trovata una sola che mi piacesse veramente.

Era complessa (non come Lost: Lost non è veramente complessa, fa solo finta) recitata da Dio, violenta, pessimista, polifonica, problematica, e anche parecchio fascista in fondo, ma mi piaceva veramente. E l'altra sera me l'hanno fatta a pezzi.
Anatema.

(Via tvblog)

sabato, marzo 17, 2007

Un giornalista, un signore

Non ce l'abbiamo, ovvio, con Silvio Sircana vittima a sua volta, anzitutto di sé medesimo (è noto: la carne è debole, figuriamoci il pesce)

Vittorio Feltri - Libero di oggi

venerdì, marzo 16, 2007

scandali (anche dell'urbanistica)

Al termine di tutta la vicenda vallettopoli, una domanda s'impone al telespettatore:

Ma il tribunale di Potenza, quanto è brutto?

Uno non ci crede.

domenica, marzo 11, 2007

Addio al genio della Linea

E' trapassato l'artista dell'essenziale, l'estremista della sintesi. Cavandoli non era famoso quanto altri grandi disegnatori e fumettisti, ma i suoi cortometraggi (che piaccono anche a mia figlia, con moderazione) sono unici, inimitabili.

E' andato di la'. Spero che Qualcuno ne sapra' apprezzare l'ironia.

sabato, marzo 10, 2007

Alejandro Finisterre


Per quanto la routine, gli eventi, il lavoro, l'indolenza e tutto quello che vogliamo ci portino via dai nostri veri doveri, non era assolutamente possibile proprio non era possibile che questo piccolo blog si scordasse dell'inventore - uno tra i tanti almeno - del bigliardino. E poi anche del dirottamento aereo. E' vero che sono passati già 1 mese e 1 giorno dalla dipartita, ma più della sua morte ci interessa la sua vita.

venerdì, marzo 02, 2007

Venghino siori venghino


Come capita da un po' di anni a questa parte anche nel 2007 il vostro amato Cragno, nascondendosi dietro il fantasma di un'associazione che una volta fu tale, organizza per questo sabato e questa domenica una rassegna cinematografica con tutta la roba che diversamente non vedreste mai. E non è detto che sarebbe un male.

Questo è il posto, qui e qui il programma
Baci
c.

protesto! alcune delle mie migliori amiche erano calabresi

Da qualche parte in un ricco casale odoroso di zolfo, Oliviero Toscani ghigna e pensa alla prossima vittima cui suggere sangue.

giovedì, marzo 01, 2007

Il giro del mondo in 80 kilowatt

Marte ci fa 'na sega: qui c'è gente che sta organizzando il giro del mondo su aereo fotovoltaico entro il 2011.

(vi avevo mai segnalato Blogeko, uno dei più bei blog italiani in assoluto ? No ? Adesso l'ho fatto)

mercoledì, febbraio 28, 2007

Ma voi immaginatevi il dramma

di quei senatori alla loro prima legislatura che sono costretti a votare contro il governo ma in cuor loro devono sperare che ce la faccia altrimenti rischiano la pensione.

sabato, febbraio 24, 2007

La Tabella 3 esiste

Ci sono voluti un paio di mesi ma alla fine l'ho trovata. Dunque devo fare ammenda: non c'è questo buco nella finanziaria.
Il mio errore è stato fidarmi del sito web del governo, che ha clamorosamente dimenticato le Tabelle 1, 2 e 3 dalla relativa pagina Allegati e Tabelle. Per fortuna c'è il parlamento che invece ha webmaster più attenti (anche se più grezzi: scannerizzano fogli cartacei).
Perciò buone notizie per le vostre tasche: se volete rifarvi gli infissi e mettere i doppi vetri potete usufruire di grasse detrazioni Irpef, visto che nel frattempo, prima di cadere, il governo ha avuto il buon gusto di spiegarci come si fa.

(se non fosse che è superiore alle mie forze mi riprometterei un giorno di scrivere un post che illustri in modo leggero e divertente ai non addetti ai lavori il caos normativo che regna nel settore "risparmio energetico" ma purtroppo è superiore alle mie forze)

mercoledì, febbraio 21, 2007

Mangiagoverni

Il senatore Fernando Rossi, castigatore di Prodi, è il coordinatore nazionale di Officina Comunista. A Vicenza esponevano lo striscione che si può vedere qui sotto, terza foto.

lunedì, febbraio 12, 2007

cattiva stella


Se fossi sicuro di quel che segue, lo scriverei su un blog più serio di questo.
In ogni caso, tutti stiamo compiangendo Raciti, onesto servitore dello Stato vittima della neo-barbarie metropolitana, e nessuno si ricorda più che nell'autopsia si parlava di un livido a forma di stella.

Bene, qui c'è uno che mostra dei fumogeni in dotazione alla polizia, che hanno la punta a stella. Ma la foto ce l'ha solo lui, che io sappia, e non lo conosco; e per un limite mio pregiudiziale non riesco a fidarmi di uno che di nick fa "legionario".

lunedì, febbraio 05, 2007

Recensenti Leo (ansenti! anvedi! ancredi!)

Oltre a quelli gia' raccolti qui, eccone altri (OKKIO, QUESTO E' SPAM):

- Scrittomisto (Ottobre 2006): "100 pagine di feroce intelligenza";

- Pandemia (Novembre 2006): "lo ScrittoMisto piu' ghiotto dell'ultima mandata"

- Dimensioni Blog (Novembre 2006): "E' uno che starei ad ascoltare a lungo, anche se non ho voglia di conoscerlo personalmente. Sono anni che lo frequento, mi è famigliare e torno spesso a trovarlo, ma ho il timore che rovinerei qualcosa."

- Wile (Febbraio 2007): "e furono tutti Moggi e delusi".