lunedì, febbraio 28, 2005

la notte lava la mente

La notte lava la mente.

Poco dopo si è qui come sai bene,
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.

Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.

(Mario Luzi)

giovedì, febbraio 24, 2005

Ferro Tre

Le case della Corea del Sud sono piene di elettrodomestici e stereo guasti, e l'unico in grado di ripararli è un fantasma.

martedì, febbraio 22, 2005

mi spiace

Non lo vedrò mai nudo.

Pensierini sulla guerra, #659-668

659) A me dispiace non essere andato a Roma. E' colpa della mia vita incasinata (è colpa unicamente mia). Grazie a chi ci è andato.

660) Se a qualcuno che c'è stato piacesse scrivere qualcosa qui, anzi prego.

661) Poi rimane il dubbio: queste manifestazioni ad personas non danno maggiore visibilità ai ricattatori? Considerando poi che i terroristi non rapiscono personalmente gli ostaggi, ma li acquistano ai predoni, ogni volta c'è da pensare che il prezzo dei giornalisti e/o volontari italiani sulla piazza aumenti. E infatti li ritirano dal mercato.

662) Anche se è molto più difficile rapire chi resta sul balcone di un hotel a sparare percentuali di affluenza alle urne a caso. Banale, ma ogni tanto giova ribadire: Hanno rapito la Sgrena perché la Sgrena in Iraq andava in giro. La prossima battaglia retorica, qui da noi, sarà tra chi dice: "ne è valsa la pena, oggi gli iracheni vivono liberi e meglio", e chi fa notare il prezzo di quella libertà e di quel benessere. Giuliana Sgrena era andata là proprio a informarsi sul prezzo in vite e sofferenze umane. Rapita.

663) Invece, un Neocone d'assalto, c'è mai? Uno che a parte scrivere il blog vada in trasferta, on location, a mostrarci come si fa l'Iraq libero in diretta o si muore? Dico, tutti elzeviristi e neanche un inviato? Sì che sono in tanti, ormai.

664) Scenario cinico: una banda di pedroni rapisce un giornalista occidentale ma poi non riesce a rivenderlo. Così alla fine non gli resta che saltare gli intermediari e improvvisarsi milizia terrorista. Magari succede. Magari è già successo. Meccanismo ideologizzante della guerra: entri brigante, esci miliziano. Come in Giù la Testa di Sergio Leone.

665) Questi dibattiti nominalistici: "tu la chiami Resistenza", "ma non è proprio terrorismo", etc., credo che siano tipici solo da noi. Si tratta di tranelli retorici e chi ci casca è un grullo. Con tutta la simpatia personale che io provo, sinceramente, per Barenghi.

666) Caro Wile che chiedevi un commento sul pronunciamento della Fed, vedi, in realtà sono un po' in imbarazzo. Secondo me la guerra era ingiusta e non andava fatta, primo; poi l'Italia non doveva partecipare, tanto più che nessuno la obbligava, secondo. Da qui in poi, però, non ho più certezze. Per esempio, non so fino a che punto sia sensato, dignitoso e necessario levare le tende: soprattutto in concomitanza di ricatti di sequestratori. Bisognava opporsi prima. Bisognava non votare il rifinanziamento l'anno scorso: questa gente che lo vota un anno e l'anno dopo no, io non la capisco tanto (forse ho poco tempo e poca voglia).

667) Poi, è anche una questione di proporzioni. Qui c'è gente convinta che la presenza del moscone italiano sulla spalla del toro yankee sia di fondamentale importanza per la pace e la stabilità nel mediterraneo. Ora: può darsi che Nassiryia i nostri ragazzi stiano facendo tante belle cose, chissà: ma che siano fondamentali per l'equilibrio geopolitico del medio oriente, è una pia illusione che fa un po' Ventennio. Se partissero domattina gli americani non dovrebbero metterci molto a rimpiazzarli, come han fatto con gli spagnoli. Insomma, è inutile che mettiamo sempre in mezzo i destini del mondo. Noi siamo a Nassiryia e in Iraq in generale per il nostro interesse: per la sicurezza e il lustro che ci dà poter posare sul bue yankee, e magari una sorsata di petrolio a buon prezzo, dopo. Si tratta semplicemente, prosaicamente di capire se questa cosa ci interessa davvero o no, se i pro valgono i contro, eccetera. Ma c'è gente che sinceramente teme di spaventare il bue, volando via.

