lunedì, febbraio 07, 2011
Pietà per il prof di geografia
domenica, febbraio 06, 2011
Capirci un c.
2. D'altro canto Mubarak era il cane di guardia meridionale di Hamas, e quindi Bush appoggiava anche Mubarak.
3. Ma inviava anche qualche pacco di soldi ai movimenti democratici egiziani. Soldi ai gatti, soldi al cane, it's the american way of lobbying.
4. C'è crisi, Obama taglia i fondi ai democratici egiziani. A Mubarak, no.
5. Scoppia la rivoluzione. Mubarak non può neanche dire che l'hanno finanziata gli americani.
6. Christian Rocca riesce a dire che è tutto successo grazie a Bush. Che aveva ragione lui. A finanziare gatti che, finché erano finanziati da lui, non facevano la rivoluzione; e adesso la fanno.
7. E comunque molti gatti son musulmani e quindi a Rocca non piacciono.
8. Capirci un cazzo a volte è un'arte.
venerdì, febbraio 04, 2011
Prime Directive
"As the right of each sentient species to live in accordance with its normal cultural evolution is considered sacred, no Starfleet personnel may interfere with the normal and healthy development of alien life and culture. Such interference includes introducing superior knowledge, strength, or technology to a world whose society is incapable of handling such advantages wisely. Starfleet personnel may not violate this Prime Directive, even to save their lives and/or their ship, unless they are acting to right an earlier violation or an accidental contamination of said culture. This directive takes precedence over any and all other considerations, and carries with it the highest moral obligation." * (via disma)
martedì, febbraio 01, 2011
Gli operai e gli impiegati lasciano le macchine e le scrivanie, corrono in massa fuori dai cancelli al grido...
(giuro, sono testimone oculare, come ben sapete. Ma se non è in tv, non è vero. Quindi, fino alla puntata di sabato di Striscia, a Medolla non sta succedendo nulla)
giovedì, gennaio 27, 2011
Ferruccio stanco di lager
Cosa dire. Sì, è superficiale, più o meno tutte le ricorrenze lo sono, ma non è che si possa fare molto di più. Anche il Natale probabilmente all'inizio non era proprio il baraccone con Babbo Natale e i regali, però ai bambini è piaciuto così, funziona, meglio di niente. Complimenti, avete scoperto che istituzionalizzare il ricordo comporta il rischio di banalizzarlo. Quindi? Avete proposte? No, si fa per dire, non mi aspetto soluzioni interessanti da De Bortoli e compagnia. In generale la loro stanchezza degli uomini anziani non mi sorprende. Credo che non c'entri molto con la giornata della memoria, che è una cosa che si fa per i ragazzi.
E i ragazzi non si annoiano. Per loro non si tratta del ricordo di un ricordo di un ricordo, ma di una cosa nuova, che ieri non conoscevi e oggi scopri. E' anche il motivo per cui mi piace stare lì, dove ogni giorno è il primo giorno in cui ti parlano di qualcosa, e tutta la noia degli adulti è molto ma molto in là da venire. Certo, con gli anni un po' di nausea viene, ma alla fine è tu sai sempre che ci sarà sempre una classe nuova a cui mostrare Schindler's list, e il bambino che si tuffa nelle latrine sarà sempre un calcio nello stomaco.
Sembra diverso, quando capita a te
A me è capitato oggi, qualche ora fa, e sta continuando a capitare. Io lavoro lì. Lì sono consulente, il pane lo prendo da un altro, ma insomma, sono parte dell'indotto, come il barista lì di fianco che ci fa il caffè al mattino, né più né meno. A tutti gli operai, gli impiagati e alla cittadina va la mia solidarietà. Spero anche la vostra.
mercoledì, gennaio 26, 2011
Resistere domani a Soliera
lunedì, gennaio 24, 2011
La plebe è sgomenta
Via asphalto ho trovato un generatore di arazzi di Bayeux, e adesso Piste rischia seriamente la deriva mediovaleggiante.
Yousilvio!
Non so neanche più dove l'ho presa, gira dappertutto.
