domenica, febbraio 27, 2011

Chi costringe chi a far cosa

Cari cattolici riformisti, liberali, o chiunque voi siate: io vorrei che fosse chiaro che, contrariamente a quanto sostiene Berlusconi, nessuno in Italia vi costringe a far studiare i vostri figli in una scuola pubblica. Voi potete, e da sempre, iscrivere vostro figlio a qualsiasi scuola vi pare e piace. E a me sta bene.

Purché ve la paghiate.

Perché in questo momento le cose stanno in questo modo: io, in quando contribuente, sono costretto a pagare, oltre per il servizio pubblico (come è giusto che sia), anche per i vostri buoni scuola. Ed ecco, questa idea che voi siate liberi di fare quello che volete, ma a spese mie, è la cosa che sopporto di meno in assoluto.

Sarà una coincidenza che l'unica volta in cui compare, nella nostra Carta Costituzionale, questa brusca espressione, "senza oneri per lo Stato", sia proprio in quel famoso art. 33? "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Possiamo pagare per molte cose, ma per la scuola dei vostri figli, grazie, no. Fatevene una migliore coi soldi vostri, se siete così bravi.

Nudo, vogliamo Don Giussani nudo!

Reazioni:

58 commenti:

  1. Leggo da anni ma non commento (quasi) mai.
    Stavolta però vorrei che sia messo agli atti della Storia (o almeno della cache di google) che questa cosa la trovo insopportabile anche io. Molto, ma molto di più dei festini del primo ministro.

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  2. Va anche precisato che il principio dei buoni scuola è proprio sbagliato: infatti, se la scuola privata condividesse edifici e servizi con quella pubblica allora bene o male i costi non aumenterebbero. Così come sono le cose, invece, si hanno fondi che calano per la scuola pubblica.
    Più in generale ci sono alcuni servizi ai quali lo stato non può derogare in nome della qualità che dovrebbero avere: la scuola, l'acqua, gli ospedali, le strade... Ma è parlare al vento. Decide a proprio vantaggio chi non capisce.

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  3. Io non inculco. Io leggo, ripeto, spiego. Io incoraggio, consolo, soffio nasi. Io studio, mi preparo, mi pongo mille domande sui voti. Io insito, rispiego. Io mi organizzo con le colleghe per poter fare un’uscita con gli alunni. Io gestisco i rapporti con 40 genitori alla volta, con il Dirigente, col le colleghe. Io valuto, correggo, compilo documenti per ore. Io mi metto in discussione, chiedendomi se una prova sia troppo facile o troppo difficile. Io mi aggiorno, faccio ore in più senza percepire nulla.

    Inculcare è un verbo che non fa parte dell’educare, è una forma di violenza che non appartiene al mondo della scuola né al mestiere di insegnante.

    Io ho delle precise idee politiche, ma sfido chiunque a chiedere ai miei alunni quale sia la mia convinzione. Non ho MAI denigrato in alcun modo un’istituzione di cui, essendo dipendente Statale, faccio parte.

    Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla volontà del Governo di smantellare la Scuola Pubblica e la residua fiducia che la cittadinanza ripone in essa, che ci fosse un piano pedagogico dietro ai tagli indiscriminati, ebbene, ora dovrà ricredersi.

    Come maestra di Scuola Pubblica mi ritengo offesa da quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio.

    Io non inculco. Io insegno.



    Margherita Aurora, Maestra

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  4. BRAVO! ti condivido su facebook.
    insopportabile davvero questo momento!

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  5. È incredibile come certe persone abbocchino alla demagogia di bassissima lega.
    Mi stupisco sempre di più di come i cattolici siano facili da abindolare.

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  6. E che poi sia il primo ministro a criticare e a sminuire la scuola pubblica, quando è compito suo farla funzionare per il meglio ....è incredibile!

