mercoledì, ottobre 29, 2008

i soldi per l'abbecedario chiedili a sorreta


Io quei pinocchi di legno li ho sempre trovati sinistri, mi sembrano progettati per cavare gli occhi ai bambini agitati. Ecco, appunto.

Poi è interessante che ogni volta che gli studenti protestano, per qualsiasi motivo, presto o tardi arrivano quelli di destra a menarli (e farsi menare). Stavolta la bandiera è la meritocrazia, qualcosa che qualsiasi cervello di destra non potrebbe che sottoscrivere. Se fosse una questione di cervelli, naturalmente.

giovedì, ottobre 23, 2008

sabato, ottobre 18, 2008

Se Anna Frank avesse avuto un blog, la beccavano dopo una settimana

Ogni volta che qualcuno mi guarda strano e mi chiede: ma perché tu non metti il cognome? io sorrido e cerco di spiegarglielo; però in realtà dovrei essere io a guardare strano lui. 

cercavamo una persona per un posto per noi strategico. Come faccio sempre ho fatto prima una ricerca in rete. Uno dei candidati aveva scritto proprio su Facebook "Non riesco a trovare lavoro vicino a casa, sono costretto ad andare a milao per un colloquio, se mi assumono ci vado, ma continuo a cercare e se trovo vicino a casa li mollo subito"

E' risultato il migliore, ma ovviamente non lo abbiamo assunto.

giovedì, ottobre 16, 2008

Il ponte sul fiume Ipocrisia

La Lega vuole istituire "classi ponte" composte da soli studenti stranieri che non siano in grado di passare una prova d'ingresso (perché, ad esempio, non sanno l'italiano). Siete liberi di trovare la proposta razzista. Prima però assicuratevi di:

1. Non aver iscritto vostro figlio dalle suore, perché è un ambiente più confortevole.
2. Non aver iscritto vostro figlio alla sperimentazione musicale, anche se non distingue un la da un fa diesis, però l'ambiente è più stimolante (e, fra le righe, non s'iscrive nessun cinese o pakistano o terrone).
3.  Non aver iscritto vostro figlio di 11 anni alla sezione bilingue inglese-tedesco, nella perfetta consapevolezza che in tedesco imparerà, se va bene, giusto il necessario per ordinare un panino (brotchen, bitte): però è un ambiente più protetto dove non avrà per compagno di banco un albanese o uno zingaro.

Chi vi scrive, quest'anno, insegna in una classe con 11 stranieri su 26 alunni. Se le classi fossero fatte con criteri statistici, nel mio paese il 40% degli abitanti dovrebbero essere di origine straniera. Naturalmente non è così. Il problema è che ormai il 60% dei genitori (anche progressisti) iscrive suo figlio dalle suore, o al musicale, o a tedesco, e così tutti gli altri restano nelle classi normali. Che stanno diventando classi ponte, con o senza la Lega. Però i leghisti sono brutti brutti, eh. 

mercoledì, ottobre 15, 2008

Ve lo dico io come stanno le cose

L’ossessione di Krugman sono i tagli fiscali che, secondo lui (che però ha vinto il premio nobel per l'economia, ndblogger), avrebbero condotto al tracollo, quando invece hanno fatto crescere l’economia e portato più soldi nelle casse federali.

Christian Rocca, Il Foglio

martedì, ottobre 14, 2008

Natale sulle Twinz

Il film sembra chiudersi dopo la torta in faccia ricevuta da Bin Laden-Abatantuono, il quale promette vendetta. Soltanto sui titoli di coda (preannunciati dalla scritta in sovraimpressione "qualche mese dopo") scorrono le immagini delle Torri Gemelle abbattute l'11 settembre dell'anno successivo, sulla musica dell'ultimo grande successo dance di Michelle Hunziker e Gennaro Gattuso (presenti anch'essi tra le numerose comparse vip del film, che faranno felici grandi e piccini).

domenica, ottobre 12, 2008

Green porno


Non vorrei troppo turbare Leonardo o la linea editoriale di Piste, ma è domenica, si divaga volentieri, e qualche parola chiave per aumentare gli accessi non può far male: Isabella Rossellini + porno + insetti.