(Se siete l'autore, palesatevi nei commenti e vi sarà tributato l'onore che meritate).
sabato, gennaio 22, 2011
Mario Borghezio: quello che wikipedia il Corriere non dicono/2

La Stampa, 22.02.1979In carcere per bancarotta un assessore di Cuorgnè, Giovanni Jaria, e due avvocati
La Stampa, 23.02.1979
Dietro i raggiri della falsa cooperativa l'ombra del delitto di Vauda Canavese?
La Stampa, 03.05.1980
La cooperativa-truffa a Borgaro Rinviate a giudizio 11 persone
La Stampa, 18.12.1993
«On. Borghezio, lasci l'Antimafia»
La Stampa, 22.02.1979
In carcere per bancarotta un assessore di Cuorgnè, Giovanni Jaria, e due avvocati
(…) Esaminando i libri contabili della fallita cooperativa «Aurora» sarebbe emerso che un «buco» di 90 milioni avrebbe avuto la copertura fasulla di fatture emesse dallo Jaria, o meglio dall'impresa «Ice» di cui Jaria era amministratore. Perché? L' Ammassari, factotum della «Aurora», con quelle fatture fittizie avrebbe dimostrato ai soci che la contabilità societaria era perfetta e che i lavori sarebbero cominciati presto. Tanto è vero che sarebbe riuscito grazie a quelle «credenziali» a far versare altre somme ai soci, soldi finiti poi non si sa bene dove. L'«operazione fatture» sarebbe un'iniziativa dell'Ammassari, conclusa con l'aiuto degli avvocati Borghezio e Frullano che gli avrebbero presentato Giovanni Jaria.
CNEL – Osservatorio socio-economico sulla criminalita, L’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia di alcune regioni del Nord Italia, 23 febbraio 2010
(…) Si può cominciare da Cuorgnè, in provincia di Ivrea,che è un esempio di come sia stato possibile realizzare un determinato inserimento in quelle realtà. Protagonista della vicenda fu Giovanni Iaria che protestò sempre la sua innocenza di fronte alle accuse dei magistrati che in tempi diversi s’occuparono di lui. Era amico di Mario Mesiani Mazzacuva, capobastone di Bova che aveva interessi economici nel canavese e in Val d’Aosta, e di un altro mafioso di spicco della ‘ndrangheta di quegli anni originario di Marina di Gioiosa Jonica e operante a Torino, Francesco Mazzaferro. Quando verrà battezzata la figlia di costui, Iaria era presente, anche se dirà di aver partecipato a quel battesimo per l’amicizia che lo legava al cantante Mino Reitano ingaggiato per allietare la festa. Iaria era un imprenditore edile. Sui suoi cantieri, a quanto pare, lavoravano “pregiudicati calabresi” che avevano ottenuto il beneficio della semilibertà “grazie a richieste nominative di imprese legate a Iaria”. Insieme ad un altro socio aveva il controllo della manodopera locale di origine calabrese e con essa riusciva ad inserirsi in vari lavori. E’ significativo il fatto che un grosso imprenditore di Cuorgnè “quando aveva bisogno di manodopera si rivolgeva allo Iaria” e questi, d’altra parte, “era in grado di praticare prezzi enormemente vantaggiosi rispetto a quelli che potevano praticare altre ditte esecutrici dei lavori”. Il che può spiegarsi solo con il fatto che Iaria “disponeva di manodopera meno costosa e, cioè, sottopagata o in ‘nero’”. Giovanni Iaria cominciò a tessere relazioni con vari ambienti. Non sorprende allora trovarlo in rapporto “con quei personaggi che rappresentavano le istituzioni la cui frequentazione è in grado di conferire prestigio ed immagine e, al tempo stesso, aggiungere potere”. Il rapporto con il procuratore della Repubblica di Ivrea costò caro al magistrato che si dimise dall’ordine giudiziario. Né può sorprendere il fatto che lo stesso Iaria si sia dato attivamente a fare politica: “Già nel 1975 era in grado di controllare una buona fetta dei voti degli immigrati”, 500 a suo dire. Con quei voti fu eletto consigliere comunale di Cuorgnè e divenne subito assessore. (…)
Qui la prima puntata dell'inchiesta Borghezio
giovedì, gennaio 20, 2011
