"L'unica esperienza negativa è l'affitto"
Paola Ghinelli ha scritto un libro di interviste agli stranieri di Modena, che è bello e divertente.
noi postiamo per la gente che lavora
Paola Ghinelli ha scritto un libro di interviste agli stranieri di Modena, che è bello e divertente.
di
leonardo
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11/18/2009
0
c.
Non so voi, ma effettivamente questo mese di novembre senza Giornate della Memoria mi sembrava un po' squallido, polverosa preda dell'oblio. Problema risolto.
di
leonardo
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11/12/2009
2
c.
La Santanchè è indifendibile, e si sa. Mi ha tuttavia un po' inquietato il riflesso condizionato per cui pochi minuti dopo il suo intervento sulla moglie di Maometto c'era già qualcuno on line che replicava citando l'età della madre di Gesù. (Cito Gilioli, ma ci sarà stato qualcuno anche prima di lui).
Sono convinto che chi azzarda paragoni del genere è in buona fede. Come minimo vuole dimostrare che "tutte le religioni" traggono linfa da vecchie storie antiche ambientate in contesti tribali remoti dalla nostra esperienza, per cui a una sposa bambina musulmana corrisponde una sposa bambina cristiana ecc. ecc.
Ma basta aver letto un po', perdio, per rendersi conto che è un autogol. Aisha non è Maria, sono quasi l'opposto. Da una parte c'è una bambina che, grazie alla buona memoria dei biografi orali di Maometto, risulta avere 6 anni all'età della nozze e 9-10 all'età della prima consumazione. Qui l'unico sistema per uscirne puliti è sostenere (qualcuno lo fa) che forse i biografi hanno contato male gli anni.
Dall'altra c'è una giovane, di cui non è detta l'età, a cui l'arcangelo Gabriele annuncia una possibilità, e lei la accetta. C'è il libero arbitrio, non so se è chiaro. Che Aisha a 6 o 9 anni difficilmente poteva esercitare. Ah, e poi nel secondo caso non si parla di atto sessuale, ma di concepimento senza congiunzione carnale: qualsiasi vecchietta è in grado di confermarvi su questo punto teologico.
Poi chi lo sa come sono andate veramente le cose? Nessuno. Magari Aisha aveva 16 anni e Maria ha concepito come tutte le altre donne. Non lo sappiamo: però i miti li possiamo giudicare per quello che raccontano, e qui mi dispiace, ma non c'è gara. Da parte abbiamo una religione (l'Islam) che mostra nella tradizione biografica del suo profeta un modello patriarcale ormai lontanissimo dalla nostra sensibilità; dall'altra abbiamo una religione (il cristianesimo) che con i secoli ha reinterpretato il mito levigando i tratti più brutali e adeguandolo ai tempi.
Poi la Santanchè rimane indifendibile, ma è indifendibile anche il multiculturalismo del frullatore: tutte le religioni sono uguali, tutti i profeti si portano a letto le bambine. No. Tutti no. Le religioni sono diverse, e alcune ci possono piacere più di altre.
di
leonardo
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11/11/2009
16
c.
Forse non frequento abbastanza Wikipedia ma è la prima volta che vedo una cosa del genere
(chi fosse troppo giovane per capire il titolo del post può andare qui. E poi chiedere a Leonardo)
di
cragno
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11/11/2009
2
c.
Qualcuno ha qualche kilowattora da esportare in Francia? Vorrete mica lasciarli al freddo per Natale. Poverini, hanno il nucleare
di
cragno
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11/10/2009
0
c.
E in conclusione io ritengo che La Russa sia l'esatto contrario di un uomo. Vuoi diventare un Uomo? Guarda La Russa e fa' tutto il contrario. Parla poco e con gentilezza, rispetta tutti e soprattutto le signore, e quando c'è qualcosa che ti preme veramente molto, l'espressione corretta è: "morirò per difenderla". Morirò. Io. Non devono morire gli altri, non è così che funziona, neanche se sei Ministro della Difesa: solo con te e Brunetta funziona così, ma appunto, voi due non siete uomini: ominicchi, direbbe qualcuno. L'uomo, se ritiene che siano in gioco i suoi diritti o la sua salvezza, è pronto a morire per difenderli. E' poi di questo che stiamo parlando, se parliamo di un crocefisso: mi viene quasi il sospetto che La Russa nel Cristo in Croce ci veda un esempio di come ci si comporta con quelli che non obbediscono (sta attento Odifreddi, hai visto cosa abbiamo fatto al nazareno)?
Io credo che la maleducazione di La Russa sia un problema contemporaneo; nel passato la gente aveva tanti difetti ma non era così maleducata. Ogni volta che lo vedo in tv mi dispiace che siano scomparse le regole della cavalleria, quelle per cui una volta ci si sfidava a duello. Uno non ci pensa, ma era un sistema per moderare le boccacce tipo La Russa. Dici due insolenze a una signora? Ti mando i padrini e sistemiamo la cosa tra uomini. E' probabile che al primo taglietto gli sarebbe passata la voglia di esibire tanta cafoneria.
Purtroppo non si può più. Vietato. Però non è che possiamo far finta che non esista il problema. C'è gente che campa sparandole grosse, e adesso dà pure gli ordini ai militari.
di
leonardo
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11/05/2009
5
c.
Alfonso Signorini è un uomo pesante, ma Alfonso Signorini è un uomo leggero.
Alfonso Signorini, quando gli portarono il video di Marrazzo, lo considerò spazzatura. Quindi Alfonso Signorini ne fece una copia.
Alfonso Signorini non lo diede mai a Marina Berlusconi. Alfonso Signorini glielo fece solo vedere, così, per il gusto di mostrare spazzatura alle signore.
Alfonso Signorini non ha mai conservato il video nel cassetto. L'ha appoggiato lì, “alla portata di tutti”, poi quando sono arrivati i Ros nessuno riusciva a trovarlo, nemmeno Signorini. Ma in un qualche modo è saltato fuori.
Alfonso Signorini detesta le flagranti violazioni della privacy. “Se qualcuno vuole andare a trans sono affari suoi”. Ficcare una fotocamera in un'abitazione, che orrore. Alfonso Signorini pubblica solo foto prese dai terrazzi e dalla strada.
Alfonso Signorini non s'interessa di abitudini sessuali private di politici, è tutta spazzatura. Però la copia del video di Marrazzo Alfonso Signorini l'ha conservata, perché era suo dovere “come giornalista approfondire la questione”. (E come l'ha poi approfondita? Boh. Ha lasciato il video da qualche parte nel suo ufficio finché non sono arrivati i Ros).
Alfonso Signorini non manipola la realtà. Per esempio non è lui, è “Oggi” che si è inventato il fidanzato finto di Noemi. Alfonso Signorini, quando “Oggi” manipola la realtà, s'incazza “come una belva”, perché riteneva di avere la precedenza.
Alfonso Signorini, si capisce, viene su da una famiglia dignitosa ma con le pezze. È cresciuto invidiando molte persone e si aspetta che adesso tutti invidino lui. Del resto, che altro fanno le persone a parte invidiarsi? C'è un altro modo di rapportarsi tra esseri umani?
Alfonso Signorini è gay ma è andato con le donne. È gay, ma ai trans preferisce le donne. È andato a letto con la Marini ma non ha consumato.
Alfonso Signorini, se fosse una canna, sarebbe quella che hai fumato senza aspirare. Se fosse un cane, sarebbe quello che al parco cerca per cagare un posto dove qualche cane più grande ha già lasciato una merda, così nessuno potrà dare la colpa a me. Se fosse una barca sarebbe uno scafo leggero leggero, con una vela pronta a cogliere il primo alito di vento.
Alfonso Signorini, se qualcuno gli chiedesse semplicemente “Dimmi la verità”, secondo me andrebbe in crash di sistema. Definisci “Verità”. Al liceo non me ne hanno parlato. Mi parlavano di Cicerone.
Forte Cicerone. Quando faceva l'avvocato, poteva convincerti di tutto e il contrario di tutto. Come faceva a essere così convincente. Probabilmente ci credeva: credeva in tutto e nel contrario di tutto. È una specie di autoipnosi, alcuni sono capaci, tu no? rosica rosica.
(L'articolo via Soncini).
di
leonardo
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11/04/2009
3
c.
Io Alda Merini non la conosco bene, e non ho ancora trovato una poesia sua che mi piacesse. Cosa volete farci, è così. (Il mondo del resto è pieno, di cose belle che a me ancora non piacciono).
Quello che m'incuriosisce di lei è il modo in cui negli ultimi anni era diventata, almeno da un punto di vista mediatico, l'incarnazione del Poeta italiano: quel ruolo che prima di lei era stato di Ungaretti, Saba, Montale (Quasimodo meno), ultimamente ci stava provando anche Mario Luzi, mentre ora scalda i muscoli Rondoni, il poeta più intervistato dai tg (certo che scrivere qualche bel verso ogni tanto aiuterebbe).
Tutto questo a prescindere dalla qualità, tanto poi le poesie chi le legge. Ma il Personaggio-Poeta è un'altra cosa, è una figura che tutti conoscono senza bisogno di averlo letto, anzi sono grati di poterlo riconoscere senza la fatica di aprire quei libri che si fanno anche un po' fatica a trovare.
Alda Merini mi ricorda immediatamente il personaggio del poeta nel Portaborse di Luchetti, che è un film, attenzione, del 1991: immagino che il poeta fosse ispirato a un personaggio vero, ma non credo si trattasse già della Merini. Ma insomma è una persona anziana che vive in semipovertà in una casa disordinata e piena di cani. Il protagonista sta brigando per ottenere il vitalizio della legge Bacchelli, ma lui non ne vuole sapere. "Mi piace vivere così", dice, mentre i cani lo assaltano (ha in mano le frattaglie). Il portaborse è un film didascalico (a me piace per questo), i personaggi interpretano funzioni sociali ben delineate: il Professore, il Politico Corrotto, il Giornalista, la Bella Ragazza... il Poeta Che Vive In Miseria Coi Cani. Ecco, mi pare che la recentissima fortuna di Alda Merini, più che ai suoi versi, debba molto al suo trovarsi nelle immediate prossimità di questo stereotipo. Non a caso, appena morta, la prima cosa che fornisce La Repubblica non è un saggio dei suoi versi migliori (magari c'erano problemi di diritti), ma un bel reportage fotografico della sua casa, che deve sembrare il più possibile incasinata, perché i poeti... vivono così.
Io non credo che la Merini interpretasse un personaggio: non trovo difficile pensare che fosse davvero una vecchietta simpatica (con un vissuto assai problematico alle spalle) in una casa disordinata. Quello che mi fa riflettere è lo Stereotipo del Poeta Italiano come si è fissato nel secondo Novecento: un vecchietto un po' matto in una casa cadente, in balia dei suoi animali domestici. Altrove non è così: i poeti possono anche essere giovani, o adulti, vivere in case funzionali. Di chi è la responsabilità?
Suppongo che la sua parte di colpa l'abbia Montale, con i suoi solai e cantine e ripostigli e orecchini e chincaglierie assortite. Ma la mania dei solai parte da molto prima, il primo solaio del Novecento credo l'abbia visitato Gozzano nella Signorina Felicita. Da allora la polvere è diventata una presenza ossessiva nella poesia italiana.
Poi può anche darsi che la nostra mania per solai e cantine ci derivi dall'usanza di vivere in case di proprietà, tramandandocele di padre in figlio. Per cui il disordine fisico di queste case forse davvero è un problema che i nostri poeti riflettono più di altri. Noto per esempio che il più grande incendiario di solai, almeno da un punto di vista poetico, F. T. Marinetti, viveva proprio in quel periodo in una casa assolutamente disastrata, piena di cimeli africani che gli ricordavano l'infanzia egiziana ma che con il futurismo non c'entravano proprio niente, di cui non riusciva sul piano pratico a liberarsi, sicché in un certo senso il futurismo era una reazione del poeta all'entropia del suo stesso ambiente.
E insomma può darsi che alla fine questi Personaggi Poeti siano un modo con cui amministriamo la nostra autoindulgenza: casa mia è un casino, magari sono un poeta anch'io. E magari prima o poi a furia di non spolverare mi danno anche un vitalizio.
di
leonardo
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11/03/2009
3
c.
