sabato, ottobre 20, 2007

e i comitati di Pavia? e di Vigevano?

Tra i vari luoghi comuni che nei cancerogeni anni Settanta hanno svalutato definitivamente la figura dell’intellettuale marxista, c’è il tipico circolo fumoso dove tre o quattro universitari borghesi passano il tempo a discutere di una classe operaia che non hanno mai veramente visto, neanche in cartolina. E gli operai devono fare questo, e gli operai hanno preso coscienza di questo, eccetera eccetera. Fortuna che c’era Gaber.



Mi è tornato in mente leggendo questo pezzo dove Yoshi spiega l’importanza della questione gay oggi, qui, in Italia.

Secondo me oggi qui in Italia "la questione gay" è la questione principale. E’ la cartina di tornasole per tutta una serie di altre questioni che interessano i diritti civili e dell’individuo, la società italiana ed anche il suo futuro. Oggi qui in Italia le persone gay sono, loro malgrado, il termometro di un intero sistema-paese che ha un ritardo di ere geologiche rispetto a quei Paesi europei che tutti guardano sempre con rispetto ma che nessuno tenta concretamente di imitare.

È un’opinione. Io ne ho un’altra: secondo me la questione gay è importante come tante altre, ma diventa decisiva soltanto quando si vogliono trovare motivi per spaccare il PD. Per il resto: in mezza Italia c’è emergenza rifiuti (non-sanno-dove-metterli); almeno tre regioni popolose vivono dell’indotto della criminalità organizzata; c’è un Presidente di Regione che sta aspettando di sapere se dovrà scontare 8 anni di galera; il governo sta appeso al filo e se cade si va alle elezioni con una legge che falserebbe il risultato (e produrrebbe un'altra maggioranza appesa a un filo); Bersani ha fatto presente che non abbiamo abbastanza scorte di gas per un inverno mediamente rigido; ma è anche probabile che non avremo mai più inverni rigidi, bensì il Sahara in Basilicata; dipendiamo ancora dal petrolio che forse sta finendo in tutto il mondo; e il pane costa quattro euro al chilo. Tutte queste questioni vengono dopo la questione gay, secondo Yoshi. Ma secondo i gay?

Ecco, il problema è un po’ questo. Non è che si rischia di idealizzarli, questi gay, un po’ come gli operai d’antan? Cioè, siccome ci vergogniamo a esporre le nostre frustrazioni individuali (e un po’ medio-borghesi, diciamolo), le proiettiamo su un’intera minoranza, o una classe sociale oppressa. A rischio di trasformarla in una cartolina.

Qualcuno poi nei commenti gli fa notare che, ai gay che conosce lui, la “questione principale” interessa poco o niente.

Ragazzini viziati senza nessun ideale. Spesso mi sono trovato di fronte a persone che io avrei difeso dagli attacchi clericofascisti e loro manco sapevano di cosa stessi parlando!!
La chiesa e le destre parlano di lobby gay. Ma quale lobby!!!
Molti ragazzini vivono in un sogno tutto loro, nei locali, nei negozi facendo shopping di marca o sognando qualche bel ragazzo nelle chat. Ma pochi, veramente pochi si occupano di politica, del problema gay, del LORO problema.
E lo sappiamo bene noi radicali che li abbaimo sempre protetti ma per noi hanno sempre disertato le urne.

La scena di questi giovani radicali, probabilmente eterosessuali, che fermano i gay per le strade dello shopping e cercano di spiegargli che hanno un problema, il LORO problema, e che questo problema è "la questione principale oggi in Italia", è una scena insieme esilarante e tragica, e davvero ci vorrebbe Gaber a descriverla. Lo stesso Gaber che aveva il coraggio di cantare che anche gli operai puzzavano, erano ignoranti e dicevano stronzate.

Reazioni:

8 commenti:

  1. Conosco un sacco di persone etero alle quali non interessa beatamente una fava, mentre magari fanno shopping pure loro per lo stesso paio di mutande firmate, di tutte le altre gravissime questioni sopraccitate, che vengano prima o dopo o durante la questione gay in questo Paese. Per dire: non bisogna mai fare troppo affidamento sulle masse e sulle categorie sociali e venerarle in toto, sennò si rischia sempre qualche brutta delusione (i radicali, che pure qualche merito storico ce l'hanno, se ne intendono). Poi non vado avanti, che sennò finisco a parlare di "presa di coscienza" e cose del genere e mi va male la digestione. Saluti, L.

    RispondiElimina
  2. Ludik, mi fa piacere vederti qui, ma ti rendi conto che ti stai firmando come L. Sofri?

    (Sì, i radicali hanno meriti storici, ma se per questo anche i carbonari: però io non continuo a finanziare il partito di Silvio Pellico o Ciro Menotti).

    RispondiElimina
  3. Ma io sono sempre qui con grande piacere, solo che commento poco in giro per blog (sono pigro, si lo so). Io mi chiamo Luca e firmo L. da tempi non sospetti, però ora che mi ci fai pensare vedo di darmi una calmata con le sigle ed evitare perigliose confusioni. Ma di cognome faccio DC, e in quel caso starei messo pure peggio. X.

    Comunque io non finanzio, e ormai nemmeno voto, i radicali (quella dei meriti storici è il luogo comune che sfugge, signora mia). Sui carbonari potrei farci un pensierino.

    RispondiElimina
  4. (no, solo per sbuffare: chebballe, ora pure nei commenti? 'E già storia che dal '93 al 2005 in Italia non si è potuto sbattere in galera nessuno per una canna? Il Tribunale Penale Internazionale (tutto maiuscolo che fa più impressione) è della fine degli anni '90, conta secolo scorso? Le categorie sociali che non fanno lobby neppure per cose giuste e a costo poco sono delle bande di fave, e punto. Poi fate come vi pare, viva la libertà e la presa della coscienza. Basta, venia, ho appena avvertito un problema di digestione)

    RispondiElimina
  5. Ehi, ti sei dimenticato la sconfitta del nazismo e l'invenzione della pennicillina. Tipo che senza Pannella saremmo tutti morti di spagnola in un lager.

    RispondiElimina
  6. (il TPI è della Bonino, la penicillina l'ho inventata io e i nazisti li ha battuti mio cuggino. Pannella ci evitò il ritardo di una generazione sul resto della maravigliosa civiltà del diritto. a 'sto giro se ne farà a meno, ma se sai dove spedire un obolo a silvio pellico fammi sapere. ciao simulacro, io vo a digerire)

    RispondiElimina
  7. Vogliamo dire la verità? Vogliamo dirla tutta?
    Vogliamo dire che se non ci fosse stato Pannella a correggere il design della ruota oggi monteremmo pneumatici quadrati, e i sobbalzi in autostrada ci schianterebbero il culo?

    Vogliamo dire che prima della Bonino il Codice Morse era fatto solo di punti e non ci si capiva un cazzo, perché la sigla SOS (Save Our Souls) suonava come ILY (I love you) e di conseguenza le navi naufragavano lanciando disperati gridi d'amore? Poi è arrivata Emma e ha detto: "Ehi, perché non ci mettiamo anche le linee!"

    E la rotazione triennale? E il motore a due tempi, eh? Vogliamo lasciare tutte queste invenzioni a Ron Hubbard?

    RispondiElimina
  8. Il mio era uno sbuffo OT sul fatto che ormai ogni volta che senti la parola "radicale" ci dài sotto che nemmeno Giovanardi, tu vuoi il flame - e fosse assicurato a 'sti livelli del miglior Serra anche sì! -, ma io mi arrendo perché ciài ragione: il codice morse ormai è obsoleto.

    RispondiElimina