Mario Borghezio: quello che wikipedia e il Corriere non dicono
Corriere della Sera, 8/9/1996Borghezio, via dal Nord le statue di Garibaldi
"L' 11 luglio 1976 ad esempio (come ricordo' un paio di anni fa l' "Avvenire") fu bloccato con un amico a Pont Saint Luis, vicino a Ventimiglia, con una cartolina indirizzata "al bastardo Luciano Violante", allora uomo di punta nelle inchieste contro i neri. Il testo del messaggio, accompagnato da un paio di svastiche, da un "Viva Hitler" e dalla firma da "Ordine Nuovo", era il seguente: "1, 10, 100, 1000 Occorsio". Il giudice ucciso due giorni prima. Il camerata leghista non ne parla volentieri. Ammette solo che faceva parte di "Jeune Europe". Non era una specie di gioventu' post hitleriana? "No, eravamo europeisti, guardavamo a Evola. "
Ex amministratore della "Venchi,, è accusato di ammanchi colossali
Update e commento:
La Stampa, 28/07/1976
Commento:
La smentita dall'essere simpatizzante neofascista si commenta da sola (a meno che non si intendesse dire che le simpatie sono in realtà neonaziste, la divisa infatti non viene smentita). Tutto il percorso politico di Borghezio è, da questo punto di vista, di coerenza assoluta. Non risulta da nessuna altra parte che Mario Borghezio sia stato iscritto alla Democrazia Cristiana. Potrebbe essere una rivelazione se la confermasse egli stesso. D'altronde occorre anche tenere presente che, condannato in via definitiva nel 2005 per l'incendio a un pagliericcio nel quale dormiva un immigrato, avvenuto nel corso di una "ronda antidroga", si difende dicendo che l'incendio fu causato per sbaglio da un altro militante. Anche su questo gli inquirenti hanno un'altra versione. La vicenda dei documenti falsi sarebbe interessante da approfondire. Chissà che l'apertura di qualche altro archivio online non lo consenta, un giorno.
Qui la seconda puntata dell'inchiesta Borghezio
mercoledì, gennaio 19, 2011
Ancora su Lega e Vallanzasca
Cosa ci diranno in proposito gli archivi storici dei giornali?
Il nome di Renato Vallanzasca compare per la prima volta sulla Stampa il 19 luglio 1969. Tenta uno scippo ai danni del cliente di una banca ma viene inseguito e affrontato dallo stesso e da alcuni passanti. Gli viene ripreso il maltolto. Lui allora spara, manca il bersaglio, scappa, viene arrestato dalla polizia mentre cerca di nascondersi sul pianerottolo di un edificio. Ha 19 anni e il giornale dichiara che è incensurato. Non è del tutto vero, perché è noto che il primo incontro con la polizia lo ha avuto a 8 anni ma probabilmente è il primo arresto da maggiorenne. Delitto e castigo insomma. (19/7/1969 “Rapinatore spara ma viene catturato”, articolo di g.m.)
La Lega Autonomista Lombarda invece spunta a metà degli anni ‘80 (14 aprile 1984 sulla Stampa “La prima lista per l’Europa” e 16 giugno 1984 su Repubblica). E’ monotematica e il monotema è la grande congiura dei meridionali ai danni dei nordisti. Inoltre tutti la vedono come una copia della Liga Veneta, che ha già ottenuto qualche piccolo successo elettorale.
Folcloristico il suo leader, tal Umberto Bossi. La prima volta su Repubblica (se si escludono gli elenchi dei candidati), il 2 luglio 1985, fa un comizio davanti a una ventina di persone in un alberghetto milanese (“Da Milano la Lega Lombarda punta al parlamento di Roma”, articolo di Guido Passalacqua). La terza - 27 giugno 1987 - fa già a cazzotti per una questione di soldi e poltrone (“La Lega Lombarda festeggia il voto ma la riunione finisce in pugilato”, articolo di Antonio del Giudice).
lunedì, gennaio 17, 2011
E domani un musulmano mi dirà che prosciutto boicottare
Lega contro il film Vallanzasca "Non andate a vederlo"
Quelli che alla fine non si è presentato nessuno, un epico flop? Tutti a vedere Avatar con il marine che passa dalla parte degli extracomunitari?