668) Ma scrivete un po' anche voi, eh?

martedì, febbraio 15, 2005

Party

Caro diario,
tu magari credi che io sabato sera sia stato a una festa di compleanno e invece no, mi tocca di fare il pignolo: sono stato a un party. A una festa di compleanno, sui tavoli, non ci sono i frutti di mare o il carpaccio di pescespada, soprattutto quando per andare alla festa si tiene la strada per Bomporto, poi si prende una mulattiera che affoga nella nebbia alla periferia di Bastiglia. Non ci sono gli invitati che chiacchierano a grappoli e che non stanno nemmeno a sentire come ti chiami che già ti hanno chiesto "di che cosa ti occupi". E' al party che mangi pesce crudo, racconti di che cosa ti occupi e sostituisce le presentazioni con un biglietto da visita. Qualcuno rovescia mezzo bicchiere di vino e l'ospite di casa se la ride che "saranno finiti in terra trenta euro di spumante". Nel frattempo un fringuello di 120 chili di ragazza ti si presenta: "Piacere, sono Jessica e vengo da Chicago".
- Piacere mio, P***, Casinalbo.
- Io lavoro nella sede di Dublino di una ditta milanese.
- Io negli uffici decentrati del comune di Modena.
Si fa lunga, con un ragazzo dalle maniere gentili che ancheggia tra i tavoli e impone l'assaggio del famoso spumante. "No grazie, lo spumante mi fa schifo"
- Ma questo bisogna berlo, dai, non capita tutti i giorni.
- Grazie, mi fa schifo anche una volta ogni tanto.
Il ragazzo se ne va, premendo col pollice sullo sfintere della bottiglia. Passano le mezzore. Passano gli ospiti.
- Mi chiamo Marta. Vengo da Roma e faccio la (?) in una multinazionale dell'abbigliamento.
- Piacere, P***. Sono di Casinalbo.
- Casinalbo?
- Sì, un paese a sud di Modena sulla strada che collega Modena a Maranello. Hai presente, la Ferrari? (mimo un pilota al volante).
- Ah, interessante. E a Casinalbo lavorate nella Formula Uno?
- No, siamo all'avanguardia nell'allevamento suino.
- E tu, di che cosa ti occupi?
Annuisco. - Di maiale.
Ce ne andiamo, qualcuno ammutolito e qualcuno (siamo in 4) pronto a scoppiare come una pentola a pressione. Io, caro diario, ho ancora fame. Una fame da lupo, come si dice. Se non temessi di rimediarci la figura dello snob al contrario ti direi: fanculo al carpaccio di pescespada. Anzi, guarda, te lo dico proprio: fanculo al carpaccio di pescespada. Baci.

lunedì, febbraio 14, 2005

in attesa di un vasetto di popcorn al cinema ieri ser

in attesa di un vasetto di popcorn al cinema ieri sera

noto una fotocopia appesa all'altezza del mio sguardo sul muro dietro il bancone del bar. Come il cuore di gesù nelle pescherie del sud o la mano di padre pio al bar sotto casa,
incontro la frase: "oh grande spirito, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capire la differenza" - seguita tra parentesi dall'indicazione di una fonte: (Preghiera cherokee). Mi scappa detto ad alta voce, fra braccia che allungano resti o agguantano haribo: altrove c'è scritto che questa frase è di san francesco, si mettessero d'accordo!

il film che ho visto: PROVINCIA MECCANICA.

mi colpisce l'analogia morfica fra il volto della madre selvaggia a metà film e la madonna di turno appesa al muro nella casa di accoglienza per ragazze madri. Grezzo, ingenuno, il film si articola maldestro e sfocato come lo sguardo di chi ama la prole senza sapere. Mai analogia più efficace fra contenente e contenuto.

Buon sanvalentino.

giovedì, febbraio 10, 2005

diabolico Sirchia

C'è una spot a cura del Ministero della Salute che pubblicizza l'opuscolo a cura del Ministero della Salute.
Nello spot una voce anziana e rassicurante ci spiega che la salute è un bene prezioso. Nel frattempo scorrono le immagini: a un bambino sfugge di mano un flacone di pillole; queste rotolano sul parquet, lui le raccoglie e ne porge una a sua madre.
Tanto i germi non esistono, come diceva Brad Pitt in quel film.

prima assoluta mondiale

oggi la mia donna era a letto con l'influenza.

sbatti il mitomane a pag.1

Nel 1978 i giornalisti ci misero un po' di tempo prima di accorgersi che i comunicati delle BR non andavano pubblicati: ma alla fine ci arrivarono.
Nel 2005, uno inizia anche a chiedersi: quanta gente devono ancora rapire prima che le redazioni smettano di gettarsi su qualsiasi proclama farlocco?
Una cosa è il sacrosanto diritto di cronaca, un altro è l'idea che qualsiasi mitomane in grado di scrivere una rivendicazione in arabo faccia notizia. Secondo me non fa più notizia. E non dovrebbe farla, anche.

martedì, febbraio 08, 2005

ma il blog è un'onda lunga

MODA: Madama Morte! Madama Morte!

