domenica, settembre 14, 2008

Peggior blog andato a puttane

Ecco signora Carfagna, lo vede cosa mi combina? Mi manda in confusione Leonardo.
Che nel post qui sotto arriva a chiedersi cosa ci sia poi di così sbagliato nel suo disegno di legge che vieta la prostituzione di strada e se tutte quelle associazioni che fanno appelli contro non siano in realtà motivate da questioni prosaiche, tipo denari e riconoscimento pubblici. Che per carità, è un dubbio più che legittimo. E anzi chissà, magari in qualche caso le motivazioni inconfessate e inconfessabili assomigliano veramente a queste.

Solo che io signora Carfagna questo lavoro, quello delle associazioni, per un po’ di tempo l’ho fatto. Non tantissimo, un paio d’anni ma sufficienti per poterle raccontare la mia piccola esperienza.

E’ stato un secondo lavoro, quello di operatore di unità di strada, che ho portato avanti con un orgoglio, le confesso, francamente sproporzionato. Ma mi sembrava per una volta, io sempre così scettico di fronte al concetto di lavoro, di stare facendo una cosa seria. L’esistenza stessa di quell’incarico mi pareva la prova – e qui mi presti attenzione un secondo e poi mi compatisca – che l’indeterminismo storico sì, ma qualche migliaio di anni non tutti passati invano pure. Che se chiunque, ultimo tra gli ultimi e pur abusivo, arrivato sulla strada di un paese sconosciuto potesse ricevere informazioni e assistenza sanitaria gratuita allora anche la parola civiltà portasse con qualche dignità il peso del proprio inchiostro sulla pagina del dizionario. Che un progresso della specie alla fin fine c’era pur stato e nessuno potesse negarlo. Capisco che le scappi da ridere signora Carfagna e ne ha ben donde. Ma è con questo ridicolo carico immaginario sulle spalle della testa che ho cominciato e poi proseguito il particolare mandato affidatomi. Ovviamente prima che a lei, signora Carfagna, non l’ho mai confessato a nessuno in questi termini. Che le cose in cui credi veramente te le tieni per te perché dette una volta le hai bruciate per sempre.

Poi c’era anche un altro significato immaginario, diciamo così campanilistico, che attribuivo alla professione. Sì, perché in quest’epoca di welfare appaltato ai preti io ero il rappresentante di un servizio comunale, pubblico e laico, mantenuto dal contribuente e non dalla carità di qualche opera pia. E mi piaceva pensare che il contribuente modenese ne fosse pienamente consapevole e altrettanto testardamente determinato nel portarlo avanti. Motivato dalla volontà di affermare che nella nostra città, per chi veniva per fare bene, le porte erano sempre aperte. E quel fare bene signora Carfagna non è da intendersi col sorrisetto che potrebbe abbozzare un lettore che non ha capito niente. Che il trovarsi su una strada può ben essere l’incidente di percorso o il passaggio obbligato di un progetto di vita un po’ più elaborato.
Sarà anche che li ho sempre ammirati i migranti (i migrati), che li ho sempre pensati come quella parte migliore della società che preferisce prendersi in mano la propria vita piuttosto che vegetare in qualche periferia del mondo.

Sono partito per quest’avventura pure con tutto un mio bagaglio di pregiudizi. Mi aspettavo ad esempio molte reazioni di diffidenza, scortesia, chiusura totale da parte del target. Nella realtà: una minoranza le prime, quasi sconosciute le altre. Credevo poi che la sieropositività fosse diffusissima e invece, con notevole e positiva sorpresa, ho constatato che su decine e decine di esami del sangue due soli erano i casi conosciuti nella nostra zona, due ragazze probabilmente arrivate già infette. Ci presentavamo alle ragazze (dico ragazze per comodità signora Carfagna, ma c’erano anche uomini e transgender) con un cadeau: qualche profilattico, una caramella, e, se era il primo contatto, un mazzetto di fogli di informazioni sanitarie e sulla sicurezza personale. Poi puntavamo a fare due chiacchiere. Solo d’inverno, alle volte, c’era anche con un bicchiere di the caldo. “Se vieni in ufficio da noi il mercoledì o il giovedì pomeriggio ti accompagniamo in consultorio”.