domenica, gennaio 16, 2011
Blogger usate l'archivio storico della Stampa
“Agenti ed esperti federali stanno cercando di rintracciare un geniale «pirata elettronico» che da diversi giorni è riuscito ad immettersi in decine di computer di una vasta rete nazionale di comunicazioni, la «Internet» (…)”
E’ il 20 marzo 1990 ed è la prima volta che la parola internet compare sul quotidiano La Stampa. Repubblica lo aveva anticipato di pochi mesi, il 24 gennaio dello stesso anno.
Gli archivi storici dei giornali sono una miniera ancora non sfruttata a dovere dai blogger : quello di Repubblica arriva al 1984 ma quanti lo usano? Quello della Stampa (http://www3.lastampa.it/archivio-storico ) è una bomba: è online dal 29 ottobre scorso e arriva al 1867 presentando ogni singola pagina scansionata. Mitico.
Si apprendono cose meravigliose. Esempio: la prima volta che viene citato Silvio Berlusconi siamo nel 1974, lui ha 38 anni ed è già miliardario. Cosa fa? Organizza feste ad Arcore. Non ci credete? Cercate (8/12/1974 “Un principe fugge dall'auto dei rapitori che urta per la nebbia uno spartitraffico” articolo di Gino Mazzoldi)
Tre anni dopo diventa Cavaliere (2° articolo). Al 4° articolo ci si comincia a chiedere chi sarà questo Alberto Dell’Utri, fratello di Marcello, e chi rappresenti (4/2/1978 “Sorpresa e interrogativi per la Venchi Unica 2000”, articolo di Adriano Provera). Ma è al 5° che il nostro dichiara per la prima volta le sue vere intenzioni: salvarci dai comunisti costruendo case « Fossi giovane e non avessi la possibilità di avere una casa » dichiara, «anch'io forse avrei delle tentazioni rivoluzionarie, diventerei un ribelle.» (7/2/1978 “Città complete chiavi in mano”, marchetta di Pier Mario Fasanotti).
Al 6° articolo si scopre che tra queste nuove emittenti private C'è poi «Tele Milano» che ha sede a «Milano Due», uno dei quartieri residenziali più «chic» della città. E' diretta da Gabriele Ceccato e ne è direttore artistico Mike Bongiorno. Si dice sia finanziata dall'impresario edile Berlusconi. (20/08/1978 “Editori, politici, finanzieri nel businness chiamato tv” articolo di Gino Mazzoldi). All’8° articolo il noto direttore artistico di TeleMilano lascerà basita la cronista dichiarando «Adesso questa è la mia attività principale». E’ il 5 ottobre 1978 (“Mike scende in campo con una maxi-tv privata” articolo di Adele Gallotti).
E chi non ha la possibilità di avere una casa? La prima volta che compare il termine Brigate Rosse sulla Stampa è il 26 gennaio 1971. Qualcuno ha lanciato bottiglie molotov contro alcuni autocarri sulla pista prove della Pirelli di Lainate, lasciando un foglietto di rivendicazione vicino all’ingresso. Due mesi dopo (!) La polizia sta vagliando la posizione di un pittore, Enrico C. e sta ricercando un'altra persona, Renato C. di 30 anni , che potrebbero essere i capi delle fantomatiche « Brigate Rosse » che il questore ha definito « ne di destra, ne di centro, ne comunisti » Fino a stasera nessun mandato dì cattura è stato pero spiccato. I funzionari della squadra politica hanno interrogato a lungo Margherita C., amica di Renato C. (25/3/1971 “Indagini a Milano sulle Brigate rosse”, articolo di g.m.)
sabato, gennaio 15, 2011
Io avrei votato sì
venerdì, gennaio 14, 2011
Quel dito lì
E' che è facile fraternizzare col volgare: vedi un gestaccio e pensi subito che è roba popolare, roba tua, della tua classe, dei tuoi colleghi, andiamo a manifestarci assieme. E così gli dai le spalle. Dai le spalle a un enorme dito alzato, che parte dalla Borsa di Milano.
giovedì, gennaio 13, 2011
Quattro metri e mezzo
mercoledì, gennaio 12, 2011
Gioco, Partita, Incontro, Torneo, Grand Slam, Chiudete l'Internet.
