martedì, marzo 05, 2013

Di Argentina e peronismo



La prima cosa è la differenza tra come il Paese si percepisce, rispetto a come viene percepito dalle nostre parti. Se uno si legge gli articoli sull’Argentina pubblicati negli ultimi mesi dal Post (1, 2, 3, 4, 5), ad esempio, ha l’impressione di un paese diretto verso il baratro a passi lunghi e ben distesi. Nulla di tutto questo. 
L’Argentina di oggi, almeno nella sua larga maggioranza, si percepisce come un paese in crescita, con diritti sociali in aumento, pensioni in aumento, povertà in calo, un sentito problema di corruzione ma anche una grande lezione impartita al mondo sui diritti umani. Più o meno tutto il contrario dell’Europa

Il governo Kirchner viene descritto sui nostri media come un esecutivo in grave crisi di consenso, messo in difficoltà dagli scioperi e forse coi giorni contati. Ancora una volta l’impressione è che le cose non stiano proprio così. Cristina Kirchner (CFK, come acronimamente si dice) si sarà pure fatta diversi nemici, primo fra tutti ilgruppo editoriale Clarìn, ma gode di un consenso tuttora notevole e il primo tentativo di mobilitazione contro di lei pare essere andato a vuoto. Perché dunque questa differenza tra come stanno le cose e come ci vengono raccontate ? Forse l’Argentina fa notizia solo quando crolla o sembra crollare ?

I saccheggi del dicembre scorso, per dire, hanno allarmato e sorpreso anche gli argentini ma, a detta di tutti, sono totalmente altra cosa dai saccheggi del 2001 e sono legati più a situazioni contingenti a livello locale e a fenomeni di emulazione che a una reale emergenza economica, che non c’è. Questo se si trascurano le teorie del complotto, diffusissime anche là, con peronisti e radicali che si accusano vicendevolmente di aver tramato nell’ombra per destabilizzare il Paese.

Poi c’è il peronismo. Confesso di essere andato in Argentina con un’ignoranza pressoché abissale su quella storia nazionale, sia passata che recente. Il peronismo è una cosa difficilissima da capire per un europeo. Il peronismo “è un fenomeno complesso”, per usare una frase fatta e rassicurante.

Per avvicinarsene ecco l’abc, un glossario minimo veramente minimo:

Nell' "Università de Las Madres", BA
Madri di Plaza de Mayo (Associacion)  Le madri sono divise in due associazioni distinte dal 1986. Quelle della Associacion, che fa capo a Hebe de Bonafini, si considerano una sorta di organizzazione rivoluzionaria con simpatie per Chavez, Castro, gli zapatisti, ecc. Ma soprattutto sono kirchneriste, cioè filo governative, a livelli imbarazzanti. Nel loro pantheon Maradona, Che Guevara, Nestor e Cristina Kirchner, Carlos Gardel, Eva Peron.  Eva Peron ? Sì. Ma dai .. . Vi metto la foto. 

Movimento Peronista Montonero  Ufficialmente fu un organizzazione guerrigliera dell’estrema sinistra peronista, però i fondatori venivano tutti dall’estrema destra. Si autodefiniva “un’avanguardia armata, cattolica e nazionalista”, ditemi voi. Poi però venne influenzata dalla teologia della liberazione, o meglio dalla sua variante argentina, il Movimiento de Sacerdotes para el Tercer Mundo, e perseguì una via nazionale al socialismo. Dopo aver ucciso il generale Aramburu, autore del colpo di stato che mandò Peron in esilio e aver lottato per il ritorno in patria del proprio beniamino, si accorsero che questi preferiva loro la destra reazionaria dei Lopez Rega. E fu l’inizio della fine. I Kirchner in gioventù appartenevano a un’organizzazione universitaria legata ai montoneros. In quel periodo l’organizzazione, nata in clandestinità, era rientrata nella legalità.

Partito Comunista Argentino: si dichiarò favorevole al colpo di stato militare del 1976 e non venne messo fuori legge. In occasione del 30° anniversario del golpe farà autocritica dicendo di avere “sopravvalutato le contraddizioni interne ai militari”. Cosa aggiungere ?