Ho conosciuto – mi perdoni la banalità – delle belle persone. Non perché una prostituta sia necessariamente una bella persona, ci mancherebbe. Ce n’è di ogni tipo ovviamente. Ho conosciuto delle belle persone proprio perché diverse lo erano. O almeno così mi è parso per quel poco di rapporto che ci ho intrattenuto. Che le dico la verità, all’inizio una delle molle che mi aveva spinto ad accettare era proprio la possibilità di poter raccontare su un blog quest’esperienza. Avevo già le mie idee in merito signora Carfagna: volevo raccontare la parte leggera delle loro vite, di cosa ridono, come si divertono, cosa leggono, cosa guardano (questo l’ho imparato: reality soprattutto) , cosa fanno quando non lavorano. Che mica una sta chiusa in casa a piangere solo perché è sfruttata. Ma poi di mezzo c’era il maledetto lavoro e la distanza che i ruoli impongono alle persone. Non ho mai potuto uscire con nessuna per prenderci una birra come avrei voluto. Poi ci sono le indagini di polizia, la riservatezza che copre questo servizio sociale semi-clandestino e la volontà di non creargli guai. E poi c’è il pudore nel raccontare di queste cose che sembra di volersi illuminare di porca santità. E allora ho lasciato perdere con le velleità letterarie.

Ma non con il compiacimento per le cose fatte. E qui devo dirle che più che quell’una che sono riuscito a strappare al racket (cioè, mica l’ho sottratta io d’accordo. E’ stata lei che si è sottratta, io le ho solo dato un’opportunità. Ok, mica gliela ho data io l’opportunità. E’ stato un lavoro d’equipe, un sistema: c’è il servizio comunale, i vigili, la questura, le leggi dello stato sulla protezione sociale per chi denuncia, la rete di accoglienza sul territorio. Va bene. Ma cazzo: a chi l’ha chiesto il primo aiuto eh? Chi se l’è sentito dire “Gimme any help you can. I don’t want to do this work” eh? Chi ha passato una settimana di assenza mentale che mi telefona mia madre mentre sto facendo la spesa e alla fine mi chiede se sono sicuro di star bene eh? E chi ha fatto due telefonate alla ragazza col cuore in gola e un dito nell’orecchio che tra il mio inglese e il suo capivo una parola ogni cinque e poi dovevo ricostruire il senso? E chi si è preparato il discorsino quando ci siamo finti clienti e l’abbiamo portata in ufficio ? E chi le ha dato i venti euro perché il tutto fosse credibile ? Va beh, quest’ultima cosa il mio collega. E chi si aggirava furtivo ma più che altro nervoso perché in attesa di notizie in una buia periferia notturna quando i vigili hanno fatto il finto blitz concordato? Poi la portiamo in albergo per la prima notte e lì, lei che ancora non è sicura se può fidarsi del tutto o no di noi mi tira fuori un rosario e inizia a pregare in silenzio) più che quell’una, dicevo, la soddisfazione è stata nella contabilità alla fine dell’anno, scoprendo che di tutte le prostitute di strada da noi conosciute più del 40% si era rivolto al servizio per accompagnamenti sanitari o consulenze varie.

E poi gli IVG, gli aborti insomma. Con l’equipe diverse volte abbiamo prenotato visite, esami ed effettuato accompagnamenti in ospedale, soprattutto per ragazze nigeriane. Sempre con l’idea che fosse meglio la struttura pubblica del Cytotec privato. E confesso anche – non me ne voglia signor ministro - di non aver mai provato granché nei confronti di quegli embrioni che mi passavano accanto nel loro cammino verso il nulla eterno. Però di tante ragazze che abbiamo seguito signora Carfagna, solo due casi di recidiva. Una presenza alle visite post-ivg, quelle che si fanno dopo un mese e servono per vedere se va tutto bene e parlare di pillole, cerotti e spirali, intorno al 100%. E di questo ancora oggi, modestamente, vado abbastanza fiero.

Lei dice, signora Carfagna, che come donna la prostituzione le fa orrore. Io non so, non ho grandi opinioni in merito. Quel che ricordo d’aver provato tante volte è rabbia. Rabbia quando le ragazze mi riferivano di aggressioni subite. Perché aggredire, rapinare o violentare una ragazza di vent’anni che non ha altra possibilità rispetto a stare su un marciapiede è un gesto talmente vigliacco ma talmente vigliacco che non si può credere che chi lo commette poi non sprofondi in qualche cavità sotterranea apertasi spontaneamente o che possa addirittura rimanere impunito alla giustizia degli uomini. (“Copritevi a vicenda, prendete le targhe dei clienti non abituali” “Se ci dai la targa la segnaliamo noi a chi di dovere” “ Se fai denuncia con noi non rischi niente. Lo so che dovresti essere arrestata come clandestina ma c’è un escamotage, fidati di noi. La polizia è d’accordo”)

Mi lasci anche dire una cosa sui giornali, giuro che la faccio breve. Ma perché una ragazza aggredita, stuprata o rapinata è una notizia scandalo da prima pagina della cronaca cittadina ma se fa la prostituta slitta nelle pagine interne e diventa una “Lucciola aggredita col coltello”? E’ meno grave? Volete dire che in fondo in fondo se l’è cercata? Che un po’ se lo meritava siccome contribuisce anche lei ad alimentare il sottobosco del degrado urbano? Sì secondo me è proprio questo che volete dire. Allora lasciate dire anche a me: è uno schifo.

