mercoledì, febbraio 04, 2009

Il paese delle poltroncine vuote

Vogliamo parlare, per una volta, dei cinema di Carpi?
Non ci speravo più, ma ha riaperto l'Eden: un lunghissimo (non largo: lungo) cinema parrocchiale con le sedie di legno. Ha riaperto con Milk, viva i cinema parrochiali. No, non l'ho ancora visto. Se me lo perdo so che prima o poi lo faranno alla polivalente di San Marino. Questo per l'essai estremo.

A Carpi c'è il classico Multisala suburbano che puzza di popcorn, quella puzza di popcorn che è finta come le risate dei morti (in effetti è la puzza di granturco morto e sepolto, registrata e amplificata). E' un casermone di cemento di fianco al Bingo: quando scorrono i titoli si aprono le porte e sei fuori nel parcheggio, come nei Multisala. Anche se in realtà è piccolo: se vuoi il vero Multisala, in dieci minuti sei a Rubiera. Ci ho visto l'Uomo Ragno 3 e i Simpson, e vedere quest'ultimo in un cinema pieno di gente è stato bello. Ci ho visto anche la Dalia Nera, provando sincera compassione per le signore dietro di me che cercavano di raccapezzarsi bisbigliandosi i frammenti di trama che capivano.

Poi però a Carpi ci sono altri cinema di Centro, quelli che in tutto il resto d'Italia, perfino a Modena, stanno chiudendo. C'è il Capitol, che fa cose italiane un po' paracule: ci ho visto una cosa infame con Marcorè e la Litizzetto, ma anche Non E' Un Paese Per Vecchi.

Giri l'angolo e arrivi nel punto di massima concentrazione culturale di Carpi, dove in pochi metri c'è la bella biblioteca, il Mattatoio, e il Supercinema con due sale spropositate, enormi, in cui girano i kolossal stile Viaggio al Centro della Terra, ma anche film che altrove non vedresti: per dire che ci ho visto 4 mesi 3 settimane e 2 giorni, Paranoid Park, e, proprio ieri, Il Dubbio.

In corso Fanti, poco distante dall'Eden, c'è il Corso, che è il mio preferito, perché le poltroncine sono comode e non reclinabili e poi c'è Valentina, ciao Valentina. Ci ho visto Michael Clayton, Espiazione, Revolutionary Road e altri film che forse in altre sale mi sarebbero piaciuti meno.

Ricapitolando: un parrocchiale, un multisala, altri tre in centro. Fanno cinque. Sette sale. Più San Marino otto. E d'estate apre il San Rocco, ma lasciamolo perdere (anche se a volte è gratis).
Ora, dato che Carpi non arriva a 70.000 ab., secondo voi esiste una zona in Italia con un rapporto più vantaggioso sale/abitanti? Non lo so, chiedo.

Mi chiedo anche se ce lo possiamo permettere. Naturalmente, finché la barca va è una pacchia. Ormai sono talmente abituato a condividere i film con 5-6 spettatori, che quando entro in un cinema a Modena o a Bo mi sento a disagio. Tutta quella gente non poteva starsene a casa?

(Per esempio, l'altra sera, quando il personaggio più simpatico di R. Road esclama "Che razza di uomo se ne sta tutto il giorno a scaccolarsi in vestaglia mentre sua moglie lavora per lui?", io ho alzato la mano.)

10 commenti:

  1. A Livorno (155.000 abitanti, in calo), con l'effetto Titanic gli schermi passarono da 5 (di cui tre con capienza superiore al migliaio di spettatori) a 9 (riaperto un vecchio cinemino + un vecchio cinema divenuto trisala) in una stagione, trascurando un paio di parrocchiali di seconda visione e le 3 arene estive.
    Poi, nel 2003, aprì il Multicinema Medusa con 9 schermi, che in breve tempo ha ammazzato i cinema più vecchi e più grandi: il Metropolitan, del '49, ora in via di demolizione, l'Odeon, un tempo il più grande cinema d'Italia (2500 posti quando fu aperto), demolito per farci un parcheggio - è rimasta solo la facciata, c'è il vincolo della sovrintendenza - e la Gran Guardia, anche teatro, 1300 posti, per fortuna per ora solo chiusa.
    Nonostante questo collasso, e nonostante alcune sale siano a rischio, rimangono 15 schermi di prima visione, più le arene che erano salite a 5 e sono calate 4.

    Nel frattempo anche tra Pisa e Firenze nuove multisale erano state aperte a raffica, e ora diverse stanno chiudendo - non prima di aver fatto fuori qualche sala storica dei centri cittadini.

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  2. La cosa infame con Marcorè e Littizzetto sarà mica quella di Ferrario? Spero di no, dai, non è così infame, e Ferrario va appoggiato, secondo me.

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  3. Ah, e il Mattatoio è il locale? No, perché sarebbe stato bello inserire questo spaccato contadino (in questo caso emiliano) tra altri luoghi culturali. No? :)

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  4. "Ora, dato che Carpi non arriva a 70.000 ab., secondo voi esiste una zona in Italia con un rapporto più vantaggioso sale/abitanti?"
    Direi di no.

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  5. Ma tu sei mai riuscito a fargli abbassare il volume, a quelli dell'Eden?
    L'ultima volta non ci si stava.

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  6. Ancona, 100.000 e spiccioli, 12 sale cittadine (tre cine più o meno parrocchiali - più o meno perché quello salesiano è ovviamente sontuoso -, due multisala urbani da 3 e da 6) + un recentissimo mega multisala in zona industriale, altre 9 sale, fanno 21.
    Ma non so quanto durano, anzi credo di saperlo: poco.
    Cine "tradizionali" (monosala) recentemente chiusi o accantonati: tre e mezzo.
    marco

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  7. certo che vedi un sacco di film. Mi levi una curiosità? di che percentuale, mediamente, poi pensi ne sia valsa la pena spendere quei tot euro e tempo?

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  8. ma la polivalente di san marino non è in una delle tante case del popolo costruite negli anni '50-'60 da donne, uomini, vecchi e bambini con fatica e orgoglio e che adesso il proprietario PD sta svendendo ai suoi amici immobiliaristini per raderli al suolo e farci tristi palazze?

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  9. Può darsi.
    Di solito sono abbastanza soddisfatto il 60% delle volte. Secondo me un cinema infrasettimanale a 5 euro è in assoluto la cosa meno cara che si può fare uscendo di casa (anche perché se sono in centro non si tira nemmeno fuori la macchina).

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  10. passeggiata e gelatino mi sa che te le cavi con meno.
    new austerity

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