Peròn (Juan Domingo) Era un militare, fu complice di un colpo di stato e grazie a questo fece carriera. E’ noto che fosse un ammiratore di Mussolini e che a lui si sia ispirato per i suoi discorsi dal balcone della Casa Rosada. Fu sempre lui ad accordarsi col Vaticano per far arrivare i nazisti in fuga dall’Europa in Argentina e, quando fu a sua volta vittima di un colpo di stato, si rifugiò nella Spagna franchista.  Ditemi se non è la biografia di un fascista. Per qualcuno no
Per guadagnare la dignità di  –ismo, cioè di ideologia, Peròn diceva di cercare una terza posizione tra il capitalismo americano e il comunismo sovietico. Ora: Terza Posizione da noi era il nome di un gruppo, guardacaso neofascista, che si rifaceva alle teorie del peronismo. Ditemi voi se questo non è un fascista. Per qualcuno no. Anche la storia delle concessioni sindacali del peronismo me la sono sempre immaginata come un mantra ripetuto allo sfinimento per dimostrare la bontà di un prodotto immangiabile, tipo la bonifica delle paludi pontine per i fascistelli nostrani. Ma in Argentina non la pensano così.

Peròn (Isabelita): ex ballerina di night, terza moglie di Juan Domingo, vice Presidente dell’Argentina quando Presidente era suo marito, Presidente dopo la sua morte. Da tutti descritta come un fantoccio nelle mani di José López Rega, fu rovesciata dal colpo di stato militare del 1976. Sapevate che è ancora viva ?

Peronismo Tutto e il contrario di tutto. Per noi europei è sinonimo di populismo destroide e si liquida in tre righe sui libri di storia. In Argentina è un po’ diverso. Peronista era il fondatore delle squadre paramilitari della Triple A, Alianza Anticomunista Argentina, José López Rega; peronista era l’organizzazione guerrigliera di sinistra radicale Movimento Peronista Montonero. E infatti la Triple A ammazzava più montoneros che comunisti. Peronista era il liberista Menem, peronisti gli “statalisti” Kirchner. La storia dell’Argentina contemporanea è in gran parte una storia di regolamenti di conti tra peronisti. Come a Ezeiza, l’aeroporto internazionale di Buenos Aires. Il 20 giugno 1973 ad attendere il ritorno di Peròn dall’esilio vengono stimate tre milioni di persone. La destra peronista tiene il palco. Quando un gruppo di montoneros, alcuni dei quali  pure armati, cercano di occupare i posti più vicini i cecchini fanno fuoco, rimangono sul terreno 13 persone e oltre trecento sono i feriti. 

Peronismo (Contributo italiano al) Licio Gelli, ad esempio, ha sempre rivendicato di aver avuto un ruolo di primo piano nel riportare Peròn in patria dall'esilio spagnolo. Ammettendo però che il merito è da spartire con Giancarlo Elia Valori. In effetti sia López Rega che i militari del colpo di stato ’76 erano iscritti alla P2. Secondo il giudice spagnolo Garzon, poi, anche Stefano Delle Chiaie  ha fatto la sua parte. A Ezeiza, tra i cecchini.


Rodolfo Walsh periodista e scrittore. In Italia non lo conosce nessuno, in Argentina un mito. Militante montonero, fondatore dell’agenzia di stampa Prensa Latina a Cuba, insieme a Gabriel Garcia Marquez. Pare che a lui si debba la scoperta, casuale, del piano di invasione dell’isola che passò alla storia come Baia dei Porci.  Il 24 marzo del 1977, in occasione del primo anniversario del colpo di stato militare, inviò a tutti i quotidiani nazionali e al governo stesso la Carta Abierta de un Escritor a la Junta Militar  (qui la versione integrale in italiano ), con la quale quale denunciava le sparizioni e le torture ma anche la politica economica dei militari, asservita alle richieste del Fondo Monetario Internazionale, che impoveriva le classi meno abbienti .  La lettera terminava con la frase “senza aspettarmi di essere ascoltato e con la certezza di essere perseguitato”. Ebbe ragione, d’altronde all’epoca viveva già in clandestinità. Intercettato da un gruppo di militari mentre si allontanava da una cassetta postale, pare abbia iniziato con loro un conflitto a fuoco con il preciso intento di non farsi prendere vivo. Riuscendoci. Non riuscì invece a far pubblicare la sua lettera  da nessun quotidiano ed è difficile immaginare che lo sperasse. Nel 1999 il suo racconto “Esa Mujer  fu giudicato da una giuria di critici letterari il miglior racconto argentino del XX° secolo. 