Quando meno te lo aspetti
E nessuno ne parla. Neanche Il Giornale, La Padania, Libero. Neanche un editoriale infuocato. Almeno io non ne ho visti sulle prime pagine. Qualcuno, spingendosi coraggiosamente nelle pagine interne, ne ha notati? Ma dove sono? Cosa fanno mentre gli euroburocrati minacciano l'italica genìa?
Vabbè, se qualcuno vuole giocarsi il meraviglioso effetto Babbo Natale qui trova un lungo e dovizioso commento tecnico che spiega come e perchè si è arrivati alla circolare Manganelli del 17/12/2010.
martedì, gennaio 11, 2011
Con quell'accento puccettoso
domenica, gennaio 09, 2011
500 years, that's all we've got.
Bowie poi ogni tanto durante gli Ottanta faceva dei dischi, dischi che lui stesso ha varie volte stroncato (in realtà bisognerebbe contestualizzare, non era tutta merda, e poi non mi pare che successivamente abbia fatto molto meglio, ma comunque) ma ciò era abbastanza irrilevante rispetto al fatto che ci fosse la sua faccia pittata in qualche modo su Rockstar. Cioè, Bowie era da copertina da prescindere, e una rivista musicale con Bowie sopra era figa a prescindere, pensate.
Com'eravamo stupidi.
E ingenui.
Meno male che siamo cresciuti.
giovedì, gennaio 06, 2011
A giudicare dalla qualità dei sorci che abbandonano la nave
lunedì, gennaio 03, 2011
I tuoi nemici hanno le cimici, tu dici
Il problema è che il leghismo è un movimento di base, deve avere nemici raffinati e radicalscicchi che sorbiscono infusi mentre discettano di questione borbonica. Se salta fuori che i nemici sono pezzenti come loro, nasce un problema. E dunque ben vengano le cimici in casa: chi ti mette le cimici in casa è senz'altro un potere forte, che probabilmente manovra gli sfigati lanciatori di petardi, tutta una congiura radical-massone contro i leghisti.
Una bella idea, tanto più che non serve nemmeno mostrare questa famosa cimice: una volta sì, certe cose davanti ai giornali andavano esibite, ma ormai il livello si è molto abbassato, nessuno sta più a chiederti le prove delle cazzate che dici.
L'unico appunto che si può fare a Bossi è che l'idea della cimice non è molto originale: oltre al famoso precedente berlusconiano, lo stesso Bossi la raccontò più o meno identica nel '93, come nota Ceccarelli.
Ora ci sono due possibilità - ovvero no, ce n'è anche una terza, cioè che Bossi stia dicendo la verità oggi come nel '93 - seh, vabbè. Veniamo alle due possibilità serie:
1) Bossi ha poca fantasia, non sa più cosa inventarsi, già la sparata estiva dei ministeri delocalizzati al nord deve avere esaurito la creatività sua e di una dozzina di collaboratori col papillon verde.
2) E' un disco rotto. Ripete le stesse cose. Magari è convinto di essere ancora nel '93, o perlomeno nei dintorni.
La cosa fantastica è che mettendo insieme le dichiarazioni che ha fatto da giugno fin qui, si ottiene il ritratto di una persona che nel migliore dei casi è in preda a un dissidio amletico (elezioni sì, elezioni per adesso no, elezioni magari invece sì, elezioni per ora no, elezioni subito assolutamente, elezioni no perché è arrivato il federalismo, elezioni sì perché altrimenti non si fa il federalismo, elezioni no aspettiamo il federalismo); nel peggiore dei casi è in stato confusionale. Ma non ci si pone il problema. Anzi, l'idea generale che filtra dai giornali è quella di un leader cazzuto che persegue la sua strategia, ricatta Berlusconi, minaccia Napolitano, e questo e quello. Il leghismo è questo: la compattezza intorno a un leader che da mesi non sa esattamente che cazzo fare, e guai a chi lo dice.
giovedì, dicembre 30, 2010
Sempre di Battisti, mai di Cacciola
Come sarebbe a dire chi è Cacciola. E' un criminale, un truffatore, un reo confesso, che i brasiliani volevano e noi italiani non abbiamo mai estradato. Di lui si sa così poco qui da noi. L'unica pagina wiki è in portoghese.