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  7. Condivido, IN QUANTO contribuente

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  8. Concordo.Tutto ciò mette in pericolo quello che abbiamo (la Scuola Pubblica)e che dobbiamo tnerci stretta anche perchè non ci è stata regalata...

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  9. Penso a quei poveri insegnanti statali che dopo tanto lavoro speso a preparare i loro allievi, lavoro che gli viene retribuito con un misero stipendio, devono incassare anche una critica gratuita dal Presidente del Consigli, che tra l'altro dovrebbe difendere le istituzioni, non attaccarle. Ha dimostrato per l'ennesima volta che ormai straparla senza alcuna cognizione di causa. Ciò è gravissimo per una persona che deve guidare il Paese.

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  10. Non è da ora che la scuola pubblica è in sfacelo ! Si sta ritornando indietro : chi ha censo può studiare nelle scuole private (sostenute da ogni cittadino) , gli altri ....
    MA CHI HA DETTO CHE NELLA SCUOLA PRIVATA L'INSEGNAMENTO SIA MIGLIORE? Oltre il danno anche la beffa

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  11. una cosa corretta sarebbe:
    riconoscere alle famiglie, a tutte le famiglie indistintamente, un buono annuale spese scolastiche, spendibile solo presso scuole o librerie - diciamo 5 cento € - per ogni figlio, da 0 a 18 anni.
    Ogni famiglia lo spende come vuole:
    se lo mando al nido - pubblico o privato - lo spendo lì, se non ce lo mando lo accumulo e spenderò poi
    alla materna privata va a scalare dalla retta, a quella pubblica va per la mensa
    alle elementari private scalo dalla retta, a quelle pubbliche pago mensa e corsi supplementari.eccetera.
    E' giusto aiutare le famiglie a far studiare i figli. Tutte le famiglie e tutti i figli.
    non dite che non ci sono soldi, perchè 10 milioni per i corsi universitari sul federalismo li hanno trovati senza difficoltà
    ... "ecco se, anche nelle maggiori strettezze, i danari del pubblico si trovan sempre, per impiegarli a sproposito".
    I Promessi Sposi cap XXVIII

    Emanuela

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  12. Tra i tanti errori di questo governo questo è uno di quelli che ci costerà più caro in assoluto

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  13. Da prof in pensione approvo ogni singola riga di questo post. Bravo!

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  14. io ho fatto materna ed elementari in una scuola privata cattolica. effettivamente nelle medie per il primo anno e parte del secondo ho vissuto di rendita...tuttavia sono stati i peggiori otto anni della mia vita, ed a parte l'isterico tentativo di inculcarci (insegnare ha davvero un altro significato) un numero di nozioni esagerato con metodi di studio antiquati e basati sulla semplice memorizzazione di pagine e pagine di libri, a volte neanche spiegate, perchè, appunto "solo da imparare", non vedo alcuna possibile differenza con una buona scuola pubblica. se non che la mensa costasse abbastanza, facendo comunque completamente schifo, una tortura quotidiana.
    però avevamo lucidissime scale in granito ed una cappella all'interno della scuola. bello, eh?

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  15. Nonostante sia d'accordo con quanto dici, c'è sempre stato un argomento a favore del finanziamento delle scuole private che non sono mai riuscito a confutare e che mi ha sempre fatto pensare: il costo per lo stato degli studenti iscritti a scuole private.
    Se è vero che uno studente iscritto ad una scuola pubblica costa allo stato circa 6000 euro all'anno allora significa che tutti i ragazzi iscritti alle scuole private fanno risparmiare bei soldi e quindi, in un certo senso, ci sarebbe un certo vantaggio (parlo solo del versante economico) nell'incentivare l'iscrizione a scuole non statali.
    E' un discorso sensato? Lo chiedo da assoluto profano in materia ...

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  16. aggiungo che è la stessa cosa per la sanità. Un sacco di soldi per convenzionare cani e porci a fare i comodi loro anziché solo a quelli che mettono pezze a dove il pubblico non arriva (o dove non si vuole che arrivi appunto per convenzionare il privato...)

