lunedì, ottobre 23, 2006

non era bufalino, ma sbarbaro

Al motto che campeggia sulla facciata: NON SCHOLAE SED VITAE: "Si scrive così, ma si legge: NON DISCENTI SED DOCENTI."

Laurea è dispensa da imparare: il pezzo di carta su cui ci si siede per difendere l'alfine acquisito diritto all'ignoranza.

Ministro della Pubblica Istruzione: mi scalzerei il posto col primo provvedimento: abolirei le scuole. L'istruzione tornerebbe ad essere quello che è: il privilegio di chi la merita. Il quale non avrà bisogno di insegnanti: imparerà da sé - che è il solo modo di imparare.

Poco male tanti analfabeti se gli altri sapessero leggere.

Prova a chiedere a chi parla della nascita gli elementi della sua lingua; al corridore come si va in bicicletta... Insegnare si può solo quello che non si sa.

Camillo Sbarbaro, Fuochi Fatui (1949-45)

Reazioni:

3 commenti:

  1. Un altro che avrebbe visto in Natascha un esempio educativo.

    Ma mi spieghi il meccanismo mentale che ti ha condotto da Bufalino a Sbarbaro? Hai una memoria fatta a cruciverba: "scrittore del Novecento di otto lettere".

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  2. conoscendomi, è più probabile che siano state le vocali di fUOchI fAtUi a portarmi a "bUfAlInO"...

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