martedì, febbraio 26, 2013

ll buonumore di Michele

Questo blog non ha mai fatto appelli di sorta, ma in questo caso faccio un'eccezione: c'è qualcuno tra i lettori che sia vicino di casa di Michele Serra ? Se sì, potrebbe scattargli una foto domani? Un primo piano del viso, per favore. Poi chiederei di inviarcela o postarla sul proprio blog, muoio dalla voglia di vedere il buonumore di un imbecille

lunedì, febbraio 18, 2013

Sotto la doccia


Non ricordo chi, tra altri nomi, mi segnalò un bocconiano di bella speranza che faceva da assistente-segretario all' imprenditore più innovativo del momento, Silvio Berlusconi. In città si diceva che Urbano Cairo era tra i pochissimi a condividere la vita quotidiana del suo capo, nella palazzina di via Rovani, dove allora abitava anche la futura moglie e first lady, Veronica Lario. Un rapporto di fiducia totale che Cairo non ha mai tradito. Entusiasta mi raccontò come era arrivato a Berlusconi sfiancandolo di telefonate e la fortuna di lavorare accanto a un simile personaggio. Anche sotto la doccia mi confessò (anni dopo però l'ha negato) ripensava agli insegnamenti del suo maestro. Una spugna. Travolta da cotanta ammirazione ammetto che giudicai il giovane Cairo un aspirante clone, un tantino ridicolo. 

Cairo, Bocconiano tenace 
Chiara Beria D'Argentine, La Stampa 08/09/2005 


martedì, febbraio 12, 2013

Ratzinger mi mancherai



Mi dispiace che se ne vada Benedetto XVI, sul serio. Fondamentalmente perchè io voglio male alla Chiesa cattolica e al sistema di potere che rappresenta e lui, con le sue rigidità così assolutizzanti e non negoziabili, le sue messe in latino e le sue scarpette rosse era forse la persona più adatta a indebolirla. 

I sistemi di potere, quelli veri, quelli che sono fatti per durare nei secoli, hanno assoluto bisogno di ambiguità, di elasticità, di adattamento. Come gli organismi viventi adatti a superare le prove dell’evoluzione. La Chiesa lo sa benissimo e le ambiguità le coltiva da sempre. Nella Chiesa ci possono stare Don Gallo come Don Giussani, Leonardo Boff come San Escrivá de Balaguer. Questa è la forza della Chiesa e di questo la Chiesa ha bisogno per essere forte. Ma Ratzinger è proprio quello che uno come Boff l’ha buttato fuori. 

Ratzinger è un fine teologo, si dice sempre. Ma il lavoro del teologo, almeno per come lo vedo io, è nient’altro che inventare regole che siano utili a chi comanda, per poi inventarne le eccezioni quando l’eccessiva rigidità della regola rischi di rivelarsi controproducente al medesimo. E’ lavoro di elasticità per antonomasia. Ma lui non pareva elastico

Una religione alla fine è un prodotto che deve competere con altri, altrettanto aggressivi. E se vuoi conquistare quote di mercato presso il grande pubblico devi scendere a compromessi. Il mio amico Leonardo, che è uno ferrato in materia, ha già raccontato qua e quanti sincretismi e quante feste mutuate da questa o quell’altra religione in declino, il cattolicesimo abbia dovuto digerire per diventare la multinazionale vincente che conosciamo. Ratzinger, con le sue passioni vandeane e restauratrici era tendenzialmente contrario a queste cose. Almeno mi pare

Ratzinger era un nemico, è vero. Nessuno, almeno in tempi moderni, ha mai sostenuto con tanta chiarezza e limpidezza l’idea che il mondo possa avere un solo ordine, frutto della volontà divina e quindi ordine naturale delle cose.  Basta leggere il modo in cui si è espresso a proposito delle unioni famigliari.  Però era un nemico vero, affrontabile frontalmente, all’arma bianca. E battibile. Molto più, per dire, dei gommosi morotei allaTodo Modo ai quali eravamo abituati. Peccato

domenica, febbraio 03, 2013

Grillo il peronista

Ieri sera ho visto Grillo in comizio e ho realizzato che è il Kirchner italiano.

