martedì, settembre 20, 2005

Persone annoiate

Lui, comunque, rimaneva con le mani in mano. Fingeva di afferrare qualcosa, di spostarlo, di posarlo sul banco di prova o di lanciarlo altrove per scampare il pericolo. Ma rimaneva, vi dico, con le mani in mano. Si sarebbe detto che nel momento esatto in cui avesse smesso di appassionarsi a se stesso, il mondo lo avrebbe ammazzato di noia. Una volta, mentre camminavamo sotto il portico per raggiungere la sede dell’associazione, mi disse che non avrebbe sopportato un’altra riunione di chiacchiere. Gli risposi che un’affermazione del genere, da parte di chi stava per partecipare alla seconda riunione della sua vita, denotava la più drammatica mancanza di quella forma di intelligenza che permette di cogliere la complessità delle organizzazioni. Mi guardò con una smorfia di disgusto, tanto lo annoiavano le mie opinioni circa quelle noiosissime riunioni. Lasciai perdere. Ma fu proprio allora che mi accorsi che anche quando sembrava farsi carico di una responsabilità fuori dal comune, anche quando sbracciava o gesticolava come un funzionario della protezione civile appena giunto sul luogo della catastrofe, in realtà rimaneva, vi dico, con le mani in mano.

14 commenti:

  1. QUESTO BLOG è DAVVERO SIMPATICO ANCHE SE QUEST'ULTIMO POST MI PARE DA ADDETTI AI LAVORI

    ALLA PROSSIMA
    www.shylock.splinder.com

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  2. ma che gente frequenti?

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  3. ah. e poi vorrei chiedere le dimissioni di fazio

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  4. finalmente ti ho ritrovato, madame..

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  5. dani, la vera novita' e' che qualcuno mi stesse cercando. comunque bentrovata.

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  6. sei tu, o non sei, dimmi, madame defarge? dimmi di si..

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  7. La cosa comincia a imbarazzarmi: sono proprio quella li'.

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  8. vorrei tanto sapere a che lavori siete addetti, voi due

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  9. evviva! gaudeamus igitur! :) troppo tempo ero rimasta sospesa ad ascoltare, dopo quell'ultimo bacio in una notte di veglia davanti al portone di un vecchio condominio parigino. per troppo tempo soltanto il silenzio aveva sfiorato le mie orecchie tese a cercare un suono. ed ora finalmente il silenzio si e' rotto.. e madame defarge e' di nuovo a portata di sussurro.

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  10. Rilke, caro retore, si parlava di Rilke (occhio Dani che qui ci si compromette alla svelta). Rilke, quindi: a differenza di allora, adesso che ci penso, potrei definirmi un "rilkiano di sinistra". Quella volta mi ossessionavano "le cose ultime", che sono una roba da reazionari, mentre quello che mi preme ultimamente e' di saper vivere "nell'attesa", uno stato d'animo piu' conforme all'ortodossia ("Su lottiam, l'ideale nostro fine sara' l'Internazionale, futura umanita'"). E visto che a questo punto ti sarai sicuramente pentita di avermi ritrovato, povera Dani, te la dico proprio tutta: la Madame di allora stava alle Elegie duinesi come quella di oggi sta al Malte (le due cose, ovviamente, vanno a letto insieme). Ma ti prometto che dopo questa flebo di piombo asburgico mi faro' perdonare. Intanto, di nuovo, grazie e bentrovata.

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  11. Dimenticavo: Rilke non lo frequento da una decina di anni, quindi lasciatemi fare il figo con un'ammiratrice senza sollevare magagne di ordine filologico.

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  12. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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