domenica, marzo 30, 2014

Cronaca minore della Comune di Parigi/3

COSE DI FRANCIA. I giornali di Parigi ci recano i più strazianti dettagli interno all'insurrezione. Tutta la città è militarmente occupata dai battaglioni aderenti al Comitato centrale; dovunque si eressero barricate ; sulle principali piazze si collocarono cannoni ' per minacciare il popolo ; tutti gli stabilimenti pubblici furono occupati dagli insorti ; a Montmartre un certo Ganier , che si intitola generale di brigata, comanda la piazza del 18° circondario; il generale Cremer fu incaricato dal Comitato centrale del comando, dei forti della riva sinistra. Ma queste misure militari non inquieterebbero gran fatto la popolazione , sapendo che desse sono prese per ora contro un nemico immaginario, se la libertà individuale dei cittadini non fosse continuamente minacciata da prepotenze inaudite ed arresti arbitrari. Una parola detta contro il comitato, un sospetto di un milite, il grido d'un monello bastano per far arrestare i cittadini più pacifici. (…)

DISPACCI ELETTRICI PRIVATI  (Agenzia Stefani) - Parigi, 24 marzo, (sera). Un proclama del Comitato annunzia che Garibaldi venne acclamato quale generale in capo. Un altro proclama annunzia che il Comitato ricevette ieri ed  oggi i delegati di Lione, Bordeaux, Marsiglia e Rouen; dice che vennero a conoscere l'indole della nostra rivoluzione e ripartirono prontamente onde dare il segnale di un movimento analogo che è preparato dappertutto.
Marsiglia 24 marzo (sera). Fu proclamata la Comune. Dicesi che il prefetto, il generale ed il sindaco siano prigionieri. Il movimento operossi senza disordine e senza spargimento di sangue. Il proclama dell'amministrazione dipartimentale provvisoria è moderato e produsse buon effetto. La città è stupefatta, ma tranquilla. Gli affari continuano. Il club repubblicano e la Guardia nazionale resero grandi servizi.
Lione, 25 marzo. I capi della sedizione sgombrarono l'Hotel de Ville. Una frazione della guardia nazionale che erasi loro unita venne a porsi sotto gli ordini del prefetto.

Gazzetta Piemontese 26/03/1871


Ci scrivono da Firenze 25 marzo (sera):
(…)
Le cose di Francia vanno alla peggio. L'anima del movimento di Parigi è l’Internazionale, società della repubblica universale. F

COSE DI FRANCIA. L'assoluta mancanza di fondi in cui trovansi i rivoluzionari socialisti dell' Hótel-de-Ville potrà forse determinare quei fanatici a venire a patti col partito dell'ordine, che, secondo i telegrammi d'ieri, ingrossa ad ogni istante, e si fa sempreppiù imponente? E questa mancanza di fondi si mostra evidente dagli sforzi continui operati dagl'insorti per impadronirsi delle casse pubbliche, la maggior parte delle quali dopo d'essere state forzate si ritrovarono affatto vuote. L'opinione pubblica, dice la France, si è risvegliata in Parigi, e reagisce contro l'oppressione del Comitato insurrezionale. Nella giornata del 23 per ben due volte, alle 2 cioè, ed alle 6 pomeridiane, una folla considerevole di cittadini percorse i boulevards fino alla Madelaine acclamando l'Assemblea Nazionale e gridando: « Viva il Governo! Abbasso i Comitati! Abbasso gli assassini! » Dovunque,- sul suo passaggio, la popolazione applaudiva a quella imponente dimostrazione composta d'ogni ceto di cittadini. A Belleville ed a Montmartre, un grande numero di operai rientrarono nelle loro officine, dalle quali la maggior parte d'essi erano stati distolti, senza saperne il perchè. I principali autori de' misfatti commessi in questi luttuosi giorni, non appartengono punto alla popolazione di Parigi; essendosi; per quanto affermano i giornali locali, gettata su Parigi un'accozzaglia di malviventi che con i loro atti nefandi calunniano il popolo. Le municipalità del 3° ed 11° circondario strinsero un accordo cogli ufficiali dei rispettivi battaglioni, a norma del quale la guardia nazionale di quei quartieri si consacrerà esclusivamente a mantenervi l'ordine ed a difendersi contro qualunque aggressione. E così pure si dispongono ad agire le altre corporazioni municipali che non dividono certo le idee esaltate dei socialisti dell'Hotel-de-Ville. Disgraziatamente il Comitato continua'a mantenere la sua attitudine minacciosa, e va moltiplicando i suoi preparativi guerreschi, mostrandosi deciso di spingere le cose all'estremo. Davanti a questa ostinazione senza nome e senza pretesto, il Débats stampa queste gravi parole : « Tutte le guardie nazionali, tutti i cittadini di Parigi si persuadano che oramai dessi non possono più esitare, perché davanti al persistente trionfo di questa odiosa rivolta essi sacrificano le loro famiglie, i loro beni, il loro onore ed il paese. Bisogna dunque che ogni cittadino onesto e patriota si senta convinto di non poter più contare che sopra se stesso, e che il proprio dovere lo costringe a difendersi energicamente. Noi non sapremmo dubitare del trionfo del dritto e della legalità se resteremo uniti e fermi intorno al vessillo dell'assemblea nazionale, che è il vessillo della nazione sovrana. » — Fra le vittime della giornata del 22, si trovano: Hottinguer , banchiere ; Girami, agente di cambio ; Bande, ingegnere; i signori Tiby, Hanna (americano), Lemaire e Bellenger. Fra i feriti si contano: Henri de Pène, redattore del Paris Journal, Gaston Jollivet, redattore del Gaulois, e il libraio Baudry.