I Kirchner, Néstor e la moglie Cristina, sono rispettivamente l'ex e l'attuale presidente della Repubblica Argentina. Entrambi sono peronisti della corrente di centro-sinistra. Vediamo somiglianze e differenze con Grillo
  • I Kirchner sono populisti (vi dice niente il nome Perón ?). 
  • Anche Grillo lo è

  • Grillo vuole "uno Stato che faccia lo Stato e si riprenda le concessioni, l'energia, le autostrade, la dorsale della Telecom”. 
  • I Kirchner lo hanno già fatto, rinazionalizzando quanto era stato privatizzato da Menem negli anni '90: petrolio, linee aeree, aziende aeronautiche, fondi pensione, da ultimo Cristina ha annunciato la nascita di una compagnia di telefoni cellulari pubblica

  • Grillo vuole dare un reddito minimo di cittadinanza a tutti i disoccupati per almeno tre anni
  • I Kirchner hanno già fatto una cosa molto simile con l' "assignacion universal por hijo"

  • Grillo vuole tornare alla pensione a 60 anni e aumentare le pensioni minime coi tagli ai rimborsi elettorali
  • I Kirchner, dal loro arrivo nel 2003, hanno aumentato le pensioni minime del 1253%, molto più dell'inflazione

  • I grillini cercano il consenso anche attraverso gesti simbolici, tipo restituire una parte dello stipendio alla regione Sicilia per il microcredito delle imprese
  • I Kirchner hanno basato buona parte del loro consenso su gesti simbolici eclatanti (giustissimi, peraltro), come l'esproprio dell'ex centro di tortura clandestino ESMA, tolto ai militari e donato alla città di Buenos Aires per essere trasformato in "uno spazio per la memoria sul terrorismo di stato"

  • Grillo dice sostanzialmente "o noi o il diluvio"
  • Kirchner uguale

  • Grillo dice di non essere né di destra né di sinistra
  • Presentandosi a George W. Bush che gli chiese se era più di destra o più di sinistra Nestor Kirchner rispose "non ho di questi problemi, sono peronista"

  • Grillo vuole un mercato protetto che salvaguardi le piccole-medie imprese dalla concorrenza dei paesi a basso costo del lavoro
  • L'Argentina è già un mercato superprotetto. Praticamente tutte le merci in vendita sono argentine (quest'ultima affermazione per esperienza turistica personale)

  • Il governo Kirchner sta regalando tre milioni di netbook con accesso a internet a tutti gli alunni delle scuole elementari, medie e superiori
  • Grillo avrebbe apprezzato (si presume)

Poi naturalmente ci sono le specificità del grillismo (parlamento pulito, casta, energie rinnovabili, ecc) e del kirchnerismo (nazionalismo, politica sui diritti umani e sui crimini della dittatura militare) che ovviamente marcano le differenze. Ma paiono differenze tutto sommato contingenti 

Se mi passate questa analisi lo scenario futuro potrebbe essere più o meno questo: due centro-sinistra, l'un contro l'altro armati, come in Argentina. Le agende politiche dei due, oggi molto differenti, col tempo potrebbero molto uniformarsi, come in Argentina. I Kirchner grazie alle loro politiche hanno goduto e godono tuttora di notevole consenso, lo tengano a mente coloro che pensano che Grillo non possa essere altro che un fuoco di paglia.

Si può obiettare che i Kirchner hanno potuto fare quello che hanno fatto perchè si sono trovati tra le mani un paese in forte crescita economica dopo il default del 2001, mentre la situazione italiana è totalmente differente. Io non sono convinto ma non ho voglia di argomentare, comunque chissà 

Insomma, andiamo verso un peronismo all'italiana, contenti ?

martedì, gennaio 08, 2013

Dal punk alle panche

La svolta, storie di conversione al Cristianesimo - Giovanni Lindo Ferretti



So che son cose che piacciono molto al titolare del blog.