Parlando di mode, credo che ve ne siano di corte e di lunghe, come le onde.
Le mode corte non hanno spiegazione logica, se non la nostra paura di invecchiare e morire, e da vicino rassomigliano a capricci.
Le mode lunghe, invece, sono la naturale conseguenza di evoluzioni tecniche, economiche e sociali, e nessuno si sogna di dichiararle decedute da un giorno all'altro. Per dire, il forno a microonde è una 'moda' lunga, perché è ancora molto pratico: e lo resterà finché non si scopre un sistema più comodo di scaldare le pietanze, oppure non scoppia una rivoluzione e la gente smette di lavorare 10 ore e ha più tempo per i fornelli. Ma se io, dall'alto di una qlsiasi rivista o blog, dichiarassi oggi, 8 febbraio, che "il forno a microonde è morto", sarei ridicolo. Oppure potrei dichiarare fuori moda certa techno "utz-utz", che in effetti non riesco ad ascoltare da 15 anni, ma che continua a essere pratica e funzionale per un certo pubblico.

A questo punto interviene un altro fattore, in parte irrazionale (e in parte no) che è la nostra angoscia di invecchiare (o di non invecchiare abbastanza), di non seguire abbastanza le tendenze, eccetera. In questa situazione noi proviamo a barcamenarci; e inventiamo le onde corte (le inventiamo soprattutto a gennaio e settembre, tempi di bilanci). Per dire, se un determinato tipo di musica, o un taglio di gonna, andava forte due-tre anni fa, noi cominciamo a dichiararlo "out". Non c'è nessun motivo pratico perché quella cosa sia out, tranne il nostro desiderio di cambiare, di adattarci a qlcosa di diverso (di invecchiare?)

Io attualmente non ho un microonde, ma scrivo su blog da 4 anni, da 3 sento cantare messe funebri per i blog (il primo anno nessuno parlava di blog), e da 3 anni mi trovo a dover rispondere, in sostanza: li mortacci vostri. Non per affetto nei confronti di questo meraviglioso mezzo, ma perché continuo a non trovare niente di meglio in giro.
Il blog è un sistema pratico e funzionale per costruire pagine su Internet, e Internet (persino in Italia), continua a essere in espansione: mi spiegate perché la gente dovrebbe smettere di usarlo? E' invece molto facile pensare che la gente continuerà ad aprirne finché...

...Finché forse l'aumento di banda spingerà molti utenti a prediligere i contenuti multimediali, a postare sempre più documenti audio e video che testi scritti: se, e sottolineo se, la banda continua ad aumentare (e il costo no), forse il blog cederà sempre più spazio a qualcosa che oggi sono i m-blog o i v-blog (brutti nomi), e domani saranno siti interattivi più simili a videoclip o telefilm che a un blog. Secondo me, però, siamo ancora lontanissimi da una Rete così, che a me probabilmente non piacerebbe neppure. E finché siamo lontani, Internet continua a essere un medium al 75% testuale: brodo di cultura ideale per blog.

Quest'idea che il blog sia un'onda lunga, mal si concilia, lo so, con la nostra personale angoscia di gente che dopo 2-3-4 anni ha scritto e concionato e interagito e pubblicato e litigato, e adesso si annoia. Io la noia la capisco benissimo: è esattamente quell'angoscia di cui parlavo qui sopra. Dopo 2-3-4 abbiamo il diritto di volerci sentire diversi, forse più cresciuti (oppure resettare 2-3-4 anni di esperienze e sentirci più giovani, è lo stesso). Bene: ma uno dei fondamentali della maturità è proprio il riuscire ad ammettere che ci sono persone più giovani di noi, che hanno il diritto di fare e amare cose che noi non facciamo e non amiamo più, compresa la musica "unz-unz" in autoradio, o la gialappa e zelig in tv; e probabilmente anche i blog.