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  17. @ Mirco: è, (solo in parte) vero che lo stato risparmi dei soldi se un alunno frequenta una scuola provata, come è vero che li risparmia se andiamo ad operarci di appendicite in una clinica NON convenzionata (se è convenzionata lo stato spende di più; però le spese mediche non coperte dal SSN possono essere recuperate come sgravio fiscale; basterebbe fare altrettanto (ma forse si può già fare) per le spese sostenute da chi sceglie una scuola privata

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  18. Sante parole.
    Ma qui se non si scende in piazza c'è poco da stare a bambanare.

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  19. A me pare solo demagogia. Anche chi iscrive i figli alla scuola privata paga le tasse, i buoni scuola compensano in piccola parte, le scuole private costano al contribuente meno che le pubbliche, dov e il problema? Succede lo stesso per la sanita, e succede solo perche le strutture private a volte funzionano meglio, c,e meno magna magna nella sanita e piu meritocrazia nella scuola. Scelgo la privata e il sistema mi aiuta un pochino, risparmiando comunque. Dove sarebbe l ingiustizia?

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  20. Il principio è importante. Si afferma che una scuola laica e pluralista inculca, nemmeno fosse scuola da regime totalitario. Naturalmente, con cinismo rivoltante, i cattolici incassano.

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  21. anche io contribuisco allo stato con le mie tasse... che pago, come te, ma se iscrivo mio figlio ad una scuola privata le ri-pago anche con gli interessi e tiro anche la cinghia più di te forse. Non è perchè una scuola privata è meglio di una pubblica, ci sono fior di insegnanti dappertutto come ce ne sono da schifo dappertutto, è questione di libertà, e la libertà non è mica gratis ciccio!

    Gloria Anfurio

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  22. Anonimo delle 14:46 mente sapendo di mentire. Nun ce provate!

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  23. in che cosa mentirebbe, scusa?
    puoi essere piu' esplicito e meno "minaccioso"?
    grazie.

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  24. Tecnicamente chi manda i propri figli a una scuola privata finora ha pagato le tasse per contribuire al mantenimento della scuola pubblica, mentre ha rinunciato al servizio che gli sarebbe di diritto spettato. Detto questo, non si dovrebbero agevolare le scuole private ma assicurare la libertà di scelta alle famiglie.

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  25. Mi sembra che la libertà di scelta sia una di quelle cose che vengono tirate fuori solo quando conviene. E' necessaria quando si tratta di stabilire a quale scuola iscrivere i propri figli ma è negata, ad esempio, quando si parla di "fine vita".

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  26. scusate, intervengo solo per dire che bisogna stare attenti. Io sono stato costretto a mandare mia figlia ad un liceo privato in quanto quello pubblico che mia figlia aveva scelto di fare era a 30 Km da dove abito. Visto che non ho avuto alternative e sono stato costretto almeno un aiuto (che poi in questi 5 anni noi famiglie non abbiamo mai visto se non da qualche regione). Che dire poi se, visto che si lavora in due e si parte alla mattina e si rientra alla sera dalla fabbrica, scegli una scuola privata per evitare di lasciare i tuoi figli a casa da soli tutto il pomeriggio senza poterli minimamente seguirli? B spara caxxate ma i professori dovrebbero farsi un grande esame di coscienza (io vi darei il doppio o il triplo di soldi, ma almeno visto che vi affidiamo i nostri figli, non abbandonateli al pomeriggio, fate le otto ore come tutti). Paolo

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  27. Chiedo umilmente scusa per l'italiano e la sintassi, ma mi è partito così...