I brasiliani se ne ricordano meglio (la storia la conoscono persino le ballerine). Magari, ascoltando più ballerine e meno editorialisti italiani, potremmo farci un'idea sul perché Lula e in generale i brasiliani non siano così lesti a concedere l'estradizione a un tizio che è stato processato in modo discutibile, in una nazione discutibile.
lunedì, dicembre 27, 2010
A non portarsi il laptop
Il tempo di accendere e scopro che l'ha già messa giù Gilioli. Così imparo.
domenica, dicembre 26, 2010
Looping the loop
20 Se sei nomade Allora non hai diritto a una casa.
30 goto 10
Run
sabato, dicembre 25, 2010
Non me ne libererò mai
martedì, dicembre 21, 2010
domenica, dicembre 19, 2010
Gli unici svegli in un mondo che dorme.
sabato, dicembre 18, 2010
Brigata Franceschini
Quando leggi di corsa Repubblica e scopri che per Franceschini, in questa fase critica "bisogna fare come i partigiani", strabuzzi gli occhi e per un attimo, un attimo solo, pensi a qualche vecchio democristiano che tira fuori le armi nascoste da Gorrieri e risale verso Montefiorino. W la resistenza W la libertà!
Poi clicchi, e scopri che per Franceschini "fare come i partigiani" significa costringerci a votare per candidati finiani e UDC. Ora e sempre repellenza.
venerdì, dicembre 17, 2010
giovedì, dicembre 16, 2010
Being Lino Banfi
A un anno di distanza, i casi sono due: o la regola non funziona, o il mio prestigio è aumentato vertiginosamente. Insomma, è vero: scrivere sul sito di un quotidiano è diverso da scrivere su un blog. Ma la differenza più grande la fanno i commentatori. Faccio un piccolo esempio. Lunedì avevo scritto un pezzo su Amare Berlusconi. Tanto ormai lo so che molti non commentano il pezzo, ma il titolo: leggono Amare Berlusconi e si precipitano a scrivere Vergogna Cancellate Questo Articolo.
Quello che non mi aspettavo è che nello stesso giorno il cartaceo ospitasse un articolo di Lino Banfi sullo stesso tema: amare Berlusconi. Così sull'homepage il mio pezzo e il suo si sono trovati affiancati, piuttosto in alto, e devo dire che per me trovarmi di fianco a Lino Banfi è un onore. Però.
Però il suo pezzo non è leggibile on line e commentabile, quindi cosa succede? Che la gente risponde a Lino Banfi sui commenti miei. E francamente non saprei nemmeno dire se lo fa per frustrazione o proprio perché è convinta che il pezzo mio lo ha scritto Lino Banfi.
Allora, io lo sapevo che scrivere per altri è più difficile che scrivere per me. Immaginavo che avrei creato casini. Sapevo che sarebbe stato complicato. Una cosa che però davvero non potevo immaginarmi era di ritrovarmi incarnato in Lino Banfi.
martedì, dicembre 14, 2010
These boots are made for walking, and that's just what they'll do
Ancora tu?
Un giorno importante nella vita d'un omino
Me lo immagino, oggi, in queste ore, l'omino che con questo governo s'è preso l'impegno, me lo immagino trafelato e trepidante, che guarda tutte le operazioni di voto con un po' d'ansia, perché da domani, dai prossimi giorni, dalle prossime ore, il suo impegno e il suo futuro son lì che dipendono da come se la caverà questo governo, se cadrà, se rimarrà in piedi.
E noi siam tutti qui a commentare la sfiducia, tutti appesi al televisore, alla radio, all'internet per vedere come andrà a finire, ma consapevoli, nel profondo, che domani, che questo governo cada o che rimanga in piedi, sarà un giorno come gli altri, come oggi e come ieri. E invece dobbiam pensare a questo omino che con questo governo s'era preso l'impegno, dobbiam pensare alla sua ansia, alla sua preoccupazione, se nelle prossime ore, nei prossimi giorni dovrà continuare col suo lavoro meticoloso o se dovrà lasciare il posto a un altro.