(via pieghinsky)

lunedì, dicembre 03, 2012

A non ascoltare i guru giusti


(Ha chiuso il Daily, non ha procrastinato abbastanza).

I vecchi e il giovane, e viceversa

Forse l'avevo già detto, non mi ricordo, ma lo ridico: io lavoro in un posto dove ci siamo in più di ottocento, circa, e tra questi più di ottocento c'è gente di tutte le età e che viene da tutte le parti d'Italia, qualcuno anche dall'estero. Dico sempre che è un bel campione del paese, per far dei sondaggi spannometrici o sondare un po' quali sono le opinioni che girano, e di solito, quando ci sono delle elezioni, o poco prima, riesco sempre a indovinare come vanno a finire con una precisione invidiabile.
Beh, stamattina, parlando un po' davanti alla macchinetta del caffè e tra le linee di assemblaggio, mi son fatto l'idea che la maggior parte dei votanti di Renzi siano dei "vecchi", diciamo dall'età di Renzi in su, mentre quelli che han votato Bersani sono i "giovani", diciamo dall'età di Renzi in giù.
E niente, mi sembrava un dato interessante da riportare. Per il resto, non ho altro da aggiungere, non sono un granché come commentatore politico, altrimenti avrei già intavolato una bella discussione su twitter, con quel suo grazioso metodo di comunicazione che mi ricorda i walkie talkie.

mercoledì, novembre 28, 2012

Mettiamo che

Mettiamo che ci sia un industriale, uno che coi suoi dipendenti è discretamente mastino, che ha voglia di finanziare un candidato alle primarie qualsiasi. Lo incontra e gli dice: voglio darti tot euro, che ne dici?

Mettiamo che al candidato alle primarie quei soldi non facciano per niente schifo (ci mancherebbe, è per una buona causa, si tratta di salvare il Paese, ecc.) però bisogna rendicontarli, prima o poi qualcuno le benedette ricevute on line le leggerà e gli chiederà: come mai hai preso così tanti soldi da quell'industriale lì?

Allora io dico, eh, in linea teorica, si potrebbe fare così: il candidato dice all'industriale, Grazie, ma non posso accettare. Però sai cosa potresti fare? Infilare tutti quei soldi, che sono parecchi, nelle buste dei tuoi dipendenti per Natale. Tu ci fai una figura meravigliosa, nessuno potrà più darti del mastino, anzi passerai per industriale illuminato, e a quel punto sai che fai? La sera più importante della mia campagna, la sera che andrò al talk show più visto, ci vieni anche tu e ti siedi vicino a me e sorridi ogni volta che io dico qualcosa. Ovviamente il conduttore ti presenterà come l'industriale illuminato che ha infilato nella busta dei suoi dipendenti una gratifica clamorosa. Tutto regolare, niente da rendicontare, ritorno di immagine garantito per entrambi.

Vabbe', lo so da me, è tutta fantascienza.

venerdì, ottobre 26, 2012

È arrivato il merendero

Renzi fa una pausa, risponde al telefono, afferra una manciata di Pringles, sgranocchia un paio di tarallucci, si toglie la camicia, si infila una slabbrata maglietta grigia del circolo canottieri Firenze, poi risponde via sms a Piero Fassino (che lo aveva chiamato otto volte), ringrazia al telefono Oscar Farinetti (che domenica gli ha organizzato a Torino un maxi evento al PalaOlimpico, 5 mila persone), chiede cortesemente alle ragazze del suo staff di non raccontare a Farinetti quello che mangia di pomeriggio in camper, domanda quanti chilometri mancano ad Asti, passa un foglio di carta ai due sindaci che lo hanno accompagnato lungo il tour in Piemonte e in Liguria (Federico Berruti, sindaco di Savona, e Andrea Ballaré, sindaco di Novara) e infine chiede a entrambi di dargli qualche consiglio su alcuni temi da affrontare nelle due tappe successive. Prima di Asti ci sono ancora circa 50 chilometri da percorrere e il sindaco di Firenze ha ancora qualche minuto per noi. Dicevamo: e adesso che si fa? "Io-dice Renzi mentre si fa passare una confezione di biscotti Tuc dall'operatore che lo segue con la telecamera ogni giorno da quando è cominciato il tour, non sopporto chi mi accusa di voler spaccare il partito. Ciomp.