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  28. Se allo Stato uno studente di una scuola pubblica costa X (anche se sarebbe più corretto vederla nell'ottica di: lo Stato investe X sulla formazione pubblica di uno studente), essendo garantita la libertà di scelta tra scuola pubblica e privata, la famiglia che manda il proprio figlio in una scuola privata deve ricevere X come rimborso (direi come detrazione sulla dichiarazione dei redditi). Nessun finanziamento agli istituti privati di qualsiasi credo o scienza, si investe solo sul pubblico. Giustamente una famiglia che paga le tasse per un servizio pubblico e che di sua iniziativa decide di non usufruirne, dovrebbe avere un rimborso ma solo nella misura pari al costo di quel servizio pubblico. La differenza di costo non dovrà in nessun modo essere rimborsata in quanto frutto -e prezzo- della scelta di un servizio diverso da quello offerto dallo Stato.

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  29. "Tecnicamente chi manda i propri figli a una scuola privata finora ha pagato le tasse per contribuire al mantenimento della scuola pubblica"

    Se stiamo qui a fare le pulci, allora, tecnicamente io pago le tasse per asili e scuole che non utilizzo perché non ho figli.
    Tecnicamente uno che lavora paga la mia pensione futura perché non avendo fatto figli non ho contribuito a generare nuova forza lavoro.

    Ma le tasse nono sono da mettere in discussione: le tasse si pagano perché DOVREBBERO poi servire PER TUTTI per pagare i servizi NECESSARI, cioè istruzione PUBBLICA, sanità PUBBLICA, trasporti PUBBLICI eccetera.

    Capisco che ci siano condizioni tali da dover far scegliere la scuola privata (io comunque conosco moltissime persone che facevano 30 km per andare a scuola), ma questo vale per tutto.

    L'usare il privato è una scelta "superflua", perché il pubblico esiste ed è "gratis".
    Le virgolette le ho messe semplicemente perché penso che in Italia il pubblico sia spesso scadente e neppure tanto gratis, ma tant'è.
    Invece di finanziare il privato, si migliori il pubblico!!!
    Io sono TOTALMENTE contraria a questa cosa dei buoni scuola!

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  30. Approvo in pieno quello che ha scritto "la.stefi".

    Aggiungerei anche che mentre il pubblico è -almeno in teoria- uguale per tutti, il privato è necessariamente "classista": chi può pagare di più, ha un servizio migliore.

    (Poi in pratica le cose sono più complicate, ma resta che il servizio pubblico è deciso dai nostri voti, ed il voto di ogni cittadino è uguale al voto di ongi altro, mentre il servizio privato è governato dai soldi, ed il reddito decisamente non è uguale per tutti...)

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  31. purtroppo il tuo movimento studentesco non esiste piu' se no col cazzo che passavano ste leggi sulla scuola purtroppo la sinistra attuale va in barca a vela la destra fa i festini hard dei problemi non frega a nessuno dei media e noi poveri coglioni a subire

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  32. E' falso affermare che le scuole private costano meno... intanto, essendo per lo piu' religiose, incominciano a non pagare l'ICI. Poi pagano meno (! gia' pagati poco nelle pubbliche) i docenti (e questi sono soldi in meno che circolano nella economia, e che a lungo andare la danneggiano. Poi sono sovvenzionate, direttamente e indirettamente (nel senso di sgravi fiscali per i proprietari, finanziamenti a tassi ribassati per l'edilizia etc etc.)

    Infine, mediamente sono di qualita' peggiore, come, contrariamente a quanti molti pensano, quasi tutte le istituzioni private quando devono confrontarsi con il pubblico (sanita' inclusa.... non fatevi abbindolare dall'aspetto "alberghiero". Il Personale medico sottopagato della maggior parte degli ospedali statali vale molto piu' di quello strapagato delle istituzioni private. Per quanto riguarda la scuola: se togliamo le private dalle statistiche, la qualita' della scuola Italiana nelle classifiche europee, non a caso, sale di parecchie posizioni)

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  33. Paolo: non sono gli insegnanti a decidere i programmi delle materie e quindi le ORE da fare. E guarda, io ho insegnato per qualche anno, e' un lavoro atroce, avessi fatto otto ore filate mi sarei sparata! Facile giudicare, quando non si lavora in quell'ambiente, con ragazzi maleducati, scarse soddisfazioni, zero rispetto.
    Tempo pieno? Forse, ma in tal caso ci vorrebbero piu' personale, laboratori, spazi per studiare e per lo sport... Ovvero, INVESTIRE fondi in maniera intelligente e non toglierli.
    PS-ora lavoro 9-10 ore al giorno e sono piu' rilassata... Figurati.
    Marta

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  34. da fruitore della scuola privata, approvo tutto quello che avete detto, ma potendo scegliere, l'ho fatto per la privata. al posto del buono scuola, mi accontenterei di detrarre la retta dal 730 in maniera da recuperare sull'irpef. evidentemente ci sono altri interessi per cui le regioni devono dare soldi alle scuole private ( voti alle elezioni ). pensateci e fatemi sapere. un' ultima cosa, sono lavoratore dipendente e per mandare i miei 3 figli alle private, non faccio vacanze e la pizza la mangio sempre a casa

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  35. alle scuole pubbliche che ho frequentato io s'insegnava il comunismo. questa è la mia esperienza personale, altro non so.

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  36. in molti stati europei, per esempio anche la socialdemocratica Svezia, uno può scegliere di mandare un figlio in una scuola privata, tra l'altro non necessariamente religiosa. E non deve sganciare 1 euro. Paga le tasse e poi sceglie la scuola che preferisce.
    Mi pare che a voialtri la scelta libera non piaccia. Forse Berlusconi non ha così torto.

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  37. Da figlio di ex docenti e da persona che ha pure avuto la sfortuna di passare 5 anni in scuola privata (=cioè dalle suore, perché il 95% dei diplomifici italiani sono a sfondo clericale), approvo in pieno quanto dici e anzi rilancio che chi inculca, manipola, mente, distorce e revisiona di norma non è certo la scuola pubblica <_<.

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  38. kom ha detto...

    È incredibile come certe persone abbocchino alla demagogia di bassissima lega.
    Mi stupisco sempre di più di come i cattolici siano facili da abindolare.
    27 febbraio 2011 11:29

    È solo gente a cui sono stati INCULCATI i giusti valori...

    Fab

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  39. Sempre a guardare cosa si fa dalle altre parti... In Svezia ci sono Svedesi, non Italiani. C'è neve, non uliveti.

    Il principio per cui le scuole private fanno business con lo Stato e non sono d'onere per il cittadino che ne usufruisce non si applica da noi semplicemente perché siamo in una situazione culturalmente (nel senso più ampio) non idonea e di enorme disomogeneità territoriale.

    Però giustizia vuole che in tutto questo prendersela con chi usufruisce di un buono per la scuola privata è giusto solo fino a un certo punto, perché quest'ultimo paga per un servizio che non riceve ma che altri ricevono. Un minimo di rimborso ci deve stare, ma quanto giusto, certo non un incentivo.

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  40. Anonimo, nella socialdemocratica Svezia le scuole private di cui parli non possono discriminare la clientela, non possono far pagare nemmeno un euro di retta, devono insegnare un programma grossomodo analogo a quello delle scuole statali.

    Il buono in Italia è solo un sussidio ad un consumo di lusso.

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  41. Breve ma preciso, quoto in pieno!

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  42. Quel "Don Giussani nudo!" rimane per me nella Top Five dei tuoi post. E l'ho riletto ancora una volta!
    Anche a me 'ste cose non andranno mai giù, grrr! Troppo facile (come si dice da queste parti) fare i froci col culo degli altri. (ooops, censura pure che non mi offendo...)

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  43. Ho tre figli, sono insegnante, scuola pubblica io e scuola pubblica loro, e vacanze e pizze non me le posso permettere ugualmente.
    Se va avanti così, però, chiederò che lo stato mi paghi il taxi (privato) quando voglio mettermi in viaggio, perché il treno (pubblico) non mi va e io voglio una scelta libera del mio mezzo di trasporto.

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  44. volevo ricordare che nell'art.33 il famoso "senza oneri per lo stato" non significa che lo stato non darà mai aiuti agli istituti privati o paritari come dir si voglia....ma l'interpretazione è un altra....le scuole private alla loro nascita non hanno diritto a sussidi da parte dello stato...ma non che lo quest'ultimo un giorno voglia aiutare la scuola privata....questa precisazione penso che vada fatta in partenza....

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  45. Allora se la mettiamo sui trasporti facciamo educare i nostri figli dai tranvieri..con tutto il rispetto, credo che ognuno debba fare il suo mestiere... secondo: se chiudessero tutte le scuole libere ci sarebbe il tracollo della statale, affollamento di utenza e chi assumerebbe il personale in esubero? sarebbero soldi da pagare anche per chi la scuola non la usa o sbaglio? ultima cosa amico che vuoi Giussani nudo, se fosse ancora vivo riderebbe di cuore, una delle sue frasi favorite era "fateci andare in giro nudi ma lasciateci liberi di educare" ti ringrazierebbe
    molto e cordialmente ;-) ciao

    Gloria Anfurio

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  46. ...a proposito...io insegno in una scuola statale da circa 30 anni sono figlia di un tranviere e nipote di un taxista e mi faccio una domanda: chi si ricorda ancora del buon Voltaire e della sua frase "io non la penso come te ma sarei disposto a soffrire perchè tu abbia la possibilità di esprimere le tue idee?" mi sembra che vi siate dimenticati di vostro padre... o sbaglio
    gloria anfurio

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  47. Gloria, tanto per cominciare, quella frase non è di Voltaire, e tu che insegni da 30 anni dovresti saperlo meglio di me.
    Poi, il grido "Giussani nudo" nasce proprio come risposta a "Fateci andare in giro nudi". In realtà un prete non sarà mai nudo finché si piglia i soldi delle scuole private, quindi il prete in questione era abbastanza ipocrita.
    Infine: la tua "interpretazione" dell'articolo 33 resta, appunto, un'interpretazione, la tua: e io non sono disposto a soffrire per interpretazioni che ritengo sbagliate.

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  48. http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/esteri/moriente28/voltaire/voltaire.html
    http://www.libreriauniversitaria.it/trattato-tolleranza-voltaire-giunti-demetra/libro/9788844033675

    non è roba scritta da preti mi sembra, e poi non arrabbiarti sù, l'ideologia vi rende così tutti seriosi, compassati e moralisti peggio che in un seminario!
    ciao e divertiti a leggere caro Leonardo

    Sempre tua... Gloria

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  49. Beh, in effetti Voltaire è un autore divertente, ma suggerirmi un'edizione Demetra grida un po' vendetta al cospetto d'iddio.

    La citazione che tu credi di Voltaire dovrebbe essere di Evelyn Beatrice Hall: http://it.wikiquote.org/wiki/Citazioni_errate

    "Su" non si scrive con l'accento, come chi insegna a scuola di solito ben sa.

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  50. appunto...l'ho detto che sei un po' rigidino... secondo me per rilassarti ti manca un pulpito per le prediche...per consolarti ti do (senzaccento) ancora qualcosa da correggere...ma però, squola, fumo negli occi per non rispondere ai miei arggommenti...giusto?
    ciao ciccio! sai che ci sto prendendo gusto? :D :D :D dopotutto sei divertente...anche se la battuta di Giussani nudo non è tua ti perdono lo stesso...forse è di Voltaire
    sono sempre io inutile che mi firmo no?!

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  51. Vorrei tanto che tu fossi un fake. E tutta la mia solidarietà a chi paga soldi in più per mandare i propri figli in una scuola in cui non insegni.

