giovedì, maggio 10, 2007

In difesa del puttaniere

Ci volevano le scemenze di un tal Claudio Camarca, scrittore, regista e ospite l’altro giorno a Omnibus per farmi tornare a parlare di prostitute.


Eh sì che in questi mesi la loro fregnaccia sul tema l’hanno detta un po’tutti: da Filippo Facci ad Amato, passando per Christian Rocca (Veltroni che chiama il suo progetto di riduzione del danno Roxanne, invece dovrebbe chiamarlo Police, sai le risate) e qualche altra decina di giornalisti da tg e da rotocalco serale. Ma io no, io zitto. Che le prostitute ormai fanno parte del mio passato. E poi se devi replicare a ogni pirlata che senti dire da un giornalista o da un ministro stai fresco. Ma quando un simile livello di scemenza arriva ai registi, forse abbiamo passato il segno.

Dunque, questo tizio prima ne esce con la leggenda metropolitana dei cinesi che non muoiono. Così, senza vergogna. Come un Paragone qualsiasi (intervista a Radio 24, settimana scorsa). E Piroso, il conduttore ? Cosa replica il buon Piroso ? S’indigna ? S’impegna ? No, getta la spugna senza gran dignità. Ma come ? In tv nel 2007 è ancora ammesso propalare impunemente questa stronzata sui cinesi che non se ne muoiono mai? E nessuno che ti quereli ? Neanche un sotto-vice-ambasciatore pechinese coglione di seconda classe ?

Poi la seconda perla. Si parla dell’omicidio di Roma, quello dell’ombrello. E’ stata una prostituta. E, andando a memoria, credo sia il primo caso in cui una prostituta fa del male a qualcuno che non sia il suo protettore o un cliente violento. Bene: il nostro genio della macchina da presa dichiara: “credo che i responsabili di quell’omicidio siano i clienti. Bisognerebbe punire i clienti”

Va bè, c’è il gusto del sensazionalismo. Siamo in tv e bisogna spararle grosse. Però ci sono anche dei limiti di decenza.

E’ quel tipo di posizione che non vede nelle puttane persone di carne e d’ossa ma figure mitiche. Che sconfinano nella mistica delle sante peccatrici. Dunque si toglie loro anche il libero arbitrio di poter compiere il male. O magari semplicemente di essere psichicamente instabili per i fatti propri. Ce n’è una (dico una!) all’interno della categoria che è anche un’assassina ? No: è colpa dei clienti! Che notoriamente sono dei maiali.

Questa storia che bisogna punire i clienti, seguire il modello svedese periodicamente risalta fuori. Di solito la dice il ministro Amato. Ma agli ex bambini prodigio si perdona tutto (a proposito: ma non doveva finire la sua carriera politica dopo l’ultimo incarico a Presidente del Consiglio? Ma possibile che nessuno gli ricordi mai quella solenne promessa fatta davanti al parlamento ?).

Ma torniamo a noi, dicevamo: la Maddalena, lo sappiamo, è solo un povero Cristo. Ma il viscido cliente disposto a scucire la grana in cambio di un po’ di piacere effimero, quello è un porco. E oltre a pagare deve pagarla. Deve pagarla perché è complice della schiavitù delle ragazze, giacchè se non ci fosse domanda non ci sarebbe neppure l’offerta. Facile, no ? Lo dice la Chiesa e lo dice il ministro. Lo dice la Svezia. Lo dicono le decine di ordinanze dei sindaci che vietano transiti, fermate e intralci al traffico in determinate vie a determinate ore.

D’altronde il proibizionismo sul piacere individuale è qualcosa che storicamente ha sempre funzionato così bene che viene da chiedersi come mai non ci abbiamo pensato prima.
I grandi successi mietuti con la politica repressiva sugli stupefacenti sono di enorme conforto, dunque andiamo avanti per quella strada.

Benissimo. Però è anche tempo che Amato, la Chiesa, Camarca e tutti quelli che inveiscono contro i clienti prendano atto del fatto che nessuno in Italia ha mai “salvato” tante prostitute quante i clienti. Nessun prete. Nessun servizio sociale laico e comunale come il mio. La quantità di ragazze che esce dalla strada grazie a un cliente innamorato che: le sposa/ denuncia gli sfruttatori/ospita la ragazza è enorme. E senza dubbio è la più grande risorsa di cui disponiamo. Poi c’è l’altra categoria di cliente. Quello violento/rapinatore/stupratore/assassino ecc. Vediamo un po’: secondo voi cercare di spingere il cliente nella clandestinità quale delle due tipologie favorirà ?

A Modena come al solito siamo più avanti. In una indagine terminata lo scorso anno sono stati arrestati e poi condannati per sfruttamento della prostituzione, con tanto di nome e foto pubblicati sui quotidiani locali, tre pappagiro. Ora: la figura del pappagiro, da non confondersi col pappone, può in effetti apparire ad un primo esame abbastanza squallida: si tratta di solito di persone attempate, quando non di autentici vecchietti, che in cambio di qualche favore sessuale e/o di qualche spicciolo fanno da tassisti alle ragazze. Solo che, come mi ha spiegato una volta una ex prostituta, il pappagiro è spesso l’unica persona di fiducia per la ragazza. Quando vuoi tenerti un po’ di soldi da parte, magari per inviarli a casa senza che passino per la Madame, li affidi a lui. Lo mandi a fare il bonifico alla Western Union perché tu non ci puoi andare. Poi lui ti porta la ricevuta e tu ti fai dare una palpatina. “Meno male che ho incontrato lui” mi diceva.

Certo, in un mondo ideale non avremmo bisogno di loro. E neanche delle prostitute: tromberemmo tutti come ricci, vivremmo amori eterni e appaganti e la ricchezza sarebbe equamente distribuita tra tutti gli abitanti del pianeta. In questo, tocca arrangiarsi.

Reazioni:

3 commenti:

  1. cragno, questo post mi piace in tutto. forma e contenuto, come dice chi parla in punta di forchetta

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  2. grazie caporale. idem io per il tuo commento.

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  3. io avrei tolto le polemiche all'inizio, appesantiscono. Uno pensa: il solito Rocca, che palle, e cambia canale.

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