E gli dispiacerà smettere, penso, dopo che tutti i giorni, da quando è iniziato questo governo, visto che s'era preso l'impegno, quell'omino lì apriva la pagina di Wikipedia con l'elenco dei governi in ordine di durata e aggiornava le tabelle. E un po' dispiace anche a me.
venerdì, dicembre 10, 2010
E tu sei un pianeta del cazzzoooooh! TI ODIOOOOOOOH!
E dopo qualche secondo di totale sbigottimento (fantascienza? Muccino? Keanu Reeves? Muccino? Tarkovsky? Muccino?), uno comincia a pensarci, a cosa avrebbe potuto farci Muccino con Solaris.
Dunque: Keanu Reeves arriva su un'astronave e aspetta di trovarci un equipaggio di quarantenni borghesi italiani forzati alla convivenza che si urlano in faccia il loro passato.
Invece è tutto silenzio, alcuni sono morti suicidi, i superstiti stanno chiusi nelle loro cellette e hanno paura a comunicare. Vabbè, pensa Keanu, devono essersi presi a bottigliate in testa un po' più del necessario. Ma dopo un po' comincia ad avere strane visioni. Si ritrova nella sua cella una donna-fantasma del suo passato che comincia a rimproverargli cose tipo Quando stavamo insieme all'accademia spaziale non sollevavi mai QUELLA CAZZO DI TAVOLETTA DEL CESSO PRESSURIZZATO E QUANDO APRIVO LA MERDA GALLEGGIAVA DAPPERTUTTTO TI ODIOOOOOOOOOOH! TI ODIOOOOOOOOOH! Poi si baciano e poi si prendono a bottigliate.
E Tarkovsky scompare. Di lui resterà solo una noticina nelle enciclopedie, diresse un film poi magistralmente rifatto dal grande Muccino.
mercoledì, dicembre 08, 2010
When I was a boy everything was right
lunedì, dicembre 06, 2010
quanti voti vale Tareq
Se invece vi chiedete, nel 2010, dopo aver fattivamente collaborato al massacro di un bel po' di civili iracheni, cosa ce ne dovrebbe fregare della singola vita di uno solo (Tareq Aziz), che tra l'altro è criminale di guerra, ebbene: sarà una coincidenza, ma per un qualche motivo egli interessa a Pannella.
E fare un piacere a Pannella potrebbe essere diventato, nelle ultime settimane, la nostra priorità in politica estera.
domenica, dicembre 05, 2010
E in effetti, ci aveva ragione l'Etiope!
Devo dire però che il soggetto è incredibile.
Oggi si è svegliato, ha dato un'occhiata a tre cartine, e si è reso conto di una cosa che la civiltà cattocomunista-massone-noncipiaccionoletettonenude ci ha sempre tenuto nascosto, e cioè: l'Italia è lunga e stretta , e le connessioni nord-sud sono poche. Quindi una secessione si può fare, e non servono neanche i dieci milioni di fucili bossiani (con quello che sono costati, accidenti), se ho ben capito basta distrarre la digos con un corteo a Roma e intanto due brigate di highlander vanno a trinciare i tralicci tra Rimini e Ancona, et voilà, l'Italia del centrosud rimane bloccata.
E tutti nei commenti gli dicono bravo. Perché è un po' questo il fenomeno, vedete. Riuscire a selezionare i propri lettori finché rimangono solo quelli che comunque ti dicono: bravo. Cioè: neanche uno che guardando la stessa cartina gli dica: Ma scusa, e tutte le centrali elettriche che stanno a centrosud? Non è che niente niente rischi invece di causare qualche temporaneo blackout a Firenze? No, macchè.
Al massimo, quelli maggiormente dotati di senso critico gli chiedono: ma se davvero è possibile 'sta figata, che abbattendo due tralicci tu spegni il centrosud, ma perché non gli è venuto in mente negli anni Settanta?
Eh, come dire:









