venerdì, luglio 29, 2011
Capisci che sei in Lombardia quando
Ti svegli, metti su Milanow, e passa il titolo 'Bambino cinese si getta sotto un'auto davanti all'asilo'.
lunedì, luglio 25, 2011
Terrorismo: da vittima a fan il passo è breve ?
«Finalmente si sta risvegliano una coscienza comune per difendersi dalle forti invasioni che i cercatori di profitti a ogni costo di tutto il mondo ci hanno costretto a subire tenendoci in ostaggio con mille bugie senza poter reagire. Questa gente distrugge il nostro benessere, la nostra religione cristiana e la nostra cultura. Pertanto viva Breivik»
Bruno Berardi * - Associazione Domus Civitas vittime della mafia e del terrorismo
* figlio di Rosario Berardi, ucciso dalle Br
Bruno Berardi * - Associazione Domus Civitas vittime della mafia e del terrorismo
* figlio di Rosario Berardi, ucciso dalle Br
sabato, luglio 23, 2011
giovedì, luglio 21, 2011
Que vont charmant masques et bergamasques
Io a Bergamo credo di non esserci mai stato ed è assurdo, la Lombardia l'ho girata in lungo in largo passando per buchi di culo assai meno charmants (Leno, Edolo, Pontida, Calvisano). Se penso a Bergamo mi viene in mente solo la colonnaccia sull'autostrada ed è un peccato, tutti quelli che ci sono stati mi hanno detto che è bellissima. Mi hanno anche detto che non se l'immaginavano, cioè uno non pensa a Bergamo come una città bella, non gli viene in mente. Io a questo punto credo che sia un problema degli abitanti (ovviamente non tutti) che si vergognano di vivere in una potenziale località turistica e preferirebbero vivere in una spelonca o una casa popolare, un posto dove a nessun forestiero venga in mente di andarli a trovare. Voglio dire che essere nati belli, nell'ideologia leghista, è un handicap: c'è il rischio che s'innamorino di te persino i negher, e magari poi di sposare la cugina di secondo grado per salvare la stirpe orobica ti passa la voglia.
Comunque, cari bergamaschi, finché i vostri amministratori sono stronzi così, io vi accontento. Che città belle non ne mancano, grazie al cielo; e nel più dei casi ti fanno mangiare quel che ti pare.
Comunque, cari bergamaschi, finché i vostri amministratori sono stronzi così, io vi accontento. Che città belle non ne mancano, grazie al cielo; e nel più dei casi ti fanno mangiare quel che ti pare.
Preso in retromarcia dalla macchina del fango
Ho i riflessi un po' lenti ultimamente e francamente non riuscivo a capire che bisogno aveva Libero di andare a ripescare la D'Addario, un vecchio caso piuttosto deprimente che dopo lo scoppio del bunga-bunga era scivolato sullo sfondo. Oggi ho capito (ci ho messo tanto, scusate): siamo in pieno scandalo Murdoch, il frame di questi giorni è "giornalisti cattivi e corrotti intercettano la povera gente e corrompono perfino i politici"; a questo punto tu paghi la D'Addario (che ovviamente è sul mercato, lo è sempre stata) e di colpo lei si mette ad accusare un gruppo editoriale di averla costretta a intercettare Berlusconi. E ovviamente il perfido gruppo editoriale fa capo a De Benedetti, quello che vuole prosciugare i poveri risparmi faticosamente messi assieme da Silvio in una vita di stenti e sacrifici.
Ecco, questa cosa di voler presentare Berlusconi come vittima dell'ingerenza del sistema mediatico ha un che di veramente ucronico, è come quando giochi a civilization e incontri Gandhi che minaccia di raderti al suolo con l'atomica, è Garibaldi che dice il rosario, Napoleone per la pace del mondo.
Ecco, questa cosa di voler presentare Berlusconi come vittima dell'ingerenza del sistema mediatico ha un che di veramente ucronico, è come quando giochi a civilization e incontri Gandhi che minaccia di raderti al suolo con l'atomica, è Garibaldi che dice il rosario, Napoleone per la pace del mondo.
mercoledì, luglio 20, 2011
Non siate insensibili al grido di dolore
Berlusconi chiede più poteri
"Non posso neanche cambiare un ministro"
Leggi: ormai le sveltine mi tocca pagarle di tasca mia.
Schiacciato dalle continue pressioni dell'amante
Ho guardato un pezzo di tgminzo, praticamente a loro risulta che Parolisi era distrutto, c'era questa amante che non lo lasciava stare, lo premeva di continuo, certe volte lui addirittura piangeva di nascosto, insomma la moglie ha proprio dovuto ammazzarla. Perché era schiacciato dalle continue pressioni dell'amante.
martedì, luglio 19, 2011
Carpi è un esperimento sociologico fuori controllo
Ci sono certi posti - non dirò quali, sennò parte la trita gara a chi ci ha il campanile più lungo - dove le visite mutuate si possono prenotare al telefono, ecco per esempio a Carpi non si possono.
Però si possono prenotare alla Coop.
Però si possono prenotare alla Coop.
Qui ci vuole un chirurgo maxillofacciale
Per dimostrare che non è stato di fatto commissariato, che è ancora in grado di dare una scossa positiva al Paese, questo governo ripone tutte le speranze in un progetto di riforma costituzionale scritto da questo signore:
(Ah, non è che per trovare una posa così ho dovuto cercare "foto buffe calderoli", eh, anzi, è una delle più normali che ho trovato).
(Ah, non è che per trovare una posa così ho dovuto cercare "foto buffe calderoli", eh, anzi, è una delle più normali che ho trovato).
domenica, luglio 17, 2011
mercoledì, luglio 13, 2011
giovedì, giugno 30, 2011
Sì! Vengo! Ideale, convertici!
La Gelmini che infila per sbaglio Fogazzaro tra i crepuscolari mi ha fatto venire in mente che tra le poesie meno note di Gozzano ce n'è una, appunto, dove ci si prende gioco di una "molto fogazzariana Circe famelica", una marchesa che invita il poeta, "positivista irredento" a casa sua per... convertirlo?
Così la vado a cercare. (Gloria a Liberliber e al ctrl+F).
Piccola parentesi: anch'io ero un maturando del '92 (sì, è tutta invidia la mia, se avessi sgobbato più sodo ora sicuramente farei il Ministro) e quello scritto fu un'incredibile botta di culo, dal momento che all'orale portavo una specie di tesina su Gozzano, poeta che ammiravo molto e che di lì in poi ho praticamente smesso di leggere, come succede un po' con tutte le cose che ti piacciono a 18 anni, Baudelaire i Doors De Gregori. Ho smesso anche perché Gozzano non è che abbia scritto molto, le sue poesie rilevanti sono una trentina, il che rende possibile diventare gozzanisti di un certo livello non dico in mezza giornata, ma in un buon fine settimana. Però ogni volta che mi capita di incocciare in una poesia sua mi stupisco di nuovo. Può darsi che non fosse un grande lirico, e i contemporanei avevano qualche ragione per guardare con sospetto alla sua prosodia un po' facilona, ma è invecchiato straordinariamente bene, così come altri personaggi di quella fase Liberty (Palazzeschi, Moretti, Govoni), che sulla distanza risultano molto meno impolverati di tanti emetici ermetici novecentisti. Gozzano in particolare ha questa sensibilità assolutamente camp per tutto quello che vede e ascolta e legge: non siamo neanche nel 1910 e Fogazzaro non è più considerato un autore, ma un fenomeno di costume, da riassumere in due righe, impossibile da prendere sul serio. La poesiola poi non sarà un granché, ma ha quel crescendo di nonsense burchiellesco "Le basi... le punte incorrotte... il the... Fogazzaro... Marchesa!" che continua a lasciare di stucco, è come se il foglio si accartocciasse da solo prima di arrivare al cestino. (L'edizione di liberliber ha un refuso, quel convertirci è da leggere convèrtici).
Così la vado a cercare. (Gloria a Liberliber e al ctrl+F).
Piccola parentesi: anch'io ero un maturando del '92 (sì, è tutta invidia la mia, se avessi sgobbato più sodo ora sicuramente farei il Ministro) e quello scritto fu un'incredibile botta di culo, dal momento che all'orale portavo una specie di tesina su Gozzano, poeta che ammiravo molto e che di lì in poi ho praticamente smesso di leggere, come succede un po' con tutte le cose che ti piacciono a 18 anni, Baudelaire i Doors De Gregori. Ho smesso anche perché Gozzano non è che abbia scritto molto, le sue poesie rilevanti sono una trentina, il che rende possibile diventare gozzanisti di un certo livello non dico in mezza giornata, ma in un buon fine settimana. Però ogni volta che mi capita di incocciare in una poesia sua mi stupisco di nuovo. Può darsi che non fosse un grande lirico, e i contemporanei avevano qualche ragione per guardare con sospetto alla sua prosodia un po' facilona, ma è invecchiato straordinariamente bene, così come altri personaggi di quella fase Liberty (Palazzeschi, Moretti, Govoni), che sulla distanza risultano molto meno impolverati di tanti emetici ermetici novecentisti. Gozzano in particolare ha questa sensibilità assolutamente camp per tutto quello che vede e ascolta e legge: non siamo neanche nel 1910 e Fogazzaro non è più considerato un autore, ma un fenomeno di costume, da riassumere in due righe, impossibile da prendere sul serio. La poesiola poi non sarà un granché, ma ha quel crescendo di nonsense burchiellesco "Le basi... le punte incorrotte... il the... Fogazzaro... Marchesa!" che continua a lasciare di stucco, è come se il foglio si accartocciasse da solo prima di arrivare al cestino. (L'edizione di liberliber ha un refuso, quel convertirci è da leggere convèrtici).
"Non radice, sed vertice..."
a Golia
per la molto fogazzariana Circe famelica
che tu sai...
per la molto fogazzariana Circe famelica
che tu sai...
Un tulle, verdognolo d'alga,
l'avvolge: bellissimo all'occhio,
ed Ella m'accenna dal cocchio -
si sfolla il teatro - ch'io salga:
l'avvolge: bellissimo all'occhio,
ed Ella m'accenna dal cocchio -
si sfolla il teatro - ch'io salga:
"Positivista irredento
un'ora fraterna e un the raro
a casa vo' darle e il commento
dell'opere di Fogazzaro".
un'ora fraterna e un the raro
a casa vo' darle e il commento
dell'opere di Fogazzaro".
Sì! Vengo! Ideale, convertici
gli ardori dell'anime calme;
uniscile come le palme
toccantesi solo coi vertici.
gli ardori dell'anime calme;
uniscile come le palme
toccantesi solo coi vertici.
Le forme bellissime sue
non curo, o Signora! Il Maestro
(non so se pudìco o maldestro)
ci vieta servircene a due.
non curo, o Signora! Il Maestro
(non so se pudìco o maldestro)
ci vieta servircene a due.
Daniele non bacia la bocca,
ma fugge per Fede e Speranza,
vaporeggiando a distanza
l'amor della Donna non tocca.
ma fugge per Fede e Speranza,
vaporeggiando a distanza
l'amor della Donna non tocca.
Ah! Lungi l'orrore dei sensi!
E noi penseremo, o Signora,
l'azzurreggiante d'incensi
Cappella Sistina canora.
E noi penseremo, o Signora,
l'azzurreggiante d'incensi
Cappella Sistina canora.
Papaveri! E l'ora più blanda
faremo, Signora, con quella
del Sonno tremenda sorella:
(prodigio di versi!...) Miranda.
faremo, Signora, con quella
del Sonno tremenda sorella:
(prodigio di versi!...) Miranda.
Dispongo le carni compunte,
Marchesa, mia pura sorella,
la palma pensando, che snella
non lega le basi alle punte.
Marchesa, mia pura sorella,
la palma pensando, che snella
non lega le basi alle punte.
Le basi... le punte incorrotte...
il the... Fogazzaro... Marchesa!
Ma questo sparato mi pesa!
Non ho la camicia da notte...
il the... Fogazzaro... Marchesa!
Ma questo sparato mi pesa!
Non ho la camicia da notte...
venerdì, giugno 24, 2011
Carmelo, la numero cinque siamo noi
E' morto Peter Falk. Il suo Colombo è stato per molti anni la cosa meglio scritta che potevamo trovare alla domenica in tv. Lui poi ha anche recitato in tutti quei film di Wenders con gli angeli e si sa. Però. Però, cosa ci volete fare, per me Peter Falk è Carmelo.
giovedì, giugno 23, 2011
Il nostro quarto d'ora di dossieraggio
Comincia a far caldo davvero, con effetti interessanti su chi sta troppo tempo su Internet e non è già di suo sempre in bolla.
Per esempio, Pontifex ha pubblicato un dossier su Mazzetta - il che sarebbe già abbastanza esilarante di suo, un dossier su Mazzetta di Pontifex - sennonché uno dei documenti più scottanti del dossier è un delirio indymediano del 2005, dove Mazzetta veniva identificato come nick di "un gruppo appositamente costituito per infiltrare e controllare indymedia". Se non avete la minima idea di cosa state leggendo, non è grave (anzi).
Però fidatevi che Pontifex che usa Indymedia come fonte per sputtanare Mazzetta è una di quelle cose che poi nei film il mondo implode, l'asse terrestre si scardina, il cielo si accartoccia, cioè, come faccio a trovare un'equivalenza... è un po' come se Gesù e Satana si mettessero d'accordo per pestare Buddha, come se la Juventus avesse comprato tutti gli arbitri ma per far vincere i campionati al Torino di Mondonico, come se Berlusconi volesse farsi intestare l'Italia prima di morire contento lasciando tutti i suoi beni a Di Pietro, insomma, comincia a far caldo davvero, e ne abbiamo per un paio di mesi, sarà fortissimo.
Per esempio, Pontifex ha pubblicato un dossier su Mazzetta - il che sarebbe già abbastanza esilarante di suo, un dossier su Mazzetta di Pontifex - sennonché uno dei documenti più scottanti del dossier è un delirio indymediano del 2005, dove Mazzetta veniva identificato come nick di "un gruppo appositamente costituito per infiltrare e controllare indymedia". Se non avete la minima idea di cosa state leggendo, non è grave (anzi).