Ma quelli che oggi dicono che mostrare foto di morti ammazzati è sbagliato non sono gli stessi che ci dicevano di osservare ben bene quando ammazzavano Quattrocchi o decapitavano Nick Berg, vero?
Non scrivono nemmeno negli stessi giornali, vero?
Non controllo nemmeno, mi fido.
(Nb: per me, in linea di massima, mostrare morti violente in tv è sbagliato. Può avere una sua utilità se riapre il caso e aiuta a risolverlo. Mi offende invece quando è finalizzato alla propaganda: "i nostri bambini morti sono più morti di quelli del nostro nemico perché te li posso mostrare", ecc.).
di
leonardo
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11/02/2009
0
c.
Online da Lunedi'...Lo scorso anno in questo periodo infuriava la discussione sulle cosiddette “classi ponte”, una proposta della Lega Nord che prevedeva l’istituzione di classi separate per i bambini figli di immigrati. Questo, secondo la proposta, avrebbe favorito l’apprendimento della nostra lingua da parte dei bambini figli di stranieri e allo stesso tempo avrebbe impedito il rallentamento dello svolgimento dei programmi nelle classi “normali”.
A un anno di distanza, che fine ha fatto quella proposta?
Esistono davvero già le “classi ponte”?
Se non sono state mai istituite per legge, perché nelle nostre scuole esistono invece di fatto delle classi ormai interamente composte da bambini stranieri?
Ascoltando le proteste dei genitori, il Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini propone, oggi, l’introduzione di un tetto massimo di studenti stranieri per classe. Non potranno essere più del 30% del totale.
A che punto è la proposta della Gelmini? Quali sono le reazioni degli insegnanti e dei genitori all’introduzione di questo tetto? E perché, nonostante questa proposta sia stata già fatta anche da altri ministri e da altri governi sotto forma di circolari ministeriali, gli istituti faticano ad applicarla?
Per rispondere a queste domande le telecamere di “Crash” sono andate a verificare la situazione in alcuni istituti italiani, e hanno ripreso le varie facce del problema, ascoltando genitori e insegnanti. Verranno mostrate scuole dove il tetto viene già applicato da anni con buoni risultati, scuole con un alto tasso di presenza di bambini stranieri, scuole dove si dice vengano dissuasi i genitori immigrati ad iscrivere i loro figli, dirottandoli su altri istituti.
Per discutere e approfondire l’argomento, poi, Valeria Coiante ospiterà in studio l’on. Valentina Aprea (Pdl), presidente della Commissione Cultura Scienza e Istruzione, la senatrice Maria Pia Garavaglia (PD), responsabile settore scuola del PD, e Leonardo Tondelli, professore di Lettere a Carpi (Modena).
di
wile e-coyote
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10/31/2009
2
c.
tag adunate sediziose, non ci sono poteri buoni, spararle grosse
Padre, confesso di perdere tempo on line con passatempi stupidi e cinici.
Per esempio, un mese fa un blogger democratico spiegò un sistema facile facile per trasformare mille euro in un milione con 61 scommesse semplici semplici, io poi quasi tutti i giorni andavo a vedere la gente che gli scriveva nei commenti che si era giocata i mille euro e lo mandava anche un po' a cagare. Che perdita di tempo, che modo stupido di divertirsi, che vergogna.
Ma adesso è pure peggio, perché ogni volta che sento di una scossetta in Abruzzo, padre, io appena posso vado a vedere su Byoblu se per caso Giuliani stavolta, non l'abbia prevista - e mai, maledizione, non ci azzecca mai. E' per via di una finestra oraria, a quanto pare, per cui se la scossa è sotto i 3 non la prevede perché è strumentale; se è sopra i 3 non ha fatto in tempo a prevederla perché è fuori dalla finestra oraria; insomma le uniche scosse che riesce a prevedere sono quelle disastrose di cui però non può avvertirci perché se no il perfido Bertolaso lo denuncia di nuovo per procurato allarme. Proprio lui, che vorrebbe solo tranquillizzare le persone... E credete che in tutto questo gli utenti di Byoblu si lamentino? No, c'è gente che si attacca a internet dalle tendopoli per dormire tranquillo con l'ultima previsione, e che ringrazia sempre Giuliani per l'ottimo lavoro che sta facendo, e vabbè, se trema la terra lui quasi mai se ne accorge, ma è un dettaglio, lui almeno ti regala la speranza.