(Ok, il Ciomp finale l'ho aggiunto io ma non ditemi che non ci stava).

Staff di Renzi, accetta un consiglio qualunque da un bersaniano qualunque: se proprio dovete invitare Cerasa nel camper, il figliolo fatelo desinare prima. Sempre che non sia un'accorta strategia neurosubliminale, tipo che la gente si fida proprio perché sgranocchia merendine compulsivamente, nel qual caso chiedo scusa, sbaglio sempre, anche a quello di prima pensavo che le compulsioni manifeste facessero perdere consensi, e invece.

martedì, settembre 25, 2012

"Matteo rappresenta plasticamente"

Dopodiché ho smesso di leggere - chiedo scusa, lo so che non si fa, ma qualsiasi cosa sia rappresentata plasticamente da Renzi, per me, non passa il collaudo.

(Non c'è nulla di male nel voler rappresentare plasticamente, sia chiaro; ma il più grosso difetto di Renzi come candidato ai miei occhi è proprio la sua bambolottaggine. Si vede che piace così: non ho difficoltà ad accettare che piaccia così, salvo che ho paura che stanchi immediatamente, alla prima difficoltà, si sa come sono i bambini, dopo un po' al bambolotto in caucciù gli staccano la testa e l'infilano sotto il cuscino della poltrona).

mercoledì, settembre 19, 2012

Sondaggio

Il Cragno dice che il nuovo trendissimo layout è caghevole. Altri anni lo avrei ignorato, ma ormai praticamente il blog è suo, perciò lo ignoro e apro un sondaggio informale: fa veramente così schifo?

domenica, agosto 26, 2012

La vera puttana è la letteratura

Sotto una diga del Po trovano una nigeriana morta da tre settimane. Da qualche parte salta fuori il suo cellulare. Vanno a trovare l'ultimo tizio che l'ha chiamata, non è che ci voglia il tenente Colombo. In casa sua trovano un romanzo inedito dove il protagonista non riesce a redimere una prostituta nigeriana e allora l'ammazza.
(Magari però adesso un editore lo trova).

mercoledì, agosto 22, 2012

Una cosa del tipo due punto otto

Una sera in mezzo alla settimana scorsa eravamo, io e la mia moglie ufficiosa, nella nostra camera d'hotel a Mosca, erano circa le undici, poco meno, eravamo a metà del nostro viaggio di nozze ufficioso, avevamo camminato tutto il giorno e avevamo pensato bene di tornare in camera a riposarci, ché il giorno dopo sarebbe stato altrettanto magnificamente faticoso e c'era da alzarsi presto per andare a far la coda davanti al mausoleo del compagno Vladimir Il'ič. Eravamo quasi lì apposta.

Stesi sul letto, abbiamo acceso la televisione, siamo andati sui canali internazionali e abbiamo cercato Rai2. Stava finendo il tg della sera (il fuso orario di Mosca, d'estate, è due ore avanti; d'inverno tre, ché i russi sono abbastanza furbi da non aver adottato l'ora legale) e c'era un simpatico servizio su San Felice, stava finendo, e un paio di sanfeliciani intervistati eran lì che dicevano cose del tipo «eh, sì, dobbiamo abituarci» e «forse non è ancora finita» e «cosa dobbiamo fare? andar via?» eccetera. Visto che anche noi veniamo da quelle zone, che anche noi abbiamo visto le pareti sgretolarsi e abbiam sentito la terra muoversi e anche noi abbiamo parenti senza casa e così via, abbiamo drizzato le orecchie, come si dice, e corrugato appena la fronte. Ci siam chiesti subito se per caso non fosse successo qualcosa, ma poi ci siamo tranquillizzati col servizio seguente sull'esodo estivo, pensando una cosa del tipo «valà, sarà il solito reportage su come se la passano i terremotati d'estate, se fa caldo nelle tende o se vanno in vacanza lo stesso». Stavamo quasi per spegnere, quando la strisciolina rossa in fondo al Tg2 ha recitato una cosa del tipo «nuova scossa in Emilia: nessun danno». Panico.

