venerdì, aprile 21, 2006

gli scrittori sono già fuori alle diciotto

Era da migliaia di anni che non si presentava un libro di carta con qualcosa di me dentro.
Eccolo qui (scopiazzo da Polaroid):

Domani a Modena, a partire dalle 18, allo Juta Caffè (Via Del Taglio 91, accanto alla Piazzetta della Pomposa) si presenta Lo scrittore uscì alle ventunoetrenta, antologia di narratori e di occasioni, più che di semplici racconti, che vede coinvolto anche questo piccolo blog.
Parteciperanno fra gli altri Jonathan Sisco, Leonardo Tondelli, Paolo Teobaldi, Gianluca Morozzi, Gianfranco Mammi, Daniele Bondi, Massimo Bernardi e Davide Bregola.
Speriamo che ci siano più avventori che scrittori. Coordina Rossella Bonfatti.
Enzo mettera dischi tra una lettura e l'altra, e poi tra un aperitivo e l'altro. Chi può, siaci.

Reazioni:

3 commenti:

  1. c'ero anch'io. Appostato in un angolino, in piedi.
    Il libro l'ho preso e ho iniziato a leggere qualcosa, ma è ancora presto perche riesca a farmene un'idea precisa. Certo, così a pelle e dopo aver assistito alla presentazione, non mi ha colpito molto. Mi sembra più che altro una raccolta alla rinfusa di "racconti e poesie" all'insegna della moderna paratassi intimista che sta un po' stancando ultimamente.
    Ma, ripeto, alcune cose sono interessanti ed è ancora presto per dare un giudizio (per quanto possa contare il giudizio di "mr. nessuno" Many)

    La cosa che più m'ha impressionato in negativo durante la presentazione, invece, è che non solo si noti palesemente come gli scrittori di oggi non sappiano leggere (nel senso alto della lettura: tono di voce, respiro, pause, etc.), ma nemmeno sanno leggere quello che loro stessi hanno scritto. Quasi che quella voce inteririore che detta loro le storie o che le legge silenziosamente nelle loro menti - e che è la sola fedele totalmente al racconto - non riuscisse ad essere riprodotta. Questo è davvero un peccato.

    Buone Cose

    Many

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  2. A mia discolpa, ho letto per primo e pare che il microfono friggesse effetto cellulare ad alto volume.

    Senz'altro è una raccolta alla rinfusa, si capisce anche dalla copertina. L'unica cosa che hanno in comune gli autori è l'aver partecipato a un ciclo di incontri allo Juta, organizzati da un nostro amico (che qui ha la password ma non scrive mai) che usava me e i Polaroidi per riempire i buchi del calendario (faccina ironica ;-).

    In pratica è un volumetto celebrativo dello Juta, e forse se avessero messo lo Juta in copertina sarebbe stato più chiaro (la spiaggia è una proiezione mentale dello Juta, ma lo capisci solo dopo averlo comprato, forse).

    Io peraltro ci ho messo un racconto scritto quando lo Juta era ancora uno scantinato in via di restauro. Però aveva qualcosa di jutesco nell'atmosfera, almeno credo.

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  3. sì, l'impianto friggeva un sacco! Senza contare i motorini e i maranzoni con la cabriolet e la "tunz" a tutto volume che passavano continuamente lì dietro.

    Beh, visto che sei un carpigiano, passa ogni tanto dall'ekidna (http://www.ekidna.org). E visto che sei un "creativo", se hai qualcosa da proporre... ;-)

    Buone Cose

    Many

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