martedì, settembre 13, 2005

Appunti filosofici

Non ero nelle migliori condizioni per ragionare su quanto accadeva, nel frattempo, a New Orleans. Leggevo di bande armate, di rapine, di stupri e di quelle che i giornali più insensibili definivano «scene di anarchia», esasperando l’indignazione dei lettori meno disposti, vuoi anche nel clima generale di emergenza, a tollerare strafalcioni in materia di teoria politica.

Eppure, davanti al racconto della barbarie, senza farmi completamente ammutolire dalla sensazione che quanto stava accadendo non fosse altro che una rituale tragedia di classe, ho pensato che gli stupri e le rapine avessero a che fare con un fenomeno di biologia del profondo.

Smentivano in un qualche modo l’idea che la vita si possa dare all’esterno di una forma di civiltà, prima o dopo, fate voi. L’idea è piuttosto diffusa e prevede che ci sia un’origine della vita ancora vergine, immacolata, immune dagli agenti patogeni dell’organizzazione sociale e delle convenzioni. Qualcuno la chiama valle dell’Eden, qualcun altro innocenza, altri ancora sesso, nel senso di selvaggio.

Noi la chiameremo vita originale, ma solo per assistere subito dopo al momento in cui, emancipata da ogni altra cosa, diventa una vita morta. Non perché l’uomo sia necessariamente un lupo con gli altri uomini, mi dicevo, ma perché la vita senza prendere una forma fa una brutta fine. Tra la vita e la morte di New Orleans, oltre agli uragani, c’erano proprio loro, le forme di vita.

Figuriamoci se pensavo di aver fatto una grande scoperta. No, non e' da me. Poi però ho intuito che lo stesso ragionamento poteva essere di un qualche conforto, per esempio, al ragazzo abbandonato in amore, che sopravvive fino a quando continua a farsi il letto e a pranzare su una tavola apparecchiata.

4 commenti:

  1. non ho visto immagini di quanto successo in USA, ma mentre leggevo il tuo post mi tornava in mente, non so come mai, quel capolavoro di Carpenter che è "Il seme della follia".

    Poi sono arrivato all'ultimo paragrafo, e lì c'è stata la mazzata.

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  2. Caro commentatore,
    mi dicono che questa sera ci potremo incontrare di persona: evviva. Mi fara' piacere raccontarti di novita' piu' o meno piacevoli, come il fatto che in questi giorni sto scrivendo una cosa per una rivistina locale. Si chiama Energie nuove. Giuro.

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  3. cara madame, sperovi in forma. non abbiamo novità, solo stanchezza di cui non vi facciamo in alcun modo partecipe. il resto è bene. il vostro pensiero sulla vita mi piace. ascolavo a fidenza qualcuno che diceva "non sorprendiamoci, siamo solo mammifferi e nel cervello abbiamo solo ormoni". io non lo credo. ma semplifica. ecco, anche voi, ragionando sulla vita e le sue forme, non lasciate che tutto possa semplificarsi, e' semplice, ma non per questo meno faticoso e dicibile.

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