LIONE E MARSIGLIA. Le notizie di Lione, che vanno al 25, sono buone. Il Comitato aveva passato due notti all'Hotel de Ville. (…) La rivoluzione (quantunque in miniatura) aveva lasciato le sue traccio ed il suo odore. La sala di Enrico IV, ove sedeva la Comune, fu trovata in uno stato di stomachevole sporcizia. Là si deliberava, là si mangiava e là i membri del Comitato, indisposti probabilmente per le emozioni, o dal troppo vino e salame, si alleggerivano il corpo in ogni modo. Tutto attorno alle stupente pareti di tratto in tratto si vedevano le tracce di deiezioni diverse. I sedicenti delegati del popolo di Lione appoggiavano il capo al muro ed a torno di ruolo facevano quanto è bello il tacere. Altrove le deiezioni sono d'altra natura!!! del resto numerosissime tutte; ogni cosa si faceva in comune da questi riformatori comunisti. Essi possono dunque vantarsi di lasciare ampia traccia del loro regno di 48 ore. (…)

Gazzetta Piemontese 27/03/1871


IL COMITATO INSURREZIONALE DI PARIGI. Alcuni nomi che figurano in questo oramai troppo famoso Comitato centrale, getterebbero una luce molto equivoca sulla sincerità repubblicana degli insorgenti di Montmartre. Un corrispondente parigino della Nuova stampa libera di Vienna scrive in proposito , che il membro del Comitato Centrale, Fleury, si presentò alle ultime elezioni quale candidato bonapartista, che il membro Poulizac godeva la protezione del segretario intimo di Napoleone, sig. De Mocquard, e che l'altro membro del Comitato, cittadino de Bouisson, era a sui tempo un fanatico legittimista che prese parte alla difesa di Gaeta, allorché l'ex-re Francesco ed il generale Bosco tentavano invano di mantenersi contro le armi italiane. Anche il cittadino Ladowski, altro membro, passerebbe generalmente per un agente napoleonico. Se il corrispondente del foglio viennese dice il vero, povera Repubblica! Del resto, i tre più celebri membri di quel Comitato, perchè più noti degli altri venti affatto ignoti, sono i cittadini Assy, Lullier e Blanchet. Il primo è l'agente stipendiato dell'Alleanza Repubblicana Universale che nel 1870 promosse gli scioperi al Creuzot. Il secondo è un ex ufficiale di marina che fu cassato dai ruoli, come testé veniva scacciato dallo stesso Comitato centrale. Il terzo poi è un parrucchiere di Bruxelles.

DISPACCI ELETTRICI PRIVATI  (Agenzia Stefani) - Bordeaux, 29 marzo. Si ha da Parigi, 28: L'installazione dei delegati eletti alla Comune fecesi con grande pompa all'Hotel de Ville. Annunziasi che le sedute dei membri della Comune non saranno pubbliche e non pubblicherassi alcun resoconto: si terrà soltanto un processo verbale quotidiano. Il colonnello Schoelche diede la dimissione dà comandante dell'artiglieria della guardia nazionale. I giornali moderati, diretti a Versailles, sono sequestrati.

Gazzetta Piemontese 30/03/1871

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