Dopo qualche secondo di silenzio, ci siamo guardati, ché nonostante sembriamo tranquilli e col cuore in pace, nella realtà non siamo né tranquilli né col cuore in pace, e meccanicamente ho preso il cellulare e ho provato a chiamare i miei, a Novi di Modena, che adesso hanno i nonni in casa perché i miei nonni di case non ne hanno più. Solo che non c'era campo. Allora, un po' in fretta, siamo scesi nella hall, dove c'era il wi-fi, e abbiam cercato delle notizie su Google, ma non abbiamo trovato niente. Abbiamo messo il ditino sull'app dei nostri amici dell'INGV e la scossa emiliana più forte registrata era del due punto otto, che sono delle scosse, quelle da due punto otto, che se stai camminando o stai facendo da mangiare o ti stai scaravoltando nel letto con la tua metà o, insomma, se non sei coricato sul divano a non far niente e a guardare il soffitto, non le senti neanche. Per sicurezza ho mandato un sms a mia madre, che mi ha risposto dopo un'ora abbondantemente lunga, una cosa del tipo «sì, c'è stata una scossa del due punto otto, ma noi non l'abbiamo neanche sentita». Sospiro e decompressione.

Adesso, rivolgendomi al direttore del Tg2, che non conosco di persona e che posso anche stimare, per il lavoro che fa tutti i giorni, almeno in linea di principio, vorrei dire, pacatamente, semplicemente, con tutta la tranquillità e con tutta la pace nel cuore del mondo, che un servizio su una scossa del due punto otto su un telegiornale del genere, su quel canale pubblico lì, a quell'ora lì, non mi sembra una gran mossa giornalistica e nemmeno un siparietto di costume. Più che altro, penso davvero che sia una cosa del tipo FOTTUTO ALLARMISMO DEL CAZZO.

Ecco. Grazie. E scusatemi.

mercoledì, luglio 18, 2012

La contabilità è a posto, eccellenza.


Io non credo che il Presidente della Sicilia Lombardo abbia mai detto quello che alcuni quotidiani hanno scritto stamattina, cioè "conti a posto" (il Corriere per esempio ha cambiato il titolo, ci dev'essere ancora qualcosa nella cache). È che citare il Gattopardo certe volte sembra ineluttabile; è un sottotesto che ci fa sentire tremendamente intelligenti, e rassegnati: e poi lo leggi una volta e non devi più preoccuparti di che succede laggiù, è tutto scritto lì.

domenica, giugno 17, 2012

(comunicazione) Con le Mondine per Novi


Lo sto scrivendo un po' dappertutto, lo scrivo anche su piste: il coro delle Mondine di Novi di Modena ha lanciato una campagna di raccolta fondi per la ricostruzione delle scuole del comprensorio Novi-Rovereto-Sant'Antonio distrutte dal terremoto. Tra queste scuole c'è anche la loro scuola di musica. Tutte le info le trovate sul bannerino lì in alto o sulla pagina facebook delle Mondine.

Poi, il 24 giugno, alle 21:00 alle 19:30 (con pausa per la partita sul maxischermo), al Parco della Resistenza di Novi di Modena, ci sarà un concerto del coro insieme a un po' di amici, come la Banda Comunale di Novi di Modena, i Flexus, Cisco e i barabbisti (io ci sarò e, se viene, ci sarà anche Leonardo).

Ecco. Fine della comunicazione.

venerdì, giugno 15, 2012

L'energia del sole che vi spacca il culo

Ho come la sensazione che là fuori ci sia ancora qualcuno che considera l'energia fotovoltaica come un marginale gingillo da romantici ambientalisti o addirittura come una futuribile buona idea. Non è una colpa, è semplicemente che le cose, da quelle parti, si sono evolute più rapidamente di quanto tutti ci aspettassimo.

Allora vorrei segnalare a questo immaginario signore che il fotovoltaico:

1) Sta facendo accadere cose strane, tipo che il prezzo di mercato dell'energia elettrica nel sud Italia ha toccato quota 0,00 euro lo scorso 2-3 maggio, per alcune ore

2) Gli manderà in pensione la tariffa elettrica bioraria, così come la conosciamo ora, a partire dal 1° gennaio 2013

3) Sta conducendo le comuni centrali termoelettriche a gas sull'orlo del fallimento. O comunque in grave crisi

Giusto così, per il piacere di saperlo

martedì, maggio 29, 2012

Che è un po' il motivo per cui Roma esiste

E perché ve la meritate.