    Poi magari sei bravissima, eh, ma il modo che ti poni, la difficoltà con cui esponi i tuoi "argomenti", la testardaggine con cui insisti nei tuoi errori... tutto questo non depone molto a tuo favore (e io sarei forse una persona meno rigida, se non dovessi passare molte ore a correggere errori stupidissimi che maestre primarie, come te, avrebbero dovuto correggere quando era il momento).

    Scusami, di solito mi astengo dal giudicare la professionalità delle persone, ma sei un'insegnante, accenti e apostrofi sono il tuo mestiere, come diceva Rousseau in quella lettera a Molière.

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  52. Il punto è che io non voglio dover pagare un servizio di cui non usufruisco: quindi se decido di mandare mio figlio alla scuola privata non devo dover pagare la pubblica, come accade in Olanda ad esempio.
    cri

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  53. carissimo Leonardo,
    hai proprio ragione, la tua concezione della perfezione formale non mi permette di essere finta, la gente sbaglia, ma non solo...orrore orrore! è pure recidiva e insiste nei propri errori! che grande scoperta realizzare che la perfezione sarebbe solo un fake!
    Per fortuna il mio mestiere non richiede perfezione ma solo umanità, bieca, imperfetta, stolta, storta, cocciuta, zoppicante, meschina, ma vera vera vera umanità di carne e sangue. Giudica, giudica pure la mia professionalità, i primi a giudicarmi sono i miei studenti, e guai se non fosse così, dovrei cambiare mestiere se non avessi il coraggio di mostrare la mia faccia per quello che è, tutti i santi giorni! non ho paura di sbagliare ho solo paura di essere finta.
    Grazie di cuore amico!
    Gloria

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  54. "E tutta la mia solidarietà a chi paga soldi in più per mandare i propri figli in una scuola in cui non insegni."

    scusa se insisto :D :D :D ma mi servi il pasto su un piatto d'argento, non ti sei accorto che questo tuo giudizio è la fotocopia di una recente e poco felice uscita di Silvio? non lo conosci? è un tizio che mi diverte quasi quanto mi diverti tu :D

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  55. Cri, il punto è che tutti usufruiamo della scuola pubblica, anche se non ci mandiamo i bambini; anche se i bambini non li abbiamo: la scuola pubblica è un servizio alla collettività, che dovrebbe contribuire a rendere migliore l'ambiente dove viviamo, anche se poi decidiamo (legittimamente) di mandare i nostri figli ad altre scuole.

    Gloria, il problema non è sbagliare, ma andare fieri dei propri errori: questo rivendicare la propria umanità, bieca, imperfetta, stolta, storta, cocciuta, zoppicante, meschina, quando basterebbe ripassarsi tre pagine di un manuale di ortografia: un atteggiamento che, perdonami, è il berlusconesimo incarnato in una maestra elementare.

    E come diceva D'Alambert in quella missiva urgente a Houellebecq: "Se hai scritto una stronzata, puoi aggiungerci tutte le faccine buffe che vuoi, resta una stronzata".

    Adesso scusa, ma ho roba da correggere di gente che fa i tuoi stessi errori e ha la metà degli anni.

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  56. si, decisamente sei tutto d'un pezzo. Scommetto che l'unica cosa che ti dà un orgasmo (oh scusa questa è una parola indecente per una maestra!) diciamo che ti produce una gioia più che intellettuale, è la lettura di un tomo di sanscrito e glottologia comparata. Spero che per quando avrai raggiunto la mia età avrai imparato a ridere e divertirti dei tuoi errori, non preoccuparti per i miei, non te li cedo, non sono contagiosi, puoi continuare ad essere perfetto.
    ciao bello!

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  57. Sono daccordo! Purche io possa decidere di non pagare insegnati pietiosi che, raggiunta la cattedra per meriti di partito, rovinano i nostri figli e il LORO futuro!

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