E io ci vado, capisce Padre? Vado, leggo i commenti degli abruzzesi grati a Giuliani, ed evidentemente mi diverto; ma esiste sulla faccia della terra un individuo più spregevole di me.
di
leonardo
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10/21/2009
1 c.
Ach, se lo accendo stasera è un mese intero in più rispetto all'anno scorso.
E mi si sono raddoppiati i mq nel frattempo. Viva preoccupazione.
di
leonardo
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10/19/2009
6
c.
Una settimana fa (ma l'articolo è di oggi) Scalfari ha chiesto ai candidati alle Primarie - qualora nessuno di loro raggiungesse il 50% - di far confluire i loro voti su quello dei tre che avrà raggiunto la maggioranza relativa.
Secondo Costa si trattava di una "polpetta avvelenata", "un appello al voto utile, a vantaggio di Dario Franceschini". Ecco, io credo che Scalfari abbia senz'altro molti difetti, però non avvelena le polpette. Non è il suo stile, non lo è mai stato. Se vuole dire una cosa, la dice. La ribadisce anche su quattro colonne, non gli mancano né lo spazio, né il tempo, né l'eloquenza. Se voleva fare un appello al voto utile, avrebbe fatto un appello al voto utile. Se avesse voluto che i suoi elettori votassero compatti Franceschini, avrebbe scritto: voto Franceschini, fatelo anche voi. Perché è un giornalista, Scalfari, e anche quando scrive le sue opinioni le tratta da informazioni: pensa una cosa? La scrive. Non scrive X per intendere Y, non manda W a dire a Z che J parla molto male di K. Questo paradossalmente lo rende forse poco comprensibile ai commentatori che sono ormai abituati ad applicare un codice cifrato a qualsiasi cosa. Scalfari non cifra un bel niente. Secondo me anche Costa lo sa, però su Giornalettismo ha scritto che Sc. vota per Fr. così forse il lettore di G. voterà per M.
Quello che premeva a Scalfari era informare di una cosa: c'è una falla nello statuto del Pd che di fatto consentirebbe a un candidato di diventare segretario anche se arrivasse secondo o terzo alle Primarie. "Non ci voleva Eugenio Scalfari per spiegar[lo] ai tre candidati", dice Costa. A loro no: al grande pubblico sì. Ora lo sappiamo. Sappiamo anche che Bersani e Franceschini hanno garantito che non lasceranno che accada questo guaio. Bene così; se lo avesse dichiarato formalmente anche Marino sarebbe stato ancora meglio. E' vero che lo statuto del Partito non lo chiede, ma al di là di ogni regola c'è il buon senso, e basta un minimo di buon senso per capire che se Franceschini prendesse meno voti di Bersani e diventasse segretario, sarebbe un segretario zoppo pronto a cadere alla prima difficoltà.
Io non sono ancora sicuro di chi voterò alle Primarie. Il mio voto Marino se lo meriterebbe senz'altro; ma non vorrei che servisse a un simile gioco di sponda. Se vincesse Franceschini non sarebbe una tragedia: purché vincesse con i voti suoi, non con quelli di Marino. Per questo mi piacerebbe un'assicurazione da Marino in questo senso. Proprio perché stavolta non vorrei limitarmi a dare un voto utile.
di
leonardo
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10/18/2009
5
c.
Marcella e Bernardo che oggi sono partiti per il Tibet. In bici.
Il viaggio si potrà seguire dal loro sito: dallanebbiallenuvole.net
Un abbraccio e in bocca allo yak
di
cragno
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10/18/2009
5
c.
Se lo facevano scrivere a me, veniva molto meglio.
di
leonardo
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10/18/2009
0
c.
A che età hai smesso di credere nella Befana? In Babbo Natale? Nell'onestà intellettuale di Giuliano Ferrara? In Tony Blair leader di una sinistra europeista?
Anche se ci hai messo molti anni, non disperare. C'è sempre qualcuno messo peggio di te, ed è Veltroni.
di
leonardo
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10/16/2009
0
c.
di
cragno
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10/16/2009
11
c.
tag spararle grosse