(Ma io ci credo che li farebbero. Placcati soltanto, però. Tempestati con stelle delle alpi in smeraldi. No, zirconi. Gli smeraldi in cassetta a Lugano).

sabato, aprile 14, 2012

Chi l'ha visto? Quando il sindaco di Modena scappò in URSS a festeggiare la rivoluzione

Una sfida alla Questura e al Ministero degli Interni che non gli avevano concesso il visto? Affari riservati PCI - PCUS? Chissà. Fatto sta che ai primi di novembre del 1953 il sindaco di Modena Alfeo Corassori espatriò clandestinamente in URSS per alcune settimane, con tanto di piccolo giallo e ritiro del passaporto al ritorno in Italia.


Il Sindaco di Modena scomparso da 20 giorni

Modena, 18 novembre. Da 20 giorni il sindaco comunista di Modena, Alfeo Corassori, è scomparso. In tutte le varie cerimonie svoltesi in città nel settore consiliare, il primo cittadino di Modena non si è - fatto vedere ed è stato rappresentato alternativamente dai due vice-sindaci Zurlini e sen. Zanuccoli. La scomparsa del sindaco è diventata motivo di discussioni e commenti. La sua improvvisa assenza venne notata il 4 novembre, in occasione della celebrazione della giornata delle Forze Armate. In grandi manifesti era stato annunciato che il sindaco avrebbe tenuto un pubblico discorso. Alla cerimonia lo rappresentò invece il sen. Zanuccoli. Da allora il sindaco è scomparso. Negli ultimi giorni di ottobre il sindaco era stato visto, per l'ultima volta, alla stazione, con due pesanti valigie, in attesa del treno. Le autorità provinciali, Interpellate da enti, associazioni, privati, cittadini e dai quotidiani locali, non hanno saputo dire nulla. Il Prefetto di Modena ha detto che da venti giorni non vede il sindaco, col quale invece in precedenza aveva scambi telefonici quasi giornalieri; altrettanto risponde il Questore, il quale ha dichiarato di non sapere dove si trovi il signor Corassori. Ovviamente la Questura non può fare ricerche perchè la scomparsa del sindaco non è stata denunciata da nessuno della famiglia. La moglie del primo cittadino, interpellata, ha risposto che. il marito è fuori Modena, ma non ha voluto aggiungere altro. In Municipio viene data analoga risposta. In città circola insistente la voce che il sindaco sia stato invitato a Mosca tempo fa, per assistere alle celebrazioni del 36° anniversario della rivoluzione bolscevica. All'ufficio passaporti della Questura il sindaco presentò effettivamente un visto per recarsi nell'Unione Sovietica, ma tale visto gli fu negato.
(La Stampa - 19/11/1953)


Una cartolina da Mosca del sindaco di Modena

Modena, 20 novembre. Il mistero della scomparsa del sindaco comunista di Modena, Alfeo Corassori, che da venti giorni era assente dalla città dopo essere partito per ignota destinazione, è stato svelato ufficialmente da un comunicato dell'ufficio stampa del P.C.I. Si annuncia infatti che il sindaco ha inviato da Mosca, dove è stato invitato alla celebrazione del 36° anniversario della Rivoluzione bolscevica, una cartolina di saluto «ai compagni modenesi ». Come già abbiamo pubblicato, il sindaco aveva chiesto, un mese fa, il visto per l'espatrio nell'Unione Sovietica, ma tale visto sul suo passaporto gli era stato negato. Evidentemente il Corassori si è recato in Austria e di qui è passato in Russia con la complicità di funzionari sovietici della zona di occupazione. La posizione del primo cittadino di Modena dopo il comunicato dell'ufficio stampa si è fatta ora alquanto delicata, in quanto viene ammessa una contravvenzione alle norme sugli espatrii. (La Stampa 21/11/1953)























(La Stampa 26/11/1953)
























(L'Unità 4/12/1953)