Però fidatevi che Pontifex che usa Indymedia come fonte per sputtanare Mazzetta è una di quelle cose che poi nei film il mondo implode, l'asse terrestre si scardina, il cielo si accartoccia, cioè, come faccio a trovare un'equivalenza... è un po' come se Gesù e Satana si mettessero d'accordo per pestare Buddha, come se la Juventus avesse comprato tutti gli arbitri ma per far vincere i campionati al Torino di Mondonico, come se Berlusconi volesse farsi intestare l'Italia prima di morire contento lasciando tutti i suoi beni a Di Pietro, insomma, comincia a far caldo davvero, e ne abbiamo per un paio di mesi, sarà fortissimo.
lunedì, giugno 20, 2011
sabato, giugno 18, 2011
Dio odia i maestrini
E li punisce con l'ortodattilografia. Adesso vi infliggo l'ennesimo roboante attacco di Facci a Di Pietro.
Di Pietro fa ridere, ma Di Pietro non fa ridere. Di Pietro è pericoloso, anche se noi lo esorcizziamo ridendo: e ora che si atteggia improvvisamente a moderato-inamidato, tutto impettito e rinceppato, è anche più facile capire il suo gioco. Lo vedi tutto trattenuto, represso, coi mannaggia rinfoderati nel carniere, mentre spende pubblicamente ogni parola che impara (ormai ne conoscerà almeno duecento)
Di solito quando qualcuno scrive una cosa del genere, Dio lo punisce facendogli commettere un errore pesante nel giro di 10 righe. Vediamo. Una, due, tre, quattro, cinque...
Tutta qui l’analisi? Di Pietro, cioè, mira ai berlusconiani delusi come un Casini qualsiasi, che infatti ha ripetuto più o meno le stesse parole? Ma non è un’analisi da poco, visto che la classe politica degli ultimi quindic’anni mostra di non averlo capito.
Aha. Quindic'anni. Facci, è nelle prime dieci pagine. Le prime dieci pagine del manuale di grammatica. Di solito gli apostrofi stanno lì.
Il pezzo finisce qui, prima che facci anch'io un errore orribile.
Di Pietro fa ridere, ma Di Pietro non fa ridere. Di Pietro è pericoloso, anche se noi lo esorcizziamo ridendo: e ora che si atteggia improvvisamente a moderato-inamidato, tutto impettito e rinceppato, è anche più facile capire il suo gioco. Lo vedi tutto trattenuto, represso, coi mannaggia rinfoderati nel carniere, mentre spende pubblicamente ogni parola che impara (ormai ne conoscerà almeno duecento)
Di solito quando qualcuno scrive una cosa del genere, Dio lo punisce facendogli commettere un errore pesante nel giro di 10 righe. Vediamo. Una, due, tre, quattro, cinque...
Tutta qui l’analisi? Di Pietro, cioè, mira ai berlusconiani delusi come un Casini qualsiasi, che infatti ha ripetuto più o meno le stesse parole? Ma non è un’analisi da poco, visto che la classe politica degli ultimi quindic’anni mostra di non averlo capito.
Aha. Quindic'anni. Facci, è nelle prime dieci pagine. Le prime dieci pagine del manuale di grammatica. Di solito gli apostrofi stanno lì.
Il pezzo finisce qui, prima che facci anch'io un errore orribile.
sabato, giugno 11, 2011
L'inno nazionale di me medesimo
Qu'est-c'que j'ai fait de mes clés,
Mes lunettes et mes papiers,
Mon veston, mon lorgnon, mon étui d'accordéon,
Oui je sais je perds tout mais c'que j'veux pas
C'est qu'on se moque de moi
Où est-ce que j'ai mis mes outils,
Ma pipe et mon parapluie,
Ma bell' soeur, mon tambour et ma tante de Saint Flour,
Oui je sais je perds tout mais c'que j'veux pas
C'est qu'on se moque de moi.
Où est mon bâton, mon bouton,
Mon tonton, mon saucisson
Mon cousin Célestin qui était académicien
Oui je sais je perds tout mais c'que j'veux pas
C'est qu'on se moque de moi
Où sont mes gouttes, mes pastilles
Mon sirop, ma camomille,
Ma potion, mon cachet, mes piqûres et mon bonnet
Oui je sais je perds tout mais c'que j'veux pas
C'est qu'on se moque de moi
Qu'est-ce que j'ai fait des paroles
De cett' satanée chanson?
Je les ai oubliées, elles doivent être à la maison,
Oui je sais je perds tout mais c'que j'veux pas
C'est qu'on se moque de moi
La la la la la la la
La la la la la la la
La la la la la la la la la la la la la
La la la la la la la la la la
La la la la la la la !
Boff.
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