giovedì, ottobre 09, 2008

the Real Disaster Movie

Cioè, capita di vedere un film brutto nella vita. Anche due, tre, diciotto. Io per dire ho visto Inland Empire, cose che capitano, ci ridi sopra, ci scrivi un post, fine.
Ma non mi era capitato, ancora in poltroncina, di ragionare sulla necessità di scovare ogni singola pizza del suddetto film e darle fuoco sulla pubblica piazza, finché non ho visto questo, e con Glauco, poi. Che mi avrebbe fatto schifo uguale, eh. Però c'era anche Glauco.
E non è neanche colpa del doppiaggio, come dicono qui. Il doppiaggio è imbarazzante, molto al di sotto degli standard a cui siamo rassegnati. Ma non è nemmeno questo il punto. Il punto è che a Lee tirava il culo venire in Italia a girare un film in montagna, e ci ha mandato un tizio qualunque, tanto per i toscani i negri son tutti uguali. E questo tizio qualunque all'inizio aveva anche degli scrupoli, cioè, Spike, ma sei sicuro? E Spike: tranquillo bro', tanto sono italiani, si sono bevuti anche She Hate Me, figurati.
Prima di partire il tizio si è fermato al videonoleggio a rendere La vita è bella, vista con un occhio solo mentre faceva le valigie. Il tizio sa vagamente che c'è stata una guerra mondiale, e siccome in America è da trent'anni che ci giocano, su queste cose, ritiene necessario capovolgere i cliché: per esempio, i graduati americani bianchi sono stronzi, i graduati tedeschi leggono poesie e REGALANO LE PISTOLE AI NEMICI NEGRI!, i partigiani sono un po' traditori, i fantaccini delle SS sono professionalmente ben disposti al massacro, ma se gli tocchi i bambini! Se gli tocchi i bambini si ribellano, perché hanno un cuore! Il tizio non sa che in questo modo si sta pulendo il culo con la pagina più dolorante e sensibile della Storia della nostra nazione, e nessuno ha il coraggio di dirglielo perché credono che sia il grande maestro Spike Lee.
Tutta l'idea del film sta nel mostrare i Buffalo Soldiers, giacché non l'aveva ancora fatto nessuno. Capisci? Come faranno a criticare un film che finalmente mostra i soldati negri? "Spike, ma se mi criticano lo stesso?" "Bah. Fa una cosa. Ammazza un po' di bambini". "Sul serio?" "Sul serio. Quando ammazzi i bambini nessuno ti può più criticare. Entri in una dimensione diversa, al di là del bene e del male". 
Dunque ci sono questi soldati negri, in un villaggio toscano nel '44. Spike non lo sa, e nemmeno il suo sosia lo sa, però potevano anche arrivarci con un po' d'immaginazione: un soldato negro in un villaggio toscano nel '44 è un mostro. Perché nessuno ne ha mai visto uno coi suoi occhi, e inoltre sono armati, e parlano una lingua incomprensibile, e non sono poi troppo diversi dagli scimmioni dei cartelloni di propaganda. Invece questi arrivano, e subito Valentina Cervi si offre di guidarli nei boschi. Davanti a tutto il paese, eh, perché tutti devono sapere che appena vede quattro negri li guida nei boschi, t'immagini poi i discorsi davanti al focolare: "Deh quant'è brava e multi'ulturale la nostra Valentina, pei boschi con quattro negri". Poi alla fine non se ne fa niente, (e nessuno spiega il perché), comunque s'è capito che codesti negri son brava gente e quindi LI INVITANO A BALLARE. IN CHIESA. CON IL SANTISSIMO ESPOSTO. NEL 1944. Però quando uno prova ad accendersi da fumare, la tipa gli fa no, ehi, siamo in chiesa, non si fuma. Si mangiano dolciumi creati dal nulla nella carestia generale, e si balla in faccia al Santissimo, ma non si fuma. Quant'erano avanti, eh? C'era già il divieto di fumare nei luoghi pubblici. 
A questo punto uno dei quattro negri conclude che in Italia lo trattano meglio che negli USA, ah, beh, immagino. Prova ad accenderti da fumare in una chiesa battista ad Atlanta, dai, vediamo cosa succede. Intanto Valentina Cervi si spoglia nuda all'aperto, perché questa è un po' l'idea che hanno a Brooklyn dell'Italia, un posto dove si stende la biancheria in campagna spogliandosi nudi. Ma io posso capire il fascino del soldato e anche dell'esotico, e quella fregola di vivere che ti viene quando fuori c'è la guerra, capisco tutto, e chissà quante nostre nonne avranno fatto l'amore col primo soldato nero che passava, però quando vedi Valentina Cervi uscire di casa col casco del suo drudo in testa e la sigaretta 'mericana TI VIENE DA RASARLE I CAPELLI, O BU'AIOLA! Ecco, questo è il tipo di emozioni che ti costruisce questo film. 
Più in generale fantastichi di mettere al muro gli attori italiani che hanno letto il copione e non hanno avuto il coraggio di dire, Mr Lee, la prego, cambi questa cosa, è una cazzata. Cosa vuol dire "prima gli inglesi poi i tedeschi e adesso voi [americani]?" Gli inglesi? Nel '43?  Giustiziare Lo Cascio, che hanno assunto per fargli rovesciare il caffè, e non gli è riuscito bene neanche quello. Litri di caffè, da una tazzina. Agli americani piace lungo, si sa.