Ecco signora Carfagna, naturalmente non è detto che con la sua legge tutte le esperienze di unità di strada, che sono tante in giro per l’Italia, scompaiano e che le ragazze perderanno questa opportunità. Magari sarà la volta che partiranno veramente tutti quei programmi di avvicinamento alla prostituzione al chiuso di cui sento parlare da anni ma dei quali concretamente – se non erro – ancora nessuno è decollato. Magari verrà rilanciato anche il numero verde anti tratta (800 290290).

Però se devo essere sincero non sono molto fiducioso. Non mi sembra che siano tra le vostre priorità e nemmeno tra quelle delle amministrazioni locali. Ecco perché non sono contento della sua iniziativa legislativa signora Carfagna e spero che lei vorrà, assieme al suo governo, tornare indietro.
Se così non fosse le ragazze potranno fare affidamento solo sull’ultimo baluardo che entrerà sicuramente anche nelle case, il principale alleato della prostituta: il puttaniere.

Qui il comunicato integrale delle associazioni

Questa l’opinione del mio ex coordinatore, Franco Boldini

Reazioni:

6 commenti:

  1. Va bene, avrò scritto un post involuto e controverso, ma almeno così te ne ho fatto scrivere uno decente.

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  2. allora quando li scrivi belli lo fai per demotivarmi.

    quindi sei diventato blogger dell'anno perchè mi odii

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  3. Ecco, avevo commentato il post qui sotto senza aver notato questo.

    Grazie, Cragno. Credo valga più di tanti comunicati.

    Alcune cose che segnalavo valgono comunque. Significativo il comunicato dell'associazione di vittime e del gruppo di auto aiuto di ex clienti, e l'articolo di unimondo che, tra le altre cose, segnala come il governo abbia totalmente ignorato le proposte organiche delle associazioni e pure le richieste d'incontro.

    Come dicevo, sembra un consapevole e gratuito accanimento contro le vittime, anche a danno di un sociale che è ai loro occhi prevalentemente "cattocomunista", la solita misura di facciata per accontentare un'opinione pubblica da bar sport ed una società a misua di vecchietto incarognito.

    Non ho esperienza diretta come te, ma conosco operatrici e volontarie che lavorano su tratta e violenza di genere, in strada e nelle case protette; e -poco- qualche ex vittima: anche questa conoscenza indiretta di umanità e realtà violentissime, è sufficiente a farmi venire il vomito vedendo questa strumentalizzazione orwelliana di politica e media.

    Una nota positiva: nei commenti non s'è visto ancora nessuna facile battuta scurrile sulla Carfagna ed il suo presunto orrore per la prostituzione.
    Che pure qualche considerazione seria sull'ipocrisia con cui questa società digerisce tranquillamente i doppi pesi tra la prostituzione delle schiave in strada e certi mezzi "al chiuso" per far carriera ci starebbe.

    Grullo

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  4. Caro Grullo,
    ho volutamente evitato in questo post ogni tentativo di analisi politica del provvedimento perchè ho trovato molto più bello eticamente ed esteticamente riferire semplicemente un vissuto.

    ciò non toglie che forse prima o poi farò un compendio: dal punto di vista politico trovo che il governo stia cavalcando il grande ritorno dell'idea proibizionistica come panacea di tutti i mali della società contemporanea.

    proibizionismo sul piacere personale tipo droghe e sesso ma anche sull'immigrazione e sul degrado urbano. ogni problema ha la sua bella soluzione in un divieto e nella sua applicazione repressiva.

    se l'applicazione è impossibile è comunque importante che sulla carta resti il divieto e sui telegiornali le retate. è importante che l'immaginario sia rassicurato

    ma questo ci porta lontano. resta un fatto: arrestare le prostitute è una sicuramente una vergogna.

    sono poi d'accordo sulla mancanza di battute scurrili. è positivo, continuiamo così

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. ...quando parli delle "tue ragazze" mi commuovo sempre
    Vale

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