giovedì, febbraio 10, 2011

La prosecuzione della tv con altri mezzi

Ieri su Rai2 c'era Le vite degli altri, e oggi Berlusconi ha parlato di "inchieste farsesche e degne della caccia spionistica alle 'vite degli altri' che si faceva nella Germania comunista". Ora non venitemi a dire che è un caso; e parimenti non venitemi a dire che le tv non servono. Se non servono, perché Berlusconi le usa? Perché alla fine non dà l'impressione di riuscire a usare molto altro: le tv e un paio di quotidiani. Il governo non sa gestirlo, vedi una polemica sciocca come il 17 marzo, in pratica sa solo trasformare in talkshow qualsiasi cosa. La coazione a mettere soubrette in parlamento deriva anche da lì: la politica per lui è il prosecuzione della tv con altri mezzi.

Colgo l'occasione per chiedere un favore al colto e qualificato pubblico di Piste. Dunque, io quando ero giovane e leggevo i libri una volta mi portai a casa dalla biblioteca i Passagenwerk di Benjamin, esatto sì, il mattone (era un periodo in cui mi cedevano spesso le borse per il peso) e non dico che lo lessi, insomma, no, ma su un qualche foglio mi scrissi una citazione di una citazione che diceva che Mussolini stava gestendo l'Italia come un giornale, con le sue rubriche, gli editoriali, ecc. ecc.. Non scrissi il numero di pagina.

In seguito più volte mi riportai il tomo a casa, ma quella citazione non la trovai più (maledetti libri di carta senza ctrl+f). Dopo qualche anno persi anche il foglietto. Dunque adesso ho solo un vago ricordo nella mia testa, ma io so che da qualche parte quella citazione c'è. Forse è nei Passagenwerk (potrebbe essere da qualche altra parte in Benjamin, ma in un libro comunque molto grosso), ma anche da qualche altra parte, perché lo stesso Benjamin cita qualcun altro. Voi l'avete mai sentita una frase così? Perché spiega alcune cose di Mussolini, e se fai un piccolo rapporto (Mussolini:quotidiano=Berlusconi:tv) spiega anche alcune cose dell'Italia in generale, l'Italia come narrazione continua, l'Italia come libero flusso di storielle, l'Italia come prototipo della società dello spettacolo, l'Italia come (fade out).

7 commenti:

  1. Professo', io come argomento a piacere ho portato l'Umbria...

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  2. Antonio Schiavulli11 febbraio 2011 02:59

    “un giorno un osservatore perspicace ha detto che l’Italia fascista era diretta come un grande giornale, nonchè da un grande giornalista: un’idea al giorno, dei concorsi, delle sensazioni, un abile e insistente orientamento del lettore verso alcuni aspetti della vita sociale, smisuratamente ingranditi, una deformazione sistematica dela comprensione del lettore. Insomma i regimi fascisti sono regimi pubblicitari.”

    Se è a questo passo che ti riferisci, si trova nell'edizione Einaudi 1986 alle pp. 954-955. (Perché poi uno non passa indenne dall'incontro con Curi)

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  3. Ciao.
    A proposito de "Le vite degli altri", aggiungo che il passaggio televisivo non era programmato, i settimanali specializzati riportavano altre cose in palinsesto!

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  4. hai studiato con umberto curi antonio ?

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  5. Antonio, ti abbraccio e ti ringrazio (e ti faccio anche i complimenti per la velocità). Ma quindi la cita anche Curi?

    (Si riferisce a Fausto Curi, comunque).

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  6. Antonio Schiavulli12 febbraio 2011 03:52

    @Anonimo: come dice Leonardo, si tratta di Fausto Curi, il fratello di Umberto. Meno noto, forse, ma straordinario critico letterario.

    @Leonardo: no, in realtà Curi, almeno per quanto ne so, non ha mai citato questo passo, ma mi ha costretto per anni a leggere tutto WB. E non gliene sarò mai grato abbastanza, naturalmente. Questo pezzo l'avevo letto anch'io tanti anni fa, attorno agli anni della discesa in campo, e anch'io ne avevo preso nota. Ti abbraccio anch'io, caro Leonardo, e grazie a te per quello che scrivi (di qua e di là, intendo).

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  7. Mi piace il titolo alla Von Clausewitz

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