Tra Scaroni e Polaroid


via giavasan

mercoledì, ottobre 08, 2008

Scrivere parole

Una volta, su polaroid, ricopiai alcune righe da un racconto di William Saroyan. Non ricordo più il motivo, forse solo perché erano belle.
Ma ricordare d'averlo fatto è stato tutt'uno col ricordare quello che dicevano. E averlo ricordato mi è successo perché l'altra sera, dopo sei anni da quel post, ho trovato un paragrafo di Saroyan che merita di essere ricopiato (e che forse non sarebbe dispiaciuto anche a Ludwig Wittgenstein):
«Se lo scrivere fosse parole, allora sarebbe facile scrivere. Lo scrivere è qualcosa che avviene nonostante le parole. Non c'è altro modo in cui si possa scrivere, tranne con le parole, ma al tempo stesso lo scrivere deve avvenire nonostante le parole. La cosa che ti prende nello scrivere è la storia che le parole in sé stesse non dicono, ma che ti fanno conoscere. Lo scrivere è più o meno questo.» (dal romanzo Uomini e donne insieme, 1963)

domenica, ottobre 05, 2008

Crescete, moltiplicatevi, pagateci, crepate

Su macchianera c'è un prete (su macchianera c'è persino un prete) che ha calcolato quanto spende una famiglia italiana al mese. Bravo.
Ora bisogna farlo capire a quel tale un po' vanesio (ma scapolo di ferro) che ci ordina di generare bambini ogni qual volta ci scappa di scopare.

(P S: basterebbe una letterina delle sue, e una cinquantina di Curie sparse per l'Italia tutta sarebbero forzate a mollare le migliaia di abitazioni che possiedono e non vendono, perché venderle in questo periodo non conviene. E il prezzo delle case in Italia tornerebbe di colpo ai livelli del prezzo delle case in un Paese civile). 

giovedì, ottobre 02, 2008

Contributi al dibattito sulla definizione dell'Hipster, o no

Come giustamente faceva notare Enzo da qualche parte qui, il termine veniva già adoperato negli anni '40 per etichettare i bianchi che ascoltavano il bebop (la differenza coi beatnik non mi è chiara, ma c'era).
Io davo per scontato che il termine derivasse da hype (e quindi la traduzione più accurata sarebbe stata modaiolo, o di tendenza). Ma wiki dice di no, che viene addirittura dalla lingua Wolof ("hepi"= vedere; "hipi"= aprire gli occhi). Un verbo africano che sopravvive tre secoli e finisce nello slang dei jazzisti americani, mah. Sono scettico, ma non è il mio campo.
Comunque, ricorderete che in Underworld più volte De Lillo attribuisce a Lenny Bruce degli atteggiamenti da hipster. Ve lo ricordate, no? Ecco, volevo ben dire. La cosa buffa è che se poi vi capita di guardare Lenny di Bon Fosse, con Dustin Hoffman, in versione italiana più volte sentite la parola "hippie", che non si capisce esattamente cosa c'entri con la storia di un comico degli anni Cinquanta che rompe il muro delle parolacce. A un certo punto mi pare che glielo dica anche sua moglie: "Lenny, perché devi sempre essere così hippie?" La mia tesi è che il doppiaggio italiano abbia tradotto "hipster" con "hippie", bella lì.
Ma qui viene il bello: "hippie" deriva davvero da "hipster". Da qualche parte avevo letto anzi che all'inizio gli "hippie" erano quelli che cercavano di essere hipster ma 'un ce la potevano fa'. Wiki conferma: As hipsters became older they invented the then pejorative, hippy, to refer to the younger hipsters, the affluent young baby boomer's children. Un po' lo stesso rapporto che lega "pancabbestia" a "punk".
A questo punto, visto che la storia si ripete (in farsa, naturalmente), e gli antropologi da quotidiano hanno recentemente riscoperto gli hipster in alcune aree nei pressi dei Navigli (qualcuno anche a Carpi in Rodolfo Pio, dove per coincidenza mi è sparita una bicicletta) possiamo intuire lo step successivo: tra un po' ritorneranno anche gli hippies, cioè gli hipster di provincia. E siccome io vivo in provincia, la cosa m'inquieta e mi elettrizza insieme.
Può darsi che ce ne siano già in giro? Tra di noi, mimetizzati? No, così, tanto per dire, ma secondo voi, Bob Corn

mercoledì, ottobre 01, 2008