In sostanza: io non credo che il blog stia per morire, ma forse stanno per morire i nostri blog, e magari è un bene. Credo che sia ora di lasciare spazio a gente nuova. Questo sito lo avevo aperto apposta per trovare cose nuove da leggere, e far scrivere un po' di gente nuova (per ora non funziona, vedo).

l'elezione irachena è quella cosa

...che dura un solo giorno, e a urne ancora chiuse già si conoscono le percentuali dei votanti e le prime proiezioni dei risultati.
Poi, per dieci giorni, più niente.

servono soldi

Il supporto legale al Genoasocialforum ci rende noto che non ha più soldi per continuare il lavoro di ricerca, studio e il durissimo lavoro che il gruppo legale del socialforum ha iniziato già tre anni fa in condizioni difficili, con la polizia che sta addosso alle compagne/i che seguono le vicende genovesi e i loro strascichi giudiziari che vedono coinvolte centinaia di persone. Tutto ciò per raccogliere testimonianze, foto e tutto quello che ha riguardato le giornate cilene della polizia, della finanza e delle forze "dell'ordine" presenti a Genova e coordinate dal ministro Fini... Questo per chiedervi di non dimenticare e di inviare anche pochi denari, ma inviarli davvero, all' indirizzo che scriviamo qui sotto e di far circolare questa mail per poter proseguire il lavoro del Legal Forum.
Grazie a tutte/i:


c/c n. 6135980
intestato a Don Antonio Balletto
Banca Carige
Sede Centrale
Codice ABI 06175
Codice CAB 01400


causale: sottoscrizione supporto legale Genoa Legal Forum

lunedì, febbraio 07, 2005

Sally Brown, c'est moi

Che a metà proiezione di Confidenzzzzz troppo intime letteralmente morivo dalla voglia di gridare: Baciala, cretino!

"Aspettiamo che finiscano i titoli di coda per vedere se finalmente le zompa addosso!"
"Ma dai!"

sabato, febbraio 05, 2005

L'attesa è finita

Da domani può ricominciare a dire che la Presidenza del Partito è una carica inutile, che non vale niente.

venerdì, febbraio 04, 2005

la scuola della muuusica, coi personaggi miiitici

della nuova ficscion di Italia 1 ambientata in una Scuola de Spettacolo, si può dire tutto il male, e infatti già si fa.

Io volevo solo richiamare l'attenzione su un piccolo particolare: in una delle puntate, c'è la direttrice bruna e cattiva che penza solo ar biznèss e deve licenzià almeno un prof. E alla fine, chi te licenzia?
Er prof de dizzione.
Ma infatti.

martedì, febbraio 01, 2005

è arrivato sacripante!

Un nuova grammatica irregolare che avrà come unico paradigma la scrittura...

E infatti, direi che sacripante! è una rivista di pura scrittura. C'è una sola immagine, e i pezzi sono senza link. Anche la grafica è molto minimale, il che a me va benissimo (sbaglio o c'è un ritorno di fiamma dell'helvetica?) Con una scelta, in realtà, molto stravagante: la doppia colonna.

Io non sono un grafico e mi guardo bene dal dare consigli (piuttosto faccio critiche a posteriori, che sono più divertenti): così dico che la doppia colonna, in un sito internet, non la concepisco. Magari può servire a dare punti di riferimento al lettore frettoloso: "eccomi, tra un po' sono alla metà di questo articolo". Però in definitiva è un espediente che sulla carta stampata è perfettamente funzionale, e a video no: rimane un puro feticcio, un "vorrei ma non posso essere anch'io carta stampata". Poi lo so anch'io che la fatica di muovere su e giù la rotellina del mouse è irrisoria.

Quando si parla di grafica, di solito, è perché non si è ancora letto niente, ma in realtà qualcosa ho già sbirciato. Per ora più conferme che sorprese: per dire, c'è un Arsenio che è perfettamente Arsenio e un HotelMessico che è felicemente HotelMessico; sono contento di rileggere qualcosa di Gonio, mi è mancato molto. Impeccabile Sofi su un soggetto così sdrucciolevole e stra-sfruttato come Marzullo; e Marquant mi ha fatto ridere. Poi basta complimenti, avevo promesso che nel 2005 non li facevo più a nessuno.

Piuttosto mi metto a far polemica, tie'. Per esempio: i link, i rimandi, io li metterei. Dopo anni che scriviamo sul web, dovremmo rassegnarci al fatto che la scrittura qui si faccia anche e soprattutto mettendo i link, rimandando ad altro: che è uno dei principi di base dell'ipertestualità in cui viviamo (e ci viviamo abbastanza bene, senza bisogno di leggere Domanin). Parla uno, lo so, che ha sempre scritto troppo e lincato poco o niente. Certo, può succedere di non avere niente da lincare; ma può anche succedere che un racconto, o una prosa, o una poesia, abbiano un link. Questa è la novità del web, il suo carattere peculiare. Piuttosto che la doppia colonna.