L'uomo che tirava sassi / contro sintesi e sintassi
Alberto Arbasino scrive troppo e male. Io l'avevo sempre sospettato, ma qui c'è uno studio stilistico. (O, ma è incredibile quanti blog belli e poco cagati ci sono in giro adesso)
anche al gusto cinnamon
Alberto Arbasino scrive troppo e male. Io l'avevo sempre sospettato, ma qui c'è uno studio stilistico. (O, ma è incredibile quanti blog belli e poco cagati ci sono in giro adesso)
Nell'ultima versione dello spot fiat, la voce finto-brasileira commenta l'apparizione di un uomo in matrioska durante un corteo post-sovietico. Questo nel caso che ve la foste persi - in ogni caso credo che non mancheranno, nei prossimi giorni, le occasioni per impararlo a memoria.
Qui nessuno nega il professionismo dei pubblicitari fiat. Mai. In effetti la campagna è efficacissima, il tormentone Incregibile amici furoreggia nei corridoi delle scuole medie dell'obbligo. E' solo, come dire, vagamente un po' fuori target. Vendono macchine e hanno ordinato una campagna adatta a dei 14enni. Poi ha voglia Caravita a dirci: comprate italiano. Uno un po' si vergogna.
Marcello Veneziani ha questa bella casa con 15.000 volumi che sono la sua vita e che spesso rilegge, finché un giorno non litiga con sua moglie e deve sloggiare: ma i 15.000 volumi restano ostaggi, e la moglie ne dispone come vuole (li vende? li brucia?). Lui, disperato, ne scrive su Libero, e noi ci ridiamo su. Perché siamo, antropologicamente, un po' stronzi.
Io lo ammetto: qui volevo scrivere un pezzo su quanto siano scemi e poco previdenti gli intellettuali bibliofili, che costruiscono la loro casa sulla carta, invece di fare come me, che cerco semplicemente di affittare negli immediati pressi di buone biblioteche pubbliche (che in Emilia funzionano, finché qualcuno non cerca di ristrutturarle). Per questo, poi, posso trattare male la mia donna finché voglio, ed ella al limite può rifarsi sul giornale spiegazzandolo. Sì, io volevo usare questo spazio per ridere di una persona offesa in ciò che ha più caro, e approfittarne per ricordare che siamo più fighi noi del proletariato cognitivo, poveri ma furbi. Perché sono uno stronzo. E ammetterlo non basta. Devo espiare in un qualche modo.
Per esempio, potrei profittare della bella mezza giornata per riportare i mucchietti di libri accostati sulle scale nelle 5 biblioteche da dove provengono, se non avessi rotto il radiatore l'altro ieri mentre andavo, adesso che ci penso, a una biblioteca di Bologna.
Traggo dunque le conclusioni: Marcello Veneziani è un pirla. Ma anch'io.
Lui però è un pirla di destra e ricco, e io no.
E le laureande siedono a gambe incrociate in Piazza Verdi; e io mercoledì ho quasi fuso il motore al casello di Borgo Panigale; e l'aria che entra qui dal lucernario sa un po' di soffritto, e tante altre cose.
E', prepotentemente, primavera e non mi sembra che i blog ne parlino molto - a parte uno, ovviamente:
La primavera 2005 suonerà dischi nuovi come non se ne ascolta spesso uscire dalle patrie scene.
Sarà musica per tirare fuori la bicicletta dal garage dei mesi bui e planare di nuovo sopra la città, affamati di sole e fanciulle in fiore.
Guardate che non è uno scherzo: tra i mandolini e la pasta e tutti gli altri aspetti del carattere nazionale di cui si parlava un po' più sotto, le Beretta ci stanno di diritto.
Ogni tanto dovremmo anche guardarci in faccia e dircelo: siamo un popolo di navigatori e di armaioli. E anche il fascismo, in fondo, che cos'è. E' l'Ansaldo in pieno boom '15-'18 che cerca agganci a sinistra e salva il giornalino di Mussolini. Socialismo + arsenali industriali = Fascismo. E' un equazione come tante, valida come tante e meno di tante altre, ma teniamola in conto.
L'Italia, dal 1945 ad oggi, si è annualmente piazzata tra i primi dieci produttori di armamenti nel mondo; sono italiani i presidenti delle più importanti realtà armiere europee; un sostegno incondizionato all'industria non proviene da una sola fazione politica, ma coinvolge quasi tutto l'arco parlamentare; e, in epoca di grandi privatizzazioni, la massima parte della produzione di armamenti rimane, per il tramite di Finmeccanica, saldamente sotto il controllo dello Stato.
Premessa: io amo tutti i quotidiani e le riviste che parlano bene di me. Le compro, le faccio comprare ai miei amici, le prenoto da sei edicolanti diversi, e in questo modo il PIL aumenta. Aumenterebbe vieppiù se quotidiani e riviste parlassero più spesso bene di me.
Poi magari faccio finta di niente; per esempio quando l'ottimo Riccardo Spagnolo in dicembre parlò molto (troppo) bene di me su Avvenire, io non dissi nulla, perché chi si loda s'imbroda eccetera (però grazie Spagnolo). Se stavolta parlo di Jack, è solo per correggere una lieve imprecisione: nel numero del corrente mese, infatti, nel bel servizio "Te lo dico con un blog", firmato da Alessandro Condina, si legge (pag. 30):
…Oppure come Leonardo, che ha uno dei più amati blog politici (leonardo.blogspot.com) e nel 2001 ha raccontato i fatti del G8 di Genova da testimone, conquistando la fiducia di migliaia di lettori.
ha il potere di irritarmi, magari soffocarmi, eventualmente uccidermi.
Giusto ieri sera l'ho capito, così adesso altre 50 noccioline mi separano dalla prossima visita al pronto soccorso con relativa pera di cortisone. Calcolando un happy hour a settimana in media, dovrebbero bastarmi per 3-4 anni. Qualcuno se lo segni e controlli poi se è vero, so che qui passa gente che mi vuole persino bene.
Nessuna delle due, purtroppo, è la primavera democratica del Medio Oriente che tanti sognano.
La prima è la primavera sciita del Medio Oriente, da Siria a Iraq ad Azerbaijan
La seconda è la primavera del progressismo sudamericano - strana miscela di populismo e pragmatismo.
Entrambe sono buoni motivi per leggere Pfaall, anche quando non bacchetta Christian Rocca.
(Sono sicuro che andrete subito a cliccare il terzo linc, miserabili).
E se invece di lamentarci ogni volta per la dietrologia spicciola, assumessimo che essa è parte del carattere nazionale, insieme con la pastasciutta il mandolino e la mafia, avremmo fatto un passo in avanti?
Poi, invece di esprimere ogni volta, puntualmente, banalmente, il nostro nobile disgusto per i dietrologi spiccioli, potremmo farci una ragione storica di cattive abitudini che non ci cadono dal cielo: la mafia nasce per sopperire al vuoto di potere in un latifondo ignorato dai proprietari; il mandolino è uno strumento di accompagnamento leggero e semplice, ideale per le serenate notturne in un clima mite; la pastasciutta è un piatto povero e semplice, ideale a fare massa col pomodoro che nello stesso clima cresce bene; e la dietrologia spicciola nasce a causa di 35-40 anni di stragi impunite (un po' di più se aggiungiamo quei 50.000 e passa civili morti nelle stragi della II Guerra Mondiale).
Quel che voglio dire è che la pastasciutta tutti i giorni può stancare, ma non è lì per caso; e parimenti una mamma simpatica e cattolica e di buon senso (la mia) che, tre anni fa, commenta a caldo l'assassinio Biagi con un "chissà chi è stato veramente...", può sbalordire, ma non viene a caso: viene dopo decenni di ambigua gestione del pubblico mistero. E non è colpa mia, non è colpa tua, è colpa un po' degli uni e un po' degli altri: in ogni caso è andata così, e dai Settanta in poi in questa nazione si nasce dietrologi. Può essere frustrante ma è inevitabile; può essere inevitabile condonare una strage ai simpatici piloti del Cermis; ma è un'opzione politica e si paga in crediti di antiamericanismo.
A pensar male si fa peccato e si azzecca, per non citare un antiamericano; e in certi casi una quota di dietrologia è inevitabile. Io, per dire, trovandomi in una macchina bersagliata da una raffica, formulerei come primo pensiero una dietrologia: qualcuno mi vuole ammazzare, proprio me. Voi forse no; in ogni caso non vi si chiede una dimostrazione pratica.
la nuova "cantante" dei matia bazar e quella sedicente cantante jazz chiamata nicki nicolai (che credito darle, con quel nome): non dico altro.
comincia a scaldare i motori della tua chitarra Leonardo: dobbiamo fare qualcosa per questo povero popolo.
altro che accademia.
Rubrica di intrattenimento personale

Adam Connelly, '03.jpg' / 5''x7'' / oil on canvas / 2002
non ne posso più di discutere con l'usciere cocciuto dell'estense che pretende che io lasci la mia pochette al deposito sostenendo che si tratta di una borsa. "e l'astuccio di quello li, su quel tavolo? è più grande eppure sta lì, in sala, sul tavolo, non qui in scaffale." "non mi interessa nulla di quelli che sono dentro io le dico che lei con quella borsa non può entrare". ma non è una borsa: apro, gli mostro la patente e il libretto degli assegni e il bancomat e il burrocacao sta tutto lì è un borsellino è il mio borsellino come faccio a lasciarglielo lei è fuori di testa si rende conto che non riesce a dirmi che differenza c'è fra questo e l'astuccio di quello lì? è forse perchè ha la tracolla?
non c'entra niente la tracolla
allora lei ce l'ha con me
nossignore che sarebbe a dire che ce l'ho con lei
si ce l'ha con me (( lo so me lo ricordo lei ha già preteso da me due anni fa che io trascrivessi sul modulo di richiesta delle fotocopie l'indicazione di tutte le recensioni che ho fotocopiato per la tesi e si trattava di intere annate di quotidiani religiosamente spogliati e le fotocopie le avevo già avute me le ha fatte la signora qui assai gentile e insomma il sul modulo che cosa gliele scrivo a fare data e numero di pagina di ogni quotidiano che ho copiato basterà che le scriva "rassegna di articoli dalle pagine di spettacolo della tal testata per i mesi tot e tot" insomma no basterà!?
NO, lei deve scrivere tutto: vede qui sul modulo cosa dice? bisogna indicare il numero di pagina
((si ma questo è un modulo di richiesta e io le fotocopie non solo le ho già chieste ma le ho anche già avute, voglio solo pagarle.))
Lei è fuori di testa! lei è un insopportabile burocrate che prova crasso piacere ad esigere che le regole vengano rispettate anche quando non cen'è bisogno!
certo infatti è giusto cosi
si ma lei è fuori di testa questa non è una borsa!!
""Scusa, potresti fare più piano questa è una sala di lettura""
"si io faccio più piano però tu devi sapere che quest'uomo è fuori di testa non ha il minimo senso della realt-à!"
signorina lei mi sta facendo oltraggio se continua cosi chiamo i carabinieri
no guardi chiami il direttore che facciamo prima io voglio parlare con un suo superiore
io non chiamo nessuno lei vada su e vada a parlare con chi le pare
ma io voglio andare li dentro a studiare!
e questa è la mia borsa! (che non è una borsa!)
"""NIENTE DA FARE."""
ho capito allora mi dia la 47
come, ha già una borsa depositata? mica ne può lasciare due, questo non è un deposito!
ma insomma lei sta delirando lei sta passando ogni limite! mi dia la cartella ---- sa che facciamo?
il cappello questo, che ne dice, è una borsa?
ROVESCIO IL CONTENUTO DELLA MIA POCHETTE NELLA CLOCHE E ME NE VADO FIERA IN LETTURA PENSANDO
"L-HO FREGATO".
odio le persone che non vedono la realtà dietro le regole.
ma soprattutto odio l' insormontabilità di certi schemi mentali nel prossimo.